‘Topolino? E’ un soldato di Satana’
18 Settembre 2008
Lo sceicco saudita Muhammad al-Munajid lancia una fatwa contro il celebre eroe dei fumetti
RIAD
Dopo le telenovelas, nel mirino degli imam sauditi finisce Topolino. Con una fatwa (sentenza religiosa), lo sceicco Muhammad al-Munajid - già diplomatico presso l’ambasciata di Riad a Washington - ha definito Mickey Mouse «un soldato di Satana» e un «impuro corruttore», che per questo merita la morte.
In un’intervista alla televisione «Al-Majd», l’imam ha spiegato che, secondo la legge islamica, il topo «è una creatura repellente e corruttrice», in netto contrasto con l’immagine simpatica che i bambini ne hanno grazie ai cartoni animati di Tom e Jerry e al Topolino della Disney. «Mickey Mouse è diventato un personaggio mitico, anche se, secondo la legge islamica, dovrebbe essere ucciso in tutti i casi», ha sentenziato lo sceicco, che il mese scorso si era distinto per aver definito «sataniche» le Olimpiadi di Pechino.
«La sharia si riferisce al topo come «piccolo corruttore» e dice che è permesso ucciderlo - ha spiegato ancora al-Munajid, secondo quanto si legge sul sito ynetnews - Dice che i topi danno fuoco alle case e che sono guidati da Satana. Il topo è uno dei soldati di Satana». Chissà cosa penserà lo sceicco degli estremisti di Hamas, che sulla loro tv hanno presentato un personaggio molto simile a Topolino, utilizzato per incitare all’odio contro Israele?
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Shooting War: fumetti di guerra in un libro e online
10 Settembre 2008
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Cattivik genio del mal’
7 Luglio 2008
Cattivik è un personaggio dei fumetti creato da Bonvi. È una delle tante creazioni del fumettista, tuttavia è stata portata al successo dal suo allievo Silver.
Il personaggio è un grottesco e sfortunato ladro in calzamaglia nera. Vede la luce nel 1965 su un giornale studentesco modenese come parodia dei ben più scaltri e cinici ladri e criminali Diabolik e Satanik; è riproposto il 19 luglio 1970, in veste di personaggio completo, sulle pagine di Tiramolla.
Presto la realizzazione delle avventure viene affidata, come accennato, a Silver, il quale le pubblica su numerose riviste dell’epoca (come il Corriere dei ragazzi) per poi infine, nel 1989, inaugurare una serie autonoma che ha per titolo il suo nome.
Nella sua ultima incarnazione, quella che appunto lo vede protagonista di una testata interamente dedicata a lui, Cattivik è una sorta di maldestro ladruncolo che vive nelle fogne di un’anonima città che in base a determinate battute e passaggi gergali dei protagonisti delle striscie, è facilmente indentificabile con Milano. Si impone come anti-eroe e vittima del sistema. Cattivik è amante del cattivo gusto, irascibile, talvolta ignorante della realtà che lo circonda, è stupido ma impavido, sempre desideroso di compiere i più efferati crimini: che vanno dal furto di un prezioso gioiello allo scippo di una vecchina.
Caratteristiche
Tra le peculiarità del personaggio spicca il singolare modo di parlare, (ricolmo di parolacce, puntualmente censurate), che impone l’esclusione dell’ultima vocale di ogni parola, la tipica risata sghignazzante (a scelta tra Yuk, yuk, yuk e Uaz, uaz, uaz!) che spesso riecheggia tra i sordidi vicoli della città incutendo timore nei passanti (o meglio: nell’omino in bombetta, il Solitomino, tradizionale vittima dei crimini del protagonista e dunque inconsapevole co-protagonista delle avventure) e il modo di spostarsi da un luogo all’altro saltellando, o meglio rimbalzando sfruttando la sua curiosa forma a pera (associata anche ad una castagna o ad una melanzana). Un’altra peculiarità di questo personaggio è l’arma con cui assale il Solitomino, usualmente una sorta di martellone in legno, più raramente un coltello, a volte una pistola semiautomatica. Da notare, poi, la totale mancanza di igiene del personaggio: abita nelle fogne, ha dei topi come occasionali servitori, pare possedere un unico capo d’abbigliamento (la calzamaglia, mutande e scarpe escluse) che si toglie rarissimamente, nonché le consuete esalazioni corporali interne ed esterne, accompagnate spesso e volentieri da episodi di rigetto. Un’altra caratteristica peculiare di Cattivik è la sua immortalità: per quanto in ogni storia venga malmenato, mutilato, investito, schiacciato, smembrato, tritato e persino sciolto nell’acido, ritorna puntualmente integro nell’arco di un paio di vignette.
Comprimari
Gino Solitomino: la caratteristica principale del Solitomino è essere la vittima preferita del “nero Genio del male”. Ad ogni calar delle tenebre, sempre allo stesso angolo della solita via viene costantemente derubato dal criminale in calzamaglia e ridotto sempre a dover rincasare con addosso solo i mutandoni. La caratteristica principale del Solitomino è di essere un impiegato medio che conduce una vita molto monotona; vive in casa con la moglie Gina e con i figlioletti, tutti rigorosamente somiglianti rispettivamente al marito e al padre.
I lettori
Le sue esilaranti avventure sono caratterizzate da una sottile satira a tutto e a tutti e da quel tocco di “ingenua volgarità” che fanno di Cattivik un personaggio adatto alla lettura da parte dei bambini in quanto sfortunato, divertente e implicitamente moralistico (dati gli scarsi risultati delle sue malefatte egli è la dimostrazione che “il crimine non paga”) sia degli adulti che vedono messi in ridicolo molti stereotipi della vita moderna.
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E’ morto Xabaras
10 Novembre 2006
Albo 242 di “Dylan Dog” , forse ? notte, forse giorno o, forse, non lo so e non importa un granch?.
E’ la seconda parte di una storia come tante, ? una storia a colori. Ogni tanto la Bonelli ci fa di queste sorprese accantonando il bianco e nero. E’ una storia a colori, dai bei disegni, il suo titolo sembra preso da un’omelia: “In nome del padre”.
E’ morto Xaparas!
Scusa: ? morto il Dottor Xabaras. Stavolta con un colpo di pistola che gli ha spappolato la testa. Stavolta perch? siamo abituati a vederlo morire e resuscitare proprio come accade a noi il luned? e il weekend. Solo che il Dottor Xabarad torna dalla morte fisica. Il merito ? di un siero che egli stesso ha inventato dall’alto della sua esperienza medica. Col siero, iniettato per via
intramuscolare, i morti tornano in vita. I classici zombie, per intenderci. Il Dottor Xabaras proiettato in un progetto pi? acuto, vuole, e ci riesce, trovare la formula per il siero dell’immortalit?. Chi torna in vita ? un automa, nonostante gli sforzi del dottore nel perfezionare il siero ed ottenere una persona dalle caratteristiche identiche a quelle che aveva in vita.
Uccide il Dottor Xabaras, si appropria del cadavere, lo conduce nel suo obitorio personale e li, dopo averlo messo in una siringa, inietta il siero.
Nel nebbioso passato di Dylan Dog il Dottor Xabaras emerge come padre del famoso indagatore dell’incubo.
Dylan non gli crede, scruta all’interno di se stesso col suo famoso quinto senso e mezzo ma non trova, quasi, nulla. In se la rabbia e la resistenza nel riconoscere il Dottor Xabaras come il suo vero padre. Del resto Dylan ? caratterizzato dal sentimentalismo, dalla spiccata emotivit? che lo spinge spesso a non socializzare con la gente, preferendo i rapporti di coppia.
Dylan vede di per se gli umani come schiere di zombie che affollano gli spazi liberi, figuriamoci ritrovarsi un padre che gli zombie li crea sul serio, un padre dalle sembianze macabre, il Dottor Xabaras sembra davvero la porta di qualche dimensione post mortem. “Non sei mio padre, tu sei un mostro!”. Non ho mai capito se il Dottor Xabaras interpretasse quell’affermazione come un complimento. No, forse no, il dottore ? una di quelle persone che nascondono all’esterno i sentimenti. Un rapporto padre - figlio che mi ricorda un po’ quello della saga di Star Wars.
Ogni mostro delle storie di Dylan ? un diverso dai sentimenti sorprendenti. Il Dottor Xabarax da anni, oserei dire da una vita se non fosse ironico in questo contesto, insegue la perfezione del suo siero per potere regalare al figlio che ha trascurato, la vita eterna. Un atto che vede come un nobile dovere. Ed il dottore ci riesce, scopre che la sostanza non funziona se iniettata dopo
un minuto dalla morte del “paziente”. Riesce a imprigionare Dylan e fa uno sporco gioco: si spara al cuore dopo avere avvisato il figlio che il siero avrebbe fatto effetto solo se iniettato entro un minuto. E’ furbo, sa che Dylan sente per certo d’essere suo figlio, sa che non vorrebbe mai avere questo tipo di scelta, fra la vita e la morte.
Dylan, ormai fiducioso d’avere ricomposto il puzzle del suo passato, non si lascia sfuggire il padre e gli inietta il siero.
Il dottor Xabaras si riprende, anzi, resuscita, sa che deve lo stesso trattamento al figlio.
Il mondo degli zombie lo vedo sempre diviso in due specie, ci sono zombie che continuano a fare la vita di sempre, casa - famiglia - lavoro - supermercato. Arrancano, ridono, ma non ? vero nulla, guardano ma non ti vedono, ti sentono, ti vogliono mangiare; ci sono invece zombie che vivono e non sentono nulla, non provano niente, sono morti anche se camminano, nulla gli da un’emozione, niente li attrae, trovano solo monotonia ovunque.
Il Dottor Xabaras si accorge d’essere di questo tipo, dopo l’iniezione del siero non prova pi? nulla, non ha fame, non ha sonno, vorrebbe abbracciare il figlio ma non trova stimolo, si rende conto d’avere buttato via la vita nella ricerca di un siero che rende si immortali ma apatici. Una monotonia che cresce giorno per giorno, nemmeno gli zombie del primo tipo gli fanno pi? nulla. Rinuncia al suo dono, quale padre darebbe al figlio una vita cos??
Caduto il suo obiettivo Xabaras si uccide. Ma sar? vero? Siamo abituati a trovarci di fronte una realt? riflessa in un’altra, in questo caso la realt? ? il riflesso di chi scrive e disegna. Sempre che non sia uno zombie, Dottor Xabaras docet.
Marco Dimitri
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Peanuts
2 Novembre 2006
Quando nasce e chi lo crea?
“Peanuts” (letteralmente “Noccioline” o anche “Personcine”) ? una striscia creata nel 1950 dall’americano Charles M. Schulz, e pubblicata da oltre 2600 giornali in 75 paesi diversi. Schulz continu? a disegnare ininterrottamente le sue celebri strisce fino a quando la salute glielo permise: nel 1999, infatti, annunci? che non avrebbe pi? disegnato le avventure dei suoi bambini. Il 13 febbraio 2000, il giorno dopo la morte di Schulz, venne pubblicata la sua ultima, inedita striscia.
Un click sulle immagini per ingrandirle

L’ultimo saluto di Schulz
Chi sono i Peanuts?
I Peanuts sono un cane, un uccellino e un gruppo di bambini, che si interrogano sul mondo, sulla piccole faccende quotidiane, sull’amore e l’amicizia. Charlie Brown e il suo cane Snoopy (con l’amico uccellino Woodstock) sono il vertice di questo mondo, e intorno a loro prendono voce i pensieri del filosofico Linus, della nevrotica Lucy, dell’ingenua Sally, del maschiaccio Piperita Patty, della sua compagna di riflessioni Marcie, del musicista Schroeder e di tanti altri, tutti bambini distinti l’uno dall’altro, con precise caratteristiche e nevrosi, specchio del mondo
Snoopy negli anni ‘50
Charlie Brown negli anni ‘60
Sally negli anni ‘80
Lucy negli anni ‘90
Qual ? il loro mondo?
Il mondo dei Peanuts ? un mondo senza adulti, dove i protagonisti assoluti sono i bambini, e dove i loro genitori e insegnanti non compaiono mai. Tuttavia, i dubbi che queste personcine affrontano sono come quelli dei grandi: ? l’ingenuit?, la freschezza, la spontaneit? delle loro riflessioni che rende i Peanuts cos? poetici, cos? ricchi e densi di significati. Charlie Brown ? depresso e sfiduciato, Lucy rasenta la nevrosi, Linus ? un genio precoce, come Schroeder, perso nella sua musica: ognuno ? un piccolo specchio del mondo “dei grandi”, rappresentato con purezza e candore, ma non certo con superficialit?.
Le riflessioni di Charlie Brown
Snoopy e Woodstock
Guida alla lettura
in Italia le strisce dei Peanuts vengono pubblicate mensilmente a colori sulla rivista Linus. La Baldini&Castoldi, invece, ha pubblicato (e continua a pubblicare) le strisce raccolte in volumetti, in ordine cronologico. Il primo, “Arriva Charlie Brown”, del 1995, raccoglie le prime strisce e contiene un’introduzione a cura di Umberto Eco.
Sempre a cura della Baldini&Castoldi, esistono poi edizioni brossurate, cofanetti ed edizioni speciali: dato che la casa editrice continua a ristampare nuove edizioni, ? difficile dire quanti siano esattamente i volumi dedicati a Snoopy e ai suoi amici.
Sicuramente, il modo pi? pratico per avere sempre con s? i Peanuts ? procurarsi le edizioni economiche (all’incirca 3,00/4,00 euro) della Baldini&Castoldi: i volumetti riproducono le strisce originali in bianco e nero, nella tipica disposizione adottata da Schulz, ovvero le mini-strisce da quattro vignette l’una.
Martina Galea
Ubcfumetti
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