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L’ uRLO

8 Febbraio 2007

l’Urlo: Intervista a Marco Dimitri

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Intervista a Bestia 666 (Marco Dimitri)

27 Novembre 2006

Intervista a Bestia 666 (Marco Dimitri)
Il nome pi? conosciuto quando si parla di sette sataniche ? Marco Dimitri (foto), il bolognese padre della setta Bambini di Satana, venuto pi? volte alla ribalta delle cronache per problemi giudiziari. Sempre assolto, Dimitri ci racconta come ha iniziato, cosa si aspetta dal nuovo millennio e chi ? Satana. I suoi adepti lo chiamano Bestia 666

Quando ha maturato questa convinzione?

Sin da piccolo. ? stata una ricerca personale dettata dalla mia esigenza di avere risposte su ci? che sono, sulle possibilit? che ho. Non mi andava bene ci? che mi veniva inculcato e cos? mi sono dato delle risposte da solo, delle risposte alternative.

Quando ha iniziato a organizzarsi?

dimitri.jpgNel 1982, avevo circa vent’anni, e ho fondato la setta dei Bambini di Satana.

Quanti siete?

Siamo circa settecento in tutta Italia. La maggioranza ? maschile e l’et? ? compresa dai ventuno ai trentacinque anni.

Che tipo di attivit? svolgete?

Principalmente ? informazione. Per la ritualit? ci rifacciamo alla nostra parte istintiva. ? un’espressione la nostra. Non siamo un gruppo fideistico, nessuno di noi venera un dio. La nostra ritualit? ? espressione di ci? che abbiamo dentro: danza, forza, rapporto con l’universo, simbiosi con l’uomo e con ci? che c’? in fondo all’uomo.

Avete contatti con altri gruppi organizzati di satanisti?

Ovviamente li conosciamo, ma contatti di collaborazione non ce ne sono. Ho fondato i Bambini di Satana perché nel panorama satanista non avevo trovato nulla di interessante. Quindi, collaborare con altre sette di cui non condivido niente ? un controsenso. Troppe divergenze di ideali.

I suoi problemi giudiziari come si sono risolti?

Ho avuto molte volte problemi con la legge. Da quando siamo diventati una realt? interessante e conosciuta, hanno cercato di etichettarci come criminali. Quando diventi famoso e scomodo ti devi scontrare con il potere. Oppure ti pieghi. Io non mi sono piegato e cos? hanno cercato di diffamarmi.

Cosa prevede per il nuovo millennio?

Non credo nella ritualit? spicciola dell’evento millenario. Credo che forme di espressione di questo genere prenderanno piede, ho paura per? che anche l’aspetto pagano di venerazione possa ancora riscuotere consensi. Il problema principale ? che tutti pensano a Satana come al Dio del male, ma la cosa pi? contraddittoria ? che lo pensano i cristiani, che dovrebbero essere monoteisti e quindi prevedere solo un dio da venerare. Sono tutte fandonie, superstizioni.

E per lei che cos’? Satana?

Per me ? la parte conoscitiva dell’uomo, la conoscenza: arte, sapere, musica, scienza, il desiderio dell’uomo di andare oltre il fatalismo, oltre la religiosit?. La parte dell’uomo che esprime se stesso. Satana vuol dire avversario. Nulla ? pi? Satana dell’uomo che ? se stesso.

(di andrea amato)
delCinema.it

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Intervista ad Antonella Beccaria

10 Novembre 2006

Intervista ad Antonella Beccaria
Stefano Valbonesi a colloquio con l’autrice di Bambini di Satana

Intervista ad Antonella Beccaria [La Tela Nera]: Ciao Antonella. Ti va di dirci qualcosa di te? Chi sei, dove vivi, cosa fai, da dove vieni e dove stai andando?
[Antonella Beccaria]: Ho 33 anni, sono di origini pavesi ma vivo a Bologna dal 1999 e ho un passato di cronista di nera in un quotidiano di provincia. Chiusa questa esperienza, ho progressivamente cambiato settore e sono approdata all’editoria informatica e al software libero scrivendone molto. Adesso uso abitualmente GNU/Linux e questo strano percorso mi ha permesso di conoscere le realt? legate alla libert? di cultura in rete e fuori. Poi si sa che i grandi amori sono quelli che alla fine rimangono e scrivere mi ha permesso di tornare su argomenti pi? da pagine di nera che da listati di codice sorgente.

[LTN]: Quando hai scoperto la scrittura? E quando, invece, hai capito che la scrittura sarebbe stata qualcosa di pi? di un semplice svago?
[AB]: Scrivere, al pari di leggere, ? sempre stata una passione e ho iniziato a trasformarla qualcosa in pi? durante gli anni dell’universit? quando lavoravo al giornale e abbozzavo racconti tratti per lo pi? dalle storie in cui mi imbattevo. Ne tiravo fuori altre storie, di solito piuttosto cupe, che cercassero di rappresentare la realt? che la gente viveva per la strada o nelle proprie case. Una realt? che era tutt’altro che piacevole.

[LTN]: Quali sono i punti di riferimento letterari che influenzano il tuo stile o il tuo approccio alla storia?
[AB]: Ce ne sarebbero moltissimi. Volendo fare qualche nome, direi che uno di questi ? Eraldo Baldini, uno scrittore di Ravenna, che nei suoi romanzi descrive alla perfezione quello che viene chiamato il “gotico rurale”, il nero dietro facciate campestri che solo apparentemente sono placide e innocue. Un altro ? Danilo Arona per la perfetta mescolanza di trame che sembrano svincolate le une dalle altre ma che in modo quasi alchemico vengono a toccarsi. Poi aggiungerei Valerio Evangelisti e Wu Ming per la qualit? nella costruzione delle storie, Maurizio Matrone per la sensibilit? e l’ironia che traspare dalle sue pagine e Luigi Bernardi per la lucidit? nell’interpretazione dei fatti. Tra gli stranieri, sicuramente Joe R. Lansdale, Chuck Palahniuk e Clive Barker. Ma anche giornalisti come Andrea Purgatori o Daria Lucca per la tenacia nelle loro inchieste.

[LTN]: Ho letto con enorme piacere il tuo libro Bambini di Satana - Processo al diavolo. I reati mai commessi di Marco Dimitri, pubblicato per l’editore Stampa Alternativa e con prefazione di Carlo Lucarelli. ? un lavoro che ripercorre efficacemente la drammatica vicenda giudiziaria riguardante i Bambini di Satana. Quando e perché hai sentito l’esigenza di scrivere questo libro?
[AB]: Intanto grazie per l’apprezzamento. Per rispondere alle tue domande, una prima idea di ricostruire questa vicenda mi venne negli anni in cui accadde, tra il 1996 e il 1997. Da un lato, le ricostruzioni giornalistiche del tempo erano piuttosto inverosimili e non lasciavano trasparire reali elementi a suffragio di ci? che si andava sostenendo. Questo fatto mi aveva incuriosito. Dall’altro ha contribuito la lettura di Lasciate che i bimbi - Pedofilia: un pretesto per la caccia alle streghe, un libro scritto nel ‘97 da Luther Blissett nel quale si toccava anche la vicenda dei Bambini di Satana facendo notare come atteggiamenti giustizialisti avessero giocato non poco in quella vicenda. Ma a quei tempi, l’idea di scriverne a mia volta era una delle tante che mi venivano e che finivano parcheggiate in un cassetto. L’ho ripescata nel 2004 quando i Bambini di Satana sono stati risarcisti per il periodo di ingiusta detenzione. Era stata posta davvero la parola fine e mi ? sembrato un buon momento per ricostruire quella storia: erano trascorsi anni, i fatti forse si potevano esaminare con una lucidit? differente e soprattutto sugli indagati del tempo - nonostante l’assoluzione - gravava ancora l’onta per le gravissime accuse che erano state rivolte loro, non era stato sufficiente che fossero riconosciuti pienamente innocenti per levare loro il marchio d’infamia che era stato pubblicamente posto.

[LTN]: Come hai organizzato il lavoro in fase di stesura e quali sono stati i momenti nei quali hai incontrato maggiori difficolt? ?
[AB]: Innanzitutto ho raccolto quanto pi? materiale giornalistico dell’epoca: per quanto impreciso e grossolano fosse stato a lungo, permetteva comunque di avere un filo della storia e in particolare permetteva di ricostruire il contesto storico in cui si era consumato. Poi ho preso contatti con Marco Dimitri per verificare la sua disponibilit? a raccontarmela dal suo punto di vista, la vicenda, e contestualmente mi sono basata sugli atti giudiziari e sul supporto degli avvocati della difesa. In questo modo avevo una specie di sistema di verifiche incrociate e potevo osservare i fatti da un punto di vista piuttosto articolato. I libri Lasciate che i bimbi e il successivo Back pages -Storia di un libro maledetto di e su Luther Blissett mi hanno infine consentito di aver spunti di riflessione interessanti. I momenti di difficolt? invece li ho incontrati in fase di fase di stesura della storia, che ? piuttosto complicata: riassumere e rendere chiara una serie di elementi in qualche caso ? stato arduo ed era un continuo cancellare, riscrivere e correggere.

[LTN]: Quando i media fecero scoppiare il caso dei Bambini di Satana nel 1996, si ebbe l’impressione che in Italia si fossero spalancate le porte dell’inferno. Il nome di Marco Dimitri girava sulla bocca di molti come la prova pi? evidente dell’esistenza di Satana, quell’idea di male, che la tradizione cristiana vuole assoluto, personale e preferibilmente con la coda e due corna in testa. Qual ? il rapporto fra Dimitri e il modello cristiano di Satana?
[AB]: Al contrario di ci? che si crede, nessuno. Il tipo di satanismo al quale Dimitri e i Bambini di Satana si richiamano non ? cristiano, ma pagano: pongono l’uomo come divinit? di se stesso e si rifanno a teorie filosofiche che non riconoscono l’esistenza di Dio e dunque del sistema teologico collegato.

[LTN]: Ripercorriamo al volo le fasi di questa vicenda. Il 24 gennaio 1996 i carabinieri arrestano Marco Dimitri, Gennaro Luongo e Piergiorgio Bonora, i vertici dell’associazione Bambini di Satana, un gruppo satanista di Bologna. Sono accusati di aver narcotizzato e stuprato Elisabetta Dozza, ex fidanzata di Luongo, durante una messa nera. Ma chi era all’epoca Marco Dimitri e come era arrivato a costituire l’associazione?
[AB]: Marco Dimitri era una ex guardia giurata che era diventata nota tra la fine degli Anni Ottanta e l’inizio degli Anni Novanta dopo aver partecipato a qualche trasmissione televisiva e aver rilasciato interviste a giornali nazionali. A volte giocava un po’ con gli stereotipi dei satanismo made in Hollywood perché avrebbero forse facilitato la veicolazione del nome dei Bambini di Satana. Che ? un’associazione legalmente costituita, fondata dallo stesso Dimitri nel 1982 dopo un percorso tra un’adolescenza difficile e ardori giovanili per l’esoterismo. Pi? avanti li aveva abbandonati per passare a un’impostazione prettamente materialistica. A quei tempi, non aveva pendenze penali né aveva subito condanne: prima del ‘96 era stato oggetto di un paio di inchieste, ma erano state entrambe archiviate perché non erano stati ravvisati elementi di reato.

[LTN]: I ragazzi vengono scarcerati il 13 febbraio, ma nel frattempo emerge la storia di un bambino di tre anni, conosciuto con il nome di Federico, che sarebbe stato infilato dentro una bara e violentato durante un rito satanico. Le indagini proseguono e nel frattempo i media innescano l’allarme sociale, utilizzando il satanismo e la pedofilia come argomenti di sicuro sconcerto e indignazione. Come se la passa Dimitri in quel periodo?
[AB]: Decisamente male. Nel primo periodo di carcerazione, tenta il suicidio e quando il Tribunale delle Libert? ne dispone il rilascio, l’etichetta del mostro gli ? gi? stata apposta con tutto ci? che ne consegue. I primi mesi corrispondono a un crollo emotivo per lui, che comunque continua a professarsi innocente. Con la seconda carcerazione e il progredire dell’impalcatura accusatoria, paradossalmente, inizia a reagire e dimostra per tutta la durata della vicenda un certo temperamento nel difendersi.

[LTN]: Nel giugno dello stesso anno, i tre indagati sono di nuovo tradotti in carcere. L’inchiesta si allarga a macchia d’olio, si srotola una teoria di accusati e ipotesi fantasiose, che i giornali trasformano in mostri e certezze. A sentire i giornali e le notizie in TV, i Bambini di Satana sono un gruppo di criminali e pervertiti sessuali in contatto con il demonio. Che cosa c’? di vero in tutto ci??
[AB]: Assolutamente nulla. In quei primi mesi, i giornali - senza distinzioni - hanno usato toni forcaioli basati solo su fantasia. O meglio hanno dato per scontata la colpevolezza di Dimitri e dei suoi coimputati: dunque le dichiarazioni che venivano rilasciate ai giornali da parte dei cosiddetti “esperti” - sociologi, prelati, psichiatri, eccetera - erano orientate in una sola direzione. Occorrer? attendere l’ingresso sulla scena di Luther Blissett perché qualcuno cominci a porsi dei dubbi.

[LTN]: Ci sono diverse aspetti che mi hanno inquietato in questa triste storia, dove il nulla si sostituisce al buon senso. Per esempio, le testimonianze clamorose della teste Elisabetta Dozza. Perché la ragazza si era inventata tutto?
[AB]: Non si sa. Di questa vicenda si conoscono il chi e il come, il perché ? una domanda a cui non ? stato possibile dare risposta. L’unica cosa certa ? che esiste la sentenza del tribunale nel quale si afferma che la teste non era credibile per diversi motivi: tra questi, le continue ritrattazioni di fronte a “emergenze processuali”, come dicono gli atti, fatti che non collimano con gli accertamenti, dichiarazioni non confermate da altri testi chiamati a deporre.

[LTN]: Riguardo alle presunte violenze su Federico, come si ? proceduto nel raccogliere e interpretare la sua testimonianza?
[AB]: Si ? proceduto in modo strano nel senso che il bambino non viene mai sentito direttamente, ci sar? sempre qualcuno che parler? per lui. Addirittura che disegner? per lui. Sempre nella sentenza, si dice che ? possibile che in lui sia stato ingenerato il meccanismo del “falso ricordo”. Peraltro la sentenza dice anche che forse a qualche evento traumatico potrebbe essere stato davvero sottoposto, ma non ci? di cui erano accusati gli imputati e soprattutto non per mano loro.

[LTN]: Mi ha colpito la sicurezza dei magistrati nel sostenere le dichiarazioni della ragazza, spesso contraddittorie, e del piccolo bimbo. Secondo te c’? stato un motivo particolare dietro questa “efficienza”?
[AB]: La storia che aveva portato alla prima incriminazione, quella di violenza sessuale ai danni di una sedicenne, aveva sicuramente allertato gli inquirenti che comunque sono obbligati a indagare quando ricevono una notizia di reato. Penso che il pubblico ministero abbia ritenuto di avere sufficiente elementi in mano per perseguire fino in fondo la sua idea arrivando forse allo zelo investigativo. C’? da dire che poi sar? sempre la magistratura ad assolvere gli imputati e che la corte e il suo presidente hanno lavorato con molta attenzione nei mesi del processo.

Antonella Beccaria[LTN]: Ma quello che mi ha lasciato allibito ? stata la condotta dei media. In particolare, il Resto del Carlino si distinse con articoli “sconvolgenti”, dove ogni dettaglio dell’inchiesta si trasformava in un orrore degno di un B-movie. Perché questo atteggiamento feroce?
[AB]: Sensazionalismo, scarsa accuratezza nella gestione delle notizie, sventatezza nell’utilizzo delle fonti. A mio avviso, sono questi tre elementi che hanno contribuito a rendere feroce la campagna stampa in questa storia. E non ? stato solo un problema del Resto del Carlino: anche gli altri giornali (quotidiani, periodici, testate televisive, talk show) hanno adottato la stessa “disinvoltura”. Poi, come gi? dicevo, qualcuno ha iniziato a pensare e si arriver? alla vigilia del processo per esempio a un editoriale di Repubblica, che sar? un mea culpa pubblico per il lavoro svolto in precedenza.

[LTN]: A rinforzare l’allarme sociale arrivarono gli immancabili esperti: studiosi del GRIS (un’associazione privata cattolica di ricerca e informazione socio-religiosa), sacerdoti, esorcisti… quello che usc? dalla TV e dai giornali non poteva essere altro che una condanna, da parte della religione egemonica, di una cultura che esercitava il diritto di tirarsi fuori dalla religione stessa. Marco Dimitri ? stato “sacrificato” anche perché avverso alla religione cattolica?
[AB]: Non so se il termine sacrificato sia quello pi? corretto. Sta di fatto che sicuramente la sua avversione alla religione cattolica un ruolo lo deve pur avere avuto. Per di pi?, di questa avversione ne faceva dichiarazioni pubbliche sui media. Il che sicuramente lo ha reso un bersaglio pi? raggiungibile di altri che invece sono degli sconosciuti.

[LTN]: Fortunatamente, durante le indagini e il processo si costitu? un fronte a sostegno dell’innocenza di Dimitri e compagni. In questo campo spicca il contributo di Luther Blissett Project, pseudonimo usato da una serie di scrittori e intellettuali, una parte dei quali sono confluiti successivamente nel famoso collettivo Wu Ming. Bisognava ridare un po’ di buon senso alla faccenda, ma pare che qualcuno non abbia gradito…
[AB]: No, hai ragione, per nulla. Le conseguenze piovute addosso a Luther Blissett sono peraltro arrivate dopo l’assoluzione. Lasciate che i bimbi ? stato querelato per diffamazione dal pubblico ministero, che ha citato in giudizio l’editore del libro, Alberto Castelvecchi, e i due provider che avevano messo su Internet la versione elettronica dell’opera, rilasciata con una licenza “no copyright”, definita dall’atto di citazione una “licenza per uccidere” dato che provocherebbe un danno di immagine personale e professionale molto pi? ampio che non l’opera cartacea. Poi l’editore Castelvecchi ha chiamato in causa in modo molto discutibile Roberto Bui, attualmente Wu Ming 1, che aveva firmato il contratto di edizione per la pubblicazione del libro. Inoltre in quel periodo Wu Ming 1 si ? ritrovato a mo’ di minaccia sulla porta di casa una testa di maiale. Infine, Luther Blissett ? stato accusato nemmeno troppo velatamente di essere il mandante morale di un’incursione vandalica dei locali di un’associazione che si occupa della tutela dei minori. Cosa che chiaramente non corrispondeva a verit?.

[LTN]: La vicenda giudiziaria si chiude il 20 luglio 2004, con il risarcimento stabilito dalla Corte d’Appello di Bologna per il periodo di ingiusta detenzione, durato 400 giorni, di centomila euro per Marco Dimitri. Lui non ha mai commesso ci? che gli ? stato imputato. Nelle conclusioni del tuo libro lasci al lettore varie tracce sul perché la storia dei Bambini di Satana abbia preso una piega tanto grottesca e sciagurata. Da cattivo lettore mi permetto di girarti la domanda: perché tutto ci??
[AB]: Chi lo sa. Come gi? dicevo, la storia ? stata ricostruita per intero con eccezione del “perché”. Ci si avvicinava all’anno giubilare e i preparativi stavano per entrare nel pieno. Bologna era una citt? ancora sbigottita dall’aver scoperto che la banda della Uno Bianca era composta quasi per intero da agenti di polizia e il processo per quest’altra gravissima storia era in corso. La vicenda del mostro di Marcinelle era appena esplosa facendo vivere l’allarme pedofilia che poi si replicava anche qui in diverse citt? , come Modena e Milano, con vicende sgonfiate dai processi o sulle quali ? rimasto il dubbio di aver condannato un innocente. Infine, con le prime regolarizzazioni e sanatorie, l’Italia si andava accorgendo che il flusso migratorio era un fenomeno diffuso e l’arrivo di cittadini extracomunitari voleva dire per qualcuno l’arrivo anche di culture, tradizioni, credenze estranee al tessuto sociale locale. Si verificava dunque una sorta di rigetto fatta di sospetti, diffidenze quando non vere e proprie forme di razzismo. Da quest’ultimo punto di vista, si pu? dire che gli anni successivi non sono stati migliori.

[LTN]: I Bambini di Satana sono ancora in attivit?. Come se la passano? Hanno avuto altri problemi?
[AB]: S?, qualcuno ce lo hanno avuto di recente, ma nulla di paragonabile a dieci anni fa. A maggio, l’omicidio a Roma di una ex iscritta all’associazione aveva fatto prendere in considerazione anche la “pista satanica”. Ma fin dall’inizio ? apparso chiaro che era un’ipotesi inconsistente e i sospetti si sono concentrati sull’ex marito della vittima. Qualche settimana dopo, Dimitri ? stato fatto oggetto di quelle che sembrano minacce: gli ? stata recapitata una busta contenente un proiettile e lui ha sporto denuncia contro ignoti. Peraltro ? la seconda volta che ? il destinatario di una molestia del genere, la prima volta accadde dopo l’assoluzione. Poi, ogni tanto, qualcuno si ricorda dell’esistenza dei Bambini di Satana, soprattutto in relazione a fatti di cronaca particolarmente efferati come quelli legati alle Bestie di Satana e ne parla come se c’entrassero qualcosa in episodi di cos? rilevante gravit?.

[LTN]: Ci? che accadde a Dimitri potrebbe ancora accadere al giorno d’oggi, o la vicenda dei Bambini di Satana ? avvenuta in un preciso contesto sociale che ora non esiste pi??
[AB]: L’errore giudiziario ? un evento che purtroppo non ha colpito solo i Bambini di Satana, la loro vicenda e le relative torbide accuse hanno “solo” fatto pi? clamore. Dunque, indipendentemente dal fatto che l’associazione di Dimitri fosse un bersaglio designato o meno, credo che sia una vicenda che pu? ripetersi, almeno da un punto di vista giudiziario. Spero invece che da quello mediatico ci sia pi? attenzione e forse ci sar? . Dico questo perché, con l’omicidio di Roma di cui ho parlato prima e poi con la riapertura dell’inchiesta sulla scomparsa di un ragazzo lombardo che forse aveva avuto a che fare con le Bestie di Satana, ho notato una maggiore responsabilit? di chi scriveva. Devo anche aggiungere che questa affermazione non vale per tutti i giornali che si sono occupati di questi fatti. Quasi tutti, per?.

[LTN]: Vedo che hai gi? delle pubblicazioni in attivo con l’editore Stampa Alternativa. Quando lo hai conosciuto e com’? il rapporto con lui?
[AB]: S?, Stampa Alternativa ha pubblicato alcuni miei lavori precedenti. La collaborazione ? iniziata alcuni anni fa e mi piace lavorare con loro, si ? instaurato un buon dialogo e sono aperti alle proposte e alle sfide. Come quella di rilasciare il mio libro - ma anche diversi altri - con una licenza Creative Commons: credono alle possibilit? che la rete e la libera diffusione dei contenuti possono offrire.

[LTN]: Com’? avvenuto l’editing del manoscritto?
[AB]: ? stato un passaggio gestito con attenzione: le poche modifiche apportate al manoscritto sono state concordate insieme dopo essere state discusse, non ci sono state imposizioni da parte dell’editore. Questo ha permesso di lavorare anche rapidamente.

[LTN]: Il tuo libro ? disponibile in libreria, ma pu? essere scaricato gratuitamente dal tuo blog (http://antonella.beccaria.org/) cos? come dai nostri siti LaTelaNera.com ed eBookGratis.net, perché rilasciato con licenza Creative Commons. Vuoi spiegare ai lettori che non la conoscono come funziona questo tipo di licenza e quali sono i vantaggi?
[AB]: Intanto le licenze Creative Commons sono pi? di una (l’elenco completo ? disponibile all’indirizzo http://www.creativecommons.it/Licenze) e conferiscono gradi di libert? differenti al lettore o a chi fruisce un’altra opera dell’intelletto. Per il mio libro ? stata scelta una licenza Creative Commons Attribuzione-NonCommerciale-Condividi allo stesso modo: in pratica, il lettore pu? riprodurre e distribuire integralmente o parzialmente il testo senza commettere violazione del diritto d’autore a patto che non ne faccia un uso commerciale, non dimentichi di indicare l’autore e l’editore e non cambi la licenza, che deve rimanere invariata. Per il resto, sceglie il lettore che fare: dall’usare le pagine per la gabbia del canarino a realizzare un’opera derivata.

[LTN]: Visitando il tuo blog e la tua pagina personale (http://www.linux.it/~shalom/), scopro che ti occupi anche di editoria tecnica e informatica e ci? che riguarda, in generale, la libert? d’informazione e di cultura. Io ritengo che la storia di Marco Dimitri c’entri parecchio con questo argomento. A tuo parere, a che punto ? la libert? di pensiero in Italia?
[AB]: Sarebbe un discorso lungo che va a toccare argomento complessi come la lottizzazione dei vertici dell’editoria italiana, il duopolio quasi incontrastato delle frequenze, l’utilizzo di intercettazioni in modo illegale a danno di giornalisti e operatori dell’informazione. Per parlare solo di quella che nel linguaggio dei blog viene definita come “informazione mainstream”, in contrapposizione ai “citizen media”, all’informazione dal basso. E anche qui non c’? di che star troppo allegri: la produzione culturale in Rete ? minacciata da anni di leggi nazionali e sovranazionali che irrigidiscono fino all’inverosimile la tutela del diritto d’autore e di quella che viene chiamata “propriet? intellettuale”, un grande artificio giuridico del WTO per permettere alle major dei contenuti di continuare a difendere i propri profitti (dei quali agli autori, ahim?, va ben poco). Con la “scusa” di salvaguardare la sicurezza dei cittadini, combattere il terrorismo e perseguire la pirateria, altro termine per gettare fumo negli occhi e criminalizzare indistintamente fasce di utenti eterogenee, il controllo dei contenuti in rete rischia di diventare troppo facile e il condizionamento quindi un gioco da ragazzi. Se l’ondata di chi usa Internet per condividere conoscenza penso che non possa essere fermata, penso anche che occorra prestare molta attenzione a iniziative legislative restrittive e azioni poliziesche condotte a volte oltre il limite della legalit? , come nel caso accaduto a Indymedia un anno fa.

[LTN]: Tu scrivi in ambito sia saggistico sia narrativo. Che tipo di approccio preferisci? La storia come inchiesta e impegno, o la storia come narrazione e rappresentazione?
[AB]: Preferisco gli approcci che si contaminano: una vicenda realmente accaduta raccontata come un romanzo e una storia di fantasia che possa anche avere la forma di un’inchiesta giornalistica. Ogni vicenda, reale o fantastica, deve andare alla ricerca del registro narrativo che meglio le si addice e non essere confinata dalle regole di genere.

[LTN]: Hai qualche nuovo progetto editoriale in cantiere?
[AB]: S?, un paio. Il primo riprende un po’ quanto dicevo sopra e vorrebbe raccontare una storia accaduta realmente con gli strumenti del romanzo. La seconda invece ? un lavoro prettamente saggistico sulle libert? digitali. Non aggiungo altro perché sono davvero in una fase embrionale. Infine ho iniziato a pubblicare sul mio blog un racconto lungo a puntate molto liberamente ispirato alla storia di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio, che ? a uno stadio abbastanza avanzato, ma che comunque deve essere ancora completato.

[LTN]: Okay, Antonella. Grazie della disponibilit?. A nome de La Tela Nera ti faccio i migliori auguri per il tuo libro e il tuo futuro di scrittrice. E ribadisco ci? che Carlo Lucarelli scrive all’inizio della prefazione: “Questo ? un libro che deve essere letto.”
[AB]: Grazie a voi per quest’intervista :).

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Intervista a Marco Dimitri fondatore dei Bambini di Satana

2 Luglio 2006

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LA RIBELLIONE DELL’ANGELO CADUTO: INTERVISTA A MARCO DIMITRI FONDATORE DEI BAMBINI DI SATANA

Marco Dimitri ? certamente un personaggio controverso le cui idee fanno sempre discutere. Tante cose sono state dette riguardo la sua fede nel satanismo e tante le stupidaggini e le inesattezze a tal proposito. Abbiamo cercato di capire e far capire cosa si nasconda in realt? dietro all’associazione culturale dei Bambini di Satana nella speranza che dopo questa intervista qualche dubbio sia stato sciolto.

Chi ? Marco Dimitri ?
- Sono, con orgoglio, un cittadino di serie zeta, un diverso che crede la diversit? come l’accesso al genio. Sono presidente fondatore dei “Bambini di Satana” ma non tutti sono perfetti.

Com’? nata l’associazione culturale de “I Bambini di Satana” ? E come sei arrivato alla sua ideazione ?
- Ho ideato l’associazione perché volevo qualcosa di unico, genuino, che non fosse avariato da predatori. Desideravo una forma di pensiero libero che fosse proiettata alle virt? umane, all’espressione, a quella forma artistica e creativa che tanto l’oscurantismo si sforza di mistificare.

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Cos’? il Satanismo ?
- E’ la forma di pensiero che proclama l’essere umano come epicentro universale, misura di tutte le cose, coinvolto nel sentimento, nell’arte, nella scienza e in tutte le passioni che concedono la virt? di essere vivi e, magnificamente, se stessi. E’ l’istinto, il pensiero, la ricerca, l’espressione, la conoscenza. Tutto ci? che evolve e che si contrappone alla follia di chi sottomette nel nome di un qualsiasi amabile dio-padrone.

Perché seconde te l’opinione pubblica ha paura di voi ?
- Perché non ci conosce, ? strumentalizzata dal terrorismo religioso che necessita dell’esistenza di un ente malefico per trarne profitti economici. Il monoteismo indottrina la popolazione con libri, film, pubbliche dichiarazioni. Non di rado si sente affermare da alti esponenti della Chiesa che esiste il diavolo ed ? persona, capace di appropriarsi della volont? dei singoli, uomini, donne, bambini. L’unica cura ? tanta fede e l’esorcismo. Queste orribili dichiarazioni incrementano delitti, fobie, sottocultura. La gente ci vede per quello che la Chiesa dice. Non per quello che in realt? siamo. Pensano di noi che siamo seguaci del male, capaci di qualsiasi cosa. Posso solo dire che il male, ha nomi e cognomi, basta osservare non sar? difficile individuarli, specie in questi tempi.

Pensi che ci sia libert? nel nostro paese oppure ? solo un’illusione di comodo ?
- C’? una libert? fittizia che in realt? non concede nulla all’individuo, lo reclude in una gabbia da cui mai potr? uscire. Il Paese sta davvero crollando sotto il peso di un regime. Aumenta la povert?, vengono proclamate leggi sempre pi? assurde e proibizioniste. Il cittadino non ? pi? garantito, viene abbandonato dalle strutture al primo piccolo problema. Ad esempio gli invalidi devono “vivere” con 250 Euro al mese ma ci si preoccupa della sigaretta fumata nei luoghi pubblici. Lo spinello ? diventato una droga pesante mentre l’alcool lo vendono anche ai bambini. Ci si preoccupa dello smog ma non dell’alimentazione, la carne ? in realt? pi? cancerogena delle polveri respirate. Questa, signori, ? follia. Non siete indemoniati. Bisogna stare attenti perché la repressione conduce alla violenza. In primis quella all’interno del nucleo famigliare, i delitti sono in crescita e cos? pure la depressione. La gente dovrebbe vedere il male dove in realt? davvero c’?. E il male ? nella negazione dei diritti, nella discriminazione ideologica, razziale, sessuale. E’ negare l’accesso alla partecipazione, il male.

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Cosa pensi di chi si professa Satanista e ammazza i suoi simili ?
- Penso che sia ammaliato dalla figura del Satana cattolico, che peraltro non esiste. Teologicamente Satana ? il contestatore non il dio del male. Per? non mi impressiona tanto il ragazzino che uccide l’amico quanto istituzioni che uccidono sistematicamente. Abbiamo visto candidati al nobel per la pace morire con un’iniezione letale, addirittura persone anziane, sulla carrozzella e non vedenti venire “giustiziate. Mi fa pi? ribrezzo il sacrificio umano sugli altari della giustizia, in nome di Dio e dello Stato, pi? dell’adolescente con problemi esistenziali che ammazza un coetaneo.

Le messe nere, le orge di sangue, i riti, i malocchi… non credi che i veri responsabili di queste pratiche siano gli stessi benpensanti che le aborriscono ?
- Purtroppo esiste un mercato che sfrutta l’ignoranza sull’argomento “occultismo”. E’ chiaro che i benpensanti hanno una buona fetta di colpa coi loro prototipi, i loro labili limiti, la loro povert? mentale.

Come si ? evoluta la vostra associazione nel corso del tempo ?
- Ci siamo aperti il pi? possibile all’informazione pubblica, ovviamente non sono mancati i contrasti. Mica contrasti filosofici! 400 giorni di galera per poi essere assolti “perché il fatto non sussiste” cio? non ? mai accaduto. Come si pu? tenere in carcere dei cittadini senza prove? Perché se il fatto non ? mai accaduto che prove dovrebbero avere? Andrebbe rivalutato anche il sistema penale. Se la libert? e il diritto non sono garantiti ci conviene chiudere la societ?, piegare in quattro l’universo, mettercelo sotto il braccio ed andare tutti a…

La vostra filosofia viene spesso scambiata come una religione da combattere mentre in realt? voi stessi la definite un’antireligione…
- Sono quei pochi “esperti” della Curia che inventano libri, studi, senza per altro averci mai incontrato o chiesto un’opinione. “Esperti” che poi magari finiscono suicidi gettandosi nel vuoto dalla finestra della propria abitazione, per esempio. Sono membri di gruppi al soldo della chiesa per prestare opera di “antisatanismo”. In genere sono esaltati, pedine quasi inconsapevoli.

La vostra concezione dell’uomo in quanto Dio di se stesso pu? essere accostata al superuomo di Nietzsche ?
- Si, ci somiglia molto.

Qual ? il tuo rapporto col cinema ?
- Amo il cinema, come tutta l’arte perché espressione di un orgasmo interiore umano che non si deve spegnere. Purtroppo anche il cinema sta morendo, una volta copiava la vita, ora ? il contrario.

E con la musica ? Quanto ? importante nella tua vita ?
- Amo ascoltare un po’ di tutto, non ghettizzo generi classificand, oli o adattandoli astili di vita. Le dimensioni artistiche hanno una vita propria, pi? si cerca di contenerle e pi? sfuggono dalle mani.

Cosa pensi a proposito dell’appiattimento cerebrale creato dalla tv spazzatura che da anni sta inseguendo una sorta di progetto di omologazione mediatica ?
- Penso che stia uccidendo quel poco di libert? che ci rimane, quel sentimento che non riusciamo ad esternare. Ecco, lo soffoca.

Il fatto di promuovere l’individuo come sorta di divinit? non comporta di conseguenza ad un alto grado di egocentrismo ? Pensi sia questa l’unica via in un mondo dove vince solo l’egoismo ?
- L’egoismo pu? essere anche bello, non significa pensare solo a se stessi ma a identificarsi come essere pensante al centro. Per divinit? si intende il valore assoluto personale all’interno della propria vita, di certo non la divinit? che genuflette gli altri facendosi servire.

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Hai ancora fiducia nel genere umano ?
- No, ma mi illudo, ci spero insomma… perché qualcosa di vero, all’interno vi ? rimasto e non pu? morire appunto perché vero.

Qual ? la tua idea dell’aldil? ? Credi che esista una vita dopo la morte ?
- No, credo nell’evoluzione della materia in questo mondo, forse una sorta di dna, un codice che ci distingue e sopravvive, ci rigenera.

Alcune religioni spiegano che una volta perso l’involucro in cui noi viviamo la nostra parte essenziale, chiamata spesso anima, ci trasformeremo in pura energia perché nulla sia crea e nulla si distrugge, ? solo un processo di trasformazione… non ? agghiacciante il non avere pi? una coscienza, la consapevolezza di essersi tramutati in qualcos’altro ?
- Fa paura perché vorrei rimanere sempre me stesso, per? ripeto, pu? essere che esista un codice personale che non si distrugge e di conseguenza la nostra materia nell’evoluzione naturale torna ad essere.

Negare l’esistenza di un Dio benevolo significa necessariamente negare quella di uno negativo ?
- No, significa essere coerenti.

Cosa pensi di associazioni come Scientology ?
- Non le condivido appieno ma hanno tutto il diritto d’esistere.

Chi ? il vero satanista ? Come si comporta nei confronti della societ? ?
- E’ colui che assomiglia sempre, il pi? possibile, a se stesso. Nella societ? prende spazio, lotta perché ci sia.

Satanismo significa anarchia ?
- Per me si, ? il vero regime dell’universo, per quanto ci si illuda in altre forme o fedi, alla fine l’anarchia vince perché ? l’unica realt?.

Cosa pensi a proposito di Crowley ? E di La Vey ? (Crowley ? stato un occultista mentre Anton La Vey ? stato il capo della Chiesa di Satana n.d.r.)
- Crowley ? stato un grande, molto frainteso, non capito. Ha avuto le sue pecche, ovviamente ma quello che ha tramandato ? un’ideale degno, La Vey era un commerciante che ha tentato, goffamente, di copiare Crowley fallendo.

In che modo si diventa membri dei Bambini di Satana ? E quali sono i diritti e i doveri di un componente del gruppo ?
- Con una domanda di iscrizione anche via Internet. Non vi sono obblighi di frequenza, se ovviamente non si ricoprano particolari cariche direttive. Siamo liberi pensatori, persone che collaborano, si autofinanziano, vogliono diffondere, tentare di dare una luce per rischiarare l’oscurantismo.

Qual ? il vostro rapporto con la chiesa ?
- Non ci vogliono, cosa devo dirti! L’atteggiamento ? sempre prevenuto, forse siamo troppo veri?

I tuoi genitori hanno appoggiato la tua causa o come normalmente succede si sono opposti ?
- Sono rimasto orfano a 14 anni, per cui ho avuto pi? spazio per la mia follia.

Pur di raggiungere i propri obiettivi si deve prevaricare sugli altri ? Vince solo e sempre la regola del pi? forte ?
- Vince chi ? pi? evoluto, non il pi? forte fisicamente. Gli obiettivi sono belli da raggiungere ma le regole del buon vivere vanno rispettate. E’ pi? bello e gratificante vincere giocando con lealt?.

Le religioni sono davvero l’oppio dei popoli ?
- Si, a questo punto spero nella nuova legge sulle droghe!

Cosa pensi di chi utilizza il Satanismo per nascondrsi dietro ad esso e mettere in atto le sue perversioni ?
- Che doveva farsi parroco.

Qual ? il vostro scopo, gli obiettivi che vi prefiggete ?
- Dare una pubblica informazione, una dimensione al satanismo, abbattere quel muro che hanno creato ad hoc per derubare l’essere umano a se stesso.

Cosa ricordi della tua detenzione nel 96 ? Cosa significa per un essere umano finire in galera ?
- La rabbia e il dolore, per? anche la consapevolezza d’avere vinto. La consapevolezza che non sono stati in grado di contrapporsi con lealt?, quindi l’inesistenza di ci? in cui fingono di credere.

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Te la senti di raccontarci il perché sei stato incarcerato ?
- Perché davo fastidio, dicevo cose vere e incontrastabili da loro. Perché ho osato puntare il dito e non sono stati capaci di nascondersi dietro i loro falsi teoremi.

Nell’interrogatorio riportato nel vostro sito si parla di riti sessuali che venivano fatti in casa tua: a cosa servono ?
- Erano ritualit? in cui si tentava di riportare a livello conscio l’istinto primordiale. L’uso della carica sessuale era per gestire questa forma di energia verso un fine voluto. Ne abbiamo fatti davvero pochi, non ? facile essere in armonia coi partecipanti, ognuno ? fatto in modo differente e il rito pu? essere gratificante, sentito, solo quando c’? un’armonia fra alcuni simili. So che posso essere frainteso ma rispondo che se volevo creare un gruppo solo per fare sesso avrei la fila alla porta.

Sempre nella copia dell’interrogatorio parli di evocare demoni tracciando il sigillo sopra delle ostie da farmacia: perché invocare un demone quando la vostra filosa dice che non esistono demoni ma solo forze energetiche ?
- Appunto per dare immagine ad una forma energetica che altrimenti non sarebbe richiamabile facilmente. Queste energie incrementano l’ego conoscitivo, se richiamate a livello conscio. Si ha la percezione del proprio io e della sua poliedricit? ma hanno bisogno di una forma e, tracciare il sigillo, ? come fermare per un attimo l’essenza.Se non ci capite nulla non preoccupatevi, anche noi ci stiamo studiando dietro.

Se di strumentalizzazione delle accuse nei tuoi confronti si tratta chi e perché ti ha voluto screditare di fronte all’opinione pubblica ?
- Le stesse persone che fungevano da “esperti” nei giornali pubblici, quindi il GRIS (gruppo italiano ricerca e informazioni sulle sette gestito dalla Curia) tramite il suo presidente Giuseppe Ferrari, due esorcisti, un altro “esperto” come il prof. Michele Del Re che scrive e guadagna coi libri su fantomatici crimini commessi da inesistenti satanisti.

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Hai dei progetti per l’immediato futuro ?
- Certo, in vari campi, ma se ne parlo poi non si avverano. Non sono superstizioso perché porta male. Mi piacerebbe dedicarmi un po’ di pi? alla subacquea, sono un sommozzatore, pochi lo sanno, vorrei fare riprese e foto appena imparo a non consumare la bombola in 20 minuti.

ChristianArioli.com

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Intervista Dal tramonto All’alba

2 Luglio 2006

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Marco Dimitri

Quando e per quale motivo nascono i Bambini di Satana?

Nel 1982 con lo scopo di ricercare verit? e potenzialit? all’interno della cultura pagana. Col tempo siamo diventati un gruppo culturale di ricercatori, liberi pensatori e controinformatori. Usando i normali strumenti di comunicazione diffondiamo il pensiero magico, ci? che ? contemporaneamente uomo e universo; proclamiamo una simbiosi uomo-universo e crediamo nelle potenzialit? umane. Tutto ci? che ? espressione umana, quindi l’arte, la scienza ? sostanzialmente il demonio nella sua pi? nobile forma. Musica, poesia, scienza, pittura, conoscenza, bellezza, sono la fiamma di Lucifero, il sapere e la conoscenza, la luce della conoscenza che rischiara le tenebre dell’oscurantismo. Noi studiamo, pratichiamo, ricerchiamo e diffondiamo la disciplina a favore dell’uomo.

Sul forum del nostro sito ? stato riportato il seguente articolo, ti offriamo l’opportunit? di replicare quanto scritto:

BOLOGNA - Lucifero ? arrivato in un’aula di tribunale. E, indirettamente, ? ora sotto processo. E’ iniziato il procedimento contro i “Bambini di Satana”, la setta bolognese di adoratori del demonio guidata da Marco Dimitri. A dire il vero, l’accusa non ? di aver invocato il maligno o di aver celebrato messe nere. Le sei persone alla sbarra sono accusate di ben pi? “prosaici” reati : violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni e di un bambino di tre anni. Oltre a Dimitri, erano presenti in aula tutti gli accusati : il suo vice Piergiorgio Bonora, Gennaro Luongo (ex fidanzato della ragazza violentata), Damiano Berto e le due “sacerdotesse” Cristina Bagnolini e Emanuela Ferrari. La setta bolognese fece parlare di sé per la prima volta alcuni anni fa, quando due carabinieri si infiltrarono nel gruppo, fino ad allora considerato del tutto innocuo. Le indagini erano iniziate dopo la denuncia di un’adepta, che affermava di aver subito violenze sessuali e psicologiche. Ma poi la denuncia era stata ritirata. Il 23 gennaio del 1996 Dimitri e Bonora furono arrestati con l’accusa di aver stuprato una ragazza di 16 anni durante una messa nera, dopo averle somministrato un narcotico. Furono comunque rimessi in libert? dal Tribunale del riesame dopo aver trascorso 20 giorni in carcere. Pochi mesi dopo, l’8 giugno dello scorso anno, un nuovo arresto: secondo il pm Lucia Musti i membri della setta, durante un rito, avrebbero fatto entrare in una bara un bambino di tre anni. Lo avrebbero costretto a sdraiarsi accanto allo scheletro di una donna, ad assistere agli accoppiamenti tra gli adepti, a bere intrugli a base di sangue umano e altri liquidi organici. Il processo si ? aperto in un clima di forte tensione. Piergiorgio Bonora, indicando il crocifisso appeso in aula alle spalle dei giudici ha affermato : “Questo processo rappresenta l’inquisizione del 2000, ? una crociata”. Dimitri ha ribadito la sua innocenza, parlando di un complotto mosso in atto “dalla pubblica accusa e dal Gris”, il Gruppo di ricerca sulle sette religiose. N.d.r.: attualmente il processo ? terminato con l’assoluzione totale di Marco Dimitri e degli altri membri del gruppo indagati.

Rispondo che siamo stati vittime (riconosciute) di un gruppo religioso appartenente ai loschi affari dell’Azione Cattolica. E’ da tenere nella massima considerazione il nostro dichiararci estranei ai reati contestatici. Il Tribunale di Bologna, dopo averci trattenuti in carcere per pi? di un anno, ci ha finalmente processati dichiarando tutti i fatti INESISTENTI. Assolti perché i fatti non erano accaduti. La massima delle assoluzioni. Oggi il Tribunale di Bologna ha sentenziato un risarcimento in denaro per l’errore commesso. E’ la prima volta al mondo che un gruppo satanista viene risarcito dallo Stato, ? la prima volta al mondo che lo Stato dichiara di avere sbagliato in un processo che ricorda tanto la caccia alle streghe e lo sterminio dei pagani. E’ la dimostrazione che lo Stato si sta civilizzando?
In cosa coesistono le attivit? dei B.d.S. ?
Nello studiare il pensiero magico, nel diffondere il satanismo razionalista.

Avete una grossa affluenza di affiliati? Ognuno di loro ha un compito da svolgere?

Abbiamo molti affiliati ma siamo un’associazione culturale, nessuno ha compiti da svolgere, nessuno ? costretto a nulla. Compiamo ricerche di carattere antropologico, diffondiamo il demoniaco radicato nell’arte. Nel nostro sito www.bambinidisatana.com c’? un’intera sezione sul demoniaco nell’arte. L’estasi espressiva dei grandi artisti della storia. Il demonio sotto forma di eiaculazione artistica.

Cosa pensi di coloro che lasciano in giro simboli (e scritte) che solitamente vengono associati a attivit? sataniche? I “veri” satanisti lasciano dei segni di questo tipo nei luoghi in cui compiono i loro riti?

Ci sono ragazzini che lasciano disegni e scritte, fa parte della ribellione giovanile; ? qualcosa di simpatico ma non appartiene ai veri satanismi, non appartiene al nostro satanismo culturale. Noi siamo ribelli senza sporcare.

La maggior parte di coloro che praticano attivit? ritenute sataniche, tendono a “rimanere nell’ombra”; per quale motivo voi avete invece deciso di esporvi?

Perché non c’? nulla da nascondere, perché qualcuno deve essere pubblicamente in antitesi al monoteismo oscurantista.

Quanto importante ? per voi l’opinione pubblica?

Di solito la maggioranza non ha mai ragione. Tutto ci? che ? prezioso e raro fa naturalmente parte della minoranza. L’opinione pubblica ? importante ma non ha una coscienza, non trova riscontro nel vero, ha bisogno di leader da eleggere e detonare. Il vero valore risiede nel singolo e non nella collettivit?. La collettivit? ? la morte del potenziale umano.

? risaputo che il Vaticano possiede numerosi archivi segreti, contenenti informazioni sulla storia dell’uomo; pensi che tali segreti debbano diventare di dominio pubblico… o il Vaticano garantisce in tal modo la nostra incolumit??

Penso che il Vaticano sia pi? intento a raccogliere soldi che a nascondere biblioteche segretissime. Il Vaticano funziona perché la gente ? insicura, impaurita, sottoculturata. Difficile trovare scienziati cattolici, ? pi? facile trovare la religione cattolica attorno alla povert? mentale. Gli unici libri che il Vaticano nasconde sono i libri contabili (e fa bene).

Cosa ne pensi delle teorie spiritistiche? …? possibile, a parer tuo, comunicare con i defunti? Oppure sei pi? per un pensiero di stampo scientifico (parapsicologico), ove si ritiene che tutti i fenomeni siano spiegabili scientificamente?

Non credo nello spiritismo perché ? una disciplina fideistica, si crede agli spiriti per fede quando, invece, i fenomeni sono dimostrabili come partoriti dal nostro potenziale mentale. Non escludo l’esistenza di universi paralleli ma non ci sono prove, a favore e contro. Preciso solo che lo spiritismo deve essere supportato dalla fede; se il tavolo a tre piedi si alza da terra io credo sia per opera della nostra mente (anche inconscia), lo spiritista crede siano i defunti.

Il Necronomicon, il “Libro dei Morti”, scritto dal folle arabo Abdul Alhazred… un libro Horror da leggere la sera, o qualcosa di veramente interessante ?

Qualcosa che pu? servire come fermaporte.

Cosa ti ha portato a seguire determinati tipi di ideologie?

La totale assenza di valori artistici e culturali nel sistema sociale monoteista.

Cosa ne pensi di www.daltramontoallalba.it ?

:)

Le domande dei nostri visitatori:

Paolo scrive: “Volevo sapere se e’ mai entrato in collegamento con Satana.”

Non vedo Satana come un’ente indipendente dall’uomo. Satana ? l’uomo che apre gli occhi alla Conoscenza, ? l’uomo che esprime la propria natura e rinnega qualsiasi forma di repressione dell’ego.

Giorgio scrive: “il dopo-morte o la non-vita come si presenta per un satanista?”

Penso che nulla si distrugga, credo ci sia una continua trasformazione della materia, dell’energia. Oggi siamo qualcuno e domani saremo qualcun altro. Spero ci sia un dna, un codice genetico che persista in tutte le trasformazioni materiali. Vorrei essere me stesso sempre.

Alexiadecol scrive: “Come e quando hai iniziato a incamminarti verso queste credenze, cosa ti ha fatto scattare il pensiero diverso da quello degli altri?”

I volti degli altri e il loro comportamento. Il fatto che in 2000 anni di storia si siano evoluti soli i computer.

Alexiadecol scrive: “C’? stato qualcosa di particolare nella tua vita che ti ha segnato per sempre? “

La morte dei miei genitori, li ho persi quando avevo 14 anni, prima mia madre poi mio padre.

Alexiadecol scrive: “Io sono una fan di Marilyn Manson, posso chiederti cosa ne pensi di lui?”

Credo sia un burattino animato dalle case discografiche. La lotta sussiste nel vero e non nella recita su un palcoscenico. Penso che mentre io ero rinchiuso in carcere a lottare lui era sul palco a cantare e fare soldi. Fa bene per se stesso ma dal punto di vista di lotta per dare un’identit? sociale al satanismo non ha fatto che peggiorare le cose.

Alexiadecol scrive: “Come hai fatto a conoscere i tuoi compagni? Quali sono i gruppi satanisti veri in giro per l’Italia, puoi darmi qualche dritta, mi piace confrontare le diverse esperienze o i diversi pensieri dei diversi gruppi Satanisti…”

I miei compagni li ho conosciuti durante la vita, incontri, esperienze. Quello di cui abbisogna oggi il satanismo ? la possibilit? di esistere. Serve un’identit? sociale e per costruirla bisogna per forza scontrarsi con un lato repressivo costruito dal monoteismo.

Roberta scrive: “Fate del male agli animali nel corso dei vostri riti?”

No, nemmeno mangiamo l’agnello a Pasqua.

daltramontoallalba.it

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