Il deserto è immobile, e nella sua fermezza sta ad osservare.
Le immagini e i colori di un tempo che presto farà risorgere, dalla sabbia, il suo sangue,
si! il suo sangue. Non è cieco, non è sordo, omnisciente.
Reclama ciò che è suo il serpente mentre striscia fra le dune e le bollenti roccie.
Il sole è infasato e troppo grande.
Un orologio distorto s'illumina in un quadro che qualcuno ha osato dipingere.
Un pazzo che probabilmente si è accorto che il tempo è un illusione, e che l'illusione
è ciò che turba l'umanità rendendola sfuggente ad ogni parola.
Non ho tempo da perdere! così urlava una lucertola mentre nel palmo stringeva forte un orologio da polso...
Quell'orologio perdeva dei candidi fiocchi di neve. Il ghiaccio solo può fermare il tempo, solo la freddezza di uno sguardo
può causare un buco, solo una parte del tempo è buona, l'altra è malvagia, odiosa, antica.
Perdetti tempo mentre accadde! Il tempo mi trasformò in un essere troppo, troppo piccolo in confronto alla grandezza del mondo.
E per questo lo odio! odio i suoi occhi accesi che mai si accesero, odio il suo volto che mai prese forma.
Mentre il mio s'imbratta di ruggine ogni secondo.
Sai cosa farò un giorno? ritornerò nel deserto e lì ti ucciderò.
Staccherò la tua testa immortale che senza tempo rotolerà in aria fino all'inevitabile tonfo.
Ma ora devo andare per questa vita e tu seguimi come è tuo dovere fare,
sogghigna alle mie spalle, ma fallo in silenzio.
Andrea Pasciuta