Dove corri vagabondo?
dove scappi dal cielo in terra, e dove gli artigli
straziano ogni verbo?
In questo deserto, e la polvere di fuoco invade gli abitanti... oh non posso descrivere il dolore delle spade che mi trafissero, vagando tra i mondi dei mondi, in un tunnel color sangue.
Quando i nani mi innalzavano al cielo, quanto era bello vedere i loro occhi che brillavano di gioia e timore.
Quanto silenzio in quei boschi, dove nessuno mi udiva tranne che le mie membra, ululanti, e il mio ruggito ardente più di una stella a fianco del Sole...
Che futuro potrà mai desiderare un vagabondo?
se non il sogno di una dimora fissa per non esser più solo, e condividere la solitudine con il vuoto pensiero dell'anima, io sono profondo come un tunnel che non ha fine, e mi sveglio credendo di vivere nel passato, liberato tra le catene del desiderio...
oh come posso io? spremo ogni speranza dei miei ricordi, e vedo solo un segno ed attendo, seduto sulla grande collina degli gnomi, con un fagotto alle spalle, e giro.

Andrea Pasciuta