Eppur eravamo felici
Eppur, grandi, si rideva.
Or che ricordi su di tali ci si impone nelle membra,
Or che non più accesa è la nostra luce,
Or che si imbrunano le cose.
Che son codeste piaghe che or ci si compete?
Che ora è?
Che or si puote?
Ma non mi vien risposta!
Lesto voglio balzar ma chissadove.
Lesto voglio arrivar chissa in che loco.
Sogno oppur son desto?
Non so nemmeno io!
Siti lontani, son funesti i pensieri
E, trascinar la palla la piede, signori miei
Oh, non mi fa vergogna!
Or che mi guardo attorno, qua son tanti i prigionieri,
Ma non vi è gabbia che opprime lo soave passaggio.
Che v'è in codesto viaggio se non li ricordi antichi
Che il tempo stampò da buon maestro!
Che v'è dinnanzi a noi se non la speranza!
Fortunato è lui, quello che vola!
Ma senza ali, signori miei
Senza padroni.
Oh! Non mi fa vergogna trascinar la palla al piede
Non c'è che dire!
Quel che è la palla, ora in realtà, dobbiam scoprire
Marco Dimitri