Messaggeri del divenire...

 

INDICE

Danzando nella foresta di notte

I processi alle streghe e ai licantropi

Licantropia e rituali di bestialità

La Stregoneria

Con il termine stregoneria si intende quel complesso di pratiche rituali di carattere magico in cui l’uomo e la donna hanno l’obiettivo di fondersi con le energie della natura (demoni) attraverso evocazioni delle stesse energie; per perseguire fini di conoscenza sia nella ragione che nell’istinto. La base di tale cultura è rappresentata dal desiderio di conoscenza raggiungibile per mezzo di qualsiasi realtà, dalla volontà di simbiosi con la terra e soprattutto dal sentimento rituale che vede l’uomo-dio (Satana) nel pieno della sua presa di coscienza. La ritualità è la vita di ogni essere immersa nell’arte che prende vita in quell’assurdo palcoscenico che è il cosmo. 

Il mago indossa la maschera della divinità che gli è più gradita e mette in scena se stesso. Questo pensiero lo possiamo riscontrare in quasi tutti i culti pagani ed è proprio qui il grande legame fra paganesimo e satanismo; affronteremo il tema della stregoneria nell’Europa medioevale, analizzeremo le sue origini e le sue affinità con le civiltà precristiane sui vari piani quali il simbolico, il filosofico e il rituale.

 

Da un punto di vista storico, all’inizio del medioevo, riscontriamo una forte ritualità pagana che, nonostante l’instaurarsi del cristianesimo, sopravviveva nella tradizione di alcune popolazioni e che i cristiani dovevano tollerare almeno finchè non si sarebbero imposti totalmente(Questo ovviamente dal loro punto di vista di repressori). Man mano che il cristianesimo acquistava potere politico e sociale queste tradizioni andavano via via scomparendo; l’emarginazione e la repressione di questi culti è stata “sapientemente” conquistata dal potere clericale attraverso la criminalizzazione del pensiero pagano.

  Da qui ovviamente tutte le nefandezze inquisitorie. I culti delle civiltà precedenti venivano rappresentati da un insieme di persone che lottavano per la sopravvivenza della loro cultura e filosofia; ovviamente la loro demonizzazione era imminente.

Quindi notiamo come la sopravvivenza di questi gruppi emarginati e criminalizzati, assume caratteristiche demoniache che ovviamente ebbero la loro influenza sulle sfumature del pensiero e dell’aspetto magico.La demonizzazione dei culti non cristiani avviene su due piani differenti: da un lato vi è il giudizio negativo della Chiesa nei confronti della cultura in questione (giudizio negativo poiché intollerante nei confronti della diversità) e dall’altro c’è, da parte dei tutori di un’esperienza magica, il proclamarsi avversari (dall’ebraico satan) nei confronti di una religione monoteista.

Da qui si spiega come esistano due diverse visioni della stregoneria e quindi del satanismo: una visione cristiana (non vera) che interpreta come male la magia, la ritualità a contatto con la terra e il seguire se stessi e non Dio e una visione pagana che si autonutre della sua diversità e che lotta per la riconquista di ciò che ritiene suo. Inoltriamoci dunque nella differenza cultuale principale fra paganesimo e cristianesimo che dimostra questa tesi, il quale consiste nel differente rapporto che le due culture sostengono nei confronti della natura e nei confronti del divino. I pagani di tutte le varie culture, oltre ad avere una filosofia politeista in cui riconoscono le varie forme della natura e del cosmo, si identificano in tali divinità proprio per le loro peculiarità umane ed animali. Infatti la la divinità pagana (ovviamente non tutte) è antropomorfa e quindi fonde comportamenti e pensieri umani alla spontaneità e naturalezza di un animale conferendo all’energia in questione ragione e pensiero ma allo stesso tempo istinto e passione. E’ interessante notare come nella mitologia gli dei assumono spesso caratteristiche fin troppo umane nella loro ira, nella loro gelosia e a volte anche nella loro infantilità.

Da queste caratteristiche si delinea il rapporto positivo che i culti pagani avevano nei confronti della terra, dei suoi frutti e dei suoi figli. La loro ritualità era ovviamente in stretto legame con questo ideale e di conseguenza in stretto legame con la magia intesa come scienza della vita e studio dell’energie della stessa. Il cristianesimo vede in tutto questo l’errore poichè riconosce un solo dio fatto di spirito estraneo a ciò che è terreno tranne che nella sua incarnazione in Cristo che, sul piano energetico, appare come figura limitatrice.

 

Questa criminalizzazione della materia, della natura e degli animali ha portato i cristiani ad un atteggiamento di lotta nei confronti di ciò che è libero e selvaggio attraverso l’utilizzo del Satana cristiano, spauracchio dei fedeli che rappresenta il male assoluto (che tral’altro non esiste come non esiste il bene assoluto). Tutto ciò, ai loro occhi, in onore al bene e alla pace fra gli uomini. Parliamone comunque di questa pace, parliamone di questi buonissimi e cristianissimi che bruciavano streghe, presunte tali e Indios fomentando la paura del cannibalismo e usandolo come pretesto per la conquista, la civilizzazione e l’assassinio. Tra l’altro gli stessi uomini illuminati dalla fede e timorosi di Dio , nello Yucatan, macellavano bambini indios per nutrire i propri cani. Quindi vi chiedo: chi sono i veri selvaggi? Chi sono i veri ribelli alla vera natura dell’uomo? L’equilibrio universale si riscontra nella cultura pagana proprio perchè nella sua completezza fornisce libertà all’uomo e non pone giudizio ipocrita criminizzando l’essere.

Alessandro Chalambalakis