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Da
qui ovviamente tutte le nefandezze inquisitorie. I culti delle civiltà
precedenti venivano rappresentati da un insieme di persone che lottavano
per la sopravvivenza della loro cultura e filosofia; ovviamente la loro
demonizzazione era imminente.
Quindi
notiamo come la sopravvivenza di questi gruppi emarginati e criminalizzati,
assume caratteristiche demoniache che ovviamente ebbero la loro influenza
sulle sfumature del pensiero e dell’aspetto magico.La demonizzazione
dei culti non cristiani avviene su due piani differenti: da un lato
vi è il giudizio negativo della Chiesa nei confronti della cultura in
questione (giudizio negativo poiché intollerante nei confronti della
diversità) e dall’altro c’è, da parte dei tutori di un’esperienza magica,
il proclamarsi avversari (dall’ebraico satan) nei confronti di una religione
monoteista.
Da
qui si spiega come esistano due diverse visioni della stregoneria e
quindi del satanismo: una visione cristiana (non vera) che interpreta
come male la magia, la ritualità a contatto con la terra e il seguire
se stessi e non Dio e una visione pagana che si autonutre della sua
diversità e che lotta per la riconquista di ciò che ritiene suo. Inoltriamoci
dunque nella differenza cultuale principale fra paganesimo e cristianesimo
che dimostra questa tesi, il quale consiste nel differente rapporto
che le due culture sostengono nei confronti della natura e nei confronti
del divino. I pagani di tutte le varie culture, oltre ad avere una filosofia
politeista in cui riconoscono le varie forme della natura e del cosmo,
si identificano in tali divinità proprio per le loro peculiarità umane
ed animali. Infatti la la divinità pagana (ovviamente non tutte) è antropomorfa
e quindi fonde comportamenti e pensieri umani alla spontaneità e naturalezza
di un animale conferendo all’energia in questione ragione e pensiero
ma allo stesso tempo istinto e passione. E’ interessante notare come
nella mitologia gli dei assumono spesso caratteristiche fin troppo umane
nella loro ira, nella loro gelosia e a volte anche nella loro infantilità.

Da
queste caratteristiche si delinea il rapporto positivo che i culti pagani
avevano nei confronti della terra, dei suoi frutti e dei suoi figli.
La loro ritualità era ovviamente in stretto legame con questo ideale
e di conseguenza in stretto legame con la magia intesa come scienza
della vita e studio dell’energie della stessa. Il cristianesimo vede
in tutto questo l’errore poichè riconosce un solo dio fatto di spirito
estraneo a ciò che è terreno tranne che nella sua incarnazione in Cristo
che, sul piano energetico, appare come figura limitatrice.
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