Satanisti, vil razza
dannata |
di Alberto Bevilacqua |

17/6/2004
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Un misto di droghe attive, liturgie esasperate
e stupide tradizioni sacrificali: questo è il collante di gruppi
che, per determinazione a uccidere, somigliano sempre più ai
terroristi. La soluzione? Stroncare sul nascere la loro voglia
di aggregarsi e fare adepti.
Sette sataniche, riti neri (oggi in impressionante espansione), goffe zampe
di capro e altre cianfrusaglie invece grondanti di sangue delittuoso, cadaveri
di giovani che affiorano (chissà quanti altri non affioreranno mai),
ragazzi orridi esecutori tecnici di omicidi la cui efferatezza non ha paragoni. Ne
parlo malvolentieri. Così come, malvolentieri, do risposte sul fenomeno
della pedofilia. Perché questa riluttanza?
Quando, già dieci anni fa, ancora illusi che certe battaglie e denunce
(specie per togliere veli a nuove, insidiose tipologie di reato) potessero sortire
qualche effetto, ci siamo trovati con porte sbattute in faccia, incredulità e
scherno anche da parte di opinionisti accreditati nei dibattiti giornalistici
e televisivi. La pedofilia? Limitate aberrazioni. Sette e riti satanici? Atti
di folclore gotico infrattato. C'è voluto il caso Dutroux per aprire la
diga orribile della verità. Comunque sia, e sia detto in termini volutamente
assai generici, noi abbiamo rischiato di rimetterci la pelle. Chi lo sa lo
sa, e chi non lo sa, amen. Mentre, intorno, il tirare a campare.
Ora, che dire del satanismo italico, dopo che magistrati e investigatori
si sono trovati fra le mani le prove sconvolgenti? Esaminare il fenomeno
in sé,
dal punto di vista storico specifico, è del tutto superfluo. Il nostro
Paese ha studiosi di rango, come l'antropologa Cecilia Gatto Trocchi,
che in proposito ci hanno fatto conoscere referti perfetti. Le sette
sataniche di non effimera portata, diciamo le case madri ben organizzate, erano
una trentina, ma via via si sono frammentate in piccoli gruppi legati soprattutto
a combriccole giovani.
Altra svolta: il satanismo nutrito in una pseudoliturgia, di una pseudoreligiosità «di
opposizione», è stato sempre più sopraffatto dal «satanismo
fai da te», e qui internet ha prodotto guasti irreparabili.
Uno dei brigatisti più incalliti mi confessò un giorno: «La gente
crede che, per terrorizzare una nazione, siano necessarie organizzazioni complesse
e sofisticate. Che idiozia! Basta che una manciata di cialtroni si mettano insieme,
uniti dai medesimi feroci complessi, dalle medesime sfasature mentali, e facciano
saltare un palazzo, con relative vittime, al centro di Milano e di Roma. L'Italia è piena
di gabbie di matti pronte a far esplodere e a farsi esplodere».
Il terrorismo (e le bravate sataniche si stanno trasformando in subdoli fatti
terroristici) non è, oggi, un Moloch unico e onnivoro, un antidio,
un Satana magari col volto di Osama Bin Laden (sulla cui testa tutto si rovescia);
al contrario, si sta allargando a macchia d'olio in una immensa nube
di corvi maledetti, carnivori, dal becco che dilania, e il vento che li spinge è l'odio
per l'esistenza o, meglio, per ciò che esiste e loro, i corvi,
non sono riusciti a vivere, a possedere. Da qui, la frantumazione, la polverizzazione
di reati non ancora ben catalogati dalle leggi: quali, appunto, il satanismo
pretestuoso, la pedofilia insospettabile (attenzione: i due fenomeni si vanno
sempre più congiungendo), i delitti giovanili apparentemente senza
ragione.
Una setta satanica d'impostazione tradizionale, o una loggia massonica deviata
con morbosità ritualistiche, può avere il delitto come mezzo consapevole
per esaltazioni rivolte al dio nero, che è simbolo del «buco nero» cosmico,
oppure ad abiette tendenze per lo più legate a una sessualità tradotta
nel funebre. Il satanismo giovanile si forma invece, via via, con un
processo che ricorda gli agglomerati fossili. Anzitutto, esiste la prima,
inquietante coscienza del vuoto che divide la dimensione adolescenziale dalla
dimensione matura.
Nei casi peggiori, si sa, questo vuoto viene affrontato dai ragazzi ricorrendo
alla droga. «Droga attiva», attenzione, non passiva. Cocaina,
piuttosto che eroina. Ma c'è molto di peggio della cocaina, che pure è capace
di disastri. Penso agli acidi induttori che, nel corso di una cerimonia diabolica,
possono spingere una ragazza, che li ha ingeriti, a compiere atti di ogni tipo
che le vengono imposti. Acidi che forzano il pensiero a tradursi in azione. Un
conto è dire, con le ribellioni del pensiero, «ammazzerei i miei
genitori», un conto è massacrarli. In tal senso, resta da riflettere
anche sulle efferatezze compiute dai giovani di Novi Ligure.
Comunque sia, la condizione elettrizzante indotta porta all'esercizio
di forme sceniche, chiamiamole così, che contengono in sé una
liturgia esasperata. Può essere il ragazzino kamikaze che
fa saltare se stesso seminando morte fra innocenti. Possono essere i ragazzini
che si convertono a certa musica: l'heavy metal, il rock satanico. Ci sono
gruppi pronti ad accogliere, e i cui nomi sono tutto un programma, tipo le
Bestie di Satana. Ecco formata la falange.
Essa legittima l'osservanza di regole, comportamenti, nonché la distinzione
fra capi plagiari e adepti (femmine, soprattutto) col gusto perverso di essere
plagiati. Il gioco (dell'orribile) è fatto.
Che Satana esiga sangue diventa un pretesto. Il sacrificio
di poveri animali che una stupida tradizione vuole vittime designate (capre,
galli, piccioni) diventa manifestazione mimetica di appartenenza, un rozzo
confrontarsi col sangue di creature innocenti a cui togliere la vita. E nei
giovani instabili può diventare breve il passo che induce a sostituire
una capra con un essere umano.
Nasce facilmente un organigramma di compiti, di punizioni, di strategie.
Come all'interno, appunto, dei piccoli e grandi gruppi terroristici. Qui
ci fermiamo, avanzando un richiamo, già sottolineato infinite volte,
alle forze dell'ordine. Esse devono perseguire e stroncare il satanismo giovanile
nei suoi covi, internet compresa, con la stessa determinazione usata per
la pedofilia (finalmente!), con la stessa tenacia con cui si cerca di fare
terra bruciata agli adepti del nuovo terrorismo. |