Marco Dimitri

malEDIZIONE STRAODINARIA del nostro telegiornale delle 20.00 ma essendo, appunto, un'edizione straordinaria andremo in onda quando meno ve l'aspettate.

I Bambini di Satana compiono un'orrenda decapitazione, mandate a letto i bambini (anche quelli non di Satana) perchè le immagini che vedremo saranno raccapriccianti

"Volevamo imitare la CIA..." hanno dichiarato i disgustosi direttori dell'associazione che si definisce "culturale"
"I giovani non hanno più valori in cui credere e vengono spessissimo posseduti dal demonio..." afferma il porporato Corrado Balducci nelle sue vesti di padre esorcista.
"Quando il Diavolo mi vede se la fa nei pantaloni " ribadisce padre Gabriele Amorth anch'egli esorcista.
Il GRIS e la Gatto Trocchi espertissima del settore non abbiamo avuto il tempo di interpellarli visto la celerità che, questo servizio, richiedeva.

Ma vediamo le immagini CLICCANDO QUA

Se non inorridite troppo vi prometto di venire in studio con la camicia più attillata (porto una small e mi hanno prestato una extra large) meno sconvolto e coi capelli ordinati.

Andrea Pasciuta

Scusa Marco!
Scusa Marco se ti interrompo!

E' appena arrivata in studio una dichiarazione di Nicola Sapone: «Macché Satana, eravamo drogati»

Appena avrò delle nuove notizie vi informerò. Passo ora la linea, visto che ormai l'ho presa, al nostro
INVIATO DAL CAMINO (che poi è sempre Marco Dimitri...)

Marco Dimitri

Si grazie Andrea

grazie di avermi dato la linea anche perchè qui su fa un freddo da paura e, sinceramente, mi ero un po' rotto le palle di aspettare anche perchè soffro di vertigini.

Fortunatamente c'è chi le palle ce le ripara e ce le gonfia, all'orizzonte intravedo un'ennesima boiata di Alberto Bevilacqua che, nell'occasione, deve avere bevuto del vino questa volta:

Satanisti, vil razza dannata

 
di  Alberto Bevilacqua


17/6/2004  

Un misto di droghe attive, liturgie esasperate e stupide tradizioni sacrificali: questo è il collante di gruppi che, per determinazione a uccidere, somigliano sempre più ai terroristi. La soluzione? Stroncare sul nascere la loro voglia di aggregarsi e fare adepti.


 
Sette sataniche, riti neri (oggi in impressionante espansione), goffe zampe di capro e altre cianfrusaglie invece grondanti di sangue delittuoso, cadaveri di giovani che affiorano (chissà quanti altri non affioreranno mai), ragazzi orridi esecutori tecnici di omicidi la cui efferatezza non ha paragoni. Ne parlo malvolentieri. Così come, malvolentieri, do risposte sul fenomeno della pedofilia. Perché questa riluttanza?
Quando, già dieci anni fa, ancora illusi che certe battaglie e denunce (specie per togliere veli a nuove, insidiose tipologie di reato) potessero sortire qualche effetto, ci siamo trovati con porte sbattute in faccia, incredulità e scherno anche da parte di opinionisti accreditati nei dibattiti giornalistici e televisivi. La pedofilia? Limitate aberrazioni. Sette e riti satanici? Atti di folclore gotico infrattato. C'è voluto il caso Dutroux per aprire la diga orribile della verità. Comunque sia, e sia detto in termini volutamente assai generici, noi abbiamo rischiato di rimetterci la pelle. Chi lo sa lo sa, e chi non lo sa, amen. Mentre, intorno, il tirare a campare.

Ora, che dire del satanismo italico, dopo che magistrati e investigatori si sono trovati fra le mani le prove sconvolgenti? Esaminare il fenomeno in sé, dal punto di vista storico specifico, è del tutto superfluo. Il nostro Paese ha studiosi di rango, come l'antropologa Cecilia Gatto Trocchi, che in proposito ci hanno fatto conoscere referti perfetti. Le sette sataniche di non effimera portata, diciamo le case madri ben organizzate, erano una trentina, ma via via si sono frammentate in piccoli gruppi legati soprattutto a combriccole giovani.

Altra svolta: il satanismo nutrito in una pseudoliturgia, di una pseudoreligiosità «di opposizione», è stato sempre più sopraffatto dal «satanismo fai da te», e qui internet ha prodotto guasti irreparabili. Uno dei brigatisti più incalliti mi confessò un giorno: «La gente crede che, per terrorizzare una nazione, siano necessarie organizzazioni complesse e sofisticate. Che idiozia! Basta che una manciata di cialtroni si mettano insieme, uniti dai medesimi feroci complessi, dalle medesime sfasature mentali, e facciano saltare un palazzo, con relative vittime, al centro di Milano e di Roma. L'Italia è piena di gabbie di matti pronte a far esplodere e a farsi esplodere».

Il terrorismo (e le bravate sataniche si stanno trasformando in subdoli fatti terroristici) non è, oggi, un Moloch unico e onnivoro, un antidio, un Satana magari col volto di Osama Bin Laden (sulla cui testa tutto si rovescia); al contrario, si sta allargando a macchia d'olio in una immensa nube di corvi maledetti, carnivori, dal becco che dilania, e il vento che li spinge è l'odio per l'esistenza o, meglio, per ciò che esiste e loro, i corvi, non sono riusciti a vivere, a possedere. Da qui, la frantumazione, la polverizzazione di reati non ancora ben catalogati dalle leggi: quali, appunto, il satanismo pretestuoso, la pedofilia insospettabile (attenzione: i due fenomeni si vanno sempre più congiungendo), i delitti giovanili apparentemente senza ragione.

Una setta satanica d'impostazione tradizionale, o una loggia massonica deviata con morbosità ritualistiche, può avere il delitto come mezzo consapevole per esaltazioni rivolte al dio nero, che è simbolo del «buco nero» cosmico, oppure ad abiette tendenze per lo più legate a una sessualità tradotta nel funebre. Il satanismo giovanile si forma invece, via via, con un processo che ricorda gli agglomerati fossili. Anzitutto, esiste la prima, inquietante coscienza del vuoto che divide la dimensione adolescenziale dalla dimensione matura.

Nei casi peggiori, si sa, questo vuoto viene affrontato dai ragazzi ricorrendo alla droga. «Droga attiva», attenzione, non passiva. Cocaina, piuttosto che eroina. Ma c'è molto di peggio della cocaina, che pure è capace di disastri. Penso agli acidi induttori che, nel corso di una cerimonia diabolica, possono spingere una ragazza, che li ha ingeriti, a compiere atti di ogni tipo che le vengono imposti. Acidi che forzano il pensiero a tradursi in azione. Un conto è dire, con le ribellioni del pensiero, «ammazzerei i miei genitori», un conto è massacrarli. In tal senso, resta da riflettere anche sulle efferatezze compiute dai giovani di Novi Ligure.

Comunque sia, la condizione elettrizzante indotta porta all'esercizio di forme sceniche, chiamiamole così, che contengono in sé una liturgia esasperata. Può essere il ragazzino kamikaze che fa saltare se stesso seminando morte fra innocenti. Possono essere i ragazzini che si convertono a certa musica: l'heavy metal, il rock satanico. Ci sono gruppi pronti ad accogliere, e i cui nomi sono tutto un programma, tipo le Bestie di Satana. Ecco formata la falange.
Essa legittima l'osservanza di regole, comportamenti, nonché la distinzione fra capi plagiari e adepti (femmine, soprattutto) col gusto perverso di essere plagiati. Il gioco (dell'orribile) è fatto.

Che Satana esiga sangue diventa un pretesto. Il sacrificio di poveri animali che una stupida tradizione vuole vittime designate (capre, galli, piccioni) diventa manifestazione mimetica di appartenenza, un rozzo confrontarsi col sangue di creature innocenti a cui togliere la vita. E nei giovani instabili può diventare breve il passo che induce a sostituire una capra con un essere umano.
Nasce facilmente un organigramma di compiti, di punizioni, di strategie. Come all'interno, appunto, dei piccoli e grandi gruppi terroristici. Qui ci fermiamo, avanzando un richiamo, già sottolineato infinite volte, alle forze dell'ordine. Esse devono perseguire e stroncare il satanismo giovanile nei suoi covi, internet compresa, con la stessa determinazione usata per la pedofilia (finalmente!), con la stessa tenacia con cui si cerca di fare terra bruciata agli adepti del nuovo terrorismo.

Cercherò d'essere breve anche perchè i telespettatori teleaspettano un bel film e si sono rotti di stare davanti ai monitor (dietro non si vedrebbe nulla...) a sorbirsi il nostro telegiornale.
Userò quindi, per la gioia di mamme e piccini, la mia lettera aperta a Bevilacqua:

La soluzione? Caro Bevilacqua, la soluzione sarebbe che il fascismo è morto ma in questo caso debbo forzatamente utilizzare il condizionale.
Lungi da me violentare chi propone la violenza per refrenare la violenza, lungi da me buttare nel rogo controinformatico uno dei tanti mostri di Firenze che hanno rallegrato la nostra monotonia.
La soluzione, caro Bevilacqua, secondo me l'ha fornita lo stesso Nicola Sapone: "Ma quale Satana? Eravamo drogati!".
Lei afferma che le tradizioni sono stupide quando contemplano il sacrificio di poveri animali, posso essere d'accordo ma lo vada a strillare nelle chiese il giorno di Pasqua nel nome di milioni di agnellini uccisi per legge di ritualità (o per legge di mercato).

Sono satanista e me ne vanto, mi sento ancora infangato caro lei, come del resto mi infangò a supporto di una montatura giudiziaria forte anche della sua opinione.
Non confondiamo le acque, non confondiamo i ragazzini ammaliati da un satanismo che esiste solo nelle fiabe da parrocchia, negli articoli forcaioli, nei versi inventati da "antropologi" di turno al soldo della Chiesa.

I delitti di cui lei parla sono tutti stati commessi da persone labili, fuoriuscite da contesti familiari più che rispettabili. Non si faccia forza dietro a psicotici assassini per diffamare una filosofia che sicuramente non condivide (e non conosce) ma che ha tutto il diritto di esistere in quanto priva di quegli elementi criminali che lei oggi contesta.
Droga? Omicidi? Violenze carnali? Qual'è il suo diapason di battaglia? Un condimento dell'utopia? Un'occasione per innalzare il verbo? Un bersaglio facile in seno all'ignoranza comune resa forte dall'era della "comunicazione"?
Perchè non si comprende su cosa scagli i fulmini della sua ira, cosa vuole soffocare, chi vuole al muro.

Marco Dimitri

ORA QUALCUNO MI FACCIA SCENDERE DI QUA CHE HOLE VERTIGINI!!!!