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VARG racconto NON C'
E' NIENTE CHE FUNZIONI, ...non
c' è niente di più bello delle cattedrali vuote.
Vago, sento la vita nel palato, mi inebrio del vecchio, antico odore
di muffa. Oh! No davvero! La strada di sempre!
Era qui un attimo fa! Poi... Varg!
Vaaarg! Dove sei?
Questo
luogo è immenso! Perchè
quest'affanno? Queste lacrime, perchè? Già! Le cattedrali vuote e la melma, conosco solo il bosco e, mi perdo nei sentieri! Non mi fido! Non
mi fido dei sentieri! Eternamente
me stesso, lupo, vampiro. Espressione dell'ego, gioco. Le antiche corti
e le feste al castello! Varg! Dove sei? Dannata bestia che si clona!
Ho sete maledizione! Me stesso! Me stesso! Mi senti mondo? Io sono te! Il mio vagare e il ripetere del tuo moto assurdo, caotico, inclinato!
Dietro
le mura del castello!
Attimo, vampiro che ritorni, ai suoni ai suoni del tramonto, quando le ombre diventano lunghe e le campane assordanti rintoccano fuori tempo, ti avvolgono.
Mantello ricordo il mantello fluido luccicante sulle spalle.
I rumori i rumori, le risate, mio lupo! Mio lupo! Bellissimi, sozzi puritani e sozzi!
Eccomi conosco la mutazione con lo stesso profumo di quando ero bambino.
Io corro e tutto si dissipa
Tutto
Regolare
Varg!
Mio lupo!
Testi
di Marco Dimitri
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