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PRETI PEDOFILI

Abusato da un prete a 13 anni La psicologa: «Ha subito danni devastanti, non riesce più a vivere»

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Undici grida di dolore e di rabbia. Undici richieste di giustizia. Undici vite, «undici famiglie rovinate da chi avrebbe dovuto difenderle dal male». La criminologa esperta in psicodiagnostica clinica e giuridico-peritale, Lisa D’Aniello, descrive la situazione psicofisica delle 11 presunte vittime di abusi sessuali che sarebbero stati compiuti da don Silverio Mura, ex parroco della periferia orientale di Napoli.

E in particolare quella di D.E., il 40enne che per primo ha denunciato le violenze «subite in età adolescenziale» dal parroco di Ponticelli, suo insegnante di religione. Il 40enne che con una lettera e uno sciopero della fame ha spinto Papa Francesco a chiedere di riaprire il caso del prete presunto #pedofilo , archiviato dalla Curia. «Sono consulente di parte nel processo civile portato avanti da D. e dal suo legale, ma sono a conoscenza della situazione psicofisica delle tante vittime di abusi che sarebbero stati compiuti dal parroco – così la dottoressa D’Aniello – Tutti hanno presentato la stessa difficoltà nel denunciare le violenze anche per il legame emotivo instaurato con il loro orco, un abile manipolatore».

Per capire la storia di D., il suo legame con don Silverio Mura, bisogna contestualizzare l’ambiente in cui la presunta vittima è nata e cresciuta. Siamo sul finire degli anni ’80 a Ponticelli, quartiere popolare della periferia est di Napoli. Terra di povertà e di camorra «dove la figura del prete rappresenta il punto di riferimento per l’intero quartiere». 
D., ragazzino timido e chiuso, è nato e cresciuto qui. «Proveniva da una famiglia molto cattolica – ha continuato la dottoressa – e la mamma era felicissima per questo rapporto che aveva col prete, da cui si allontanerà soltanto dopo 3 anni di abusi plurimi. All’età di 14 anni. Quando cominciò già a manifestare una sintomatologia di natura psicosomatica che lo costrinse ad una serie di accertamenti medici piuttosto costosi. Perlopiù mal di pancia e allo stomaco, ma lui pensava di aver contratto l’Aids e manifestò questo timore al parroco che, per tenerlo tranquillo, gli comprò una motocicletta». I dolori alla pancia e allo stomaco scompaiono per qualche tempo dopo quel regalo per poi ricomparire bruscamente diversi anni più tardi.

Dopo il matrimonio e l’ottenimento di un posto di lavoro come guardia giurata all’interno di una banca. «Mal di pancia e mal di stomaco erano sintomi di un trauma non ancora mentalizzato e metabolizzato – ha raccontato la consulente – Ad un certo punto, il corpo ha deciso di passare il testimone alla mente. Così, un giorno, all’improvviso, mentre era al lavoro in banca, D. ebbe un forte attacco di panico. Venne accompagnato all’ospedale e, credendo di star per morire, confessò alla mamma e alla moglie gli abusi subiti». 
Da qui, gli incontri nel 2011 con uno psichiatra che ‘accompagna’ D., tramite un lento percorso di analisi, alla denuncia. Prima ai carabinieri e poi alla Curia. «La perizia della Curia del 2016, paragonabile ad un interrogatorio poliziesco, però non ha fatto altro che peggiorare le sue condizioni di salute – ha chiarito la psicoterapeuta – D. è stato soggetto a quella che noi chiamiamo una vittimizzazione secondaria. Una cosa che accade quando si è vittima di una ingiustizia a cui il sistema non crede». 
Un’ingiustizia che ora costringe D. ad una vita difficile, denunciata anche dal suo legale Carlo Grezio. «Ha perso il lavoro e sta sempre in casa. D. oggi non vive più. Così come non vive più sua moglie, costretta ad assisterlo 24 ore su 24».

 

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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3 Commenti

3 Comments

  1. Giuseppe Anfossi

    6 marzo 2018 at 15:15

    non esageriamo!

  2. Anonimo

    6 marzo 2018 at 18:15

    si sveglia a 40 anni con le crisi a suo tempo il prete era riuscito a domargli le angosce e i sensi di colpa con una motocicletta e adesso? vuol far credere cosa?.. x cortesia

    • Marco Dimitri

      7 marzo 2018 at 15:12

      In realtà sono 30 anni che sta lottando contro le conseguenze di di versi atti di violenza carnale. Le coseguenze di un abuso sessuale non sono reversibili. Non penso che sia facile ammettere abusi subiti da bambini

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PRETI PEDOFILI

A Lourdes i vescovi accolgono le vittime di pedofilia: per evitare l’inchiesta parlamentare

Nel frattempo continua la bufera sul cardinale di Lione, Barbarin, chiamato in causa da un tribunale civile per non avere protetto le vittime da un prete orco

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Sotto il peso di nuovi scandali i 118 vescovi francesi si sono riuniti a Lourdes accogliendo per la prima volta le vittime della pedofilia. Una iniziativa che l’episcopato ha pensato di intraprendere per tacitare le accuse di silenzi e insabbiamenti. Sono circa otto le vittime che sono state accolte all’assemblea plenaria. Una presenza simbolica. Ognuna di loro ha subito violenze in passato.

L’assemblea plenaria dei vescovi si riunisce due volte l’anno nel santuario mariano sui Pirenei. Una delle vittime, Veronique Garnier, ha spiegato alla Afp che si tratta di una occasione straordinaria che aspettava da lungo tempo. «Servirà a tutti noi poter ascoltare una parola che possa curare le ferite». Al centro delle speranze delle vittime (e dell’opinione pubblica francese) c’è la speranza che i vescovi riconoscano le loro responsabilità individuate soprattutto in un sistema che tendeva a proteggere più le istituzioni che non i ragazzi abusati.

Diverse diocesi francesi nel frattempo hanno annunciato di avere intrapreso delle indagini interne per fare luce sul passato. A Lourdes i vescovi dovrebbero valutare l’idea di costituire un comitato esterno ed indipendente, comprensivo di storici, per indagare e fare luce sulla piaga degli abusi nella Chiesa. Nel frattempo diverse personalità della società civile stanno raccogliendo petizioni per chiedere una commissione di inchiesta parlamentare sugli atti di pedofilia sulla falsariga di quello che è accaduto anche in altri Stati (per esempio l’Australia).

Nel frattempo continua la bufera sul cardinale di Lione, Barbarin, chiamato in causa da un tribunale civile per non avere protetto le vittime da un prete orco. In questi giorni ha fatto scalpore la decisione della Chiesa di punire il sacerdote (Pierre Vignon, parroco a Vercors) che ha sostenuto le vittime e chiedendo a gran voce le dimissioni del cardinale Barbarin. Lui stesso ha fatto sapere di essere stato silurato dalle sue funzioni. La decisione è stata emessa da un comitato di vescovi regionali. Al momento non si conoscono le ragioni di un provvedimento tanto drastico.

 
  

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Crediti :

il Messaggero

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PRETI PEDOFILI

Emanuela Orlandi, Pietro: «Ci fu una trattativa col Vaticano sul caso di mia sorella»

Il fratello della 15enne scomparsa nel 1983 parla dopo il ritrovamento di ossa nella Nunziatura di via Po a Roma

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(LaPresse) Pietro Orlandi parla a pochi giorni dal ritrovamento di resti umani, di donna, sotto il massetto di un pavimento della Nunziatura di via Po, a Roma. “Non so se sono di mia sorella, né cosa augurarmi”, dice il fratello di Emanuela Orlandi, la 15enne cittadina vaticana scomparsa nel nulla il 22 giugno del 1983. L’uomo ha poi voluto ricordare un incontro avvenuto in Vaticano tra i magistrati romani e un alto prelato in cui fu avviata una sorta di trattativa sul caso Orlandi, trattativa che poi non ebbe però seguito. “Erano pronti a consegnare un fascicolo coi nomi di personalità che avevano avuto responsabilità nella scomparsa di Emanuela”, racconta Pietro Orlandi che poi aggiunge: “Come disse Papa Francesco chi tace è complice: per me sono tutti complici”.

 
  

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Crediti :

il Corriere

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PRETI PEDOFILI

Pedofilia, rimosso vescovo ausiliare di New York accusato di abusi su un adolescente

Monsignor John Lenikè stato rimosso per accuse di molestie sessuali ai danni di un ragazzino

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Monsignor John Lenik, vescovo ausiliare di New York, è stato accusato di molestie sessuali nei confronti di un teenager e rimosso dai suoi incarichi pubblici, ha annunciato l’arcidiocesi.

Monsignor John Lenik

Monsignor John Lenik

 

«Anche se le accuse risalgono a decenni fa, il Consiglio di Revisione dei Laici ha concluso che gli elementi sono sufficienti per giudicarle credibili», ha detto il cardinale arcivescovo di New York Timothy Dolan. Monsignor Jenik ha negato le accuse che risalgono agli anni Ottanta.

 
  

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