Contattaci

PRETI PEDOFILI

Abusi, prete condannato a 6 anni ma assolto dalla Chiesa: la mamma del minore chiede giustizia

Don Mauro Galli, condannato a sei anni di carcere per abusi sessuali a sei anni di carcere continua a dire messa

Pubblicato

il

Immagine a puro scopo di corredo articolo

Città del Vaticano – «Personalmente posso affermare che non è vero che Papa Francesco ha tolto il segreto pontificio per tutti i casi di abusi sessuali. Purtroppo non è ancora possibile per le vittime ottenere gli atti dei processi canonici sulla pedofilia». Cristina Battaglia ormai lotta da sola contro i silenzi della Chiesa. Madre tenace e irremovibile non si stanca di pretendere giustizia per il figlio, vittima dieci anni fa di un prete. Fu abusato quando era ancora minorenne. Una brutta vicenda che si trascina irrisolta.

«Stante dunque la vigenza del segreto pontificio il tribunale non ha potuto dare informazioni (…) né rispondere ad eventuali richieste» si legge nella lettera ricevuta dal ragazzo che viene sinteticamente aggiornato: don Mauro Galli ha avuto una sentenza dimissoria, ossia non assolutoria piena. Gli atti del processo canonico ora sono in Vaticano, alla Congregazione della Fede, per una ulteriore verifica.

«Non sono in grado di trasmettere tutto o in parte gli atti di causa sia in quanto confliggerebbe con l’osservanza del segreto d’ufficio, sia perché questo tribunale ecclesiastico non è più in possesso di detti atti, avendoli a suo tempo trasmessi a chi di dovere» si legge. La lettera di alcune settimane fa porta la firma di monsignor Paolo Bianchi, vicario giudiziale.

Allo shock per la sentenza in parte assolutoria e per l’impossibilità di leggere gli atti e le motivazioni del tribunale ecclesiastico, Cristina, la madre del ragazzo, reagisce e decide di scrivere una lettera all’arcivescovo di Milano, monsignor Delpini.

La lettera gli verrà consegnata personalmente lunedi prossimo quando il prelato sarà in visita pastorale alla parrocchia del quartiere dove vive la famiglia. Si tratta di una lettera piena di dolore. «E’ molto difficile per noi esprimere gratitudine per questa visita. La memoria ci porta all’incontro avuto con lei nel 2012 (…) Esprimevamo sgomento per la decisione di spostare don Mauro Galli ancora con dei minori dopo la nostra denuncia di abuso sessuale. Nemmeno dopo quell’incontro lei ha preso l’iniziativa di avviare l’indagine previa per accertare i fatti». L’indagine previa, infatti, venne aperta dalla diocesi solo nel 2015, quando la famiglia aveva fatto denuncia alla polizia e ai carabinieri.

Cristina annota con dolore che quando monsignor Delpini venne interrogato dalla polizia, nell’ambito del processo «disse di essere stato subito avvisato dal parroco di un presunto abuso e di essersi poi precipitato in parrocchia addirittura la viglia di Natale del 2011. Ricorda?».

Il sacerdote venne denunciato alla curia nel 2012 ma, per tutta risposta, l’anno successivo il prete, don Mauro Galli, fu spostato in una altra parrocchia lombarda a contatto con dei minori.

L’ultima batosta per la vittima – ora maggiorenne – è arrivata dal Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo che ha assolto parzialmente il parroco, don Mauro Galli. Una batosta che si aggiunge ad un incomprensibile divieto: se Papa Francesco due anni fa ha stabilito che il segreto pontificio andava abolito sempre perchè non gli sono stati consegnati gli atti? Ora il caso è alla Congregazione della Fede che dovrà decidere nel merito processuale.

Cristina, mamma tenace, non demorde: «voglio giustizia per mio figlio».


Licenza Creative Commons





Crediti e Fonti :

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Clicca per commentare
0 0 vote
Vota articolo
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

PRETI PEDOFILI

Pedofilia in Australia, tre vittime citano in giudizio il Papa

Sono aborigeni che da bambini subirono abusi sessuali dal prete Michael Glennon e sostengono che il Vaticano sapesse

Pubblicato

il

Immagine a puro scopo di corredo articolo

Papa Francesco, oltre all’arcivescovo di Melbourne Peter Comensoli e la stessa arcidiocesi di Melbourne sono citati in giudizio davanti alla Corte Suprema dello stato di Victoria da tre uomini aborigeni che affermano di aver subito da bambini abusi sessuali dal prete Michael Glennon.

Sostengono che il Vaticano fosse a conoscenza dei reati commessi contro i minori, ma non l’abbia spretato, anche dopo la sua condanna a due anni di carcere nel 1978 per abusi e violenze sessuali commessi su 15 minori. Lo riporta oggi il Sydney Morning Herald, notando che si tratta del primo caso conosciuto in Australia in cui vittime di abusi commessi dal clero chiamino a rispondere il Pontefice per il mancato intervento della Chiesa in azioni decisive contro i predatori pedofili.

Se il caso avesse successo, sarebbe la prima volta che un tribunale australiano punisce la Chiesa, come giudizio distinto dall’obbligo di risarcire le vittime.

I tre querelanti, che non possono essere identificati, affermano di aver subito, a causa degli abusi, impatti significativi che hanno ancora delle conseguenze come la tossicodipendenza, il rimanere senza tetto e senza lavoro. E chiedono risarcimenti e danni punitivi. Il loro avvocato, Angela Sdrinis, è in attesa che i rappresentanti della Santa Sede in Australia accettino la notifica del mandato per conto del Pontefice. “Si tratta di fare in modo che il Papa e il Vaticano accettino le proprie responsabilità”, ha detto.

“Quale possibile scusa possono avanzare per non aver riportato Glennon allo stato laico?” chiede il legale che aggiunge che l’arcidiocesi di Melbourne aveva ritirato le facoltà di sacerdote dopo la condanna nel 1978, ma solo il Vaticano avrebbe avuto il potere di laicizzarlo.


Licenza Creative Commons





Crediti e Fonti :
Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

In Francia sono aumentate le denunce di pedofilia nella Chiesa

I vescovi pubblicano un terzo dossier: in due anni 320 persone hanno segnalato gli abusi

Pubblicato

il

Immagine a puro scopo di corredo articolo

Da settembre 2018 a settembre 2020, in Francia 320 persone hanno denunciato abusi sessuali subiti da membri del clero e religiosi, 100 in più rispetto a quelle registrate tra il 2010 e 2016: è uno dei dati più significativi che emergono dal terzo Rapporto della Conferenza episcopale francese (Cef) sulla pedofilia nella Chiesa, reso noto durante i lavori dell’assemblea plenaria in corso dal 3 all’8 novembre.

Le cifre del terzo dossier dei vescovi

Il documento, presentato da monsignor Dominique Blanchet, vicepresidente della Cef, traccia un quadro più preciso della situazione dopo i due precedenti rapporti del gennaio 2017 e dell’ottobre 2018. La prima parte presenta le cifre aggiornate raccolte in questi ultimi due anni nelle diocesi francesi, mentre la seconda riporta in modo schematico informazioni sulle azioni intraprese dalla Chiesa nella lotta a questa piaga e nella prevenzione, sia a livello locale che a livello mondiale.

Vi è dunque un significativo aumento delle denunce, passate da 220 del periodo tra il 2010 al 2016 a 320. Una crescita che il rapporto collega alle misure prese dalla Chiesa di Francia in questi ultimi anni: segnatamente l’istituzione nel 2018 di una Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase), la creazione di cellule di accoglienza e di ascolto nelle diocesi, oltre ai ripetuti inviti rivolti alle vittime dalla Commissione perché abbiano il coraggio di denunciare l’abuso subito e si mettano in contatto con le istituzioni ecclesiastiche.

Le segnalazioni dei vescovi e l’azione della Chiesa

Un altro dato che emerge dal rapporto riguarda le segnalazioni da parte dei vescovi alle procure, che tra il 2010 e il 2020 sono state in tutto 110, di cui 67 per fatti anteriori al 2000 e 43 per fatti successivi. Quanto agli autori degli abusi, sono state 208 le persone per cui si è aperto un procedimento. Con riferimento alle misure prese, sempre negli ultimi due anni, 57 tra preti, religiosi e diaconi sono stati sospesi e 13 condannati a una pena canonica.

Lo scarto esistente tra le 320 persone che hanno denunciato e le segnalazioni e i procedimenti avviati viene spiegato dal fatto che spesso le vittime non erano note ai vescovi, che i responsabili erano deceduti o non identificabili. Un’altra informazione importante fornita dal documento riguarda infine l’azione capillare intrapresa dalla Chiesa per lottare contro la pedofilia: su 97 diocesi e arcidiocesi francesi, 24 possono oggi contare su referenti diocesani e sono 83 quelle che hanno aperto una cellula di ascolto e accoglienza.

“Anche se resta ancora molto da fare perché la Chiesa diventi una casa sicura per tutti – si sottolinea nell’introduzione resa nota da Vatican News – il nuovo rapporto evidenzia la ferma determinazione dei vescovi di andare oltre e di attuare tutte le misure necessarie ad affrontare questa sfida così urgente e necessaria“, cominciando dall’ascolto delle vittime. Intanto proseguono i lavori dell’assemblea plenaria.

La riunione avrebbe dovuto svolgersi in presenza a Lourdes, ma a causa dell’evolversi della pandemia del Covid-19 si tiene in forma virtuale. Tra i temi all’ordine del giorno, oltre alla lotta alla pedofilia, i problemi del mondo agricolo in Francia, il rapporto tra territorio e parrocchia e le questioni finanziarie. A chiudere i lavori l’8 novembre sarà il presidente della Cef, monsignor Eric de Moulins-Beaufort.


Licenza Creative Commons





Crediti e Fonti :
Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Scandalo in Vaticano: “Bonifici di Becciu agli accusatori nel processo per pedofilia a Pell”

Analizzando i movimenti bancari disposti da Becciu, è stata trovata traccia di bonifici che attraverso alcuni passaggi intermedi sarebbero arrivati, almeno in parte, a uno degli accusatori di Pell

Pubblicato

il

Immagine a puro scopo di corredo articolo

Una serie di bonifici inviati in Australia per un ammontare complessivo di 700mila euro potrebbe essere stata usata per pagare gli accusatori del processo per pedofilia contro il cardinale George Pell, ex prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia. È l’ipotesi degli inquirenti vaticani dopo le verifiche riguardanti i movimenti bancari disposti da monsignor Angelo Becciu, il Sostituto che pochi giorni fa ha dovuto rinunciare al cardinalato a seguito della chiusura delle indagini sullo scandalo che ha coinvolto il Vaticano a proposito degli ammanchi di centinaia di milioni di euro dalle risorse della Segreteria di Stato. Lo riporta un articolo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera.

A sinistra George Pell, a destra Angelo Becciu


Analizzando i movimenti bancari disposti da Becciu, è stata trovata traccia di bonifici che attraverso alcuni passaggi intermedi sarebbero arrivati, almeno in parte, a uno degli accusatori di Pell. Dalle verifiche sono emersi anche alcuni investimenti immobiliari in Australia che sarebbero stati utili per fare “pressioni” sull’esito del processo. Dietro questi movimenti ci sarebbe, riporta il Corriere, la “rivalità tra i prelati Pell e Becciu”, che “non è mai stata un mistero all’interno e fuori dalla Santa Sede”.

Il cardinale australiano George Pell nel 2017 era stato accusato di aver molestato sessualmente due ragazzi a Melbourne negli anni Novanta. Uno dei due è morto per overdose nel 2014, l’altro ha confermato le accuse durante il dibattimento. Nel 2019 Pell è stato condannato a 6 anni di carcere, ma lo scorso aprile l’Alta corte australiana ha annullato la sentenza, sostenendo che la Corte di Vittoria non abbia sufficientemente soddisfatto il principio della colpevolezza “oltre ogni ragionevole dubbio”.


Licenza Creative Commons





Crediti e Fonti :
Continua a leggere

chi siamo

Dicono di noi

positive review  

Francesco Cole Maggioni Avatar Francesco Cole Maggioni
21 April 2017

Iscriviti alla Newsletter

Preti pedofili db

I casi più noti

Archive Calendar

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

 

 

 

 

Condividi anche su

I più letti

Bambini di Satana: associazione razionalista di insegnamento senza scopo di lucro. © Copyright 2020 website designed by Marco Dimitri

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x