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Abusi sessuali sui minori. Indagato cardinale Pell

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Abusi sessuali sui minori, la polizia australiana conferma: indagato cardinale George Pell

La polizia australiana ha confermato che sta indagando sulle accuse di abusi sessuali sui minori rivolte al cardinale George Pell, arcivescovo emerito di Sidney e prefetto della Segreteria dell’Economia.  Deve ancora decidere se incriminarlo. “Stiamo ancora indagando“, ha spiegato il commissario della polizia di Victoria, Graham Ashton, a proposito delle accuse. Accuse che il cardinale Pell ha respinto risolutamente. Il dossier pedofilia da parte di ecclesiastici segna un nuovo capitolo in Australia : secondo la stampa australiana, che dà eco ad una trasmissione televisiva della Abc sul caso, due uomini, oggi quarantenni, avrebbero presentato accuse di abusi sessuali da parte del cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l’Economia Vaticana. Le violenze risalirebbero all’epoca in cui frequentavano la scuola primaria.

abusi sessuali sui minori

il Cardinale George Pell

 

Gli abusi sessuali sui minori – scrive il quotidiano on line The Australian  – sarebbero avvenuti nel 1978-79 e due uomini avrebbero presentato denunce separate alla polizia di Victoria. Il cardinal Pell, sentito dai giornali locali, definisce le accuse di abusi sessuali sui minori “totalmente false“. Nuova bufera dunque sul ministro dell’Economia della Santa Sede.
Sempre secondo le denunce, i presunti abusi sessuali sui minori sarebbero accaduti quando Pell era sacerdote a Ballarat. Tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo di quest’anno, Pell aveva reso la sua testimonianza, in video-collegamento da Roma, davanti alla Commissione reale sulle Risposte istituzionali agli Abusi sessuali sui Minori.

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Una maratona a suon di interrogatori che, a causa del fuso-orario, hanno impegnato l’anziano cardinale per diverse notti. Lui deponeva da un albergo romano e la Commissione faceva le sue domande dall’Australia. Ma in questo dossier era stato chiamato in causa non per fatti direttamente a lui attribuiti ma per aver “coperto” reati commessi da sacerdoti nelle sue diocesi.
In quelle stesse settimane erano però uscite, sempre sulla stampa australiana, analoghe notizie, poi non confermate, di accuse dirette nei suoi confronti. Uno degli accusatori del porporato, Lyndon Monument, ha detto oggi all’emittente Abc di avere taciuto fino a questo momento a causa del “potere” dello stesso cardinale. Le denunce sarebbero state depositate presso la speciale task-force chiamata Sano della Polizia di Vittoria, già lo scorso anno.

Gli uomini accusano Pell in particolare di aver abusato di loro quando erano ragazzi, negli anni ’70, in incontri presso la piscina di Ballarat. In una dichiarazione alla Abc, lo staff del cardinal Pell ha detto che “respinge con forza e in modo inequivocabile ogni accusa di abusi sessuali contro di lui”, e ha a sua volta invece accusato la rete televisiva di montare una campagna diffamatoria contro di lui.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Pedofilia: la procura della West Virginia fa causa alla diocesi

Il procuratore accusa l’ex vescovo di avere «consapevolmente impiegato pedofili senza effettuare i dovuti controlli sul loro passato»

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NEW YORK – Il procuratore generale della West Virginia, Patrick Morrisey, ha fatto causa alla diocesi cattolica di Wheeling-Charleston, l’unica dello Stato, e al suo ex vescovo Michael Bransfield, accusandoli di aver «consapevolmente impiegato pedofili senza effettuare i dovuti controlli sul loro passato», come dovrebbe essere normale per chi lavora in scuole e doposcuola cattolici.

L’azione legale è l’ultima nella nuova crisi che sta mettendo sottosopra le gerarchie cattoliche negli Usa.

Morrisey accusa la diocesi di aver promosso ambienti sicuri per i bambini ma allo stesso tempo di aver «insabbiato e nascosto comportamenti criminali di abusi su minori».





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Crediti :

Tio

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Prete pedofilo abusa di una bimba in chiesa: «Vuoi fare un gioco?»

Un periodo di terrore per le piccole vittime alle quali veniva imposto di tacere su quanto succedeva dentro quelle quattro mura della Chiesa Regina dei Cieli.

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Avrebbe dovuto proteggerli, educarli,accudirli. Invece per anni ha abusato della sua pozione di fiducia per abusare delle sue piccole vittime, distruggendo per sempre le loro esistenze. Sabine Griego, ex parroco di Albuquerque, nello stato del New Mexico, oggi ha 81 anni ed è sotto processo per una serie di violenze sessuali su diversi bambini che risalgono a 30 anni fa.

Un periodo di terrore per le piccole vittime alle quali veniva imposto di tacere su quanto succedeva dentro quelle quattro mura della Chiesa Regina dei Cieli. Tra le sue piccole vittime c’era anche una bimba di 7 anni alla quale offriva del vino prima di sottoporla agli stupri. La abusava fino a farla vomitare, prima di umiliarla chiedendole di pulire il pavimento.

abusa di una bimbaLa piccola, secondo l’accusa, era stata attirata nella trappola dal parroco che aveva approfittato della sua fiducia: «Vuoi fare un gioco?» le avrebbe chiesto prima di farle bere del vino e di violentarla. Ma quella fu soltanto la prima di una lunga serie di abusi: un lunghissimo anno di stupri durante i quali l’uomo aveva capito di poter contare sul silenzio della bambina, che si era ammutolita per la paura e per la vergogna.

Una spirale di silenzio che si è interrotta solo 13 anni fa, quando la bimba ha iniziato a autoinfliggersi dolore e a ferirsi. La famiglia, allarmata, ha scavato nel suo passato, arrivando all’origine di quella sofferenza che si portava dentro. Ai familiari, e successivamente alla polizia, la bimba ha rivelato che l’uomo la chiamava per portala in sacrestia dove spesso avvenivano le violenze: se lei provava a rifiutarsi, lui la picchiava colpendola con calci e schiaffi fino a provocarle ferite talmente gravi da spedirla in ospedale.

Adesso quel prete è accusato di aver molestato più di 30 bambini. Era già stato sollevato da tutti gli incarichi e messo in congedo dal Vaticano nel 2005.





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Crediti :

il Messaggero

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Presunto prete pedofilo, spunta un’altra vittima: “Molestato in chiesa per alcuni secondi”

Proseguono le indagini sul prete di Trepuzzi accusato di abusi sessuali su minori. I fatti contestati risalirebbero a circa 30 anni fa. Il presule attualmente è stato allontanato dalla città. Al nostro microfono è intervenuto il sindaco di Trepuzzi che da ragazzo ha aiutato il prete servendo la messa.

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TREPUZZI (Lecce) – “Molestato per alcuni secondi in chiesa”. E’ la testimonianza choc di un altro uomo oggetto di presunte attenzioni sessuali da parte di un prete finito al centro di un’inchiesta per pedofilia. La presunta vittima ora è grande. Ha scollinato i 40 anni. E ha una famiglia. Ma le notizie pubblicate nei giorni scorsi non lo hanno lasciato indifferente e gli hanno fatto riaffiorare nella mente ricordi che mai e poi mai avrebbe voluto rispolverare. Alla luce del clamore, però, ha deciso di parlare e di raccontare la sua disavventura. Non confluita in una denuncia (anche perché il reato sarebbe ormai prescritto) ma che confermerebbe la gravità delle accuse già mosse al prelato.

L’episodio risale a molti anni fa quando l’uomo, che ha deciso di raccontare la sua esperienza, non aveva neppure dieci anni. Frequentava la chiesa dove il parroco prestava servizio. E di tanto in tanto faceva anche il chierichetto. “Un giorno”, racconta, “mi trovavo con il prete. Eravamo in una stanza. Tutto durò pochi secondi. Ricordo che si avvicinò a me. Avvertii il contatto delle sue parti intime sul mio corpo. Ma fu una cosa molto veloce. Io riuscii a scappare e mi allontanai”. Non ha mai presentato denuncia. Ha preferito sorvolare sull’accaduto ma leggendo le notizie di stampa di questi giorni ha voluto raccontare la sua esperienza.

La vicenda su un caso di pedofilia in casa è affiorata prepotentemente nei giorni scorsi dopo la pubblicazione di una telefonata tra una presunta vittima e il sacerdote in cui il prete chiedeva l’iban al suo interlocutore per potergli fare un regalo dopo la denuncia in cui ha raccontato di essere stato molestato da piccolo. Al vaglio del pubblico ministero Stefania Mininni sono finite anche le denunce di altre sei persone offese per episodi molto ma molto datati su cui incombe la scure della prescrizione. Nel frattempo il sacerdote è stato fermato dall’attività pastorale da circa un anno e non può più svolgere funzioni in pubblico. Ed è stato invitato ad allontanarsi dalla Diocesi e a ritirarsi in un monastero.





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