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PRETI PEDOFILI

Abusi in Vaticano/ Video, molestie agli ex chierichetti. nuove ‘insidie’ per Papa Francesco

Abusi tra le mura del Vaticano, il caso a Le Iene Show: video. Racconti choc: “La prima volta avevo 13 anni”. Il caso è stato affrontato anche a Quarto Grado, con l’intervista a Kamil

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Una insidia, una spina nel fianco per Papa Francesco e anche per il Papa emerito che più di tutti hanno combattuto e combattono l’orrendo fenomeno della pedofilia in Vaticano e nella Chiesa: i pedofili non sono solo i preti, come si vuole far credere in larga parte nella opinione pubblica, ma purtroppo ci sono dei preti pedofili e su questi bisogna lottare all’interno della Chiesa per debellare definitivamente l’infausto fenomeno. Le nuove accuse, che vanno però tutte ancora verificate, fatte dalle Iene nella puntata di ieri – qui sotto il video intero del servizio – portano di nuovo la “sfida” della pedofilia nella Chiesa ad un livello pubblico e di critica feroce: pochi giorni fa lo stesso Bergoglio aveva spiegato che la Chiesa molte volte è arrivata tardi e che «forse l’antica pratica di spostare la gente ha addormentato un po’ le coscienze». Poi ha promesso una tolleranza zero: «Chi viene condannato per abusi sessuali sui minori può rivolgersi al Papa per avere la grazia, ma io mai ho firmato una di queste e mai la firmerò»: non solo, per Francesco come già prima di lui per Benedetto XVI, se ci sono le prove la pena è definitiva, la pedofilia è una malattia. «Oggi si pente, va avanti, lo perdoniamo, ma dopo due anni ricade»: il problema è che ora bisogna verificare con sincerità e lealtà e se effettivamente vi sono delle vittime bisogna punire al più presto i carnefici, senza sconto alcuno. (agg. di Niccolò Magnani)

 

IL RACCONTO DI KAMIL

“Sono stato testimone oculare di molestie sessuali in Vaticano”, comincia così il racconto di Kamil Tadeusz Jarzembowski sugli abusi all’ombra della cupola di San Pietro. Il 21enne, arrivato in Italia quando era bambino per servire il Papa, ha raccontato a Le Iene Show di aver assistito personalmente a delle molestie da parte di seminaristi nel Vaticano. Per questo servizio di Gaetano Pecoraro il programma tra l’altro ha ricevuto una diffida, ma nonostante ciò ha deciso di mandarlo in onda. “Ho visto il mio compagno di stanza essere abusato da un altro seminarista, che era già entrato nel percorso per il sacerdozio. Avevo tra i 15 e i 16 anni… Si avvicinava al letto e pretendeva da lui un rapporto sessuale. Si metteva nel suo letto e cominciava un rapporto”. Perché quel ragazzo non si è opposto? “Il seminarista aveva una posizione di potere nel preseminario: godeva della fiducia del rettore. Lui decideva cosa facevamo. Dire di no poteva comportare dei problemi con il rettore”, spiega Kamil, secondo cui sarebbe successo un centinaio di volte in un anno. “Se ne accorse anche uno dei nostri sacerdoti, lo vide uscire da un’altra stanza, perché c’è un’altra vittima”. E la Iena scopre che sono tre… Kamil comunque decise allora di rivolgersi al padre spirituale, perché era obbligato a mantenere il segreto: “Fece una sua indagine, ma poi venne mandato via”. Poi la svolta:  “Monsignor Enrico Radice mi cacciò via, mi disse di non tornare più. Non avevo più una casa a Roma dove vivere, ho dovuto affrontare la situazione da solo”.

LE IENE VANNO DAL VESCOVO DI COMO

La Iena Gaetano Pecoraro, che ha avuto conferme dalla vittima stessa delle molestie, ha deciso allora di raggiungere quel padre spirituale, trasferito lontano dal Vaticano: “Non posso parlare. Li aiuti quei ragazzi… – si lascia sfuggire – Non posso fare nulla”. Nel frattempo il seminarista è diventato sacerdote all’Opera don Folci, quindi viene interpellato il vescovo di Como, Oscar Cantoni, a cui Kamil aveva scritto una lettera per denunciare quanto accaduto nel preseminario San Pio X, vicino al famoso attico di Bertone. Il vescovo respinge le accuse, così come monsignor Enrico Radice: “Sono tutte falsità”. La Iena decide allora di cercare direttamente il seminarista molestatore diventato sacerdote: “Ci sono tre ragazzi che l’accusano di violenza sessuale nel preseminario Pio X di Roma”. Alle accuse preferisce non replicare. Questo caso però è destinato senza dubbio a far discutere, del resto lo stesso Papa Francesco aveva fatto sua la missione di “purificare” la Chiesa.

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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PRETI PEDOFILI

Nuovi guai per ill cardinale Pell affondano nel suo passato di pedofilo seriale

I nuovi guai del cardinale Pell affondano nel suo passato di coinquilino distratto del pedofilo seriale Ridsale

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Il cardinale George Pell è di nuovo nei guai perché amico del prete pedofilo di Ballarat, Gerald Ridsale, un pedofilo seriale con il quale divideva l’appartamento. E che inizialmente aveva difeso al punto di accompagnarlo in tribunale nei primi prucessi da lui subiti. Un’amicizia che superava evidentemente qualunque buon senso e attenzione alle possibili vuttime. Dunque ingiustificabile per un prete, anche se con incarichi amministrativi e non pastorali, come era all’epoca Pell.

Interrogato in merito, l’ ex ministro delle Finanze di Papa Francesco, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, ha dichiarato che “si trattava di una storia triste e non molto interessante” per lui. “Non avevo motivo di interessarmi ai mali perpetrati da Ridsale”, ha spiegato.

Una “indifferenza” che rasenta il patologico, contro cui all’epoca si era scagliato anche il giornalista Andrew Bolt che qualche giorno fa ha intervistato il porporato per Sky Australia. “Come reagiresti se la polizia vittoriana continuasse a pescare a strascico altre vittime, se continuasse a pescarle per tentare di perseguirti?”, gli ha chiesto.

La riposta di Pell è stata disarmante: “Be’, non sarei del tutto sorpreso. Ma chi lo sa. Sono affari loro”.
In merito è intervenuta anche la sua portavoce, Katrina Lee, citata dall’ Herald Sun che per primo ha dato la notizia della nuova inchiesta a carico del prelato: “Qualsiasi cosa faccia la polizia, dovrebbe esserci un giusto processo attraverso i canali appropriati”, ha fatto sapere Lee.

A quanto risulta, Pell starebbe ora subendo minacce e questo può spiegarsi con la sua personale azione per difendere le proprietà della chiesa australiana dalle azioni civili che hanno fatto seguito alle condanne penali di numerosi sacerdoti, il più noto dei quali è l’antico coinquilino del cardinale Ridsale.

Per questo – come l’arcidiocesi di Sydney ha confermato – il cardinale Pell è stato messo sotto protezione dalla squadra antiterrorismo della polizia nel seminario di Good Shepherd, a Homebush.

IL CASO GEORGE PELL


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PRETI PEDOFILI

Politicamente scorretto, umanamente indignitoso

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L’annullamento – sulla base del ragionevole dubbio – della condanna al cardinale Pell, un’occasione ad ok che l’unico politicante di una monarchia assoluta ha colto al volo e strumentalizzato, indignando nessun cattolico, ma chi da tempo , pur restando credente, da certa chiesa si è dignitosamente dissociato.

Ma parlando di chi dignità non ne ha, di conseguenza neppure vergogna, come si dice, la gallina che canta ha fatto l’uovo, e qui troviamo in prima posizione papa Francesco che prende la palla al balzo e nomina “martiri pasquali” il cardinale Pell e don Gino Temporin, entrambi prima condannati e poi assolti.

Come se non bastasse, raschia definitivamente il fondo della tazza nella messa del giovedì santo, martirizzando questa volta quei sacerdoti, che a suo dire si vergognerebbero ad andare per le strade, perché additati come possibili pedofili e dichiara «Penso a quei sacerdoti calunniati, tante volte non possono andare per strada perché dicono delle cose brutte, in riferimento al dramma che abbiamo vissuto e la scoperta di sacerdoti che hanno fatto cose brutte. Alcuni dicevano che non potevano uscire di casa con il clergymen perché venivano insultati».

Certo tutto stride fastidiosamente quanto il gesso sulla lavagna pensando che nel concreto, al di là di tutto, non si è mai visto un solo sacerdote, prendere concretamente posizione in materia e scendere al fianco delle vittime per chiedere non solo giustizia, ma pulizia in quella chiesa di cui sono ministri.

Nemmeno da parte di Bergoglio si sono visti passi concreti, tranne centinaia di proclami disattesi, che in assenza di un contraddittorio della stampa, genuflessa a questo papato, hanno illuso chi non è vittima di questi fatti, che qualcosa si stesse facendo.

Di fatto, le vittime di tutto il mondo si lamentano indignate più di prima, si lamentano perché vedono quei pochi preti condannati in via definitiva dalla giustizia, assolti dalla chiesa e prontamente reintegrati, spesso nelle stesse comunità dove hanno commesso crimini e ancora vivono le vittime, vittime alle quali la chiesa non è ancora riuscita a dare un risarcimento umano, vittime che lamentano l’ipocrisia della falsa carità cristiana, bella nelle parole, ma totalmente assente nei fatti.

Forse è questa la vergogna legittima che provano quei preti che Bergoglio spaccia per martiri, ne hanno tutti i motivi, una vergogna dovuta solo al fallimento umano e cristiano della chiesa e dei suoi ultimi pontefici.

Francesco Zanardi



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PRETI PEDOFILI

Colombia, l’Arcidiocesi sospende 15 sacerdoti: sono indagati per pedofilia

Grande emozione ha suscitato nella comunità dei credenti in Colombia la decisione dell’Arcidiocesi di Villavicencio di sospendere 15 sacerdoti sotto inchiesta per presunti abusi sessuali. La notizia è stata confermata dalla stessa chiesa locale in un comunicato nel quale ha rivelato di aver ricevuto il 14 febbraio una denuncia di una persona per “fatti contro la morale sessuale da parte di alcuni sacerdoti”. A seguito di ciò, la Commissione arcidiocesana di protezione dei minori ha informato della vicenda la Procura.

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Radio Caracol di Bogotà: se ne potrebbero aggiungere anche altri quattro, di cui uno italiano
Sono stati sospesi ben 15 sacerdoti, finiti sotto inchiesta per presunti abusi sessuali, dall’Arcidiocesi di Villavicencio, in Colombia. La notizia è stata accolta con grande emozione dalle comunità cristiane. In un comunicato, la chiesa locale ha rivelato che lo scorso 14 febbraio una persona ha denunciato “fatti contro la morale sessuale da parte di alcuni sacerdoti”. Nella nota, l’Arcidiocesi ha manifestato “profondo dolore per questa situazione”, assicurando che “le vittime e le loro famiglie verranno per noi prima di tutto”, nell’impegno di sradicare “il terribile male degli abusi dentro e fuori della nostra istituzione”.

Dopo la denuncia, la Commissione arcidiocesana di protezione dei minori ha informato della vicenda la procura, offrendo la disponibilità a “collaborare con le indagini che dovessero svolgersi su questo caso”. Allo stesso tempo, la chiesa ha aperto un’inchiesta preliminare per permettere l’avvio del “processo canonico penale” previsto per questi casi, rispettando i diritti degli imputati.
In conclusione, secondo quanto riportato da Radio Caracol di Bogotà, oltre ai 15 sacerdoti, sarebbero finiti sotto indagine anche altri 4, due dei quali si trovano in dipartimenti colombiani (Meta e Guaviare) e altri due in Italia e Stati Uniti.

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