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Accolte meravigliosamente bene anche a Bologna le “Sentinelle in piedi”

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Come si evince dal video anche noi Bolognesi abbiamo accolto benissimo (come accaduto in tutte le principali città d’Italia) queste “Sentinelle in piedi” che reclamano una società pulita con famiglie tradizionali (quelle famiglie che abbondano le cronache ogni giorno con una nuova strage sanguinaria) . Non solo, vogliono che venga abrogata ogni legge che contempli l’omofobia ed il razzismo nei confronti degli orientamenti sessuali perchè, inaudito, le nuove leggi potrebbero anche mandare in carcere chi discrimina.

A dire il vero, a difendere queste “Sentinelle in piedi” pi aspettavo il 118 piuttosto che il 113. Comunque ecco il video…

 

 Marco Dimitri 

 

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Quando i veri bulli sono i giornalisti

Un paio di video in cui si vede un ragazzino “bullare” il proprio professore sono stati sufficienti a sbattere il mostro in prima pagina

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No, non voglio in alcun modo difendere il “bullismo”. A scuola, e qua devo espormi un po’, ho avuto gli stessi atteggiamenti, nel mio caso alla radice c’era una profonda sofferenza per essere rimasto orfano. Ma andiamo per ordine.

marco dimitri

Gettai un secchio d’acqua in testa al preside che stava transitando nel cortile. Misi con degli altri compagni, una panca sopra il lampadario. Nel primo caso il preside mi sospese per un giorno. Mi scusai. Nel secondo caso addirittura venne sospesa tutta la classe per 2 giorni.

Per un brutto voto sparai con una pistola finta scacciacani, dotata di tappo rosso, un colpo in direzione del professore, il povero uomo si fece pipì addosso, caso vuole che con quel professore avessimo tutti un ottimo rapporto e tutto finì in una litigata verbale.

Il motivo di questi miei atteggiamenti era mettermi in mostra coi miei compagni, sentirmi apprezzato e rispettato da loro. Ma, ad ogni episodio rimanevo alla fine con l’amaro in bocca, una vita che mi faceva paura, anche perchè trovavo inaccettabili ed ingestibili le basi su cui la società fingeva di basarsi.

L’ambiente scolastico mi forniva sostenitori ed autorità fin troppo pazienti e miti, che non avevano nessuna colpa, anzi, spesso disposte ad aiutare gli studenti. Però la paura del mondo, la rabbia per essere rimasto orfano, mi spingeva a percepire tutto quanto come un quadro falso e banale, il muro che volevo gettare a terra erano le autorità scolastiche, mostrare ai miei compagni che ero un capo e che ero più forte di queste figure.

Credo che sia una fase transitoria per molti adolescenti e certo non fa bene essere sbattuto sulle prime pagine dei giornali assieme a criminali veri. In primo luogo essere il protagonista può portare ad una fase che diviene via via più distruttiva, perchè alla fine cedi, ti fanno cedere, del resto aggredire un professore è un atto davvero osceno, e l’aggressore se ne rende conto probabilmente nei momenti di solitudine.

 

Sicuramente sarebbe meglio un supporto psicologico per quel ragazzo, invece di essere messo alla gogna con commentini stupidi “sono una brava persona, mio figlio va in chiesa, ai miei tempi li prendevamo a sberle… non succedevano quelle cose” , “Che delinquente!” più altri commenti irripetibili.

Questi commenti, presi da Youtube, sono solo una piccola dimostrazione. Altri commenti inneggiano alla fustigazione ed al ripristino della pena di morte.

Addirittura in prima pagina su Google News

 

Attenti perchè la gogna crea protagonismo ed il protagonismo crea emulazione, una volta entrati nella fase critica non si esce più.

I “mostri” molto spesso nascono sui giornali. In Italia, oltre al razzismo, la pseudoscienza, l’ignoranza e l’analfabetismo funzionale, l’omofobia e la teocrazia abbiamo una strage in famiglia un giorno si e l’altro pure. Non parlo di immigrati che si accoltellano ma delle sedicenti famiglie tradizionali religiose e benpensanti.

Però sbattiamo in prima pagina un paio di “bulli” in piena ribellione adolescenziale. Per metabolizzare una società come la nostra ci vuole un grande fegato.

Detto questo chiediamoci chi siano davvero i deboli e chi i bulli, allora si che il bullismo sarà da condannare.

Marco Dimitri

 
  

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Lanciare missili sui depositi dove vengono prodotte armi chimiche è un grande segno di civiltà

Sono state usate armi chimiche, sono morti bambini, neonati. Sono soffocati in modo atroce. Una risposta era necessaria

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Le immagini ufficiali purtroppo le conosciamo tutti, sono state diffuse dai media di tutto il mondo.

marco dimitri

Sulla veridicità di queste immagini non ci sono dubbi, a meno che non si voglia pensare che siano tutti attori, anche i neonati. Queste immagini non sono la copia di materiale datato, sono originali, non ce ne sono di identiche estrapolate dagli archivi storici.

Purtroppo, come accade quasi sempre, sono scesi in campo i complottisti, quelle persone talmente inibite da credere di vivere costantemente una realtà simulata dai governi.

Stanno circolando immagini fake in cui si vedono bambini che vengono truccati da cadaveri, adulti che si  simulano feriti per poi alzarsi in piedi e ridere.

 

Ve ne mostro un paio

Quindi ci troveremo di fronte ad un complotto che coinvolge governi, intelligence, giornalisti, truccatori, attori, un piano studiato minuziosamente MA che consente di postare immagini in cui tutti ridono (un po’ come lasciare la carta di identità sul luogo di un omicidio..).

Purtroppo queste foto sono diffuse da chi cerca di smentire che siano state usate in Siria armi chimiche.

Ricorderete che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad in Siria fu il motivo per cui nel 2013 il presidente Obama stava per intervenire contro il governo di Damasco. Dopo due anni di guerra civile, gli Stati Uniti erano pronti perché Assad aveva superato «la linea rossa» ma poi frenarono, Assad si impegnò a consegnare l’arsenale chimico .

Immagine di un precedente attacco chimico in cui perirono 72 persone, in maggioranza bambini

In base ai risultati delle analisi, gli esiti indicano che i pazienti sono stati esposti ad una sostanza chimica, il Sarin”. A scriverlo in una nota il Ministero della Salute turco, confermando quanto già anticipato dal ministro della Giustizia di Ankara sui risultati autoptici su tre delle vittime dell’attacco in Siria.

Il sito Bufale.net riporta: “Fin’ora però brilla per precisione tra tutte le agenzie e testate che abbiamo esaminato per fare ordine sulla vicenda l’analisi del Guardian, che ha raccolti i preliminari rilievi del capo delle operazioni ONU inviato a Damasco quattro anni prima, perito in materia, che collezionati i dati attualmente disponibili e diffusi dalle agenzie di stampa ha reso un lapidario responso

“If you look at the footage itself, the victims don’t have any physical trauma injuries. There is foaming and pinpointed pupils, in particular. This appears to be some kind of organo-phosphate poison. In theory, a nerve agent. What is striking is that it would appear to be more than chlorine. The toxicity of chlorine does not lend itself to the sort of injuries and numbers that we have seen.”

“Guardando alle immagini, noterete che le vittime non hanno alcun trauma evidente. Sbavano, hanno la bava alla bocca e le pupille contratte, in particolare. Questi sembrano essere i sintomi di un avvelenamento da organofosfati, teoricamente un agente nervino. È già evidente che siamo di fronte a qualcosa di molto più grave del cloro. Il cloro non ha abbastanza tossicità per cagionare lesioni che abbiamo riscontrato sulla scala che abbiamo visionato”  ”

L’attacco ai depositi di Damasco dove vengono costruite armi chimiche era già stato promesso sin dai tempi di Obama. Il ripetersi dell’uso delle armi chimiche ha costituito una gravissima violazione a tutti i codici comportamentali di guerra.

Augurandomi che idioti complottisti smorzino i loro deliri (spesso peggio dei deliri religiosi stessi), che simili massacri non si ripetano e vengano annientate le forze di produzione di armi chimiche.

 

Marco Dimitri

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Solidarietà al sito “Bufale un Tanto al Chilo” messo sotto sequestro preventivo

Il sequestro lo ha disposto la procura di Bologna in seguito a una querela: invece di sequestrare il solo articolo è stato reso irraggiungibile tutto l’archivio

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Siamo alle solite, per una querela in merito ad un articolo viene oscurato tutto un intero sito dietro al quale ci sono anni di lavoro. Oggi ogni blog consente di mettere offline  un singolo articolo. Sarebbe stato sufficiente il sequestro preventivo del solo articolo oggetto del contendere.  Se il sequestro preventivo di un articolo potrebbe essere comprensibile (l’articolo potrebbe essere cambiato, inquinato ecc.) l’oscuramento di un intero sito non lo è affatto.

Bufale un tanto al chilo (Butac) è un sito di pubblica utilità con migliaia di articoli in cui vengono smascherate “bufale” “fake” (cioè notizie false, notizie trappola…). Un sito di grande rispetto e… ce ne fossero di siti come Butac.it visto il mare di idiozie rilasciate da complottisti, truffatori, ciarlatani ai danni della scienza e della collettività.  Nello specifico l’operazione è stada disposta su denuncia di un medico che promuove cure oncologiche con metodi non riconosciuti dalla comunità scientifica.

Proprio per  il grande  impegno sociale svolto da  Butac.it rinnovo la mia solidarietà.

Butac.it BufaleUnTantoAlChiloDal sito Post.it si apprende che nella mattina di venerdì 6 aprile, il sito Butac.it  è stato sottoposto a sequestro preventivo da parte della procura di Bologna, con un’operazione svolta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Emilia-Romagna. Butac.it si occupa di segnalare e spiegare le notizie false che circolano spesso online e in questi anni ha ottenuto un buon seguito, soprattutto attraverso i social network.

Il fondatore di Butac.it, Michelangelo Coltelli, ha spiegato al Post che il sequestro preventivo è stato disposto in seguito a una querela per un articolo pubblicato due anni e mezzo fa, nel quale erano segnalate le dichiarazioni di un oncologo che promuoveva la medicina olistica, senza fondamento scientifico. Il sito aveva già ricevuto querele in passato, ma nei casi precedenti i magistrati avevano disposto il sequestro dei soli articoli interessati e non dell’intero sito, che ha un archivio di oltre 3mila articoli. A Butac.it lavorano due persone, che coordinano poi il lavoro di diversi collaboratori. Il sito collabora spesso con la stessa Polizia Postale, segnalando per esempio tentativi di truffe online.

Un’analisi veloce

Il sequestro di tutto il sito non ha senso, la querela è stata inoltrata per un solo articolo.  Ora, forse, molti non sanno che siti oscurati, chiusi da tempo, sottoposti a sequestro o semplicemente offline… Rimangono ben attivi e visibili nella cache di Google.  Basta una ricerca con le parole chiave, selezionare la cache dal risultato della ricerca su Google e la pagina, l’intero sito diventano leggibili, utilizzabili da chiunque.

Quindi anche  un sequestro preventivo di una sola pagina è in realtà riguardante solo la fonte primordiale.

Detto questo, l’articolo querelato metteva in guardia i lettori dalla pseudoscienza, dalle medicine alternative, dalle autoguarigioni e via dicendo.

La Scienza è UNA soltanto, non esistono scienze alternative, stessa cosa vale per la medicina, la medicina è UNA, quella ufficiale fatta di studi, test, pubblicazioni, cause ed effetti ripetibili.

2 + 2 da come risultato 4 , anche se forme pseudoscientifiche affermano che faccia 7, anche se la realtà viene oscurata, pur solo per prassi investigativa, 2 + 2 continuerà a fare sempre e comunque 4 .

Le bufale, specialmente quando l’argomento principe è la salute, vanno sempre denunciate pubblicamente e, per quanto ho visto,  Butac.it ha sempre operato  correttamente, senza offese o volgarità. La pseudoscienza è una bufala, questo è inevitabile  e non bisogna mai tacerlo se veramente si pretende un’evoluzione scientifica nel sapere e non nell’illusione.

Attenzione perchè la pseudoscienza è un cancro sociale,  la gente muore perchè magari si cura il cancro col bicarbonato dopo averlo letto sul sito di qualche cialtrone, oppure lascia crepare i bambini negando loro le vaccinazioni perchè qualcuno ha inventato che  i vaccini uccidono, sono un marketing, un complotto delle case farmaceutiche. Andate da soli a leggere i danni che sono stati procurati, l’incremento dei casi di morbillo,  e il conseguente aumento del numero dei decessi.

I siti di disinformazione medica, sono quelli che andrebbero  oscurati ed loro gestori puniti. Si dice che il mondo va al contrario , questo è uno di quei casi.

 
  

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