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Adolescenti: le prede preferite dalla psicosetta Chiesa Cattolica

 un prodotto come “Dio” diventa più semplice ed immediato quando l’interlocutore è stupido, la stessa cosa vale per i suoi derivati (santi, diavoli, angeli ecc.) .
Poco importa che questi prodotti siano privi di ogni radice storico culturale, l’importante è che l’interlocutore sia culturalmente povero ed il gioco è fatto.
Non c’è quindi da stupirsi che i giornali abbondino di titoli a tutta pagina che inneggiano ad esorcismi, esorcisti, allarme sette, moniti papali contro tutto e tutti.

Ad acquistare questi spazi giornalistici è sempre la Chiesa Cattolica, quella che senza troppa fatica definisco da sempre la madre delle psicosette, l’ambiente in cui nasce la figura inesistente di “Satana”.
A tale riguardo proprio le sette di “satanismo acido” sono il prodotto degli “insegnamenti” cattolici.

Satana, in realtà, non era un individuo od uno spirito, era semplicemente un ruolo adottato di volta in volta dai personaggi del passato che investivano le funzioni di accusatori (nemici, avversari) una forma di odierno “pubblico ministero”.
Anche per questo motivo il nome del nostro gruppo fa riferimento a questo termine per evidenziare una ferma opposizione alla dittatura cattolica.

Marco Dimitri

Marco Dimitri

Con la scusa della tutela dei ragazzi la psicosetta “Chiesa Cattolica” diffonde notizie, purtroppo anche tramite emittenti televisive di stato (ad esempio Rai Vaticano) che devono in realtà essere laiche e sono finanziate coi soldi pubblici, queste notizie hanno lo scopo di fare presa sui genitori e riguardano “possessioni diaboliche”, “esorcismi”, “esorcisti”, “sette”, “sedute spiritiche” tutti prodotti “made in fede” che sarebbero una spada di Damocle sulla testa degli adolescenti.

Quanti ne sono stati portati dall’esorcista, magari dalla mamma preoccupata? Non se ne contano più da quanti sono.

Il cavallo di battaglia è spesso “Padre Amorth”, il visionario “Otelma” della situazione che rilascia perle filosofiche come “I gay sono figli del demonio” senza troppo esitare.

Cosa ci faccia la chiesa cattolica coi ragazzi è cosa nota, basta leggere le cronache, perchè non vi sia ancora una legge che consenta l’accesso ad un culto al solo raggiungimento dell’età maggiore rimane un triste “mistero”, eppure sarebbe produttivo alla cultura se la possibilità di adempiere ad un culto fosse riservata ai maggiorenni, si eviterebbero tutti questi allarmismi, si ridurebbe la pedofilia ecclesiastica, si avrebbero seguaci un po’ più consci o, perlomeno, consapevoli di avere volontariamente fatto una scelta di vita, giusta o sbagliata che sia.

Il “vecchio stile” continua ancora a fare presa nelle “vecchie mentalità” dove la famiglia è composta da membri che ricordano le pubblicità della Barilla: la mamma a casa, il marito in ufficio, il bimbo al catechismo, il sorriso stampato ed il campo di grano. Purtroppo le cose sono molto differenti, la maschera non riesce a contenere l’orrore, il più di queste famiglie lo ritroviamo nei giornali, nelle stragi consumate al suo interno, nelle “Franzoni” di turno.

 

Il meccanismo di difesa sociale deve essere autogestito, nessuno può tutelare la cultura, spetta ai singoli individui farlo.
Quello che posso fare, dal mio terribile ruolo sociale e con questa faccia abominevole, è avvisare.

La stessa cosa vale per la maschera adottata dalla Chiesa Cattolica con l’uso di Papa Francesco, il papa buono che funge da tappo in una bottiglia di veleno. La gente crede e quindi, di conseguenza, beve.

 

Marco Dimitri

 

 

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