Contattaci

Comunicati BdS

AIAS, abusi su disabili, Anonymous oscura il sito

Pubblicato

il

L’ Aias è al centro di un’inchiesta della procura di Cagliari per maltrattamenti sui diversamente abili ricoverati nella struttura di Decimomannu (Cagliari).  “Anche loro vivono, spesso più di Noi”

[dropcap style=”style1″]I[/dropcap]l sito dell’Aias di Cagliari è stato hackerato da alcuni attivisti di #Anonymous Italia. Il sito dell’Aias è stato modificato con stile classico che caratterizza le operazioni di Anonymous compiute come atto dimostrativo a chi viene ritenuto reo di abusi antidemocratici e/o contro i diritti umani e la dignità personale.  Il sito dell’Anas, al posto della pagine web dell’associazione è stato modificato e, nella home page (pagina principale) Anonymous ha inserito la foto di un uomo, a bordo di una carrozzina, che indossa uno scaccia acqua nero e un casco bianco sullo sfondo di una manifestazione di piazza.

Anche loro vivono, spesso più di Noi“, è la scritta che compare sull’immagine in cui campeggiano anche simboli e logo degli attivisti di Anonymous.

L’Aias è al centro di un’inchiesta della procura di Cagliari per gravi maltrattamenti ai disabili ricoverati nella struttura di Decimomannu (Cagliari). Stando a quanto emerge dall’inchiesta e riprodotto dagli organi stampa il presidente dell’ente, Vittorio Randazzo, la direttrice Sandra Murgia ed alcuni dipendenti della struttura Aias di Decimomannu, sotto all’interno di un’ inchiesta per maltrattamenti nei confronti degli ospiti diversamente abili.  Titolare dell’inchiesta è il pm Liliana Ledda. I maltrattamenti, secondo i media, vanno dalle violenze psicologiche a quelle fisiche, i reati, gravissimi, hanno interessato anche trasmissioni televisive come “Pomeriggio 5” che ha dedicato un focus al caso di maltrattamenti, percosse e umiliazioni ai danni degli ospiti della struttura Aias e sono 14 gli operatori sospesi.

Aias

Vittorio Randazzo in tribunale (foto Mario Rosas)

Ad aggravare la posizione dei responsabili della struttura anche video ed intercettazioni ambientali da parte dei #carabinieri del #Nas.   Durante il programma di Canale 5 sono stati trasmessi alcuni audio choc degli insulti ai pazienti:

Aias

Sandra Murgia e il suo avvocato (foto Mario Rosas)

Hai finito? Dimmi se ne vuoi un altro!“, dice un’inserviente dopo aver percosso un ospite.

Poi le intercettazioni telefoniche: “Io mi sa che gli avevo dato anche qualche schiaffo“, “Se sapesse questo mio marito.. speriamo non ci fossero le telecamere” dicono gli operatori del centro.
I maltrattamenti sui diversamente abili, alcuni anche sordomuti ed incapaci di difendersi, vuoi per disagio psichico, vuoi per inabilità motorie, fanno schifo quanto la più feroce pedofilia e non c’è da biasimare Anonymous ed il suo attacco dimostrativo, del resto anziani e diversamente abili sono come bambini, hanno grandi sentimenti ma sono allo stesso tempo inermi, indifesi. Sta di fatto che le lacune aperte dai maltrattamenti aprono una breccia difficilmente sanabile perchè, i diversamente abili,  sono estremamente sensibili, vedono, subiscono, ricordano ma sono impossibilitati a reagire.
Aias

Anonymous ha fatto molto parlare di se recentemente per avere tracciato ed oscurato migliaia di account e siti Internet di appartenenti o simpatizzanti dell’ #Isis. C’è da dire che non si è trattato di un atto di “vandalismo” informatico ma di un’azione dimostrativa tipica di Anonymous dove sovente viene modificata la pagina principale di un sito che rimane facilmente recuperabile da parte dei webmaster. Il focus non è quello di danneggiare ma di dimostrare l’incompatibilità di una realtà con il contingente democratico e di diritto. In questo caso l’Aias è stata colpita con tanto di motivazione, visti i reati contestati che rientrano nelle lesioni dei diritti e della dignità umana. Se questa viene etichettata come “pirateria” allora ben venga ma le azioni di Anonymous le conosciamo tutti, sono tutto fuori che vandalismo e pirateria. Ovvio che la parola “fine” la dovrà mettere la magistratura in sede processuale, sperando che, se vi sono stati questi reati, i responsabili vengano messi in condizione di non nuocere ulteriormente.

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia una recensione

Scrivi un commento

Per commentare puoi anche connetterti tramite:




avatar
  Iscriviti  
Notificami

Comunicati BdS

Bullismo mediatico. Un mostro in prima pagina

Questa è la seconda parte di un comunicato inerente al “bullismo giornalistico”

Pubblicato

il

Avevo scritto un comunicato in precedenza. Alla luce dei nuovi sviluppi sull’episodio di bullismo avvenuto all Itc di Lucca occorre evidenziare parti più gravi conseguenza di un feroce accanimento giornalistico.

marco dimitri

Come ormai è noto, è stato diffuso un nuovo video dove il ragazzino bullo darebbe addirittura delle testate con il casco al proprio professore.

Su questo video sono stati imbastiti articoli a mio avviso molto “pompati”

bullo lucca

Ma vediamolo questo video

 

Al di la di un triste gesto di irriverenza nei confronti del professore, non vedo alcuna testata, il ragazzino indossa il casco, fa dei versi mentre gli altri filmano e ridono.

Il consiglio di disciplina, alla mercè del linciaggio giornalistico ha messo in atto quella che deve essere una punizione esemplare: la bocciatura.

Per il resto ci ha pensato il popolo italiano, ovviamente siamo tutti santi in Italia, a terrorizzare il bullo con minacce che arrivano fino alla morte.

Nel frattempo che il popolo izzava contro un ragazzino di 15 anni con evidenti problemi che andrebbero forse trattati in sede di analisi psicologica, sono passate quasi inosservate le seguenti notizie:

Picchia la compagna incinta e la fa abortire

Lancia il cane dal settimo piano e aggredisce i poliziotti

Anziano preso a pugni e mandato in coma per rubagli il portafogli

(quest’ultima notizia ha fatto un po’ più di scalpore perchè l’autore non è di nazionalità italiana)

Aggiungiamo le solite stragi in famiglia ormai frequentissime, basta leggere le agenzie.

 

Ma il popolo ha trovato il mostro ideale,  su cui riversare il proprio bullismo: un ragazzino di 15 anni con evidenti problematiche da essere gestite in campo medico.

La realtà era che il bullo ormai si era giocato l’anno scolastico tanto da essere diventato il capobranco che fa ridere i compagni attaccando l’autorità.

Lo dice in sede di intervista a “le Iene” (si… il caso di una stupida goliardata è arrivato pure li)

«Quando ho visto il video mi sono sentito una nullità. Avevo l’aria di chi vuole fare il bullo, ma io bullo non lo sono»

«Ho fatto una cazzata grossa», continua il ragazzino. E lo ripeterà diverse altre volte. «Mi dicevano “dai, fai casino, tanto verrai bocciato”. Mi incitavano ad andare avanti». Sostiene che non sapeva che in quel momento c’era un suo compagno con lo smartphone acceso, intento a registrare le sue imprese. Ma tanto, dice «l’avrei fatto lo stesso».

Nel futuro prossimo di questo ragazzino, oltre alla bocciatura decisa del consiglio di istituto, c’è un più che probabile processo: «Sono stato denunciato, senza la denuncia non avrei capito che cosa ho fatto». Nel suo presente, ci sono anche le minacce. Quelle che – racconta – gli arrivano «da persone di quarant’anni che su Instagram, Facebook, Youtube,  mi mandano messaggi come “Viene a Lucca, a fare il grosso, che ti si ammazza”. Ora i miei genitori hanno paura e non mi fanno uscire. Al massimo posso andare al campino a giocare a pallone».

Siamo in uno stato teocratico o in un Regno Vaticano, come diceva la prof. Margherita Hack.

Bene, si impongono con la forza i crocifissi nelle scuole, si rivendicano radici cristiane ma allora perchè nessuno porge l’altra guancia? Perchè viene sempre dimenticato il perdono?

Ma i cristiani preferiscono le vecchie maniere, i roghi giornalistici che bruciano per tutta la vita. L’unico sentimento che appare evidente è quello di autoproclamarsi giudice, giuria e boia. Più l’imputato è fragile, più il fumo nero dell’oscurantismo fatica a dissolversi.

Marco Dimitri

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

Continua a leggere

Comunicati BdS

Quando i veri bulli sono i giornalisti

Un paio di video in cui si vede un ragazzino “bullare” il proprio professore sono stati sufficienti a sbattere il mostro in prima pagina

Pubblicato

il

No, non voglio in alcun modo difendere il “bullismo”. A scuola, e qua devo espormi un po’, ho avuto gli stessi atteggiamenti, nel mio caso alla radice c’era una profonda sofferenza per essere rimasto orfano. Ma andiamo per ordine.

marco dimitri

Gettai un secchio d’acqua in testa al preside che stava transitando nel cortile. Misi con degli altri compagni, una panca sopra il lampadario. Nel primo caso il preside mi sospese per un giorno. Mi scusai. Nel secondo caso addirittura venne sospesa tutta la classe per 2 giorni.

Per un brutto voto sparai con una pistola finta scacciacani, dotata di tappo rosso, un colpo in direzione del professore, il povero uomo si fece pipì addosso, caso vuole che con quel professore avessimo tutti un ottimo rapporto e tutto finì in una litigata verbale.

Il motivo di questi miei atteggiamenti era mettermi in mostra coi miei compagni, sentirmi apprezzato e rispettato da loro. Ma, ad ogni episodio rimanevo alla fine con l’amaro in bocca, una vita che mi faceva paura, anche perchè trovavo inaccettabili ed ingestibili le basi su cui la società fingeva di basarsi.

L’ambiente scolastico mi forniva sostenitori ed autorità fin troppo pazienti e miti, che non avevano nessuna colpa, anzi, spesso disposte ad aiutare gli studenti. Però la paura del mondo, la rabbia per essere rimasto orfano, mi spingeva a percepire tutto quanto come un quadro falso e banale, il muro che volevo gettare a terra erano le autorità scolastiche, mostrare ai miei compagni che ero un capo e che ero più forte di queste figure.

Credo che sia una fase transitoria per molti adolescenti e certo non fa bene essere sbattuto sulle prime pagine dei giornali assieme a criminali veri. In primo luogo essere il protagonista può portare ad una fase che diviene via via più distruttiva, perchè alla fine cedi, ti fanno cedere, del resto aggredire un professore è un atto davvero osceno, e l’aggressore se ne rende conto probabilmente nei momenti di solitudine.

 

Sicuramente sarebbe meglio un supporto psicologico per quel ragazzo, invece di essere messo alla gogna con commentini stupidi “sono una brava persona, mio figlio va in chiesa, ai miei tempi li prendevamo a sberle… non succedevano quelle cose” , “Che delinquente!” più altri commenti irripetibili.

Questi commenti, presi da Youtube, sono solo una piccola dimostrazione. Altri commenti inneggiano alla fustigazione ed al ripristino della pena di morte.

Addirittura in prima pagina su Google News

 

Attenti perchè la gogna crea protagonismo ed il protagonismo crea emulazione, una volta entrati nella fase critica non si esce più.

I “mostri” molto spesso nascono sui giornali. In Italia, oltre al razzismo, la pseudoscienza, l’ignoranza e l’analfabetismo funzionale, l’omofobia e la teocrazia abbiamo una strage in famiglia un giorno si e l’altro pure. Non parlo di immigrati che si accoltellano ma delle sedicenti famiglie tradizionali religiose e benpensanti.

Però sbattiamo in prima pagina un paio di “bulli” in piena ribellione adolescenziale. Per metabolizzare una società come la nostra ci vuole un grande fegato.

Detto questo chiediamoci chi siano davvero i deboli e chi i bulli, allora si che il bullismo sarà da condannare.

Marco Dimitri

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Continua a leggere

Comunicati BdS

Lanciare missili sui depositi dove vengono prodotte armi chimiche è un grande segno di civiltà

Sono state usate armi chimiche, sono morti bambini, neonati. Sono soffocati in modo atroce. Una risposta era necessaria

Pubblicato

il

Le immagini ufficiali purtroppo le conosciamo tutti, sono state diffuse dai media di tutto il mondo.

marco dimitri

Sulla veridicità di queste immagini non ci sono dubbi, a meno che non si voglia pensare che siano tutti attori, anche i neonati. Queste immagini non sono la copia di materiale datato, sono originali, non ce ne sono di identiche estrapolate dagli archivi storici.

Purtroppo, come accade quasi sempre, sono scesi in campo i complottisti, quelle persone talmente inibite da credere di vivere costantemente una realtà simulata dai governi.

Stanno circolando immagini fake in cui si vedono bambini che vengono truccati da cadaveri, adulti che si  simulano feriti per poi alzarsi in piedi e ridere.

 

Ve ne mostro un paio

Quindi ci troveremo di fronte ad un complotto che coinvolge governi, intelligence, giornalisti, truccatori, attori, un piano studiato minuziosamente MA che consente di postare immagini in cui tutti ridono (un po’ come lasciare la carta di identità sul luogo di un omicidio..).

Purtroppo queste foto sono diffuse da chi cerca di smentire che siano state usate in Siria armi chimiche.

Ricorderete che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad in Siria fu il motivo per cui nel 2013 il presidente Obama stava per intervenire contro il governo di Damasco. Dopo due anni di guerra civile, gli Stati Uniti erano pronti perché Assad aveva superato «la linea rossa» ma poi frenarono, Assad si impegnò a consegnare l’arsenale chimico .

Immagine di un precedente attacco chimico in cui perirono 72 persone, in maggioranza bambini

In base ai risultati delle analisi, gli esiti indicano che i pazienti sono stati esposti ad una sostanza chimica, il Sarin”. A scriverlo in una nota il Ministero della Salute turco, confermando quanto già anticipato dal ministro della Giustizia di Ankara sui risultati autoptici su tre delle vittime dell’attacco in Siria.

Il sito Bufale.net riporta: “Fin’ora però brilla per precisione tra tutte le agenzie e testate che abbiamo esaminato per fare ordine sulla vicenda l’analisi del Guardian, che ha raccolti i preliminari rilievi del capo delle operazioni ONU inviato a Damasco quattro anni prima, perito in materia, che collezionati i dati attualmente disponibili e diffusi dalle agenzie di stampa ha reso un lapidario responso

“If you look at the footage itself, the victims don’t have any physical trauma injuries. There is foaming and pinpointed pupils, in particular. This appears to be some kind of organo-phosphate poison. In theory, a nerve agent. What is striking is that it would appear to be more than chlorine. The toxicity of chlorine does not lend itself to the sort of injuries and numbers that we have seen.”

“Guardando alle immagini, noterete che le vittime non hanno alcun trauma evidente. Sbavano, hanno la bava alla bocca e le pupille contratte, in particolare. Questi sembrano essere i sintomi di un avvelenamento da organofosfati, teoricamente un agente nervino. È già evidente che siamo di fronte a qualcosa di molto più grave del cloro. Il cloro non ha abbastanza tossicità per cagionare lesioni che abbiamo riscontrato sulla scala che abbiamo visionato”  ”

L’attacco ai depositi di Damasco dove vengono costruite armi chimiche era già stato promesso sin dai tempi di Obama. Il ripetersi dell’uso delle armi chimiche ha costituito una gravissima violazione a tutti i codici comportamentali di guerra.

Augurandomi che idioti complottisti smorzino i loro deliri (spesso peggio dei deliri religiosi stessi), che simili massacri non si ripetano e vengano annientate le forze di produzione di armi chimiche.

 

Marco Dimitri

Continua a leggere

Newsletter

Comunicati BdS

Italia

Commenti più votati

  • 9 February 2018 by Giovanni Darko

  • 1 March 2018 by Graziella Di Gasparro

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

c’è bisogno di dare retta ai dementibiblici?
  • 20 February 2018 by

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Sul serio c’è gente che pensa che la terra sia ...
  • 17 February 2018 by Simona Masini

2

I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
  • 14 February 2018 by Bambini di Satana

I più letti

Loading...