Ricerca

Alla ricerca del gemello della Terra: due progetti europei

PLATOTeam-LabPD_MGzoomL’Europa si impegna seriamente nella ricerca del pianeta gemello della Terra. Due progetti approvati dall’Agenzia spaziale europea Esa porteranno al lancio di due satelliti, Cheops e Plato, entrambi impegnati nella sfida più appassionante del nostro tempo. Cheops partirà nel 2017 mentre Plato volerà nello spazio nel 2024. Avranno compiti diversi e in entrambi la presenza degli scienziati italiani dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) è di grande rilievo a testimonianza della notevole reputazione di cui godono.

CHEOPS E PLATO – Cheops è una piccola missione. Il satellite sarà posto in orbita per scrutare una stella alla volta al fine di scovare eventuali esopianeti nel suo circondario. Più complicato invece sarà Plato, dotato di ben 34 obiettivi grandangolari che scandaglieranno il cielo per otto anni dalla sua orbita intorno al Sole. La partecipazione ai due progetti dell’Esa è garantita dall’Agenzia spaziale italiana (Asi). I telescopi di Plato sono disegnati da un team coordinato da Roberto Regazzoni dell’Osservatorio di Padova e docente di ottica all’università patavina. Insieme riusciranno a scrutare 100 mila stelle alla volta, mentre nell’arco della sua vita cosmica Plato arriverà a indagare in profondità oltre un milione di astri, scoprendo gli eventuali mondi intorno ad essi.

TERRA GEMELLA – Le probabilità di trovare un gemello della Terra a questo punto saliranno enormemente; anzi gli scienziati coinvolti ritengono la condizione estremamente favorevole all’ambito risultato sognato. Gli astronomi italiani coinvolti sono circa un centinaio e appartengono, oltre a Padova, agli istituti di Catania, Milano, Firenze, Palermo, Torino, Napoli e Roma. Una parte dell’elaborazione delle informazioni raccolte sarà pure compiuta nella Penisola dal centro per i dati scientifici dell’Asi.

UN LIBRO – Per farsi un’idea della sfida posta dai due nuovi satelliti che seguiranno le orme di Kepler della Nasa, scopritore di una grande quantità di pianeti extrasolari, è interessante e utile leggere il libro I pianeti extrasolari (Il Mulino), scritto da un’illustre scienziata italiana, Giovanna Tinetti, che insegna all’ University College di Londra. Il libro racconta la storia della straordinaria ricerca a partire dal 1995 quando venne individuato il primo pianeta (51 Pegasi b) vicino a un’altra stella della galassia. Tinetti studia, in particolare, le atmosfere di questi corpi celesti lontani dove le tracce dell’acqua potrebbero avvicinare alla presenza della vita. E nel libro spiega, in modo semplice e molto efficace, il complicato lavoro compiuto dagli osservatori per individuare la presenza e la natura dei mondi lontani ai quali è aggrappata la nostra speranza di non essere soli nell’universo.

 

Fonte

 

 

Condividi

Clicca per Commentare

Replica al commento

Per commentare puoi anche connetterti tramite:




Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

To Top
Loading...