Angeli e gaffe, tutte le bufale sul terremoto di Ischia

Da Carlo Conti a Sara Lalli, passando per i falsi sondaggi di Libero sul terremoto e per gli interventi soprannaturali a Ischia: ecco le notizie false più condivise in rete

Subito dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4,0 che nella serata di lunedì 21 agosto ha colpito l’isola di Ischia, in Campania, in rete e sui social network hanno iniziato – come sempre in questi casi –- a diffondersi una serie di bufale e false notizie. Tralasciando le solite e sterili polemiche riguardo alla quantificazione dell’energia sprigionata dal terremoto, che in ogni caso non ha nulla a che vedere con le eventuali sovvenzioni statalialla ricostruzione, ecco quali sono le fake news più chiacchierate della settimana.

1. Un angelo NON ha salvato i fratellini
Quello della presenza soprannaturale che scende dal cielo in soccorso dei più bisognosi è ormai un tema ricorrente in molte bufale che accompagnano le tragedie italiane, e non solo. In questo caso il sito Sky 24 ore, notoriamente dedito al clickbaiting, ha pubblicato un articolo dal titolo Miracolo ad Ischia – un angelo appare nel cielo e subito dopo salvati i fratellini sotto le macerie. Partendo dalla vera notizia dei tre fratellini rimasti incastrati nel crollo di un edificio, l’articolo racconta che “la sagoma di un angelo è apparsa nel cielo”, e che “improvvisamente si è riaccesa la speranza”, consentendo ai soccorritori di estrarre dalle macerie i tre ragazzini.

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Che si tratti di una bufala è evidente da almeno due elementi: il primo è che nessuna testata giornalistica ha ripreso una simile notizia, il secondo (e più importante) è che la foto spacciata come prova inoppugnabile, autentica e originale, è in realtà uno scatto già pubblicato in rete da anni e riciclato più volte in occasione di bufale su presunti angeli comparsi tra le nubi.

Spulciando tra gli archivi, la stessa immagine è stata usata dall’elezione di Papa Francesco alla tragedia di Rigopiano. In realtà l’articolo-bufala si smaschera da sé, quando afferma che “qualcuno ha dichiarato che si sia trattato solo del caso, un allineamento fortuito delle nuvole, una clamorosa coincidenza, che ha ricreato un’immagine netta e così mistica” . Si tratta infatti di un palese caso di pareidolia, ossia della tendenza del nostro cervello a rintracciare oggetti noti all’interno di forme casuali, in questo caso date dalle mutevoli conformazioni delle nubi.

2. Carlo Conti NON ha fatto una gaffe
Subito dopo la scossa a Ischia, sul profilo Instagram carloconti.it è stata pubblicata una foto la cui didascalia spiegava che “c’è stata una scossa piccola di terremoto ad Ischia: tutto bene, c’è un mio amico, la situazione è tranquilla […]”. Dato che poco più tardi il terremoto si è rivelato essere molto più devastante di quanto si fosse pensato all’inizio, la frase è stata interpretata come una gaffe e attribuita al conduttore televisivo di Rai Uno. Riguardo alla frase in sé, si tratta di un malinteso che ha interessato anche molte testate giornalistiche, che nei primi minuti dopo la scossa – ragionando in base al valore relativamente basso della magnitudo – hanno sottostimato i danni a cose e persone provocati dal sisma.

E soprattutto a scrivere il messaggio non è stato il vero Carlo Conti, ma l’amministratore di una fan page non autorizzata. Il vero profilo del conduttore, infatti, conta su Instagram circa 30mila seguaci, mentre l’account carloconti.it ne ha oltre 180mila e da molti è erroneamente creduto quello ufficiale. Come racconta Velvet gossip, il vero Carlo Conti ha da subito chiarito l’equivoco e la sua estraneità all’accaduto, dando mandato ai legali di tutelare la propria immagine contro “le false dichiarazioni attribuite a Carlo Conti […] pubblicate su un profilo fake di Instagram […] che non ha alcuna autorizzazione a pubblicare per suo conto”.

3. A sperare nel Vesuvio NON è Sara Lalli
Era trascorsa appena qualche ora dalla scossa che ha colpito Ischia quando sui social ha iniziato a circolare un presunto screenshot di un post su Facebook scritto da un account firmato Sara Lalli. Il messaggio, che riportava testualmente “Speravamo nel Vesuvio, ma il terremoto va bene lo stesso”, ha suscitato scalpore e indignazione, soprattutto perché si è diffuso mentre arrivavano le notizie dei decessi sull’isola al largo del golfo di Napoli.

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Tuttavia, si tratta di una foto e non di un post condivisibile, dunque non è noto se questo post sia mai stato pubblicato in forma testuale su Facebook o se si tratti di un fotomontaggio. In secondo luogo, come ha fatto notareDavid Puente dal suo blog, esiste davvero su Facebook un profilo di nome Sara Lalli (al momento sospeso) con la stessa foto-profilo, ma è palesemente un account fake. Le immagini della sedicente Sara, infatti, sono in realtà scatti della cantante e fotomodella romena Antonia Carla Iacobescu, utilizzati anche in un falso profilo su Ask e in un account fake su Twitter. Ovviamente è impossibile sapere se l’autore del messaggio sia solo un troll o una persona convinta delle proprie affermazioni.

4. Libero NON ha fatto un sondaggio terremoto-terrorismo
Un’altra bufala diffusa su Facebook racconta di un presunto sondaggiopubblicato da Libero in cui si chiederebbe agli utenti se preferirebbero morire durante un terremoto oppure in un attentato terroristico. Si tratta tuttavia di un evidente fotomontaggio, svelato anzitutto dal tipo di carattere scelto per il testo, che non coincide con quello utilizzato online dalla testata giornalistica diretta da Vittorio Feltri.

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Come segnalato da Bufale.net, il falso sondaggio è in realtà ispirato a un vero quesito pubblicato da Libero nell’agosto dell’anno scorso, che chiedeva però quale terremoto degli ultimi 40 anni avesse scosso di più gli utenti. Anche il vero sondaggio aveva scatenato qualche polemica, quindi fu rimosso dagli stessi autori. Nessuno però ha mai pensato di chiedere ai lettori di scegliere tra terremoto e terrorismo.

     
 
 

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Crediti :

Wired

Categorie
Bufale

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
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