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Anonymous, l’Isis nel web non può vivere

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Anonymous ha attaccato e messo offline alcuni  dei server utilizzati dell’ Isis. L’operazione di blocco della propaganda terroristica continua senza sosta

Il gruppo Anonymous Security Team Europe ha diffuso un comunicatovideo in tutta la rete Internet, per informare i cittadini del mondo di avere attaccato ed oscurato alcuni server utilizzati dall’ Isis . Dagli attentati d’estremismo religioso islamico al Charlie Hebdo compiuti dall’Isis (definiti da Anonymous “peggio dei barbari perchè almeno i barbari avevano un obiettivo” Anonymous ha lavorato in rete senza sosta, mettendo offline account e siti web di membri e simpatizzanti dell’Isis, si parla di diverse migliaia di account, segnalati anche all’antiterrorismo. Il nuovo comunicato rende noto a tutti che, dopo l’attentato di Dacca, il team di attivisti ha cominciato a pianificare un attacco web alle postazioni internet dell’Isis. Nel frattempo una nuova strage compiuta da un soldato dell’Isis a Nizza, la sera dei festeggiamenti  nella ricorrenza della presa della Bastiglia ha stroncato in modo atroce la vita di 84 persone, bambini compresi.  L’operazione di cui parla Anonymous nel video infatti è denominata #OpNice  ( Operazione Nizza ) ed è attualmente in corso. L’obiettivo è chiaro: liberare Internet dalla propaganda estremista islamica, proprio perchè è la propaganda l’elemento detonante che sta muovendo i vari folli in tutto il mondo.

L’ operazione Nizza dall’Anonymous Security Team

Anonymous Security Team ha dichiarato di avere avviato quella che in gergo viene definita #OpNice  cioè un’ operazione d’attacco digitale in risposta agli atti terroristici di matrice islamica avvenuti a Nizza. Anonymous sottolinea di volere andare fino in fondo e di completare gli attacchi informatici  per mettere offline tutti gli account ed i siti Internet di membri e simpatizzanti dell’Isis.  Tramite i video terrà informati gli utenti di tutti gli sviluppi.anonymous[edsanimate_end]

Anonymous avrebbe raccolto informazioni personali di alcuni membri dell’Isis

Isis abbiamo i vostri indirizzi IP reali, sappiamo dove abitate e che lavoro fate”, queste, altre dichiarazioni estrapolate dal video di Anonymous che specifica di essere entrato nei siti dei terroristi e di aver comunicato “alle autorità competenti tutte le informazioni in loro possesso“. Durante l’attacco digitale l’AST avrebbe inoltre, “già la stessa sera dell’attentato di Nizza”, distrutto 33 server in uso all’Isis “affittati da Cloudflare” in realtà Cloudflare rilascia servizi gratuiti rivolti a tutti, è un semplice provider e non c’entra nulla con gli attacchi o con l’Isis, questo lo specifichiamo. Il servizio di Cloudflare serve ad avere dei “mirror” (delle copie) in diversi punti del mondo di un proprio sito Internet o di un proprio server in maniera da rendere più veloci le connessioni.

Il gruppo di esperti hacker raggruppati sotto l’idea denominata Anonymous ha tenuto a sottolineare di non avere alcun timore dell’Isis e di condurre le varie operazioni d’attacco senza sosta.
Anonymous è costantemente sulle tracce dei terroristi, ma il problema principale è  appunto la propaganda del fondamentalismo religioso diffusa su Internet, questa attira sovente persone con problemi mentali, repressi che trovano ragione proprio nella violenza come metodo di soluzione alle loro repressioni o al loro disagio mentale. Non di rado un folle uccide eleggendosi o autoproclamandosi soldato dell’Isis. Questo è un metodo d’attacco conosciuto, l’utilizzo di persone con problemi che vengono detonate verso gli obiettivi, in questo caso gli “infedeli”. Un sistema di arruolamento veloce, sicuro ed economico. Per questo motivo è importantissimo bloccare la propaganda in rete prima che si attivino stragi a catena, i folli che emulano i folli.


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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Parigi, attentato vicino alla vecchia sede di Charlie Hebdo

Oggi, venerdì 25 settembre, c’è stato un attacco vicino all’ex sede del giornale satirico dove c’è stato l’attentato del 2015. Due i feriti, non in pericolo di vita; due fermati

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PARIGI — Una persona, coperta di sangue, è stata fermata alla Bastiglia. Una seconda è stata bloccata poco lontano. Potrebbero essere i responsabili dell’attacco a colpi di machete che nella tarda mattinata di venerdì 25 settembre ha provocato il ferimento di due persone in boulevard Richard Lenoir, nell’XI arrondissement di Parigi, davanti all’ex redazione di Charlie Hebdo, teatro il 7 gennaio 2015 di una strage dove morirono 12 persone. L’arrestato è un pachistano di 18 anni, che ha precedenti per reati comuni ma non è conosciuto come soggetto islamico radicalizzato.

Secondo quanto spiegato dal premier francese Jean Castex in conferenza stampa, i feriti, entrambi giornalisti, sono stati colpiti durante una pausa sigaretta. Nessuno dei due è in pericolo di vita. «Dobbiamo lottare con tutti i mezzi contro il terrorismo», ha detto Castex, parlando nella strada dell’attacco.

Le minacce a Charlie Hebdo

In questi giorni sono riprese le minacce a Charlie Hebdo mentre il processo contro gli autori della strage del 2015 entra nella sua terza settimana. Il giorno prima l’apertura del processo la redazione ha scelto di ripubblicare le caricature di Maometto all’origine della «vendetta» dei fratelli Kouachi, terroristi islamici di Al Qaeda. Tre giorni fa la direttrice delle risorse umane di Charlie Hebdo è stata portata via di corsa da casa dopo avere ricevuto minacce «urgenti e circostanziate».

Dopo il 2015 la redazione di Charlie Hebdo continua a lavorare in nuovi locali in un luogo tenuto segreto e protetto da misure di sicurezza straordinarie. È possibile che l’attentatore (o gli attentatori) entrato da poco in azione abbia voluto colpire un luogo diventato ormai simbolo, con un murale che ricorda le vittime dell’attentato del 2015.

Gli artificieri hanno intanto concluso i controlli su un oggetto sospetto trovato negli ex locali di Charlie Hebdo: non si tratta di un ordigno. Due dei feriti sono giovani dipendenti dell’agenzia di stampa Premières Lignes, che si trova al primo piano del palazzo dove aveva sede anche la redazione di Charlie Hebdo, in rue Nicolas Appert. In occasione dell’attentato del 2015 furono i giornalisti di questa agenzia a filmare i video dell’attacco.


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Gli Stati Uniti vietano il download di TikTok e Wechat

La scadenza è per domenica 20 settembre. Washington accampa motivi di sicurezza nazionale. Trump forza la mano per ottenere un accordo più favorevole con Oracle

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TikTok e WeChat aspettano una decisione di Donald Trump (immagine: Gabriele Porro/Wired)

Il dipartimento del Commercio statunitense ha dichiarato in mattinata che entro domenica 20 settembre le transazioni commerciali tra Stati Uniti e le applicazioni di origine cinese TikTok e WeChat termineranno. Detto altrimenti: le due app non si potranno più scaricare, fine del download sugli store degli smartphone.

Questo annuncio precede l’attesa dichiarazione del presidente Donald Trump che nelle prossime ore approverà o meno l’accordo tra Oracle e ByteDance per far sì che il social network TikTok diventi parte di un “partner tecnologico di fiducia”.

Bisognerà quindi attendere ancora un po’ per scoprire se l’annuncio del dipartimento del Commercio significhi una reale chiusura totale da parte dell’amministrazione Trump. La dichiarazione potrebbe essere un tentativo in “zona Cesarini” per forzare una totale cessione di TikTok, e non solo di una quota di minoranza, a Oracle.

Sotto la direzione del presidente, abbiamo intrapreso azioni significative per combattere la raccolta di dati personali ai danni di cittadini americani da parte della Cina, promuovendo al contempo i nostri valori nazionali, le norme democratiche basate su regole e l’applicazione aggressiva delle leggi e dei regolamenti statunitensi”, ha dichiarato il segretario al commercio Wilbur Ross.

Secondo quanto riportato dalla Cnbc, da domenica 20 settembre alle società statunitensi sarà stato vietato distribuire WeChat e TikTok. Questo significa che i due principali negozi di app mobili gestiti da Apple e Google si vedranno costretti a rimuovere le app dalle loro librerie.

Inoltre, per quanto riguarda WeChat, alle società statunitensi sarà vietato di fornire servizi tramite l’applicazione “allo scopo di trasferire fondi o elaborare pagamenti all’interno degli Stati Uniti”.

Infine, l’annuncio del dipartimento del Commercio ha stabilito anche ulteriori paletti per TikTok che entreranno in vigore dal 12 novembre. Tra questi impedimenti ci sono alcune disposizioni che impedirebbero alle società statunitensi di fornire hosting e servizi internet a TikTok. Queste ultime limitazioni potrebbero interessare l’accordo in fase di negoziazione tra Oracle e TikTok, visto che la società statunitense fornirebbe servizi cloud al social network. Ora è tutto nelle mani di Trump che potrebbe anche concedere alle due parti in gioco più tempo per arrivare a un accordo a lui gradito.


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Coronavirus ultime notizie. In America Latina 5 milioni di casi e 202mila morti

Trump: i patrioti mettono la mascherina

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Argentina, record giornaliero di morti

Il ministero della Sanità argentino ha annunciato che nelle ultime 24 ore i morti per la pandemia da coronavirus sono stati 166, record per una sola giornata, portando il bilancio generale dei decessi a 3.813. Per quanto riguarda invece i contagi, con i 4.824 localizzati negli ultimi test, hanno raggiunto quota 206.743, collocando l’Argentina al sesto posto fra le Nazioni latinoamericane, dopo Brasile (2.750.318), Messico (443.813), Perù (433.100), Cile (361.493) e Colombia (327.850). Un portavoce ministeriale ha infine ricordato che in Argentina 1.150 pazienti sono ricoverati in rianimazione, con una percentuale di occupazione dei letti in questo settore del 55.5% nel Paese e del 65% nell’area metropolitana di Buenos Aires.

Russia, 5.159 nuovi casi e 144 vittime di Covid-19

La Russia ha registrato 5.159 casi e 144 vittime da coronavirus nelle ultime 24 ore, in rialzo rispetto ai 5.349 casi e 79 morti del giorno precedente.

Onu: da chiusura scuole catastrofe generazionale

A luglio oltre 1 miliardo di studenti in 160 Paesi è stato colpito dalla chiusura delle scuole causata dalla pandemia di coronavirus e 40 milioni di bambini non hanno potuto frequentare materna e asilo. Lo dice il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che denuncia il rischio di una crisi del sistema educativo. Prima della pandemia, ha detto Guterres in un video messaggio postato sul suo account Twitter, c’erano già “250 milioni di bambini che non poirtevano andare a scuola e soltanto 1 quarto di studenti delle scuole secondarie nei paesi in via di sviluppo che ricevevano un’istruzione di base”. Adesso si rischia “una catastrofe generazionale”.

Australia, 439 nuovi casi nello Stato di Victoria

Lo Stato australiano di Victoria ha registrato 439 casi di coronavirus e 11 morti, il giorno dopo che il premier Daniel Andrews ha annunciato un lockdown di sei settimane e il coprifuoco nella capitale Melbourne. Lo riporta il Guardian. Decisa anche la chiusura dei negozi non essenziali e il divieto di matrimoni. Andrews ha anche stabilito che chi violerà l’auto-isolamento rischia una multa di 5mila dollari australiani (circa 3mila euro).

Libia, nuovo record contagi

Nuovo record di contagi giornalieri per la Libia, che registra nelle ultime 24 ore altri 226 nuovi contagi da coronavirus portando a 4.063 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti salgono a 93, i guariti a 625, e le persone attualmente positive da 3131 a 3345, con la maggior parte dei casi al Sud. Il governo di Tripoli ha disposto la proroga del coprifuoco con 5 giorni di lockdown totale fino a mercoledì prossimo, con divieto di circolazione e di grandi assembramenti in spiagge o giardini, e il lockdown parziale dalle 21 alle 6 del mattino per i 5 giorni successivi. Coprifuoco totale decretato anche a Sirte, mentre a Misurata il Comitato per la crisi del coronavirus ha chiesto lo stato di emergenza in tutta la città.

Il governatore del Maryland “salva” l’apertura della scuola del figlio di Trump

Il governatore repubblicano del Maryland, Larry Hogan, ha annullato una direttiva delle autorita’ sanitarie della contea di Montgomery che proibiva ad alcune scuole private dello Stato di condurre lezioni in persona dall’inizio dell’anno accademico, compresa la scuola frequentata dal figlio piu’ giovane del presidente, Barron Trump. La direttiva, basata sull’aumento della pandemia, bloccava l’insegnamento sino al primo ottobre. Hogan ha spiegato che la decisione delle scuole private di quella contea spetta alle scuole stesse e ai genitori degli alunni. Le scuole pubbliche hanno gia’ deciso che il primo semestre sara’ online.

Trump: «I patrioti indossano la mascherina»

«I patrioti indossano la mascherina»: è il titolo di una e-mail a firma Donald Trump inviata ai suoi fan. Nel testo il presidente americano invita a indossarla contro la pandemia, con un dietrofront totale. «So che c’è stata qualche confusione intorno all’uso della mascherina, ma penso che sia qualcosa che tutti dobbiamo provare a fare quando non siamo in grado di mantenere la distanza sociale», si legge.

Usa, altri 46.300 contagi e 530 decessi

Gli Stati Uniti hanno registrato altri 46.321 contagi e 532 decessi da coronavirus in 24 ore, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Il totale nel paese al mondo più colpito dalla pandemia sale a 4.711.323 casi e 155.366 vittime

America Latina, 5 milioni di casi e 202mila morti

L’America Latina e i Caraibi hanno superato la soglia di 5 milioni di casi di Covid-19, secondo le cifre ufficiali. La pandemia ha causato oltre 202mila vittime nella regione, dove il Brasile rimane il paese più colpito con quasi 95mila morti.

Trump: «Ho rispetto per la coordinatrice della task force»

«Ho molto rispetto per lei»: così Donald Trump ha risposto a una domanda sulla coordinatrice della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, Deborah Birx. Ieri in un tweet l’aveva definita “patetica” dopo che aveva lanciato un pesante monito sulla pandemia, a suo avviso per rispondere alle critiche della speaker della Camera Nancy Pelosi.


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