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Anonymous mette porno gay sugli account Isis

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Nuovo attacco di Anonymous agli account dei terroristi e simpatizzanti dell’Isis. Inseriti porno gay dopo la strage di Orlando

seguito della recente strage terroristica a sfondo omofobo religioso avvenuta nel gay club di Orlando, gli attivisti di Anonymous hanno postato link porno gay sugli account Twitter appartenenti a #terroristi e simpatizzanti dell’ ISIS . Omar Mateen, che è stato ucciso dalla #polizia dopo una situazione di stallo durata tre ore nel nightclub LGBT la scorsa domenica, durante la sparatoria chiamò il 911 affermando di essere fedele a vari gruppi di militanti islamici incluso l’ISIS. Lo stesso ISIS ha rivendicato la strage omofoba .

anonymous

Uno degli account dell’Isis hackerato da Anonymous

WauchulaGhost di Anonymous, il responsabile dell’attacco agli account dell’ISIS, ha raccontato al Newsweek i motivi che l’hanno spinto a tale azione. Motivi facilmente intuibili oltre che comprensibili e condivisibili: “L’ho fatto per le vite perse ad Orlando” e segue “L’ISIS ha diffuso e lodato l’attacco, ho quindi pensato di difendere coloro che non ci sono più. La presa di vite innocenti non sarà tollerata“. Del resto è già dalla strage di #Parigi al giornale satirico Charlie Hebdo che Anonymous ha iniziato a mettere offline siti ed account appartenenti ai membri dell’ISIS ed ai suoi simpatizzanti.

 

WauchulaGhost è parte del collettivo non collettivo (gruppo non capitanato) di Anonymous e ha iniziato un dirottamento degli account pro-ISIS diversi mesi fa.

In risposta all’attacco del nightclub LGBT, l’hacker WauchulaGhost ha postato link porno gay, bandiere arcobaleno e messaggi pro-LGBT sugli account Twitter appartenenti a simpatizzanti e membri dell’ISIS, sostituendo diverse delle loro immagini propagandistiche pro-ISIS.

WauchulaGhost, afferma di avere compromesso oltre 200 account di sostenitori dell’ISIS anche se molti sono stati rimossi e a quanto pare almeno altri due hacker, Ebony e Yeti, lo hanno aiutato nella sua impresa.

 
  

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

ESTERI

Gli Stati Uniti “ripudiano” Colombo: «La statua va rimossa»

L’accusa: era imperialista e sterminatore. gli italoamericani: «daremo battaglia»

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Genova – La furia iconoclasta in corso contro i monumenti dedicati ai rappresentanti confederati che guidarono gli Stati del Sud nella guerra di Secessione americana, ora si abbatte anche sulle statue di personaggi insospettabili, e fino a ieri considerati eroi in Usa. La maniacale attenzione al politicamente corretto fa salire sul banco degli imputati persino Cristoforo Colombo, lo scopritore del nuovo continente, un padre fondatore e statista come Benjamin Franklin, George Washington al quale è dedicata la capitale federale, o l’amatissimo sindaco di New York, l’italoamericano Fiorello La Guardia, il cui nome è stato dato all’aeroporto principale della città.

Colombo, a lungo venerato, oggi è considerato un colonizzatore imperialista, che ha sterminato senza pietà le popolazioni autoctone dei Caraibi e delle Americhe. Sul punto gli storici sono molto divisi. E però, il tribunale del popolo ha già deciso. Così a Houston (Texas) la statua del grande navigatore è stata imbrattata di rosso, il colore del sangue. A Detroit (Michigan) gli è stata incollata in testa un’ascia, e anche in questo caso è stata imbrattata di rosso. Ma proteste e accuse rimbalzano dalla Pennsylvania alla California. A New York una commissione istituita dal sindaco Bill De Blasio ha inserito il monumento a Colombo (uno dei simboli della città) in Columbus Circle nell’elenco dei monumenti da abbattereperché considerati discriminatori. Per dire: Franklin e Washington sono da demolire perché erano proprietari schiavi, cosa che oggi fa inorridire ma all’epoca era considerato normale. I monumenti a Theodore Roosevelt e all’attivista antischiavista Henry Ward Beecher vogliono rappresentare ideali antirazzisti, ma il fatto che ai piedi degli eroi ci siano afroamericani, e nel caso di Roosevelt anche un nativo americano, per alcuni fa apparire le statue come simboli della supremazia bianca. A La Guardia non è bastato lottare contro la corruzione per mettersi al riparo da chi lo accusa di aver discriminato i nippo-americani durante la guerra con il Giappone. Decisamente più comprensibile la decisione di rimuovere la statua dedicata al maresciallo Philippe Petain, leader della Repubblica di Vichy, che in Francia collaborò con i nazisti.

Comunque, la comunità italoamericana fa scudo intorno a Colombo, che considerano un loro simbolo distintivo. Già lo scorso anno il Columbus Day di ottobre fu accompagnato dalle polemiche, e in modo un po’ pilatesco De Blasio disse che avrebbe partecipato alle manifestazioni non tanto per rendere omaggio all’ammiraglio quanto perché era una festa degli italiani di New York. E mentre il sindaco non prende posizione ma si limita a dire che valuterà la relazione della commissione, le associazioni italoamericane hanno già manifestato a Central Park assicurando di essere pronti a combattere per evitare la rimozione del monumento del navigatore genovese.

Il consigliere comunale Ron Castorina, eletto nel distretto a forte presenza italoamericana di Long Island, parlando anche a nome dell’Order Sons of Italy in America (la più antica organizzazione degli italiani in America: rappresenta oltre 26 milioni di persone), osserva: «È difficile giudicare Colombo con i principi odierni. Lui ha vissuto nel ’400. Certo la statua a lui dedicata ricorda agli italoamericani il loro contributo nel costruire New York, ed è l’omaggio degli immigrati italiani alla città che hanno edificato per la loro parte».

 
  

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il Secolo XIX

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Los Angeles, sparatoria in un bar, 13 morti

Il numero delle vittime è stato confermato dallo sceriffo della contea, Geoff Dean, che ha rivelato le generalità dell’attentatore: è un ex marine di 28 anni. Altre 12 persone sarebbero rimaste ferite. Era in corso una serata per universitari

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THOUSAND OAKS – Lo sceriffo della contea ha confrmato che le vittime sono 13 e 12 i feriti per “decine di spari” in un bar frequentato da universitari nella tarda serata di mercoledì. Tra i morti, anche l’attentatore, l’ex marine ventottenne Ian David Long. Lo sceriffo Geoff Dean ha dichiarato che il suo dipartimento aveva già avuto a che fare con l’attentatore, compreso un intervento presso la sua abitazione lo scorso aprile per il suo comportamento iroso e irrazionale. Nell’occasione però non fu ritenuta necessaria la sua presa in custodia. Thousand Oaks si trova nella contea di Ventura, a circa 64 chilometri dal centro di Los Angeles. Le prime chiamate sono arrivate alla polizia alle 23.15.

Tra le vittime anche il vice dello sceriffo, Ron Helus, in servizio da 29 anni. E stato uno dei primi ufficiali a presentarsi sulla scena in risposta alla chimata al 911. Stava cercando di andare in pensione il “prossimo anno o giù di lì”, ha detto lo sceriffo Geoff Dean ai giornalisti. Il sergente è morto in ospedale, ha aggiunto Dean. “Ron era un sergente dello sceriffo dedicato e laborioso, totalmente impegnato, ha dato tutto e stasera, come ho detto a sua moglie.  E’ morto un eroe, è andato a salvare vite”, ha detto Dean, con la voce rotta per l’ emozione. “La scena di fronte a cui mi sono trovato era orribile. Sangue ovunque”, ha continuato lo sceriffo.

Gli spari sono stati registrati al Borderline Bar & Grill, sala molto popolare dove viene suonata musica country, al numero 99 di Rolling Oaks drive. Era in corso una serata per universitari. Al momento non si sa cosa sia successo. Le immagini live mostrano le squadre Swat in azione, a caccia dello sparatore.

Il Los Angeles Times riporta la testimonianza di alcuni presenti che avrebbero raccontato di aver visto qualcuno correre verso il  bar verso le 23:30, iniziando a sparare: “Ha sparato molto, almeno per 30 volte e subito dopo ha iniziato a lanciare gas lacrimogeni. Potevo ancora sentire gli spari dopo che tutti se ne sono andati”. Holden Harrah, che ha assistito alle riprese al Borderline Bar & Grill, ha detto che era nel bar con gli amici: “Vengo lì da circa sei mesi. E’ un luogo dove andare per uscire con gli amici”, ha detto alla CNN per telefono. “Un uomo è entrato dalla porta principale e ha iniziato a sparare alla ragazza che stava proprio dietro il bancone”, ha aggiunto.

Lo sceriffo della Ventura County, Garo Kuredjian, ha detto che all’interno ci sarebbero state: “Direi centinaia di persone ma non posso confermare il numero esatto.” Il bar ospitava un evento notturno settimanale del college, secondo il suo sito web. Quando è emersa la notizia dell’incidente, la gente ha iniziato a radunarsi fuori dal bar, situato appena fuori Los Angeles, in un disperato tentativo di cercare i propri amici.
“Ho sentito che qualcuno ha iniziato a sparare alla reception e poi da lì non ho capito più nulla. I miei amici che stavano lì hanno raccontato che gli studenti si sono nascosti nelle soffitte e nei bagni”, ha raccontato un altro testimone.

Trump di prima mattina ha twittato il suo cordoglio per la strage, e confermando la morte di 13 persone

 
  

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Belgio, rapina sventata in modo surreale: convince i ladri a tornare più tardi e li fa arrestare

Belgio, rapina sventata in modo surreale: convince i ladri a tornare più tardi e li fa arrestare

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“Ho detto chiaramente: non ha senso fare una rapina a mano armata alle 3 del pomeriggio, è alle 18.30 che dovreste derubarmi. Ora potreste prendere mille euro, più tardi ne otterreste di più”. E’ così che il proprietario di un negozio di sigarette elettroniche di Montignies-Sur-Sambre, Belgio, ha apostrofato i rapinatori che lo minacciavano, facendo leva sulla loro avidità. I ladri si sono lasciati convincere a tornare tre ore più tardi, ma hanno trovato le forze dell’ordine – allertate dal commerciante – ad arrestarli. Il commerciante ha raccontato che i funzionari di polizia ritenevano del tutto improbabile che la banda tornasse nel negozio: “Io gli ho risposto: ‘sono sicuro che torneranno”‘. E infatti, così è stato. Le immagini del surreale tentativo di rapina sono state catturate dalle telecamere di sicurezza.

 
  

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la Repubblica

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