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Archeologia marina

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2013030314 Il mare è un’enorme distesa d’acqua salata a ridosso dei continenti ed è connessa con un oceano.Le acque del mare sono salate perché al loro interno si disciolgono varie sostanze, con prevalenza di cloruro di sodio, ossia il comune sale da cucina.
I primi mari si sono formati grazie all’acqua delle piogge (o neve) che era dolce, però cadeva sul terreno che contiene diversi sali sciolti dallo scorrimento delle acque dei fiumi.
Queste acque contenenti sali disciolti vengono riversate dai fiumi nei mari, e quando la temperatura è alta parte dell’acqua dei mari evapora, ma non i sali disciolti.

L’acqua piovana (o neve), dunque, torna a essere dolce, a cadere sulla terra, nei fiumi e nei laghi; i fiumi scorrendo raccolgono altri sali nel terreno e quando giungono al mare portano altra acqua salata, facendo così aumentare la salinità.
Ogni anno evaporano dagli oceani circa120.000 chilometricubi d’acqua pressoché pura e il ciclo dell’acqua fa aumentare la salinità degli oceani ogni anno, ma il grado di salinità non è uguale dappertutto: i mari freddi e i mari aperti sono generalmente meno salati.

La salinità media degli oceani è circa del 3,5 per cento, il che significa che in un litro d’acqua di mare sono contenuti35 grammidi sali.
Le acque più salate si trovano nel Mar Morto, un lago al confine trala Giordaniae Israele; questo lago si trova a395 metrisotto il livello del mare (massima depressione della Terra) e la salinità delle sue acque è di circa 27,5 per cento.

Il movimento periodico delle acque del mare è chiamato marea e queste oscillazioni sono dovute alle forze di attrazione della Luna e del Sole; due volte al giorno si verifica un innalzamento del livello marino (l’alta marea) e due volte al giorno un abbassamento (bassa marea).

L’innalzamento si chiama flusso e l’abbassamento riflusso.

Negli oceani, lontano dalle coste, l’onda della marea raggiunge qualche metro d’altezza mentre presso le coste a causa dei bassi fondali, della presenza di isole, delle insenature può raggiungere altezze anche fino a20 metri.

Quando l’onda di marea ritorna verso il mare libera la foce del fiume dai detriti e la foce rimane aperta ad estuario; il termine estuario deriva proprio da “aestus” che significa appunto marea.

L’alta marea si dovrebbe verificare nel momento in cuila Lunapassa sul meridiano o sull’antimeridiano di un punto, in pratica avviene con un ritardo variabile da punto a punto, che è consuetudine indicare come ora o stabilimento del porto; quindi conoscere l’ora di porto è estremamente importante per tutte le imbarcazioni che devono entrare o uscire dal porto.

Quindi la marea è un movimento periodico giornaliero: il mare si alza e si abbassa secondo un ritmo e un’ampiezza variabili in base ai luoghi e ai periodi.

L’energia mareomotrice è l’energia ricavata mediante lo spostamento di masse d’acqua causati dalle maree.
Anche nell’antichità si cercò di sfruttare l’energia delle maree. Infatti l’acqua veniva raccolta, durante il flusso di alta marea, in un bacino che veniva in seguito chiuso con una “paratia” che era un oggetto utile ad impedire le infiltrazioni d’acqua; al momento della bassa marea, l’acqua veniva fatta uscire e convogliata verso una ruota che muoveva una macina.
Attualmente esiste solo un impianto funzionante per lo sfruttamento delle maree in Francia; altri paesi, come il Regno Unito e il Giappone stanno svolgendo esperimenti in questo settore.

Questo tipo di energia, però, è ancora poco conosciuto, quindi poco utilizzato; infatti l’Unione Europea ha sostenuto degli studi, a cui ha partecipato attivamente anche l’Italia, per lo sfruttamento energetico delle correnti sottomarine.
A Sant Malo, in Francia, è situata una delle maggiori centrali di energia mareomotrice; le maree possono raggiungere13,5 m.di dislivello, cosa sorprendente dato che negli altri paesi la media è di2 m.

La centrale comprende una diga in pietrame, 6 chiuse di entrata e uscita per svuotare e riempire rapidamente la foce e 24 turbine a bulbo, sviluppate appositamente.
Parallela all’energia delle maree è quella del moto ondoso, considerata anche questa un’energia rinnovabile.

L’energia del moto ondoso è una fonte di recente sperimentazione in vari progetti europei nel campo energetico; per sfruttare il moto ondoso ci sono varie tecniche, un esempio è l’utilizzo delle turbine Pelamis, sperimentate in Portogallo, che vengono poste sui fondali marini e sfruttano il movimento delle maree.

Le onde marine sono un caso particolare di onda fisica nelle quali è messa in moto la superficie d’acqua principalmente a causa dell’azione del vento e della circolazione atmosferica; i venti possono essere sentiti in mare aperto fino a una profondità massima di150 metri; l’onda si forma perché il vento spinge lo strato d’acqua superficiale, cedendo parte della sua energia cinetica e quantità di moto, e fornendolo di una velocità superiore allo strato d’acqua sottostante; per attrito viscoso ogni strato d’acqua con velocità differente tende a trascinare lo strato sottostante più lento e nel contempo a rallentare, da cui si intuisce che, se non sono continuamente alimentate o non incontrano prima un ostacolo, le onde sono destinate rapidamente a dissolversi o dissiparsi.

L’attrito tra il vento e la superficie d’acqua fa muovere le particelle superficiali di un moto circolatorio: l’onda  prodotta non è perfettamente né traversale né longitudinale, ma assume una forma d’onda ed una propagazione mista tra le due.
A volte il mare (o oceano) appare mosso da onde superficiali anche in assenza di vento: questo accade perché il moto ondoso è un moto residuo, ovvero prodotto in altre zone del mare (o oceano) dove, invece, si fa sentire l’azione dei venti che generano onde in successiva propagazione.

L’onda è l’energia che il vento imprime sull’acqua e le particelle d’acqua sprigionano.
Le onde possono essere anche provocate dalle correnti marine che determinano la circolazione delle acque nei mari a causa della differente temperatura e salinità delle acque e le correnti marine possono avere movimenti orizzontali e verticali.

Le onde possono essere anche causate da eventi come terremoti che creano onde chiamate tsunami o maremoti; i maremoti sono generati da terremoti sottomarini sia da eruzioni vulcaniche o frane sottomarine.
Anche il distacco di ghiacci dal fronte di ghiacciai che terminano sul mare possono, in alcuni casi, generare delle onde di notevoli dimensioni; un esempio sono i ghiacciai dell’Antartide durante l’estate.

Tutte queste informazioni apparentemente scontate ed elementari sono informazioni fondamentali, invece, per l’archeologia marina.
Le profondità marine hanno da sempre esercitato un grande fascino sull’Uomo; è noto come in Grecia, fin dall’antichità, la pesca delle spugne, delle perle o delle murici da cui si ricava la porpora, fosse una delle principali attività dei pescatori più abili nell’immersione in apnea.

Le prime attività connesse con i lavori di recupero dei carichi delle navi naufragate sono documentate in epoca romana da iscrizioni che menzionano gli “urinatores” ossia nuotatori subacquei specializzati al recupero di navi naufragate

Già Aristotele descrive l’impiego per respirare sott’acqua, di cannelli con un’estremità emergente dalla superficie del mare.
Una miniatura indiana del XVI sec. rappresenta l’amore di Alessandro Magno per il mare, infatti raffigura il re macedone che si fece calare in mare protetto da un involucro di vetro per conoscere da vicino le meraviglie del mondo marino.
Durante i secoli furono perfezionate le attrezzature per esplorare il fondo marino, un esempio fu la campana batiscopica costruita dall’astronomo inglese Edmund Halley, inoltre notevole impulso per la ricerca subacquea fu l’invenzione, nel 1798, della prima tuta da palombaro realizzata da K.H.Kleingert, che consentiva maggiore autonomia e manovrabilità in immersione.

Importante fu la scoperta ad opera di palombari, nella prima metà del Novecento, di due relitti: quello di Anticitera, vicino all’isola di Creta e quello di Mahdia davanti alle coste della Tunisia.

Il relitto di Anticitera è una nave affondata vicino all’isola di Creta nei primi decenni del I sec.a.C. con un carico di sculture greche in marmo e in bronzo, tra cui la statua di Efebo del IV sec.a.C.; anche la nave di Mahdia trasportava statue di marmo e bronzo di varie dimensioni.

Durante il recupero del relitto di Mahdia veniva sperimentato l’autorespirazione ad aria, che avrebbe poi provocato una vera rivoluzione nel campo delle immersioni e delle attività subacquee.
L’invenzione che consente al sommozzatore l’indipendenza della superficie e una quasi totale libertà di movimento è stata perfezionata nel 1943 dall’ufficiale della marina francese Jacques Yves Cousteau e dall’ingegnere Emile Gagnan; grazie al nuovo strumento il numero dei subacquei è aumentato notevolmente a vantaggio della ricerca archeologica sottomarina.

Nel 1957 fu creato in Italia il Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina, all’interno dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, con sede ad Albenga, dove era stata ritrovato il relitto della nave romana detta, appunto, “di Albenga” ad opera di Nino Lamboglia, un pioniere dell’esplorazione sottomarina.
L’anno successivo nel 1958 l’Italia ebbe per la prima volta una nave militare utilizzata per le ricerche archeologiche sottomarine.

Nel Diritto Internazionale Marinola ZonaArcheologicaè l’area marina la cui ampiezza non può superare le24 migliadalla costa e nella quale lo stato costiero ha giurisdizione in materia di protezione del patrimonio culturale sottomarino, precisamente la zona archeologica coincide con la zona contigua; il termine “ Zona Archeologica” fu introdotto per la prima volta da Tullio Treves nel 1980.
In epoca recente i relitti possono essere localizzati attraverso una nuova tecnologia, ovvero dal magnetometro, dai sonar e dal multibeam. Tutti questi sistemi possono essere integrati con software GPS di posizionamento; la maggior parte del recupero può essere effettuato usando sia i ROV (remote operated vehicles) sia i sommergibili.

All’interno delle attività subacquee si distinguono due tipologie: quella ricreativa e quella tecnica e/o professionale.
Ci sono due differenti equipaggiamenti per la subacquea: il sistema a circuito aperto chiamato con la sigla  A.R.A., ossia l’autorespiratore ad aria con erogatore, creato da Jacques Cousteau, chiamato “Aqua-lung” e il sistema a circuito chiuso A.R.O., in questo caso l’autorespirazione ad ossigeno, creato ed utilizzato per la prima volta dagli uomini della Marina Militare Italiana con il nome di “Rebreather”, è un sistema sofisticato che può essere meccanico o elettronico in grado di riutilizzare il gas espirato filtrandolo e riarricchendolo con l’ossigeno mancante.

Innumerevoli sono state le scoperte subacquee, alcuni esempi sono stati fatti da riviste specializzate di biologia e archeologia marina.
Per esempio è stata recuperata una zanna di mammut nello stagno di Windover, in Florida; oppure la costruzione di una strada ha fatto casualmente scoprire un cimitero di 170 persone circa e queste sepolture sono dell’inizio del periodo arcaico americano  e vanno dai 6900 agli 8000 anni fa.
Un altro esempio è la scoperta di una nave vicino alla città di Kas  con la più grande e ricca collezione di manufatti della Tarda Età del bronzo, infatti risale al1306 a. C. e il carico includeva tronchi d’ebano, avorio di zanne d’ippopotamo, moltissime perline di ambra e quarzo, la nave partì probabilmente da Cipro e trasportava manufatti egizi, cananei, micenei e ciprioti, tra cui un esempio di tavoletta in legno per la scrittura.
Questo è solo uno spunto per vedere, toccare, vivere in modo diverso il mare.

 

 

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Perché questo è il momento di andare su Marte

Una rassegna delle prossime avventure dirette verso il Pianeta rosso, in un video di Nature

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Saranno tre nei prossimi mesi le missioni dirette su Marte. Vedranno coinvolte Stati UnitiCina ed Emirati Arabi, saranno tutte caratterizzate dalla presenza di robot e mosse dalla curiosità di saperne di più sulla potenziale abitabilità pianeta rosso.

Gli Usa stanno per lanciare il loro quinto rover sviluppato ad hoc per Marte, Perseverance, che andrà a caccia di tracce di vita presente o remota tra le polveri e le rocce del pianeta. Gli scienziati cinesi sono invece alla loro prima volta con un rover marziano, mossi forse dal successo della loro ultima missione diretta sulla Luna. Gli Emirati Arabi, dal canto loro, si stanno preparando a sguinzagliare attorno a Marte un orbiter per investigarne l’atmosfera.

In questo video, diffuso da Nature, ecco le tre missioni in rassegna, e perché tutto questo sta succedendo proprio adesso.


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Fisica

Una corsa allo spazio per superare i conflitti mediorientali

Il prossimo 14 luglio, gli Emirati Arabi Uniti si preparano a lanciare la missione al-Amal per l’osservazione di Marte: è una testimonianza significativa delle aspirazioni scientifiche ed economiche del paese e della possibilità di uno sviluppo di tutta l’area mediorientale svincolato dal petrolio e dalle armi

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La sonda al-Amal (© Government of Dubai Media Office)

Tra i molti sviluppi inaspettati del 2020, potrebbe essere rassicurante notare che il nostro universo talvolta funziona con un certo grado di prevedibilità. Molti eventi astronomici possono essere previsti con certezza matematica. All’incirca ogni due anni, la Terra e Marte, percorrendo le rispettive orbite intorno al Sole, raggiungono la distanza minima tra loro. Questa vicinanza orbitale offre una finestra per l’invio di veicoli spaziali sul nostro vicino.

Quest’estate ci offre una di queste opportunità per l’esplorazione marziana: per il 2020 sono in programma quattro missioni sul Pianeta Rosso. Rosalind Franklin, una missione congiunta europea e russa basata su rover, è stata rinviata al 2022 a causa delle interruzioni per la pandemia di COVID-19. La missione al-Amal (speranza, in italiano) degli Emirati Arabi Uniti è prevista per il 14 luglio 2020. È la prima impresa di questo genere in Medio Oriente e promuove le ambizioni di Emirati.

Il nome della sonda degli Emirati riflette le grandi aspirazioni scientifiche ed economiche del paese come potenza spaziale emergente. L’orbiter senza equipaggio osserverà l’atmosfera marziana, compresi eventi atmosferici come le tempeste di polvere, che caratterizzano in modo rilevante il clima dell’Arabia. Più in generale, la missione marziana degli Emirati mira a far progredire le capacità tecnologiche del Paese e a spingere i giovani degli Emirati a intraprendere carriere scientifiche e ingegneristiche.

In questo senso, l’impresa fa anche parte di una strategia a lungo termine perseguita dalle nazioni del Golfo per svincolarsi dal petrolio e dal gas e costruire un’economia basata sulla conoscenza.

Tali ambizioni tecnologiche sono inseparabili da quelle politiche. La spinta a creare un’economia della conoscenza non consiste solo nel diversificare le fonti di reddito dello stato. Ampliando le opportunità di occupazione, gli Emirati Arabi Uniti sperano di creare posti di lavoro per i giovani, le cui frustrazioni potrebbero altrimenti causare instabilità. Inoltre, i grandi progetti scientifici sono una dimostrazione simbolica di leadership e di soft power. Un paese capace di progetti spaziali complessi è un paese proiettato al futuro.
La sonda dovrebbe raggiungere Marte nel 2021. Questo coinciderà con il cinquantesimo anniversario della formazione degli Emirati Arabi Uniti.

Se la missione marziana al-Amal riguarda tanto il potere quanto la scienza, potrebbe esacerbare le rivalità esistenti in Medio Oriente? Una corsa allo spazio potrebbe portare le corse agli armamenti regionali a un nuovo livello? I canali satellitari come Al Jazeera del Qatar sono già stati coinvolti in aspre dispute e i lanciatori iraniani hanno sollevato preoccupazioni sul potenziale militare del paese. Altri veicoli spaziali, come razzi, missili e droni, potrebbero alimentare una miscela esplosiva?

La sonda degli Emirati non trasporta armi. Tuttavia, non è troppo eccessivo chiedersi se i paesi del Medio Oriente potrebbero seguire gli Stati Uniti nell’aggiungere forze spaziali alle loro agenzie governative. I sistemi dual use, come i razzi della corsa allo spazio della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, possono servire a scopi sia pacifici sia bellici. Ugualmente, i satelliti per l’osservazione della Terra possono essere usati sia per il monitoraggio ambientale sia per lo spionaggio.

I conflitti futuri non farebbero che riprodurre le dinamiche già esistenti in Medio Oriente. Tuttavia, si spera che la missione marziana degli Emirati Arabi Uniti si discosti da questo cammino e contribuisca alla pace. Proprio come la maggior parte dei grandi progetti scientifici, essa dipende dallo scambio e dalla collaborazione internazionale.

Le istituzioni americane, come l’Università del Colorado a Boulder, sono state partner essenziali del Centro spaziale Mohammed Bin Rashid di Dubai nella costruzione della sonda. La Mitsubishi Heavy Industries si occuperà del lancio da un sito in Giappone. Non è molto diverso da quanto fatto dagli Stati Uniti, che si sono affidati ai razzi russi per il volo spaziale umano tra la fine del programma Space Shuttle nel 2011 e il volo SpaceX Demo-2 verso la Stazione Spaziale Internazionale di quest’anno. La cooperazione scientifica potrebbe non risolvere i conflitti, ma come minimo l’interdipendenza tecnologica potrebbe evitare che diventino troppo distruttivi.

I governi del Medio Oriente dovrebbero estendere ai loro vicini le collaborazioni esistenti in campo spaziale con paesi lontani dell’Asia o del Nord America. La regione ha molte altre risorse oltre al petrolio e al denaro. Nonostante le sanzioni, l’Iran ha accumulato un’esperienza impressionante in materia di veicoli di lancio. Il Qatar sa come gestire canali satellitari di grande successo. Israele ha alcune delle principali università e società tecnologiche del Medio Oriente. Anche lo Yemen, per quanto devastato dalla guerra, potrebbe contribuire con le sue montagne, fornendo siti di osservazione. Tutti i Paesi hanno popolazioni ricche di molto fantasiose e creative che vorrebbero trascendere i conflitti sul territorio o sulla religione. Una visione della Terra dallo spazio fa scomparire all’istante i confini nazionali e le mappe delle opposte fazioni.

Lo scambio, la cooperazione e la comprensione reciproca in campo spaziale non devono necessariamente partire da zero. Esistono già diversi forum che dovrebbero essere ulteriormente valorizzati. Da molti decenni l’Unione Astronomica Internazionale e la Federazione Astronautica Internazionale organizzano incontri. A livello regionale, l’Unione Araba per l’astronomia e le scienze spaziali e la Società Astronomica Araba fanno lo stesso. L’ingegnere iraniano-americano e astronauta Anousheh Ansari, simbolo vivente del superamento delle divisioni, ha sostenuto organizzazioni come Astronomi senza frontiere. Dovremmo seguire il suo esempio.

L’autore
Jörg Matthias Determann è professore associato di storia alla Virginia Commonwealth University, in Qatar. È anche redattore associato della Review of Middle East Studies. I suoi interessi si concentrano sulla storia della scienza e delle ricerche e sulla storia del mondo musulmano. Ha pubblicato tre libri: Historiography in Saudi Arabia: Globalization and the State in the Middle EastResearching Biology and Evolution in the Gulf States: Networks of Science in the Middle East, e Space Science and the Arab World: Astronauts, Observatories and Nationalism in the Middle East. Attualmente sta completando un quarto libro dal titolo Islam, Science Fiction and Extraterrestrial Life: The Culture of Astrobiology in the Muslim World. È possibile seguirlo su Twitter @JMDetermann.

(L’originale di questo articolo è stato pubblicato su “Nature Middle East” il 30 giugno 2020.)


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TikTok non piace ad Anonymous: «disinstallatela, è uno Spyware del Governo cinese»

Anonymous dichiara guerra a TikTok, riservandole alcune accuse estremamente gravi. Secondo il collettivo di hacker l’app sarebbe addirittura equiparabile ad uno Spyware “a servizio della Cina”.

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Quando si tratta di Anonymous è in realtà difficile parlare di un’organizzazione stabile e definita. Il fatto che sui social esistano più account, a rappresentanza di team di hacker diversi, che utilizzano questo nome non aiuta.

In questo caso le accuse contro TikTok, scrive Forbes, arrivano da uno degli account con il seguito più grande e che in passato aveva rivendicato più di qualche operazione di rilievo.

 

Cancellate TikTok immediatamente; se conoscete qualcuno che usa l’app spiegategli che è essenzialmente un malware gestito dal Governo cinese nell’ambito di una campagna di spionaggio di massa.

si legge in un tweet di YourAnonCentral.

Le gravi accuse del collettivo poggiano su un thread di Reddit diventato estremamente virale e dibattuto in questi giorni. Nel post sul forum un ingegnere sostiene di aver scoperto, grazie al reverse engineering, che TikTok violerebbero la privacy e la sicurezza degli utenti dell’app in modo sistematico.

Peraltro, scrive sempre Forbes, sembra che l’interesse di Anonymous nei confronti dell’app cinese nasca dopo che su questa erano apparsi diversi account di persone che si spacciavano per hacker del collettivo.

Anonymous non usa TikTok, è un’app creata come spyware dal Governo cinese.

si legge in un altro tweet del 6 giugno di YourAnonCentral.

Secondo il thread emerso su Reddit, TikTok otterebbe sistematicamente accesso ad un’ampia e rilevante quantità di informazioni, tra cui:

  • informazioni complete sull’hardware in uso: tipo di CPU, dimensioni schermo, dimensioni storage, dpi e numeri di serie di un gran numero di componenti. Informazioni che in gergo vengono chiamati “finger print” e sono utili per tracciare una persona online anche quando usa strumenti per mascherare il suo traffico.
  • Le altre app installate dall’utente, a quanto pare incluse quelle disinstallate nel tempo
  • IP, IP locale, Mac Address del dispositivo e del router, nome e modello del router.
  • Identifica se lo smartphone è stato sottoposto a rooting/jailbreak
  •   alcune “varianti dell’app” (sic) accederebbero ogni 30 secondi alla posizione GPS
  • l’ingegnere menziona anche l’installazione di proxy server sullo smartphone dell’utente ai fini del “transcoding dei media”

È bene capire che le accuse contenute nel thread di Reddit non sono verificate. L’azienda non ha rilasciato nessun commento a riguardo.

L’autore del post sostiene che scandagliare il codice di TikTok per capirne esattamente il funzionamento e i comportamenti sia tutto fuorché semplice, e che l’app prenderebbe delle misure piuttosto astute per occultare il suo comportamento quando rileva un tentativo di reverse engineering.

Tutti contro TikTok: 


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positive review  Da seguire !! Un analisi lucida e assolutamente razionale sui fatti scomodi alla chiesa che come sempre i media non hanno il coraggio di divulgare .

Fabio Gabardi Avatar Fabio Gabardi
3 January 2018

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