Archimede Pitagorico inventore

Le origini del genio

Archimede Pitagorico (in originale Gyro Gearloose) è un personaggio della serie a fumetti e animata Disney, inventato dal grande artista statunitense Carl Barks, e famoso per essere il più grande e geniale inventore di Paperopoli. Nipote di Cacciavite Pitagorico e figlio di Fulton Pitagorico, è un amico e inventore di fiducia di Paperon de’ Paperoni, oltre che di Paperino e, in generale, di tutta la famiglia dei paperi (difatti viene sempre invitato a ricevimenti, feste o altro).
È un personaggio dalle somiglianze di un gallo antropomorfo (anche se a volte viene paragonato ad un’ aquila), ma la cosa curiosa è che ha i piedi antropomizzati, cioè con fatezze umane.
Inoltre, sarebbe l’unico personaggio a conoscere la vera identità segreta di Paperinik, anche se dopo ingoia una Car-Can (Caramella Cancellin), che servono a cancellare la memoria recente di chi lo ingerisce.

La storia

Archimede esordisce nella storia “Paperino e l’amuleto del cugino Gastone”, comparsa sul numero 140 del Walt Disney’s Comic and Stories nel maggio del 1952. Deve il suo nome italiano a Guido Martina, che voleva omaggiare il filosofo e matematico greco Pitagora.

È il figlio di Fulton Pitagorico e nipote di Cacciavite Pitagorico, amico di Angus de’ Paperoni, zio di Paperone. La sua prima invenzione di cui si ha menzione compare nella storia “Paperino e le scatole pensanti”, mentre la sua prima invenzione ci viene raccontata da Don Rosa nella storia La prima invenzione di Archimede, seguito di Paperino e il ventino fatale di Carl Barks. dove, oltre raccontare della creazione di Edi, ci dice che il suo laboratorio è stato ereditato dal padre. Archimede fa anche parte della P.I.A. fin dalla creazione, con il nome di MA-RE 12 (Marchingegnere reclutato 12).

Legami sentimentali

Nelle storie di Barks, come in gran parte di quelle di altri autori, Archimede non ha legami sentimentali e trascorre serenamente la vita quotidiana e il tempo libero da solo, se si eccettua l’inseparabile aiutante elettronico.

In Italia ufficialmente Archimede non ha una fidanzata ma, in alcuni casi, lo si vede alle prese con problemi amorosi (molte volte risolti da Qui, Quo, Qua); in una storia del 1979 è apparso perdutamente innamorato di una certa Ariella, personaggio che però non ha avuto futuro. All’estero come partner dell’inventore è stato sviluppato il personaggio di Matilda, che in Italia viene ridimensionata a semplice amica.

 

“Voi aspettate, io invento”
Il motto di Archimede
“Il cliente ha sempre ragione”
Un altro motto di Archimede
“Se c’è gente che proprio non sopporto sono gli inventori!”
Archimede sul lavoro

Parenti

Il padre, Fulton Pitagorico, e il nonno, Cacciavite Pitagorico, compaiono in pochissime storie[1]. Di recente è stato inventato anche il bisnonno: Copernico Pitagorico, aiutante di Fantomius (come accade, similmente, ad Archimede con Paperinik) che compare nella serie Le Strabilianti Imprese di Fantomius ladro gentiluomo ideata da Marco Gervasio. In una di queste avventure compare anche il cugino Galileo Pitagorico.

La passione

Ereditando dal nonno la passione per le invenzioni, si offre sin dalla più giovane età di aiutare Paperone a trovare nuovi modi per arricchirsi, come a suo tempo aveva già fatto suo nonno. Il padre di Archimede, Fulton, era un generale delle Giovani Marmotte, strada intrapresa anche dal nipote di Archimede, Newton, che è comunque un ottimo inventore anche lui.

La fama in città

Archimede ha la grandissima fama di essere l’inventatutto, infatti davanti a casa sua vi è quasi sempre una lunga file di persone che aspettano di farsi aggiustare (o migliorare), a basso prezzo, un oggetto domestico e/o comune. Le sue invenzioni sono molto ricercate in città, sopratutto da Paperone, che cerca sempre di ottenerle a un prezzo estremamente basso. In questi casi interviene spesso Edi, ad aiutare il suo padrone.

Edi

Il nome italiano deriva da Thomas Edison, l’inventore della lampadina, in inglese è chiamato semplicemente helper (aiutante).
Per massimizzare il rendimento delle sue invenzioni e minimizzare i tempi di produzione, Archimede ha perfezionato un piccolo aiutante robotico di nome Edi (diminutivo di Edison), e un cappello pensatore, con cui stimola i propri neuroni per aumentare l’ispirazione.

L’alter ego

Nella storia Paperinik e l’attacco di Archi-X, quando Paperino esce dal suo laboratorio aziona per sbaglio un raggio “malvagio” che colpisce Archimede, senza che Paperino se ne accorga, facendolo diventare un malvagio criminale di notte. Il suo scopo era quello di congelare la città di Paperopoli. In seguito Paperinik, scoperta la vera identità di Archi-X lo fa ritornare normale, salvando ancora una volta la città.

Recentemente compare anche un altro alter ego, Mad Ducktor, in cui ridiventa malvagio per sbaglio, il suo aspetto cambia diventato un vero e proprio cattivo. La storia è di Bruno Enna e Corrado Mastantuono. In alcune storie diventa supereroe per breve tempo (ad esempio quando sostituisce Paperinik, non riuscendo però a dimostrarsi all’altezza di Paperino).

Inoltre, a partire dalla storia “Paperinik ed il ritorno di Mad Ducktor” (Topolino 2697, 9 Ottobre 2012) Archimede involontariamente concede a Mad Ducktor una corporeità fisica autonoma con tutte le conoscenze e le capacità del suo originale, fortunatamente privo dei ricordi del rapporto tra Paperinik ed Archimede, permanentemente cancellati con le car-can. Mad Ducktor può ora essere considerato un perfetto “clone malvagio” dell’originale Archimede.

Curiosità

Il nonno appare nelle storie Il signore del Mississippi e in Il capitano cow-boy del Cutty Sark, il padre invece appare nella storia L’invasore di Forte Paperopoli in aspetto giovanile e viene solo menzionato nel 1992.

Copernico compare in tutte le storie che compongono la saga tranne nell’episodio intitolato Brutfagor. Galileo invece compare solo nella storia Paperinik e il segreto di Fantomius

     
 
 

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Crediti :

Paperpedia

Categorie
Fumetti

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
Un Commento
  • Andrea Milanesi
    19 marzo 2017 at 15:56
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