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Medicina

Bambina col tetano a 10 anni in rianimazione a Verona, non era vaccinata

La piccola è ricoverata in ospedale in gravi condizioni. L’infezione dopo una sbucciatura a un ginocchio. Il medico e divulgatore scientifico: colpa dei somari no vax

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VERONA Alla vigilia del termine ultimo del 10 luglio per la presentazione del certificato vaccinale in regola con i dieci sieri obbligatori per i minori da zero a 16 anni iscritti all’anno scolastico 2019/2020, nel Veneto scoppia un caso destinato a riaccendere le polemiche. Una bambina di dieci anni, non vaccinata, è stata ricoverata in Azienda ospedaliero-universitaria di Verona con il tetano. La piccola stava correndo ed è caduta, sbucciandosi il ginocchio. L’impatto con il terreno è stato il canale di ingresso dell’infezione, che ha un decorso molto veloce. Per fortuna i genitori si sono resi conto che non si trattava di una comune ferita superficiale ma c’era qualcosa che non andava, così martedì mattina dalla provincia di Verona, dove la famiglia abita, sono corsi all’ospedale. La bimba è stata ricoverata in Rianimazione pediatrica a Borgo Trento ed è in prognosi riservata. E’ cosciente ed è sottoposta a terapia con immunoglobuline per arginare la malattia infettiva acuta, non contagiosa, causata dal batterio Clostridium tetani. Può attaccare il sistema respiratorio ma anche gli altri organi. Il periodo di incubazione varia da 3 a 21 giorni e i sintomi sono contrazioni muscolari, febbre, sudorazione, tachicardia.

La situazione clinica

La bambina è in prognosi riservata, i medici monitorano l’evoluzione della patologia, in fase acuta, per capire come dosare la terapia in tempo reale, man mano che si sviluppa il decorso. «La paziente è sotto controllo giorno e notte — assicura Francesco Cobello, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Veronanella complessità del caso, la tempestività della diagnosi è stata decisiva. Non è sempre facile, non si pensa subito al tetano». Soprattutto in un bambino, che dovrebbe essere vaccinato. Ecco perché questo è un caso raro. Tra il 2003 e il 2017 il Veneto, tra Padova, Dolo e Treviso, ha registrato altri episodi di tetano ma tra gli anziani, l’ultima delle quali è morta due anni fa a Conegliano. Aveva 90 anni. «E’ una vicenda allucinante, a maggior ragione nel 2019 — commenta Franco Pisetta, segretario regionale della Fimp, sigla dei pediatri —. Dopo la legge sull’obbligo vaccinale c’è stato un buon recupero degli inadempienti (ora nel Veneto il livello di copertura vaccinale è risalito fino a raggiungere la soglia di sicurezza del 95%, ndr), ma per convincere gli ultimi resistenti bisognerebbe cominciare ad applicare anche le sanzioni. Cioè il divieto di frequenza all’asilo e le multe fino al biennio delle superiori. I genitori devono capire che le vaccinazioni vanno fatte per tutelare la salute dei loro figli».

L’influenza dei no vax

I no vax però, nati proprio in Veneto, nel Vicentino per l’esattezza, continuano ad avere un’influenza pesante su uno zoccolo duro compreso tra l’1% e il 5% dei genitori. «Queste persone o non vengono in ambulatorio oppure non ci dicono che i loro bambini non sono vaccinati — aggiunge Pisetta —. E noi, non potendo accedere all’Anagrafe vaccinale regionale, non possiamo saperlo. Consentirci la consultazione dello stato dei nostri pazienti sarebbe un aiuto fondamentale per cercare di far ragionare le famiglie. Altrimenti succedono episodi come questo, inconcepibile: di solito pure i no vax almeno l’antitetanica e l’antidifterica le accettano».Dell’accaduto è stata informata la Regione, in collegamento con l’ospedale di Verona attraverso la Direzione della Prevenzione. Mercoledì mattina si attende un bollettino ufficiale con l’aggiornamento della situazione, pur nel totale rispetto della privacy della minore.

L’intervento di Burioni

«Sul tetano girano tantissime bugie. I somari antivaccinisti sostengono che non è un pericolo reale per chi non vive a contatto con gli animali, che basta pulire le ferite con acqua ossigenata per evitarlo, che si può prevenire con la vitamina C e che spesso si è immuni naturalmente. Tutte scemenze». Lo scrive Roberto Burioni, il medico e divulgatore scientifico, noto per le sue battaglie sui social contro la campagna no vax, commentando sulla sua pagina Facebook il caso della bambina di 10 anni non vaccinata che a Verona ha contratto il tetano. «Il pericolo è ovunque – spiega Burioni -, anche una piccolissima ferita può provocarlo, l’acqua ossigenata e la vitamina C sono inefficaci e soprattutto non esiste una immunità naturale. Anche chi ha preso il tetano ed è guarito non è immune. L’unico modo per essere protetti è vaccinarsi». «Purtroppo – sottolinea Burioni – molti genitori non vaccinano i loro figli. Che poi, sfortunatamente, si ammalano gravemente, come in questo caso. Chi risarcirà questa bambina delle terribili sofferenze che le sono state inflitte dai genitori che non l’hanno vaccinata? Chi risarcirà lo Stato delle spese sanitarie che si dovranno sostenere? E se quel posto in rianimazione servisse per un altro bambino?. Chi non vaccina i propri figli è un incivile egoista. Per seguire la sua ignoranza e la sua superstizione danneggia i suoi figli e la società. A causa delle loro bugie e della loro follia c’è una bambina in rianimazione a Verona» conclude Roberto Burioni.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Medicina

Amnesia immunitaria, il danno a lungo termine del morbillo

Nei bambini non vaccinati, il virus del morbillo causa la distruzione di una grossa percentuale del loro corredo di anticorpi, lasciandoli esposti per anni alle infezioni virali e batteriche

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Il virus del morbillo produce nei soggetti infettati una sorta di amnesia immunitaria: il loro organismo “dimentica” i patogeni che ha già incontrato, e poiché non li riconosce più rimane esposto a infezioni batteriche e virali. Lo rivela uno studio su campioni di sangue di 77 bambini non vaccinati colpiti dal virus nei Paesi Bassi.

L’analisi, pubblicata su “Science” da Michael Mina e Stephen Elledge dell’Howard Hughes Medical Institute di Boston, mostra che il morbillo ha eliminato dall’organismo dei piccoli gran parte degli anticorpi, le proteine che conservano la memoria dei patogeni incontrati in passato e sono perciò fondamentali per riconoscerli quando si presentano nuovamente.

Lo studio conferma i risultati di una precedente ricerca pubblicata nel 2015 sempre dal gruppo di Mina, in cui era emerso che il morbillo era in grado di sopprimere il sistema immunitario dell’organismo infettato per due o tre anni. Ciò è coerente con un dato epidemiologico rilevato negli ultimi decenni: i soggetti vaccinati contro il morbillo mostrano, a lungo termine, un’immunità estesa anche ad altre infezioni. Il dato suggerisce un effetto ad ampio spettro sul sistema immunitario, ma l’ipotesi finora non ha trovato conferma, ed è stata molto dibattuta tra immunologi e infettivologi.

Elledge e colleghi stavano perfezionando un test denominato VirusScan, in grado di identificare, da una sola goccia di sangue, tutti gli anticorpi in circolo, rilevando così con quali virus – dall’HIV all’influenza, fino all’herpes – è entrato in contatto un soggetto.

Nel corso dell’analisi, i ricercatori hanno analizzato i campioni di sangue di bambini non vaccinati appartenenti a una comunità di protestanti ortodossi dei Paesi Bassi, colpita da un’epidemia di morbillo nel 2013. Gli autori hanno così potuto analizzare il sistema immunitario prima e dopo l’infezione.

Il test ha rilevato come previsto la presenza di anticorpi contro il morbillo. Ma gli altri anticorpi sembravano scomparsi: i bambini avevano perso tra l’11 e il 73 per cento del loro corredo immunologico, a seconda della gravità dell’infezione. Il risultato è stato confermato, con dati ancora più evidenti, da un’analoga sperimentazione sui macachi.

“Il virus è molto più dannoso di quanto pensassimo: ora sappiamo che l’infezione è un rischio a lungo termine per chi ne è colpito”, ha concluso Elledge. “Ciò mette ancora più in risalto l’importanza della vaccinazione su larga scala”.





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Medicina

Il governo ha investito 60 milioni su una terapia anticancro. Ecco di cosa si tratta

Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, illustrando davanti alle Commissioni congiunte di Senato e Camera le linee programmatiche del suo dicastero.

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Cancro

“Il governo ha deciso di investire 60 milioni di euro sulle terapie CAR-T, 10 milioni per ciascuna delle 6 officine farmaceutiche”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, illustrando davanti alle Commissioni congiunte di Senato e Camera le linee programmatiche del suo dicastero. Ma di cosa si tratta?

La terapia a base di cellule CAR-T consiste nella manipolazione genetica delle cellule del sistema immunitario per renderle in grado di individuare e contrastare efficacemente le cellule tumorali. In particolare, “CAR-T cells”, sono linfociti del paziente “educati geneticamente” a cercare, riconoscere e eliminare le cellule di leucemia o linfoma, dalle quali il paziente è affetto.

La tecnica Car-T utilizza cellule ottenute dal sangue, del paziente stesso o di un donatore volontario, e modificate geneticamente in laboratorio, con le metodiche dell’ingegneria molecolare. Questa procedura, estremamente delicata, va condotta in un laboratorio adeguatamente attrezzato e dedicato. Le cellule, opportunamente modificate, possono essere re-iniettate nell’organismo malato, dove potranno svolgere l’attività terapeutica desiderata e programmata.

Questo è quello che fa “tisagenlecleucel”, la terapia cellulare di Novartis, l’unica oggi disponibile. Tisagenlecleucel è l’unico CAR-T a essere indicato in bambini e ragazzi con Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) a cellule B e in adulti con Linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), che siano diventati resistenti alle altre terapie, o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard. Una nuova occasione per questi pazienti con forme aggressive di tumori ematologici per i quali non vi sarebbero più altre opzioni di cura.

Si tratta infatti di un “trattamento vivo”, una immunoterapia cellulare autologa, prodotta a partire dai linfociti T del paziente, riprogrammati per identificare ed eliminare le cellule esprimenti CD19, in modo altamente personalizzato. Tisagenlecleucel è infatti in grado di restituire al sistema immunitario del paziente, attraverso un processo altamente personalizzato per ogni individuo, la sua naturale capacità di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. Con tecniche di ingegneria genetica si inserisce un gene nei linfociti T che così esprimeranno il recettore chimerico per l’antigene (CAR -Chimeric Antigen Receptor).





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Panzironi a processo per esercizio abusivo della professione medica. Rischia fino a tre anni

Dopo numerose censure e sanzioni di Antitrust e Agcom, Adriano Panzironi rischia ora fino a 3 anni di carcere per esercizio abusivo della professione medica

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Dopo numerose censure e sanzioni di Antitrust e Agcom, Adriano Panzironi rischia ora fino a 3 anni di carcere per esercizio abusivo della professione medica. Il giornalista (attualmente sospeso dall’Ordine dei giornalisti) è l’inventore di “Life120”, un regime alimentare quasi totalmente privo di carboidrati e basato su integratori venduti dalla sua stessa società. La denuncia alla procura della Repubblica è stata fatta lo scorso anno dall’Ordine del Medici di Roma.

Secondo Antonio Magi, presidente dell’Ordine romano dei medici di Roma, non si può consigliare un regime alimentare senza avere visitato una persona, senza conoscere le eventuali patologie e le sue problematiche. Il rischio è di consigliare alimenti non compatibili con lo stato di salute. Adesso un giudice ha accolto l’esposto contro Panzironi.

Adriano Panzironi ha un’ampia visibilità su media locali e nazionali e conduce la trasmissione televisiva “Il Cerca Salute” su alcune emittenti locali, dove lascia intendere di poter vivere 120 anni e curare malattie come il diabete, l’Alzheimer e l’ipertensione seguendo i suoi consigli e utilizzando i suoi integratori.

Secondo una dichiarazione rilasciata  dal pubblico ministero Francesco Marinaro, Panzironi non è un dottore, nemmeno un dietologo, non è specializzato in scienze dell’alimentazione e pertanto i suggerimenti inerenti i suoi integratori potrebbero configurare il reato di esercizio abusivo della professione medica.





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