Contattaci

Fumetti

Batman: gli esordi del supereroe

Pubblicato

il

In principio c’era un vignettista diciottenne di nome Bob Kane… La carriera di questo adolescente nato nel Bronx comincia verso la fine degli anni trenta, nel sovraffollato mercato newyorkese: dopo gli iniziali “tappabuchi” comici disegnati per il giornale Wow, Kane collabora a Jumbo Comics, cui fornisce vignette e una striscia comico-avventurosa su “Peter Pupp”. A questo fanno seguito i primi lavori venduti alla DC Comics, perlopiù fumetti comici di due pagine come “Professor Doolittle”, “Ginger Soap” e Oscar The Gumshoe”, cui va aggiunto il materiale di genere avventuroso come “Rusty and Hits Pais” e “Clip Carson”. Ma un giorno…un’illuminazione…Kane sfoglia un libro su Leonardo Da Vinci che illustra molte delle sue geniali e futuristiche invenzioni, fra cui macchine volanti, mitragliatrici e paracadute. “C’era il disegno di un uomo sopra una specie di slitta con delle ali di pipistrello chiamata Ornicottero” ricorda Kane a distanza di oltre cinquanta anni. “E ai miei occhi la slitta faceva sembrare quell’uomo un grande pipistrello”. “E’ curioso…nel corso degli anni lo avranno visto milioni di persone. Ma per me è diventato un nuovo tipo di eroe dei fumetti, un uomo-pipistrello, ossia…”Batman”.”

E così, con l’aiuto di un altrettanto giovane autore Bill Finger, Bob Kane crea un mito del XX secolo. “Pur col passare degli anni Batman è rimasto sempre un personaggio speciale” ha scritto lo storico del fumetto Mark Cotta Vaz nel suo Tales of the Dark Knight, una cronaca vasta del nostro eroe. La storia della creazione di Batman è stata narrata più volte (vi farò una descrizione più dettagliata in seguito). “Quando ho inventato Batman, non mi aspettavo proprio che sarebbe diventato così famoso” racconta Kane. “E’ che Batman colpisce la gente in maniera particolare. Non si tratta solo della sua lotta contro il male per garantire la giustizia. Importante è anche il rapporto di rivalità tra lui e i cattivi che deve affrontare”. “The Bat-Man” (così si chiamava in origine nel maggio 1939, allorché Dective Comics lo presentò al pubblico nella sua storia intitolata “The Case of the Chemical Syndicate”. Da allora in poi, Kane e Finger dettero vita a tutta una serie di personaggi malvagi e bizzarri e ingegnosi che si sono alternati in successione sulle pagine dei fumetti da loro creati.

LA LEGGENDA DI BATMAN TRA INTERPRETAZIONI E RISCRITTURE

La storia del personaggio di Batman è divisa in tre periodi distinti. Il primo inizia con il “mitico” n.27 di Detective Comics del 1939 e termina con Detective Comics n.327. Il secondo dovrebbe partire dalla fine del precedente, ma in realtà riprende molti elementi del primo periodo introducendone altri e piano piano modificando alcuni di quelli preesistenti. Il terzo periodo inizia dalla miniserie Batman Year One di Frank Miller ed è stato definito poi dalle miniserie Year Two, Year Three e da alcune delle storie narrate nella serie Legenda of the Dark Knight, non ultima la splendida maxi-serie The long Halloween. Anche in questo caso, però, sono rimasti alcuni elementi della seconda versione, rendendo molto problematico risalire esattamente al momento del distacco. Probabilmente la terza versione è solo un aggiornamento della seconda e non una vera rottura definitiva, e quindi potrebbe esserne considerata parte intrigante. Il vero problema è che, ogni volta che venivano rinarrate le origini del personaggio (e succedeva spesso), veniva cambiato qualcosa della versione precedente ed è quindi molto difficile capire quali siano quelle da prendere in considerazione. Quindi in questa sede presenteremo i fatti salienti delle tre versioni principali.

 

 

BATMAN 1

La prima storia è quella del Batman originale. Allevato in un ambiente idilliaco dai suoi genitori Thomas e Martha Wayne, il giovane Bruce un giorno ammira un bat-costume che suo padre ha disegnato per una festa in maschera; questo ricordo riaffiorerà alla memoria più tardi. Una notte di alcuni mesi dopo, mentre la famiglia torna a casa dal teatro passando dal vicolo di Crime Alley, vengono affrontati da un criminale di nome Joe Chill che uccide i genitori del giovane Bruce proprio davanti i suoi occhi (c’e’ anche una versione in cui il padre veniva ucciso, mentre la madre moriva per un attacco al cuore).

In effetti Chill agisce per ordine di un gangster chiamato Lew Moxon che cercava di vendicarsi di Thomas Wayne, la cui testimonianza in un processo lo aveva mandato in prigione. Divenuto orfano, Bruce Wayne viene preso in cura da suo zio Philip Wayne e e spende diversi anni per forgiare il suo fisico e la sua mente, dopo avere giurato sulla tomba dei suoi genitori di vendicarli dando la caccia a tutti i criminali. Una notte, mentre siede in una stanza del Wayne Manor, un grande pipistrello entra da una finestra aperta. Per Bruce è un segno del destino; decide quindi di indossare un costume simile ad un pipistrello (ispirandosi incosciamente a quello del padre che aveva visto anni prima) per incutere terrore nei cuori dei superstiziosi criminali. “I criminali sono una masnada di superstiziosi e di codardi. Mi travestirò in modo da far nascere il terrore nei loro cuori. Sarò una creatura della notte, nera, terribile…un…un…[in quel momento, come per dargli una risposta, un enorme pipistrello entra dalla finestra aperta]…un pipistrello! Ecco: lo prenderò come un presagio. Diventerò un pipistrello! Così nasce questa stravagante figura dell’oscurità… questo vendicatore di ogni male. Batman!” [da Detective Comics numero 33, novembre 1939]. Un paio di anni dopo il suo debutto come giustiziere mascherato, Wayne prende in custodia il giovane Dick Grayson, figlio di acrobati del circo uccisi da un racket delle estorsioni, che diventerà il suo partener nella lotta contro il crimine, con il nome di Robin. Batman e Robin sono benvoluti dalla polizia, in particolare dal commissario Gordon, e amati dai cittadini di Gotham. Questa prima versione di Batman, si considera terminata con il nuovo costume (quello con l’ovale giallo dietro il simbolo del pipistrello) apparsa su Detective Comics n.327, in Italia pubblicata sugli Albi del Falco n.438. Dopo questo Batman originale riappare, relegato dalla D.C. su Terra 2 dove vivevano (prima della grande saga Crisis on Infinite Earths) tutti gli eroi degli anni d’oro. In questa realtà Robin non se ne è mai andato e Batman innamorato, e infine sposato, con Selina Kyle (Catwoman). Wayne ha quindi appeso il mantello al chiodo assumendo la carica di Commissario di polizia di Gotham City dopo il ritiro di James Gordon. Bruce e Selina hanno avuto una figlia Melena, che diventerà anche lei una eroina con il nome di Huntress, dopo l’uccisione della madre per mano di un collegio di criminali. Un anno dopo il debutto di Huntress, Bruce Wayne che si sente parzialmente responsabile della morte della moglie, rimette il suo costume di Batman per una ultima missione insieme alla Justice Society, dove dà la propria vita per salvare Gotham da un supercriminale.

 

batman

 

BATMAN 2

Nella seconda versione, subito dopo la morte dei genitori Bruce viene aiutato da Leslie Tompkins, che lo aiuta a superare lo shock. Poi la storia si sovrappone a quella narrata prima, ma ad un certo punto Dick lascia il Wayne Manor per andare in un college e Bruce abbandona la sua immagine di miliardario playboy per prendere il controllo delle imprese Wayne e fondare la Fondazione Wayne, una delle maggiori organizzazioni filantropiche del mondo, sotto il cui palazzo, nel centro di Gotham trasferisce la Bat-Caverna. Batman ritronerà solo anni dopo alla casa ancestrale della sua famiglia e da qui la storia si sovrappone a quella del nuovo Batman. Nel frattempo Robin diventa capo dei Teen Titans. Nella storia attualizzata vengono riscritte completamente le origini, mentre viene mantenuto inalterato quasi tutto il periodo che segue il ritorno di Bruce al Wayne Manor.

BATMAN 3

Bruce Wayne, figlio di Thomas e Martha Wayne, vive con i suoi genitori e con il maggiordomo Alfred Pennyworth in una enorme casa chiamata Wayne Manor. Un giorno, all’età di sei anni cade, da una buca nel terreno vicino alla casa, in una vasta caverna esistente sotto la proprietà, dove viene spaventato da un grande e feroce pipistrello. Qualche tempo dopo il piccolo Bruce torna con i suoi genitori dal cinema di Gotham, dove hanno assistito alla proiezione di “Il marchio di Zorro”, passando dall’area conosciuta come Crime Alley, e qui vengono entrambi rapinati da un bandito di nome Joe Chill che spara uccidendo entrambi i genitori di Bruce sotto i suoi occhi, lasciandolo orfano e traumatizzato. Viene trovato da Leslie Tompkins una giovane assistente sociale che lo riporta al Wayne Manor e diventa la sua tutrice.

Il giovane Bruce giura sulla tomba dei suoi genitori di vendicarli combattendo il crimine e passa molti anni ad allenarsi per arrivare alla perfezione fisica ed intellettuale, viaggiando per il mondo e dedicandosi all’apprendimento di numerose discipline. Ritornato a Gotham City, Wayne cerca di saggiare la sua abilità camuffandosi e andando in una zona malfamata della città dove si scontra con alcuni criminali, inclusa Selina Kyle, la futura Catwoman. Rimane ferito seriamente viene catturato dalla polizia riuscendo comunque a fuggire senza farsi identificare. Ritornato a casa, Bruce siede davanti ad un busto di suo padre riflettendo sull’inadeguatezza del suo approccio alla scena criminale di Gotham. In quel momento, come un presagio, un grande pipistrello irrompe nella stanza infrangendo il vetro della finestra e andandosi a posare sul busto di Thomas Wayne. Ispirato dalla visione, Bruce decide di adottare un costume simile a un pipistrello per terrorizzare gli avversari.

Così Bruce Wayne diviene Batman e inizia a combattere il crimine sempre più dilagante di Gotham, ma viene perseguitato dalla polizia locale il cui commissario Loeb è corrotto fino all’osso; uno dei poliziotti che cerca di arrestarlo è il tenente James W. Gordon, onesto e dedito al lavoro, che cambia la sua opinione sul vigilante quando lo vede rischiare la vita per salvare quella di una donna; e quando Batman salva da un sequestro un bambino appena nato, Gordon diventa suo alleato. Quando Loeb viene incriminato, Gordon diviene commissario di polizia e pone pine alla persecuzione dell’Uomo Pipistrello. Comunque, a differenza delle sue “incarnazioni” precedenti, questo Batman non è ben visto dalle autorità, e neppure dalla maggior parte della popolazione di Gotham. Durante il secondo anno della sua carriera Batman si trova di fronte a Joe Chill, l’uccisore dei suoi genitori, ed è perfino costretto ad allearsi momentaneamente con lui. Bruce Wayne diventa il tutore di Dick Grayson i cui genitori, acrobati in un circo, vengono uccisi dalla malavita, e con Dick nei panni di Robin, “il ragazzo meraviglia”, forma per anni una affiatata coppia di cacciatori di criminali.

Quando Grayson decide di andarsene per la propria strada, per operare sotto il nome di Nightwing, Batman rimane brevemente da solo fino a che non trova Jason Todd, un altro orfano, che diviene il nuovo Robin. Jason però è indisciplinato e troppo incline alla violenza. Dopo un breve periodo viene assassinato dal Joker e questo evento rimarrà sempre come una cicatrice sanguinante sulla coscienza di Batman, che non finirà mai di rimproverarselo. Nonostante ciò, spinto soprattutto da Dick Grayson e dal maggiordomo Alfred, preoccupati per la sua salute mentale, finirà per accettare un terzo aiutante, che indossa tuttora il mantello di Robin: Tim Drake. Stavolta non si tratta di un orfano, anche se sua madre morirà in una drammatica avventura e suo padre rimarrà a lungo semi-paralizzato. Bruce Wayne è il principale azionista delle Imprese Wayne un esteso impero con interessi in molti campi, ed è il fondatore della fondazione Wayne, una organizzazione filantropica. Batman è uno dei membri fondatori della Lega della Giustizia (Justice League) in cui periodicamente ricopre il ruolo di leader; ha anche formato un gruppo chiamato Outsiders, che si è sciolto dopo alterne vicende. La principale base di operazioni di Batman è la bat-caverna, una vasta caverna naturale sottostante il Wayne Manor, appena fuori la città di Gotham City.

L’ESORDIO DEL GIUSTIZIERE DI GOTHAM CITY: BATMAN ANNO UNO

batman e robinIn origine pubblicata negli USA come miniserie sui nn. 404/405/406/407 del mensile Batman tra l’anno 1986 e 1987, Batman Year One (Anno Uno) è una delle storie più citate e acclamate da riviste e appassionati. L’opera è uno dei capisaldi del rilancio del genere supereroistico attuato verso la metà degli anni ottanta prodotta da autori come Frank Miller e Alan Moore, e da disegnatori vari, per lo più con origini o ascendenze stilistiche europee. Mignola, Bolland, Mazzucchelli, Sienkiewicz, Chaykin, sono solo i primi nomi che mi vengono in mente. Così nel Dark Knight Frank Miller inventa un “nuovo” Batman per dare consistenza all’allora progettato rilancio del personaggio e nella miniserie Anno Uno ne reinterpreta lo schema di base. Miller, per questa opera fumettistica che rimarrà unica nel suo genere, sembra essersi posto contemporaneamente due obiettivi: mantenere in qualche modo i riferimenti con il personaggio di Bob Kane e agganciarsi come possibile al mondo attuale.

Anno Uno è una miniserie dove la parte da leone sono le atmosfere cupe, i monologhi interiori e il punto di vista dell’uomo e non quello del supereroe, infatti la narrazione corale permette di esplorare e definire tutti i personaggi principali del mondo di Batman (supercattivi esclusi; siamo solo all’anno uno…). Tanto per rendere l’idea di come Miller ha sceneggiato il fumetto, vi cito solo l’inizio della storia in cui il commissario Gordon pensa “Oggi Barbara avrà i risultati delle analisi. Mi odio…ma spero che siano negative. Non si può mettere su famiglia in un posto come questo”. Già solo l’inizio, sottolinea l’abilità dello sceneggiatore a dialoghi interiori complessi che investono un’intima relazione tra ambiente, temi, personaggi e stile. Miller, in questa storia, non narra solo del “chi è Batman e come è diventato quello che è”. Ma di chi è commissario Gordon, chi è Selina Kyle, alias Catwoman. Con la cura di evitare scontri diretti fra i personaggi-maschera, per mantenere il tono drammatico. Le cattive azioni sono allora opera di delinquenti comuni, nei bassifondi, ma soprattutto di politici e poliziotti corrotti.

Il che è compatibilissimo con una figura di giustiziere solitario come è Batman. E come è ovvio, Miller, nella sua descrizione dei personaggi si concede alcune libertà. Rende Selina una prostituta, ad esempio, ma soprattutto tratteggia un tormentato e tenace commissario Gordon, con guai alle spalle e presente amaro. Per non dire delle sue debolezze: non dimenticheremo il tradimento coniugale del commissario con una collega, mentre la moglie è incinta. Moglie che si chiama, qui, Barbara, come la Batgirl, in origine figlia dei Gordon. Tanto per rimescolare le carte. Per quanto attiene alla figura più importante, Batman, non si può dire che Miller l’abbia trascurata. Il difficile per Bruce Wayne è trovare la maniera per incutere timore ai criminali, e dare un senso alla sua vendetta. Sarà un pipistrello a sfondare le vetrate della sua villa, offrendogli la risposta. Nel corso della storia Bruce si definisce più volte fortunato per avere un bel po’ di eredità, ma tende sempre a sottolineare il proprio senso di colpa per essere sopravvissuto alla morte dei suoi genitori. Inevitabile espiare, diventando un giustiziere in un mondo corrotto e senza principi. Credo che non pecco di presunzione, se affermo che questa opera è stata scritta come se fosse un romanzo, con tutte complessità psicologiche che nella maniera più assoluta vanno d’accordo con la semplicità delle trame supereroistiche. Storie per fumetti come questa, dimostrano che andare oltre si può. Basta che si verifichino le condizioni adatte e che gli autori ne abbiano la stoffa. Se leggiamo oggi fumetti che ci appassionano un po’ di più, parte del merito va anche a Batman Year One.

IL SECONDO ANNO

Nel giugno 1987, debutta sulle pagine di Detective Comics n.575 una “miniserie nella serie” (concetto all’epoca ancora non abusato quanto oggi), dedicata al secondo anno di attività del Cavaliere Oscuro, alias Batman, il difensore all’epoca ancora alle prime armi, di Gotham City. La storia scritta da Mike W. Barr è un omaggio alle radici più violente di Batman, e strizza l’occhio ai pulp magazine, i predecessori dei comic book nell’intrattenimento popolare americano. Inoltre Barr ci regala un Bruce Wayne protagonista quanto e più di Batman, grazie alla sfortunata storia d’amore che il ricco playboy vive con la protagonista femminile. In sintesi la storia: Bruce Wayne, tornato a Gotham dopo un’assenza ultra decennale (come sappiamo da Batman Year One) si conquista la fama di scapolo più appetibile di Gotham, mentre Batman inizia la sua carriera di custode della città. Veniamo a sapere che anni prima era già esistito a Gotham un vigilante, che ne percorreva le strade dispensando una giustizia sommaria, il Mietitore, attivo decenni prima e misteriosamente scomparso da un giorno all’altro. La comparsa di Batman fa riuscire allo scoperto il Mietitore, che ritiene Batman uno sciocco perché non uccide i suoi nemici, e dà il via a una campagna di sterminio contro la malavita, talmente efficace che i capi del crimine e Batman si alleano per fermarlo. In questo perverso connubio Batman si trova a dover lavorare a fianco di colui che ne uccise i genitori, Joe Chill, sicario della mala senza alcuna pietà. Nel frattempo Bruce Wayne intreccia una relazione con una giovane, scoprendo con sorpresa sua e nostra di esserne veramente innamorato, a tal punto che sarebbe disposto, dopo aver risolto con fatica la pratica “Mietitore”, a concludere la sua carriera come Batman per sposarla. Ma alla fine tutto si risolve in un gioco di rivelazioni che sovvertono certezze e progetti futuri.

Il Mietitore altri non è che il padre della ragazza amata da Bruce Wayne, la quale dopo la morte del padre decide di espiarne i peccati facendosi suora e rinunciando così a qualsiasi possibilità di amore con Bruce, il quale dovrà fare i conti anche con l’ultimo, drammatico confronto con Joe Chill. Ai disegni, Batman Year Two presenta un duo di discreto livello. Il numero 575 di Detective Comics infatti fu l’ultimo albo disegnato da Alan Davis nel corso del suo periodo “batmaniano” nella seconda metà degli anni 80: inchiostrato da Paul Neary, Davis offre una buona interpretazione del mondo di Batman. I restanti tre capitoli (Detective Comics n.576-578) sono invece opera di Todd McFarlane, a tratti acerbo e assolutamente non supportato dalle chine di Alfredo Alcala, (D.C. n.576/577), ma che quando si appropria degli inchiostri (D.C. n.578) riverla in germe tutte le promesse future. Batman Year Two è non poco importante nella storia del fumetto supereroistico perché è uno dei primi progetti del genere, ossia una rinarrazione delle prime gesta degli eroi più classici. Il primo disco, il primo film, il primo libro, insomma il primo “qualcosa” spesso possono restare episodi isolati. Eventi irripetibili. E’ quando si da continuità a un filone che si crea una linea da seguire, un genere, un modo di narrare. Ecco perché Batman Year Two assume una grande importanza, perché ha contribuito ad aprire la strada delle rinarrazioni delle origini, impedendo che Batman Year One rimanesse rimanesse un evento isolato insieme alla miniserie Men of Steel che, per mano di John Byrne, aveva ridefinito il mito di Superman.

I ROMANZI

A celebrare Batman, il pipistrello protettore di Gotham City, nell’anno dell’arrivo del terzo film della serie (“Batman Forever”), ottobre 1995, ecco che la Bompiani, per la serie “I grandi tascabili – best seller”, pubblica un libro di 318 pagine dal titolo “Batman. Nuove avventure”. Si tratta di 12 racconti, riuniti in questo volume da parte di altrettanti ottimi scrittori. Così, il nostro instancabile nemico del crimine, amatissimo personaggio dei fumetti, dei cartoni animati, della tv e del grande schermo, riesce a trovare spazio anche in libreria con storie inaspettate che vedono comunque protagonisti gli “amici” di sempre: il suo fedele Robin, l’imperturbabile maggiordomo Alfred e il perfido Joker. Insomma, una raccolta di gustosissime narrazioni che vedono a confronto scrittori di ottimo livello, ognuno dei quali è maestro del proprio genere: nero, fantasy, giallo, horror, humor e fantascienza. Qualche nome? Isaac Asimov, Max Allan Collins, Ed Gorman, Joe R. Landa, Robert Sheckley. Ma ritengo sia doveroso riportare l’elenco dei titoli e dei relative autori:

“Morte del maestro dei sogni” di Robert Sheckley, “Pipistrelli” di Henry Slesar, “Jack della sotterranea” di Joe R. Lansdale, “Il rumore di una mano che applaude” di Max Allan Collins, “Terreno naturale” di Mike Resnick, “Batman nella città di notte” di Karen Haber e Robert Silverberg, “I promemoria Batman” di Stuart M. Kaminsky, “Verso nordovest” di Isaac Asimov, “Esecuzione a comando” di Howard Goldsmith, “Il pirata della Cala dei Milionari” di Edward D. Hoch, “La comparsa del Polarizzatore” di George Alec Effinger, “Idolo” di Ed Gorman.
Non sono a conoscenza di altri romanzi scritti, tranne che di un altro libro pubblicato dalla Mondadori su “Catwoman”, ma, mi riserverei di parlarne su uno speciale dedicato alla donna gatto, che, come già scritto in apertura, apparirà presto sul grande schermo interpretata da Halle Barry.

RIFLESSIONI CONCLUSIVE

Molte volte, mi sono interrogato sul significato della parola supereroe in Batman e poche volte la risposta che seguiva mi ha soddisfatto. Perché le letture di Batman, alla fine, mi portano a dare un significato strano a quello che ho appena letto, ovvero mi ha da sempre coinvolto in modo emozionale e contrastante: un personaggio eterogeneo parte adolescente e parte uomo che sta per morire. Nel suo fumetto, è sempre ricercato un sentimento tragico, un elemento naturale che l’animo umano ha nascosto nel proprio io. Ma nel suo giornalino, ogni tragico sentimento, non ha mai una volontà di tragedia (concedetemi il gioco di parole), ma c’è la casualità, e dall’altra parte della bilancia c’è invece la volontà di uomo di sopravvivere a una tragedia che fin da piccolo gli ha segnato il destino.
Quindi concludo questo speciale dedicandolo con tutta la mia ammirazione al creatore del fumetto Bob Kane e a…Bruce Wayne per le belle emozioni mi/ci ha regalato e continua a permetterci pur essendo solo un fumetto.

LE FONTI:

Fonte dei miei richiami sul Cavaliere Oscuro, sono stati soprattutto i fumetti e i cartoni animati, dai quali è stato possibile trarre tutti gli spunti per un così lungo articolo, ma anche un paio di libri che racchiudono bene, la sua storia: “Batman la leggenda” pubblicato dalla collana Abaco nell’ottobre del 1999 e “Batman – from the archives of DC Comics”.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Crediti :

Dc Leaguers

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia una recensione

Per commentare puoi anche connetterti tramite:




avatar
  Iscriviti  
Notificami

Fumetti

Leone Svicolone

Svicolone (Snagglepuss nell’originale americano) è un simpatico leone rosa ideato da Hanna e Barbera nel 1959, inizialmente come personaggio secondario che comparve all’interno della serie di Ernesto Sparalesto e Tatino e Tatone.

Pubblicato

il

l successo di questa apparizione, gli ha fatto meritare una serie a cartoni animati tutta sua, che è stata realizzata nel 1961 e trasmessa all’interno dello Show dell’Orso Yoghi. Svicolone è un leone che vorrebbe essere considerato come un uomo normale pertanto, cerca in tutti i modi di convincere le persone con i suoi comportamenti civili ed educati, suo malgrado gli esseri umani lo considerano come un temibile leone e cercano in tutti i modi di dargli la caccia, cosicchè da animale predatore, Svicolone è sempre destinato ad essere preda e a scappare, non prima di aver pronunciato la caratteristica frase con accento bolognese ” Svicolo, svicolando tutto a mancina!” talvolta con l’aggiunta della parola “perfino!”.

La caratteristica del leone Svicolone è proprio la suo voce, che in Italia è stata doppiata splendidamente dal grande Renzo Palmer. Svicolone possiede anche una grande passione per il teatro e non di rado, lo si vede recitare l’Amleto, con in mano un teschio. Svicolone fa parte della banda di Yoghi dal 1973, che a bordo dell’Arcaplano, si impegna a salvare il mondo dall’inquinamento. I cartoni animati attualmente vengono trasmessi sul digitale terrestre Boing e sul canale satellitare di Boomerang.

È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino. Svicolone colto è e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia…Svicolone (chiamato così perché scappa rapidamente quando un guaio incombe pericolosamente) è un leone rosa civile e ben educato, la cui ‘umanità’ non pare essere molto apprezzata dagli altri che continuano a vederlo come un pericoloso felino. Creato sulla falsariga del precedente (di poco) Lupo De Lupis, il personaggio dal carattere invertito è divertente e stimola solidarietà, oltre che risate.
La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.

Svicolone (Snagglepuss) è un personaggio dei cartoni animati di Hanna-Barbera, creato nel 1959. È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino.

Caratterizzazione

Svicolone è colto e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia.

La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.
Storia

Svicolone apparve inizialmente come personaggio minore nei cartoni animati di Ernesto Sparalesto. L’apprezzamento da parte del pubblico convinse Hanna & Barbera a creare una serie dedicata al personaggio, che venne trasmessa a partire dal 1961 all’interno dell’Orso Yoghi Show.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Crediti :

Isola Felice

Continua a leggere

Fumetti

Tom & Jerry

Le origini ed un po’ di storia

Pubblicato

il

Tom il gatto e Jerry il topo sono due personaggi dei fumetti creati nel 1939 da William Hanna e Joseph Barbera per la Metro Goldwyn Mayer. Gli autori si erano ispirati a due terribili ragazzini in perenne scontro tra loro.

“Nati” a Hollywood, questi personaggi hanno ottenuto un gran successo in tutto il mondo. Le loro pellicole cinematografichehanno raccolto sino a oggi tredici nomination agli Oscar, vincendone sette (si tratta di un record a parimerito con le Silly Symphonies Disney), oltre a un riconoscimento speciale.

Il primo cortometraggio animato con questi due personaggi è stato Puss gets the boot. A quel tempo il gatto non si chiamava ancora Tom bensì Jasper e il topolino non possedeva ancora un proprio nome. Il pubblico dei ragazzi, affascinati dal dinamismo e dalla situazione, si schierò immediatamente e idealmente con il minuscolo topo coalizzandosi, sempre idealmente, contro il grosso ed egoista gatto Jasper.

Le caratteristiche

Naturalmente i personaggi hanno subito un’evoluzione da quando sono nati, citiamo solo alcuni aspetti recenti.

  • Tom è un gatto opportunista. Si diverte a dominare gli animali più piccoli di lui. Il suo stile di vita è quello di un gatto domestico: mangiare, dormire e divertirsi. Quando è spronato dalla padrona di casa (nei primi cortometraggi una grossa governante di colore) stufa di continui saccheggi al frigorifero, si lancia all’inseguimento del topolino ma la sua stupidità (oltre all’astuzia dell’avversario) lo fa immancabilmente fallire.
  • Jerry, minuscolo topo d’appartamento, si è costruito una tana in miniatura nelle intercapedini dei muri. Al suo interno riproduce in tutti i particolari le comodità della casa umana (letto, divano, cassettiere, quadri, soprammobili ). Sembra innocuo così piccino e rotondetto, possiede però buona velocità e solido carattere. Spesso riesce a procurarsi il cibo a danno di Tom che deve difenderlo.

All’occorrenza Jerry è determinato ed affronta il nemico naturale, più grosso e forte di lui, per soccorrere un suo pari in difficoltà.

Nemici o amici?

La relazione che vincola i due personaggi in modo inscindibile non si ritrova solo nella classica guerra del gatto contro il topo. Quella che a prima vista sembrerebbe una naturale rivalità rassomiglia piuttosto ad una guerra di dispetti tra due compagni di vita che si accapigliano per il solo gusto di farlo. Per Tom, rincorrere il topino è un gioco divertente e gratificante, specie quando riesce a catturarlo ed “ammaestrarlo” nei modi più disparati (un cameriere, un portamazze da golf, addirittura un regalo di fidanzamento). A sua volta Jerry, anziché scappare di volata presso il suo nascondiglio, ritiene molto più divertente punzecchiare il gatto fino a farlo uscire di senno. Addirittura, in un caso le parti si sono rovesciate ed è stato Jerry che è riuscito a catturare il gatto ed a cercare di mangiarselo. Nonostante ciò ognuno non cerca l’eliminazione dell’altro, ma tutt’altro. Quando Tom si innamora di una gattina, dimenticandosi di tutto e di tutti, è Jerry che si ingelosisce; quando quest’ultimi è in pericolo di vita, Tom si procura di salvarlo. Inoltre i due si coalizzano quando, nel loro mondo, arriva un nemico comune, sia esso un gatto “troppo efficiente” nel cacciare i topi, oppure un gruppetto di gattini pestiferi.

Del resto, i due personaggi sono creati l’uno in funzione dell’altro: ogni vicenda si basa sempre sui consecutivi attacchi di uno dei due personaggi ed i conseguenti contrattacchi dell’altro, riportando alla fine una situazione di equilibrio tra i due.

I cortometraggi e i film

individuare almeno due sempre presenti negli anni: l’impostazione convenzionale che consiste nell’inseguimento del gatto al topo e quelle che includono un grosso e agguerrito cane che caccia il cacciatore e difende la piccola preda. Quasi sempre queste storie si svolgono in spazi ristretti quali stanze di un appartamento o in piccole case con giardino annesso, a volte in fattorie di campagna oppure con ambientazione il mare, su navi da pesca e da crociera. Ci sono inoltre personaggi di contesto che animano le storie, tra questi i più frequenti sono:

  • Butch, un gatto nero, randagio e prepotente è un eterno nemico sia di Tom che di Jerry. In queste avventure Tom e Jerry si coalizzano per limitare e vincere il nemico rappresentato dal gatto nero.
  • Toodles, un’aggraziata gatta bianca. Tom è perdutamente innamorato della bella gattina.
  • Mamy, una grossa governante di colore che accudisce la casa in cui vivono Tom e Jerry. La particolarità è che non appare mai il suo viso perché le storie del gatto e del topo si svolgono sempre a livello del pavimento.
  • Little Nibbles (chiamato anche Tuffy), un giovanissimo topino grigio con addosso il pannolino. Tuffy è sempre affamato e si caccia spesso nei guai così che Jerry deve intervenire all’ultimo secondo per salvarlo dai pericoli, tra cui naturalmente Tom.
  • Spike un grosso cane mastino. È indolente e certamente non molto arguto. Spesso passa il tempo dormendo nella sua casetta di legno ed è amico di Jerry e lo difende dalle molestie di Tom.
  • Tike (chiamato anche Junior), è un cucciolo di cane mastino. È il figlio di Spike. Giovane e inesperto sta imparando a cavarsela nella vita, ma è sempre molestato, a volte per puro errore da Tom, che così viene regolarmente punito dal grosso e manesco papà.
  • Uncle Pecos. Zio di Jerry. Cantante e ballerino country accompagna le sue canzoni suonando la chitarra. Ogni volta che rompe una corda dello strumento stacca un baffo di Tom per sostituirla.
  • Ducking, è una papera molto ingenua. Quando è nata la prima “persona” che ha visto è Tom il gatto. Si convince allora che sia la sua mamma.

Le storie con tema insolito portano i due antagonisti a calarsi nei panni di personaggi storici o di romanzi classici. A volte lo sfondo alle gag è costituito da parti di famose città europee: Napoli (Neapolitan Mouse1954), i canali di VeneziaRomaVeronaVienna, le strade della Parigidell‘800, le arene per la corrida a Madrid o Siviglia, deserti e giungle nel continente africano o nelle isole tropicali; addirittura in una storia troviamo Tom e Jerry nello spazio all’interno di una stazione orbitante. Importanti le storie costruite sulle musiche di celeberrime opere classiche: Norma o Aida.

Alcune avventure si svolgono in precise epoche storiche: famosa la serie con Tom, Jerry e Little Nibbles nella parte di moschettieri del re di Francia. La serie The two Mouseketeers è del 1952.

Tra i principali produttori delle serie a cartoni animati di Tom & Jerry ricordiamo Chuck Jones e Fred Quimby, capo del reparto animazione della MGM sino al 1955. Oltre a Hanna e Barbera la direzione di alcuni episodi è stata affidata ad Abe Levinton, le musiche a Scott Bradley ed Eugene Poddany.

Film

Tom & Jerry, the movie

I proprietari della casa in cui abitano Tom e l’intruso topolino Jerry devono traslocare. Tutto è pronto e i due sono già sull’auto. Tom vuole scacciare il topino e inizia un inseguimento e i nostri due eroi vengono lasciati sul posto. La casa il giorno dopo viene distrutta e così i nostri eroi rimangono per strada. Camminando in città incontrano il cane Carlone, un cocker randagio, anch’esso abbandonato da tempo e che vive per strada assieme alla sua inseparabile pulce. Sarà Carlone a rincuorare i nostri eroi, che in quel momento e per necessità diventano alleati. Il caso porta Tom e Jerry a incontrare una piccola bambina orfana della mamma e con il papà in viaggio. La bimba in quel momento è soggiogata da una grassa e avida zia e da un perfido avvocato che intendono sfruttare l’eredità della bambina. La zia possiede un bassotto di nome Ferdinando, talmente viziato e grasso che per muoversi deve appoggiare il corpo a uno skateboard. Passando tra varie peripezie e altri strani malfattori il gatto Tom e il topolino Jerry aiuteranno la bambina a smascherare i cattivi tutori e a ritrovare il padre.

L’amicizia gatto-topo, chiaramente anti-natura, iniziata a causa degli eventi sfortunati iniziali, prosegue per tutto il racconto sino alla scena finale del film dove, per la gioia degli spettatori, Tom e Jerry tornano a essere rivali, sempre pronti a scontrarsi e farsi danni tra di loro travolgendo tutto e tutti.

Curiosità

Due episodi del cartone animato, datati 1949 e 1950, sono stati auto-censurati dalla Turner(proprietaria dei diritti della serie) a seguito di una lettera inviata, nel 2006, alla Ofcom (l’ente britannico che vigila sui contenuti televisivi) da parte di uno spettatore; la lettera lamentava l’effetto nocivo che i disegni animati, in quegli episodi alle prese con delle sigarette, avrebbero avuto sui suoi figli. Nel primo dei due episodi, Tom, per fare colpo su di una gattina, si comporta come un adolescente e, per fortificare la sua virilità felina, si accende una sigaretta. Nel secondo episodio, invece, Tom è impegnato in un torneo di tennis in cui il suo rivale sbruffone, durante l’incontro, aspira un paio di boccate da un’altra sigaretta. La Ofcom ha spiegato che Tom & Jerry è un cartone animato “vintage“, nato in un periodo in cui il rischio legato al fumo non era ancora stato attentamente studiato e che questa era un’ottima ragione per chiedere alla Turner di prendere provvedimenti.

 

Tom & Jerry Tales

Questa nuova serie viene trasmessa sul canale satellitare Boomerang; rispetto ai cartoni originali, la grafica è stata modernizzata.

I riconoscimenti

Elenco dei cortometraggi che hanno ricevuto un premio Oscar nella categoria animazione:

  • Yankee doodle mouse (1943).
  • Mouse Trouble (1944).
  • Quiet Please (1945).
  • The cat concerto (1946).
  • The little orphan (1948).
  • The Two Mouseketeers (1951).
  • Johann mouse (1952).

Un Oscar speciale è stato loro assegnato grazie ad una “partecipazione straordinaria” nel film musicale Anchors Aweigh (conosciuto in Italia come Canta che ti passa oppure Due marinai e una ragazza), film diretto nel 1945 da George Sidney e interpretato da Gene Kelly e Frank Sinatra.

 

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Crediti :

Comicsando

Continua a leggere

Fumetti

Calimero, il pulcino veneto nero che 50 anni fa conquistò il mondo

È un’ingiustizia però

Pubblicato

il

Calimero, il pulcino nero, comparve per la prima volta esattamente cinquant’anni fa in uno spot della Miralanza. Quinto uovo di una gallina veneta coi mutandoni a pallini e il foulard, si schiuse tardi e iniziò la sua ricerca della mamma finendo subito in una pozzanghera.

Rifiutato prima da un grosso cane, poi da un topo inseguito da un gatto, viene rifiutato anche dalla sua mamma perché “io non ho pulcini neri…”. “Ma se io fossi bianco mi vorresti?”. “Sì certamente, piccolo” replica la gallina veneta in tempi non leghisti. Per fortuna Calimero incontra l’olandesina simbolo dell’industria di Mira che gli spiega: “Tu non sei nero, sei solo sporco”, e gli dà un’ insaponata decolorante che risolve.

Mentre in America stava esplodendo la campagna per l’integrazione e i diritti civili di Martin Luther King, in Italia non si colse la “scorrettezza” di un messaggio allora letto senza alcuna malizia o doppio senso razziale. La sua frase “Eh, che maniere! Qui tutti ce l’hanno con me perché io sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però” entrò nel lessico italiano facendo del piccolo pulcino dei fratelli veneziani Nino e Toni Pagot, con la voce di Ignazio Colnaghi, un vero e proprio “cult”.

«Nino Pagot, Pagotto il vero cognome, – ricorda Piero Zanotto, grande esperto di cinema e fumetti – era veneziano di nascita ma si trasferì presto a Milano dove nacque il fratello Nino. Insieme cominciarono a fare fumetti, illustrare libri della Scala d’oro della Utet, fino ad iniziare quella scuola disneyana che avrebbe poi prosperato nella nostra regione. Fu il primo a continuare su licenza Disney la storia di Biancaneve con due episodi, lei sposata col principe, con un figlio e col mago Basilisco che la insidia, e poi, nel ’39/’40 “I sette nani cattivi contro i sette nani buoni”. Era un gran lavoratore, e con “I fratelli Dinamite” realizzò il primo film d’animazione italiano, che conteneva una sequenza “veneziana”».

 

 

I fratelli Pagot si occuparono anche delle animazioni di Cocco Bill e dei personaggi di Hanna e Barbera (Yoghi, Braccobaldo) e Nino scomparve nel 1972, a 64 anni dopo aver fatto di Calimero (nome mato dalla chiesa di San Calimero frequentata dai Pagot) un mito ma senza poter vedere sul piccolo schermo l’ultima creazione per la pubblicità, il draghetto Grisù.

Ma perchè Calimero ha avuto tanto successo? «È in fondo la storia del brutto anatroccolo – commenta Annamaria Testa, esperta di pubblicità e docente alla Bicocca di Milano – e funzionava come molte altre storie perchè la struttura narrativa di Carosello era tale da consentire di creare queste storie da due minuti, che intrattenevano l’ascoltatore. Questa è una delle tante. Una storia semplice che finiva bene, dopo alcune disaventure, con un pulcino carino, tenero, piccolino».

Calimero

la versione giapponese di Calimero

Simbolo dei tempi? «Non farei di Calimero più di quel che è. Quel tipo di narrazione è finito quando si è smesso di fare spot da due minuti e si è entrati nel modulo da 30 secondi, ma è anche finito perchè si è rinunciato a narrare. All’estero invece ci sono tuttora grandi narrazioni pubblicitarie che hanno presa, fanno pensare, parlare, e anche il web che permette di fare narrazioni anche più lunghe è una opportunità». Intanto il piccolo pulcino ha ritrovato quest’anno la sua strada narrativa in una nuova serie a episodi per la tv, 104, realizzati in Francia, e un sito internet, www.calimero.com, con giochi, filmati, barzellette, fiabe. Ed in Giappone – dove è un piccolo mito – lo hanno disegnato in 3D. Ma quando tra i disegni si trova un Calimero col pallone da calcio e la maglia rossonera come si fa a non pensare a un altro personaggio dello sport italiano pronto a lamentarsi dicendo “Perché sempre io?”

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Crediti :

il Gazzettino

Continua a leggere

Newsletter

Fumetti

Commenti più votati

  • 9 February 2018 by Giovanni Darko

  • 1 March 2018 by Graziella Di Gasparro

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

c’è bisogno di dare retta ai dementibiblici?
  • 20 February 2018 by

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Sul serio c’è gente che pensa che la terra sia ...
  • 17 February 2018 by Simona Masini

2

I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
  • 14 February 2018 by Bambini di Satana

I più letti

Loading...