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Batman: gli esordi del supereroe

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In principio c’era un vignettista diciottenne di nome Bob Kane… La carriera di questo adolescente nato nel Bronx comincia verso la fine degli anni trenta, nel sovraffollato mercato newyorkese: dopo gli iniziali “tappabuchi” comici disegnati per il giornale Wow, Kane collabora a Jumbo Comics, cui fornisce vignette e una striscia comico-avventurosa su “Peter Pupp”. A questo fanno seguito i primi lavori venduti alla DC Comics, perlopiù fumetti comici di due pagine come “Professor Doolittle”, “Ginger Soap” e Oscar The Gumshoe”, cui va aggiunto il materiale di genere avventuroso come “Rusty and Hits Pais” e “Clip Carson”. Ma un giorno…un’illuminazione…Kane sfoglia un libro su Leonardo Da Vinci che illustra molte delle sue geniali e futuristiche invenzioni, fra cui macchine volanti, mitragliatrici e paracadute. “C’era il disegno di un uomo sopra una specie di slitta con delle ali di pipistrello chiamata Ornicottero” ricorda Kane a distanza di oltre cinquanta anni. “E ai miei occhi la slitta faceva sembrare quell’uomo un grande pipistrello”. “E’ curioso…nel corso degli anni lo avranno visto milioni di persone. Ma per me è diventato un nuovo tipo di eroe dei fumetti, un uomo-pipistrello, ossia…”Batman”.”

E così, con l’aiuto di un altrettanto giovane autore Bill Finger, Bob Kane crea un mito del XX secolo. “Pur col passare degli anni Batman è rimasto sempre un personaggio speciale” ha scritto lo storico del fumetto Mark Cotta Vaz nel suo Tales of the Dark Knight, una cronaca vasta del nostro eroe. La storia della creazione di Batman è stata narrata più volte (vi farò una descrizione più dettagliata in seguito). “Quando ho inventato Batman, non mi aspettavo proprio che sarebbe diventato così famoso” racconta Kane. “E’ che Batman colpisce la gente in maniera particolare. Non si tratta solo della sua lotta contro il male per garantire la giustizia. Importante è anche il rapporto di rivalità tra lui e i cattivi che deve affrontare”. “The Bat-Man” (così si chiamava in origine nel maggio 1939, allorché Dective Comics lo presentò al pubblico nella sua storia intitolata “The Case of the Chemical Syndicate”. Da allora in poi, Kane e Finger dettero vita a tutta una serie di personaggi malvagi e bizzarri e ingegnosi che si sono alternati in successione sulle pagine dei fumetti da loro creati.

LA LEGGENDA DI BATMAN TRA INTERPRETAZIONI E RISCRITTURE

La storia del personaggio di Batman è divisa in tre periodi distinti. Il primo inizia con il “mitico” n.27 di Detective Comics del 1939 e termina con Detective Comics n.327. Il secondo dovrebbe partire dalla fine del precedente, ma in realtà riprende molti elementi del primo periodo introducendone altri e piano piano modificando alcuni di quelli preesistenti. Il terzo periodo inizia dalla miniserie Batman Year One di Frank Miller ed è stato definito poi dalle miniserie Year Two, Year Three e da alcune delle storie narrate nella serie Legenda of the Dark Knight, non ultima la splendida maxi-serie The long Halloween. Anche in questo caso, però, sono rimasti alcuni elementi della seconda versione, rendendo molto problematico risalire esattamente al momento del distacco. Probabilmente la terza versione è solo un aggiornamento della seconda e non una vera rottura definitiva, e quindi potrebbe esserne considerata parte intrigante. Il vero problema è che, ogni volta che venivano rinarrate le origini del personaggio (e succedeva spesso), veniva cambiato qualcosa della versione precedente ed è quindi molto difficile capire quali siano quelle da prendere in considerazione. Quindi in questa sede presenteremo i fatti salienti delle tre versioni principali.

 

 

BATMAN 1

La prima storia è quella del Batman originale. Allevato in un ambiente idilliaco dai suoi genitori Thomas e Martha Wayne, il giovane Bruce un giorno ammira un bat-costume che suo padre ha disegnato per una festa in maschera; questo ricordo riaffiorerà alla memoria più tardi. Una notte di alcuni mesi dopo, mentre la famiglia torna a casa dal teatro passando dal vicolo di Crime Alley, vengono affrontati da un criminale di nome Joe Chill che uccide i genitori del giovane Bruce proprio davanti i suoi occhi (c’e’ anche una versione in cui il padre veniva ucciso, mentre la madre moriva per un attacco al cuore).

In effetti Chill agisce per ordine di un gangster chiamato Lew Moxon che cercava di vendicarsi di Thomas Wayne, la cui testimonianza in un processo lo aveva mandato in prigione. Divenuto orfano, Bruce Wayne viene preso in cura da suo zio Philip Wayne e e spende diversi anni per forgiare il suo fisico e la sua mente, dopo avere giurato sulla tomba dei suoi genitori di vendicarli dando la caccia a tutti i criminali. Una notte, mentre siede in una stanza del Wayne Manor, un grande pipistrello entra da una finestra aperta. Per Bruce è un segno del destino; decide quindi di indossare un costume simile ad un pipistrello (ispirandosi incosciamente a quello del padre che aveva visto anni prima) per incutere terrore nei cuori dei superstiziosi criminali. “I criminali sono una masnada di superstiziosi e di codardi. Mi travestirò in modo da far nascere il terrore nei loro cuori. Sarò una creatura della notte, nera, terribile…un…un…[in quel momento, come per dargli una risposta, un enorme pipistrello entra dalla finestra aperta]…un pipistrello! Ecco: lo prenderò come un presagio. Diventerò un pipistrello! Così nasce questa stravagante figura dell’oscurità… questo vendicatore di ogni male. Batman!” [da Detective Comics numero 33, novembre 1939]. Un paio di anni dopo il suo debutto come giustiziere mascherato, Wayne prende in custodia il giovane Dick Grayson, figlio di acrobati del circo uccisi da un racket delle estorsioni, che diventerà il suo partener nella lotta contro il crimine, con il nome di Robin. Batman e Robin sono benvoluti dalla polizia, in particolare dal commissario Gordon, e amati dai cittadini di Gotham. Questa prima versione di Batman, si considera terminata con il nuovo costume (quello con l’ovale giallo dietro il simbolo del pipistrello) apparsa su Detective Comics n.327, in Italia pubblicata sugli Albi del Falco n.438. Dopo questo Batman originale riappare, relegato dalla D.C. su Terra 2 dove vivevano (prima della grande saga Crisis on Infinite Earths) tutti gli eroi degli anni d’oro. In questa realtà Robin non se ne è mai andato e Batman innamorato, e infine sposato, con Selina Kyle (Catwoman). Wayne ha quindi appeso il mantello al chiodo assumendo la carica di Commissario di polizia di Gotham City dopo il ritiro di James Gordon. Bruce e Selina hanno avuto una figlia Melena, che diventerà anche lei una eroina con il nome di Huntress, dopo l’uccisione della madre per mano di un collegio di criminali. Un anno dopo il debutto di Huntress, Bruce Wayne che si sente parzialmente responsabile della morte della moglie, rimette il suo costume di Batman per una ultima missione insieme alla Justice Society, dove dà la propria vita per salvare Gotham da un supercriminale.

 

batman

 

BATMAN 2

Nella seconda versione, subito dopo la morte dei genitori Bruce viene aiutato da Leslie Tompkins, che lo aiuta a superare lo shock. Poi la storia si sovrappone a quella narrata prima, ma ad un certo punto Dick lascia il Wayne Manor per andare in un college e Bruce abbandona la sua immagine di miliardario playboy per prendere il controllo delle imprese Wayne e fondare la Fondazione Wayne, una delle maggiori organizzazioni filantropiche del mondo, sotto il cui palazzo, nel centro di Gotham trasferisce la Bat-Caverna. Batman ritronerà solo anni dopo alla casa ancestrale della sua famiglia e da qui la storia si sovrappone a quella del nuovo Batman. Nel frattempo Robin diventa capo dei Teen Titans. Nella storia attualizzata vengono riscritte completamente le origini, mentre viene mantenuto inalterato quasi tutto il periodo che segue il ritorno di Bruce al Wayne Manor.

BATMAN 3

Bruce Wayne, figlio di Thomas e Martha Wayne, vive con i suoi genitori e con il maggiordomo Alfred Pennyworth in una enorme casa chiamata Wayne Manor. Un giorno, all’età di sei anni cade, da una buca nel terreno vicino alla casa, in una vasta caverna esistente sotto la proprietà, dove viene spaventato da un grande e feroce pipistrello. Qualche tempo dopo il piccolo Bruce torna con i suoi genitori dal cinema di Gotham, dove hanno assistito alla proiezione di “Il marchio di Zorro”, passando dall’area conosciuta come Crime Alley, e qui vengono entrambi rapinati da un bandito di nome Joe Chill che spara uccidendo entrambi i genitori di Bruce sotto i suoi occhi, lasciandolo orfano e traumatizzato. Viene trovato da Leslie Tompkins una giovane assistente sociale che lo riporta al Wayne Manor e diventa la sua tutrice.

Il giovane Bruce giura sulla tomba dei suoi genitori di vendicarli combattendo il crimine e passa molti anni ad allenarsi per arrivare alla perfezione fisica ed intellettuale, viaggiando per il mondo e dedicandosi all’apprendimento di numerose discipline. Ritornato a Gotham City, Wayne cerca di saggiare la sua abilità camuffandosi e andando in una zona malfamata della città dove si scontra con alcuni criminali, inclusa Selina Kyle, la futura Catwoman. Rimane ferito seriamente viene catturato dalla polizia riuscendo comunque a fuggire senza farsi identificare. Ritornato a casa, Bruce siede davanti ad un busto di suo padre riflettendo sull’inadeguatezza del suo approccio alla scena criminale di Gotham. In quel momento, come un presagio, un grande pipistrello irrompe nella stanza infrangendo il vetro della finestra e andandosi a posare sul busto di Thomas Wayne. Ispirato dalla visione, Bruce decide di adottare un costume simile a un pipistrello per terrorizzare gli avversari.

Così Bruce Wayne diviene Batman e inizia a combattere il crimine sempre più dilagante di Gotham, ma viene perseguitato dalla polizia locale il cui commissario Loeb è corrotto fino all’osso; uno dei poliziotti che cerca di arrestarlo è il tenente James W. Gordon, onesto e dedito al lavoro, che cambia la sua opinione sul vigilante quando lo vede rischiare la vita per salvare quella di una donna; e quando Batman salva da un sequestro un bambino appena nato, Gordon diventa suo alleato. Quando Loeb viene incriminato, Gordon diviene commissario di polizia e pone pine alla persecuzione dell’Uomo Pipistrello. Comunque, a differenza delle sue “incarnazioni” precedenti, questo Batman non è ben visto dalle autorità, e neppure dalla maggior parte della popolazione di Gotham. Durante il secondo anno della sua carriera Batman si trova di fronte a Joe Chill, l’uccisore dei suoi genitori, ed è perfino costretto ad allearsi momentaneamente con lui. Bruce Wayne diventa il tutore di Dick Grayson i cui genitori, acrobati in un circo, vengono uccisi dalla malavita, e con Dick nei panni di Robin, “il ragazzo meraviglia”, forma per anni una affiatata coppia di cacciatori di criminali.

Quando Grayson decide di andarsene per la propria strada, per operare sotto il nome di Nightwing, Batman rimane brevemente da solo fino a che non trova Jason Todd, un altro orfano, che diviene il nuovo Robin. Jason però è indisciplinato e troppo incline alla violenza. Dopo un breve periodo viene assassinato dal Joker e questo evento rimarrà sempre come una cicatrice sanguinante sulla coscienza di Batman, che non finirà mai di rimproverarselo. Nonostante ciò, spinto soprattutto da Dick Grayson e dal maggiordomo Alfred, preoccupati per la sua salute mentale, finirà per accettare un terzo aiutante, che indossa tuttora il mantello di Robin: Tim Drake. Stavolta non si tratta di un orfano, anche se sua madre morirà in una drammatica avventura e suo padre rimarrà a lungo semi-paralizzato. Bruce Wayne è il principale azionista delle Imprese Wayne un esteso impero con interessi in molti campi, ed è il fondatore della fondazione Wayne, una organizzazione filantropica. Batman è uno dei membri fondatori della Lega della Giustizia (Justice League) in cui periodicamente ricopre il ruolo di leader; ha anche formato un gruppo chiamato Outsiders, che si è sciolto dopo alterne vicende. La principale base di operazioni di Batman è la bat-caverna, una vasta caverna naturale sottostante il Wayne Manor, appena fuori la città di Gotham City.

L’ESORDIO DEL GIUSTIZIERE DI GOTHAM CITY: BATMAN ANNO UNO

batman e robinIn origine pubblicata negli USA come miniserie sui nn. 404/405/406/407 del mensile Batman tra l’anno 1986 e 1987, Batman Year One (Anno Uno) è una delle storie più citate e acclamate da riviste e appassionati. L’opera è uno dei capisaldi del rilancio del genere supereroistico attuato verso la metà degli anni ottanta prodotta da autori come Frank Miller e Alan Moore, e da disegnatori vari, per lo più con origini o ascendenze stilistiche europee. Mignola, Bolland, Mazzucchelli, Sienkiewicz, Chaykin, sono solo i primi nomi che mi vengono in mente. Così nel Dark Knight Frank Miller inventa un “nuovo” Batman per dare consistenza all’allora progettato rilancio del personaggio e nella miniserie Anno Uno ne reinterpreta lo schema di base. Miller, per questa opera fumettistica che rimarrà unica nel suo genere, sembra essersi posto contemporaneamente due obiettivi: mantenere in qualche modo i riferimenti con il personaggio di Bob Kane e agganciarsi come possibile al mondo attuale.

Anno Uno è una miniserie dove la parte da leone sono le atmosfere cupe, i monologhi interiori e il punto di vista dell’uomo e non quello del supereroe, infatti la narrazione corale permette di esplorare e definire tutti i personaggi principali del mondo di Batman (supercattivi esclusi; siamo solo all’anno uno…). Tanto per rendere l’idea di come Miller ha sceneggiato il fumetto, vi cito solo l’inizio della storia in cui il commissario Gordon pensa “Oggi Barbara avrà i risultati delle analisi. Mi odio…ma spero che siano negative. Non si può mettere su famiglia in un posto come questo”. Già solo l’inizio, sottolinea l’abilità dello sceneggiatore a dialoghi interiori complessi che investono un’intima relazione tra ambiente, temi, personaggi e stile. Miller, in questa storia, non narra solo del “chi è Batman e come è diventato quello che è”. Ma di chi è commissario Gordon, chi è Selina Kyle, alias Catwoman. Con la cura di evitare scontri diretti fra i personaggi-maschera, per mantenere il tono drammatico. Le cattive azioni sono allora opera di delinquenti comuni, nei bassifondi, ma soprattutto di politici e poliziotti corrotti.

Il che è compatibilissimo con una figura di giustiziere solitario come è Batman. E come è ovvio, Miller, nella sua descrizione dei personaggi si concede alcune libertà. Rende Selina una prostituta, ad esempio, ma soprattutto tratteggia un tormentato e tenace commissario Gordon, con guai alle spalle e presente amaro. Per non dire delle sue debolezze: non dimenticheremo il tradimento coniugale del commissario con una collega, mentre la moglie è incinta. Moglie che si chiama, qui, Barbara, come la Batgirl, in origine figlia dei Gordon. Tanto per rimescolare le carte. Per quanto attiene alla figura più importante, Batman, non si può dire che Miller l’abbia trascurata. Il difficile per Bruce Wayne è trovare la maniera per incutere timore ai criminali, e dare un senso alla sua vendetta. Sarà un pipistrello a sfondare le vetrate della sua villa, offrendogli la risposta. Nel corso della storia Bruce si definisce più volte fortunato per avere un bel po’ di eredità, ma tende sempre a sottolineare il proprio senso di colpa per essere sopravvissuto alla morte dei suoi genitori. Inevitabile espiare, diventando un giustiziere in un mondo corrotto e senza principi. Credo che non pecco di presunzione, se affermo che questa opera è stata scritta come se fosse un romanzo, con tutte complessità psicologiche che nella maniera più assoluta vanno d’accordo con la semplicità delle trame supereroistiche. Storie per fumetti come questa, dimostrano che andare oltre si può. Basta che si verifichino le condizioni adatte e che gli autori ne abbiano la stoffa. Se leggiamo oggi fumetti che ci appassionano un po’ di più, parte del merito va anche a Batman Year One.

IL SECONDO ANNO

Nel giugno 1987, debutta sulle pagine di Detective Comics n.575 una “miniserie nella serie” (concetto all’epoca ancora non abusato quanto oggi), dedicata al secondo anno di attività del Cavaliere Oscuro, alias Batman, il difensore all’epoca ancora alle prime armi, di Gotham City. La storia scritta da Mike W. Barr è un omaggio alle radici più violente di Batman, e strizza l’occhio ai pulp magazine, i predecessori dei comic book nell’intrattenimento popolare americano. Inoltre Barr ci regala un Bruce Wayne protagonista quanto e più di Batman, grazie alla sfortunata storia d’amore che il ricco playboy vive con la protagonista femminile. In sintesi la storia: Bruce Wayne, tornato a Gotham dopo un’assenza ultra decennale (come sappiamo da Batman Year One) si conquista la fama di scapolo più appetibile di Gotham, mentre Batman inizia la sua carriera di custode della città. Veniamo a sapere che anni prima era già esistito a Gotham un vigilante, che ne percorreva le strade dispensando una giustizia sommaria, il Mietitore, attivo decenni prima e misteriosamente scomparso da un giorno all’altro. La comparsa di Batman fa riuscire allo scoperto il Mietitore, che ritiene Batman uno sciocco perché non uccide i suoi nemici, e dà il via a una campagna di sterminio contro la malavita, talmente efficace che i capi del crimine e Batman si alleano per fermarlo. In questo perverso connubio Batman si trova a dover lavorare a fianco di colui che ne uccise i genitori, Joe Chill, sicario della mala senza alcuna pietà. Nel frattempo Bruce Wayne intreccia una relazione con una giovane, scoprendo con sorpresa sua e nostra di esserne veramente innamorato, a tal punto che sarebbe disposto, dopo aver risolto con fatica la pratica “Mietitore”, a concludere la sua carriera come Batman per sposarla. Ma alla fine tutto si risolve in un gioco di rivelazioni che sovvertono certezze e progetti futuri.

Il Mietitore altri non è che il padre della ragazza amata da Bruce Wayne, la quale dopo la morte del padre decide di espiarne i peccati facendosi suora e rinunciando così a qualsiasi possibilità di amore con Bruce, il quale dovrà fare i conti anche con l’ultimo, drammatico confronto con Joe Chill. Ai disegni, Batman Year Two presenta un duo di discreto livello. Il numero 575 di Detective Comics infatti fu l’ultimo albo disegnato da Alan Davis nel corso del suo periodo “batmaniano” nella seconda metà degli anni 80: inchiostrato da Paul Neary, Davis offre una buona interpretazione del mondo di Batman. I restanti tre capitoli (Detective Comics n.576-578) sono invece opera di Todd McFarlane, a tratti acerbo e assolutamente non supportato dalle chine di Alfredo Alcala, (D.C. n.576/577), ma che quando si appropria degli inchiostri (D.C. n.578) riverla in germe tutte le promesse future. Batman Year Two è non poco importante nella storia del fumetto supereroistico perché è uno dei primi progetti del genere, ossia una rinarrazione delle prime gesta degli eroi più classici. Il primo disco, il primo film, il primo libro, insomma il primo “qualcosa” spesso possono restare episodi isolati. Eventi irripetibili. E’ quando si da continuità a un filone che si crea una linea da seguire, un genere, un modo di narrare. Ecco perché Batman Year Two assume una grande importanza, perché ha contribuito ad aprire la strada delle rinarrazioni delle origini, impedendo che Batman Year One rimanesse rimanesse un evento isolato insieme alla miniserie Men of Steel che, per mano di John Byrne, aveva ridefinito il mito di Superman.

I ROMANZI

A celebrare Batman, il pipistrello protettore di Gotham City, nell’anno dell’arrivo del terzo film della serie (“Batman Forever”), ottobre 1995, ecco che la Bompiani, per la serie “I grandi tascabili – best seller”, pubblica un libro di 318 pagine dal titolo “Batman. Nuove avventure”. Si tratta di 12 racconti, riuniti in questo volume da parte di altrettanti ottimi scrittori. Così, il nostro instancabile nemico del crimine, amatissimo personaggio dei fumetti, dei cartoni animati, della tv e del grande schermo, riesce a trovare spazio anche in libreria con storie inaspettate che vedono comunque protagonisti gli “amici” di sempre: il suo fedele Robin, l’imperturbabile maggiordomo Alfred e il perfido Joker. Insomma, una raccolta di gustosissime narrazioni che vedono a confronto scrittori di ottimo livello, ognuno dei quali è maestro del proprio genere: nero, fantasy, giallo, horror, humor e fantascienza. Qualche nome? Isaac Asimov, Max Allan Collins, Ed Gorman, Joe R. Landa, Robert Sheckley. Ma ritengo sia doveroso riportare l’elenco dei titoli e dei relative autori:

“Morte del maestro dei sogni” di Robert Sheckley, “Pipistrelli” di Henry Slesar, “Jack della sotterranea” di Joe R. Lansdale, “Il rumore di una mano che applaude” di Max Allan Collins, “Terreno naturale” di Mike Resnick, “Batman nella città di notte” di Karen Haber e Robert Silverberg, “I promemoria Batman” di Stuart M. Kaminsky, “Verso nordovest” di Isaac Asimov, “Esecuzione a comando” di Howard Goldsmith, “Il pirata della Cala dei Milionari” di Edward D. Hoch, “La comparsa del Polarizzatore” di George Alec Effinger, “Idolo” di Ed Gorman.
Non sono a conoscenza di altri romanzi scritti, tranne che di un altro libro pubblicato dalla Mondadori su “Catwoman”, ma, mi riserverei di parlarne su uno speciale dedicato alla donna gatto, che, come già scritto in apertura, apparirà presto sul grande schermo interpretata da Halle Barry.

RIFLESSIONI CONCLUSIVE

Molte volte, mi sono interrogato sul significato della parola supereroe in Batman e poche volte la risposta che seguiva mi ha soddisfatto. Perché le letture di Batman, alla fine, mi portano a dare un significato strano a quello che ho appena letto, ovvero mi ha da sempre coinvolto in modo emozionale e contrastante: un personaggio eterogeneo parte adolescente e parte uomo che sta per morire. Nel suo fumetto, è sempre ricercato un sentimento tragico, un elemento naturale che l’animo umano ha nascosto nel proprio io. Ma nel suo giornalino, ogni tragico sentimento, non ha mai una volontà di tragedia (concedetemi il gioco di parole), ma c’è la casualità, e dall’altra parte della bilancia c’è invece la volontà di uomo di sopravvivere a una tragedia che fin da piccolo gli ha segnato il destino.
Quindi concludo questo speciale dedicandolo con tutta la mia ammirazione al creatore del fumetto Bob Kane e a…Bruce Wayne per le belle emozioni mi/ci ha regalato e continua a permetterci pur essendo solo un fumetto.

LE FONTI:

Fonte dei miei richiami sul Cavaliere Oscuro, sono stati soprattutto i fumetti e i cartoni animati, dai quali è stato possibile trarre tutti gli spunti per un così lungo articolo, ma anche un paio di libri che racchiudono bene, la sua storia: “Batman la leggenda” pubblicato dalla collana Abaco nell’ottobre del 1999 e “Batman – from the archives of DC Comics”.





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Dc Leaguers

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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5 fumetti con storie a bivi

Il film-gioco Bandersnatch ha fatto tornare la passione per le storie a bivi. Una tradizione non nuova, onorata anche nel mondo dei fumetti. Ecco alcuni esempi

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Dilaga la Bandersnatch-mania: il film interattivo creato da quei geni di Black Mirror e uscito su Netflix sta appassionando gli spettatori. Anche se la trama non è all’altezza dei migliori episodi della serie distopica che ci mostra il nostro futuro prossimo, è impossibile resistere alla tentazione di esplorare tutti i bivi, di guardare uno tra i tanti finali possibili solo per tornare subito indietro e cambiare le scelte che guidano il destino del protagonista.

Bundersnatch rilancia così un fenomeno che ha già una storia di tutto rispetto alle spalle. Si chiamano Cyoa, o Choose Your Own Adventure, o più prosaicamente storie a bivi, libri-game, romanzi interattivi. Esperienze narrative in cui, quando giunge uno snodo cruciale della storia, è il lettore a decidere quali azioni i personaggi intraprenderanno, o quali avvenimenti accadranno. Anche nel mondo dei fumetti, le storie a bivi hanno costituito ben più che un semplice esperimento, diventando in alcuni casi un vero e proprio sotto-genere.

Ecco qui 5 piccoli gioielli di fumetti a bivi da recuperare, per chi si è lasciato contagiare da Bandersnatch.

 

Il genere del fumetto a bivi è stato inventato proprio in Italia, grazie alla fantasia dello sceneggiatore Bruno Concina della scuderia Disney Italia. Sulle pagine del settimanale Topolino (nr. 1565, uscito nel 1985), Pippo e Mickey indagano sugli strani fenomeni al vecchio castello fuori da Topolinia, e sui rumori inquietanti che hanno spaventato Minni e Clarabella.





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Topolino compie 90 anni. Il video del debutto in “Steamboat Willie”

Buon compleanno al topo più famoso del mondo!

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Il 18 novembre 1928 nasce Topolino. Il capostipite della banda Disney debutta come star del cinema in  “Steamboat Willie”. Solo in seguito passerà al mondo dei fumetti. Il film fu proiettato per la prima volta al Colony Theater di New York esattamente 88 anni fa. Nel gennaio del 1930 Mickey Mouse esordirà invece nei fumetti, destinato a una duratura carriera.

L’esordio

Tutto cominciò con un topino curioso che faceva capolino ogni giorno nell’ufficio di un giovane disegnatore geniale che cercava un’ispirazione e trovò un tesoro. Era la fine degli anni Venti, qualche istante prima della crisi che avrebbe gettato l’America nella grande depressione. Era il 1928 e quel ragazzo di talento, che di nome faceva Walter Elias Disney, Walt Disney per tutti, riportò sul foglio l’amico topo a cui dette un nome simpatico: Mickey Mouse (Topolino). Dopo aver perso i diritti del suo primo personaggio di successo, Oswald il coniglio fortunato, e dopo essere stato abbandonato da tutti i collaboratori meno uno, Ub Iwerks, a Topolino affidò il suo futuro e quello dello Studio Disney.

E il 18 novembre 1928, 90 anni fa, un corto di Mickey Mouse debuttò al Colony Theatre di Broadway dando inizio all’epopea di Topolino. Walt e Ub Iwerks si erano chiusi per settimane in un garage per lavorare anche di notte e preparare in tutta fretta il primo film di Mickey Mouse. E proprio grazie a Ub Iwerks, che arrivò a disegnare fino a 700 animazioni al giorno, il personaggio di Topolino poté debuttare in una proiezione privata a Hollywood il 15 maggio 1928.

Da YouTube/WaltDisney “Steamboat Willie”

 

Un debutto non troppo fortunato (e per pochi intimi) a cui fece seguito un secondo cortometraggio, anch’esso muto, ‘Topolino gaucho’, sempre diretto da Disney e Iwerks e proiettato anch’esso in versione provata il 28 agosto 1928. Due tentativi non fortunati a cui il tenace Walt insieme a Ub fecero seguire un terzo, “Steamboat Willie” che finalmente, anche grazie al coraggio di Disney, ebbe la distribuzione in sala e per questo è considerato il debutto nel mondo del cinema di Topolino: distribuito dalla Celebrity Productions il 18 novembre 1928, è il primo cartone animato a presentare una colonna sonora con musiche (del compositore, regista e animatore Wilfred Jackson), effetti sonori e dialoghi completamente sincronizzata.





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“La diversità è la novità più entusiasmante nel mondo dei fumetti”

Ospite a Lucca Comics & Games, l’autore che da solo ha rilanciato Batman negli anni Settanta racconta i suoi progetti futuri e dice la sua sull’America di Trump

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Lo sviluppo più emozionante che sia in corso oggi nel mondo del fumetto? L’apertura a una maggiore diversità. Ci sono più donne nell’industria, più persone di colore, più fumetti differenti in circolazione. Per decenni abbiamo esportato i nostri comics americani nel mondo; oggi abbiamo accesso a opere dall’India, dalla Russia, dal Puerto Rico, da tutto il mondo. I ragazzi che leggono fumetti sono finalmente esposti a culture diverse, con approcci unici a quest’arte“.

Neal Adams

Neal Adams è uno dei mostri sacri dei fumetti americani, e uno dei migliori artisti in assoluto ad aver mai prestato la propria matita ai supereroi Dc Comics, Marvel e a innumerevoli altri personaggi. Da solo, ha rilanciato Batman dopo la svolta comico-satirica del telefilm con Adam West degli anni Sessanta, riportando il cavaliere oscuro alle proprie origini di detective dall’animo tormentato. Quest’anno è ospite a Lucca Comics & Games, dove gli abbiamo chiesto il suo parere sugli ultimi sviluppi nel mondo dei fumetti.

Neal Adams

Crede che questa nuova apertura culturale a fumetti da tutto il mondo sia particolarmente importante nell’America di oggi, che tende a essere più chiusa e protezionista?

“Vuoi sapere come la penso? Credo che Donald Trump sia uno s*****o. Sì, mi puoi citare letteralmente. Uomini come Trump sono pericolosi per il mondo. È al potere solo perché una grande parte degli elettori – gli indecisi, molti Repubblicani – si sono astenuti dal voto. Questo è quel che succede quando si rinuncia a esprimersi alle urne”.

Lei ha lottato a lungo per i diritti degli autori di fumetti negli Stati Uniti. Com’è, oggi, la situazione?

“A me interessano i grandi temi: che gli autori abbiano indietro i loro disegni originali, perché a loro appartengono; che abbiano delle royalty sulle opere; e che possano partecipare ai progetti futuri che nascono dalle loro creazioni, come i film. A questo, le aziende si stanno opponendo. Non è una buona risposta, perché di certo non è il modo migliore per farsi amici gli autori. Poi non mi interessano le zone grigie, i dibattiti sull’ammontare delle royalty; quelli li lascio alle contrattazioni private”.

Neal Adams

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Ho appena terminato una miniserie in sei parti di Batman e Deadman, che avrà un seguito sempre in sei parti. Poi siamo pronti a tornare a pubblicare i personaggi della linea Continuity Comics [l’etichetta di fumetti indipendenti fondata da Neal Adams nel 1984, che ha interrotto le pubblicazioni nel 1994, ndr]: ArmorMegalithMs MystiqueShamanToyboy… ci saranno alcune ristampe, ma parliamo soprattutto di storie nuove in sei capitoli”.

Sembra che il formato in sei parti sia sempre più comune.

“Sì, sta prendendo sempre più piede. Perché permette ai lettori di seguire una storia a episodi, comprando un albo ogni mese, o di aspettare e avere una raccolta in volume unico. Molti non vogliono attendere, vorrebbero leggere tutti i capitoli di una storia assieme, che poi è il formato che hanno sempre avuto i libri, i fumetti sono stati un’eccezione. Come editore, non devo imporre al pubblico il modo in cui fruire la storia”.

Neal Adams

Quali consigli darebbe ai nuovi autori, per diventare veri artisti del fumetto o semplicemente avere successo nel settore?

“Beh, prima di tutto di andare a vedere le mie lezioni su Patreon. E poi di tracciare le foto. Non si impara a disegnare senza ricalcare i contorni delle foto. Tutti i migliori artisti degli ultimi 100 anni lo hanno fatto. Voi non sapete chi, ma io sì. Austin Briggs [autore di Flash Gordon, ndr], Mark English [illustratore per magazine e libri], Drew Struzan [illustratore di poster cinematografici] e tanti altri, via via fino a risalire ad Alphonse Mucha [pittore e scultore ceco, esponente dell’Art Nouveau]”.

Sono anche gli artisti che stima di più?

“L’Epopea slava di Mucha è una delle più importanti opere artistiche di sempre. Al confronto, la Cappella Sistina non è niente. Anche perché Michelangelo era un ottimo scultore, ma non un grande pittore: usava la visione binoculare, prendeva le misure con entrambi gli occhi aperti, quindi i suoi ritratti sembrano grassi. Dio e Adamo sulla Cappella Sistina? Sono pingui”.

Lei disegna con un occhio chiuso?

“Non ne ho bisogno, perché faccio a mente. La differenza tra me e Michelangelo è che io ho potuto studiare e imparare la tecnica da chi è venuto prima di me, lui no”.





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