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La storia ricalca le avventure di Ben in viaggio per la campagna degli Stati Uniti durante le vacanze estive accompagnato da sua cugina Gwen e dal nonno Max.
Nel corso della vacanza il ragazzo trova un orologio, chiamato Omnitrix, con cui può trasformarsi in dieci spettacolari e potenti alieni. Grazie agli speciali super poteri acquisiti Ben potrà affrontare numerose e divertenti avventure e – in un continuo mix tra comedy e action – far fronte ai terribili nemici che incontrerà lungo la sua strada.
Dr. Animo, il cattivo per eccellenza, sarà coprotagonista insieme alla sua gang di alcuni episodi di questa nuova batch e il focus sarà ancora di più sulla parte action dello show.
In questi nuovi episodi viene messo maggiormente in evidenza il rapporto d’amicizia fra Ben e Gwen che saranno sempre più complici nelle loro fantastiche avventure.

La storia di Ben 10

ben 10Quale ragazzino non sogna un marchingegno magico capace di trasformarlo non in uno, ma in ben dieci supereroi alieni?
É proprio quello che accade a Ben Tennyson, il ragazzo di 10 anni protagonista della nuova serie, quando entra in possesso del fantastico orologio Omnitrix.
Tutto ha inizio quando l’astronave aliena del malvagio Vilgax cerca nel cosmo il congegno dell’Ominitrix, in grado di restituirle i poteri. Intanto il giovane Ben Tennyson non vede l’ora di terminare l’ultimo giorno di scuola, per andare in vacanza. Ben è un ragazzino, generoso, curioso e temerario, anche se con il fisico esile che si ritrova, non può far niente contro le prepotenze dei bulli della scuola. Ben dovrà trascorrere l’estate in campeggio in compagnia di suo nonno Max, un intraprendente uomo, energico e amante della natura e di sua cugina Gwen, con la quale Ben non ha certo un buon rapporto, dal momento che non perdono occasione per insultarsi a vicenda. Per Ben Tennyson non si prospetta una vacanza all’insegna del divertimento.

ben 10Un giorno Ben vede una meteora e la scambia per una stella cadente, ma questa cambia improvvisamente direzione e precipita nelle sue vicinanze. Dentro il cratere compare uno strano macchinario simile ad un orologio da polso: si tratta dell’Omintrix che cerca l’alieno Vilgax. Spinto dalla curiosità Ben si avvicina e come animato da una forza oscura, l’orologio gli si attacca al polso. Ben tenta in tutti i modi di toglierselo, ma non ci riesce, quindi preme un tasto di quello strano congegno, dove vengono visualizzate delle figure. Selezionando una di esse viene trasformato in un essere alieno ricoperto di lava incandescente. Ben nonostante il primo spavento iniziale, capisce di possedere dei superpoteri in grado di lanciare delle palle di fuoco, ma a causa dei suoi maldestri esperimenti, da fuoco alla foresta che lo circonda. Vedendo l’incendio il nonno Max e Gwen si dirigono per spegnerlo con gli estintori. Gwen vede Ben trasformato in alieno e spaventata, lo colpisce con l’estintore. Ben ha modo di spiegare cosa gli è accaduto e dopo aver spento l’incendio, si ritrasforma nuovamente nel ragazzino di 10 anni, come se si fosse esaurita l’energia a sua disposizione.

Nonostante le raccomandazioni di suo nonno, Ben si mette a curiosare per capire il funzionamento dello strano orologio, così seleziona una nuova figura. Improvvisamente sotto lo sguardo di Gwen, si trasforma in una bestia enorme , priva di occhi e dotata di una agilità sorprendente che gli permette di saltare da un albero all’altro. Intanto la radio del camper, comunica che gli alieni hanno attaccato un campeggio di vacanzieri, così Ben si dirige per salvarli. Si trasforma in un supereroe dotato di una corazza verde, dura e tagliente come un diamante e di una forza sovrumana e affronta il gigantesco alieno robot, responsabile dei disastri, mentre il nonno e Gwen mettono al sicuro i campeggiatori. Dopo una dura battaglia Ben riesce a respingere gli attacchi del robot e a riflettere i suoi stessi poteri, contro l’alieno che va in mille pezzi.

ben 10Intanto Ben prova a trasformarsi in altri supereroi, uno fra questi una specie di velociraptor, super veloce dotato di una coda potentissima, in grado di frantumare qualsiasi cosa.
Quello che inizia come un gioco diventa ben presto una vera e propria sfida: assumere le sembianze di mostri dai poteri straordinari non é solo puro divertimento come Ben immagina. La sua nuova doppia vita gli crea presto difficoltá e nemici, primo fra tutti il perfido alieno Vilgax, che fará di tutto per conquistare l’Omnitrix. Impegnato in adrenaliniche battaglie, Ben scopre che a volte non basta solo la forza fisica per vincere uno scontro e che, per scegliere la trasformazione giusta al momento giusto, deve fare qualcosa che non ha mai fatto prima: fermarsi a riflettere.
Ogni alieno nel quale Ben puó trasformarsi é infatti dotato di caratteristiche fisiche ed abilitá perfette in certi contesti, inutili in altri. Ad aiutarlo a sconfiggere i nemici e ad imparare a fare le scelte giuste ci pensano il nonno Max, un ex militare, e l’intelligente e riservata cuginetta Gwen.

BEN 10 FORZA ALIENA

Queste serie, la prima formata da tre stagioni e 46 episodi in totale, la seconda da due stagioni e da 52 episodi più uno speciale, sono la continuazione e la naturale evoluzione di Ben 10 andata in onda per la prima volta tra il 2005 ed il 2008. Tra la prima serie e questa denominata “Ben 10 Forza Aliena” sono passati circa 5 anni, Ben e la cugina Gwen sono cresciuti e sono tornati ad una vita normale, dopo le precedenti avventure. In questa serie vi sono delle profonde differenze nei personaggi rispetto alla prima; il passare del tempo infatti ci mostra sia Ben che la cugina Gwen diversi, non solo fisicamente (ormai sono due adolescenti e non più due bambini) ma anche e soprattutto nel modo di pensare e nei loro ragionamenti, e questo vale soprattutto per Ben. Ma la differenza più visibile è quella della trasformazione di Ken. La prima serie si era conclusa con Ken che era stato intrappolato da Ben nel Vuoto Totale ed aveva perso totalmente la sua forma umana, trasformandosi in “Kevin 11”; anche all’inizio di questa serie Kevin combatte contro Ben, perdendo nuovamente, ma grazie ad uno sgarbo dei Cavalieri Immortali prima (che non pagano a Kevin una fornitura di armi che Kevin procura loro), sia soprattutto al sacrificio estremo di Magister Labrid (Risolutore e partner alieno di nonno Max) che riesce a salvargli la vita, Kevin decide di aiutare Gwen e Ben prendendo proprio il distintivo da risolutore di Magister Labrid, rivoluzionando totalmente il suo comportamento malvagio della prima serie.

Anche se qualche volta Kevin si lascia trasportare dalle sue vecchie abitudini truffaldine e malevoli, come ad esempio “L’incantesimo di Incantatrice” o “Lo scambio”, le sue azioni, questa volta, sono rivolte principalmente a ritrovare un modo per poter ritornare alla sua forma umana. Dalla fine della seconda parte del primo episodio abbiamo quindi un terzetto molto legato che si unisce per combattere i Supremi ed aiutare i Risolutori aspettando i consigli di Nonno Max. Una seconda differenza sta proprio nella figura di nonno Max.
Nella prima serie nonno Max era il punto di riferimento e la guida sia di Ben che di Gwen ed era sempre presente in ogni episodio, ( ne “Una vecchia fiamma” ne è stato addirittura il protagonista assoluto) mentre in questa serie compare per la prima volta nel quarto episodio sotto forma di ologramma con un messaggio da recapitare a Ben e nel sesto episodio aiuta Ben, Gwen e Kevin a liberare il fratello di Gwen, Ken, dagli Umalieni e scompare distruggendo completamente una fabbrica, dei Supremi, di Xenociti (che sono parassiti simili a granchi con un occhio solo grandi quanto una tartaruga che trasformano gli esseri umani e non in Umalieni) con molti Umalieni; ricomparirà solo verso la fine della seconda stagione quando Ben scoprirà che Nonno Max non era morto come tutti avevano creduto, ma che era stato trasportato nel Vuoto Totale. Nonno Max rimane ancora celato dalla fine della seconda stagione all’inizio della terza, ritornando ad essere protagonista verso la fine della serie e nelle ultime due puntate (Vendetta e le due parti de “La battaglia finale). Tutta la serie è comunque incentrata sul rapporto che si viene a creare tra Ben, Gwen e Kevin, di rispetto tra i due cugini (che nella prima serie erano invece sempre litigiosi ed anche un poco gelosi l’uno dei poteri dell’altro), di affetto tra Gwen e Kevin e di solidarietà tra Ben e Kevin, che li porterà ad essere sempre più uniti l’un l’altro anche in situazioni estreme, come quella della mancata riconversione di Kevin all’inizio della terza stagione; per ben 15 episodi Kevin, nonostante incolpi Ben (esattamente come nella prima serie) di questo suo stato, lo continua ad aiutare e combatte i Supremi al suo fianco.

 


Ben 10 Forza Aliena” ha quindi anche questo altro punto diverso dalla precedente, punto che viene poi continuato nella successiva “Ben 10 Ultimate Alien” ovvero quello dei sentimenti; i bambini sono cresciuti e le antipatie e le gelosie che intercorrevano tra Gwen e Ben sono pressoché scomparse, regalandoci due cugini che vanno (quasi) sempre d’accordo e che si aiutano l’un l’altro; l’ accresciuta età ha inoltre degli effetti naturali, sia in Ben che in Gwen: il primo infatti ha dei sentimenti (parzialmente ricambiati) nei confronti di una ragazza, Julie, che compare in maniera saltuaria e quasi sempre in occasione della presenza di un cucciolo di alieno chiamato “Nave”, a cui Ben è costretto a rivelare la sua capacità di trasformazione mediante l’Omnitrix; per quanto riguarda Gwen, invece, questa comincia a nutrire una “simpatia” per Kevin, e questo lo si può intuire nel sopracitato episodio “L’incantesimo di Incantatrice” dove Gwen diviene una belva furiosa non tanto per il fatto che Kevin abbia partecipato all’inganno de l’Incantatrice, quanto per il fatto che quest’ultima per assoggettare Kevin ai propri voleri lo abbia baciato.

Un’altra differenza di questa serie rispetto a quella precedente è nel vero protagonista, l’Omnitrix indossato da Ben; in “Ben 10 Forza Aliena” infatti Ben alle varie forme originali aliene contenute nell’Omnitrix (che ricordiamo è quel bracciale a forma di orologio che, tarandosi sulla voce di Ben, permette la trasformazione del ragazzo nella forma da lui invocata quando l’omnitrix stesso glielo permette per un massimo di 10 minuti), quando questi lo ha trovato stando in campeggio con Nonno Max e Gwen ed ai vari alieni che sono stati aggiunti man mano nella serie, ha dieci nuove forme aliene ottenute mischiando i poteri di quelle già presenti con il ritorno di alcune forme già viste nella serie precedente nel momento in cui Ben utilizza l’Omnitrix per riparare il danno genetico dei Supremi nella seconda parte dell’episodio “la guerra dei mondi”, dove Ben acquisisce l’informazione che l’Omnitrix contiene il DNA di ogni specie senziente della galassia, per un totale di 1.000.903 forme aliene, come fosse l’Arca di Noè. In questa serie ( ed in quella successiva) l’Omnitrix non ripara Ben dai colpi e dalle ferite subite durante la sua trasformazione nella forma scelta, in quanto dopo il suo ritorno alla forma umana ne sente tutte le conseguenze.
Tutta la storia della serie ruota sui tre ragazzi che di episodio in episodio, incontrano nuovi personaggi (come Simian che ritroveremo anche nella successiva serie “Ultimate Alien”) ma per ognuna delle tre stagioni vi sono due storie che corrono parallele: la prima, che abbraccia tutte e tre le stagioni, si riferisce alla lotta di Ben contro i Supremi, prima come semplice “eroe” (nella prima stagione), poi quando Magister Ghilhil (maestro supremo dei Risolutori) eleva Ben stesso, con Gwen e Kevin, membri della squadra dei Risolutori onorari, in modo che possano combattere per salvare la Terra legalmente ed aiutare non solo il mondo ma anche le altre forme nell’universo (stagione due e tre). Le altre storie sono racchiuse all’interno di ogni stagione: nella prima si assiste alla preparazione del gruppo, con i tre che vivono storie che li fanno maggiormente avvicinare tra loro e che fanno capire ai ragazzi quanto possa essere importante l’unità ed il fare del bene; per Ben questo accade nell’episodio “Il guanto robotico”, dove si ribella a JT, vecchio amico di Ben alle elementari, e Cash, due bulli che giocano nella squadra di calcio rivale che non perdono occasione per vessare e prendere in giro Ben; dopo che Ben sconfigge Cash (che aveva trovato in modo fortuito un guanto che lo aveva trasformato in un robot già sconfitto precedentemente da Ben), tra JT, Cash e Ben si stringe un patto di “non aggressione” reciproca. Per Gwen l’episodio che le fa capire quanto possa essere importante l’unità è quello de “Nonna Verdona”, dove apprende l’origine dei suoi poteri quando incontra sua nonna Verdona e dove rifiuta di andare nel suo pianeta di origine, dove avrebbe potuto acquisire maggiore forza e consapevolezza dei suoi poteri e del suo essere, per mantenere le sue fattezze terrestri e per rimanere sulla terra insieme al cugino ed a Kevin.

Per quanto riguarda Kevin l’episodio cardine (oltre la seconda parte de”Il ritorno di Ben 10 ” già citato precedentemente) è “La grande rivincita di Kevin” dove, dopo aver rubato il camper di Nonno Max, viene nonostante tutto aiutato da Ben a trovare il dispositivo alieno per cui aveva effettuato il furto scoprendo che questo non era altro che un contenitore con un messaggio di Nonno Max per Ben che lo esorta a combattere i Risolutori e che il metodo migliore è quello di formare una squadra unita, squadra a cui Kevin aderisce definitivamente. La storia della seconda stagione è invece incentrata (tranne l’episodio “Buona copia, cattiva copia” dove compare il galvanico Albedo che sarà protagonista nella stagione successiva e le cui azioni influenzeranno anche la serie “Ben 10 Ultimate Alien” ) sul fatto che Ben, Gwen e Kevin sono stati formalmente autorizzati alla difesa della Terra, al combattimento contro i Supremi ed alla preparazione alla battaglia finale contro di essi e si svolge prevalentemente su pianeti diversi dalla Terra; in quest’ottica appare molto importante l’episodio “Soli insieme”, il secondo della stagione, il quindicesimo della serie, dove Ben rimane intrappolato insieme ad un alto comandante dei Supremi, Reinrassic III: in questo episodio infatti, entrambi devono mettere da parte i loro risentimenti reciproci per poter sopravvivere agli attacchi delle creature presenti su quel pianeta, arrivando a salvarsi vicendevolmente la vita con Ben che aiuta Reinrassic III a ritornare normale dopo che gli era stato tagliato un braccio e che per questo aiuto non si sentiva più “puro”; questo passo è fondamentale in quanto nell’episodio “Guerra dei Mondi “, che conclude la stagione, si capisce che i Supremi stanno attaccando le altre forme viventi nell’universo in quanto indebolite dalla loro stessa idea per la purezza genetica della loro specie portando la stessa alla sterilità e alle malattie in quanto vi erano stati accoppiamenti tra consanguinei. Reinrassic III diviene pedina fondamentale in quanto, dopo che Ben ha usato l’Omnitrix per poter riprogrammare il DNA dei Supremi associandolo random alle varie forme contenute nell’Omnitrix stesso per poter ridare della nuova linfa alla specie, riesce a convincere il suo popolo che è meglio sentirsi impuri e vivere che soccombere ed essere condannati all’estinzione, diventando Supremo dei Supremi grado con cui può richiamare la flotta generale dei Supremi che era partita alla volta della Terra per sferrare l’attacco finale.

La terza stagione è imperniata sulla spiegazione di tanti misteri (come ad esempio nell’episodio “Primus” dove si comprende il funzionamento dell’Omnitrix) e sulla chiusura delle tante opzioni che sono rimaste aperte sia nelle stagioni che nella serie precedente: Vilgax e Albedo sono infatti i personaggi su cui si intreccia l’intera trama volendo infatti entrambi l’Omnitrix di Ben con il primo che ha inoltre voglia di vendetta per quanto successo nella prima serie e che apre la stagione con l’episodio (diviso in due parti) intitolato “La vendetta di Vilgax “, dove combattendo seguendo il “codice galattico”, ha sconfitto i più forti alieni della galassia e sconfigge anche Ben che però riesce a riprendersi trasformandosi in una forma che non aveva mai conosciuto; Albedo è molto importante in quanto è l’anello di collegamento, nonchè causa ed effetto, della terza serie di Ben 10; egli infatti, dopo essere comparso in un episodio della seconda stagione, è il protagonista dirompente dell’episodio “”La battaglia finale” che chiude la serie in quanto riesce a rubare una versione potenziata dell’Omnitrix chiamata Ultrimatrix,che però è bloccato se non viene in possesso dell’Omnitrix originario; per averlo si allea con Vilgax ma il suo piano viene sconvolto dal tradimento di Vilgax stesso che riesce ad impossessarsi dell’Omnitrix appena sfilato da Albedo a Ben, e che si appresta ad assaltare la Terra. Ben sconfigge Vilgax distruggendo l’Omnitrix e convince Albedo a consegnargli l’Ultrimatrix che, tra l’altro, ha delle versioni potenziate (Ultra) di alcune forme di Alieni, riuscendo a liberare finalmente Kevin dal suo stato misto di terra – metallo – legno in cui era imprigionato dal primo scontro con Vilgax.

 
   

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Fumetti

Leone Svicolone

Svicolone (Snagglepuss nell’originale americano) è un simpatico leone rosa ideato da Hanna e Barbera nel 1959, inizialmente come personaggio secondario che comparve all’interno della serie di Ernesto Sparalesto e Tatino e Tatone.

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l successo di questa apparizione, gli ha fatto meritare una serie a cartoni animati tutta sua, che è stata realizzata nel 1961 e trasmessa all’interno dello Show dell’Orso Yoghi. Svicolone è un leone che vorrebbe essere considerato come un uomo normale pertanto, cerca in tutti i modi di convincere le persone con i suoi comportamenti civili ed educati, suo malgrado gli esseri umani lo considerano come un temibile leone e cercano in tutti i modi di dargli la caccia, cosicchè da animale predatore, Svicolone è sempre destinato ad essere preda e a scappare, non prima di aver pronunciato la caratteristica frase con accento bolognese ” Svicolo, svicolando tutto a mancina!” talvolta con l’aggiunta della parola “perfino!”.

La caratteristica del leone Svicolone è proprio la suo voce, che in Italia è stata doppiata splendidamente dal grande Renzo Palmer. Svicolone possiede anche una grande passione per il teatro e non di rado, lo si vede recitare l’Amleto, con in mano un teschio. Svicolone fa parte della banda di Yoghi dal 1973, che a bordo dell’Arcaplano, si impegna a salvare il mondo dall’inquinamento. I cartoni animati attualmente vengono trasmessi sul digitale terrestre Boing e sul canale satellitare di Boomerang.

È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino. Svicolone colto è e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia…Svicolone (chiamato così perché scappa rapidamente quando un guaio incombe pericolosamente) è un leone rosa civile e ben educato, la cui ‘umanità’ non pare essere molto apprezzata dagli altri che continuano a vederlo come un pericoloso felino. Creato sulla falsariga del precedente (di poco) Lupo De Lupis, il personaggio dal carattere invertito è divertente e stimola solidarietà, oltre che risate.
La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.

Svicolone (Snagglepuss) è un personaggio dei cartoni animati di Hanna-Barbera, creato nel 1959. È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino.

Caratterizzazione

Svicolone è colto e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia.

La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.
Storia

Svicolone apparve inizialmente come personaggio minore nei cartoni animati di Ernesto Sparalesto. L’apprezzamento da parte del pubblico convinse Hanna & Barbera a creare una serie dedicata al personaggio, che venne trasmessa a partire dal 1961 all’interno dell’Orso Yoghi Show.

 
   

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Isola Felice

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Tom & Jerry

Le origini ed un po’ di storia

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Tom il gatto e Jerry il topo sono due personaggi dei fumetti creati nel 1939 da William Hanna e Joseph Barbera per la Metro Goldwyn Mayer. Gli autori si erano ispirati a due terribili ragazzini in perenne scontro tra loro.

“Nati” a Hollywood, questi personaggi hanno ottenuto un gran successo in tutto il mondo. Le loro pellicole cinematografichehanno raccolto sino a oggi tredici nomination agli Oscar, vincendone sette (si tratta di un record a parimerito con le Silly Symphonies Disney), oltre a un riconoscimento speciale.

Il primo cortometraggio animato con questi due personaggi è stato Puss gets the boot. A quel tempo il gatto non si chiamava ancora Tom bensì Jasper e il topolino non possedeva ancora un proprio nome. Il pubblico dei ragazzi, affascinati dal dinamismo e dalla situazione, si schierò immediatamente e idealmente con il minuscolo topo coalizzandosi, sempre idealmente, contro il grosso ed egoista gatto Jasper.

Le caratteristiche

Naturalmente i personaggi hanno subito un’evoluzione da quando sono nati, citiamo solo alcuni aspetti recenti.

  • Tom è un gatto opportunista. Si diverte a dominare gli animali più piccoli di lui. Il suo stile di vita è quello di un gatto domestico: mangiare, dormire e divertirsi. Quando è spronato dalla padrona di casa (nei primi cortometraggi una grossa governante di colore) stufa di continui saccheggi al frigorifero, si lancia all’inseguimento del topolino ma la sua stupidità (oltre all’astuzia dell’avversario) lo fa immancabilmente fallire.
  • Jerry, minuscolo topo d’appartamento, si è costruito una tana in miniatura nelle intercapedini dei muri. Al suo interno riproduce in tutti i particolari le comodità della casa umana (letto, divano, cassettiere, quadri, soprammobili ). Sembra innocuo così piccino e rotondetto, possiede però buona velocità e solido carattere. Spesso riesce a procurarsi il cibo a danno di Tom che deve difenderlo.

All’occorrenza Jerry è determinato ed affronta il nemico naturale, più grosso e forte di lui, per soccorrere un suo pari in difficoltà.

Nemici o amici?

La relazione che vincola i due personaggi in modo inscindibile non si ritrova solo nella classica guerra del gatto contro il topo. Quella che a prima vista sembrerebbe una naturale rivalità rassomiglia piuttosto ad una guerra di dispetti tra due compagni di vita che si accapigliano per il solo gusto di farlo. Per Tom, rincorrere il topino è un gioco divertente e gratificante, specie quando riesce a catturarlo ed “ammaestrarlo” nei modi più disparati (un cameriere, un portamazze da golf, addirittura un regalo di fidanzamento). A sua volta Jerry, anziché scappare di volata presso il suo nascondiglio, ritiene molto più divertente punzecchiare il gatto fino a farlo uscire di senno. Addirittura, in un caso le parti si sono rovesciate ed è stato Jerry che è riuscito a catturare il gatto ed a cercare di mangiarselo. Nonostante ciò ognuno non cerca l’eliminazione dell’altro, ma tutt’altro. Quando Tom si innamora di una gattina, dimenticandosi di tutto e di tutti, è Jerry che si ingelosisce; quando quest’ultimi è in pericolo di vita, Tom si procura di salvarlo. Inoltre i due si coalizzano quando, nel loro mondo, arriva un nemico comune, sia esso un gatto “troppo efficiente” nel cacciare i topi, oppure un gruppetto di gattini pestiferi.

Del resto, i due personaggi sono creati l’uno in funzione dell’altro: ogni vicenda si basa sempre sui consecutivi attacchi di uno dei due personaggi ed i conseguenti contrattacchi dell’altro, riportando alla fine una situazione di equilibrio tra i due.

I cortometraggi e i film

individuare almeno due sempre presenti negli anni: l’impostazione convenzionale che consiste nell’inseguimento del gatto al topo e quelle che includono un grosso e agguerrito cane che caccia il cacciatore e difende la piccola preda. Quasi sempre queste storie si svolgono in spazi ristretti quali stanze di un appartamento o in piccole case con giardino annesso, a volte in fattorie di campagna oppure con ambientazione il mare, su navi da pesca e da crociera. Ci sono inoltre personaggi di contesto che animano le storie, tra questi i più frequenti sono:

  • Butch, un gatto nero, randagio e prepotente è un eterno nemico sia di Tom che di Jerry. In queste avventure Tom e Jerry si coalizzano per limitare e vincere il nemico rappresentato dal gatto nero.
  • Toodles, un’aggraziata gatta bianca. Tom è perdutamente innamorato della bella gattina.
  • Mamy, una grossa governante di colore che accudisce la casa in cui vivono Tom e Jerry. La particolarità è che non appare mai il suo viso perché le storie del gatto e del topo si svolgono sempre a livello del pavimento.
  • Little Nibbles (chiamato anche Tuffy), un giovanissimo topino grigio con addosso il pannolino. Tuffy è sempre affamato e si caccia spesso nei guai così che Jerry deve intervenire all’ultimo secondo per salvarlo dai pericoli, tra cui naturalmente Tom.
  • Spike un grosso cane mastino. È indolente e certamente non molto arguto. Spesso passa il tempo dormendo nella sua casetta di legno ed è amico di Jerry e lo difende dalle molestie di Tom.
  • Tike (chiamato anche Junior), è un cucciolo di cane mastino. È il figlio di Spike. Giovane e inesperto sta imparando a cavarsela nella vita, ma è sempre molestato, a volte per puro errore da Tom, che così viene regolarmente punito dal grosso e manesco papà.
  • Uncle Pecos. Zio di Jerry. Cantante e ballerino country accompagna le sue canzoni suonando la chitarra. Ogni volta che rompe una corda dello strumento stacca un baffo di Tom per sostituirla.
  • Ducking, è una papera molto ingenua. Quando è nata la prima “persona” che ha visto è Tom il gatto. Si convince allora che sia la sua mamma.

Le storie con tema insolito portano i due antagonisti a calarsi nei panni di personaggi storici o di romanzi classici. A volte lo sfondo alle gag è costituito da parti di famose città europee: Napoli (Neapolitan Mouse1954), i canali di VeneziaRomaVeronaVienna, le strade della Parigidell‘800, le arene per la corrida a Madrid o Siviglia, deserti e giungle nel continente africano o nelle isole tropicali; addirittura in una storia troviamo Tom e Jerry nello spazio all’interno di una stazione orbitante. Importanti le storie costruite sulle musiche di celeberrime opere classiche: Norma o Aida.

Alcune avventure si svolgono in precise epoche storiche: famosa la serie con Tom, Jerry e Little Nibbles nella parte di moschettieri del re di Francia. La serie The two Mouseketeers è del 1952.

Tra i principali produttori delle serie a cartoni animati di Tom & Jerry ricordiamo Chuck Jones e Fred Quimby, capo del reparto animazione della MGM sino al 1955. Oltre a Hanna e Barbera la direzione di alcuni episodi è stata affidata ad Abe Levinton, le musiche a Scott Bradley ed Eugene Poddany.

Film

Tom & Jerry, the movie

I proprietari della casa in cui abitano Tom e l’intruso topolino Jerry devono traslocare. Tutto è pronto e i due sono già sull’auto. Tom vuole scacciare il topino e inizia un inseguimento e i nostri due eroi vengono lasciati sul posto. La casa il giorno dopo viene distrutta e così i nostri eroi rimangono per strada. Camminando in città incontrano il cane Carlone, un cocker randagio, anch’esso abbandonato da tempo e che vive per strada assieme alla sua inseparabile pulce. Sarà Carlone a rincuorare i nostri eroi, che in quel momento e per necessità diventano alleati. Il caso porta Tom e Jerry a incontrare una piccola bambina orfana della mamma e con il papà in viaggio. La bimba in quel momento è soggiogata da una grassa e avida zia e da un perfido avvocato che intendono sfruttare l’eredità della bambina. La zia possiede un bassotto di nome Ferdinando, talmente viziato e grasso che per muoversi deve appoggiare il corpo a uno skateboard. Passando tra varie peripezie e altri strani malfattori il gatto Tom e il topolino Jerry aiuteranno la bambina a smascherare i cattivi tutori e a ritrovare il padre.

L’amicizia gatto-topo, chiaramente anti-natura, iniziata a causa degli eventi sfortunati iniziali, prosegue per tutto il racconto sino alla scena finale del film dove, per la gioia degli spettatori, Tom e Jerry tornano a essere rivali, sempre pronti a scontrarsi e farsi danni tra di loro travolgendo tutto e tutti.

Curiosità

Due episodi del cartone animato, datati 1949 e 1950, sono stati auto-censurati dalla Turner(proprietaria dei diritti della serie) a seguito di una lettera inviata, nel 2006, alla Ofcom (l’ente britannico che vigila sui contenuti televisivi) da parte di uno spettatore; la lettera lamentava l’effetto nocivo che i disegni animati, in quegli episodi alle prese con delle sigarette, avrebbero avuto sui suoi figli. Nel primo dei due episodi, Tom, per fare colpo su di una gattina, si comporta come un adolescente e, per fortificare la sua virilità felina, si accende una sigaretta. Nel secondo episodio, invece, Tom è impegnato in un torneo di tennis in cui il suo rivale sbruffone, durante l’incontro, aspira un paio di boccate da un’altra sigaretta. La Ofcom ha spiegato che Tom & Jerry è un cartone animato “vintage“, nato in un periodo in cui il rischio legato al fumo non era ancora stato attentamente studiato e che questa era un’ottima ragione per chiedere alla Turner di prendere provvedimenti.

 

Tom & Jerry Tales

Questa nuova serie viene trasmessa sul canale satellitare Boomerang; rispetto ai cartoni originali, la grafica è stata modernizzata.

I riconoscimenti

Elenco dei cortometraggi che hanno ricevuto un premio Oscar nella categoria animazione:

  • Yankee doodle mouse (1943).
  • Mouse Trouble (1944).
  • Quiet Please (1945).
  • The cat concerto (1946).
  • The little orphan (1948).
  • The Two Mouseketeers (1951).
  • Johann mouse (1952).

Un Oscar speciale è stato loro assegnato grazie ad una “partecipazione straordinaria” nel film musicale Anchors Aweigh (conosciuto in Italia come Canta che ti passa oppure Due marinai e una ragazza), film diretto nel 1945 da George Sidney e interpretato da Gene Kelly e Frank Sinatra.

 

 
   

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Calimero, il pulcino veneto nero che 50 anni fa conquistò il mondo

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Calimero, il pulcino nero, comparve per la prima volta esattamente cinquant’anni fa in uno spot della Miralanza. Quinto uovo di una gallina veneta coi mutandoni a pallini e il foulard, si schiuse tardi e iniziò la sua ricerca della mamma finendo subito in una pozzanghera.

Rifiutato prima da un grosso cane, poi da un topo inseguito da un gatto, viene rifiutato anche dalla sua mamma perché “io non ho pulcini neri…”. “Ma se io fossi bianco mi vorresti?”. “Sì certamente, piccolo” replica la gallina veneta in tempi non leghisti. Per fortuna Calimero incontra l’olandesina simbolo dell’industria di Mira che gli spiega: “Tu non sei nero, sei solo sporco”, e gli dà un’ insaponata decolorante che risolve.

Mentre in America stava esplodendo la campagna per l’integrazione e i diritti civili di Martin Luther King, in Italia non si colse la “scorrettezza” di un messaggio allora letto senza alcuna malizia o doppio senso razziale. La sua frase “Eh, che maniere! Qui tutti ce l’hanno con me perché io sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però” entrò nel lessico italiano facendo del piccolo pulcino dei fratelli veneziani Nino e Toni Pagot, con la voce di Ignazio Colnaghi, un vero e proprio “cult”.

«Nino Pagot, Pagotto il vero cognome, – ricorda Piero Zanotto, grande esperto di cinema e fumetti – era veneziano di nascita ma si trasferì presto a Milano dove nacque il fratello Nino. Insieme cominciarono a fare fumetti, illustrare libri della Scala d’oro della Utet, fino ad iniziare quella scuola disneyana che avrebbe poi prosperato nella nostra regione. Fu il primo a continuare su licenza Disney la storia di Biancaneve con due episodi, lei sposata col principe, con un figlio e col mago Basilisco che la insidia, e poi, nel ’39/’40 “I sette nani cattivi contro i sette nani buoni”. Era un gran lavoratore, e con “I fratelli Dinamite” realizzò il primo film d’animazione italiano, che conteneva una sequenza “veneziana”».

 

 

I fratelli Pagot si occuparono anche delle animazioni di Cocco Bill e dei personaggi di Hanna e Barbera (Yoghi, Braccobaldo) e Nino scomparve nel 1972, a 64 anni dopo aver fatto di Calimero (nome mato dalla chiesa di San Calimero frequentata dai Pagot) un mito ma senza poter vedere sul piccolo schermo l’ultima creazione per la pubblicità, il draghetto Grisù.

Ma perchè Calimero ha avuto tanto successo? «È in fondo la storia del brutto anatroccolo – commenta Annamaria Testa, esperta di pubblicità e docente alla Bicocca di Milano – e funzionava come molte altre storie perchè la struttura narrativa di Carosello era tale da consentire di creare queste storie da due minuti, che intrattenevano l’ascoltatore. Questa è una delle tante. Una storia semplice che finiva bene, dopo alcune disaventure, con un pulcino carino, tenero, piccolino».

Calimero

la versione giapponese di Calimero

Simbolo dei tempi? «Non farei di Calimero più di quel che è. Quel tipo di narrazione è finito quando si è smesso di fare spot da due minuti e si è entrati nel modulo da 30 secondi, ma è anche finito perchè si è rinunciato a narrare. All’estero invece ci sono tuttora grandi narrazioni pubblicitarie che hanno presa, fanno pensare, parlare, e anche il web che permette di fare narrazioni anche più lunghe è una opportunità». Intanto il piccolo pulcino ha ritrovato quest’anno la sua strada narrativa in una nuova serie a episodi per la tv, 104, realizzati in Francia, e un sito internet, www.calimero.com, con giochi, filmati, barzellette, fiabe. Ed in Giappone – dove è un piccolo mito – lo hanno disegnato in 3D. Ma quando tra i disegni si trova un Calimero col pallone da calcio e la maglia rossonera come si fa a non pensare a un altro personaggio dello sport italiano pronto a lamentarsi dicendo “Perché sempre io?”

 
   

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Crediti :

il Gazzettino

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