Contattaci

PRETI PEDOFILI

“Bergoglio confessore del prete pedofilo. Per questo non torna in Argentina”

E’ stato negli Emirati Arabi, a Panama, in Lituania, Lettonia, Estonia, in Irlanda, in Cile e Perù. Ma mai un viaggio nella sua Buenos Aires

Pubblicato

il

Perché Bergoglio da quando è papa non torna nella sua Argentina? In particolare a Buenos Aires, città che gli ha dato il Natale e dove per molti anni fu Arcivescovo. E’ la domanda che si pone Juan Pablo Gallego, il più famoso avvocato delle vittime di abusi sessuali da parte del Clero cattolico in Argentina. “Per il caso di  Don Julio Grassi; i punti oscuri del passato di Bergoglio sono tutti qui” risponde Gallego. In un intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, l’avvocato argentino racconta come il passato di Bergoglio si intreccia con quello di padre Julio Grassi accusato e condannato a 15 anni di carcere dalla Corte suprema argentina per abusi sessuali nella struttura per minori che dirigeva.

“Tutto iniziò nel 2002, con la trasmissione tv Telenoche Investiga. Qui furono rese note alcune denunce per presunti abusi contro Grassi, il fondatore di Felices los niños, un’associazione molto nota per salvare dalla strada minori in condizioni di povertà e droga. Padre Grassi, – spiega Gallego – da noi in Argentina, era una vera e propria istituzione: il sacerdote più mediatico del Paese. Bergoglio, quando era Arcivescovo di Madrid, era stato anche il prete confessore di Grassi”.

Da quando l’avvocato Gallego ha cominciato, nel 1996, a raccogliere le denunce delle vittime di abusi da parte di padre Grassi, lui e i suoi assistiti sono stati pubblicamente denigrati e in alcuni casi minacciati ma proprio ieri, come racconta, ha ottenuto un’altra una vittoria importantissima dopo la condanna a 15 anni di carcere per abusi sessuali ripetuti su minori: l’iscrizione di Don Julio Grassi nel Registro Nacional de violadores  Sexualesnello stesso giorno in cui ha inizio il summit del Papa a Roma per indagare sulla pedofilia nella chiesa.

Nel 2006 Gallego già assisteva un bambino rimasto vittima di abusi sessuali da parte di padre Grassi, e quando incontrò Bergoglio, allora capo della Conferenza Episcopale Argentina, “lui si presentò chiuso, severo e diffidente”. La stessa Conferenza Episcopale argentina “commissionò una contro-inchiesta sul caso, mirata a distruggere la credibilità delle vittime” spiega l’avvocato Gallego, e continua: “Bergoglio in tutti questi anni non ha mai lasciato per mano Julio Grassi, come lo stesso padre ha più volte dichiarato, è per questo che il papa non torna in Argentina

L’avvocato Gallego racconta anche di come sia stato difficile e complicato affrontare un processo contro un sacerdote così importante, fra i più potenti in Argentina, quasi quanto Bergoglio, “era uno tra i 10-15 invitati all’insediamento di ogni nuovo Presidente. Si dice anche, in ambienti ecclesiastici, che Bergoglio sarebbe ancora il confessore di Grassi” – e aggiunge – “Bergoglio, secondo il principio della confessione che vige nella Chiesa non può denunciare e rivelare il contenuto delle confessioni tenute con Grassi, Bergoglio sapeva, ed è per questo che non torna”.

E quando chiedono all’avvocato come mai, nonostante la condanna a padre Grassi da parte  della Corte Suprema argentina,  sia ancora sacerdote e non sia stato ridotto allo stato laicale risponde:” Sono sicuro che è stata una scelta personale del Papa, le perizie delle violenze di Grassi sono chiare, e a Bergoglio è scoppiata una bomba in faccia”. Le accuse pesanti lanciate Gallego si concludono con  la convinzione da parte sua che il summit sulla pedofilia aperto dal Papa sia privo di interesse reale nell’indagare sulla pedofilia nella Chiesa. L’avvocato Gallego ha anche scritto a Papa Bergoglio chiedendo un incontro insieme al suo assistito, vittima di padre Julio Grassi, ma: “il Papa non ci ha mai voluto incontrare né siamo stati invitati a Roma” – e conclude – “Il summit di Roma non ha senso se non si discute seriamente di cancellare l’immunità per i preti pedofili. Fra qualche anno, quando uscirà di prigione, potrà persino essere eletto nuovo Papa”.



Licenza Creative Commons




Crediti e Fonti :

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Clicca per commentare

Leave a Reply



Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PRETI PEDOFILI

Davanti ai giudici della Corte d’Appello il prete pedofilo di Calenzano

In primo grado l’ex sacerdote Paolo Glaentzer era stato condannato a 4 anni e quattro mesi di reclusione dopo essere stato sorpreso in atteggiamenti intimi con una bambina di 10 anni

Pubblicato

il

Si celebra oggi, 23 giugno, a Firenze il processo di appello contro l’ex sacerdote Paolo Glaentzer, condannato a 4 anni e quattro mesi di reclusione dal tribunale di Prato il 5 marzo 2019 per violenza sessuale su una bambina di 10 anni. La sentenza è prevista in serata.
A seguito della condanna di primo grado padre Glaentzer è stato dimesso dallo stato clericale da Papa Francesco.
Glaentzer fu arrestato in flagranza, e poi posto agli arresti domiciliari, dopo essere stato trovato in atteggiamenti intimi con la bambina all’interno della sua auto dalle parti di Calenzano. A sorprenderlo furono alcuni vicini della piccola, che l’uomo avrebbe dovuto riaccompagnare a casa. A fare ricorso in appello contro la condanna la difesa dell’ex sacerdote.
Il gup di Prato, al termine di un processo in rito abbreviato, lo condannò anche a un risarcimento di 50mila euro verso la giovane vittima, rappresentata da un tutore legale, mentre niente era stato previsto per i genitori della piccola, i cui legali, avvocati Fabio Generini e Francesco Stefani, hanno proposto appello per chiedere il riconoscimento del danno anche nei loro confronti. 



Licenza Creative Commons




Crediti e Fonti :
Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Spaccio di cocaina e materiale pedopornografico: Don Bastoni ci ricasca

Il religioso è finito al centro di un’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura ascolana che ha iscritto il sessantenne sul registro degli indagati. Il sacerdote è accusato di detenzione e piccole cessioni di cocaina e dalla Procura di Ancona per detenzione e scambio di materiale pedopornografico scaricati da siti internet.

Pubblicato

il

padre Alberto Bastoni

Una nuova indagine travolge il vice parroco della cattedrale padre Alberto Bastoni e scuote la diocesi di Ascoli. È stata la stessa diocesi a dare la notizia, ieri, dell’esistenza di una indagine a carico di padre Bastoni e del suo conseguente immediato allontanamento dalla città delle cento torri.

Il religioso è finito al centro di un’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura ascolana che ha iscritto il sessantenne sul registro degli indagati. Il sacerdote è accusato di detenzione e piccole cessioni di cocaina e dalla Procura di Ancona per detenzione e scambio di materiale pedopornografico scaricati da siti internet.

I militari quindi, hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione ad Ascoli rinvenendo materiale comprovante un’attività di acquisto di stupefacenti che poi il prelato avrebbe ceduto ad altre persone. Anche i suoi computer sono stati passati al setaccio e i carabinieri hanno scovato del materiale pedopornografico scaricato.

Il sacerdote però è recidivo. Già otto anni fa, all’inizio del 2012, all’epoca parroco del santuario di Collevalenza in provincia di Perugia, fu trovato in possesso di alcune dosi di cocaina. Ora, a distanza di poco più di otto anni, padre Alberto torna a rivivere l’incubo di una indagine nei suoi confronti, che ha colto di sorpresa tutta la curia e si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno su tutto l’ambiente ecclesiastico cittadino.

“Apparentemente – si legge nella nota diffusa dalla diocesi – sembrava che tutto procedesse nel migliore dei modi senonché, forse anche in conseguenza del lockdown, è caduto in una depressione maggiore unipolare che gli ha provocato un grave squilibrio mentale, umano e umorale che si è manifestato in comportamenti che hanno attirato una indagine da parte delle autorità competenti». Una situazione che ha indotto il vescovo di Ascoli a prendere immediatamente dei seri provvedimenti.

“Il vescovo diocesano appena si è reso conto dello stato di salute e del totale cambiamento di personalità e avendo avuto notizia da lui stesso di un’indagine a suo carico – si legge nel comunicato – gli ha chiesto immediatamente di lasciare la Diocesi, riaffidandolo al Superiore generale della sua Congregazione religiosa per le cure necessarie”. Padre Alberto Bastoni dunque, ha dovuto lasciare Ascoli per far ritorno da Superiore Generale in Umbria.



Licenza Creative Commons




Crediti e Fonti :
Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Nuovi guai per ill cardinale Pell affondano nel suo passato di pedofilo seriale

I nuovi guai del cardinale Pell affondano nel suo passato di coinquilino distratto del pedofilo seriale Ridsale

Pubblicato

il

Immagine al solo scopo di corredo articolo

Il cardinale George Pell è di nuovo nei guai perché amico del prete pedofilo di Ballarat, Gerald Ridsale, un pedofilo seriale con il quale divideva l’appartamento. E che inizialmente aveva difeso al punto di accompagnarlo in tribunale nei primi prucessi da lui subiti. Un’amicizia che superava evidentemente qualunque buon senso e attenzione alle possibili vuttime. Dunque ingiustificabile per un prete, anche se con incarichi amministrativi e non pastorali, come era all’epoca Pell.

Interrogato in merito, l’ ex ministro delle Finanze di Papa Francesco, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, ha dichiarato che “si trattava di una storia triste e non molto interessante” per lui. “Non avevo motivo di interessarmi ai mali perpetrati da Ridsale”, ha spiegato.

Una “indifferenza” che rasenta il patologico, contro cui all’epoca si era scagliato anche il giornalista Andrew Bolt che qualche giorno fa ha intervistato il porporato per Sky Australia. “Come reagiresti se la polizia vittoriana continuasse a pescare a strascico altre vittime, se continuasse a pescarle per tentare di perseguirti?”, gli ha chiesto.

La riposta di Pell è stata disarmante: “Be’, non sarei del tutto sorpreso. Ma chi lo sa. Sono affari loro”.
In merito è intervenuta anche la sua portavoce, Katrina Lee, citata dall’ Herald Sun che per primo ha dato la notizia della nuova inchiesta a carico del prelato: “Qualsiasi cosa faccia la polizia, dovrebbe esserci un giusto processo attraverso i canali appropriati”, ha fatto sapere Lee.

A quanto risulta, Pell starebbe ora subendo minacce e questo può spiegarsi con la sua personale azione per difendere le proprietà della chiesa australiana dalle azioni civili che hanno fatto seguito alle condanne penali di numerosi sacerdoti, il più noto dei quali è l’antico coinquilino del cardinale Ridsale.

Per questo – come l’arcidiocesi di Sydney ha confermato – il cardinale Pell è stato messo sotto protezione dalla squadra antiterrorismo della polizia nel seminario di Good Shepherd, a Homebush.

IL CASO GEORGE PELL


Licenza Creative Commons




Crediti e Fonti :
Continua a leggere

Chi Siamo

Vuoi ricevere le notizie?

Database Preti Pedofili

Dicono di noi

I Casi più noti

Archivio

LunMarMerGioVenSabDom
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031 

I più letti