Blue Whale? Tutta una grande bufala!

Di nuovo vengono lanciate feroci allerte basate sul nulla

Le Iene hanno letteralmente spaventato i genitori, in merito ad un ipotetico gioco che addiruttura avrebbe causato la morte di oltre 150 adolescenti nella sola Russia. Sempre secondo il servizio televisivo, il gioco si sarebbe diffuso anche in Italia…

marco dimitri

Certamente ed innegabilmente Le Iene fanno ottimi servizi ma non è raro che accada anche il contrario come, ad esempio, la diffusione del metodo Stamina che ha trovato così un immenso terreno fertile per coltivare la truffa ed agganciare orde di genitori apprensivi e /o disperati per una malattia attualmente non risolvibile che ha purtroppo colpito i propri figli. Abbiamo assistito a veri e propri cortei, richieste di aiuto nientemeno che al Papa perchè intercedesse con la sanità e la magistratura per il semaforo verde al metodo di Vannoni, oggi in carcere per vari reati sul metodo truffa conosciuto appunto come  “Metodo Stamina”.

Un altro servizio delle Iene mostrava ed inneggiava l’efficacia di un metodo anti-cancro, in pratica, secondo pazienti e medici intervistati, mangiare vegano farebbe guarire dai tumori. Magari fosse così… davvero magari. Con tutto il rispetto per gli animalisti, alimentazione e guarigione magica dai tumori non hanno purtroppo alcuna relazione.

Questa volta però si è andati ben oltre, un servizio con tanto di immagini crudeli e scioccanti ha diffuso letteralmente il panico tra i genitori, infatti nel servizio veniva espressamente dichiarato che il gioco di morte conosciuto come Blue Whale, sarebbe arrivato in Italia, lo stesso gioco avrebbe fatto oltre 150 vittime tra gli adolescenti in Russia.

Peccato, anzi, fortunatamente direi, i casi di Blue Whale in Italia sono pari a zero. La polizia non ha trovato presenza di questo gioco in Italia.

E nelle altre parti del mondo? Nulla nemmeno li, il Blue Whale pare proprio non esistere.

Vediamo i risultati del database dell’FBI alla parola “Blue Whale”

blue whale

zero risultati, quelli che vedete sono relativi solo al termine “blue”, quindi niente Blue Whale, niente gruppi di psicologi assassini che vogliono portare gli adolescenti al suicidio.

150 casi nella sola Russia è un dato fisicamente impossible, sarebbe l’Isis degli adolescenti, non risulta alcun database coi nomi delle vittime… Nulla.

I casi sarebbero molto ma molto limitati, una decina di persone depresse capitanate da uno psicopatico di nome Philipp Budeikin, la cui foto appare negli archivi di Google già dal 2016.

Praticamente l’ennesima bufala e, purtroppo sono state mostrate immagini video che, se reali, lederebbero la dignità delle famiglie dei protagonisti e, per certo, non mancheranno di creare emulazioni. E’ questo il danno del servizio, la diffusione delle immagini, le immancabili emulazioni e l’immancabile “possessione mediatica”, perchè la gente, tramite i social continuerà a seminare voglia e terrore.

Certamente la TV è spettacolo, quella pochissima informazione deve avere un impatto ma, si esagera, ci dovrebbe essere un limite vigilato.

Il warning “Attenzione le immagini che seguono sono violente non guardatele o se avete dei bambini teneteli vicino a voi” tradotto in italiano significa “abbiamo una notizia bomba, appetibile, vera, crudele da non perdere” , assolve ma allo stesso tempo invoglia.

 

E… IN ITALIA?

Siete tutti preoccupati vero? Come detto poche righe più in alto, nessun caso di Blue Whale nemmeno in Italia, per conferma ecco cosa viene fuori iminterrogando il database della Polizia di Stato inserendo come parola chiave appunto “Blue Whale”

In sintesi

  • Nessun caso in Italia collegabile al fantomatico “Blue Whale”
  • Nessun risultato nel database dell’FBI col termine “Blue Whale”
  • Nessun risultato nel database della Polizia di Stato col termine “Blue Whale”
  • I casi russi sono attorno ad una decina ed abbracciano tempistiche lunghe, coinvolgono un piccolo gruppo di depressi  capeggiati da uno psicopatico che è stato arrestato
  • Dopo l’arresto di Philipp Budeikin nessun caso di “Blue Whale” è più stato riscontrato

Nonostante questo, i giornalisti ci marciano sopra con articoli ridicoli, come quello de “il Giornale” che semina il panico tra i genitori:

come vedete dall’immagine, si fa leva sull’apprensione dei genitori e si condannano ancora gli adolescenti in una sorta di cavie da studiare. Deprimente, ma un certo tipo di simil giornalismo purtroppo è inevitabile, quando si mira a click ed incassi economici.

E le 50 regole?

Vi rigiro la domanda, si… le 50 regole da dove escono? Nessuna persona sana di mente diventa un depresso suicida in 50 giorni, guardando film horror o sentendo musica, nemmeno se fossero brani di Gigi d’Alessio…

Siamo quindi ennesimamente all’inesistente equazione horror = adolescenti suicidi, Metal = adolescenti suicidi e via dicendo.

Allora perchè lanciare inutili allarmismi?

Purtroppo un certo tipo di giornalismo ha sempre necessità di creare sensazionalismo per sopravvivere, ha costante necessità di coinvolgere i cittadini in una fattispecie di “possessione mediatica” , quale tematica migliore può aumentare l’audience se non il pericolo costante ed invisibile che minaccia le fasce più sensibili come gli adolescenti?

Il vero pericolo consiste nel fatto che il Blue Whale oggi esiste solo all’interno delle bufale giornalistiche che vi strumentalizzano allo scopo di  imperare nel panorama mediatico, domani il Blue Whale potrebbe esistere davvero nella realtà perchè qualche psicopatico ne prenderà spunto.

Un personale consiglio, prima di condividere notizie, controllate le fonti in loco, sempre e comunque… Ma voi non lo fate, lo so che non lo fate.

     
 
 

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Bufale

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
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