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PRETI PEDOFILI

Boy Scout: “Il prete ci faceva nuotare nudi ed abusava di noi”

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Quattro casi di abusi sessuali su minori sono emersi la scorsa settimana dai file della Corte Superiore di Guam. Denunce sporte da quattro ragazzini Boy Scout (oggi adulti). Le accuse riguardano l’Arcidiocesi di Agana, i Boy Scouts of America ed il prete don Louis Brouillard.

L’avvocato Michael Berman, che rappresenta i quattro ragazzi, dichiara che i giovani sostengono di aver subito abusi sessuali da parte di don Louis Brouillard mentre in varie occasioni. L’identità dei quattro ragazzini non è stata resa nota per ovvi motivi di privacy. L’arcidiocesi affronta ora oltre 150 cause di abusi sessuali che coinvolgono presunti abusi su minori avvenuti nel corso di una decina d’anni, con richieste di risarcimento per danni superiori a 500 milioni di dollari.

I resoconti degli abusi in queste quattro denunce hanno connotati simili per tipologia, il modus agendi di don Louis Brouillard era il medesimo, approfittava dei ragazzini in campi scout riuscendo a convincerli a farsi toccare e fotografare nudi in cambio di promozioni e regali.

I racconti delle vittime

don Louis Brouillard

don Louis Brouillard

M.W.M. afferma di aver subito abusi  durante le regolari uscite in piscina e in campeggio nel corso di un anno. Don Louis Brouillard feceva nuotare i boy scout e ordinariamente ordinava ai ragazzi di togliersi i vestiti e nuotare nudi, afferma la vittima. La denuncia sostiene inoltre che don Louis Brouillard abbia scattato delle foto ai ragazzini mentre erano nudi e nuotavano. M.W.M. sostiene di essere stato accarezzato e sostiene che il prete li ha allettati con promesse di meriti e regali.

G.C. ha detto che era interessato ad unirsi ai Boy Scouts all’età di 13 anni, e spesso si è unito ai ragazzi nelle uscite di nuoto sul fiume Lonfit. I ragazzi nuotavano in mutande, ma don Louis Brouillard disse loro di nuotare nudi e si offrì di ricompensarli con hamburger al McDonald’s se avessero accettato.  G.C. rifiutò di nuotare nudo, tuttavia vide il prete sulla riva del fiume nudoed intento ad accarezzare gli altri #bambini. G.C. è andato una seconda volta in gita ma, “dopo aver osservato il comportamento sessualmente offensivo di don Louis Brouillard una seconda volta,” ha deciso di non unirsi ai Boy Scout”.

M.M. ha detto di essere stato abusato sessualmente da don Louis Brouillard sia nei locali della chiesa  che durante le uscite coi boy scout.  Ricorda di aver visto don Louis Brouillard nella canonica dove si sarebbero riunitialtri ragazzi. Il prete avrebbe incoraggiato i ragazzini a leggere riviste per adulti e ad avere rapporti sessuali. Durante le uscite scout, i ragazzini venivano incitati a nuotare nudi mentre don Louis Brouillard  gli scattava delle foto. Presumibilmente, Brouillard disse ai ragazzi che dovevano fare queste cose per ottenere i loro distintivi di merito e per cenare con lui.

Un anno di abusi

A.E.P. afferma di essere stato vittima di abusi sessuali settimanalmente, durante le uscite di Boy Scout con don Louis Brouillard, per circa un anno.
Anche lui afferma di essere stato incitato a nuotare nudo ed essere fotograafato dal prete.

I quattro querelanti sostengono di aver seguito le istruzioni di don Louis Brouillard perché era un prete, una posizione che consideravano molto più di un maestro scout.

Don Louis Brouillard è stato interrogato a Pine City, nel Minnesota,  ha ammesso di avere abusato sessualmente  di 50 ragazzini che servivano come chierichetti nelle parrocchie e come boy scout.

L’avvocato Berman sostiene che l’arcidiocesi e i boy scout siano stati negligenti perché erano a conoscenza degli abusi sessuali e non hanno fatto nulla per impedirlo o impedirlo.

Ci sono stati cinque casi di abusi sessuali da parte del clero dei bambini presentati quest’anno e un totale di 156 casi depositati negli ultimi due anni.



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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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PRETI PEDOFILI

Nuovi guai per ill cardinale Pell affondano nel suo passato di pedofilo seriale

I nuovi guai del cardinale Pell affondano nel suo passato di coinquilino distratto del pedofilo seriale Ridsale

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Il cardinale George Pell è di nuovo nei guai perché amico del prete pedofilo di Ballarat, Gerald Ridsale, un pedofilo seriale con il quale divideva l’appartamento. E che inizialmente aveva difeso al punto di accompagnarlo in tribunale nei primi prucessi da lui subiti. Un’amicizia che superava evidentemente qualunque buon senso e attenzione alle possibili vuttime. Dunque ingiustificabile per un prete, anche se con incarichi amministrativi e non pastorali, come era all’epoca Pell.

Interrogato in merito, l’ ex ministro delle Finanze di Papa Francesco, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, ha dichiarato che “si trattava di una storia triste e non molto interessante” per lui. “Non avevo motivo di interessarmi ai mali perpetrati da Ridsale”, ha spiegato.

Una “indifferenza” che rasenta il patologico, contro cui all’epoca si era scagliato anche il giornalista Andrew Bolt che qualche giorno fa ha intervistato il porporato per Sky Australia. “Come reagiresti se la polizia vittoriana continuasse a pescare a strascico altre vittime, se continuasse a pescarle per tentare di perseguirti?”, gli ha chiesto.

La riposta di Pell è stata disarmante: “Be’, non sarei del tutto sorpreso. Ma chi lo sa. Sono affari loro”.
In merito è intervenuta anche la sua portavoce, Katrina Lee, citata dall’ Herald Sun che per primo ha dato la notizia della nuova inchiesta a carico del prelato: “Qualsiasi cosa faccia la polizia, dovrebbe esserci un giusto processo attraverso i canali appropriati”, ha fatto sapere Lee.

A quanto risulta, Pell starebbe ora subendo minacce e questo può spiegarsi con la sua personale azione per difendere le proprietà della chiesa australiana dalle azioni civili che hanno fatto seguito alle condanne penali di numerosi sacerdoti, il più noto dei quali è l’antico coinquilino del cardinale Ridsale.

Per questo – come l’arcidiocesi di Sydney ha confermato – il cardinale Pell è stato messo sotto protezione dalla squadra antiterrorismo della polizia nel seminario di Good Shepherd, a Homebush.

IL CASO GEORGE PELL


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PRETI PEDOFILI

Politicamente scorretto, umanamente indignitoso

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L’annullamento – sulla base del ragionevole dubbio – della condanna al cardinale Pell, un’occasione ad ok che l’unico politicante di una monarchia assoluta ha colto al volo e strumentalizzato, indignando nessun cattolico, ma chi da tempo , pur restando credente, da certa chiesa si è dignitosamente dissociato.

Ma parlando di chi dignità non ne ha, di conseguenza neppure vergogna, come si dice, la gallina che canta ha fatto l’uovo, e qui troviamo in prima posizione papa Francesco che prende la palla al balzo e nomina “martiri pasquali” il cardinale Pell e don Gino Temporin, entrambi prima condannati e poi assolti.

Come se non bastasse, raschia definitivamente il fondo della tazza nella messa del giovedì santo, martirizzando questa volta quei sacerdoti, che a suo dire si vergognerebbero ad andare per le strade, perché additati come possibili pedofili e dichiara «Penso a quei sacerdoti calunniati, tante volte non possono andare per strada perché dicono delle cose brutte, in riferimento al dramma che abbiamo vissuto e la scoperta di sacerdoti che hanno fatto cose brutte. Alcuni dicevano che non potevano uscire di casa con il clergymen perché venivano insultati».

Certo tutto stride fastidiosamente quanto il gesso sulla lavagna pensando che nel concreto, al di là di tutto, non si è mai visto un solo sacerdote, prendere concretamente posizione in materia e scendere al fianco delle vittime per chiedere non solo giustizia, ma pulizia in quella chiesa di cui sono ministri.

Nemmeno da parte di Bergoglio si sono visti passi concreti, tranne centinaia di proclami disattesi, che in assenza di un contraddittorio della stampa, genuflessa a questo papato, hanno illuso chi non è vittima di questi fatti, che qualcosa si stesse facendo.

Di fatto, le vittime di tutto il mondo si lamentano indignate più di prima, si lamentano perché vedono quei pochi preti condannati in via definitiva dalla giustizia, assolti dalla chiesa e prontamente reintegrati, spesso nelle stesse comunità dove hanno commesso crimini e ancora vivono le vittime, vittime alle quali la chiesa non è ancora riuscita a dare un risarcimento umano, vittime che lamentano l’ipocrisia della falsa carità cristiana, bella nelle parole, ma totalmente assente nei fatti.

Forse è questa la vergogna legittima che provano quei preti che Bergoglio spaccia per martiri, ne hanno tutti i motivi, una vergogna dovuta solo al fallimento umano e cristiano della chiesa e dei suoi ultimi pontefici.

Francesco Zanardi



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PRETI PEDOFILI

Colombia, l’Arcidiocesi sospende 15 sacerdoti: sono indagati per pedofilia

Grande emozione ha suscitato nella comunità dei credenti in Colombia la decisione dell’Arcidiocesi di Villavicencio di sospendere 15 sacerdoti sotto inchiesta per presunti abusi sessuali. La notizia è stata confermata dalla stessa chiesa locale in un comunicato nel quale ha rivelato di aver ricevuto il 14 febbraio una denuncia di una persona per “fatti contro la morale sessuale da parte di alcuni sacerdoti”. A seguito di ciò, la Commissione arcidiocesana di protezione dei minori ha informato della vicenda la Procura.

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Radio Caracol di Bogotà: se ne potrebbero aggiungere anche altri quattro, di cui uno italiano
Sono stati sospesi ben 15 sacerdoti, finiti sotto inchiesta per presunti abusi sessuali, dall’Arcidiocesi di Villavicencio, in Colombia. La notizia è stata accolta con grande emozione dalle comunità cristiane. In un comunicato, la chiesa locale ha rivelato che lo scorso 14 febbraio una persona ha denunciato “fatti contro la morale sessuale da parte di alcuni sacerdoti”. Nella nota, l’Arcidiocesi ha manifestato “profondo dolore per questa situazione”, assicurando che “le vittime e le loro famiglie verranno per noi prima di tutto”, nell’impegno di sradicare “il terribile male degli abusi dentro e fuori della nostra istituzione”.

Dopo la denuncia, la Commissione arcidiocesana di protezione dei minori ha informato della vicenda la procura, offrendo la disponibilità a “collaborare con le indagini che dovessero svolgersi su questo caso”. Allo stesso tempo, la chiesa ha aperto un’inchiesta preliminare per permettere l’avvio del “processo canonico penale” previsto per questi casi, rispettando i diritti degli imputati.
In conclusione, secondo quanto riportato da Radio Caracol di Bogotà, oltre ai 15 sacerdoti, sarebbero finiti sotto indagine anche altri 4, due dei quali si trovano in dipartimenti colombiani (Meta e Guaviare) e altri due in Italia e Stati Uniti.

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