Contattaci

Fumetti

Braccio di Ferro

Pubblicato

il

Braccio di Ferro (conosciuto in Italia anche con il nome originale di Popeye) è uno di quei pochi fumetti che hanno realmente conquistato una fama indelebile fra le persone di ogni età. Come per i personaggi #Disney, gli intramontabili Topolino o Paperino, è difficile incontrare qualcuno che non conosca il personaggio di Braccio di Ferro.

Ma la realtà è un po’ diversa da quel che sembra, perché questa fama è dovuta in gran parte ai gioiellini a cartoni animati dedicati al personaggio negli anni 30-40 e realizzati dagli Studio Fleischer. In realtà cartoni animati di Braccio di Ferro si sono avuti anche in anni più recenti da parte di altre case di produzione, ad esempio dalla Hanna-Barbera Production per la televisione, ma quelli maggiormente radicati nell’immaginario collettivo sono sicuramente gli irresistibili cortometraggi realizzati della Fleischer per il cinema.

Il vero Popeye, quello in strisce disegnato dal suo creatore Elzie Crisler Segar, più sfaccettato ed originale rispetto al suo alter ego cinematografico e televisivo, è purtroppo meno noto al grande pubblico.

Braccio di Ferro nasce il 17 gennaio 1929 come personaggio secondario ed occasionale della striscia Thimble Theatre (ovvero Teatro in miniatura, quel teatro per bambini realizzato con le marionette da dita) pubblicata sui quotidiani già dal 1919 (The Thimble Theatre appare il 19 dicembre 1919 sulle pagine del New York Evening Journal), con discreto interesse da parte del pubblico ma lontana dagli allori a cui giungerà con l’apparizione di Popeye. In origine Braccio di Ferro forse è stato previsto come semplice comparsa, personaggio di un singolo episodio destinato a sparire non appena la vicenda narrata fosse conclusa.

 

I protagonisti che si muovevano da anni nel Thimble Theatre erano Castor Oil e sua sorella Olive Oil (ovvero Olivia, la futura eterna fidanzata di Braccio di Ferro). Braccio di Ferro appare come marinaio guercio (il nome originale del personaggio, Popeye, significa letteralmente occhio sporgente), sgrammaticato ed anche piuttosto scorbutico nell’episodio La gallina fischione africana (in originale Whiffle Hen), arruolato da Castor Oil per guidare una nave in direzione dell’Isola dei dadi (Dice Island). L’intenzione di Castor Oil è andare sull’isola e sbancare il casinò che ha sede su di essa, grazie all’aiuto di una infallibile gallina portafortuna chiamata Berenice. Irresistibile il primo incontro con Castor Oil (“Hei, tu! Sei un marinaio?”, “Che ti credi che ero un cowboy?“) e la prima avventura, ricca di trovate e con un Braccio di Ferro terribilmente lontano da quello che conosciamo.

braccio di ferroBraccio di Ferro si presenta fin dalla prima apparizione con la sua estrema magrezza e con gli avambracci muscolosissimi e tatuati con delle ancore ma con una fisionomia non ancora completamente definita. Il successo del personaggio non è così semplice da spiegare, Braccio di Ferro non ha certo le carte in regola per diventare un eroe dei fumetti, sicuramente non è affascinante, è ignorante, guercio e rozzo (ed anche, sebbene generalmente non si sappia, completamente sdentato). Ma è anche profondamente di buon cuore, onesto e generoso. Il pubblico ne riconosce subito le potenzialità e, assicurandogli il suo appoggio ne garantisce la duratura fama rendendolo il personaggio di punta del Thimble Theatre. Qualche critico ha individuato le radici del suo successo nell’essere il primo esempio di “supereroe”, ed in alcuni aspetti questo è innegabile. Inoltre il pugilato, la pratica prediletta di lotta di Braccio di Ferro, era sicuramente uno degli sport più seguiti del periodo (ma bisogna ricordare che l’aspetto “pugilistico” non è mai stato quello principale nei fumetti di Popeye, soprattutto in quelli realizzati da Segar).

braccio di ferroIl Braccio di Ferro di Segar è lontano dallo stereotipo dei cartoni, dal plot solitamente prevedibile e destinato a chiudersi con una inevitabile scazzottata e con l’aiuto in extremis di una scatola di spinaci, necessaria a fornire la forza sufficiente a sconfiggere il nemico di turno (nei cartoni molto spesso Bruto o Bluto). Nelle prime storie gli spinaci non appariranno affatto, solo col tempo troveranno sporadico inserimento nelle vicende, probabilmente con più costanza dopo il successo dei cartoni dedicati al personaggio.
Nei fumetti Braccio di Ferro ha un ruolo ben più articolato, protagonista di storie di ampio respiro e corali, in cui sono tanti i protagonisti e le vicende si dipanano attraverso striscie quotidiane in narrazioni lunghe e complesse che spaziano per luoghi immaginari e favolosi o analizzano sentimenti e relazioni con imprevedibile maestria e talvolta toccante poesia. Numerosi sono gli incontri con esseri magici o fatati come giganti, sirene, arpie e streghe. I cattivi non sono necessariamente omoni pieni di muscoli ma anche individui senza scrupoli abituati a muovere fili comodamente seduti dietro una scrivania.

Inoltre Segar riesce ad ideare spesso nuovi personaggi da aggiungere all’avventura, quasi sempre azzeccatissimi e capaci di conquistare l’interesse dei lettori, si tratti di un bizzarro animale selvatico come Eugenio il Gip (Eugene the Jeep in originale, personaggio che sembra aver dato il nome al noto marchio automobilistico), l’arcigna Strega del Mare (talvolta indicata in Italia col nome di Strega Bacheca), l’improbabile mostro Alice o l’impagabile Poldo Sbaffini (in originale J. Wellington Wimpy) in perenne lotta con la sua insaziabile fame di hamburger che riuscirà a scroccare con inesauribile inventiva.

Le avventure di Braccio di Ferro sono realizzate in strisce quotidiane, utilizzare per realizzare racconti lunghi e articolati nel corso del tempo. Alle vicende narrate nelle strisce si affiancano nel tempo le tavole domenicali. In tutto le storie realizzate da Segar sono circa una trentina, data la scomparsa in giovane età dell’autore.

Segar infatti muore molto giovane a causa di un male incurabile nell’ottobre 1938, non ha ancora compiuto 44 anni, ad appena 10 anni dall’ideazione del suo intramontabile personaggio eppure già diventato estremamente ricco e famoso. La sua morte prematura lascia sicuramente un vuoto nelle avventure del marinaio, tantissime avventure che avrebbero ancora potuto deliziare gli estimatori del grande autore. Eppure ci lascia un ricco tesoro di storie narrate attraverso le strisce quotidiane e le tante tavole domenicali in quasi dieci anni, da riscoprire e recuperare. Chiaramente si tratta di un personaggio troppo importante perché venga abbandonato. E così numerosi autori si susseguono nel lavoro del grande Segar dopo la sua morte, fra i primi a continuarne l’opera troviamo Tom Sims e Ralph Stein ai testi e Doc Winner e Bela Zaboly ai disegni.

Ma quello che è considerato il vero erede di Segar è Bud Sagendorf, per molti l’unico autore che abbia saputo riprendere lo spirito e l’originalità dell’opera segariana. Peraltro si tratta di un autore che aveva già collaborato con Segar alla realizzazione del personaggio, diventando suo allievo ed assistente nel suo studio e condividendo con lui una grande amicizia. Bud Sagendorf realizzerà le strisce quotidiane di Braccio di Ferro dal 1959 al 1986 e continuerà a realizzare le tavole domenicali sino alla sua morte nel 1994. Bud Sagendorf creerà anche alcuni nuovi ed interessanti personaggi, ad esempio i Thung, setta di sanguinari assassini.

I personaggi principali del fumetto di Braccio di Ferro sono Olivia (l’eterna fidanzata) e suo fratello Castor (personaggio presuntuoso ed un po’ sbruffone, interessato a far soldi e continuamente impegnato in qualche affare più o meno losco), Poldo (insaziabile e simpaticissimo scroccone e divoratore di hamburger). Alcuni personaggi vengono introdotti in modo quantomeno bizzarro, come Eugenio il Gip e Pisellino, entrambi recapitati incredibilmente a Braccio di Ferro tramite pacco postale (l’introduzione del secondo personaggio rappresenta infatti una simpatica auto-citazione dell’apparizione del Gip). Altro personaggio interessante è il padre di Braccio di Ferro, Braccio di Legno (noto come Trinchetto in alcune storie italiane) che in un’avventura arriverà a cercare di insidiare Olivia rendendosi simile al figlio.
Fra gli antagonisti principali vi sono La strega del mare, Bruto (o Brutus o Timoteo a seconda delle traduzioni) in realtà apparso in un’unica avventura western di Segar (Braccio di Ferro pedona, Olivia no) e rilanciato dai cartoni animati (e successivamente riutilizzato con più frequenza anche nei fumetti) ed il bizzarro mostro Alice, che col tempo manifesterà un’incredibile affinità con Pisellino divenendone addirittura la babysitter.

Nonostante il breve periodo di pubblicazione delle strisce e la relativa vicinanza temporale delle stesse dovesse rendere agevole la riorganizzazione dell’opera di Segar questa in realtà è stata a lungo una grave lacuna, non solo in Italia.
La pubblicazione in Italia delle avventure di Braccio di Ferro è stata abbastanza travagliata, sebbene le sue storie sono state pubblicate in varie occasioni su diverse testate, per lungo tempo non si è riusciti a razionalizzare ed organizzare le avventure del noto marinaio, nemmeno quelle realizzate da Segar. Uno sforzo in tal senso è venuto da Beppi Zancan, direttore di lungo corso della rivista Il Mago, sulle cui pagine sono apparse varie avventure del personaggio, e curatore di numerosi Oscar Mondadori a fumetti, fra cui alcuni di quelli dedicati a Braccio di Ferro. Sull’Oscar Mondadori n. 1027, il numero 11 della serie Cartoon, del settembre 1979, Beppi Zancan presenta una bibliografia ragionata, per quanto possibile esaustiva, sulle storie di Braccio di Ferro pubblicate in Italia e su quelle ancora inedite nel nostro paese.
Lo stesso Zancan aggiorna la bibliografia italiana di Braccio di Ferro sull’ultimo numero della rivista Il Mago, il n. 105 del dicembre 1980, ospitando al contempo sulla stessa l’ultima parte della storia Braccio di Ferro giornalista e mamma, iniziata sul numero 101 della rivista e fino ad allora inedita.

Un interessante quanto necessario sforzo nella pubblicazione dell’opera di Segar viene fatto successivamente dall’editrice Comic Art che cura fra gli anni ’80 e ’90 la pubblicazione in volumi dal formato orizzontale la raccolta completa e cronologica delle strisce di Braccio di Ferro realizzate da Segar, nella collana New Comic Now. Successivamente l’editore Comic Art ristampa le stesse storie fra il 1994 ed il 1995 in una collana economica in 9 albi pocket denominata Braccio di Ferro, in cui inserisce anche alcune tavole domenicali del personaggio. Quest’ultima collana non ripropone le storie in ordine cronologico e purtroppo si interrompe prima del previsto, senza riuscire a completare la riproposizione dell’intero corpus del Braccio di Ferro Sagariano.

A parte questa meritoria opera cronologica le avventure del Popeye di Segar sono state pubblicate in disordine sparso su numerose riviste e volumi, dalla prestigiosa rivista linus (Popeye appare già nel primo numero, nell’aprile 1965) all’intramontabile Il Mago (come già detto attenta alla bibliografia del personaggio), rivista che ha il merito di aver pubblicato un’altra importante striscia di Segar, ovvero Sappo.
Ben sei Oscar Mondadori sono dedicati al personaggio fra il 1968 ed il 1979:

– Diavoli e spinaci (n. 177 del 1968)
– Fino all’ultimo spinacio! (n. 315 del 1971)
– Oggi spinaci… domani pugni (n. 536 del 1974)
– Per un pugno di spinaci (n. 612 del 1975)
– A tutto spinacio (n. 841 del 1978)
– 50 anni di spinaci (n. 1027 del 1979)

braccio di ferroNon tutti questi volumi contengono storie di Segar, in alcuni casi sono ospitate storie di altri autori.
Le avventure di Popeye hanno iniziato le pubblicazioni in Italia già dagli anni ’30, non solo con il Popeye di Segar, su tantissime riviste per ragazzi, come Paperino o Topolino.
Una discreta quantità di tavole del Popeye di Sagendorf è invece pubblicato sui primi numeri della rivista alterlinus (a partire dal numero 2, nel febbraio 1974). Un paio di albi dedicati al Popeye di Sagendorf sono stati pubblicati dall’Editoriale Corno. Qualche storia è apparsa sui primi numeri di Comic Art.
Al personaggio di Braccio di Ferro sono stati dedicati anche un bel volume BUR della collana I classici del fumetto nel luglio 1999 contenente una selezione di belle storie del personaggio (compresa la prima avventura di Popeye e la storia in cui appare per la prima volta il Gip) ed il 45mo volume della collana I classici del fumetto di Repubblica, ricco anch’esso di belle storie classiche (compresa la storia in cui viene introdotto il personaggio di Pisellino). Una recente collana edita dalla Planeta De Agostini dal titolo di Popeye sembra voler ristampare a colori in eleganti volumi cartonati il Braccio di Ferro di Segar. Per ora sono stati pubblicati due volumi di questa nuova collana.
Un problema relativo alla prima storia di Braccio di Ferro è dato dal fatto che spesso viene pubblicata dalla striscia in cui il personaggio appare per la prima volta, trascurando gli avvenimenti che precedono quel momento. Inoltre le storie italiane possono presentare nomi assai vari nelle diverse traduzioni che possono talvolta confondere il lettore.

braccio di ferro

Bisogna notare peraltro come Braccio di Ferro in originale parli una lingua personale, sgrammaticata ed irresistibile. Non sempre le traduzioni hanno reso merito o cercato di ricreare l’originale lavoro segariano (come è avvenuto anche con il personaggio di Krazy Kat). Purtroppo in tante edizioni Braccio di Ferro parla un italiano corretto ed inappuntabile facendo perdere alcune sfumature caratteriali del personaggio tutt’altro che trascurabili.

Non bisogna certo dimenticare le storie italiane di Braccio di Ferro, ovvero le storie originali ideate e realizzate interamente da autori italiani per l’editore Bianconi a partire dal 1963. Chiaramente distanti dai capolavori segariani, destinate ad un pubblico di ragazzi, presentano comunque degli spunti interessanti, rinominano alcuni personaggi (la strega del mare diventa la strega Bacheca mentre il papà di Braccio di Ferro diventa Trinchetto, a causa della sua passione per il vino) e ne creano di nuovi, come il gigante Grissino, o ne recuperano alcuni estremamente sottoutilizzati dandogli estrema rilevanza, ad esempio riutilizzando i temibili Ming, stirpe di nanetti malvagi che mirano alla conquista del mondo. Numerose storie di Popeye sono state pubblicata sulla rivista Il Giornalino, probabilmente anch’esse di produzione italiana.

Dato che la cronologia del Braccio di Ferro di Segar può dirsi completa sarebbe senz’altro interessante trovare nuove edizioni ragionate e cronologiche del Popeye post-Segar, con particolare attenzione alle storie realizzate da Bud Sagendorf. Ma sarebbe ancora più interessante vedere stampate le avventure del Thimble Theatre realizzate prima dell’apparizione del personaggio di Braccio di Ferro, sicuramente affascinanti e suggestive.

Braccio di Ferro è anche approdato al cinema con attori in carne ed ossa nella pellicola Popeye diretta da Robert Altman e sceneggiata dal fumettista Jules Feiffer. Ad interpretare sullo schermo il grande personaggio è stato Robin Williams.

Un’interessante curiosità da segnalare è la scadenza in Europa del copyright sulle immagini del personaggio di Braccio di Ferro avvenuta l’1 gennaio 2009. Il che vuol dire che la sua effige può tranquillamente essere usata per qualsiasi finalità, dal suo utilizzo in disegni, fumetti ed illustrazioni alla realizzazione di magliette o altro materiale. Non altrettanto può dirsi per il nome del personaggio che è comunque coperto da copyright e non può essere liberamente utilizzato.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Slumberland

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Per commentare puoi anche connetterti tramite:




Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Fumetti

5 fumetti ispirati ai miti greci

L’epica omerica continua a ispirare il mondo dei comics. Da Ulisse a Teseo, ecco alcuni dei fumetti più “mitici” di tutti i tempi

Pubblicato

il

Alcune storie sono immortali. Rappresentano gli archetipi del dramma o della commedia, dell’eroismo e della morale, cui da sempre innumerevoli sceneggiatori hanno attinto per avvincere i cuori dei lettori. Seguendo il vecchio motto: ciò che funziona, non si cambia. Al massimo si può variare sul tema. E così non sorprende che i miti greci, le storie dei grandi eroi dell’epica omerica o della tragedia ellenica, non siano mai passati di moda. E in qualche forma (magari declinati in salsa fantasy, o sci-fi), tornino spesso a ripresentarsi anche nel mondo dei comics.
 

 

 

 

L’esempio più recente è l’omnibus di Oudeis, il volume che raccoglie l’intera saga di Nessuno (ovvero, Odisseo) come reimmaginata da Carmine Di Giandomenico (Saldapress, 200 pp, 29,9 euro). Come l’eroe del poema omerico, anche il protagonista di Oudeis si è perso, e deve affrontare un viaggio onirico in un mondo fantascientifico alla ricerca di sé stesso e della propria patria lontana, o forse vicina: Itaca.

Un viaggio insediato da esseri mostruosi, enigmatici clown e streghe tentatrici. Dopo essere stato presentato in anteprima a Lucca, il volume è appena sbarcato in fumetterie e librerie, e reca con sé un curioso aneddoto. Dopo aver scritto i primi due capitoli, infatti, Di Giandomenico ha completato il finale letteralmente a tempo di record, chiudendo la saga in 48 ore di disegno filato che gli sono valse un posto nel Guinness dei primati.

Ma sono tanti i fumetti (come i film, i romanzi e i videogiochi) che si sono ispirati alla mitologia greca.





Licenza Creative Commons



 

 

Crediti :

Wired

Continua a leggere

Fumetti

Topolino compie 90 anni. Il video del debutto in “Steamboat Willie”

Buon compleanno al topo più famoso del mondo!

Pubblicato

il

Il 18 novembre 1928 nasce Topolino. Il capostipite della banda Disney debutta come star del cinema in  “Steamboat Willie”. Solo in seguito passerà al mondo dei fumetti. Il film fu proiettato per la prima volta al Colony Theater di New York esattamente 88 anni fa. Nel gennaio del 1930 Mickey Mouse esordirà invece nei fumetti, destinato a una duratura carriera.

L’esordio

Tutto cominciò con un topino curioso che faceva capolino ogni giorno nell’ufficio di un giovane disegnatore geniale che cercava un’ispirazione e trovò un tesoro. Era la fine degli anni Venti, qualche istante prima della crisi che avrebbe gettato l’America nella grande depressione. Era il 1928 e quel ragazzo di talento, che di nome faceva Walter Elias Disney, Walt Disney per tutti, riportò sul foglio l’amico topo a cui dette un nome simpatico: Mickey Mouse (Topolino). Dopo aver perso i diritti del suo primo personaggio di successo, Oswald il coniglio fortunato, e dopo essere stato abbandonato da tutti i collaboratori meno uno, Ub Iwerks, a Topolino affidò il suo futuro e quello dello Studio Disney.

E il 18 novembre 1928, 90 anni fa, un corto di Mickey Mouse debuttò al Colony Theatre di Broadway dando inizio all’epopea di Topolino. Walt e Ub Iwerks si erano chiusi per settimane in un garage per lavorare anche di notte e preparare in tutta fretta il primo film di Mickey Mouse. E proprio grazie a Ub Iwerks, che arrivò a disegnare fino a 700 animazioni al giorno, il personaggio di Topolino poté debuttare in una proiezione privata a Hollywood il 15 maggio 1928.

Da YouTube/WaltDisney “Steamboat Willie”

 

Un debutto non troppo fortunato (e per pochi intimi) a cui fece seguito un secondo cortometraggio, anch’esso muto, ‘Topolino gaucho’, sempre diretto da Disney e Iwerks e proiettato anch’esso in versione provata il 28 agosto 1928. Due tentativi non fortunati a cui il tenace Walt insieme a Ub fecero seguire un terzo, “Steamboat Willie” che finalmente, anche grazie al coraggio di Disney, ebbe la distribuzione in sala e per questo è considerato il debutto nel mondo del cinema di Topolino: distribuito dalla Celebrity Productions il 18 novembre 1928, è il primo cartone animato a presentare una colonna sonora con musiche (del compositore, regista e animatore Wilfred Jackson), effetti sonori e dialoghi completamente sincronizzata.





Licenza Creative Commons



 

Crediti :

Rai News

Continua a leggere

Fumetti

“La diversità è la novità più entusiasmante nel mondo dei fumetti”

Ospite a Lucca Comics & Games, l’autore che da solo ha rilanciato Batman negli anni Settanta racconta i suoi progetti futuri e dice la sua sull’America di Trump

Pubblicato

il

 

Lo sviluppo più emozionante che sia in corso oggi nel mondo del fumetto? L’apertura a una maggiore diversità. Ci sono più donne nell’industria, più persone di colore, più fumetti differenti in circolazione. Per decenni abbiamo esportato i nostri comics americani nel mondo; oggi abbiamo accesso a opere dall’India, dalla Russia, dal Puerto Rico, da tutto il mondo. I ragazzi che leggono fumetti sono finalmente esposti a culture diverse, con approcci unici a quest’arte“.

Neal Adams

Neal Adams è uno dei mostri sacri dei fumetti americani, e uno dei migliori artisti in assoluto ad aver mai prestato la propria matita ai supereroi Dc Comics, Marvel e a innumerevoli altri personaggi. Da solo, ha rilanciato Batman dopo la svolta comico-satirica del telefilm con Adam West degli anni Sessanta, riportando il cavaliere oscuro alle proprie origini di detective dall’animo tormentato. Quest’anno è ospite a Lucca Comics & Games, dove gli abbiamo chiesto il suo parere sugli ultimi sviluppi nel mondo dei fumetti.

Neal Adams

Crede che questa nuova apertura culturale a fumetti da tutto il mondo sia particolarmente importante nell’America di oggi, che tende a essere più chiusa e protezionista?

“Vuoi sapere come la penso? Credo che Donald Trump sia uno s*****o. Sì, mi puoi citare letteralmente. Uomini come Trump sono pericolosi per il mondo. È al potere solo perché una grande parte degli elettori – gli indecisi, molti Repubblicani – si sono astenuti dal voto. Questo è quel che succede quando si rinuncia a esprimersi alle urne”.

Lei ha lottato a lungo per i diritti degli autori di fumetti negli Stati Uniti. Com’è, oggi, la situazione?

“A me interessano i grandi temi: che gli autori abbiano indietro i loro disegni originali, perché a loro appartengono; che abbiano delle royalty sulle opere; e che possano partecipare ai progetti futuri che nascono dalle loro creazioni, come i film. A questo, le aziende si stanno opponendo. Non è una buona risposta, perché di certo non è il modo migliore per farsi amici gli autori. Poi non mi interessano le zone grigie, i dibattiti sull’ammontare delle royalty; quelli li lascio alle contrattazioni private”.

Neal Adams

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Ho appena terminato una miniserie in sei parti di Batman e Deadman, che avrà un seguito sempre in sei parti. Poi siamo pronti a tornare a pubblicare i personaggi della linea Continuity Comics [l’etichetta di fumetti indipendenti fondata da Neal Adams nel 1984, che ha interrotto le pubblicazioni nel 1994, ndr]: ArmorMegalithMs MystiqueShamanToyboy… ci saranno alcune ristampe, ma parliamo soprattutto di storie nuove in sei capitoli”.

Sembra che il formato in sei parti sia sempre più comune.

“Sì, sta prendendo sempre più piede. Perché permette ai lettori di seguire una storia a episodi, comprando un albo ogni mese, o di aspettare e avere una raccolta in volume unico. Molti non vogliono attendere, vorrebbero leggere tutti i capitoli di una storia assieme, che poi è il formato che hanno sempre avuto i libri, i fumetti sono stati un’eccezione. Come editore, non devo imporre al pubblico il modo in cui fruire la storia”.

Neal Adams

Quali consigli darebbe ai nuovi autori, per diventare veri artisti del fumetto o semplicemente avere successo nel settore?

“Beh, prima di tutto di andare a vedere le mie lezioni su Patreon. E poi di tracciare le foto. Non si impara a disegnare senza ricalcare i contorni delle foto. Tutti i migliori artisti degli ultimi 100 anni lo hanno fatto. Voi non sapete chi, ma io sì. Austin Briggs [autore di Flash Gordon, ndr], Mark English [illustratore per magazine e libri], Drew Struzan [illustratore di poster cinematografici] e tanti altri, via via fino a risalire ad Alphonse Mucha [pittore e scultore ceco, esponente dell’Art Nouveau]”.

Sono anche gli artisti che stima di più?

“L’Epopea slava di Mucha è una delle più importanti opere artistiche di sempre. Al confronto, la Cappella Sistina non è niente. Anche perché Michelangelo era un ottimo scultore, ma non un grande pittore: usava la visione binoculare, prendeva le misure con entrambi gli occhi aperti, quindi i suoi ritratti sembrano grassi. Dio e Adamo sulla Cappella Sistina? Sono pingui”.

Lei disegna con un occhio chiuso?

“Non ne ho bisogno, perché faccio a mente. La differenza tra me e Michelangelo è che io ho potuto studiare e imparare la tecnica da chi è venuto prima di me, lui no”.





Licenza Creative Commons



 

Crediti :

Wired

Continua a leggere

Chi Siamo

Dicono di noi

5 star review  Anche se non condivido alcune idee, rispetto e stimo chi con coraggio fa valere il suo pensiero anche a costo di andare contro all'opinione pubblica

thumb Stefano Vaneggio Olivi
8/13/2017

Newsletter

I più letti