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brucia ancora il Sud, schierato l’esercito. Due morti in Calabria

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E’ stato estinto, nella serata di ieri, l’incendio sviluppatosi nel territorio di San Giuseppe Vesuviano (Napoli) a seguito della attività di spegnimento eseguite dai Canadair, con il supporto di elicotteri per gli interventi mirati e di tutte le forze impegnate nelle operazioni. Ne dà notizia il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, che monitora in maniera costante le criticità in corso. I danni sono ridotti – informa una nota del Comune – mentre persiste, al confine del territorio comunale, un focolaio circoscritto che non costituisce, allo stato attuale, fonte di pericolo per persone e abitazioni. Anche la qualità dell’aria sta, gradualmente, normalizzandosi. “Nel corso della giornata verificherò se esistono i presupposti per la revoca dei provvedimenti adottati con ordinanza urgente”, dice il sindaco Vincenzo Catapano. “Sono felice che sia stato domato il focolaio presente nel nostro territorio”, conclude.

LA GIORNATA DI GIOVEDI’

Brucia ancora il sud Italia, per il terzo giorno di fila: centinaia di roghi, quasi tutti dolosi, stanno devastando migliaia di ettari in Sicilia, Calabria, Campania nonostante il lavoro incessante dei vigili del fuoco impegnati a terra e dei piloti di Canadair ed elicotteri. Fiamme che hanno provocato anche due vittime: due agricoltori in provincia di Cosenza, uccisi mentre tentavano di spegnere gli incendi che hanno colpito i loro terreni. Sono i numeri a dare la dimensione di quel che sta avvenendo: dalla metà di giugno al 12 luglio, dice Legambiente, sono andati in fumo 26mila ettari di boschi, la stessa superficie che è bruciata in tutto il 2016. Dall’inizio dell’anno, inoltre, si è stabilito un altro record: la flotta dello Stato è intervenuta 769 volte, il picco massimo degli ultimi 10 anni. Nel 2007, un anno infernale per gli incendi, le richieste si fermarono a 722. E nel 2012, altro anno difficile, furono 458.

 

incendi

 

“Di fronte a questi numeri – sottolinea la Protezione Civile – è encomiabile il lavoro svolto dalla flotta antincendio”. Che può contare su altri due velivoli: due aerei francesi già operativi sul Vesuvio dopo la richiesta d’aiuto dell’Italia a Bruxelles. I vigili del fuoco hanno effettuato nella sola giornata di ieri oltre mille interventi, un quarto dei quali in Sicilia dove tutte le province sono interessate dagli incendi. Situazione grave anche in Calabria, con 137 roghi soprattutto in provincia di Reggio Calabria e Cosenza. E’ qui che sono morti i due agricoltori: il primo, un pensionato di 68 anni, è finito in un fosso dopo esser stato investito dal fumo che aveva invaso il suo uliveto a Cessaniti, il secondo, un sessantanovenne, è stato trovato morto nel suo terreno a San Pietro in Guarano. Nessuna vittima ma centinaia di evacuati in Basilicata, a causa delle fiamme che hanno accerchiato 3 campeggi a Metaponto.

“Mi appello alla responsabilità dei cittadini – dice il governatore Marcello Pittella – affinché denuncino le condotte di natura dolosa”. Non va meglio in Campania: l’Esercito da oggi presidia le vie d’accesso al Vesuvio (finora sono stati distrutti 100 ettari di bosco), mentre le fiamme hanno raggiunto anche Positano e i vigili del fuoco hanno dovuto proteggere l’ospedale ad Ottaviano. In Sardegna, infine, è stato convocato il comitato operativo regionale per coordinare le operazioni di spegnimento degli incendi che stanno interessando la Gallura. E intanto è riesplosa la polemica sullo scioglimento del Corpo forestale dello Stato, transitato nei Carabinieri e, in minima parte (360 persone su quasi settemila forestali) nei Vigili del Fuoco.

Il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla procura di Roma: su 32 elicotteri che appartenevano al Corpo Forestale, sostiene, 16 sono passati ai Vigili del Fuoco e 16 ai Carabinieri. Ma 28 sono a terra per una serie di problemi che vanno dall’aggiornamento dei criteri di volo ai brevetti dei piloti. Anche i sindacati definiscono una scelta “deleteria”, un “errore”, il passaggio della Forestale ai Carabinieri.

Tutto il servizio antincendio del Cfs, dice il segretario del Silp-Cgil Daniele Tissone, è passato nei Vigili del Fuoco, “ma la maggior parte degli uomini, dei mezzi, delle autobotti e degli elicotteri sono adesso ai Carabinieri e sono di fatto sottratti alla macchina che gestisce l’emergenza incendi”. Almeno “duemila persone”, secondo il segretario della Fns-Cisl Pompeo Mannone, che si occupavano di incendi, ora fanno altro. Senza contare che c’è anche “l’impossibilità per le Regioni di attivare convenzioni con il Corpo Forestale”.

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ANSA

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Lo squallido video di Bonafede su Battisti: piovono commenti negativi sul web

Le due forze politiche della maggioranza nelle persone di Salvini e Bonafede hanno fatto a gara nel mettersi in mostra in queste ore, nonostante non sia loro il merito della cattura di Battisti.

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Bonafede con la divisa della polizia penitenziaria

Prima di tutto dobbiamo dire che quella che stiamo trattando è una vicenda triste perché si tratta di terrorismo, di un’epoca buia della storia del nostro Paese e non così lontana e del lutto che per tutta la vita hanno dovuto portare con sè i parenti delle vittime.
E nonostante tutto questo le due forze politiche della maggioranza nelle persone di Salvini e Bonafede hanno fatto a gara in queste ore nel mettersi in mostra nonostante non sia loro il merito della cattura di Cesare Battisti. Hanno mostrato la preda come si mostrava l’uomo a nel patibolo nel medioevo. E non paghi di tutto questo si sono pure messi a fare video squallidi e ridicoli con musichette imbarazzanti. Lo spessore etico di questi individui è pari a zero.

 





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Globalist

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Ancona, concerto di Sfera Ebbasta: scoppia il panico in discoteca. Morti 5 minorenni e la mamma di uno di loro. Oltre cento feriti

Il panico scatenato dalla diffusione di una sostanza urticante. A quel punto le persone si sono dirette verso l’uscita di sicurezza: al loro esterno sono crollati due parapetti di ferro e a quel punto la massa ha travolto le vittime cadute a terra. Si fa strada l’ipotesi del sovraffollamento del locale. Le vittime, tre ragazze e due ragazzi, avevano tra i 14 e i 16 anni. Morta anche la mamma di una di loro

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Schiacciati dalla calca all’esterno della discoteca poco prima del concerto di Sfera Ebbasta. Perché i due parapetti in ferro sul ponticello oltre l’uscita di sicurezza, arrugginiti, non hanno retto e sono crollati. E a quel punto alcuni giovani sono caduti e sono stati travolti da decine di altre persone. Sono morti così cinque minorenni, tre ragazze e due ragazzi di età compresa fra i 14 e i 16 anni, e la mamma di uno di loro di 39 anni nella notte tra venerdì e sabato nella discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in località Madonna del Piano. Locale che ora è sotto sequestro. Oltre cento le persone ferite. A fare scattare il panico che ha provocato la tragedia è stata probabilmente la diffusione di qualche sostanza urticante, come ammoniaca o spray al peperoncino. Dai primi accertamenti è emerso che le uscite di sicurezza del locale si sono regolarmente aperte.

A confermare la dinamica è stato il questore di Ancona Oreste Capocasa: “Dopo l’uso di spray urticante – ha detto – i giovani si sono precipitati verso le uscite di sicurezza e subito dopo averne varcata una, sulla destra, i due parapetti in ferro non hanno retto perché erano arrugginiti. C’è stata una caduta di alcuni giovani e gli altri sono finiti sopra”. Ai microfoni di Rainnews24 il questore ha parlato anche dell’ipotesi di una vendita di un numero maggiore di biglietti rispetto alla capienza del locale. “Stiamo facendo accertamenti, abbiamo sequestrate le matrici, faremo accertamenti con la massima attenzione”. E ha aggiunto: “Vedere sei lenzuola che coprono giovani vite e vedere la scena straziante dei genitori al riconoscimento mi ha rotto il cuore”.

 

I feriti – Oltre cento le persone ferite, tutte portate nella notte in ospedale ad AnconaSenigallia e Jesi. Sette di loro sono ricoverate in rianimazione e almeno altre cinque sono in condizioni gravi. Vittime e feriti hanno riportato lesioni e traumi da schiacciamento.  “Abbiamo attivato subito il Piano di emergenza e l’Unità di crisi, intervenuta per tutta la notte. Alle ore 7 erano pervenuti 7 codici rossi, due ragazze e 5 ragazzi tra i 14 e i 20 anni per trauma cranico o toracico tutti ricoverati in rianimazione. Una ragazza in codice giallo ancora in valutazione clinica. Tre ragazze e un ragazzo tra i 14 e 23 anni sono in codice verde con traumi degli arti di cui uno poco dopo dimesso. I 7 in codice rosso sono da considerarsi in pericolo di vita ma in condizioni stabili”, hanno detto i medici dell’ospedale di Ancona sulla discoteca.

 

Verifiche sulla capienza della discoteca – Il locale era affollatissimo e per il concerto del trapper – il primo artista italiano ad essere entrato nella top 100 di iTunes – erano arrivati studenti da cinque scuole. Nonostante tutti gli accertamenti siano in corso per chiarire la dinamica dell’incidente, pare che il locale fosse sovraffollato oltre i limiti consentiti. Secondo quanto riferito dai testimoni ai Vigili del fuoco, c’erano un migliaio di persone. “Temo che all’interno non ci fossero gli 871 previsti per legge”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a SkyTg24, spiegando che la capienza stabilita per la discoteca era inferiore alle 900 persone. “Stiamo verificando con i vigili del fuoco la capienza della discoteca e se le dotazioni erano adeguate per poter ospitare questo tipo di manifestazioni”, ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ancona Cristian Carrozza, ricostruendo la dinamica dell’incidente: “Tra le varie ipotesi di causa scatenante – dice – c’è anche quella dello spray urticante, stiamo facendo i rilievi. I ragazzi sono fuggiti in un’unica direzione verso la porta posteriore di sicurezza della discoteca; c’erano scale e ringhierealte un metro e mezzo che hanno ceduto sotto il peso dei ragazzi”.

 

 

“Sono vicino alle mamme, ai papà, ai familiari di quei ragazzi, fra i 14 e i 15 anni, oltre alla madre che aveva accompagnato la figliola al concerto. Ci sono indagini in corso. Ci sono alcune ipotesi. Mi sembra di potere smentire l’ipotesi che la porta della uscita di sicurezza fosse chiusa. Hanno probabilmente ceduto due parapetti, per la forza d’urto della calca dei ragazzi che uscivano – ha detto Salvini -. Nell’area c’era una sostanza che infastidiva, si parla di puzza di ammoniaca e si parla di spray urticante. È molto probabilmente vero che all’interno del locale c’era più gente, molta più gente del permesso. E su questo sono in corso dei riscontri”. Gli investigatori, ha aggiunto, “saranno più precisi nelle prossime ore. Dalle prime analisi temo ci possa essere stato un mix di cattiveria, stupidità, avidità: non si può morire in questa maniera a 14 anni, per andare a divertirsi”. E sulla tragedia interviene anche il premier Giuseppe Conte: “Ora è il momento dei soccorsi e del cordoglio – ha scritto – , ma è chiaro che sono numerose le domande in ordine alla responsabilità di questa tragedia, al rispetto delle norme di sicurezza, che dovranno trovare una risposta chiara, celere e univoca. Lo pretendiamo”
Di Maio pubblica i nomi delle vittime – “Asia Nasoni, 14 anni, di Senigallia; Daniele Pongetti, 16 anni, di Senigallia; Benedetta Vitali , 15 anni, di Fano; Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone; Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia; e mamma Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia. Sono le giovani vittime della tragedia di questa notte. È assurdo morire così”. Scrive tutti i nomi delle vittime in un post il vicepremier Luigi Di Maio che su Facebook prosegue: “Come governo – sottolinea il vicepremier – faremo massima chiarezza sulla dinamica della vicenda (se sono state rispettate tutte le norme di sicurezza) e individueremo i responsabili. Un abbraccio e un pensiero alle famiglie delle vittime e a tutti i feriti“. In mattinata, fa sapere il prefetto di Ancona Antonio D’Acunto, è prevista una riunione con le forze di polizia. Intanto la discoteca è stata posta sotto sequestro e sei addetti alla sicurezza sono stati portati nella caserma dei carabinieri per raccogliere le loro testimonianze.

“Al momento non ci sono indagati” – Lo ha detto il questore di Ancona Oreste Capocasa arrivato all’obitorio degli Ospedali Riuniti di Ancona dove sono stati portati i corpi delle vittime. “Si stanno ancora sentendo le persone…”, ha spiegato. “I ragazzi che erano dentro la discoteca – ha riferito – sono molto provati e riuscire a capire bene cosa sia successo in questi momenti non è così semplice”.  Il rispetto delle norme sulla sicurezza nella discoteca, ha riferito ancora Capocasa, è “in fase d’accertamento da parte dei vigili del fuoco, dei carabinieri e della polizia“.
Intanto il locale è sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm Paolo Gubinelli. “È una tragedia immane, ho visto scene strazianti, ho il cuore spezzato” ha detto ancora il questore. Gli investigatori “stanno sentendo e persone che erano presenti nel locale”, ha ripetuto: di certo “dopo l’uso di spray al peperoncino, i giovani si sono precipitati verso le uscite di sicurezza e subito dopo averne varcata una, sulla destra, i due parapetti in ferro non hanno retto perché erano arrugginiti. C’è stata una caduta di alcuni giovani e gli altri sono finiti sopra“.

“Abbiamo visto corpi stesi a terra” – “Era mia figlia, aveva solo 14 anni, vi rendete conto…”. Riesce a stento a tenersi in piedi, scrive l’Ansa, e urla in lacrime davanti all’obitorio degli Ospedali Riuniti di Ancona la madre di una delle vittime. Alla donna, sorretta da una parente, i sanitari presenti mettono una pesante coperta sulle spalle per coprirsi. Molti congiunti delle giovani vittime, arrivati all’obitorio, parlano in lacrime al telefono, altri siedono fuori della struttura impietriti dal dolore in una situazione quasi irreale. I genitori delle vittime sono assistiti all’ospedale Torrette dagli psicologi del Sep, servizio emergenza psicologica della Croce rossa. Alcuni di loro attendevano i figli fuori dalla discoteca, attrezzati anche con coperte in auto per riportarli a casa alla fine del concerto. Per loro sono stati attivati servizi di assistenza psicologica. “Abbiamo visto dei corpi stesi per terra –  ha detto una donna arrivata all’ospedale di Torrette di Ancona per assistere la figlia di 14 anni rimasta ferita durante la calca – coperti da teli bianchi e un uomo che si aggirava, come un sonnambulo… Continuava a ripetere “mia figlia è morta…”. “Non si può morire così a quindici anni, un pensiero e una preghiera per i sei morti di stanotte nelle Marche – ha detto Salvini – e una speranza per i tredici feriti gravi ancora ricoverati. E un impegno: trovare i responsabili di queste sei vite spezzate, chi per cattiveria, stupidità o avidità ha trasformato una serata di festa in una tragedia. Oggi alle 11 in Piazza del Popolo un minuto di silenzio per ricordare questi ragazzi”. Intanto il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli e il presidente dell’assemblea legislativa regionale Antonio Mastrovincenzo hanno deciso di annullare la manifestazione della Giornata delle Marche, “un momento di festa che si sarebbe dovuto tenere domani, perché domani sarà giornata di lutto per tutta la regione”. Proclamato lutto cittadino a Corinaldo e a Senigallia.





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Schiaffi e pugni agli anziani in casa di riposo, quattro arresti a Rimini

I carabinieri documentano oltre 100 episodi di vessazioni su cinque pazienti

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RIMINI Schiaffi e pugni per costringerli ad alzarsi dal letto di prima mattina, minacce ed insulti e altri maltrattamenti nei confronti di cinque donne ultraottantenni ospiti di una casa di cura per anziani situata nel cuore di Rimini. Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Compagnia locale, coadiuvati dai militari delle Stazioni dipendenti e dal personale del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Bologna hanno dato esecuzione a cinque misure cautelari di cui quatto arresti domiciliari e un divieto di avvicinamento, a carico dei soggetti ritenuti responsabili dei maltrattamenti. Si tratta di R.B. settantottenne originario di Chieti, ospite della struttura e ritenuto il suo responsabile, Q.S.J.L. 38enne peruviana, R.M.C. cinquantunenne riminese, K.M., cinquantunenne di origine georgiana. A divieto di avvicinamento alla struttura e ai suoi ospiti è stata invece sottoposta B.C., una trentaquattrenne di origini rumene con precedenti di polizia.

 

 

Le donne sottoposte a provvedimento cautelare lavoravano come operatrici sanitarie all’interno della casa di cura “Villa Franca”, situata a pochi passi dal Palacongressi del capoluogo romagnolo. Si tratta di una struttura privata gestita da una cooperativa locale.





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il Corriere

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