Bufale e riscaldamento globale, che cosa è rimasto del Climategate?

Preoccupati per l’emergenza fake news? I climatologi le subiscono da decenni, ma nemmeno dopo il Climategate del 2009 abbiamo capito quanto fosse grande la posta gioco

La Terra sta andando verso un’era glaciale. L’anidride carbonica in eccesso in atmosfera è benefica per l’agricoltura. Il riscaldamento globale si è fermato nel 1998. I modelli climatici sono inutili. I ghiacciai della Groenlandia si stanno espandendo. Questi sono solo alcune delle fake newsc on cui sono costretti a convivere i climatologi, e non certo dall’ultima campagna elettorale statunitense.

Come raccontato più volte su Wired è storicamente accertato che quando la scienza è scomoda può essere attivamente contrastata manipolando la realtà sul terreno delle pubbliche relazioni, sfruttando abilmente consuetudini consolidate del giornalismo come quella delle cosiddette due campane. Creare nei cittadini l’illusione di un dibattito scientifico in corso si è rivelato sufficiente a frenare le opportune regolamentazioni, come è accaduto nel caso delle sigarette, dell’ozono e dei pesticidi e naturalmente delle emissioni di gas serra.

Ora che la caccia alle fake news su internet è diventata (a parole) una crociata in nome della democrazia, potrebbe essere utile ricordare come i media tradizionali negli ultimi decenni abbiano spesso trovato nelle bufale sul clima una fonte di polemica da sfruttare più che un fenomeno da arginare.

Il cosiddetto Climategate è  forse uno degli esempi più istruttivi in questo senso.

Era il dicembre del 2009 e, mentre qualcuno di noi magari stava ancora resistendo caparbiamente all’iscrizione su Twitter e Facebook, si stava svolgendo il vertice di Copenhagen sul clima (Cop15). C’erano grandi ambizioni per questo incontro. Otto anni fa le nazioni del pianeta avrebbero potuto impegnarsi a seguire un percorso globale per la riduzione di gas serra, ma i negoziati in gran parte saltarono. Tutti riconobbero che era necessario mantenere il riscaldamento sotto i due gradi per la fine di questo secolo, ma nessun paese era disposto a impegnarsi per limitare le emissioni di conseguenza. Per avere un impegno più concreto è stato necessario attendere altri sei anni e l’Accordo di Parigi.

Il Climategate è una teoria complottista che nasce proprio qualche settimana prima dell’inizio del vertice di Copenhagen. Da un server della Climatic Research Unit alla University of East Anglia (Uk) vengono prelevati migliaia di mail e documenti generati nell’arco di 13 anni. Il bottino comincia a circolare nella blogosfera negazionista, che avvia il lavoro di quote mining, cioè seleziona espressioni che private del contesto suonano sospette. Stiamo parlando di poco più di una ventina di scienziati che comunicano privatamente su un lungo arco di tempo: per chiunque sia abbastanza in malafede trovare qualcosa di compromettente è un po’ come sparare a un pesce in un barile. C’è anche un detto attribuito al cardinale Richelieu: «Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò qualcosa sufficiente a farlo impiccare».

La citazione simbolo del Climategate è tratta da una mail del climatologo Phil Jones: “Ho appena finito di adottare il trucco di Mike su Nature aggiungendo le temperature effettive a ogni serie degli ultimi 20 anni (cioè dal 1981 in poi) e dal 1961 per quelle di Keith per nascondere il declino”.

Non solo, agli occhi dei negazionisti, sembra che gli scienziati stiano tramando per nascondere una diminuzione delle temperature, ma Mike è nientemeno che Micheal Mann (Penn State University). Mann non è solo un peso massimo tra i climatologi (è suo il grafico a mazza di hockey che mostra il riscaldamento degli ultimi secoli) ma non ha mai esitato a raccontare le sue ricerche al grande pubblico. Per questi motivi da vent’anni è uno dei bersagli preferiti dai negazionisti, e ancora oggi la sua casella di posta riceve minacce dirette a lui e alla famiglia.

Cosa vuol dire davvero la frase estratta dalle mail? Come spiega Skepticalscience il trucco di Mike a cui si riferisce Phil Jones è un trucco del mestiere: Mann nel suo lavoro del 1998 su Nature (la prima mazza di hockey) ha inserito nello stesso grafico sia le temperature effettivamente misurate, sia quelle dedotte da una serie di indicatori, in modo da presentare al meglio il cambiamento su un lungo periodo. Per quanto riguarda nascondere il declino Phil Jones sta parlando del problema della divergenza e si riferisce in particolare ai lavori di Keith Briffa. Fino al 1960 le temperature dedotte in base agli anelli di accrescimento degli alberi, combaciavano piuttosto bene con le temperature misurate dai termometri. Successivamente le due due curve hanno cominciato divergere, specialmente alle alte latitudini, e non sono ancora del tutto note le cause di questa differenza.

 

Jones ha scritto nascondere il declino in una mail colloquiale con colleghi, a cui però era immediatamente chiaro il significato: per stessa ammissione di Keith Briffa, gli anelli di accrescimento non dovrebbero essere utilizzati dopo il 1961, tanto più e oltre alle misure dirette dei termometri in quel periodo esistono molti altri indicatori indiretti a confermare il surriscaldamento. A Jones si può contestare soprattutto la scelta della parola nascondere: il problema della divergenza non si nasconde perché è noto e discusso da tutti gli esperti del settore, e ogni grafico e pubblicazione indicano chiaramente la fonte dei dati delle ricostruzioni. Per i negazionisti sembra che si possano far sparire dati sotto il tappeto come se niente fosse, quando la preoccupazione dei climatologi è è di pubblicarli, preferibilmente prima che lo facciano dei colleghi, indicando le variazioni inattese e le incertezze di ogni sistema di misura.

Il caso arriva sulla stampa tradizionale grazie al blog su The Telegraph di James Delingpole, ora (ovviamente) a Breitbart Uk. Delingpole grida allo scandalo coniando Climategate, e altri autori, questa volta sul giornale vero e proprio, nei giorni successivi rincarano la dose parlandone come del peggior scandalo scientifico della nostra generazione. Oggi parleremmo di fake news, ma ricordiamoci che stiamo parlando del Telegraph, giornale fondato nel 1855, non di una pagina facebook a caccia di click…

E in breve la stampa si adegua: alla vigilia del vertice di Copenhagen la fake news dei climatologi che complottano in tutto il mondo da decenni per nasconderci la verità è sulla bocca di tutti.

Non è stato certamente il Climategate a far fallire il vertice di Copenhagen, ma l’obiettivo di vendere il dubbio ai cittadini è stato raggiunto: quanto ci possiamo fidare dei climatologi (e degli scienziati in generale)? Uno scandalo come questo non ci dice forse che ci sono più punti di vista sulla questione?

Climategate

“Il riscaldamento globale è basato su scienza difettosa e su dati manipolati come mostrato da email trapelate”.

Naturalmente ogni singolo scienziato è stato ripetutamente scagionatodalle accuse di cattiva condotta, ma ad anni di distanza il Climategate ha ancora un posto d’onore nella mitologia negazionista. Viene presentato come una e vera e propria propria pistola fumante della disonestà dei climatologi, e del loro eterno complotto per imporci politiche liberticide a favore dell’ambiente.

Nel 2011 e nel 2017 due analoghi leak di mail (Climategate 2.0 e Climategate 2) hanno messo in moto un copione simile, ancora grazie alla simbiosi tra blog complottisti (i primi a riprendere i leak) e giornali mainstream pronti a commentare su una presunta guerra intestina alla comunità scientifica.

Come recita un articolo dello scorso pubblicato su Grist all’indomani dell’elezione di Donald Trump Fake news is old news to climate scientists.

     
 
 

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI

 

Licenza Creative Commons

 

 

 

Crediti :

Wired

Categorie
Bufale

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma.
Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni
Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Nessun Commento

Replica al Commento

Per commentare come utente registrato puoi connetterti tramite:




*

*

Lista Siti fake
Preti Pedofili
Libere Donazioni

TI POTREBBE INTERESSARE