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Quando ci vuole ci vuole, tanto è vero che Buzz Aldrin, il secondo uomo a camminare sulla Luna, non ha riportato alcuna conseguenza penale per quel pugno sferrato al volto di un tipo che crede che le missioni Apollo siano un inganno ordito dal governo americano con la complicità della Nasa e degli studios di Hollywood.

Opinione più che legittima, per quanto non sostenuta da prove, ma comunque da non impugnare come una clava aggredendo l’anziano astronauta in pubblico accusandolo di essere  «un codardo, un bugiardo e un ladro». Pesanti calunnie che hanno innescato il destro dell’eroe dell’Apollo 11, come registrato in un video diffuso in questi giorni durante i quali si ricorda il 50° anniversario della conquista della Luna. Un video visto e twittato da oltre due milioni di persone in poche ore.

n realtà l’episodio di Beverly Hills è del 2002 e riguarda, come riporta Usa Today, l’ex regista Bart Sibrel, del Tennesee, che all’epoca aveva 38 anni, così come Buzz Aldrin di anni ne aveva allora 72 quando reagì con le maniere forti a quelle assurde accuse espresse con tanta e immotivata veemenza nei confronti per di più di una persona di quell’età. La polizia lasciò poi perdere ritenendo, con coerenza, che il pluridecorato Aldrin fosse stato provocato.

Il pugno arrivò dopo un lungo tampinamento di Sibrel al quale Aldrin, nella sua spaziale pazienza, aveva comunque inizialmente concesso di esprimere le proprie idee. Niente, l’inseguimento davanti alla sala-conferenze era proseguito a lungo fino a culminare nell’aggressione verbale con una sfilza di calunnie.

Con queste sceneggiate, del resto, Sibrel, autore di alcuni film “corti, si era un fatto un nome utile a sostenere la tesi del complotto firmando alcuni “documentari” puntualmente smentiti dagli scienziati. Per anni ha inoltre molestato  Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins chiedendo loro di giurare sulla Bibbia. Di solito incassava un cortese diniego ma quel giorno del 2002 gli andò peggio. Buzz Aldrin era a Beverly Hills per assistere a un programma giapponese per ragazzi e venne avvicinato pià volte da Sibrel, con la Bibbia in mano, all’uscita dell’hotel. Aldrin gentilmente rifiutò per l’ennesima volta di prestarsi all’assurda “cerimonia”, ma poi Sibrel continuò a importunarlo fino a urlargli in faccia quella serie di ingiurie. Nonostate la differenza di età e di altezza, l’anziano e assai più basso astronauta si liberò infine del molestatore.

In questi giorni dedicati all’epopea lunare la vicenda è stata rievocata andando a cercare lo stesso Sibrel che non ha cambiato idea: crede anncora alla – ridicola – ipotesi della cospirazione che avrebbe coinvolto 400mila persone per fingere di mandare l’uomo sulla Luna persino con la complicità indiretta anche dei russi che seguirono in diretta lo sbarco con le loro sonde senza poter fare altro che ammettere la sconfitta.

Come ha ricordato anche di recente Samantha Cristoforetti, citando i protagonisti di quell’impresa, sarebbe stato molto più difficile fare finita di andare sulla Luna che sbarcarci davvero.



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il Messaggero

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Trump bipolare: “Siamo pronti a negoziare con l’Iran”

Una richiesta di collaborazione definita “incredibile” dall’ambasciatore iraniano all’Onu, Majid Takht Ravanchi.

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Dopo l’uccisione del comandante iraniano Qassem Soleimani in un raid in Iraq la scorsa settimana, un atto di legittima difesa per Washington, gli Stati Uniti non escludono altre misure – “se necessarie” – per difendere i cittadini e gli interessi americani in Medio Oriente. I media internazionali danno notizia di una missiva in tal senso dell’ambasciatrice americana all’Onu, Kelly Craft, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Al contempo gli Usa sono “pronti a impegnarsi senza precondizioni in negoziati seri con l’Iran” per evitare un’ulteriore escalation.

Trump: “Ora nuovo accordo sul nucleare” Una richiesta di collaborazione definita “incredibile” dall’ambasciatore iraniano all’Onu, Majid Takht Ravanchi. “L’Iran non si farà ingannare dal presidente americano che proporrà la sua collaborazione dopo aver imposto sanzioni senza precedenti”, afferma l’ambasciatore all’agenzia ufficiale iraniana Irna, in quella che sembra la prima risposta ufficiale di Teheran al discorso di ieri pomeriggio di Trump. Per l’ambasciatore si tratta di “terrorismo economico”.



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Globalist

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Parigi, accoltella passanti urlando “Allah Akbar”: due morti, uno è l’aggressore

Lʼattacco è avvenuto in un parco a Villejuif, comune della banlieue parigina. Ci sono anche due feriti

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Un uomo ha pugnalato alcuni passanti a Villejuif, nei pressi di Parigi, prima di essere ucciso dalla polizia. Delle persone aggredite una è morta e altre due sono rimaste ferite. Alcuni testimoni hanno riferito che l’aggressore indossava una djellaba (tunica tradizionale del Nordafrica, ndr), aveva la barba e che durante l’attacco avrebbe gridato “Allah Akbar”.
Il parco delle Hauts-Bruyères – L’aggressione è avvenuta alle 14 nei pressi del parco delle Hauts-Bruyères. Artificieri al lavoro per verificare se l’uomo ucciso avesse anche degli esplosivi. Intanto è stata chiusa al traffico l’autostrada che passa nei pressi del parco.

Il parco delle Hauts-Bruyères – L’aggressione è avvenuta alle 14 nei pressi del parco delle Hauts-Bruyères. Artificieri al lavoro per verificare se l’uomo ucciso avesse anche degli esplosivi. Intanto è stata chiusa al traffico l’autostrada che passa nei pressi del parco.

In diretta da Parigi

In diretta dalla Francia: la polizia ha sparato contro un uomo che ha accoltellato diverse persone nel parco dipartimentale Hautes-Bruyères nel comune di Villejuif nella periferia sud di Parigi. L'aggressore è stato ucciso dalla polizia.https://sptnkne.ws/ATKP

Posted by Sputnik Italia on Friday, January 3, 2020

 

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Tg Com

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Londra, attentatore era 28enne Usman Khan, in libertà vigilata, era stato condannato per terrorismo

Attacco ieri sera anche all’Aja, dove 3 minorenni sono state feriti con un coltello da un uomo tuttora in fuga. A Parigi evacuata la Gare du Nord dopo che la polizia ha trovato nella borsa di un viaggiatore un pezzo di artiglieria definito però ‘inerte’

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Si chiamava Usman Khan, aveva 28 anni ed era in libertà vigilata dopo una condanna per terrorismo l’attentatore che ieri sul London Bridge nel cuore di Londra ha accoltellato i passanti uccidendone 2 e ferendone 3. Poi, è stato bloccato dai passanti e ucciso dalla polizia. Khan era stato rilasciato in libertà vigilata l’anno scorso, dopo aver scontato sei anni per reati di terrorismo.  Il ragazzo era stato condannato nel 2012 e rilasciato a dicembre 2018 “su licenza”, il che significa che avrebbe dovuto soddisfare determinate condizioni o sarebbe tornato in carcere. Diversi media britannici hanno riferito che indossava un braccialetto elettronico alla caviglia.    Prima dell’attacco Khan stava partecipando a un evento a Londra ospitato da Learning Together, un’organizzazione con sede a Cambridge che lavora nell’istruzione dei carcerati.    L’antiterrorismo britannica afferma che la polizia non sta attivamente cercando altri sospetti. L’uomo indossava un finto giubbotto esplosivo.

In un video, si vede l’aggressore a terra e altre persone in lotta con lui. Uno degli eroi che ieri hanno bloccato l’assalitore e cercato di salvare la vita ad una delle vittime dell’attacco sul London Bridge, è un omicida in libertà vigilata.    Secondo quanto scrive il Mail Online, l’uomo è James Ford, un 42enne condannato all’ergastolo nell’aprile del 2004, con un minimo di 15 anni da scontare, per l’omicidio di Amanda Champion, una ragazza di 21 anni con difficoltà di apprendimento.    Fonti del governo hanno confermato che Ford si trovava ieri sul London Bridge al momento dell’attentato. La famiglia della ragazza ha espresso al tabloid “rabbia e shock” per averlo visto in libertà. “Non è un eroe. E’ un assassino inlibertà vigilata e noi non sapevamo niente” del suo rilascio, ha detto Angela Cox, la zia di Amanda Champion: “Ha ucciso una ragazza disabile. Non è un eroe, assolutamente no”.   La Cox, riporta il Mail Online, ha appreso del rilascio di Ford ieri stesso: “L’ufficiale di collegamento di polizia – ha proseguito – mi ha chiamata dicendomi che era in tv. Sono molto arrabbiata. Lo hanno rilasciato senza nemmeno avvertirci”. “Qualsiasi membro della mia famiglia avrebbe potuto essere a Londra ed incontrarlo per caso”, ha proseguito. E poi: “E’ stato un vero shock. E’ una cosa terribile”.



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Rai News

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