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Bullismo mediatico. Un mostro in prima pagina

Questa è la seconda parte di un comunicato inerente al “bullismo giornalistico”

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Avevo scritto un comunicato in precedenza. Alla luce dei nuovi sviluppi sull’episodio di bullismo avvenuto all Itc di Lucca occorre evidenziare parti più gravi conseguenza di un feroce accanimento giornalistico.

marco dimitri

Come ormai è noto, è stato diffuso un nuovo video dove il ragazzino bullo darebbe addirittura delle testate con il casco al proprio professore.

Su questo video sono stati imbastiti articoli a mio avviso molto “pompati”

bullo lucca

Ma vediamolo questo video

 

Al di la di un triste gesto di irriverenza nei confronti del professore, non vedo alcuna testata, il ragazzino indossa il casco, fa dei versi mentre gli altri filmano e ridono.

Il consiglio di disciplina, alla mercè del linciaggio giornalistico ha messo in atto quella che deve essere una punizione esemplare: la bocciatura.

Per il resto ci ha pensato il popolo italiano, ovviamente siamo tutti santi in Italia, a terrorizzare il bullo con minacce che arrivano fino alla morte.

Nel frattempo che il popolo izzava contro un ragazzino di 15 anni con evidenti problemi che andrebbero forse trattati in sede di analisi psicologica, sono passate quasi inosservate le seguenti notizie:

Picchia la compagna incinta e la fa abortire

Lancia il cane dal settimo piano e aggredisce i poliziotti

Anziano preso a pugni e mandato in coma per rubagli il portafogli

(quest’ultima notizia ha fatto un po’ più di scalpore perchè l’autore non è di nazionalità italiana)

Aggiungiamo le solite stragi in famiglia ormai frequentissime, basta leggere le agenzie.

 

Ma il popolo ha trovato il mostro ideale,  su cui riversare il proprio bullismo: un ragazzino di 15 anni con evidenti problematiche da essere gestite in campo medico.

La realtà era che il bullo ormai si era giocato l’anno scolastico tanto da essere diventato il capobranco che fa ridere i compagni attaccando l’autorità.

Lo dice in sede di intervista a “le Iene” (si… il caso di una stupida goliardata è arrivato pure li)

«Quando ho visto il video mi sono sentito una nullità. Avevo l’aria di chi vuole fare il bullo, ma io bullo non lo sono»

«Ho fatto una cazzata grossa», continua il ragazzino. E lo ripeterà diverse altre volte. «Mi dicevano “dai, fai casino, tanto verrai bocciato”. Mi incitavano ad andare avanti». Sostiene che non sapeva che in quel momento c’era un suo compagno con lo smartphone acceso, intento a registrare le sue imprese. Ma tanto, dice «l’avrei fatto lo stesso».

Nel futuro prossimo di questo ragazzino, oltre alla bocciatura decisa del consiglio di istituto, c’è un più che probabile processo: «Sono stato denunciato, senza la denuncia non avrei capito che cosa ho fatto». Nel suo presente, ci sono anche le minacce. Quelle che – racconta – gli arrivano «da persone di quarant’anni che su Instagram, Facebook, Youtube,  mi mandano messaggi come “Viene a Lucca, a fare il grosso, che ti si ammazza”. Ora i miei genitori hanno paura e non mi fanno uscire. Al massimo posso andare al campino a giocare a pallone».

Siamo in uno stato teocratico o in un Regno Vaticano, come diceva la prof. Margherita Hack.

Bene, si impongono con la forza i crocifissi nelle scuole, si rivendicano radici cristiane ma allora perchè nessuno porge l’altra guancia? Perchè viene sempre dimenticato il perdono?

Ma i cristiani preferiscono le vecchie maniere, i roghi giornalistici che bruciano per tutta la vita. L’unico sentimento che appare evidente è quello di autoproclamarsi giudice, giuria e boia. Più l’imputato è fragile, più il fumo nero dell’oscurantismo fatica a dissolversi.

Marco Dimitri

 
  

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Il leader, la mandria, i vaganti

L’emblema per scaricare il disagio è pronto. Ora via libera alla danza dei giustizieri

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Il crollo del Paese ha aperto la strada alle più subdole combinazioni di pensiero. Ormai si può tranquillamente parlare di irrecuperabilità.

marco dimitri

Serviva solo un leader che incarnasse lo squallore, che fosse il lasciapassare all’espressione del disagio.

Mandrie di vaganti che sbucano da ogni dove, ora hanno una speranza, una traballante direzione, una religione. Del resto, quando tutto è irrecuperabile, l’azione che più fermenta intimamente è la distruzione.

Questa distruzione pare venire esercitata in maniera quasi infantile: il mio Paese, la mia proprietà, la mia religione, le punture che fanno male.

In sintesi sembra che la società dei valori, della fratellanza, dell’uguaglianza sia precipitata goffamente nel cratere dell’oscurantismo.

I nemici vengono eletti di volta in volta, comunque sempre le minoranze. Sono tornate le guerre tra bianchi e neri, tra carnagione chiara e carnagione scura, sono tornati i pestaggi, degli “uomini neri”.

Non ci troviamo davanti ad una regolarizzazione dell’immigrazione ma a vere e proprie azioni punitive dettate dall’odio e da quel poco di potere che una carica statale può concedere.

Vero, ci sono forme di criminalità esercitate da persone immigrate, stupri, e tutto ciò che di marcio si può leggere nelle cronache.

Sono queste le persone da allontanare, ma questo a prescindere dall’etnia, dal colore della pelle.

In italia viene consumata una strage in famiglia praticamente ogni giorno, basta leggere le cronache. I carnefici sono italiani, questo è un fenomeno praticamente rimasto sempre presente, ancora prima delle “invasioni” ancora prima della discriminazione dei meridionali.

A rendere ancora più buio questo periodo vengono inventate notizie false “bufale” “Fake News” dove l’epicentro è un uomo di colore o un gruppo di neri che compiono reati terrificanti, violentano bambini, uccidono, percepiscono pensioni faraoniche senza avere mai lavorato.

Tutte bufale, basta controllare.

Purtroppo le mandrie si limitano a condividere questo tipo di notizie, aggiungendo una “faccina” arrabbiata.  Anche se si fa notare che la notizia è finta, la condivisione continua.

E perchè non includere anche le donne che praticano l’aborto nel calderone dei “mostri”. Assassine pure loro, bisogna mettere illegale l’aborto. Stessa cosa capita per gli omosessuali, troppi capricci, le donne devono andare con gli uomini e gli uomini con le donne.

E’ ora di mettere la testa a posto.

La scienza? Abbiamo la religione, cosa ce ne facciamo della scienza? Basta prendere una laurea su Google in cinque minuti per capire che i vaccini uccidono,  per capire che il cancro è provocato dal vaccino contro l’influenza.

Lo dice anche il governo, 10 vaccini sono troppi, possono fare male. Le morti per morbillo? Ma sono solo 6! Peccato che 6 bambini sono morti, non sono 6 oggetti, la scienza tramite una costante ricerca ha fornito traguardi e soluzioni a malattie un tempo impossibili da curare. Sono state fermate epidemie terribili, peste, colera, vaiolo. Ovviamente le mandrie, i vaganti, sono felici così, è sufficiente una famiglia tradizionale, un dio tradizionale, un lavoro, una terra non invasa.

 
  

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Quando i “Negri” erano i “Terroni”

Il deragliamento italiano

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Oggi 2018 è tornato ad imperarel’odio razziale, stavolta, con la stessa poca fantasia di un tempo,  i conflitti sono tra popolazione di carnagione bianca e popolazione di carnagione nera.

Il diapason è pressoché identico  alle lotte civili tra settentrionali  e meridionali.

marco dimitri

Secondo chi accusava, i meridionali chiamati con disprezzo “terroni” per evidenziare l’ignoranza contadina, la sporcizia di chi sta a contatto  col suolo, il marciume, le feci,  l’emigrazione  dal meridione e l’immigrazione al nord erano l’appropriazione dei posti di lavoro,  l’esportazione della criminalità,  l’usurpazione da un trono conquistato con la lotta ed il lavoro.

Lo status di povertà mostrava famiglie dal volto recitato e sofferente, una prole che arrivava anche a 12 figli. Puntualmente arrivavano in massa, la valigia era uno scatolone legato con lo spago, le barbe incolte,  i corpi maleodoranti, le urla, quel modo di parlare come se l’interlocutore fosse a 200 metri invece che a 30 centimetri. Spesso famiglie intere dalla prole numerosa che diventava bullismo, delinquenza, , violenza carnale, rapine, furti. Altri “rubavano il lavoro” padri di famiglia volenterosi che erano in grado anche di svolgere tre lavori contemporaneamente, privando altre persone native del luogo di un lavoro.

Si, lo stesso diapason, qualche anno fa erano i “terroni” oggi sono i “negri” la minaccia che porta via il lavoro agli italiani, che dissemina  terrore e violenza, che stupra, che puzza, che è ancora più brutta.

Come spesso accade sono le differenze ad essere trasformate in diversità, in  emarginazione, perchè più sei emarginato più sei la feccia,  e più sei differente più la differenza ti fa sentire l’onesto, quello che può puntare il dito oggi ed il fucile domani.

Sembra insomma che l’emancipazione dell’uomo medio sia arrrivata al fiore, di più non può dare, di più non può capire, ora tutto appassisce come ogni cosa bella inizia a declinare.

 

“E’ tempo di avere un leader che dia motivazione, energia, appoggio al massacro, è tempo di gettare di nuovo la scienza sul rogo perchè sono le medicine che ti fanno diventare matto. Ecco perchè c’è una strage in famiglia quasi ogni giorno nella nostra Italia, ecco perchè i carnefici non sono solo neri, non sono solo del sud.”

L’Italia è deragliata, per quanto si cerchi di costruire un colpevole, rimarrà sempre un Paese uscito dai binari.

 
  

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Cosa accadrà quando Padre Pio e le forze ribelli non riusciranno più a contenere le epidemie di morbillo?

Ci avviseranno con segnali subliminali? Troveranno un rimedio all’americana dove gli ultimi 7 secondi saranno destinati al crollo delle case farmaceutiche sotto i duri clpi delle spade laser. Non faranno nulla?

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Li senti quasi squittire per le strade: “Morbillo? Ma li è tutto un giro di soldi, nessuno nella mia famiglia è morto col morbillo, ecco al limite possono servire gli antibiotici se uno fatica a guarire dal morbillo!”.

Malattie come peste, vaiolo, lebbra, sono state debellate dai vaccini. In quel caso però si fa finta di nulla, ciò che è lodevole traguardo unano viene riversato nel cuore delle statue dopo che il santo dei santi abbia accolto e dato il benestare. Attenti però, un salumiere, un impiegato delle poste, un barbiere potrebbero scoprire il bluff: “Quella roba fa finta di curarci ma in realtà ci fa venire il cancro” .

Succede che studiosi che hanno dedicato l’intera vita alla ricerca vengano viste come la radice del male, pronta a speculare. E’ uno sporco gioco che usa il terrore partorito dall’ignoranza nei confronti di un nemico molto più forte, un nemico che non può fingere, ha l’obiettivo di ucciderti ed il potere di nascondersi.

Mai arrendersi. L’informazione va sempre erogata dagli organi competenti. Dispiace però vengano inquadrati, nel mirino dell’imbecillità, esperienze e risultati così cristallini da avere debellato senza ombra di dubbio, malattie terribili, dispiace si debba tornare a ricamare col filo di una ignoranza cronica. In poche parole fluttuando nella mente di certi “politici” la vita di un bambino sembra valere meno di una tessera di partito. Secoli di studi (e di risultati positivi) dovrebbero cedere al sapere scientifico di chi si sbalordisce nell’osservare acqua e aceto messi assieme iniziare la danza magica del frizzare.

Marco Dimitri

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