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Medicina

Burioni lancia «Medical Facts» contro le fake news della medicina: «Bullizzo chi dà false speranze»

Il virologo apre un sito gestito con altri medici per smontare le bufale sui vaccini: «Tratto male chi si approfitta delle persone e fa, scientemente, disinformazione»

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Roberto Burioni ha i modi spicci e il fare burbero come quello dei dottori che curano i malati. En come i medici, è testardo: non è finita fino a quando non è finita. La battaglia iniziata un po’ per caso sui social per smontare le bufale sui vaccini diventa da oggi MedicalFacts, un sito gestito con altri medici di altre specialità, per contrastare le fake news in ogni campo della medicina.

«Avevo promesso di chiudere la mia pagina Facebook quando mia figlia Caterina faceva il suo ultimo vaccino. Ora che è arrivato quel momento mi è sembrato stupido disperdere il fortissimo rapporto di fiducia che si è instaurato con chi mi segue: mi sembrava di dilapidare un patrimonio». Ma un sito è più articolato, quasi un giornale. «Invece di fare un passo indietro, faccio un passo avanti per spiegare come non ci sia nulla da temere dai vaccini. E non parleremo solo di quello. Ci saranno articoli sulle malattie infettive, i migranti che qualcuno dice porterebbero malattie, gli antibiotici».

Con una redazione? «Con un gruppo di medici che scriverà di ciò che è esperto e che credo si amplierà. Già ora ricevo molte mail di colleghi che si offrono per collaborare. Divido gli sforzi con il professor Mancini, dell’Ospedale San Raffaele e due esperti di comunicazione. Michele Dalai e Alessandro Scarinci. Perché io di comunicazione so zero. Diciamo che sto alla comunicazione, come Red Ronnie alla scienza».

 

MEDICAL FACTS

Circa un anno fa, osservando con sorpresa il grande successo di questa pagina mi chiesi quale potesse essere il suo destino nel futuro. Pensai che la cosa migliore fosse chiuderla nel momento dell’ultimo vaccino dell’infanzia di mia figlia Caterina. Anche se potete non crederci, diventare famoso non è mai stata una mia priorità, ambizioni politiche ho dimostrato di non averne con i fatti e per chi mi immagina avido, i ritorni economici del mio impegno pubblico sono stati irrisori rispetto al tempo impiegato e ai guadagni che offriva e offre la mia attività professionale.Però l’ultimo vaccino di Caterina è arrivato alla fine dell’anno scorso e, come vedete, questa pagina non l’ho chiusa. Questo perché, riflettendo, ho capito di avere stabilito con tante persone un rapporto di fiducia reciproca: mi leggete, comprendete quello che dico e credete a quello che dico. Siccome trasmettere informazioni corrette in campo medico è importante (si salvano letteralmente delle vite), ho ritenuto che disperdere questo patrimonio di fiducia sarebbe stato veramente un peccato.Allo stesso tempo, sfruttare questo rapporto solo per parlare di vaccini è limitante: ci sono tanti altri argomenti interessanti, importanti e riguardo ai quali girano pericolose menzogne. Dunque, invece di chiudere la pagina, ho deciso di alzare l’asticella. Non più solo vaccini, ma anche altri argomenti.Ovviamente non da solo, perché non voglio mettermi a parlare di cose di cui non sono esperto, per cui mi farò aiutare da bravissimi colleghi che vi sapranno parlare, con il mio aiuto, di altri importanti argomenti con lo stile chiaro e comprensibile che ha sempre contraddistinto questa pagina.Allo stesso tempo a questa pagina – che continuerà ad esistere, ampliando ed arricchendo i contributi – si affiancherà il sito MEDICAL FACTS (www.medicalfacts.it), per rendere più facile la consultazione e la ricerca degli argomenti e per avere a disposizione uno spazio che su questa pagina sarebbe impossibile ricavare. Nel sito ci saranno articoli, video, approfondimenti, dati, insomma tutto quello che vi può venire voglia di sapere riguardo alla vostra salute e che qui su Facebook dovreste cercare con fatica. In futuro arriveranno altre novità, sulle quali sarete tempestivamente informati in questa pagina.Per me è un nuovo impegno ma lo affronto con entusiasmo, sicuro che possa essere qualcosa di utile per tutti voi, per i vostri bambini, per i vostri cari e per tutta la società.Perché in medicina contano i fatti, e non le opinioni.www.medicalfacts.it PS: Per la prima volta, vi prego di condividere e diffondere questo messaggio, per vincere insieme la scommessa contro l'ignoranza e l'egoismo.#MedicalFacts

Posted by Roberto Burioni, Medico on Sunday, November 25, 2018

 

Eccolo il ruvido Burioni. Ha sempre una parola buona per tutti, eh? «No. Non sono ruvido. Non ho mai risposto male a chi fa una domanda o a chi attraversa una situazione di disagio. Io tratto male chi si approfitta di queste persone e fa, scientemente, disinformazione». Per questo suo modo di fare lei è stato duramente contestato anche da Dario Corallo, il 30enne candidato alla segreteria del Pd. «Non dobbiamo bullizzare le persone come un Burioni qualsiasi», ha detto dal palco dell’ultima assemblea. «E per questo mi sono arrabbiato. Io bullizzo solo chi spaventa le persone, e chi dà false speranze. Non chi è in difficoltà. Certe cose riguardo ai vaccini semplicemente non si possono dire. La scienza non è democratica».

Dare speranze è un po’ il compito dei politici, non crede? «Non credo che la politica debba fare disinformazione. E molti politici lisciano il pelo a chi ha un atteggiamento antiscientifico. Non solo sui vaccini: pensi agli Om, la Xilella, il caso Stamina». E come pensa di poter incidere? «Sono fuori dai partiti,ma non rinuncio a fare politica. Voglio tenere alta la voce della scienza e della ragione che oggi è più flebile». Come mai? «I medici hanno perso il rapporto col paziente. La specializzazione ha portato a una maggiore efficienze della professione, a scapito dei rapporti umani».

E si riconquista la fiducia bullizzando gli antivaccinisti? «Io cerco di fare notare alle persone quanto è sciocco uno che dice che 2+2 fa 5 o che guidare ubriachi non è un rischio. Ma so benissimo che la sola informazione corretta non basta». Serve esporre i novax a «popolar ludibrio»? «No, ma dobbiamo anche convincere. Non basta trasmettere un dato. Dobbiamo dargli forza. Chi sceglie di rinunciare a un vaccino alla chemio, non lo fa su una base razionale. Per fargli cambiare idea dunque, non possiamo fare sconti alle strampalate idee cui certe persone credono. Non è un gioco. E uno non vale uno. La scienza non è democratica, le ripeto».





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il Corriere

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Medicina

Teramo, radiato dall’albo il ginecologo No Vax Roberto Petrella

Teramo. E” stato radiato dall”Ordine dei medici di Teramo il ginecologo Roberto Petrella, noto per le sue posizioni critiche in particolare sul vaccino anti Papillomavius Hpv.

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Roberto Petrella il medico No Vax radiato dall'Ordine

La decisione dell”Omceo abruzzese era attesa da giorni dopo la discussione del caso il 4 giugno scorso, e nel frattempo Roberto Petrella aveva preannunciato l”intenzione di presentare ricorso contro un eventuale provvedimento. “Mi hanno radiato (medico di 72 anni in pensione) perché ho criticato la vaccinazione”, ha comunicato in queste ore via social.

Noi medici dobbiamo fare pulizia in casa nostra”, commenta il virologo ”pro-vax” Roberto Burioni.

Non mi hanno voluto far parlare – scrive Petrella in uno dei suoi tanti, lunghi post su Facebook – per ripetere le stesse cose che avevo detto al presidente dell”Ordine dei medici di Teramo in passato” e sulle quali “avevo fornito una ricca documentazione”, precisa. “L”unica mia colpa è quella di aver consultato testi acquistabili in ogni libreria e aver consolidato concetti utili all”informazione”, aggiunge. E “non esiste radiazione – chiosa – se esiste la verità scientifica”.

Non ho mai espresso contrarietà ai vaccini”, sostiene ancora Petrella. “Sono favorevole alla vaccinazione, ma contrario all”obbligatorietà. Può essere questo un motivo di radiazione?”, chiede. “Come mai non viene radiata la ministra Grillo? Era contro la vaccinazione obbligatoria”.





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Cityrumors

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Medicina

Bambina col tetano a 10 anni in rianimazione a Verona, non era vaccinata

La piccola è ricoverata in ospedale in gravi condizioni. L’infezione dopo una sbucciatura a un ginocchio. Il medico e divulgatore scientifico: colpa dei somari no vax

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VERONA Alla vigilia del termine ultimo del 10 luglio per la presentazione del certificato vaccinale in regola con i dieci sieri obbligatori per i minori da zero a 16 anni iscritti all’anno scolastico 2019/2020, nel Veneto scoppia un caso destinato a riaccendere le polemiche. Una bambina di dieci anni, non vaccinata, è stata ricoverata in Azienda ospedaliero-universitaria di Verona con il tetano. La piccola stava correndo ed è caduta, sbucciandosi il ginocchio. L’impatto con il terreno è stato il canale di ingresso dell’infezione, che ha un decorso molto veloce. Per fortuna i genitori si sono resi conto che non si trattava di una comune ferita superficiale ma c’era qualcosa che non andava, così martedì mattina dalla provincia di Verona, dove la famiglia abita, sono corsi all’ospedale. La bimba è stata ricoverata in Rianimazione pediatrica a Borgo Trento ed è in prognosi riservata. E’ cosciente ed è sottoposta a terapia con immunoglobuline per arginare la malattia infettiva acuta, non contagiosa, causata dal batterio Clostridium tetani. Può attaccare il sistema respiratorio ma anche gli altri organi. Il periodo di incubazione varia da 3 a 21 giorni e i sintomi sono contrazioni muscolari, febbre, sudorazione, tachicardia.

La situazione clinica

La bambina è in prognosi riservata, i medici monitorano l’evoluzione della patologia, in fase acuta, per capire come dosare la terapia in tempo reale, man mano che si sviluppa il decorso. «La paziente è sotto controllo giorno e notte — assicura Francesco Cobello, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Veronanella complessità del caso, la tempestività della diagnosi è stata decisiva. Non è sempre facile, non si pensa subito al tetano». Soprattutto in un bambino, che dovrebbe essere vaccinato. Ecco perché questo è un caso raro. Tra il 2003 e il 2017 il Veneto, tra Padova, Dolo e Treviso, ha registrato altri episodi di tetano ma tra gli anziani, l’ultima delle quali è morta due anni fa a Conegliano. Aveva 90 anni. «E’ una vicenda allucinante, a maggior ragione nel 2019 — commenta Franco Pisetta, segretario regionale della Fimp, sigla dei pediatri —. Dopo la legge sull’obbligo vaccinale c’è stato un buon recupero degli inadempienti (ora nel Veneto il livello di copertura vaccinale è risalito fino a raggiungere la soglia di sicurezza del 95%, ndr), ma per convincere gli ultimi resistenti bisognerebbe cominciare ad applicare anche le sanzioni. Cioè il divieto di frequenza all’asilo e le multe fino al biennio delle superiori. I genitori devono capire che le vaccinazioni vanno fatte per tutelare la salute dei loro figli».

L’influenza dei no vax

I no vax però, nati proprio in Veneto, nel Vicentino per l’esattezza, continuano ad avere un’influenza pesante su uno zoccolo duro compreso tra l’1% e il 5% dei genitori. «Queste persone o non vengono in ambulatorio oppure non ci dicono che i loro bambini non sono vaccinati — aggiunge Pisetta —. E noi, non potendo accedere all’Anagrafe vaccinale regionale, non possiamo saperlo. Consentirci la consultazione dello stato dei nostri pazienti sarebbe un aiuto fondamentale per cercare di far ragionare le famiglie. Altrimenti succedono episodi come questo, inconcepibile: di solito pure i no vax almeno l’antitetanica e l’antidifterica le accettano».Dell’accaduto è stata informata la Regione, in collegamento con l’ospedale di Verona attraverso la Direzione della Prevenzione. Mercoledì mattina si attende un bollettino ufficiale con l’aggiornamento della situazione, pur nel totale rispetto della privacy della minore.

L’intervento di Burioni

«Sul tetano girano tantissime bugie. I somari antivaccinisti sostengono che non è un pericolo reale per chi non vive a contatto con gli animali, che basta pulire le ferite con acqua ossigenata per evitarlo, che si può prevenire con la vitamina C e che spesso si è immuni naturalmente. Tutte scemenze». Lo scrive Roberto Burioni, il medico e divulgatore scientifico, noto per le sue battaglie sui social contro la campagna no vax, commentando sulla sua pagina Facebook il caso della bambina di 10 anni non vaccinata che a Verona ha contratto il tetano. «Il pericolo è ovunque – spiega Burioni -, anche una piccolissima ferita può provocarlo, l’acqua ossigenata e la vitamina C sono inefficaci e soprattutto non esiste una immunità naturale. Anche chi ha preso il tetano ed è guarito non è immune. L’unico modo per essere protetti è vaccinarsi». «Purtroppo – sottolinea Burioni – molti genitori non vaccinano i loro figli. Che poi, sfortunatamente, si ammalano gravemente, come in questo caso. Chi risarcirà questa bambina delle terribili sofferenze che le sono state inflitte dai genitori che non l’hanno vaccinata? Chi risarcirà lo Stato delle spese sanitarie che si dovranno sostenere? E se quel posto in rianimazione servisse per un altro bambino?. Chi non vaccina i propri figli è un incivile egoista. Per seguire la sua ignoranza e la sua superstizione danneggia i suoi figli e la società. A causa delle loro bugie e della loro follia c’è una bambina in rianimazione a Verona» conclude Roberto Burioni.





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Medicina

Rimini, vaccini e multe: il Tar dà torto ai no vax

Respinto il ricorso contro l’ordinanza sindacale che prevede sanzioni per le famiglie che non vaccinano i figli

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Rimini, 22 maggio 2019 – Il Tar dell’Emilia Romagna, ha rigettato l’istanza cautelare proposta da privati contro l’ordinanza sindacale sull’inottemperanza agli obblighi vaccinali. Nel dispositivo, il Tar ha motivato che ‘…nella comparazione dei contrapposti interessi, risulta manifestatamente prevalente la tutela del fondamentale interesse pubblico alla salvaguardia della salute rispetto all’interesse privato fatto valere in giudizio’.

Oltre al rigetto dell’istanza, il Tribunale ha anche condannato i ricorrenti al pagamento degli onorari del giudizio cautelare a favore del Comune. «Una sentenza importante, non solo per Rimini – è il primo commento dell’amministrazione comunale – perché afferma chiaramente come la tutela della salute venga prima di ogni altra cosa. Un risultato che, crediamo e speriamo, possa finalmente dare certezze al Paese intero».





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