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Burkini e burka, la favola della libera scelta

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Mentre incalza la polemica sul burkini si e burkini no, in pochi si rendono conto del massacro alla dignità della donna. Si continua a credere che, le religioni, siano frutto di una libera scelta

ostrarsi in pubblico nascondendosi, perchè un testo considerato sacro lo afferma, è  il risultato di un obiettivo centrato: inibire l’oggetto del desiderio maschile, fare credere all’uomo di avere la padronanza estrema su una faticata conquista, detenere in virtù di questo, il controllo sociale. Burkini e burka, ma anche il velo da suora, le analogie funzionali del sistema di controllo delle greggi sono evidenti e, le leggi che vietano l’utilizzo di abiti religiosi integrali dovrebbero essere estese a tutti perchè sono l’ultimo appiglio della donna alla conquista della sua identità.

Non c’è da stupirsi se le donne islamiche affermino di essere contente di indossare un burka o un burkini, di avere indossato abiti integrali per libera scelta. Sono forzate a dire così da una temporale dittatura maschile a sua volta genuflessa ai leader cui le religioni forniscono beni tutt’altro che spirituali.

Una donna che si libera dall’abito religioso continua ad essere perseguita, emarginata nei contesti sociali e famigliari e, non di rado, vi sono episodi violenti, percosse, violenze psicologiche. Ovvio che le donne affermino di essere contente nell’indossare un burkini o un burka.

Anche in occidente le cose non sono dissimili, o sei cattolico o hai le porte chiuse in faccia dai bigotti, dai parenti, dagli amici cui è vietato di frequentare un ateo, perchè si ha la folle idea che la morale sia qualcosa di legato alle religioni mentre queste non fanno altro che regalare amoralità, la storia parla chiaro ed il danno peggiore dell’umanità consiste nel fatto che dimentica.

Per colpa delle religioni, di TUTTE le religioni, la scienza è indietro di 500 anni, oggi avremmo debellato malattie considerate incurabili, avremmo colonizzato pianeti ma questo lo troviamo superfluo, ci accontentiamo del cellulare, della tv e le sue bufale, anzi, siamo così pirla che ne paghiamo pure il canone.

Oggi il nostro “buonismo” ci spinge a credere che esistano libere scelte religiose, scie chimiche, trattamenti omeopatici, attori che si fingono terroristi e vittime tutti pagati da un lato oscuro dei governi. Ebbene, una libera scelta religiosa esiste come esistono i cammelli volanti. Una persona nasce in un contesto culturale che deve accettare, viene istruita a crederlo come normale e come chiave di lettura di tutto l’universo. L’illogica viene insegnata come logica, se ci si ribella sono guai. Chi ha provato ad allontanarsi dall’Islam ne sa qualcosa, deve pagare penali e subire un’emarginazione devastante. Lo stesso vale per chi abbandona il Cattolicesimo, è proibito, ci si può sbattezzare ma lo sbattezzo è un appunto burocratico nel registro dei battezzati e non vi sono nemmeno garanzie che questo appunto venga scritto. Ci troviamo di fronte a sétte vere e proprie che agiscono in modo settario con violenze sia psicologiche che fisiche, ci sono persone sbattezzate che sono state buttate fuori di casa per questa scelta. Altro che libertà! Benvengano leggi severe che inibiscano l’uso di un simbolismo legato alla sottomissione della natura umana. Purtroppo non si può fare altrimenti. Se una legge proibisce il burka o il burkini è “colpa della legge” e la singola persona non può essere responsabilizzata o perseguita dai parenti e dai leader. Davvero le leggi che inibiscono sono l’ultimo appiglio delle donne che vogliono liberarsi dalla schiavitù che continua a renderle un oggetto di proprietà dell’uomo.

Bisogna anche considerare che, andare contro il testo sacro, per l’Islam, è un reato penale e non di coscienza. Fu così anche per il Cattolicesimo. Se ci sono stati dei progressi è grazie alle leggi ottenute in  secoli di lotta per i diritti.

burkini

Per quanto imporre con le leggi sia qualcosa di apparentemente brutto, bisogna comprendere che non vi sono al momento altre soluzioni per tutelare la dignità della donna. Questa dignità è apparentemente accettata in occidente anche se la mentalità occidentale continua a trascinarsi dietro le idiozie religiose del “capofamiglia” della donna in cucina “donne è arrivato l’arrotino, togliamo il fumo dalle vostre cucine“… tanto per dirne una. La famiglia alla Mulino Bianco di Barilla continua ad essere un prototipo dai grandi consensi e, spesso, sono anche le donne che ne rafforzano i potenziali.

La stessa cosa si può dire dell’omofobia, l’omosessualità è contro le leggi religiose, vuoi islamiche, vuoi cattoliche, vuoi di altri culti. Se viene chiesta una legge che punisca l’omofobia i cattolici scendono nelle piazze ed accendono roghi virtuali.

Dovrebbe entrare nella mente di tutti che, una religione, se proprio deve esserci deve venire vissuta in un contesto privato senza intaccare i valori laici sociali, specialmente quando una confessione è malata di sessismo, di fobie antitetiche all’evoluzione dei diritti fondamentali dell’individuo.

Francia, Belgio, Germania si stanno opponendo con leggi che inibiscono l’utilizzo di burkini e burka in luoghi pubblici:

Francia

In Francia portare il burqa,  il burkini o qualunque indumento che copra il volto in spazi pubblici, è vietato dall’11 aprile 2011. La norma — entrata in funzione per la prima volta nell’ottobre dello stesso anno, quando una donna velata venne costretta ad abbandonare la rappresentazione della Traviata di Verdi all’Opéra national di Parigi — ha resistito a un ricorso presentato davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo: «Lo scopo della legge — ha detto la Cedu il 2 luglio 2014 — è quello di preservare una precisa idea di comunità».

Belgio

Anche il Belgio ha introdotto, nel luglio 2011, un bando al velo integrale: chi lo porta rischia una multa fino a 137,5 euro o 7 giorni di carcere. Se quelli di Bruxelles e Parigi sono gli unici casi di divieti totali, burqa, burkini e niqab sono vietati anche in altre regioni del Continente. È il caso del canton Ticino, dove, in un referendum del settembre 2013, il 65 per cento della popolazione si è espresso contro i veli integrali islamici.

La situazione in Italia

Diversa è la situazione in Italia, dove la legge 152/1975 — modificata l’8 agosto 1977 — vieta l’uso di qualunque mezzo che renda «difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo». Nessun divieto specifico, dunque, riguardo all’uso di burqa, burkini o niqab. L’unica eccezione è la normativa entrata in vigore il primo gennaio 2016 in Lombardia che prevede il divieto di ingresso a chiunque si presenta in un ufficio regionale della Lombardia o in ospedale indossando veli integrali. Una normativa che però, fino ad ora, non ha mai trovato applicazione.
La policy britannica
In altri Paesi, come la Spagna, i tentativi di vietare il burqa sono stati bloccati dalla Corte suprema: un timore espresso anche dal ministro dell’Interno tedesco. In Gran Bretagna, invece, la risposta alle proposte di messa al bando di burqa e niqab — sollevate, ad esempio, dagli indipendentisti dello Ukip — era stata data nel 2010 dall’allora segretario all’Istruzione, Ed Balls. Dire alle persone che cosa portare, semplicemente, «is not British», «non è britannico».

Germania

in Germania, Angela Merkel si è espressa contro l’uso del burka. La cancelliera ha affermato che «una donna con il velo integrale abbia poche possibilità di integrarsi nella società tedesca». La #merkel , inoltre, ha dato mandato al ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maizière di valutare se esistano gli estremi per proibire l’uso del burka davanti ad alcune autorità o in certi luoghi pubblici, per motivi di ordine pubblico, connessi alla necessità di riconoscimento delle persone.

Vietato il burqa in ogni occasione

Non solo il burqa, ma anche il niqab, che lascia visibili gli occhi ma copre il resto del volto, saranno presto banditi nelle scuole, negli asili e nelle università tedesche, oltre che negli uffici pubblici, in tribunale, al volante e alle manifestazioni autorizzate. De Maizière ha precisato che si tratta di un obbligo a mostrare il volto e non un divieto a questo o a quell’indumento.

In Conclusione

I vari paesi si sono schierati contro l’utilizzo del burka e degli abiti integrali a contesto religioso o meno, in considerazione di precise leggi antiterrorismo ma, in realtà, al di la del fatto che una persona debba essere riconoscibile, la legge violata è quella della riduzione in schiavitù, perchè queste persone vittime di una dittatura religiosa, sono rese schiave, oggetto, proprietà di qualcun altro e questo non può essere compatibile con l’emancipazione.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Legge 194, il comune di Genova censura ma il TAR gli da torto

L’Uaar vince il ricorso al Tar contro il comune di Genova per la campagna “Non affidarti al caso”

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il Sindaco di Genova Bucci

Avevo scritto un articolo intitolato ironicamente “Solidarietà al Comune di Genova per avere censurato un’iniziativa dell’UAAR: “ “Testa o croce? Non affidarti al caso”” “.  Infatti il Comune di Genova si era comportato come un organo di censura di stile fanatico – religioso.

marco dimitri

Il punto focale è la legge 194 sull’aborto. Il Comune di Genova  ha di fatto censurato l’iniziativa col pretesto del “sentimento religioso” l’argomento “aborto” può risultare offensivo per la religione. In pratica puro medioevo, la religione tappa la bocca ai diritti fondamentali, alla laicità, all’informazione libera. L’UAAR, a seguito della censura fece ricorso al TAR ed è con piacere apprendere che, in data 4 marzo 2019 il tribunale gli dato ragione.

Questo il comunicato rilasciato dell’UAAR:

L’Uaar vince il ricorso al Tar contro il comune di Genova per la campagna “Non affidarti al caso”

Con sentenza pubblicata oggi, 4 marzo, il Tar della Liguria ha accolto il ricorso presentato dall’Uaar contro la delibera del Comune di Genova che ha impedito le affissioni della campagna “Testa o croce? Non affidarti al caso” mirante a sensibilizzare l’opinione pubblica circa la scelta dei propri medici.«Accogliamo questa notizia con grande soddisfazione», ha commentato Adele Orioli, segretaria dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, «e sin da subito ci metteremo al lavoro per tappezzare Genova di manifesti. Sarà un’occasione che certo non ci faremo sfuggire per continuare a difendere i diritti di tutte e tutti»: «La questione dell’obiezione di coscienza del personale medico — al centro della nostra campagna — è infatti di grande importanza e attualità: basti pensare ai numeri relativi all’obiezione di coscienza all’interruzione volontaria di gravidanza che si confermano anche per l’ultima annata disponibile (il 2017) alti a livello nazionale — 68,4% dei ginecologi e 45,6% degli anestesisti — e altissimi in alcune regioni: come in Molise dove i ginecologi obiettori sono il 96.4% o in Basilicata dove sono l’88%; ma anche a Bolzano dove è obiettore l’85% dei ginecologi e il 63.3% degli anestesisti».

La campagna “Testa o croce? Non affidarti al caso” ha campeggiato negli ultimi mesi su manifesti sparsi su tutto il territorio nazionale (da Bologna a Ragusa, da Ravenna a Savona, da Palermo a Biella, da Cagliari ad Ancona). Tutto o quasi. Il Comune di Genova ha infatti rifiutato le affissioni adducendo come motivazione «una possibile violazione di norme vigenti in riferimento alla protezione della coscienza individuale» e «al rispetto e tutela dovuti a ogni confessione religiosa». Delibera contro la quale l’Uaar il 28 gennaio scorso ha presentato il ricorso in questione.

«Le motivazioni addotte dal Comune per rifiutare la nostra campagna erano a nostro giudizio completamente infondate — prosegue Orioli — tanto più se pensiamo che solo pochi mesi fa, di fronte alle proteste per un maxi-poster antiabortista, il sindaco ha invocato il principio di libertà di pensiero ed espressione. Non possiamo che gioire del fatto che il Tar abbia riconosciuto la fondatezza delle nostre posizioni».

UAAR





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Le religioni? Vendono tutte lo stesso prodotto. L’acquirente? L’ignoranza

Il santone Alpha Lukau mette in scena una ” resurrezione ” e si prende una querela. Tuttavia non c’è molta differenza dai “miracoli” che vengono spacciati come eventi reali da sette come la Chiesa Cattolica

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Un video sta facendo il giro del web, è diventato addirittura virale. Il contenuto mostra come un santone resusciti dalla morte un uomo, facendolo addirittura uscire dalla bara.

marco dimitri

Il video della “resurrezione” ovviamente è una messa in scena recitata pure male. Quello che inquieta è la moltitudine di persone che crede vera questa “resurrezione”

IL VIDEO

Non mancano le risate degli utenti visitatori, anzi… l’AMC col suo “the Walking Dead” riesce ancora a stupirci.

Se pensiamo che la “resurrezione” sia un fenomeno limitato ci sbagliamo. Tutto il cattolicesimo è proprio basato su quest’ultima.  Secondo la Chiesa Cattolica è risorto Lazzaro, è risorto Gesù, risorgeranno i vivi ed i morti alla fine dei tempi.

Nel frattempo impongono il crocifisso nelle scuole e nei luoghi pubblici, rappresentazione dell’uomo sofferente ma allo stesso tempo consapevole di risorgere.

Altri “miracoli” ci circondano fino a farci domandare “Perchè certe persone sono così libere di prenderci per il…”

Il sentimento religioso è qualcosa di privato, ma… vediamo la liquefazione del sangue di San Gennaro.

il nostro Paese laico è composto da ministri che credono ad idiozie simili a quelle proposte nel video della falsa resurrezione.  Se la nostra cultura è quella che ci impongono con la teocrazia una speranza di evoluzione scientifica passa solo attraverso un cambiamento di governo.

Malati che vanno a Lourdes perchè la scienza non ha i fondi per una ricerca in grado di sanarli. Ovviamente non risulta ad oggi in letteratura un miracolo che sia uno.

Idem per il santuario di Medjugorje dove addirittura apparirebbe la Madonna ed il Sole si metterebbe a danzare e pulsare.

Tornando al video il santone Alpha Lukau si è preso una querela molto più concreta che la sua buffonata.

L’agenzia di onoranze funebri “kings and Queens Funeral Services” ha intrapreso un’azione legale contro i responsabili della “presunta resurrezione”, nel prendere le distanze dall’accaduto, l’agenzia specifica di essere stata contattata dal santone “dopo una disputa con una differente compagnia di onoranze funebri”. In sostanza la “kings and Queens Funeral Services” si è limitata al trasporto della bara.

La bara non è stata fornita dalla “kings and Queens Funeral Services” la quale si è limitata a fornire l’auto funebre. Questo fa logicamente pensare che la bara fosse sistemata in maniera da lasciare al finto cadavere la possibilità di respirare.

Marco Dimitri

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Esorcisti o esorcicci?

Non esiste il diavolo, non esiste un dio, tantomeno un universo spirituale. L’esorcismo è puro terrorismo psicologico allo scopo di meglio controllare elementi deboli della società

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Uno strumento a mio avviso abbinabile al terrorismo psicologico è il tanto discusso esorcismo. Ormai una pratica diffusissima, purtroppo, che continua a mietere vittime soprattutto nelle fasce più impressionabili della popolazione come minorenni, donne rimaste vittime di sindromi depressive, uomini anche se in minoranza.

marco dimitri

La depressione colpisce principalmente donne e ragazzi, guarda caso il Diavolo anche.
Questo dovrebbe fare riflettere, non è un male spirituale bensì patologico.

Un’ampia percentuale di “posseduti” è di estrema fede religiosa, molto coinvolta nella vocazione religiosa, impressionabile a tutto ciò che potrebbe ostacolare ciò che la fede ritiene immacolato.

Spesso sono i genitori che, davanti a comportamenti più che normali dei propri figli, li costringono a subire riti di “esorcismo”, magari per il modo di vestire, per il tipo di musica che ascoltano e via dicendo.. Spesso sono proprio i preti stessi a suggerire che l’ascolto di musica “metal” conduca  l’allontanamento dalla fede con conseguente invasione spirituale di esseri malvagi in grado di controllare le coscienze.

Un classico esempio lo si vede nel film dedicato all’esorcismo di Emily Rose, viene narrato un fatto di cronaca realmente accaduto, una ragazza di nome Anneliese di famiglia profondamente cattolica viene allontanata dalla medicina ufficiale con cui stava curando sintomi di disagio psicologico, i genitori sospendono le cure farmacologiche dietro consiglio di due preti esorcisti chiamati in causa.
La ragazza, profondamente provata, senza supporto medico e tormentata dalle fobie, la maggiore parte inculcate dagli stessi esorcisti, muore.
Vi è un processo penale, genitori e preti vengono condannati per omicidio colposo, la sentenza è chiara, la ragazza è stata massacrata psicologicamente e fisicamente dall’esorcismo , i due preti volutamente e senza alcun attestato medico sospendono le terapie farmacologiche a cui la ragazza era sottoposta.

In realtà Anneliese manifestava sintomi depressivi ampiamente conosciuti dalla medicina ufficiale:

  • oppressione toracica
  • difficoltà di deambulazione
  • anoressia
  • ossessione
  • incubi
  • allucinazioni

La maggiore parte dei sintomi di Anneliese si accentuò dopo la conoscenza di un ragazzo che diventò suo partner.
Da quel momento Anneliese rifiuta il cibo, mangia insetti, prega assiduamente, sogna la Madonna che l’abbandona “Madonnina non posso più venire con te!”.

Dal mio punto di vista, non sono un medico è solo il mio punto di vista, Anneliese ha avuto un rapporto carnale col suo nuovo partner, in particolare un rapporto di natura orale.
Anneliese sogna di non potere più seguire la Madonna perché la Madonna è vergine è pura, lei non più, coinvolta in un’immensa psicosi religiosa incrementa il suo trauma, mangia insetti perché dal suo punto di vista sono immondi come una fellatio.

Purtroppo questo tipo di pratiche esorcistiche ci sono, vengono sottovalutate tutte le elementari nozioni, una persona che trova disagio ad entrare in chiesa non è claustrofobica ma posseduta da Satana.

In sintesi l’immenso corteo che si reca dagli esorcisti è composto da persone ossesse, incapaci di ammettere un disagio psicologico.
Il DAP, Disturbo da Attacchi di Panico, ad esempio, crea una percezione distorta della realtà, manca l’aria vi è depersonalizzazione, si ha la sensazione di morte imminente, si hanno incubi, non si esce di casa, si sviene o si ha la costante sensazione di svenire, subentrano sovente crisi di anoressia e bulimia anche a fasi alternate. Tutti fattori in precedenza estranei alla persona che percepisce questo sintomo come qualcosa proveniente dall’esterno, il Diavolo o una fattura di qualche ignoto mago.
Vi è un ripudio a credersi malati psichici e si preferisce credersi posseduti da un diavolo.
Lo stesso vale per la schizofrenia e le varie malattie di origine depressiva anche queste scambiate per possessione.
Questo la Chiesa Cattolica lo sa, lo fa giocare a proprio favore anche terrorizzando i genitori “Vostro figlio è ribelle? Ma è il Diavolo!”.
Basta leggere le dichiarazioni di un famoso “esorcista”, padre Gabriele Amorth. Ci si può fare un’idea.

I “posseduti”, secondo la Chiesa sono solo il 5% della totalità, un messaggio diretto insomma, il Diavolo può possedere la gente e tu potresti essere fra quei 5% se non righi dritto, se ti allontani dalla Chiesa, se non sostieni gli ecclesiastici affari.

Un fantomatico diavolo dovrebbe possedere una persona per cosa? Per vomitare? basterebbe un caffè col limone, ci vuole di più!
Possedere per contorcersi? Per contorcersi basta salire su un treno. Ci vuole di più!
Allontanarsi dal sacro, ecco il posseduto ripudia il sacro, quindi si allontana dalla Chiesa e questo non deve succedere.

In sostanza la vittima cerca in ogni modo di trasmettere il disagio psicologico provocato da una famiglia repressiva che sicuramente gli avrà riempitola casa di immagini “sacre” l’avrà allontanato con la forza dai piaceri della vita costringendolo a frequentare chiese e santuari. Ecco l’avversione, un semplice atto dovuto che prima o poi si manifesta in una mente provata.

Non bisogna escludere anche il fatto che una persona profondamente repressa si compiace di identificarsi col Satana cattolico per sentirsi al centro dell’attenzione violando il tabù rappresentato dal prete (l’autorità).

Non si dimentichi che in queste pratiche di “esorcismo” vittima e carnefice subiscono una regressione ad uno stadio infantile:

Chi sei?”

“Lucifero” il 90% risponde così

“Vai via!”

“No brutto scemo io rimango!”.

Tutto ciò che è progresso culturale si dissolve dietro parole primitive ed infantili.

I “posseduti” parlano con più voci, dialogano usando lingue sconosciute, parlano aramaico… quante volte viene detto?

Esistono false corde vocali che si trovano sopra le corde vocali normali, in stato di profondo isterismo si possono attivare producendo suoni.
Anche le lingue sconosciute hanno una spiegazione, le frasi in lingua aramaica sono state lette nei testi sacri, sentite nei film. Spesso rantoli isterici sono scambiati per parole misteriose o per lingue sconosciute “dall’esorcista”.

Non dimentichiamo che un esorcismo praticato su una persona malata psichica diventa una pratica di abuso. Lo stesso vale quando l’esorcismo viene praticato su bambini ed adolescenti. Un conto è una pratica fra due fedeli adulti e consenzienti, un conto è un trauma provocato ed irrisolvibile, le persone crescono credendo di essere state possedute dal Diavolo, ne temono costantemente il ritorno, diventano succubi della parrocchia e dell’esorcista.

Un’informazione più dettagliata da parte delle autorità mediche potrebbe essere d’aiuto per la comunità.

Imbroglio ed induzione sociale,ecco come agisce il Vaticano per spaventare e tenere a se i fedeli

Attivo un corso per esorcisti aperto a tutti, anche ai laici. Nel corso verrà “insegnato” come distinguere la possessione diabolica da una malattia psicosomatica e tante altre bizzarrie antiscientifiche degne della più oscura ignoranza. A capitanare il corso è proprio il GRIS (Gruppo Ricerca Sette della Curia) che ha sede in Bologna nello stesso palazzo della diocesi. La natura del GRIS è ampiamente conosciuta tra gli studiosi ma, principalmente, è costituita dalle bizzarrie fideistiche di un insieme di fanatici religiosi che pongono il cattolicesimo al centro del mondo.

Tornando al corso per esorcisti non è un caso che la data di diffusione della notizia cada proprio nel periodo pasquale dove i cittadini sono più attenti verso la religione.
In sostanza, cosa si vuole insegnare ai malcapitati:

  • l diavolo è una persona che può invadere uomini, donne e bambini
  • Gli indemoniati sono sempre stati visitati da uno psicologo prima di essere spediti dall’esorcista
  • Come riconoscere un indemoniato da uno psicopatico
  • Se rimani fedele al cattolicesimo sei protetto
  • Se ti allontani dalla fede diventi una specie di mostro con terribili sofferenze

Lo torno a dire, il diavolo e Dio sono due figure che esistono SOLO nella fede cattolica, al di fuori degli ambienti cattolici, nella laicità o nell’ateismo non si è mai verificato un fenomeno di possessione. Se notiamo i “clienti” consapevoli degli esorcisti sono persone con gravi carenze culturali, avete mai visto uno scienziato posseduto da Satana?
Le vittime inconsapevoli invece sono soprattutto gli adolescenti che vengono consegnati di forza alle “cure” dell’esorcista da genitori fortemente condizionati.

Cosa fanno gli esorcisti? Guardate questo video dove uno dei più famosi preti esorcisti, Padre Gabriele Amorth, racconta tranquillamente come i malcapitati vengano legati a lettini medici e trattenuti contro la loro volontà:

 

Si evince dal video a parte il fatto che pare esistere un demonio dalle molteplici personalità che crea vittime più calme e vittime più agitate? Si evince che non vi siano controlli di alcun tipo sui danni alle persone trattenute con la forza. Sicuramente ognuno è libero di scegliere la propria confessione, i cattolici sono liberissimi di chiudersi in una stanza e mangiarsi i muri se lo desiderano ma questo deve essere un atto consapevole e non una violenza privata.

Gli esorcisti all’unisono rispondono che riescono ad identificare un posseduto da un malato psichico perché il primo ha l’avversione al sacro ovvero rifiuta tutto ciò che è ritenuto sacro dalla Chiesa. Questo però può benissimo farlo un qualsiasi depresso, un qualsiasi ossesso o un qualsiasi cittadino con una patologia psicosomatica, tantomeno non serve ammettere che si pratichino esorcismi su persone visitate in precedenza da uno psicologo, qualsiasi psicologo serio sa che la cura di una malattia psicosomatica e la ricerca della sua origine nel paziente può richiedere anni, anzi, spesso lo stesso paziente deve cambiare medico per incompatibilità. La cura non consta in una sola visita dove uno psicologo ti dichiara sano e quindi il disturbo è causato dal demonio.

Fa comunque molto ribrezzo sapere che vi siano psicologi che mandino il proprio paziente dall’esorcista, anche se il paziente è convinto per fede di essere posseduto dal diavolo ed un esorcismo crei un urto per la guarigione con effetto placebo, cosa accade dopo? Che si rimane schiavi dell’autorità dell’esorcista che indottrina il “paziente” a seguire ferree regole pena il ritorno dei terribili sintomi. Quello che spaventa è che questi medici siano ancora iscritti all’albo e nessun provvedimento venga mai preso.

Induzione attraverso il cinema

Cosa ci propone il cinema mostrandoci la figura del diavolo? Spesso, per non dire sempre, le vittime del diavolo sono madri di un figlio unico, dimenticate dai mariti che appaiono molto raramente e se appaiono reputano idiozie ogni fenomeno strano manifestato dal figlio. La madre si trova sola di fronte a fenomeni terribili, impazzisce, si suicida o chiama il prete e tutto torna a posto.

Un cavallo di battaglia è proprio il film dal titolo inequivocabile: “l’Esorcista”, sostanzialmente il film adotta il meccanismo di tutti i film del genere, il pubblico viene indotto ad una regressione infantile mostrando immagini relative a madri e figli, impossibile come non notare che il prete esorcista abbia un senso di colpa impressionate nei confronti della mamma che viene messa in uno squallido ospedale per anziani contro il suo volere e vi trova la morte nella solitudine tanto che la figura del diavolo, nel possedere la bambina protagonista del film, imiti più volte la mamma del prete e rilasci affermazioni come “Tua madre succhia i c… all’inferno!” “Tua madre è qui dentro con noi”. Le scene sono precedute dal sogno del prete esorcista in cui vede la madre salire le scale di un sottopassaggio… “Mamma… Mamma!” ma lei torna indietro, gira le spalle e scende le scale…

C’è un effettivo lavoro per creare una regressione nel pubblico riconducendolo ai sensi di colpa infantili e sottraendolo a quella figura che inconsciamente è sempre presente come riferimento.
Da li in avanti si apre una breccia dove i deliri superstiziosi rappresentati su schermo entrano e vengono elaborati in sede postuma.
Basta vedere il numero di esorcismi che vengono praticati, sono tantissimi e tutti mirati verso il diapason “Io terrorizzo te e i tuoi cari e tu rimani con me ed incrementi i miei affari”.

Stesse dinamiche nei film più conosciuti come “l’Avvocato del Diavolo” (da notare come la moglie del protagonista abbia un’allucinazione dove vede un bimbo seduto a terra con un feto in mano) oppure “Rosemary’s Baby” dove tutto è incentrato sulla gravidanza e sulla fragilità che una mamma ha in quella situazione. Le vittime preferite sono evidentemente le mamme ed il circuito di induzione della fede fa proprio vergognosamente leva su questa fragilità. Lo stesso termine “possedere” richiama alla mente come la donna sia ancora utilizzata come figura oggetto ed è evidente come la figura maschile sia la figura padrona, a memoria di uomo non si ricordano episodi dove a possedere qualcuno sia una diavolessa.

 

Marco Dimitri





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10/14/2013

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