Contattaci

Comunicati BdS

Burkini e burka, la favola della libera scelta

Pubblicato

il

Mentre incalza la polemica sul burkini si e burkini no, in pochi si rendono conto del massacro alla dignità della donna. Si continua a credere che, le religioni, siano frutto di una libera scelta

ostrarsi in pubblico nascondendosi, perchè un testo considerato sacro lo afferma, è  il risultato di un obiettivo centrato: inibire l’oggetto del desiderio maschile, fare credere all’uomo di avere la padronanza estrema su una faticata conquista, detenere in virtù di questo, il controllo sociale. Burkini e burka, ma anche il velo da suora, le analogie funzionali del sistema di controllo delle greggi sono evidenti e, le leggi che vietano l’utilizzo di abiti religiosi integrali dovrebbero essere estese a tutti perchè sono l’ultimo appiglio della donna alla conquista della sua identità.

Non c’è da stupirsi se le donne islamiche affermino di essere contente di indossare un burka o un burkini, di avere indossato abiti integrali per libera scelta. Sono forzate a dire così da una temporale dittatura maschile a sua volta genuflessa ai leader cui le religioni forniscono beni tutt’altro che spirituali.

Una donna che si libera dall’abito religioso continua ad essere perseguita, emarginata nei contesti sociali e famigliari e, non di rado, vi sono episodi violenti, percosse, violenze psicologiche. Ovvio che le donne affermino di essere contente nell’indossare un burkini o un burka.

Anche in occidente le cose non sono dissimili, o sei cattolico o hai le porte chiuse in faccia dai bigotti, dai parenti, dagli amici cui è vietato di frequentare un ateo, perchè si ha la folle idea che la morale sia qualcosa di legato alle religioni mentre queste non fanno altro che regalare amoralità, la storia parla chiaro ed il danno peggiore dell’umanità consiste nel fatto che dimentica.

Per colpa delle religioni, di TUTTE le religioni, la scienza è indietro di 500 anni, oggi avremmo debellato malattie considerate incurabili, avremmo colonizzato pianeti ma questo lo troviamo superfluo, ci accontentiamo del cellulare, della tv e le sue bufale, anzi, siamo così pirla che ne paghiamo pure il canone.

Oggi il nostro “buonismo” ci spinge a credere che esistano libere scelte religiose, scie chimiche, trattamenti omeopatici, attori che si fingono terroristi e vittime tutti pagati da un lato oscuro dei governi. Ebbene, una libera scelta religiosa esiste come esistono i cammelli volanti. Una persona nasce in un contesto culturale che deve accettare, viene istruita a crederlo come normale e come chiave di lettura di tutto l’universo. L’illogica viene insegnata come logica, se ci si ribella sono guai. Chi ha provato ad allontanarsi dall’Islam ne sa qualcosa, deve pagare penali e subire un’emarginazione devastante. Lo stesso vale per chi abbandona il Cattolicesimo, è proibito, ci si può sbattezzare ma lo sbattezzo è un appunto burocratico nel registro dei battezzati e non vi sono nemmeno garanzie che questo appunto venga scritto. Ci troviamo di fronte a sétte vere e proprie che agiscono in modo settario con violenze sia psicologiche che fisiche, ci sono persone sbattezzate che sono state buttate fuori di casa per questa scelta. Altro che libertà! Benvengano leggi severe che inibiscano l’uso di un simbolismo legato alla sottomissione della natura umana. Purtroppo non si può fare altrimenti. Se una legge proibisce il burka o il burkini è “colpa della legge” e la singola persona non può essere responsabilizzata o perseguita dai parenti e dai leader. Davvero le leggi che inibiscono sono l’ultimo appiglio delle donne che vogliono liberarsi dalla schiavitù che continua a renderle un oggetto di proprietà dell’uomo.

Bisogna anche considerare che, andare contro il testo sacro, per l’Islam, è un reato penale e non di coscienza. Fu così anche per il Cattolicesimo. Se ci sono stati dei progressi è grazie alle leggi ottenute in  secoli di lotta per i diritti.

burkini

Per quanto imporre con le leggi sia qualcosa di apparentemente brutto, bisogna comprendere che non vi sono al momento altre soluzioni per tutelare la dignità della donna. Questa dignità è apparentemente accettata in occidente anche se la mentalità occidentale continua a trascinarsi dietro le idiozie religiose del “capofamiglia” della donna in cucina “donne è arrivato l’arrotino, togliamo il fumo dalle vostre cucine“… tanto per dirne una. La famiglia alla Mulino Bianco di Barilla continua ad essere un prototipo dai grandi consensi e, spesso, sono anche le donne che ne rafforzano i potenziali.

La stessa cosa si può dire dell’omofobia, l’omosessualità è contro le leggi religiose, vuoi islamiche, vuoi cattoliche, vuoi di altri culti. Se viene chiesta una legge che punisca l’omofobia i cattolici scendono nelle piazze ed accendono roghi virtuali.

Dovrebbe entrare nella mente di tutti che, una religione, se proprio deve esserci deve venire vissuta in un contesto privato senza intaccare i valori laici sociali, specialmente quando una confessione è malata di sessismo, di fobie antitetiche all’evoluzione dei diritti fondamentali dell’individuo.

Francia, Belgio, Germania si stanno opponendo con leggi che inibiscono l’utilizzo di burkini e burka in luoghi pubblici:

Francia

In Francia portare il burqa,  il burkini o qualunque indumento che copra il volto in spazi pubblici, è vietato dall’11 aprile 2011. La norma — entrata in funzione per la prima volta nell’ottobre dello stesso anno, quando una donna velata venne costretta ad abbandonare la rappresentazione della Traviata di Verdi all’Opéra national di Parigi — ha resistito a un ricorso presentato davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo: «Lo scopo della legge — ha detto la Cedu il 2 luglio 2014 — è quello di preservare una precisa idea di comunità».

Belgio

Anche il Belgio ha introdotto, nel luglio 2011, un bando al velo integrale: chi lo porta rischia una multa fino a 137,5 euro o 7 giorni di carcere. Se quelli di Bruxelles e Parigi sono gli unici casi di divieti totali, burqa, burkini e niqab sono vietati anche in altre regioni del Continente. È il caso del canton Ticino, dove, in un referendum del settembre 2013, il 65 per cento della popolazione si è espresso contro i veli integrali islamici.

La situazione in Italia

Diversa è la situazione in Italia, dove la legge 152/1975 — modificata l’8 agosto 1977 — vieta l’uso di qualunque mezzo che renda «difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo». Nessun divieto specifico, dunque, riguardo all’uso di burqa, burkini o niqab. L’unica eccezione è la normativa entrata in vigore il primo gennaio 2016 in Lombardia che prevede il divieto di ingresso a chiunque si presenta in un ufficio regionale della Lombardia o in ospedale indossando veli integrali. Una normativa che però, fino ad ora, non ha mai trovato applicazione.
La policy britannica
In altri Paesi, come la Spagna, i tentativi di vietare il burqa sono stati bloccati dalla Corte suprema: un timore espresso anche dal ministro dell’Interno tedesco. In Gran Bretagna, invece, la risposta alle proposte di messa al bando di burqa e niqab — sollevate, ad esempio, dagli indipendentisti dello Ukip — era stata data nel 2010 dall’allora segretario all’Istruzione, Ed Balls. Dire alle persone che cosa portare, semplicemente, «is not British», «non è britannico».

Germania

in Germania, Angela Merkel si è espressa contro l’uso del burka. La cancelliera ha affermato che «una donna con il velo integrale abbia poche possibilità di integrarsi nella società tedesca». La #merkel , inoltre, ha dato mandato al ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maizière di valutare se esistano gli estremi per proibire l’uso del burka davanti ad alcune autorità o in certi luoghi pubblici, per motivi di ordine pubblico, connessi alla necessità di riconoscimento delle persone.

Vietato il burqa in ogni occasione

Non solo il burqa, ma anche il niqab, che lascia visibili gli occhi ma copre il resto del volto, saranno presto banditi nelle scuole, negli asili e nelle università tedesche, oltre che negli uffici pubblici, in tribunale, al volante e alle manifestazioni autorizzate. De Maizière ha precisato che si tratta di un obbligo a mostrare il volto e non un divieto a questo o a quell’indumento.

In Conclusione

I vari paesi si sono schierati contro l’utilizzo del burka e degli abiti integrali a contesto religioso o meno, in considerazione di precise leggi antiterrorismo ma, in realtà, al di la del fatto che una persona debba essere riconoscibile, la legge violata è quella della riduzione in schiavitù, perchè queste persone vittime di una dittatura religiosa, sono rese schiave, oggetto, proprietà di qualcun altro e questo non può essere compatibile con l’emancipazione.





Licenza Creative Commons



Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Bufale

Pietro Crisafulli e la bufala della bimba danneggiata dal vaccino

Una bufala che nasce da un No-Vax e racconta la falsa storia di una bimba danneggiata da un vaccino. Giusto per spargere il panico

Pubblicato

il

Mi sono imbattuto post su Facebook. Uno di quei post contro i vaccini, scritto palesemente da un no-vax, in un italiano approssimativo.

marco dimitri

Premetto che le vaccinazioni vanno fatte, per varie evidenti ragioni, alcune malattie come il morbillo sono mortali, in più esistono persone immunodepresse, non possono essere vaccinate perchè sofferenti di malattie, ad esempio la leucemia, bambini in età prevaccinale.

Chiedete comunque al vostro medico immunologo, io non ho titolo.

Torniamo al messaggio in oggetto, incorporo da Facebook

“VACCINI, SONO SCONVOLTO. 
Ho assistito oggi, ad una straziante scena al pronto soccorso pediatrico.
Una giovane madre, con una piccola bambina in braccio, ed altri parenti urlavano e piangevano disperatamente. Alla piccola bambina sotto un anno di età, nelle ore precedenti avevano fatto il vaccino. Qualche ora dopo, la bambina stava malissimo, gli occhi che non si vedevano più, febbre alta, tremava, ed urlava. Erano tutti nel totale panico. Sono veramente sconvolto. Parlando poi con i medici del PS pediatrico, concordavano con quello che gli avevo detto, ma alzavano le mani. Anche qualche operatore sanitario, mi diceva i miei non li ho vaccinati, è mai li vaccineró. 
Dobbiamo fare qualcosa, per il bene dei nostri figli, nipoti, è per la nuova generazione. Tutti uniti, fermiamo questi criminali per il bene dell’umanità. Auguri piccola, mi auguro che non sia stata danneggiata.
Pietro Crisafulli

Il messaggio è stato scritto da un certo Pietro Crisafulli, non so chi sia ma la storia raccontata è davvero lacunosa “Alla piccola bambina sotto un anno di età, nelle ore precedenti avevano fatto il vaccino”.

Avevano fatto il vaccino? Non specifica quale tipo di vaccinazione sia stata iniettata alla presunta bambina, nemmeno specifica quale relazione medica abbia assodato  “il vaccino” al malore che  Pietro Crisafulli descrive.L’uomo afferma di trovarsi  in un pronto soccorso pediatrico.

Sempre in un italiano approssimativo, afferma “Parlando poi con i medici del PS pediatrico, concordavano con quello che gli avevo detto, ma alzavano le mani. Anche qualche operatore sanitario, mi diceva i miei non li ho vaccinati, è mai li vaccineró. “. Questa è un’affermazione gravissima, in quanto  il personale medico non fornisce informazioni a terze persone, tantomeno consiglia di non vaccinare.

Anche se è palese essere una bufala inventata e scritta pure male, è stata condivisa da 700 persone. Bisogna sempre controllare la veridicità di ciò che si condivide, la notizia, ad esempio, non appare in nessun giornale, in nessuna  agenzia stampa.

Semplicemente una bufala che potrebbe (dovrebbe) sfociare nel reato, visto che gioca con la vita delle persone più fragili: i bambini.

Oggi una bimba non vaccinata  sta lottando tra la vita e la morte, succede a Verona, la bambina ha 10 anni ed ha contratto il tetano perchè i suoi genitori non l’hanno vaccinata.

Persone che postano messaggi con storie false come il Sig. Pietro Crisafulli, contribuiscono a seminare il panico ed a desistere di vaccinare i propri figli.  La bimba di Verona è una vittima dei No-Vax, non è una vittima del tetano, il tetano l’abbiamo scongiurato grazie ai vaccini.

Il resto della pagina di Pietro Crisafulli è pieno zeppo di offese rivolte all’immunologo Roberto Burioni, offese tipo “somaro” “vaccinati il cervello”. Questo per dire a che punto i No-Vax sono arrivati. Non resta che sperare in una legge severa che punisca questi untori.





Licenza Creative Commons



 

Continua a leggere

Comunicati BdS

Insulti razzisti ad un ragazzino di 13 anni durante una partita di basket

«Sono la mamma di un ragazzino che oggi ha giocato un triangolare under 13. Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera. Vorrei ringraziare quei genitori che dagli spalti gli hanno urlato “negro di merda”. Complimenti», ha scritto la mamma su Facebook

Pubblicato

il

Non voglio fare la morale a nessuno, odio le morali e poi non vengono capite. La persona più debole è chi ha urlato, durante una partita di basket: “Neg… di merda” ad un ragazzino  di 13 anni, davanti ai suoi amici. Uno dei tanti genitori che assistevano alla partita, ha urlato la stupida frase. Quindi è impossibile fare della morale, fingersi indignati. C’è chi nasce intelligente, chi nasce stupido, chi nasce bianco, chi nasce nero. Non importa se siamo nel 2019, gli stupidi ci sono stati in ogni epoca.

marco dimitri

Su Facebook, la madre del 13enne, Rita A. scrive:

«Sono la mamma di un ragazzino che oggi ha giocato un triangolare under 13. Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera. Vorrei ringraziare quei genitori che dagli spalti gli hanno urlato “negro di merda”. Complimenti». «Lo sapevo. Me lo aspettavo. Lo temevo. È successo. Un bel pomeriggio di sport, un torneo di basket tra ragazzini di 13 anni e i genitori dagli spalti urlano “negro di merda” a mio figlio. Non ho parole e, quel che è peggio, non ne ho neanche da dire a lui».

Il fatto è accaduto a Milano durante un torneo triangolare. Le partite si svolgono tra tre squadre da Basket della categoria under 13. A un certo punto, il figlio di Rita viene preso di mira dagli insulti: dagli spalti si sente gridare «Negro di merda». E la mamma non sa davvero cosa dire a suo figlio.

La mia considerazione:

Albert Einstein diceva che era più facile infrangere l’’atomo che un pregiudizio. Comunque, sarò impopolare, ma il problema è proprio nel DNA di chi, anche con tre lauree, continua a manifestare la propria imbecillità ovunque ed in ogni modo. Insomma, una scala corta non porterà mai in vetta alle regole fondamentali di diritto. Proprio non ci arriva così come quando spieghi un fatto ad un complottista, gli dici che la Terra è tonda ma non arriverà mai a capirlo, gli dici che senza vaccini non saremmo qua a discutere, inutile, non ci arriva. Non puoi mettere un litro d’acqua in una bottiglia da mezzo litro, la sua natura glielo impedisce.

In breve c’è chi nasce bianco, c’è chi nasce giallo, c’è chi nasce nero, c’è chi nasce genio e c’è chi nasce stupido.

Per questo gli stupidi ci saranno sempre ed in tutte le epoche.  E… fidatevi, insultare una persona per il colore della pelle è davvero stupido, ma stupido!

Visto che abbiamo svegliato il buon Albert Einstein, la sua visione concisa è bene nota: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

Comunicati BdS

Arte, questa sconosciuta

A Vergato (Bologna) è stata inaugurata una fontana artistica creata da Luigi Ontani il 7 maggio 2019. Quello che è accaduto ha dell’incredibile: la fontana per la sua forma estetica è stata scambiata per “il diavolo” (siamo nel 2019 vi ricordo). Non solo, sono stati organizzati e praticati esorcismi, gruppi di preghiera e cerimonie religiose varie. Nottetempo qualche imbecille ha anche imbrattato la fontana con escrementi di maiale.

Pubblicato

il

Una mia citazione: “l’arte è il sangue che scorre nelle arterie dell’universo coinvolto nella sua espressione di caos”.  Essa ha il potere di esternare il sentimento profondo dell’artista, quasi un orgasmo personale ma col potere di evidenziare i limiti dell’osservatore.

marco dimitri

L’arte è in sintesi un’attività di un singolo o di un gruppo il cui obiettivo è realizzare forme di creatività. È l’espressione estetica dell’animo umano. Un linguaggio non universale ma principalmente soggettivo. L’osservatore difficilmente saprà decriptare ciò che l’artista ha voluto rappresentare.

A Vergato (Bologna) è stata inaugurata una fontana artistica creata da Luigi Ontani il 7 maggio 2019. Quello che è accaduto ha dell’incredibile: la fontana per la sua forma estetica è stata scambiata per “il diavolo” (siamo nel 2019 vi ricordo). Non solo, sono stati organizzati e praticati esorcismi, gruppi di preghiera e cerimonie religiose varie. Nottetempo qualche imbecille ha anche imbrattato la fontana con escrementi di maiale.

Vediamo allora come l’artista Luigi Ontani sia riuscito con la sua creazione ad evidenziare i limiti del popolo cattolico: credono al potere delle statue, credono al demonio, non sanno esprimersi se non col vandalismo.

Ultimamente, oltre al diavolo è stato tirata in ballo anche la pedofilia.

Ma… Vediamola questa statua

dove lo vedono il diavolo? Non mi pare ci sia nulla di “demoniaco”.

Poi si sa che, la figura del diavolo cattolico è stata inventata traendo riferimenti al greco Pan, il dio mitologico dai tratti caprini, rappresentato con zoccoli, corna, flauto, pene eretto. Quest’ultima caratteristica rappresenta l’istinto alla base della conservazione.  Le corna rappresentano i due poli: bene/male , notte/giorno, uomo/donna ecc. L’elemento è importante perchè è proprio col contrasto tra i due poli, sostenuto dal dubbio, che si raggiunge la ragione.

 

Dalla stessa figura panica (ricordo che stiamo parlando di superstizione e di arte)  Eliphas Lévi illustrò il Bafometto.

Bafometto

Anche qua stesso discorso, la dualità rappresentata dalle corna e dai due serpenti attorcigliati, la luce della conoscenza accesa sul capo, i tratti caprini rappresentanti l’istinto animale, il seno rappresentante la donna.  In poche parole il Bafometto rappresenta l’unione donna, animale, uomo, la dualità e la ragione.

Una sorta di portatore di luce laddove c’è oscurantismo. Le due frasi “solve” e “coagula” scritte sulle braccia descrivono il meccanismo universale di distruzione e di rigenerazione, morte, rinascita.

Se ora torniamo a vedere la fontana di Luigi Ontani, forse noteremo che non vi è nulla che sia nulla di diabolico, nulla di inerente alla pedofilia. Ci troviamo al cospetto di un Fauno.

Una fontana dionisiaca, se vogliamo, ma pare che non esca vino, solo acqua.

Video dell’esorcismo sulla statua

anche se l’esorcista è stato alla fine criticato, fa paura lo status mentale di certi personaggi. Anzi, meglio che chiuda qui l’articolo, non vorrei che mi esorcizzassero la pagina.





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

Chi Siamo

Dicono di noi

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget

I più letti