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Canone Rai, non pagarlo è legittima difesa

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In qualche modo il cittadino si deve difendere e, l’ultimo sopruso, è proprio la farneticante tassa sul canone Rai

l canone Rai è un “qualcosa” che deve essere pagato da chi in effetti è abbonato ed è effettivo utente del servizio. Pretendere il pagamento di un canone ai possessori di televisori, monitor tv, tablet, cellulari è assurdo e dovrebbe proprio essere inquadrato nell’ambito  della criminalità. La Rai è rimasta all’epoca in cui esistevano solo due canali televisivi, Rai Uno e Rai Due, allora era palese che, il possessore di un apparecchio televisivo, l’avesse acquistato per visionare i loro programmi. Oggi, ipotizzare che il possessore di uno strumento multimediale lo utilizzi per vedere la Rai senza ombra di dubbio, è come pretendere di fare pagare la musica di Gigi d’Alessio ai possessori di una radio.

canone rai Marco Dimitri

Marco Dimitri

La soluzione sarebbe semplicissima: criptare il segnale e renderlo visibile solo agli abbonati che pagano il canone Rai. Tutto ciò che esula da questa soluzione sarebbe da considerarsi illegale. Moltissimi hanno un apparecchio televisivo e lo utilizzano per collegarci le console dei videogame, tutti hanno il cellulare e, volendo, scaricando l’apposita orribile app si possono vedere gli altrettanti orribili programmi Rai. Di fatto tutti siamo potenzialmente utenti della Rai, secondo il delirio di chi ha ipotizzato il pagamento del canone Rai nella bolletta della luce.

Ora, questa è un’opinione, non guardo nessun canale televisivo, non guardo proprio la televisione perchè la reputo  un oggetto per stupidi, disinformativa, ipnotica, in sostanza: lesiva per l’intelletto. Se desidero vedere qualche serie tv, tipo The Walking Dead, mi abbono al canale che la trasmette. In più, pagare il canone Rai in uno stato laico dove la precedenza, a dispetto della laicità, viene data al papa, alle messe, addirittura dove esiste un canale dedicato chiamato “Rai Vaticano” mi fa veramente schifo, con tutto il rispetto per chi crede e per gli utenti della Rai che dovrebbero essere gli unici a pagare e mantenere questa spazzatura.

canone rai

Oggi il Consiglio di Stato si è dato una svegliata

Come scrive l’articolo de il Fatto Quotidiano: Canone Rai in bolletta, Consiglio di Stato boccia il decreto: “Ci sono criticità, va riscritto”. Governo: “Utile suggerimento”

Nel provvedimento del ministero dello Sviluppo “manca la definizione di apparecchio tv”, c’è un problema di privacy, non è prevista una campagna informativa su come autocertificare l’eventuale mancato possesso del televisore. Ciliegina sulla torta, il Tesoro non ha dato formale via libera. Ma per il sottosegretario Giacomelli quella dei giudici “non è una bocciatura”

Coup de théâtre per la saga infinita del canone Rai. A meno di 15 giorni dalla scadenza entro cui chi non possiede il televisore deve dichiararlo per evitare di pagare un’imposta non dovuta, arriva addirittura una bocciatura da parte del Consiglio di Stato che per legge doveva dare un parere sull’atto prima della promulgazione. Il decreto del ministero dello Sviluppo che ha introdotto il canone in bolletta da luglio è da riscrivere, perché “non offre una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo“, si legge nella sentenza. In più “non c’è nessun riferimento allo scambio dati tra vari enti coinvolti necessario per l’addebito in bolletta” e il testo “non è di facile comprensione”.

Parole che pesano come un macigno sul provvedimento da cui la tv pubblica conta di ricavare 500 milioni di euro grazie all’azzeramento dell’evasione. Avendo sospeso il proprio parere sul decreto ministeriale, di fatto i giudici amministrativi di secondo grado lo rispediscono al mittente chiedendo modifiche e accusando il ministero di non aver fornito adeguate informazioni agli utenti ed essersi espresso in modo poco chiaro, con un linguaggio troppo complesso e di difficile comprensione per i cittadini. Che che a luglio si ritroveranno in bolletta il canone senza aver capito quanto devono versare se in casa ci sono più televisori e se hanno una tv che riceve i programmi in modo diretto “oppure attraverso il decoder”. Dubbi che il provvedimento, che il ministero ha emanato solo il 17 marzo con più di un mese di ritardo sulla tabella di marcia, avrebbe dovuto chiarire. Invece restano tanti punti interrogativi, per esempio sul fatto che sia tenuto a pagare chi ha uno “smartphone o tablet” che può intercettare il segnale televisivo.

Ed ancora. Il Consiglio di Stato osserva che la riscossione del nuovo canone pone un problema di privacy, vista l’elevata mole di dati che si scambieranno gli “enti coinvolti (Anagrafe tributaria, Autorità per l’energia elettrica, Acquirente unico, ministero dell’Interno, Comuni e società private)”. Il decreto ministeriale non prevede nessuna “disposizione regolamentare” che assicuri il rispetto delle normativa sulla riservatezza.

Quanto all’autocertificazione da inviare all’Agenzia delle Entrate per chiedere l’esenzione del canone nel caso in cui non si abbia la tv a casa, il decreto – secondo i giudici – non prevede una campagna informativa capillare per spiegare le modalità di questa procedura. Tant’è che, visto il poco tempo a disposizione (dal 4 aprile al 30 aprile se si invia per raccomandata o fino al 30 maggio rivolgendosi a un Caf), già nei giorni scorsi il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, aveva annunciato che era agli atti uno slittamento della scadenza.

Infine, il Consiglio di Stato ha sottolineato che il ministero dell’Economia non ha addirittura dato un formale via libera al decreto del ministero dello Sviluppo economico, limitandosi a una “presa d’atto” che, senza “concerto”, rischierebbe di mettere in dubbio la stessa correttezza formale della decisione.

Immediate le repliche delle associazioni dei consumatori. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori i giudici di Palazzo Spada hanno “confermato pienamente i tanti dubbi espressi negli ultimi mesi sulla legittimità del canone Rai in bolletta la cui scadenza della prima rata va ora rinviata al mese di ottobre”. Per Adusbef e Federconsumatori “è stata bocciata un’idea balzana partorita da un governo apprendista stregone che vuole continuare a stangare i cittadini per mancanza di un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo”. Va giù durissimo anche il Codacons secondo cui “l’unica cosa certa in mezzo ai tanti dubbi e alla totale mancanza di informazioni per i cittadini, è che sul canone Rai in bolletta regna il caos più totale. Motivo per cui il governo farebbe bene a rinunciare del tutto al provvedimento”.

Ma Giacomelli, a nome del governo, rispedisce al mittente le accuse sostenendo che “quella del Consiglio di Stato non è affatto una bocciatura, ma un utile suggerimento di integrazioni e chiarimenti peraltro assolutamente nella prassi dei pareri del Consiglio stesso”. “Già in aula alla Camera il 6 aprile scorso avevo annunciato l’intenzione del governo di procedere a una più esplicita e meno tecnica definizione di apparecchio televisivo, a una capillare campagna di comunicazione e a una proroga al 15 maggio dei termini per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni di esenzione. Quanto al ‘mancato concerto’ del ministero dell’Economia, si tratta solo della segnalazione che per il Mef ha firmato il capo dell’ufficio legislativo e non il capo di gabinetto. Anche sulla privacy, questione delicata e importante, il testo – conclude Giacomelli – è all’attenzione del Garante”.

Come ho detto in apertura dell’articolo, con parole più forti ma più idonee, il Consiglio di Stato solleva quasi gli stessi dubbi e conclude con un’effettiva bocciatura in quando nulla è comprensibile e nulla è bene definito. Tutti gli strumenti multimediali, dai computer ai cellulari, sono oggi in grado, se lo si desidera, di ricevere la Rai. Dire che non si ha un apparecchio televisivo sarebbe mentire se si ha un cellulare! Ma non solo, tanti hanno un apparecchio televisivo e la Rai non la guardano, non sono interessati, perchè pagare  tasse che dovrebbero pagare solo gli utenti?   Allora pagate anche il tragitto autostradale della Salerno Reggio Calabria, perchè se avete una macchina potete andarci e quindi potenziali automobilisti utenti. Criptatelo il segnale Rai, criptate anche Mediaset, criptate tutto e chi vuole paga e vede tramite decoder.

Marco Dimitri

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Pietro Crisafulli e la bufala della bimba danneggiata dal vaccino

Una bufala che nasce da un No-Vax e racconta la falsa storia di una bimba danneggiata da un vaccino. Giusto per spargere il panico

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Mi sono imbattuto post su Facebook. Uno di quei post contro i vaccini, scritto palesemente da un no-vax, in un italiano approssimativo.

marco dimitri

Premetto che le vaccinazioni vanno fatte, per varie evidenti ragioni, alcune malattie come il morbillo sono mortali, in più esistono persone immunodepresse, non possono essere vaccinate perchè sofferenti di malattie, ad esempio la leucemia, bambini in età prevaccinale.

Chiedete comunque al vostro medico immunologo, io non ho titolo.

Torniamo al messaggio in oggetto, incorporo da Facebook

“VACCINI, SONO SCONVOLTO. 
Ho assistito oggi, ad una straziante scena al pronto soccorso pediatrico.
Una giovane madre, con una piccola bambina in braccio, ed altri parenti urlavano e piangevano disperatamente. Alla piccola bambina sotto un anno di età, nelle ore precedenti avevano fatto il vaccino. Qualche ora dopo, la bambina stava malissimo, gli occhi che non si vedevano più, febbre alta, tremava, ed urlava. Erano tutti nel totale panico. Sono veramente sconvolto. Parlando poi con i medici del PS pediatrico, concordavano con quello che gli avevo detto, ma alzavano le mani. Anche qualche operatore sanitario, mi diceva i miei non li ho vaccinati, è mai li vaccineró. 
Dobbiamo fare qualcosa, per il bene dei nostri figli, nipoti, è per la nuova generazione. Tutti uniti, fermiamo questi criminali per il bene dell’umanità. Auguri piccola, mi auguro che non sia stata danneggiata.
Pietro Crisafulli

Il messaggio è stato scritto da un certo Pietro Crisafulli, non so chi sia ma la storia raccontata è davvero lacunosa “Alla piccola bambina sotto un anno di età, nelle ore precedenti avevano fatto il vaccino”.

Avevano fatto il vaccino? Non specifica quale tipo di vaccinazione sia stata iniettata alla presunta bambina, nemmeno specifica quale relazione medica abbia assodato  “il vaccino” al malore che  Pietro Crisafulli descrive.L’uomo afferma di trovarsi  in un pronto soccorso pediatrico.

Sempre in un italiano approssimativo, afferma “Parlando poi con i medici del PS pediatrico, concordavano con quello che gli avevo detto, ma alzavano le mani. Anche qualche operatore sanitario, mi diceva i miei non li ho vaccinati, è mai li vaccineró. “. Questa è un’affermazione gravissima, in quanto  il personale medico non fornisce informazioni a terze persone, tantomeno consiglia di non vaccinare.

Anche se è palese essere una bufala inventata e scritta pure male, è stata condivisa da 700 persone. Bisogna sempre controllare la veridicità di ciò che si condivide, la notizia, ad esempio, non appare in nessun giornale, in nessuna  agenzia stampa.

Semplicemente una bufala che potrebbe (dovrebbe) sfociare nel reato, visto che gioca con la vita delle persone più fragili: i bambini.

Oggi una bimba non vaccinata  sta lottando tra la vita e la morte, succede a Verona, la bambina ha 10 anni ed ha contratto il tetano perchè i suoi genitori non l’hanno vaccinata.

Persone che postano messaggi con storie false come il Sig. Pietro Crisafulli, contribuiscono a seminare il panico ed a desistere di vaccinare i propri figli.  La bimba di Verona è una vittima dei No-Vax, non è una vittima del tetano, il tetano l’abbiamo scongiurato grazie ai vaccini.

Il resto della pagina di Pietro Crisafulli è pieno zeppo di offese rivolte all’immunologo Roberto Burioni, offese tipo “somaro” “vaccinati il cervello”. Questo per dire a che punto i No-Vax sono arrivati. Non resta che sperare in una legge severa che punisca questi untori.





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Insulti razzisti ad un ragazzino di 13 anni durante una partita di basket

«Sono la mamma di un ragazzino che oggi ha giocato un triangolare under 13. Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera. Vorrei ringraziare quei genitori che dagli spalti gli hanno urlato “negro di merda”. Complimenti», ha scritto la mamma su Facebook

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Non voglio fare la morale a nessuno, odio le morali e poi non vengono capite. La persona più debole è chi ha urlato, durante una partita di basket: “Neg… di merda” ad un ragazzino  di 13 anni, davanti ai suoi amici. Uno dei tanti genitori che assistevano alla partita, ha urlato la stupida frase. Quindi è impossibile fare della morale, fingersi indignati. C’è chi nasce intelligente, chi nasce stupido, chi nasce bianco, chi nasce nero. Non importa se siamo nel 2019, gli stupidi ci sono stati in ogni epoca.

marco dimitri

Su Facebook, la madre del 13enne, Rita A. scrive:

«Sono la mamma di un ragazzino che oggi ha giocato un triangolare under 13. Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera. Vorrei ringraziare quei genitori che dagli spalti gli hanno urlato “negro di merda”. Complimenti». «Lo sapevo. Me lo aspettavo. Lo temevo. È successo. Un bel pomeriggio di sport, un torneo di basket tra ragazzini di 13 anni e i genitori dagli spalti urlano “negro di merda” a mio figlio. Non ho parole e, quel che è peggio, non ne ho neanche da dire a lui».

Il fatto è accaduto a Milano durante un torneo triangolare. Le partite si svolgono tra tre squadre da Basket della categoria under 13. A un certo punto, il figlio di Rita viene preso di mira dagli insulti: dagli spalti si sente gridare «Negro di merda». E la mamma non sa davvero cosa dire a suo figlio.

La mia considerazione:

Albert Einstein diceva che era più facile infrangere l’’atomo che un pregiudizio. Comunque, sarò impopolare, ma il problema è proprio nel DNA di chi, anche con tre lauree, continua a manifestare la propria imbecillità ovunque ed in ogni modo. Insomma, una scala corta non porterà mai in vetta alle regole fondamentali di diritto. Proprio non ci arriva così come quando spieghi un fatto ad un complottista, gli dici che la Terra è tonda ma non arriverà mai a capirlo, gli dici che senza vaccini non saremmo qua a discutere, inutile, non ci arriva. Non puoi mettere un litro d’acqua in una bottiglia da mezzo litro, la sua natura glielo impedisce.

In breve c’è chi nasce bianco, c’è chi nasce giallo, c’è chi nasce nero, c’è chi nasce genio e c’è chi nasce stupido.

Per questo gli stupidi ci saranno sempre ed in tutte le epoche.  E… fidatevi, insultare una persona per il colore della pelle è davvero stupido, ma stupido!

Visto che abbiamo svegliato il buon Albert Einstein, la sua visione concisa è bene nota: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”





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Arte, questa sconosciuta

A Vergato (Bologna) è stata inaugurata una fontana artistica creata da Luigi Ontani il 7 maggio 2019. Quello che è accaduto ha dell’incredibile: la fontana per la sua forma estetica è stata scambiata per “il diavolo” (siamo nel 2019 vi ricordo). Non solo, sono stati organizzati e praticati esorcismi, gruppi di preghiera e cerimonie religiose varie. Nottetempo qualche imbecille ha anche imbrattato la fontana con escrementi di maiale.

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Una mia citazione: “l’arte è il sangue che scorre nelle arterie dell’universo coinvolto nella sua espressione di caos”.  Essa ha il potere di esternare il sentimento profondo dell’artista, quasi un orgasmo personale ma col potere di evidenziare i limiti dell’osservatore.

marco dimitri

L’arte è in sintesi un’attività di un singolo o di un gruppo il cui obiettivo è realizzare forme di creatività. È l’espressione estetica dell’animo umano. Un linguaggio non universale ma principalmente soggettivo. L’osservatore difficilmente saprà decriptare ciò che l’artista ha voluto rappresentare.

A Vergato (Bologna) è stata inaugurata una fontana artistica creata da Luigi Ontani il 7 maggio 2019. Quello che è accaduto ha dell’incredibile: la fontana per la sua forma estetica è stata scambiata per “il diavolo” (siamo nel 2019 vi ricordo). Non solo, sono stati organizzati e praticati esorcismi, gruppi di preghiera e cerimonie religiose varie. Nottetempo qualche imbecille ha anche imbrattato la fontana con escrementi di maiale.

Vediamo allora come l’artista Luigi Ontani sia riuscito con la sua creazione ad evidenziare i limiti del popolo cattolico: credono al potere delle statue, credono al demonio, non sanno esprimersi se non col vandalismo.

Ultimamente, oltre al diavolo è stato tirata in ballo anche la pedofilia.

Ma… Vediamola questa statua

dove lo vedono il diavolo? Non mi pare ci sia nulla di “demoniaco”.

Poi si sa che, la figura del diavolo cattolico è stata inventata traendo riferimenti al greco Pan, il dio mitologico dai tratti caprini, rappresentato con zoccoli, corna, flauto, pene eretto. Quest’ultima caratteristica rappresenta l’istinto alla base della conservazione.  Le corna rappresentano i due poli: bene/male , notte/giorno, uomo/donna ecc. L’elemento è importante perchè è proprio col contrasto tra i due poli, sostenuto dal dubbio, che si raggiunge la ragione.

 

Dalla stessa figura panica (ricordo che stiamo parlando di superstizione e di arte)  Eliphas Lévi illustrò il Bafometto.

Bafometto

Anche qua stesso discorso, la dualità rappresentata dalle corna e dai due serpenti attorcigliati, la luce della conoscenza accesa sul capo, i tratti caprini rappresentanti l’istinto animale, il seno rappresentante la donna.  In poche parole il Bafometto rappresenta l’unione donna, animale, uomo, la dualità e la ragione.

Una sorta di portatore di luce laddove c’è oscurantismo. Le due frasi “solve” e “coagula” scritte sulle braccia descrivono il meccanismo universale di distruzione e di rigenerazione, morte, rinascita.

Se ora torniamo a vedere la fontana di Luigi Ontani, forse noteremo che non vi è nulla che sia nulla di diabolico, nulla di inerente alla pedofilia. Ci troviamo al cospetto di un Fauno.

Una fontana dionisiaca, se vogliamo, ma pare che non esca vino, solo acqua.

Video dell’esorcismo sulla statua

anche se l’esorcista è stato alla fine criticato, fa paura lo status mentale di certi personaggi. Anzi, meglio che chiuda qui l’articolo, non vorrei che mi esorcizzassero la pagina.





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