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PISA. Picchiati dopo aver sequestrato merce contraffatta. Aggrediti da decine di senegalesi furiosi per aver perso almeno 160 borse piazzate sui teli stesi sulla strada. Il livello di tensione nell’ambiente degli abusivi arriva al punto di contemplare pure l’assalto contro due carabinieri. È avvenuto nel primo pomeriggio martedì 5 in via Vecchia Barbaricina. Uno ha riportato la rottura del naso, l’altro lesioni alle costole. Presi a pugni e strattonati perché avevano tolto la mercanzia ai venditori, come si vede anche nel video.

IL SEQUESTRO E LA REAZIONE VIOLENTA

Un sequestro sostanzioso. Uno dei tanti che, come una goccia nel mare, periodicamente interrompe il flusso di illegalità che alimenta il commercio in strada dei venditori illegali in via Vecchia Barbaricina e strade laterali a ridosso dell’area monumentale. Solo che nel primo pomeriggio di martedì decine di senegalesi, dopo l’arrivo di due pattuglie dei carabinieri del nucleo radiomobile, si sono ribellati a chi porta la divisa. E con un atteggiamento minaccioso il gruppo sempre più rumoroso ha circondato le auto dei militari. Loro, i carabinieri, “colpevoli”, di aver danneggiato il lavoro degli abusivi. Urla e proteste lungo la strada a due passi da piazza Manin dove lavorano gli operatori regolari del commercio pisano.

Attimi di tensione animati da una rabbia violento che ha fatto partire cazzotti e spintoni contro i militari. Un assalto con aggressione che ha portato i carabinieri in ospedale e gli autori a volatilizzarsi dopo il raid. Sono già iniziate le indagini per risalire agli autori.

IL PRECEDENTE

Nella stessa zona, nell’agosto scorso, tre finanzieri finirono in ospedaledopo l’aggressione di alcuni abusivi. Identico il contesto, analogo l’epilogo. Sempre loro, gli abusivi, al centro della scena, protagonisti con la pretesa di essere pure indisturbati.

La scintilla dell’assalto fu la vista dei finanzieri, alcuni dei quali in borghese, impegnati in un’operazione anti-contraffazione. Gli abusivi schierati con borse, cinture e occhiali che da tempo stazionavano proprio davanti alle Poste si ribellarono. Cominciarono a inveire contro gli uomini delle forze dell’ordine fino ad ingaggiare con loro uno scontro fisico. I venditori coinvolti erano decine. Come accaduto ieri. Partono in due o tre e poi il gruppo si gonfia come in una chiamata collettiva per difendere le loro postazioni abusive. Anche martedì pomeriggio chi era in via Vecchia di Barbaricina ha allertato altri “colleghi” dislocati in altre zone di piazza Manin e fatto arrivare i rinforzi per reagire con la violenza a chi aveva sequestrato le borse taroccate.

IL MINISTRO SALVINI: “TOLLERANZA ZERO”

Pronto il commento su Facebook del ministro Matteo Salvini: “Venditori aggrediscono i carabinieri e durante un controllo ne mandano all’ospedale uno, al quale invio tutta la mia solidarietà e auguri di buona guarigione. Serve tolleranza zero: espulsioni per i clandestini e restituzione alle nostre città di un clima di legalità, questo è il mio obiettivo”.

Tra le prime reazioni su social quella di Sussana Ceccardi , sindaca di Cascina. “Vicino all’ospedale Santa Chiara, un immigrato ha aggredito un carabiniere spaccandogli il setto nasale. È ancora più vergognoso che questo fatto sia avvenuto proprio nella giornata della festa dell’arma. Solidarietà al carabiniere aggredito. Vogliamo più regole per una città sicura e vivibile. Grazie ai carabinieri per il lavoro che svolgono quotidianamente, spesso in condizioni assurde e difficili.Cambieremo anche Pisa”.

 

 
   

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il Tirreno

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

ITALIA

Napoli, torna l’incubo tubercolosi: morta dottoressa dell’ospedale San Paolo

L’Asl apre un’indagine

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Torna l’incubo tubercolosi a Napoli. Dopo un calvario di un anno, questa notte è morta una dottoressa del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta. Il decesso è avvenuto al Cotugno, l’ospedale per le malattie infettive. Un altro medico dell’ospedale di Fuorigrotta è risultato positivo al test per la tubercolosi.

«Ma non c’è alcuna emergenza e nessun rischio di contagio», prova a minimizzare il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità. «Stando a quanto riferitomi – spiega – la positività dell’altro medico non preoccupa perché essere positivi non significa aver sviluppato la malattia ma solo che si sono formati gli anticorpi per combatterla, una condizione comune a diverse persone. Sono state comunque avviate tutte le procedure per garantire che non ci sia alcun rischio per chi ha avuto a che fare con le persone coinvolte».

Il direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Mario Forlenza, ha riferito in merito di aver istituito una commissione d’indagine «per la verifica del caso» e di aver chiesto al direttore del nosocomio una relazione. Rispetto a un possibile secondo caso di tubercolosi che avrebbe colpito un altro medico del San Paolo, Forlenza rende noto che «sono in corso accertamenti. Al momento c’è solo un sospetto».

Come Asl stiamo facendo tutto il necessario per verificare che non ci siano ulteriori casi ed anche per capire come un fatto così tragico possa essere accaduto» ha proseguito Forlenza. Secondo quanto fa sapere il direttore generale della Asl Na1 Centro, il medico – 60enne – era ammalato da circa un anno di altra patologia e «a fine agosto si è manifestata una forma di tubercolosi addominale».

«La struttura di prevenzione ha fatto scattare subito le misure necessarie» ha spiegato Mario Forlenza il quale ha sottolineato che si tratta di una forma meno pericolosa, dal punto di vista del contagio, rispetto alla tubercolosi polmonare. Componenti della commissione d’indagine interna che è stata istituita e che è presieduta dal direttore sanitario aziendale, sono Remigio Prudente, direttore Uoc Sorveglianza Sanitaria, Carmen Ruotolo, referente Rischio clinico, Lucio Minopoli dell’Uopc, Massimo Majolo, Dipartimento Assistenza

ospedaliera Asl Napoli 1 Centro, Alessandro Perrella dell’Azienda dei Colli ospedale Cotugno.

 
   

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il Mattino

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ITALIA

Napoli choc, torna l’incubo colera

mamma e figlio di due anni ricoverati al Cotugno

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Sono stati registrati a Napoli due casi di #colera , in una donna e nel figlio di due anni, immigrati residenti a Sant’Arpino e rientrati da poco dal Bangladesh: lo rende noto l’ospedale Cotugno, dove sono ricoverati. «I contatti familiari sono stati individuati e sono ora sotto stretta osservazione sanitaria. La situazione è del tutto sotto controllo», assicura il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera, Antonio Giordano. Si tratterebbe dei primi casi in Italia dal 2008, secondo i dati dell’Ecdc, mentre in Europa sono decine l’anno i casi di colera importato. Le condizioni della donna non destano alcuna preoccupazione. Più serie quelle del bimbo, che – trasferito al Cotugno dall’ospedale pediatrico Santobono – è stato ricoverato fino a stamattina in rianimazione. Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea causata dall’infezione dell’intestino: la trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. L’incubazione varia da uno a cinque giorni e la malattia si manifesta con diarrea e vomito che portano a una rapida disidratazione.  
   

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ITALIA

Crolla il ponte Morandi a Genova, auto cadute nel vuoto, persone sotto le macerie. Toninelli: “Tragedia immane”

Dalle prime informazioni si parla di cedimento strutturale del ponte di ferro e acciaio. Vigili del fuoco sul posto. Alcune auto sono cadute mentre i piloni di ferro venivano giù.

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Un pezzo del viadotto Polcevera, noto come ponte Morandi, sulla A10 è crollato. Al momento non si hanno ulteriori informazioni. Sul posto vigili del fuoco.

ponte Morandi

Secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco si sarebbe verificato un cedimento strutturale di una delle colonne del ponte all’altezza di via Fillak, nella zona di Sampierdarena, crollato per una lunghezza di 200 metri. I vigili del fuoco stanno lavorando per estrarre “diverse persone” da sotto le macerie.

Dalle prime immagini arrivate sui social network alcune auto sono cadute al momento in cui la struttura ha ceduto. Sul posto già diverse ambulanze e auto delle forze dell’ordine. A Genova sta piovendo a dirotto da questa mattina, un nubifragio che in alcuni momenti ha tolto completamente la visuale a chi guidava. Naturalmente nessuna notizia o ipotesi sulle ragioni che potrebbero aver causato il cedimento.

 

Il ministro Toninelli: “Tragedia immane”

“Si profila un’immane tragedia”. È quanto afferma il ministro per le Infrastruttre e Trasporti, Danilo Toninelli. “Sto seguendo con la massima apprensione ciò – riferisce il ministro in un tweet – che è accaduto a Genova e che si profila come immane tragedia. Siamo in stretto contatto con Autostrade e stiamo andando sul luogo con il viceministro, Edoardo Rixi. La mia totale vicinanza in queste ore alla città”.

“Ho visto la gente corrermi incontro, scalza e terrorizzata “. Cosi’ Alberto Lercari, autista Atp, presente al momento del crollo sul ponte Morandi, ceduto per 200 metri poco dopo le 11. Lercari proveniva da Arenzano verso Genova ovest, contattato da Agi: “Uscito dalla galleria ho visto rallentamenti e sentito un boato. La gente scappava venendo verso di me. E’ stato orribile”. Lercari ha parlato di intervento tempestivo di polizia e vigili del fuoco.

La storia del viadotto Polcevera

Il viadotto Polcevera dell’autostrada A10, chiamato ponte Morandi poiché intitolato a Riccardo Morandi, ingegnere che l’ha progettato, attraversava il torrente Polcevera, a Genova, tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano a ovest dal centro. Inaugurato il 4 settembre 1967, fu costruito dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua, si legge su wikipedia.

È lungo 1.182 metri, ha un’altezza al piano stradale di 45 metri e 3 piloni in cemento armato che raggiungevano i 90 metri di altezza. Si tratta di un ponte a trave strallata, dove gli elementi verticali erano cavalletti costituiti da due V sovrapposte; una V aveva il compito di allargare la zona centrale ove appoggiava la trave strallata, mentre una V rovesciata sosteneva i tiranti superiori.

 
   

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Agi

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