Contattaci

PRETI PEDOFILI

Chiesa e pedofilia: tolleranza zero, favola o realtà?

Pubblicato

il

Spett.Le Pontefice,
sono Alberto Senatore, presidente de ” il piccolo Davide ” di Giffoni Valle Piana (SA), un’associazione nata nel 2010, a seguito dello scandalo sulla pedofilia clericale, un dramma esistente da sempre, emerso o, peggio ancora, esploso in tutta la sua brutalità, alla fine dell’ultimo decennio. Ho letto con molta attenzione la Sua ultima lettera inviata ai vescovi in occasione della Festa dei Santi Innocenti.
Alcune delle Sue affermazione hanno attirato la mia attenzione:

  • La Chiesa “piange non solo davanti al dolore procurato nei suoi figli più piccoli, ma anche perché conosce il peccato di alcuni dei suoi membri: la sofferenza, la storia e il dolore dei minori che furono abusati sessualmente da sacerdoti. Peccato che ci fa vergognare”.
  • “Persone che avevano la responsabilità della cura di questi bambini hanno distrutto la loro dignità. Deploriamo questo profondamente e chiediamo perdono. Ci uniamo al dolore delle vittime e a nostra volta piangiamo il peccato. Il peccato per quanto è successo, il peccato di omissione di assistenza, il peccato di nascondere e negare, il peccato di abuso di potere.
  • Bisogna quindi trovare “il coraggio necessario per promuovere tutti i mezzi necessari e proteggere in tutto la vita dei nostri bambini perché tali crimini non si ripetano più. Facciamo nostra chiaramente e lealmente la consegna ‘tolleranza zero’ in questo ambito”.

A tale riguardo, Le presento alcune perplessità maturate all’interno dell’associazione, a seguito di un’attenta riflessione ed una profonda analisi delle dichiarazioni sopra riportate. Lei scrive: “la Chiesa piange… perché conosce il peccato di alcuni dei suoi membri”, ma, dopo aver ascoltato le testimonianze delle vittime e dopo aver preso visione degli atti giudiziari, in cui veniva sistematicamente accertata, denunciata e condannata, la decennale omertà delle gerarchie cattoliche, non sarebbe più appropriato e giusto, che Lei invitasse la Chiesa a piangere perché “nonostante conoscesse i peccati che venivano commessi da alcuni dei suoi membri”, invece di fermarli, e denunciarli alle autorità competenti, li ha coperti e protetti?

Lei giustamente afferma: “Questo peccato ci fa vergognare”. Ma la vergogna a cui Lei fa riferimento, è una conseguenza delle barbarie commesse dai sacerdoti o deriva dal danno d’immagine che la Chiesa ha giustamente subito ? Lei continua dicendo: “Chiediamo perdono e piangiamo il peccato di omissione di assistenza, il peccato di nascondere e negare, il peccato di abuso di potere”. Con queste semplici parole, dall’alto dell’autorità che Le appartiene, Lei ha confermato e legittimato le sentenze dei giudici che, sia in Italia che nel mondo, hanno indagato e condannato l’omertà dei vertici della Chiesa cattolica. Lei conclude scrivendo: Bisogna quindi trovare “il coraggio necessario per promuovere tutti i mezzi necessari e proteggere in tutto la vita dei nostri bambini perché tali crimini non si ripetano più. Facciamo nostra chiaramente e lealmente la consegna ‘tolleranza zero’ in questo ambito”.

Queste parole mi hanno ricordato un’affermazione del Suo predecessore, Papa Benedetto XVI all’indomani della diffusione in Irlanda del rapporto Murphy, un’indagine sugli abusi sessuali, fisici ed emotivi, all’interno della Chiesa irlandese. Dopo nove anni l’inchiesta accertò oltre 14.000 vittime di abusi e violenze sui minori, praticati da sacerdoti ed esponenti del clero cattolico. In quella tragica circostanza, Papa Ratzinger dichiarò: ” la Chiesa continuerà a seguire la grave questione con la massima attenzione, al fine di meglio comprendere come tali vergognosi eventi siano accaduti e il modo migliore per sviluppare strategie efficaci così da evitare il loro ripetersi”. Correva l’anno 2010, quando Benedetto XVI, travolto dallo scandalo, prometteva strategie efficaci contro la pedofilia clericale, affinché tali vergognosi eventi non si ripetessero. Sono passati sei anni da quelle promesse e le cronache continuano a dar notizie di bambini che vengono abusati dai sacerdoti, ultima in ordine di tempo, la denuncia presentata da Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso, alla Procura della Repubblica di Verona, riguardante Don Nicola Corradi, un pedofilo recidivo che, sia in Italia che all’estero, abusava di bambini sordomuti. La situazione è si migliorata, ma non di molto, i bambini continuano ad essere violentati dai cosiddetti uomini di Dio. Questo significa che la Chiesa ancora non è riuscita a trovare quelle strategie efficaci per contrastare e debellare la pedofilia clericale, e se le ha trovate, non è riuscita ad applicarle.

Come è possibile questo? Che cosa non ha funzionato? Perché gli abusi continuano ? Queste erano le domande che si affollavano nella mia mente, domande che hanno trovato risposta quando ho confrontato le Sue recenti dichiarazioni con quelle del Suo emerito predecessore. Papa Ratzinger definì gli abusi “tali vergognosi eventi”, minimizzando in questo modo l’atrocità di quelle violenze, forse non realizzò appieno la gravità di quegli atti bestiali, probabilmente non percepì l’entità del dramma che si stava consumando. Lei invece, ha dato la giusta definizione della pedofilia clericale, “tali crimini”. Crimini, questa è la definizione precisa degli abusi sessuali sui minori, commessi dai sacerdoti. Lei non avrebbe potuto utilizzare una parola più appropriata, che potesse esprimere appieno la crudeltà, la cattiveria, la disumanità, la meschinità, la malvagità, che l’abuso sessuale comporta. Ma a questo punto la riflessione nasce spontanea: se l’abuso sessuale sui minori è un crimine, di conseguenza chi lo commette è un criminale, a prescindere dalla sua professione, dal colore della pelle, dalla nazionalità, dalla posizione sociale o dalla sua religione. Se chi abusa dei bambini è un criminale, bisogna perseguirlo come un criminale. Per fermare i crimini bisogna individuare ed arrestare i criminali e i loro complici; per debellare la pedofilia all’interno della Chiesa, bisogna usare la stessa strategia, individuare ed arrestare i preti pedofili e i loro complici.

Per farlo è indispensabile la piena collaborazione con gli organi inquirenti, anche a costo di cambiare o modificare qualche ordinamento interno. A mio modesto parere questa è l’unica tolleranza zero; qualsiasi altra strategia, che non preveda la perseguibilità del sacerdote pedofilo in quanto criminale, non è altro che la solita tolleranza. Nella speranza di aver, anche se in piccola parte, contribuito alla battaglia contro la pedofilia, cordialmente La saluto

Alberto Senatore, presidente associazione Il piccolo Davide





Licenza Creative Commons



 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

PRETI PEDOFILI

Pedofilia in oratorio: 10 euro ai minori abusati per il silenzio

Tre uomini, tra i 65 e gli 85 anni, accusati di pedofilia. Adescavano minori e ne compravamo il silenzio con dieci euro

Pubblicato

il

Immagine a corredo articolo

I tre uomini usavano il loro aspetto rassicurante da nonni per approfittarsi dei minori in un oratorio in zona San Paolo. Per almeno sei anni i due minori avrebbero subito abusi ma non si escludono altre vittime di pedofilia.

Il pool specializzato per violenze sessuali subite da minori della Squadra Mobile non escludono altri reati da parte dei tre orchi. La vicenda è stata scoperta per caso poiché una delle vittime, un ragazzo di 14 anni, era stato denunciato da uno dei suoi aguzzini per le continue richieste di denaro.

Una volta interrogato il ragazzino aveva raccontato un’altra storia, questa risultò molto credibile alle orecchie degli agenti antiviolenza che in seguito iniziarono le indagini. Ricostruirono tutti gli abusi avvenuti nel corso degli anni, questi ebbero luogo in vari quartieri, San BasilioSan Paolo e Rebibbia per citarne alcuni.

I tre anziani, due pensionati ed un dipendente pubblico, hanno abusato dei ragazzini adescandoli in oratorio e convincendoli a seguirli a casa loro in cambio di regali e somme di denaro. Stando ai racconti delle vittime gli aguzzini li ripagavano con circa dieci euro per non farli parlare. I tre avrebbero utilizzato la loro immagine da benefattori e approfittato della fragilità dei ragazzini dovuta a storie familiari disagiate.

Una delle vittima ha confessato: “A casa di M mi è capitato di aver subito di tutto, lui cercava sempre di costringermi. Gli dicevo che sarei potuto essere suo figlio o suo nipote. Gli chiedevo anche se non si facesse schifo.”

Secondo gli inquirenti i rapporti iniziarono nel 2012, quando una delle vittime aveva solo 8 anni, per poi continuare dino al 2018. Nonostante le misure cautelari prese nei confronti di M.P., B.P e D.I., le indagini non sono concluse, c’è il forte sospetto che ci possano essere altre vittime.





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Pedofilia, negli Usa centinaia di preti accusati e senza supervisione

I sostenitori delle vittime di pedofilia chiedono un maggiore controllo di questi membri del clero, ma i funzionari della Chiesa affermano che non possono legalmente fare quanto richiesto.

Pubblicato

il

Immagine a scopo di corredo articolo

Circa 1.700 sacerdoti e altri membri del clero, accusati credibilmente di abusi sessuali contro minori, continuano a condurre la loro vita con pochi controlli, o addirittura nessuna supervisione, da parte delle autorità religiose o forze dell’ordine.

Lo rivela un’indagine della Associated Press condotta nelle diocesi negli Stati Uniti.
«Questi membri del clero ora insegnano o vivono accanto a campi da gioco», scrive l’Ap. Secondo l’inchiesta giornalistica decine di loro hanno commesso ancora crimini dopo avere lasciato la Chiesa, inclusi reati di violenza sessuale.

I sostenitori delle vittime di pedofilia chiedono un maggiore controllo di questi membri del clero, ma i funzionari della Chiesa affermano che non possono legalmente fare quanto richiesto.

E le autorità civili, come la polizia, affermano che la loro competenza è limitata alle persone condannate. Il risultato è che non è stato preso per 1700 di loro nessun provvedimento anche di prevenzione di nuovi abusi.





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Pedofilia in Vaticano, abusi sui “chierichetti del Papa”: chiesti due rinvii a giudizio

Un sacerdote ventottenne è accusato di violenza continuata e abuso di autorità. Le violenze sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro

Pubblicato

il

Immagine a puro scopo illustrativo

La procura di Roma è in attesa di risposte dalla Santa Sede in relazione alla rogatoria internazionale inoltrata nell’ambito dell’inchiesta per abusi sessuali nel preseminario San Pio X, in Vaticano, che vede indagato don Gabriele Martinelli.

Il sacerdote ventottenne, scrive l’Ansa, è accusato di violenza continuata e abuso di autorità, reati che sarebbero stati commessi quando Martinelli frequentava il pio collegio opera di Don Fulci, il pre-seminario in Vaticano dei cosiddetti “chierichetti del Papa”. Le violenze, secondo quanto scrive oggi Il Messaggero, sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro.

L’indagato avrebbe compiuto i reati nei confronti di suoi compagni di collegio. Nelle scorse settimane è stata perquisita l’abitazione di Martinelli in provincia di Como. Su questa vicenda la magistratura vaticana ha chiesto il rinvio a giudizio per Martinelli con l’accusa di abusi sessuali, e per don Enrico Radice, rettore del pre-seminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Open.online

Continua a leggere

Chi Siamo

Database Preti Pedofili

Dicono di noi

I Casi più noti

Cerca Prete Pedofilo

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget

I più letti