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In occasione della morte del grande astrofisico, ecco una serie di cose da sapere sul grande scienziato

Stephen Hawking ci ha lasciati oggi all’età di 76 anni, ma la sua eredità scientifica e non continuerà a ispirarci. Ecco una serie di punti, dalla A alla Z, che dovreste conoscere su Hawking.

Astrofisica e cosmologia

Sono le dimensioni scientifiche dove, da sempre, si muoveva Hawking e dove, grazie alle sue intuizioni, ci ha regalato i suoi contributi più grandi. La sua missione, comprendere le leggi che descrivono l’Universo, quasi a volerlo abbracciare tutto quanto, nel tentativo di scrivere nero su bianco l’intera storia del tempo.

 

Stephen Hawking

Come? Confermando l’esistenza di regioni dove la materia ha una densità infinita, in cui per forza i concetti di Spazio e di Tempo sono privi di significato, le cosiddette singolarità gravitazionali teorizzate da Albert Einstein. E, più in generale, dimostrando assieme al collega Roger Penroseche a una di queste singolarità coincide il Big Bang, dove Spazio e Tempo iniziano a esistere, per poi trovare fine al centro esatto dei buchi neri, luogo in cui si trovano ulteriori singolarità e le due variabili si perdono.

Stephen Hawking

 

Atrofia muscolare

Ha solo 21 anni, Hawking, quando dopo alcune difficoltà motorie gli viene diagnosticata la Sla, o sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa che gli avrebbe lasciato, stando ai medici, solamente due anni di vita. Una diagnosi fortunatamente sbagliata, o incompleta, sostituita più tardi dall’ipotesi di un’atrofia muscolare progressiva: una patologia che lo ha costretto a vivere quasi tutta la vita sulla sedia a rotelle, costringendolo via via a una paralisi quasi integrale del corpo ma che, per fortuna, ha un decorso più lento, offre un’aspettativa di vita decisamente più lunga della Sla e gli ha consentito di vivere fino a 76 anni.

Stephen Hawking

Bosone di Higgs

“Sembra proprio che io abbia appena perso 100 dollari”, ironizzava Hawking all’indomani della scoperta della dannata particella. Il pretesto, una scommessa risalente al 1964 (l’anno in cui Peter Higgs cominciò a sviluppare le sue teorie) e passata poi alla storia, dove Hawking, convinto allora che il bosone di Higgs non sarebbe mai stato trovato, si mise in gioco contro Gordon Kane, fisico dell’università del Michigan.

È senza dubbio un ottimo scienziato”, scherzarono in seguito alla scoperta i suoi colleghi, “ma di certo un pessimo scommettitore!.

Buchi neri 
Sono di certo la sua più grande passione ed è questo il settore dove ha realizzato i suoi lavori maggiori. Innanzitutto, elaborando per primo le leggi termodinamiche che li descrivono, rendendoli reali e non più solamente un’ipotesi fantascientifica. Poi, dimostrando che questi oggetti (per le loro caratteristiche di temperatura ed entropia) non erano completamente bui, bensì irradiavano particelle subatomiche: da qui la definizione della cosiddetta radiazione di Hawking, una nuova entità cosmica capace di rimpicciolire progressivamente la massa di un buco nero, fino alla sua completa evaporazione. E che è stata dimostrata sperimentalmente nel 2014.

Dio 

“Ciascuno di noi è libero di crede ciò che vuole e io credo che la spiegazione più semplice è che non esista alcun Dio. Nessuno ha creato l’Universo e nessuno decide il nostro destino […]. Probabilmente non c’è alcun paradiso, e nemmeno alcuna vita dopo la morte. Abbiamo solo questa vita per apprezzare il grande disegno dell’Universo e, per questo, io sono profondamente grato”.

Riassumiamo con questa citazione l’idea di Hawking sulle religioni, anche se il suo ateismo è un argomento spesso al centro di dibattiti.

Disabilità 
Per le sue precarie condizioni di salute, Hawking si è sempre prestato a lanciare campagne di raccolta-fondi e messaggi di speranza alle persone disabili come lui. Uno dei più celebri è: “Concentratevi sulle cose che la vostra malattia non intacca, e non rimpiangete quelle con cui essa interferisce. Non siate disabili nello spirito così come lo siete nel corpo”.

Cambridge 
Vi giunge dopo una laurea in fisica ottenuta, a soli 20 anni, presso lo University College di Oxford. Proprio quando diventano chiari i segni della sua malattia e arrivano le prime e allarmanti diagnosi, viene qui nominato professore di matematica in quella che era stata, 300 anni prima, la cattedra di Isaac Newton, che ha lasciato (dopo 30 anni) solo nel 2009.

È qui che ha trascorso la quasi totalità della sua carriera professionale (con solo una breve parentesi a Pasadena, in California), è qui che ha elaborato tutte le teorie cosmologiche per cui è conosciuto ed è alla Cambridge University che ricopre ancora il ruolo di direttore della ricerca presso il dipartimento di matematica applicata e fisica teorica.

Stephen Hawking

Einstein

Nonostante i suoi voti scolastici non fossero inizialmente altissimi, si dice che insegnanti e compagni di scuola avessero comunque notato da subito la sua predisposizione alle materie scientifiche, tanto da averlo soprannominato, appunto, Albert Einstein.

Extraterrestri 
Hawking sosteneva che, data l’immensità dell’Universo, sia molto difficile escludere che esistano forme di vita aliena. Tuttavia, egli ha sempre messo in guardia sulla ricerca di un contatto con questi esseri poiché questo, stando alle sue parole, potrebbe essere disastroso per la razza umana: quando Colombo sbarcò in America, le cose non andarono più così bene per gli indigeni”.

Galileo Galilei
“Sono nato l’8 gennaio 1942, a esattamente 300 anni dalla morte di Galileo”. Una coincidenza che a Hawking piace ricordare, esprimendo così la propria ammirazione per lo scienziato che da sempre ha rappresentato il suo modello“Immagino, comunque, che almeno altri 200mila bambini siano nati lo stesso giorno. Non so se qualcuno di loro abbia poi sviluppato un interesse per l’astronomia”, una delle sue battute più famose in proposito. Ironicamente, è morto il 14 marzo, il giorno in cui nacque Albert Einstein.

La teoria del tutto 
Il film è la trasposizione cinematografica della biografia scritta dalla prima moglie dello scienziato, Jane Wilde Hawking, nel libro Travelling to Infinity: My Life with Stephen (Verso l’infinito: la mia vita con Stephen).

La storia del loro amore, nato ai tempi del college, e della loro famiglia, portata avanti in mezzo a un turbine di difficoltà ma allo stesso tempo straordinariamente ricca di emozioni e sorprese.

Un film di cui lo stesso Hawking ha dato un giudizio positivo, confessando (anche sulla sua pagina Facebook) di essersi davvero riconosciuto nell’attore che lo interpreta.

Stephen Hawking

Libri 

Nel 1988 Hawking pubblica il suo lavoro più famoso: non un paper scientifico, bensì un saggio divulgativo, dal titolo A Brief History of Time (in italiano: Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo): un testo creato ad hoc per rendere accessibile al grande pubblico i concetti della cosmologia moderna. E che diventa subito un bestseller, trasformando il suo autore in una celebrità.

Stephen Hawking

Da allora lo scienziato ha sempre mantenuto, parallelamente alla ricerca, una ricca attività di divulgazione scientifica: non solo attraverso i saggi, ma anche scrivendo libri e racconti per ragazzi.

Pianeta Terra
Hawking ritiene che la Terra sia allo stremo e che a fronte di una continua crescita demografica, all’abuso del Pianeta e alla scarsità di risorse, è ora che mettiamo in moto un piano B per non rischiare che la specie umana si estingua. Uno di questi, suggerisce, è colonizzare lo Spazio, spostandoci sulla Luna o su Marte, auspicabilmente entro i prossimi cento anni.

Via libera quindi all’esplorazione degli altri pianeti del Sistema solare e dei loro satelliti, alla ricerca del luogo adatto a costruire l’umanità del futuro.

Politica

Hawking non ha mai nascosto la sua personale opinione sull’attacco del 2003 all’Iraq, che ha denunciato come “crimine di guerra”. Di recente, ha annullato alcuni dei suoi interventi a congressi scientifici in Israele per protesta contro la politica nei confronti dei palestinesi della Striscia di Gaza, così come ha dichiarato una fortissima preoccupazione per in conflitti civili in Siria.

Qi
Si dice che Hawking avesse un quoziente intellettivo compreso tra 160 e165 punti, pari a quello di Einstein o Newton, e che da giovane sfiorasse addirittura la soglia dei 200. Lo scienziato non lo ha mai confermato e anzi, ritiene che vantarsi del proprio Qi sia un atteggiamento da perdenti.

Secondo il fisico, l’intelligenza non è ciò che si misura attraverso i test, ma è piuttosto “la capacità di adattarsi al cambiamento”. E anche in questo, di fatto, con la sua vita tortuosa ma piena di successi, rimane un esempio di eccellenza.

Stephen Hawking

Sintetizzatore vocale

Da quando, nel 1985, Hawking viene sottoposto a una tracheotomia per colpa di una grave polmonite, perdendo la capacità vocale, comunica solo grazie al supporto della tecnologia. Dapprima, grazie a un sintetizzatore vocale che trasforma in suono quel che lo scienziato digita su un apposito computer producendo una voce artificiale, dall’accento curiosamente americano, che ormai lo scienziato considera la sua.

Negli ultimi anni, con il progredire della paralisi dovuta alla malattia, che lo conduce all’immobilità quasi totale, inizia invece a servirsi di un sistema di riconoscimento facciale, frutto della tecnologia a infrarossi, capace di interpretare e tradurre in parole e frasi anche movimenti minimi della bocca, della guancia destra e del bulbo oculare: gli unici che può ancora compiere.

Stephen Hawking

Un sistema, quello che consentiva a Hawking di esprimersi, sempre in fase di studio e miglioramento e che, grazie anche allo sviluppo di un software predittivo personalizzato, gli dava la possibilità di comunicare molto più velocemente rispetto ai tempi della tastiera. E che ha rappresentato un punto di svolta nello sviluppo di tecnologie di supporto per i disabili di tutto il mondo.

Tv e cultura pop 
Stephen Hawking è stato l’icona vivente della scienza moderna. Era il genio assoluto, tutto cervello e niente corpo, cresciuto nei più grossi templi del sapere, e allo stesso tempo il personaggio schietto, che sapeva stare al gioco e non si tirava mai indietro quando c’era da dare una sferzata alla cultura di massa.

Stephen Hawking

Lo abbiamo visto protagonista di documentari e programmi divulgativi per la tv, ma anche dentro gli episodi dei Simpson, dei Griffin, in Futurama. Lo ritroviamo in carne e ossa in Start Trek: the Next Generation The Big Bang Theory. Fa il modello per il celebre fotografo Herb Ritts per dei ritratti in bianco e nero che ottengono un successo immediato. Presta la sua voce, quella artificiale, ai Pink Floyd per la realizzazione di svariati brani.

E in tutti questi casi interpretava uno e un solo personaggio: se stesso.

Stephen Hawking

Zero-G 

Pur condannato sin da giovane all’immobilità, Hawking non ha mai smesso di partecipare alla vita pubblica, tenere conferenze, compiere viaggi: in Antartide, sull’Isola di Pasqua, a bordo di un sottomarino.

Il suo sogno era di farne, prima o poi, uno nello Spazio, e per questo era molto legato a Richard Branson, il direttore di Virgin Galactic, che gliene aveva offerto la possibilità e grazie al quale aveva potuto sperimentare, qualche anno fa, l’esperienza del volo a gravità zero.

Stephen Hawking

E sono proprio i sogni, probabilmente, la parola chiave della sua intera esistenza, e che non perde occasione di stimolare negli altri.

“Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi”.





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  • This image shows the aftermath of the accretion of a star by a supermassive black hole. Black holes such as these lurk at the centres of many, if not all, galaxies, and can weight in at anything from a few tens of thousands to several billion times the mass of a single star. The star has been completely destroyed, its gasses mingling inside the giant accretion disc with those of previous stars which met the same fate. --- Image by © Mark Garlick/Science Photo Library/Corbis

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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1 Commento

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  1. Anonimo

    20 Marzo 2018 at 16:47

    Seguite il signore,state attenti alle strade sbagliate perchè dificilmente si può uscire.
    Pregate sempre a Dio Padre,nostro signore Gesù Cristo e la santissima vergine Maria.
    e non fate uso di azioni sbagliate di cattiveria e malvagità.
    leggete il vangelo per conoscere di più Cristo nostro Signore e comportarci come lui.

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Fisica

Il Regno Unito ha coniato una moneta in memoria di Stephen Hawking

Sulla sfera di metallo appena entrata in circolazione è rappresentato un buco nero, per commemorare il grande astrofisico scomparso il 14 marzo 2018

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Il Regno Unito ha deciso di omaggiare Stephen Hawking, il grande astrofisico affetto da Sla e deceduto un anno fa, il 14 marzo 2018, con una moneta. La piccola sfera di metallo, del valore di 50 penny (60 centesimi di euro circa, al cambio attuale), è entrata in circolazione il 12 marzo e si distingue dalle altre monete britanniche perché su una delle sue facce sono rappresentati un’equazione e un buco nero, a rappresentare le grandi passioni del fisico. Edwina Ellis, la designer che si è occupata del progetto, ha detto: “Mi piace pensare che se l’avesse vista avrebbe riso di gusto”.

Non è la prima volta che il Regno Unito dedica una moneta a uno scienziato entrato nell’immaginario comune: in passato anche Isaac Newton e Charles Darwin hanno ricevuto lo stesso onore.

Stephen Hawking moneta

Chi è stato Stephen Hawking, a un anno dalla scomparsa
Hawking è stato uno dei più importanti cosmologi e fisici dell’età contemporanea. La sua fama, negli ambienti scientifici, è pari a quella di Albert Einstein e dei più grandi luminari della scienza.

A lui si devono due importanti scoperte sui buchi neri e la teoria cosmologica sull’inizio senza confini dell’universo, lo stato di Hartle-Hawking.

Hawking era conosciuto anche per la forza con la quale ha affrontato la Sla, diagnosticatagli quando aveva 21 anni. La progressiva degenerazione della malattia non gli ha infatti impedito di partecipare a numerosi convegni ed eventi pubblici, di comparire in un episodio della sesta stagione di Star Trek, in uno spot della Jaguar e, più in generale.

 





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Fisica

Le bimbe cinesi geneticamente modificate potrebbero avere un cervello migliorato

Nuove prove sostengono che la modifica del dna operata dallo scienziato cinese He Jiankui per creare esseri umani immuni da hiv potrebbe aver migliorato la capacità di apprendimento e la memoria dei nuovi nati

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He Jiankui, lo scienziato cinese che l’anno scorso ha permesso la nascita dei primi bambini Crispr, voleva davvero trovare una risposta al problema dell’hiv o i suoi veri scopi erano altri? È quello che la comunità scientifica si è chiesta fin dal giorno dell’annuncio di He. E il sospetto si è fatto ancora più forte alla luce dei risultati di una ricerca appena pubblicata su Cell che porta nuove prove a sostegno dell’importante ruolo del gene Ccr5 (quello silenziato da He) nel cervello: le persone che ne sono naturalmente prive hanno migliori prestazioni scolastiche e i farmaci che lo spengono permettono a chi ha subito lesioni cerebrali di riprendersi meglio. Insomma, le bambine modificate con la tecnica Crisprpotrebbero avere abilità cognitive superiori alla media.

Ccr5 nel cervello
Che il gene Ccr5, oltre a essere la porta d’ingresso di hiv nelle cellule, avesse un ruolo importante anche nel cervello lo si sapeva fin dal 2016, quando Alcino J. Silva dell’Università della California – Los Angeles (Ucla) e Miou Zhou della Western University of Health Sciences in California dimostrarono che la sua eliminazione nei topi rendeva questi animali più intelligenti, migliorando la plasticità neuronale, l’apprendimento e la memoria.

Il nuovo studio del team di Thomas Carmichael della Ucla non solo conferma quel risultato, ma mostra anche come il silenziamento di Ccr5 con un farmaco già in uso nelle terapie per l’hiv dia benefici nei topi che hanno subito lesioni cerebrali (a seguito di un ictus per esempio): le connessioni cerebrali vengono preservatee anzi aumenta la comunicazione tra diverse aree del cervello.

La ricerca, inoltre, ha preso in esame anche68 persone che per natura hanno il gene Ccr5 inattivo, scoprendo che sono in grado di riprendersi più rapidamente e meglio da un ictus rispetto alla media della popolazione. I dati hanno mostrato che gli individui privi di Ccr5 , se colpiti da ictus, recuperano le capacità di movimento più in fretta e i deficit cognitivi sono più contenuti rispetto a quanto osservato in chi, invece, ha un Ccr5 funzionale.

Anche se le basi biologiche di questo fenomeno non sono note, i ricercatori ipotizzano che Ccr5 nel cervello serva come un segnale di stop, moderando la capacità dei neuroni di ricevere e trattenere i ricordi. Un ruolo importante appena dopo un ictus perché limita l’eccitabilità delle cellule nel tentativo di ridurre i danni. La sua attività, però, diventa controproducente nel periodo di recupero perché, frenando i neuroni, interferisce con la capacità del cervello di costruire nuove connessioni e riparare le lesioni.

Convinti di questa teoria, i ricercatori della Ucla stanno avviando una sperimentazione per somministrare ai pazienti il farmaco per silenziare Ccr5 5-7 giorni dopo l’infarto cerebrale, prolungando la terapia per circa tre mesi. La speranza è che il farmaco, usato in combinazione a un’adeguata terapia riabilitativa, migliori le chance di recuperoanche negli esseri umani.

Un cervello superiore
I farmaci che hanno come bersaglio molecolare Ccr5, dunque, possono costituire una svolta nel processo di recupero da una lesione al cervello. Ma, allargando il campo delle considerazioni, la nuova ricerca dimostra indirettamente che modificare in laboratorio questo gene in fase di sviluppo embrionale potrebbe voler dire creare esseri umani con capacità cognitive superiori. Ci sono dati infatti che supportano la tesi per cui le persone che possiedono almeno una copia inattiva del gene Ccr5 abbiano migliori risultati scolastici e maggiori probabilità di accedere a livelli di istruzione superiori.

Che fosse in realtà questo lo scopo dell’esperimento di He Jiankui e non quello di preservare i bambini dall’infezione da hiv? Non si tratta di complottismo, confida Silva alla rivista Mit Technology Review: in certi ambienti sia cinesi sia statunitensi esiste unmalsano interesse sulla possibilità di progettare bambini super-intelligenti. Lo scienziato cinese (che al momento è sotto inchiesta per il suo operato) ha ammesso di essere sempre stato a conoscenza di un possibile ruolo di Ccr5 nel cervello, ma che al tempo del suo esperimento non c’erano prove sufficienti e – dice – indipendentiperché lo considerasse un impedimento al suo intento.

Che si prenda per buona la versione di He oppure no, rimane una questione: se nemmeno la consapevolezza di non saperne abbastanza costituisce più una limitazione, cosa dovremmo aspettarci dal futuro?





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Fisica

Nespoli docente di Biologia Spaziale per formare i futuri biomedici dello spazio

Il ciclo di lezioni, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), spazierà dagli effetti del volo spaziale sul microbioma intestinale fino all’ibernazione come possibile contromisura alla durata della missione.

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L’astronauta Paolo Nespoli tra i docenti salirà in cattedra alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per tenere il primo corso di Biologia spaziale mai organizzato in Italia.
Il ciclo di lezioni, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa),punta a preparare nuovi esperti di biomedicina spaziale che lavoreranno alle future missioni umane di lunga durata, sviluppando tecnologie che possano aiutare la nostra salute anche sulla Terra.

Per avviare la colonizzazione umana dello spazio è necessario capire come contrastare gli effetti dannosi dei fattori ambientali avversi che accompagnano il volo dell’uomo nello spazio, come le radiazioni cosmiche e le differenze nei cicli tra luce e buio. Per questo la ricerca biomedica di base avrà un ruolo sempre più importante nello sviluppo di ambienti artificiali in cui gli esploratori spaziali potranno trovare risposte alle loro esigenze vitali e operative.

Affrontare questa enorme sfida ha già fruttato importanti innovazioni tecnologiche e biomediche che ci accompagnano nel quotidiano terrestre, migliorando la nostra vita e la nostra sicurezza: la sfida forse più importante sarà accettare che questo balzo in avanti tecnologico e scientifico non potrà essere che un’impresa collettiva e transnazionale“, afferma Debora Angeloni, responsabile scientifica del corso e ricercatrice in Biologia della Scuola Superiore Sant’Anna, che questo pomeriggio terrà la prima lezione sugli effetti scatenati dalla microgravità sulle cellule.

Il primo ciclo di cinque lezioni, che martedì 26 febbraio avrà come guest star Paolo Nespoli, sarà seguito da un secondo corso di approfondimento, articolato in dieci lezioni di tipo seminariale: gli argomenti, dagli effetti del volo spaziale sul microbioma intestinale e dalla protezione di vista e ossa, fino all’ibernazione come possibile contromisura alla durata della missione, saranno trattati da specialisti di levatura internazionale.





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5 star review  Difficile spiegare per me.Ho conosciuto i Bambini di Satana tramite mio figlio e ho trovato tanti argomenti interessanti,a volte scomodi,che i perbenisti non affrontano.Grazie ragazzi

thumb Susy Barini
12/30/2017

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