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Medicina

Come l’intelligenza artificiale rivoluzionerà il sistema sanitario

Da una prevenzione puntuale a una diagnosi più rapida e precisa, combinando dati e monitorando in tempo reale. L’AI sta già cambiando il nostro modo di curarci, ecco cosa ci aspetta nel futuro imminente

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L‘intelligenza artificiale (AI) non è un’idea nuova, ma è solo negli ultimi anni che la nostra tecnologia ha raggiunto il punto in cui ha usi pratici. Siamo molto lontani dalla vera intelligenza artificiale come i robot e i computer che vediamo nei film di fantascienza, ma siamo almeno in un luogo dove l’AI può superare gli esseri umani in certi compiti e settori come quello sanitario. Un articolo di ricerca di Accenture ha scoperto che le applicazioni cliniche chiave dell’AI sanitaria possono potenzialmente creare 150 miliardi di dollari di risparmi annuali per l’economia sanitaria statunitense entro il 2026. Un altro rapporto di Tractica ha rilevato che il mercato sanitario dell’AI varrà 34 miliardi di dollari entro il 2025.

L’AI è in grado di svolgere compiti ripetitivi, che non mancano nel settore sanitario. Negli Stati Uniti, i medici passano più tempo a compilare le cartelle cliniche elettroniche (EHR) che a interagire con i pazienti.

Se l’intelligenza artificiale potesse assumere la maggior parte di quella registrazione, libererebbe il loro tempo da dedicare ai pazienti. Infatti, avrebbe lo stesso impatto dell’assunzione di centinaia di migliaia di nuovi medici.

L’intelligenza artificiale ha impatti multipli nell’intero settore sanitario, ma in genere possono essere classificati come un aiuto in uno o più dei seguenti casi.

Mantenersi bene – Nuove innovazioni come la cintura intelligente, che avverte le persone quando mangiano troppo, stanno aiutando a inaugurare una nuova era di prevenzione sanitaria.

L’obiettivo è quello di mantenere la gente in buona salute e di evitare che le persone debbano prima di tutto cercare cure.
Individuazione precoce – Quando si verificano problemi, l’AI può aiutare a individuarli prima. Ad esempio, Microsoft sta sviluppando computer che lavorano a livello molecolare per combattere le cellule tumorali non appena vengono individuate. L’AI viene utilizzata anche per analizzare il comportamento dei motori di ricerca online per individuare i problemi di salute mentale.

Diagnosi – L’AI può aiutare i medici a diagnosticare i pazienti più rapidamente e ad arrivare ad una comprensione basata sull’80% dei dati sanitari, invisibili ai sistemi attuali perché non strutturati. Ad esempio, in un recente articolo pubblicato su Nature Medicine, gli scienziati hanno affermato di aver costruito un sistema in grado di diagnosticare automaticamente le più comuni patologie infantili, dall’influenza alla meningite, dopo aver elaborato i sintomi del paziente, la storia, i risultati di laboratorio e altri dati clinici.

Processo decisionale – I sistemi di supporto alle decisioni cliniche e altri strumenti basati sull’AI possono aiutare medici e pazienti a dare priorità ai compiti. Alcuni esempi includono Quanum di Quest Diagnostics e VitreosHealth.

Trattamento – Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale sono già in uso a tutti i livelli. Google DeepMind sta riducendo il tempo necessario per pianificare un trattamento radioterapico, mentre IBM Watson sta formulando raccomandazioni di trattamento basate sulle cartelle cliniche dei pazienti in tutto il mondo, anche in Cina, Thailandia e India.

Cura per gli anziani – Stiamo vivendo più a lungo che mai, e la nostra società che invecchia richiede sempre più cure alla fine della vita. Assistenti virtuali alimentati ad intelligenza artificiale e persino i robot sono stati promossi come il futuro, e infatti i robot sono già utilizzati per la cura degli anziani in Giappone.

Ricerca – L’AI può aiutare a scoprire nuovi farmaci e trattamenti, ma può anche essere utilizzata per ricercare le malattie stesse, permettendoci di vaccinarle o di eliminarle. Ad esempio, la start-up canadese Meta utilizza l’AI per analizzare rapidamente i documenti scientifici e per fornire una facile comprensione.

Formazione – Le simulazioni basate sull’AI possono aiutare i chirurghi e gli altri operatori sanitari ad affinare il proprio mestiere senza mettere a rischio i pazienti reali. I modelli di AI sono generalmente più realistici e affidabili, e uno dei vantaggi dell’uso dell’AI per la formazione è che può adattare l’addestramento a ciascun individuo diverso.

I medici diventeranno obsoleti?
La risposta è no, o almeno, non tutti. Storicamente, la tecnologia ha creato posti di lavoro invece di distruggerli, e questo vale fino alla rivoluzione industriale. Secondo Gartner, l’AI avrà eliminato 1,8 milioni di posti di lavoro entro il 2020. Allo stesso tempo, creerà 2,3 milioni di nuovi posti di lavoro, con un aumento complessivo di 500.000 unità. Altre previsioni sono altrettanto ottimistiche.
Parte di ciò è dovuto al modo in cui l’intelligenza artificiale e i medici probabilmente interagiranno. Gli strumenti di supporto alle decisioni cliniche basate sull’AI potrebbero fornire ai medici suggerimenti basati su dati concreti, ma spetterebbe ai medici e ai loro pazienti prendere questi dati e decidere insieme il modo migliore di procedere. Ma oltre a questo, c’è qualcosa nell’assistenza sanitaria che richiede un tocco umano. Immaginate che vi sia stato appena diagnosticato un cancro. Preferireste essere informati da un robot senza emozioni che non è altro che un algoritmo, o preferite essere informati da un medico di famiglia amichevole?

Cosa c’è dopo?
L’intelligenza artificiale va di pari passo con l’apprendimento automatico, l’elaborazione del linguaggio naturale e altre tecnologie, che possono essere combinate per elaborare le enormi quantità di grandi dati che creiamo quotidianamente. Nel settore sanitario, essere in grado di elaborare questi dati e trarre nuove conclusioni non è solo una questione di fare soldi – è una questione di vita o di morte.
Non ci vorrà molto tempo prima che l’intelligenza artificiale venga usata come pratica standard per tutte le procedure di guarigione.





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Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Medicina

Batterio carnivoro, muore uomo dopo un bagno. Allarme batterio mangiacarne

Batterio carnivoro uccide un uomo. Allarme batterio mangiacarne: la storia

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Batterio mangiarne o batterio carnivoro: allarme dopo la morte di un uomo. Dave Bennett, del Tennessee è deceduto a causa del Vibrio vulnificus, un batterio carnivoro che lo ha infettato mentre si trovava in vacanza nella contea di Okaloosa, in Florida.

Batterio carnivoro uccide un uomo. Allarme batterio mangiacarne: lamorte di Dave Bennett

La notizia della morte dell’uomo a causa del batterio mangiacarne è stata riportata dalla Cnn, citando notizie diffuse dalla figlia della vittima sui social network. Il batterio carnivoro fa registrare circa 80.000 casi di infezione e 100 decessi l’anno negli Stati Uniti, stando ai dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, l’agenzia per la Salute pubblica del governo federale.

Batteri mangiacarne uccidono un uomo in 48 ore. Il contagio e i sintomi

In genere il contagio da batterio mangicarne avviene con il consumo frutti di mare crudi o poco cotti, o esponendo una ferita all’acqua di mare. Il caso mortale di David Bennet è stato quest’ultimo. I primi sintomi dell’infezione da batterio carnivoro si sono manifestati velocemente, fino a diventare una sepsi che per l’uomo si è rivelata letale. La figlia della vittima da batterio mangiacarne ha raccontato che il padre aveva un sistema immunitario indebolito a causa delle terapie contro il cancro che stava subendo da alcuni anni. «Pensavo che i batteri mangiacarne fossero una leggenda, ma non è così. Il batterio lo ha completamente distrutto in appena 48 ore » ha raccontato la figlia dell’uomo ucciso dal batterio mangiacarne, che ha voluto condividere la tragedia perché «non c’è abbastanza educazione sui batteri nell’acqua. Devono esserci cartelli segnaletici in ogni spiaggia, in ogni città e parco statale per segnalare che a causa di questi parassiti persone con ferite aperte o sistemi immunitari compromessi non dovrebbero entrare».

Batterio mangiacarne altri casi

Non è l’unico caso di batterio mangiacarne. Qualche settimana fa, nella stessa spiaggia una ragazzina di 12 anni ha contratto la fascite necrotizzante e i medici sono riusciti a salvarle per miracolo la gamba finita in cancrena. Un’altra donna, in una zona diversa della Florida è morta a causa di un’infezione provocata dai batteri mangiacarne dopo essere caduta in spiaggia: attraverso la piccola ferita ha contratto l’infezione fatale.





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Medicina

Figli senza vaccinazione: coppia friulana non potrà più occuparsi della loro educazione

Udine, padre e madre si sono visti sospendere la responsabilità genitoriale: il Tribunale dei minori nominerà un tutore

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UDINE. La loro battaglia contro l’obbligo vaccinale è giunta a un epilogo. Per un periodo transitorio non avranno più il potere di scelta, nè per la cura, né per l’educazione di due figli minori che, comunque, restano loro affidate.

Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Trieste notificando a una mamma e un papà della Bassa friulana il provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale.

Con atto successivo il Tribunale indicherà un curatore speciale dei due minori e che sarà chiamato ad assumere tutte quelle decisioni utili al loro benessere psico fisico.E non è escluso che uno dei primi atti che il curatore sarà chiamato a svolgere sia quello di sottoporre i due piccoli alle previste vaccinazioni. I due genitori sono no vax e il loro figlio più grande lo scorso mese di marzo non era stato ammesso alla scuola dell’infanzia.

Il suo nome, infatti, non compare nell’elenco redatto dalla Regione con la collaborazione delle Aziende sanitarie che contiene i dati di tutti i bambini in regola con le vaccinazioni.

Il piccolo non era stato ammesso a scuola e fra il genitore che l’aveva accompagnato quella mattina e il personale della scuola era nato un acceso confronto, concluso con una denuncia a carico del genitore.

Dopo quella denuncia l’Autorità giudiziaria ha richiesto una serie di accertamenti condotti dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali del Comune di residenza della coppia, dai quali sono emersi alcuni particolari dello stile di vita familiare e delle scelte educative in capo a entrambi i genitori ritenuti dal Tribunale dei minori di Trieste pregiudizievoli per la crescita serena del minore.

Da qui la decisione di emettere a carico di entrambi i genitori un provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale, atto notificato in questi giorni alla coppia e per conoscenza anche ai servizi sociali del Comune nei quale i due abitano.

Gli operatori dei servizi sociali si erano attivati dopo la segnalazione e nel corso degli ultimi tre mesi hanno incontrato più volte la famiglia cercando di mediare nelle decisioni assunte dai genitori, per evitare che si arrivasse al provvedimento del Tribunale.

Un atto temporaneo che, quindi, potrà essere revocato in qualsiasi momento e nel quale vengono invitati i due genitori a nominare un legale: in precedenza per tutta la vicenda della mancata vaccinazione e dell’esclusione da scuola i due erano stati seguiti da un avvocato di Udine affiancato da un avvocato di Trieste.

Alla scadenza dell’11 marzo erano circa una decina i bambini delle province di Pordenone e Udine non in regola con l’obbligo vaccinale e di conseguenza esclusi da asili nido e scuole dell’infanzia, in alcuni casi la protesta dei genitori aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, senza però mai giungere a situazioni di grave criticità.





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Medicina

Peggiora la bimba con il tetano «È tutto assurdo»

Bambina col tetano a 10 anni in rianimazione a Verona, non era vaccinata

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Maria, chiamiamola così, è ricoverata da una settimana all’ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Padiglione 30, terapia intensiva pediatrica, piano interrato. Si scendono le scale e si arriva davanti al reparto che nel lato sinistro ospita i neonati chiusi nelle incubatrici, oltre la porta di destra, invece, cura i più grandi.

Tra questi c’è Maria, la bimba di 10 anni di Povegliano che lotta disperata da giorni contro il tetano. Nessun vaccino, i genitori non hanno fatto alcuna profilassi nè a lei nè alla sorella più piccola per nessuna delle patologie per le quali la legge impone di «coprire» fin dalla nascita i figli. Per Maria la scelta novax di mamma e papà è stata fatale: s’è sbucciata un ginocchio, è partita l’infezione, il batterio è entrato in circolo e, da quando martedì scorso è stata ricoverata, piano piano le ha tolto le principali funzioni vitali, riducendola in condizioni disperate.  Maria è intubata, è sedata ed è via via peggiorata: non è più in grado di respirare da sola, non è cosciente, drenaggi ovunque e macchine sempre in funzione stanno lavorando per salvarla.

Nella sala d’attesa della Tip (Terapia intensiva pediatrica) si riposano le mamme che assistono i loro piccoli. Escono pochi minuti dal reparto metaforicamente a «prendere aria» – lì sotto non c’è – lasciando le loro creature alle cure delle infermiere. «Stanno cambiando la flebo», diceva ieri una, «ne approfitto per fare due passi qui».

«L’HO VISTA ENTRARE CON UN CEROTTO…»

E parlando di Maria: «È assurdo come in poco tempo il tetano l’abbia ridotta. Io l’ho vista entrare in reparto sulle sue gambe, la settimana scorsa, aveva un cerotto sul ginocchio ma era in piedi, camminava da sola, stava bene. Sapere adesso che è stesa su quel letto in condizioni così gravi fa tanto, tanto male. E fa pensare. Mi auguro che lo facciano tutti quelli che, in tutta questa vicenda, hanno delle responsabilità oggettive». E poi un’altra mamma: «Ognuno dei bambini qui è ricoverato nella propria stanza quindi più di tanto nessuno sa come sta il cucciolo della porta accanto. È ovvio, tra genitori ci scambiamo qualche parola ma non si può fare con tutti: li vedi subito quelli che hanno i figli in condizioni gravi, capisci che non hanno voglia di niente e non ha senso dire nulla. La mamme e il papà di Maria sono gentilissimi ma non si staccano mai dal suo letto. Di sicuro», sospira con gli occhi lucidi, «siamo tutti con il fiato sospeso, speriamo ce la faccia, speriamo che qualcuno guardi in giù».

LA VICENDA IN TRIBUNALE

La vicenda di Maria è finita in Tribunale: l’autorità giudiziaria sta cercando di verificare se ci siano responsabilità penali legate alla mancata vaccinazione della bambina. Le carte sono sul tavolo del procuratore capo di Verona Angela Barbaglio che, pur invitando alla prudenza in attesa di conoscere gli sviluppi dello stato di salute della piccola, fa intendere che è stata scritta una notizia di reatoa carico dei genitori. «Bisogna stare attenti a misurare ogni movimento, con la massima comprensione per il profilo umano», puntualizza, «dall’altra parte però è chiaro che un caso del genere non può passare inosservato, si tratta di una vaccinazione obbligatoria, prevista dalla nostra legislazione».

La legge è la 119 del 2017: prevede, per i genitori inadempienti, «una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro e l’accesso vietato alle scuole per l’infanzia incluse quelle private non paritarie». La mamma e il papà di Maria rischiano di essere indagati per lesioni, al momento.





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Crediti :

l'Arena

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