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Corto Maltese

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Il mio nome è Corto, Corto Maltese. Sono nato a Malta, il 10 luglio del 1887, almeno così mi dicono.
Della mia prima infanzia ricordo una bandiera piena di croci e una barba rossa, quella di mio padre. Mia madre? Una gitana di Siviglia. Era talmente bella che il pittore Ingres se ne innamorò follemente, non so se sia vero, lei non mi parlava mai di queste cose.

Ricordo una casa bellissima con un patio pieno di fiori vicino alla moschea di Cordoba, e ricordo bene il giorno in cui un’amica di mia madre mi prese la mano sinistra e la guardò inorridita, non avevo la linea della fortuna. Non ci pensai molto, presi un rasoio di mio padre e me ne tracciai una da solo, lunga e profonda. Non credo di aver aumentato la mia dose di fortuna, ma sono sempre stato libero e questo basta.

corto malteseMio padre se ne andava in continuazione e tornava sempre meno. Lui veniva da Tintagel, in Cornovaglia, un posto pieno di fate e maghi. Sosteneva di essere il nipote di una strega di Man che aveva un gatto rosso, ma diceva un sacco di cose quando si perdeva fra le bottiglie.
Ho studiato alla scuola ebraica de La Valletta e poi a Cordoba con il rabbino Ezra Toledano, fu lui a iniziarmi alla Torah e a raccontarmi altre storie segrete.
In ogni caso, quello che ricordo meglio fu il giorno in cui partii da Malta e m’imbarcai sul Vanità Dorata, un magnifico tre alberi, da allora ho sempre navigato in giro per il mondo.
Conobbi Rasputin, Jack London e tanti altri, imparai a ballare il tango a Buenos Aires, nelle Antille e in Brasile conobbi Esmeralda e i riti vudù. E poi ci furono le Indie, la Cina, le isole dei Caraibi fra pigre verande e sparatorie e quelle del Pacifico, con Escondida, la più strana fra tutte, fra monaci e corsari. Ho visto un treno carico d’oro precipitare in un lago ghiacciato in Mongolia, ho condiviso i silenzi del deserto con un guerriero, il verde e le lacrime con una bellissima fata irlandese, ho cercato gioielli e sogni impossibili lungo i canali e sopra i tetti di Venezia.

 

 

Non sono un eroe, mi piace viaggiare e non amo le regole, ma ne rispetto una soltanto, quella di non tradire mai gli amici. 
Ho cercato tanti tesori senza mai trovarne uno, ma continuerò sempre, potete contarci, ancora un po’ più in là…

1887

Corto Maltese nasce il 10 luglio 1887 a La Valletta (Malta). Il padre è un marinaio inglese, originario di Tintagel, in Cornovaglia, la madre è una gitana di Siviglia. I genitori si sono conosciuti a Gibilterra, dove la madre era conosciuta con il nome di “La niña di Gibilterra” e sembra sia stata una modella del pittore Ingres (1780-1867)

1887-1903

Corto Maltese trascorre la sua infanzia a Gibilterra, quindi a Cordoba dove abita nel quartiere ebreo. Frequenta la scuola ebraica di La Valletta, diretta dal rabbino Ezra Toledano (amante della madre quando si trovavano a Cordoba). All’epoca della “Guerra dei Boxers” (giugno-agosto 1900) Corto si ritrova in Cina.

1904

All’inizio dell’anno Corto s’imbarca a La Valletta come marinaio sul Vanità Dorata e inizia i suoi viaggi. Fa scalo in Egitto, dove visita le piramidi di Giza. A febbraio raggiunge Ismailia poi fa scalo ad Aden, Mascate, Karachi, Bombay, Colombo, Madras, Rangoon, Singapore, Kowloon, Shanghai e Tien’Tsin.

1904-1905

Verso la fine del 1904 Corto arriva in Manciuria, all’epoca della guerra russo-giapponese (febbraio 1904-settembre 1905). A Mukden, oggi Shenyang, frequenta la famiglia Song, diventa amico dello scrittore americano Jack London, all’epoca corrispondente di guerra, e incontra Rasputin, un giovane disertore di un reggimento di fucilieri siberiani. Insieme al russo arrivano a Tien’Tsin e s’imbarcano verso l’Africa alla ricerca delle miniere d’oro della Dancalia. Su questo periodo si svolge la storia: “La giovinezza”.

1905-1906

A bordo della nave, nel Mar di Celebes, avviene un ammutinamento e Corto e Rasputin, raccolti da un mercantile, raggiungono Valparaiso in Cile e da qui, in treno, arrivano a Santiago e poi in Argentina nel 1905. A Cholila, in Patagonia, incontrano i fuorilegge statunitensi Butch Cassidy, Sundance Kid e Etta Place.

1906-1907

Ricominciano i viaggi di Corto. Nel 1907 si trova ad Ancona, dove incontra il rivoluzionario russo Dzugasvili, allora portiere d’albergo, che diventerà Stalin. Nel 1908 ritorna in Argentina e, all’Hotel Drowning Maud incontra Jack London e il drammaturgo americano Eugene O’Neill.

1908-1913

Nel 1909 Corto è a Marsiglia, e poi a Trieste, dove incontra lo scrittore James Joyce. Nel 1910 è ufficiale in seconda sul Bostonian che trasporta bestiame fra Boston e Liverpool. Nel 1911 arriva in Tunisia, nello stesso anno parte in nave per l’Argentina, ma scende in Brasile, a Salvador de Bahia, dove  passa diverso tempo a Itapoa, ma nello stesso periodo viaggia verso le Antille, nella Nuova Orleans, in India, e in Cina nel 1913.

1913

Corto percorre in lungo e largo l’Indonesia e il Pacifico meridionale: Surabaya (Giava), le Isole Samoa, le Isole Tonga. In questo periodo, diventato pirata, lavora per un personaggio misterioso, il “Monaco”. Il 31 ottobre però, l’equipaggio di Corto Maltese si ammutina e lo abbandona al largo delle Isole Salomone. Il giorno dopo, Corto viene soccorso da Rasputin anch’egli pirata e complice del “Monaco”. Il 1° novembre 1913 è proprio l’inizio de Una Ballata del Mare Salato.

1914

Corto e Rasputin sono nel Pacifico, fra Nuova Guinea, arcipelago delle Bismarck, Isola Escondida (169° longitudine Ovest e 19° latitudine Sud, cioè nelle vicinanze dell’Isola di Niue).

1915

Il 19 gennaio, Corto e Rasputin lasciano Escondida, in direzione dell’Isola di Pitcairn. Fine di Una Ballata del Mare Salato. Da Pitcairn faranno scalo all’Isola di Pasqua, all’Isola di Sala y Gomez, a Iquique (Cile), a Callao (Perù), a Guayaquil (Ecuador) e arrivano a Panama in agosto.

 

1916

Corto Maltese e Rasputin si lasciano a Panama. Corto, accompagnato dal professor Jeremiah Steiner, dell’Università di Praga e dal giovane Tristan Bantam, conosce, negli anni 1916-17, tutta una serie di avventure in America Latina, riunite negli albi Suite CaraibeanaMare d’Oro,Lontane isole del vento e La laguna dei misteri. Inizia da Paramaribo (Guayana Olandese, oggi Suriname) con Il segreto di Tristan Bantam, quindi a Saint-Laurent-de-Maroni (Guayana Francese) e Salvador de Bahia (Brasile) nella storia Appuntamento a Bahia, in seguito nel “sertào” brasiliano in Samba con Tiro Fisso, dove incontra per la prima volta la maga Bocca Dorata e infine nell’Isola di Marajo, alle foci del Rio delle Amazzoni in Un’Aquila nella giungla.

E’ l’anno più intenso: sette episodi che si svolgono in America latina (la fine di Suite caraibeana e Mare d’Oro, Lontane isole nel vento La laguna dei misteri), quindi quattro storie in Europa (inizio della storie Le Celtiche), per Corto Maltese un’avventura al mese di media, da febbraio a dicembre.

Gli 11 episodi del 1917

1917

  • … e riparleremo di gentiluomini di fortuna, dove Corto ritrova Rasputin nelle Antille, a Saint Kitts.
  • Per colpa di un gabbiano, che si svolge nell’Honduras britannico (oggi Belize).
  • Teste e funghi (primo capitolo di Corto sempre un po’ più in là) ambientato a Maracaibo, in Venezuela.
  • La Conga delle banane, ambientata in Honduras e che vede la comparsa di Veneziana Stevenson e di Esmeralda che Corto ha conosciuto a Buenos Aires quand’era una bambina, la mamma di Esmeralda, “Parda Flora” amava Corto.
  • Vudù per il Presidente, che sisvolge alle Barbados (Antille) e poi all’isola di Port Ducal introvabile nelle mappe, ma che Pratt colloca a sud-ovest della Guadalupa.
  • La laguna dei bei sogni, nel delta dell’Orinoco.
  • Nonni e fiabe, nella foresta amazzonica peruviana.
  • L’angelo alla finestra d’Oriente primo capitolo della storia Le Celtiche, tutto ambientato a Venezia.
  • Sotto la bandiera dell’oro, che si può datare in ottobre (dopo la battaglia di Caporetto del 24 ottobre 1917), dove Corto incontra Ernest Hemingway che lavorava come autista di un’autoambulanza. La storia si svolge nel Mar Adriatico e poi a Ulcinj in Montenegro.
  • Concerto in O minore per arpa e nitroglicerina, a Dublino, in Irlanda.
  • Sogno di un mattino di mezzo inverno, ambientata in Inghilterra (a Stonehenge e forse a Tintagel), verso il 21 dicembre, data del solstizio d’inverno, proprio perché il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare si svolge il 24 giugno, festa di San Giovanni, quando si festeggia il solstizio d’estate.

1918

Corto Maltese in primavera si trova in Francia, infatti i due ultimi capitoli della storia Le CelticheCotes de Nuits e rose di Piccardia si svolgono il 20 e 21 aprile sulla Somme, tra Corby e Bray (Corto qui assiste alla morte del Barone Rosso cioè l’Asso dell’aviazione tedesca Manfred von Richthofen, abbattuto a Vaux-sur-Somme) Burlesca e no tra Zuydcoote e Bray Dunes, si svolge invece sulle spiagge del Mare del Nord.

corto malteseUn mese dopo Corto si ritrova a Turban (al-Turba?) nello Yemen (In nome di Allah misericordioso e compassionevole, dove incontra Cush, questo episodio costituisce il primo capitolo della storia Le Etiopiche). A settembre, Corto si trova nella Somalia Britannica (L’ultimo colpo si svolge in una sola giornata, il 13 settembre), poi passa in Etiopia (Di altri Romei e altre Giuliette), e infine in Africa orientale tedesca (oggi Tanzania): quest’ultimo episodio, Leopardi, è datato ottobre 1918.

L’11 novembre Corto si ritrova a Hong Kong, dove possiede una casa (ma il suo domicilio legale è ad Antigua, nelle Antille); qui apprende della fine della guerra e ritrova Rasputin: così comincia Corte Sconta detta Arcana.

1919

Corto è a Shanghai, poi ai confini della Manciuria, della Mongolia e della Siberia, nella regione della città di Manchouli.

1920

Corto, fra la regione di Manchouli e del Lago Dali Nor (o Hulun Nur), viene ferito in un’azione volta a distruggere il treno blindato del generale Tchang (febbraio). Riesce comunque a raggiungere Hong kong via Hailar (Mongolia Interna) e Harbin, in Cina. Giunge ad Hong Kong nella prima quindicina di marzo e, poco dopo il 15 dello stesso mese riparte per la provincia cinese dello Kiang Si (o Xian Jiang) dove, nell’aprile del 1920 finisce Corte Sconta detta Arcana.

1921

Corto è a Venezia. Dal 9 al 25 aprile si svolge la storia Favola di Venezia. In autunno, Corto parte per Rodi dove ha inizio l’episodio La Casa dorata di Samarcanda.

1921-1922

Per corto maltesecirca un anno, Corto Maltese va alla ricerca del tesoro di Alessandro Magno (che riuscirà a intravedere) e di Rasputin (che riuscirà invece a ritrovare). Partito da Rodi, arriva ad Adana (Turchia) in dicembre, attraversa il paese fino a Van, passa in Azerbaijian, raggiunge il Mar Caspio (che attraversa in battello da Baku a Krasnovodsk), per arrivare nell’emirato di Bukhara, dove raggiunge Rasputin appena uscito da una prigione chiamata “la casa dorata di Samarcanda”, nelle vicinanze di Baldjouan, a sud-est di Duchambe (oggi capitale del Tajikistan). Qui Corto e Rasputin sono testimoni della morte del generale Enver Pacha (4 agosto 1922). In seguito vanno in Kafiristan (regione dell’Afghanistan, oggi chiamata Nuristan). La casa dorata di Samarcanda finisce il 6 settembre 1922, quando Corto e Rasputin oltrepassano il confine tra Afghanistan e Pakistan (che all’epoca faceva parte dell’impero delle Indie).

1923

All’inizio di giugno, Corto Maltese ritorna in Argentina. Dopo quindici anni ci arriva a bordo del piroscafo Le Malte della compagnia degli Spedizionieri Riuniti, che faceva rotta tra Amburgo e Buenos Aires. Il 13 giugno inizia Tango che terminerà nella notte del 20 giugno.

1924

Corto visita tutti i cantoni svizzeri. Nelle Elvetiche, dopo un ritiro nel piccolo villaggio di Savuit-sur-Lutry (Cantone di Vaud), in autunno Corto e il professor Steiner andranno a Montagnola (Cantone Ticino) dallo scrittore Hermann Hesse, in seguito Corto andrà a Zurigo con la pittrice Tamara de Lempicka.

1924-1925

A Tarifa (punta all’estremo Sud della Spagna), Corto e Rasputin ricevono dal Venezuela un telegramma del loro amico Levi Colombia che li invita ad una crociera nei Caraibi alla ricerca di Atlantide. Inizia la storia di .

1925-1936

Non si sa molto della vita di Corto Maltese in questo periodo. Si sa che nel dicembre 1928 e nel gennaio 1929 si trova ad Harar (la città etiopica dove visse Rimbaud) in compagnia del romanziere Henry de Montfreid e del paleontologo e teologo Teilhard de Chardin.

1936

Nel luglio 1936 inizia la guerra civile spagnola che durerà fino al maggio 1939. Corto si arruola nelle Brigate internazionali combattendo con John Cornford (figlio della poetessa inglese Frances Croft Cornford, nipote di Darwin). Poi si perdono le tracce di Corto.
Ne Gli scorpioni del deserto, Cush, nel gennaio del 1941, dice a proposito di Corto Maltese: “Sembra che sia scomparso durante la guerra di Spagna”; si apprende così che Corto ha spedito a Cush dalla Spagna un falco, Al-Andaluz.

Dopo il 1936. Scomparso dopo l’”ultima avventura romantica”, la guerra civile spagnola? Potrebbe essere, ma ci sarebbe una lettera, scritta da Pandora in cui si racconta che Corto e Tarao, ormai di una certa età sono andati a vivere da lei e vengono considerati dai suoi  figli come degli “zii”…

 
  

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Leone Svicolone

Svicolone (Snagglepuss nell’originale americano) è un simpatico leone rosa ideato da Hanna e Barbera nel 1959, inizialmente come personaggio secondario che comparve all’interno della serie di Ernesto Sparalesto e Tatino e Tatone.

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l successo di questa apparizione, gli ha fatto meritare una serie a cartoni animati tutta sua, che è stata realizzata nel 1961 e trasmessa all’interno dello Show dell’Orso Yoghi. Svicolone è un leone che vorrebbe essere considerato come un uomo normale pertanto, cerca in tutti i modi di convincere le persone con i suoi comportamenti civili ed educati, suo malgrado gli esseri umani lo considerano come un temibile leone e cercano in tutti i modi di dargli la caccia, cosicchè da animale predatore, Svicolone è sempre destinato ad essere preda e a scappare, non prima di aver pronunciato la caratteristica frase con accento bolognese ” Svicolo, svicolando tutto a mancina!” talvolta con l’aggiunta della parola “perfino!”.

La caratteristica del leone Svicolone è proprio la suo voce, che in Italia è stata doppiata splendidamente dal grande Renzo Palmer. Svicolone possiede anche una grande passione per il teatro e non di rado, lo si vede recitare l’Amleto, con in mano un teschio. Svicolone fa parte della banda di Yoghi dal 1973, che a bordo dell’Arcaplano, si impegna a salvare il mondo dall’inquinamento. I cartoni animati attualmente vengono trasmessi sul digitale terrestre Boing e sul canale satellitare di Boomerang.

È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino. Svicolone colto è e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia…Svicolone (chiamato così perché scappa rapidamente quando un guaio incombe pericolosamente) è un leone rosa civile e ben educato, la cui ‘umanità’ non pare essere molto apprezzata dagli altri che continuano a vederlo come un pericoloso felino. Creato sulla falsariga del precedente (di poco) Lupo De Lupis, il personaggio dal carattere invertito è divertente e stimola solidarietà, oltre che risate.
La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.

Svicolone (Snagglepuss) è un personaggio dei cartoni animati di Hanna-Barbera, creato nel 1959. È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino.

Caratterizzazione

Svicolone è colto e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia.

La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.
Storia

Svicolone apparve inizialmente come personaggio minore nei cartoni animati di Ernesto Sparalesto. L’apprezzamento da parte del pubblico convinse Hanna & Barbera a creare una serie dedicata al personaggio, che venne trasmessa a partire dal 1961 all’interno dell’Orso Yoghi Show.

 
  

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Isola Felice

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Tom & Jerry

Le origini ed un po’ di storia

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Tom il gatto e Jerry il topo sono due personaggi dei fumetti creati nel 1939 da William Hanna e Joseph Barbera per la Metro Goldwyn Mayer. Gli autori si erano ispirati a due terribili ragazzini in perenne scontro tra loro.

“Nati” a Hollywood, questi personaggi hanno ottenuto un gran successo in tutto il mondo. Le loro pellicole cinematografichehanno raccolto sino a oggi tredici nomination agli Oscar, vincendone sette (si tratta di un record a parimerito con le Silly Symphonies Disney), oltre a un riconoscimento speciale.

Il primo cortometraggio animato con questi due personaggi è stato Puss gets the boot. A quel tempo il gatto non si chiamava ancora Tom bensì Jasper e il topolino non possedeva ancora un proprio nome. Il pubblico dei ragazzi, affascinati dal dinamismo e dalla situazione, si schierò immediatamente e idealmente con il minuscolo topo coalizzandosi, sempre idealmente, contro il grosso ed egoista gatto Jasper.

Le caratteristiche

Naturalmente i personaggi hanno subito un’evoluzione da quando sono nati, citiamo solo alcuni aspetti recenti.

  • Tom è un gatto opportunista. Si diverte a dominare gli animali più piccoli di lui. Il suo stile di vita è quello di un gatto domestico: mangiare, dormire e divertirsi. Quando è spronato dalla padrona di casa (nei primi cortometraggi una grossa governante di colore) stufa di continui saccheggi al frigorifero, si lancia all’inseguimento del topolino ma la sua stupidità (oltre all’astuzia dell’avversario) lo fa immancabilmente fallire.
  • Jerry, minuscolo topo d’appartamento, si è costruito una tana in miniatura nelle intercapedini dei muri. Al suo interno riproduce in tutti i particolari le comodità della casa umana (letto, divano, cassettiere, quadri, soprammobili ). Sembra innocuo così piccino e rotondetto, possiede però buona velocità e solido carattere. Spesso riesce a procurarsi il cibo a danno di Tom che deve difenderlo.

All’occorrenza Jerry è determinato ed affronta il nemico naturale, più grosso e forte di lui, per soccorrere un suo pari in difficoltà.

Nemici o amici?

La relazione che vincola i due personaggi in modo inscindibile non si ritrova solo nella classica guerra del gatto contro il topo. Quella che a prima vista sembrerebbe una naturale rivalità rassomiglia piuttosto ad una guerra di dispetti tra due compagni di vita che si accapigliano per il solo gusto di farlo. Per Tom, rincorrere il topino è un gioco divertente e gratificante, specie quando riesce a catturarlo ed “ammaestrarlo” nei modi più disparati (un cameriere, un portamazze da golf, addirittura un regalo di fidanzamento). A sua volta Jerry, anziché scappare di volata presso il suo nascondiglio, ritiene molto più divertente punzecchiare il gatto fino a farlo uscire di senno. Addirittura, in un caso le parti si sono rovesciate ed è stato Jerry che è riuscito a catturare il gatto ed a cercare di mangiarselo. Nonostante ciò ognuno non cerca l’eliminazione dell’altro, ma tutt’altro. Quando Tom si innamora di una gattina, dimenticandosi di tutto e di tutti, è Jerry che si ingelosisce; quando quest’ultimi è in pericolo di vita, Tom si procura di salvarlo. Inoltre i due si coalizzano quando, nel loro mondo, arriva un nemico comune, sia esso un gatto “troppo efficiente” nel cacciare i topi, oppure un gruppetto di gattini pestiferi.

Del resto, i due personaggi sono creati l’uno in funzione dell’altro: ogni vicenda si basa sempre sui consecutivi attacchi di uno dei due personaggi ed i conseguenti contrattacchi dell’altro, riportando alla fine una situazione di equilibrio tra i due.

I cortometraggi e i film

individuare almeno due sempre presenti negli anni: l’impostazione convenzionale che consiste nell’inseguimento del gatto al topo e quelle che includono un grosso e agguerrito cane che caccia il cacciatore e difende la piccola preda. Quasi sempre queste storie si svolgono in spazi ristretti quali stanze di un appartamento o in piccole case con giardino annesso, a volte in fattorie di campagna oppure con ambientazione il mare, su navi da pesca e da crociera. Ci sono inoltre personaggi di contesto che animano le storie, tra questi i più frequenti sono:

  • Butch, un gatto nero, randagio e prepotente è un eterno nemico sia di Tom che di Jerry. In queste avventure Tom e Jerry si coalizzano per limitare e vincere il nemico rappresentato dal gatto nero.
  • Toodles, un’aggraziata gatta bianca. Tom è perdutamente innamorato della bella gattina.
  • Mamy, una grossa governante di colore che accudisce la casa in cui vivono Tom e Jerry. La particolarità è che non appare mai il suo viso perché le storie del gatto e del topo si svolgono sempre a livello del pavimento.
  • Little Nibbles (chiamato anche Tuffy), un giovanissimo topino grigio con addosso il pannolino. Tuffy è sempre affamato e si caccia spesso nei guai così che Jerry deve intervenire all’ultimo secondo per salvarlo dai pericoli, tra cui naturalmente Tom.
  • Spike un grosso cane mastino. È indolente e certamente non molto arguto. Spesso passa il tempo dormendo nella sua casetta di legno ed è amico di Jerry e lo difende dalle molestie di Tom.
  • Tike (chiamato anche Junior), è un cucciolo di cane mastino. È il figlio di Spike. Giovane e inesperto sta imparando a cavarsela nella vita, ma è sempre molestato, a volte per puro errore da Tom, che così viene regolarmente punito dal grosso e manesco papà.
  • Uncle Pecos. Zio di Jerry. Cantante e ballerino country accompagna le sue canzoni suonando la chitarra. Ogni volta che rompe una corda dello strumento stacca un baffo di Tom per sostituirla.
  • Ducking, è una papera molto ingenua. Quando è nata la prima “persona” che ha visto è Tom il gatto. Si convince allora che sia la sua mamma.

Le storie con tema insolito portano i due antagonisti a calarsi nei panni di personaggi storici o di romanzi classici. A volte lo sfondo alle gag è costituito da parti di famose città europee: Napoli (Neapolitan Mouse1954), i canali di VeneziaRomaVeronaVienna, le strade della Parigidell‘800, le arene per la corrida a Madrid o Siviglia, deserti e giungle nel continente africano o nelle isole tropicali; addirittura in una storia troviamo Tom e Jerry nello spazio all’interno di una stazione orbitante. Importanti le storie costruite sulle musiche di celeberrime opere classiche: Norma o Aida.

Alcune avventure si svolgono in precise epoche storiche: famosa la serie con Tom, Jerry e Little Nibbles nella parte di moschettieri del re di Francia. La serie The two Mouseketeers è del 1952.

Tra i principali produttori delle serie a cartoni animati di Tom & Jerry ricordiamo Chuck Jones e Fred Quimby, capo del reparto animazione della MGM sino al 1955. Oltre a Hanna e Barbera la direzione di alcuni episodi è stata affidata ad Abe Levinton, le musiche a Scott Bradley ed Eugene Poddany.

Film

Tom & Jerry, the movie

I proprietari della casa in cui abitano Tom e l’intruso topolino Jerry devono traslocare. Tutto è pronto e i due sono già sull’auto. Tom vuole scacciare il topino e inizia un inseguimento e i nostri due eroi vengono lasciati sul posto. La casa il giorno dopo viene distrutta e così i nostri eroi rimangono per strada. Camminando in città incontrano il cane Carlone, un cocker randagio, anch’esso abbandonato da tempo e che vive per strada assieme alla sua inseparabile pulce. Sarà Carlone a rincuorare i nostri eroi, che in quel momento e per necessità diventano alleati. Il caso porta Tom e Jerry a incontrare una piccola bambina orfana della mamma e con il papà in viaggio. La bimba in quel momento è soggiogata da una grassa e avida zia e da un perfido avvocato che intendono sfruttare l’eredità della bambina. La zia possiede un bassotto di nome Ferdinando, talmente viziato e grasso che per muoversi deve appoggiare il corpo a uno skateboard. Passando tra varie peripezie e altri strani malfattori il gatto Tom e il topolino Jerry aiuteranno la bambina a smascherare i cattivi tutori e a ritrovare il padre.

L’amicizia gatto-topo, chiaramente anti-natura, iniziata a causa degli eventi sfortunati iniziali, prosegue per tutto il racconto sino alla scena finale del film dove, per la gioia degli spettatori, Tom e Jerry tornano a essere rivali, sempre pronti a scontrarsi e farsi danni tra di loro travolgendo tutto e tutti.

Curiosità

Due episodi del cartone animato, datati 1949 e 1950, sono stati auto-censurati dalla Turner(proprietaria dei diritti della serie) a seguito di una lettera inviata, nel 2006, alla Ofcom (l’ente britannico che vigila sui contenuti televisivi) da parte di uno spettatore; la lettera lamentava l’effetto nocivo che i disegni animati, in quegli episodi alle prese con delle sigarette, avrebbero avuto sui suoi figli. Nel primo dei due episodi, Tom, per fare colpo su di una gattina, si comporta come un adolescente e, per fortificare la sua virilità felina, si accende una sigaretta. Nel secondo episodio, invece, Tom è impegnato in un torneo di tennis in cui il suo rivale sbruffone, durante l’incontro, aspira un paio di boccate da un’altra sigaretta. La Ofcom ha spiegato che Tom & Jerry è un cartone animato “vintage“, nato in un periodo in cui il rischio legato al fumo non era ancora stato attentamente studiato e che questa era un’ottima ragione per chiedere alla Turner di prendere provvedimenti.

 

Tom & Jerry Tales

Questa nuova serie viene trasmessa sul canale satellitare Boomerang; rispetto ai cartoni originali, la grafica è stata modernizzata.

I riconoscimenti

Elenco dei cortometraggi che hanno ricevuto un premio Oscar nella categoria animazione:

  • Yankee doodle mouse (1943).
  • Mouse Trouble (1944).
  • Quiet Please (1945).
  • The cat concerto (1946).
  • The little orphan (1948).
  • The Two Mouseketeers (1951).
  • Johann mouse (1952).

Un Oscar speciale è stato loro assegnato grazie ad una “partecipazione straordinaria” nel film musicale Anchors Aweigh (conosciuto in Italia come Canta che ti passa oppure Due marinai e una ragazza), film diretto nel 1945 da George Sidney e interpretato da Gene Kelly e Frank Sinatra.

 

 
  

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Calimero, il pulcino veneto nero che 50 anni fa conquistò il mondo

È un’ingiustizia però

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Calimero, il pulcino nero, comparve per la prima volta esattamente cinquant’anni fa in uno spot della Miralanza. Quinto uovo di una gallina veneta coi mutandoni a pallini e il foulard, si schiuse tardi e iniziò la sua ricerca della mamma finendo subito in una pozzanghera.

Rifiutato prima da un grosso cane, poi da un topo inseguito da un gatto, viene rifiutato anche dalla sua mamma perché “io non ho pulcini neri…”. “Ma se io fossi bianco mi vorresti?”. “Sì certamente, piccolo” replica la gallina veneta in tempi non leghisti. Per fortuna Calimero incontra l’olandesina simbolo dell’industria di Mira che gli spiega: “Tu non sei nero, sei solo sporco”, e gli dà un’ insaponata decolorante che risolve.

Mentre in America stava esplodendo la campagna per l’integrazione e i diritti civili di Martin Luther King, in Italia non si colse la “scorrettezza” di un messaggio allora letto senza alcuna malizia o doppio senso razziale. La sua frase “Eh, che maniere! Qui tutti ce l’hanno con me perché io sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però” entrò nel lessico italiano facendo del piccolo pulcino dei fratelli veneziani Nino e Toni Pagot, con la voce di Ignazio Colnaghi, un vero e proprio “cult”.

«Nino Pagot, Pagotto il vero cognome, – ricorda Piero Zanotto, grande esperto di cinema e fumetti – era veneziano di nascita ma si trasferì presto a Milano dove nacque il fratello Nino. Insieme cominciarono a fare fumetti, illustrare libri della Scala d’oro della Utet, fino ad iniziare quella scuola disneyana che avrebbe poi prosperato nella nostra regione. Fu il primo a continuare su licenza Disney la storia di Biancaneve con due episodi, lei sposata col principe, con un figlio e col mago Basilisco che la insidia, e poi, nel ’39/’40 “I sette nani cattivi contro i sette nani buoni”. Era un gran lavoratore, e con “I fratelli Dinamite” realizzò il primo film d’animazione italiano, che conteneva una sequenza “veneziana”».

 

 

I fratelli Pagot si occuparono anche delle animazioni di Cocco Bill e dei personaggi di Hanna e Barbera (Yoghi, Braccobaldo) e Nino scomparve nel 1972, a 64 anni dopo aver fatto di Calimero (nome mato dalla chiesa di San Calimero frequentata dai Pagot) un mito ma senza poter vedere sul piccolo schermo l’ultima creazione per la pubblicità, il draghetto Grisù.

Ma perchè Calimero ha avuto tanto successo? «È in fondo la storia del brutto anatroccolo – commenta Annamaria Testa, esperta di pubblicità e docente alla Bicocca di Milano – e funzionava come molte altre storie perchè la struttura narrativa di Carosello era tale da consentire di creare queste storie da due minuti, che intrattenevano l’ascoltatore. Questa è una delle tante. Una storia semplice che finiva bene, dopo alcune disaventure, con un pulcino carino, tenero, piccolino».

Calimero

la versione giapponese di Calimero

Simbolo dei tempi? «Non farei di Calimero più di quel che è. Quel tipo di narrazione è finito quando si è smesso di fare spot da due minuti e si è entrati nel modulo da 30 secondi, ma è anche finito perchè si è rinunciato a narrare. All’estero invece ci sono tuttora grandi narrazioni pubblicitarie che hanno presa, fanno pensare, parlare, e anche il web che permette di fare narrazioni anche più lunghe è una opportunità». Intanto il piccolo pulcino ha ritrovato quest’anno la sua strada narrativa in una nuova serie a episodi per la tv, 104, realizzati in Francia, e un sito internet, www.calimero.com, con giochi, filmati, barzellette, fiabe. Ed in Giappone – dove è un piccolo mito – lo hanno disegnato in 3D. Ma quando tra i disegni si trova un Calimero col pallone da calcio e la maglia rossonera come si fa a non pensare a un altro personaggio dello sport italiano pronto a lamentarsi dicendo “Perché sempre io?”

 
  

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Crediti :

il Gazzettino

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