Contattaci

Medicina

Cosa significa lo stato di emergenza globale dichiarato dall’Oms per il coronavirus

Per la precisione è stata formalizzata la condizione di “emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale”: ciò significa che la situazione è seria e richiede un’azione coordinata a livello mondiale, ma non c’è motivo di farsi prendere dal panico. Dal 2009 è già successo 6 volte

Pubblicato

il

(foto: Keith Tsuji/Sopa Images/LightRocket/Getty Images)

La decisione è stata presa il 30 gennaio, dopo oltre 5 ore di camera di consiglio: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), adesso ci sono le condizioni per dichiarare ufficialmente che il coronavirus 2019-nCoV rappresenta una “emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale”, o per farla breve una “emergenza globale”. Quasi contemporaneamente, mentre cessava l’allarme per i due turisti febbricitanti a bordo della nave della Costa Smeralda al porto di Civitavecchia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato la presenza dei primi due casi accertati di infezione da coronavirus in Italia. Si tratta di due turisti cinesi già ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma, in isolamento e in condizioni ritenute “non gravi”.

Queste notizie potrebbero ulteriormente aumentare lo stato di agitazione e preoccupazione nel nostro Paese, anche perché le parole emergenza e globale di per sé non infondono certo serenità. Ma c’è davvero da essere angosciati?

Il concetto di emergenza globale secondo l’Oms

Come la stessa Organizzazione ha scritto nel verbale conclusivo del consiglio tenutosi ieri a Ginevra, la principale conseguenza di questa emergenza formale è l’emissione di una serie di raccomandazioni temporanee, in parte specifiche per la Cina e in parte valide per tutti i Paesi a livello globale. Molte di queste misure sono rivolte alla trasparenza, alla condivisione di informazioni con gli altri Paesi e al fare cultura sanitaria con un’adeguata informazione pubblica, ma allo stesso tempo altre indicazioni suggeriscono di intensificare gli sforzi nella ricerca scientifica, nelle operazioni di contenimento del contagio e nell’esecuzione dei controlli, soprattutto nei porti e negli aeroporti.

Vista in una prospettiva storica (di breve periodo), la dichiarazione di emergenza globale non è un evento né unico né così eccezionale. Basta pensare che dal 2005, quando furono redatte le normative International Health Regulations (Ihr) in seguito alla pandemia della Sars, siamo già alla sesta occasione in cui viene presa una decisione analoga. Il primo caso fu nel 2009 con la cosiddetta influenza suina H1N1, poi nel 2014 con la poliomielite, ancora nel 2014 e poi nel 2019 con ebola, in mezzo nel 2015 con Zika e infine ora con 2019-nCoV. Non fu dichiarata invece l’emergenza nel caso di un’altra patologia dovuta a un coronavirus: la Mers nel 2013.

Su molti testi internazionali la nostrana emergenza globale viene tradotta con l’acronimo inglese Pheic, che sta per Public Health Emergency of International Concern.

Una scelta sostanziale, ma anche burocratica

Anche se la dichiarazione ufficiale lascia ben poco spazio alla fantasia e all’interpretazione, è stata la stessa Oms a premettere un chiarimento formale“L’Organizzazione mondiale della sanità continuerà a valutare la possibilità di creare un livello di allerta intermedia tra la scelta dicotomica Pheic-non Pheic”, ossia di creare una classificazione un po’ più varia che permetta di differenziare (in qualche modo) tra diversi livelli di emergenza.

Quello che è accaduto rispetto al precedente consiglio dell’Oms del 22 e 23 gennaio scorsi, quando si decise di non far scattare l’emergenza, è che è aumentato il numero di commissari favorevoli alla decisione, in un contesto in cui né prima né stavolta c’era una posizione nettamente maggioritaria all’interno della commissione. Ad aver fatto cambiare idea ad alcuni commissari, e di conseguenza al direttore generale Tedros Adhanom, è stato l’aumento – registrato negli ultimi giorni – sia nel numero assoluto di casi sia nel numero di Paesi coinvolti da casi accertati di infezione.

I numeri che hanno fatto scattare l’emergenza

Al momento della riunione dell’Oms, i casi confermati erano 7.818, distribuiti in 19 Paesi. Solo in Cina i contagi confermati avevano raggiunto quota 7.711 (quasi il 99%), a cui si aggiungono oltre 12mila altri casi sospetti. Tra i certamente infetti, 170 persone erano già morte (ora la conta è salita a 213) e altre 1.370 si trovavano in condizioni definite “gravi”.

Fuori dalla Cina, negli altri 18 Paesi interessati dal contagio (a cui poco dopo si sarebbe aggiunta anche l’Italia) i casi totali erano 82, di cui 75 relativi a viaggiatori passati per la Cina di recente. Per gli altri casi è invece stata confermata la trasmissione da persona a persona. Fuori dalla Cina finora non sono comunque stati registrati né casi gravi, né tantomeno decessi.

Che cosa succede ora?

Quello che non accadrà – o che perlomeno l’Oms suggerisce e auspica che non succeda – è l’emarginazione dei Paesi interessati dal contagio, a iniziare dalla Cina. Il motivo principale è che non ci sono prove del fatto che impedire gli spostamenti delle persone sia utile a ridurre il contagio, e che anzi a volte il blocco dei trasporti può sottrarre risorse a interventi più utili, oltre ad avere certamente un effetto negativo sull’economia. Anche le restrizioni nel commercio sono “non raccomandate”. A fare eccezione, spiega ancora la nota diffusa dall’Oms, sono i luoghi in cui la trasmissione del virus è particolarmente intensa, o le aree in cui le infrastrutture e i sistemi nazionali non sono sufficientemente sviluppati.

Visti i progressi scientifici fatti nelle ultime settimane, secondo la commissione “è ancora possibile interrompere la diffusione del virus. Essenziale, in questo senso, è la messa a punto di sistemi per la diagnosi precoce, l’isolamento delle persone infette e l’educazione della popolazione al rispetto delle norme igieniche essenziali.

L’altro punto enfatizzato dall’Oms è la necessità di mantenere alto il livello di cooperazione internazionale, sia per quanto riguarda la Cina sia per tutti gli altri Paesi, anche nell’ottica di aiutare quelle regioni del mondo in cui – visto il sottosviluppo dei sistemi sanitari – l’epidemia potrebbe avere gli effetti peggiori.

Le primissime reazioni dell’Italia

Il nostro governo ha stabilito anzitutto la sospensione di tutti i voli aerei diretti verso la Cina e in arrivo dalla Cina, muovendosi d’anticipo rispetto a molti altri Paesi. Fa eccezione, naturalmente, il volo di Stato con cui si vorrebbe rimpatriare una 60ina di nostri connazionali che si trovano ancora a Wuhan e che si spera rientrino tra la fine del weekend e l’inizio della prossima settimana. Nel frattempo è stato comunque stabilito che, una volta ritornati in Italia, saranno sottoposti a un periodo di quarantena di due settimane (pari al tempo massimo di incubazione del virus) in una struttura militare vicino a Roma.

Per i primi due casi già accertati, invece, oltre al ricovero in isolamento è stata predisposto il sigillo della stanza d’hotel dove alloggiavano da 8 giorni e il trasferimento in ospedale con un autobus scortato dalla polizia di tutti gli altri membri della comitiva turistica. Quanto accaduto era comunque largamente prevedibile e in parte atteso, tanto che il ministro della salute Roberto Speranza ha parlato di situazione “seria” ma per ora “totalmente sotto controllo”. Naturalmente adesso lo sforzo si concentra sull’evitare che il contagio possa diffondersi. Nella mattina del 31 gennaio un Consiglio dei ministri ad hoc dovrebbe portare alla definizione di nuove misure di prevenzione e contenimento, e si è parlato anche del coinvolgimento della protezione civile.



Licenza Creative Commons




Crediti :

wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Per commentare puoi anche connetterti tramite:



Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Medicina

Video – Coronavirus: l’intervento di Roberto Burioni sulle ultime notizie in arrivo da Codogno

Pubblicato

il

Video di propretà  di Medical Facts, psternità di Roberto Burioni, inserito in queste pagine aal solo scopo di diffusione scientifica.



Licenza Creative Commons




 

Continua a leggere

Medicina

I casi di coronavirus nel lodigiano sono sei

Ci sono tre casi in più rispetto a quanto fosse stato annunciato questa mattina. Si sta indagano sui collegamenti con l’uomo di 38 anni di Codogno

Pubblicato

il

Sono sei i casi di nuovo coronavirus nel lodigiano, ha affermato durante la conferenza stampa tenuta dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, alla presenza del presidente Attilio Fontana e dell’assessore alla Protezione civile Pietro Foroni. Si tratta di tre casi in più rispetto a quanto riportavano le notizie di questa mattina. “Si tratta di tre persone che si sono presentate in ospedale di Codogno con una polmonite importante. Stiamo indagando e cercando di capire se ci siano stati dei contatti con i casi già conosciuti“, Maria Gramegna, dirigente dell’unità operativa Prevenzione del Dg Welfare. Si tratta di uomini e donne.

Al momento si stanno eseguendo 150 tamponi a operatori sanitari, medici e parenti stretti dell’uomo di 38 anni che nella serata del 21 febbraio si è presentato al pronto soccorso ed è poi risultato positivo al nuovo coronavirus. “L’uomo aveva accusato i primi sintomi il giorno 15 febbraio, si è recato al pronto soccorso il 18 con uno stato febbrile, ma è stato rimandato a casa dopo alcune ore. Essendo peggiorato, è poi tornato al pronto soccorso, è stato ricoverato ed è risultato positivo al coronavirus“, ha raccontato Gallera.

Dopo insistenti domande in terapia intensiva, i medici hanno scoperto dalla moglie, positiva anche lei al coronavirus e al momento ricoverata all’ospedale Sacco di Milano, che l’uomo aveva frequentato un collega tornato il 21 gennaio scorso dalla Cina. Quest’ultimo ha riscontrato una leggera febbre, ma al momento non è risultato positivo al virus: questo significa che l’infezione non è in corso, ma potrebbe essere guarito, per questo si aspettano notizie dall’Istituto superiore di sanità, che verificherà la presenza di anticorpi. Il terzo caso di cui si era a conoscenza riguarda un amico, portato in ambulanza all’ospedale di Codogno per una polmonite, con cui il primo contagiato del lodigiano, con cui condivideva attività sportive. La moglie, insegnante incinta all’ottavo mese, è ricoverata al Sacco ma non lavorava da mesi a scuola.

In via precauzionale, nei comuni di CodognoCastiglione sull’Adda e Casal Pusterlengo, si consiglia di non uscire da casa per evitare una diffusione del virus. Si tratta di una misura volontaria e non obbligatoria, utile a evitare i contatti diretti.

Invece le persone che hanno avuto a che fare direttamente con gli infetti, e di cui si sta ricostruendo la rete sociale, saranno messi in quarantena. Questa è possibile o nel loro domicilio (per chi possiede una stanza e un bagno riservati, portando sempre in casa la mascherina al di fuori di questi locali), oppure in luoghi adatti che la Regione, insieme al ministero della Difesa, sta ancora

individuando.



Licenza Creative Commons




Crediti :

Wired

Continua a leggere

Medicina

Coronavirus, il 20 febbraio la Russia chiude le frontiere a tutti i cinesi

Il Cremlino vieterà l’ingresso di cittadini cinesi nel suo territorio da giovedì per fermare la diffusione dell’epidemia di coronavirus. “L’ingresso di cittadini cinesi attraverso i confini russi è sospeso dal 20 febbraio per viaggi di lavoro, privati, studi e turismo”

Pubblicato

il

MOSCA – La Russia vieta l’ingresso di cittadini cinesi per la minaccia del coronavirus. Il Cremlino ha deciso di sospendere l’ingresso di cittadini cinesi nel suo territorio a partire da febbraio 20, lo hanno confermato martedì le autorità russe incaricate della prevenzione del coronavirus. Restrizioni di viaggio per prevenire la diffusione della malattia, che ha ucciso oltre 1.800 persone, sono state imposte da molti Paesi per evitare la diffusione. La sospensione sarà per i cittadini cinesi che entrano in Russia per motivi di lavoro, privati, educativi o turistici. Sarà temporanea. “Le restrizioni non influiranno sui passeggeri in transito”, hanno aggiunto le autorità russe.

La responsabile della Salute, Tatiana Golikova, ha dichiarato: “L’ingresso di tutti i cittadini cinesi attraverso le frontiere della Russia sarà sospeso dal 20 febbraio per i viaggi di lavoro, privati, di studio e per turismo”.  In Cina intanto, dove pure l’epidemia sembra rallentare, sul fronte economico è saltato anche il Beijing auto show, il più importante evento dell’anno dedicato alle quattro ruote e fiore all’occhiello della nuova mobilità verde cinese: l’Auto China 2020, atteso dal 21 al 30 aprile, è stato rinviato sine die per la paura del contagio. La Cina ha riportato martedì il minor numero di nuovi contagi da coronavirus da gennaio, e il suo bilancio delle vittime giornaliero è il più basso da una settimana, ma l’Organizzazione mondiale della sanità ha affermato che tali dati dovrebbero ancora essere esaminati con cautela.

L’epidemia ha causato nel Dragone, nel conteggio a lunedì, un totale di 1.871 vittime, 72.532 contagi accertati (1.895 solo ieri, ai minimi da gennaio) e 13.003 guariti (2.143), ma sembra aver paralizzato il Paese. Le imprese straniere stanno avendo grandi difficoltà nel far ripartire le attività: ci sono problemi alla supply chain, all’aumento degli inventari e alle regole sulla quarantena per contenere il contagio. “L’intero processo stenta a tornare in funzione dato che le sfide sono enormi”, ha lanciato l’allarme Joerg Wuttke, presidente della Camera di commercio Ue in Cina. “Quanto ciò sia destinato a durare è l’incubo di tutti noi”, ha aggiunto.



Licenza Creative Commons




Crediti :

la Repubblica

Continua a leggere

Chi Siamo

Newsletter

Dicono di noi

DAL MONDO DELLA RICERCA

  • Le Scienze
  • Nature (EN)
  • Immunologia

Comunicato stampa - Una pellicola sottilissima e biodegradabile in grado di rivestire volumi di acqu [...]

Comunicato stampa - Un nuovo strumento bioinformatico individua rapidamente le alterazioni del genom [...]

Comunicato stampa - Individuate le relazioni causa-effetto che hanno determinato lo sciame simico du [...]

Nature, Published online: 21 February 2020; doi:10.1038/d41586-020-00489-4An uncharted island off An [...]

Nature, Published online: 21 February 2020; doi:10.1038/d41586-020-00425-6Amanda Solloway comes to t [...]

Nature, Published online: 21 February 2020; doi:10.1038/d41586-020-00456-zChemists have borrowed a s [...]

Comunicato stampa - Lo rivela uno studio condotto dal Cnr-Ibcn in collaborazione con il laboratorio [...]

Una molecola che si trova nei vasi sanguigni e interagisce con il sistema immunitario contribuisce a [...]

Comunicato stampa - Uno studio internazionale pubblicato su The Lancet mette in discussione la sicur [...]

E’ davvero un medico?

Coronavirus

Casi in tempo reale . Clicca l’immagine per la mappa interattiva

Archivio

LunMarMerGioVenSabDom
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
242526272829 

 

 

 

 

 

I più letti