Database Italiano dei Preti Pedofili

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Record Totali Trovati: 123, Visualizza 10 per pagina
CognomeNomeCittàProvinciaDiocesi
Abbiati Giuseppe Pavia PV Pavia
Agostini Andrea Bologna BO Bologna
Almanza Biagio Alberto Avezzano AQ Aquila
Anello Salvatore Palermo PA Palermo
Antonysamy David Teramo Te Teramo
Barbacini Giorgio Albisola SV Savona
Baresi Marco Brescia BS Brescia
Beatrice Vito Somasca LC Lecco
Bellato Marco Padova PD Padova
Bertagna Pierangelo Tortona AR Arezzo

Database coi nominativi dei preti condannati per pedofilia o coinvolti in reati sui minori pubblicamente noti.

Vogliate segnalarci eventuali errori nei contenuti e nelle specifiche delle casistiche:
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Se hai sospetti su un parroco ma non trovi il suo nominativo nel database, SE i tuoi sospetti ritieni siano fondati, rivolgiti alle forze dell’ordine, evita di rivolgerti alle strutture religiose in quanto terrebbero “in famiglia” l’accaduto.


PERCHE’ UN DATABASE?

Riteniamo che gli individui che ricoprono un ruolo sociale delicato ed approfittano di questo ruolo per porre violenza di natura sessuale sui bambini, debbano essere ben riconosciuti ed identificabili in maniera di potere tutelare l’incolumità dei ragazzi.

CRIMINI SUI MINORI

Don Carlo Alberto Capella, diplomatico del Papa, indagato per pedofilia

È nato  a Carpi Carlo Alberto Capella, il sacerdote indagato per “la possibile violazione delle norme in materia di immagini pedopornografiche” intorno al quale è scoppiato un nuovo scandalo che ha scosso il #Vaticano . Carlo Alberto Capella è diplomatico del Papa presso la nunziatura di Washington, ed è nato a Carpi il 18 luglio di cinquant’anni fa. L’accusa formulata contro di lui è grave: detenzione di materiale pedopornografico. “Il 21 agosto scorso – scrive un comunicato della sala stampa vaticana che affronta la vicenda – il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ha notificato, per via diplomatica, la possibile violazione delle norme in materia di immagini pedopornografiche da parte di un membro del corpo diplomatico della Santa Sede accreditato a Washington. La

Don Carlo Alberto Capella, diplomatico del Papa, indagato per pedofilia

Pedofilia: chiesti 15 anni per Don Placido Greco, produceva e collezionava foto di bimbi nudi

Una condanna esemplare è stata chiesta dalla procura di Roma per don Placido Greco ( alias Don Dino), il prete  #pedofilo che avrebbe abusato e fotografato diversi ragazzini a Roma Termini.  Fotografie  di ragazzini nudi, anche raccolti durante le prestazioni sessuali, che avrebbe conservato gelosamente, e ripagato con qualche spicciolo o piccoli regali. Il parroco di Fiumicino, all’anagrafe Placido Greco, come riporta Il Messaggero – ha provato a giustificarsi in aula, ma le sue parole non sono bastate a risparmmiargli una pesante richiesta di condanna: 15 anni di carcere e 150.000 euro di multa per la doppia accusa di produzione di materiale pedopornografico e prostituzione minorile. Non basta. C’è il rischio che l’uomo riceva a breve un’altra batosta giudiziaria. Al momento dell’arresto, nel maggio

Pedofilia: chiesti 15 anni per Don Placido Greco, produceva e collezionava foto di bimbi nudi

Don Carlo Mantegazza in un’intercettazione; “ASPETTIAMO COSA, CHE CI METTANO TUTTI IN GALERA PER PEDOFILIA?”

Una delle domande più frequenti che ci si pone è come sia possibile – alla luce di quanto emerso e continua a emergere sulla #pedofilia dei preti – che i genitori continuino ad affidare con tranquillità i propri figli alle cure del clero. Spesso la risposta che ci si da è che questi siano probabilmente dei folli o degli incoscienti anche se a mio avviso vale la pena approfondire un pochino di più il problema e cercare quali sono le dinamiche che possono portare un sacerdote ad essere così spaventato da fare un’affermazione come quella di don Carlo Mantegazza che ho usato nel titolo. Come documentazione prenderemo in esempio quella del caso milanese di don Mauro Galli, ampiamente documentato, e

Don Carlo Mantegazza in un’intercettazione; “ASPETTIAMO COSA, CHE CI METTANO TUTTI IN GALERA PER PEDOFILIA?”

Provolo: il papa sbaglia congregazione e commissaria il nulla ?

Di pochi giorni fa la notizia che papa Francesco ha commissariato, per mano della Congregazione Vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata, tutte le sedi del don Provolo nominando come Commissario Apostolico della congregazione Alberto Bochatey, il quale garantisce che la Chiesa sarà «implacabile» e che «Qui nessuno potrà scappare» … Al di la del fatto che il don Provolo non è una congregazione religiosa e non è stato per nulla commissariato, si deve prendere atto che il Vaticano, dopo dieci anni di denunce inascoltate da parte degli ex allievi di Verona, dopo un’indagine interna, dopo una commissione di inchiesta, si confermava che gli abusi c’erano stati e anche questa volta interviene solo dopo l’azione della magistratura, alla vigilia del processo e quando oramai la situazione è disastrosa e

Provolo: il papa sbaglia congregazione e commissaria il nulla ?

Pedofilia: vescovi nel panico, “no alla proposta di rompere il segreto confessionale”

I vescovi australiani ribadiscono il loro impegno “assoluto” a combattere lo scandalo degli abusi sessuali nella #Chiesa e la piena collaborazione con le autorità ma dicono no, in nome della libertà di religione, alla “Raccomandazione” proposta dalla Royal Commission di non rispettare il “sigillo della confessione” (ovvero il segreto in confessionale) e di presentare denuncia alle autorità qualora un prete si trovi di fronte a un’ammissione di abuso durante la confessione. “La Confessione nella Chiesa cattolica – scrive in un comunicato l’arcivescovo di Melbourne, Denis J Hart, presidente della Conferenza episcopale australiana – è un incontro spirituale con Dio attraverso il prete. È una parte fondamentale della libertà di religione ed è riconosciuta dalla Legge in Australia e in molti

Pedofilia: vescovi nel panico, “no alla proposta di rompere il segreto confessionale”

ADDIO AL SEGRETO CONFESSIONALE?/ La Confessione non sarà più “inviolabile” per alcuni tipi di reato

Nel 2014 era stata la Chiesa Anglicana d’Australia ad abolire il segreto confessionale per reati gravi, ora è invece la Chiesa Cattolica ad essere messa nel mirino dopo i gravi casi di abusi sui minori per cui molti preti e vescovi sono accusati di aver effettuato/tenuto nascosto tra gli anni Ottanta e il Duemila. La novità clamorosa arriva dalla Commissione Reale Istituzionale per gli abusi sessuali sui minori, istituita nel 2012, che nella propria relazione ha proposto ai vari stati e territori australiani di apportare una nuova legislazione che punisca i sacerdoti che “coprono” gli abusi pedofili per non venire meno al segreto confessionale. «Il diritto di praticare le proprie credenze religiose deve accogliere l’obbligo della società civile di garantire la

ADDIO AL SEGRETO CONFESSIONALE?/ La Confessione non sarà più “inviolabile” per alcuni tipi di reato

Pedofilia: la Chiesa rigetta il risarcimento alle vittime di Savona

Savona – Nessun risarcimento alle cinque vittime di abusi sessuali da parte di Don Nello Giraudo durante la sua permanenza nella chiesa. La trattativa avviata dalla Rete l’Abuso di Francesco Zanardi e l’attuale vescovo don Gero Marino non sarebbe arrivata alla conclusione sperata (e a giugno annunciata dallo stesso sito internet della Rete l’Abuso) e soprattutto in grado di evitare la causa civile. Il vescovo Marino, attraverso l’avvocato Simone Mariani, avrebbe rigettato la richiesta di indennizzo, rilanciando però con una proposta: l’istituzione di un numero verde destinato alle vittime di #pedofilia da parte dei esponenti della Chiesa. Iniziativa, però, che sarebbe stata gestita dalla stessa diocesi. Pedofilia a Savona, il prete troppo amico degli scout che fece esplodere lo scandalo È fallito quindi il tentativo di transazione avviato

Pedofilia: la Chiesa rigetta il risarcimento alle vittime di Savona

Abusi su minori in nome di Dio da più di 25 anni: ad Aci Bonaccorsi la comunità che plagiava le giovani

Violentava minori avvalendosi della funzione religiosa e della complicità di altre tre persone, tutte donne. Per questo, dopo lunghe indagini, gli orchi sono stati arrestati. I riflettori sono stati accesi sulla congregazione laica, “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente”, che si trova ad Aci Bonaccorsi in provincia di Catania. A finire nel mirino delle forze dell’ordine, come accennato, quattro personeritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori. Si tratta di: Pietro Alfio Capuana, 73 anni (portato in carcere); Fabiola Raciti, 55 anni (agli arresti domiciliari); addette alla cura giovani Rosaria Giuffrida, 57 anni (agli arresti domiciliari); addette alla cura giovani Katia Concetta Scarpignato, 48 anni (agli arresti domiciliari). Ad aprire il vaso di pandora è stata la denuncia presentata dalla

Abusi su minori in nome di Dio da più di 25 anni: ad Aci Bonaccorsi la comunità che plagiava le giovani