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Difendersi è un diritto ma il mestiere del poliziotto va lasciato alla polizia

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Considerato che la legittima difesa armata è diventato argomento di massa proprio in questi giorni, in occasione di una legge che ammette attenuanti se questa viene esercitata in tempo di notte, vediamo di analizzare quanto c’è di sbagliato nella giustizia “fai da te”.

marco dimitri

Tutto si basa sul presupposto, più che comprensibile e legittimo di “se qualcuno entra nella mia proprietà e vuole fare del male alla mia famiglia o derubarmi, io devo avere il diritto di ucciderlo”.

In questo contesto non viene considerato nulla che non sia “lui vuole farci male ed io lo uccido”, non vengono considerati gli sviluppi di questa azione difensiva, nemmeno vengono considerate le precauzioni di chi, malintenzionato, vuole derubarci o farci del male.

Un’analisi a 360 gradi mette in rilievo dei punti fondamentali che sono stati trascurati:

  • Il malintenzionato sa che siete armati e disposti ad ucciderlo, quindi se una volta si limitava a derubarvi, ora prima vi uccide tutti e poi vi deruba
  • La vendetta degli amici del malintenzionato che avete ucciso, voi ammazzate il malintenzionato ed i suoi amici si vendicano ammazzando i vostri cari, i vostri figli, l vostri familiari.
  • Le liti tra condomini, un tempo finivano a cazzotti, oggi possono finire a colpi d’arma da fuoco.

A mio avviso sarebbe utile dare più energie alle forze di polizia, spesso prive di attrezzature fondamentali al contrasto del crimine.

Le forze di polizia sono addestrate al trattamento della repressione del reato specifico. Basterebbe incrementare il monitoraggio delle varie zone, l’utilizzo di radio allarmi, telecamere, aumento del numero di pattuglie.

Tuttavia, la legge sulla legittima difesa è stata fraintesa malamente, infatti non autorizza ad eccedere nella difesa, anzi, la difesa rimane proporzionata all’offesa.

Il fatto che sia attiva solo in tempo di notte, depenalizza, in parte, chi ha sparato e colpito con eccesso di difesa involontario, magari colpendo alla schiena, un individuo in ore in cui la visibilità è scarsa, come appunto nelle ore notturne.

Ricordo a chi legge che ci sono stati cittadini che, presi dal panico, in ore notturne hanno sparato ai carabinieri scambiandoli per malviventi…

Spara ai carabinieri credendoli ladri

Spara ai tecnici dell’Enel credendoli ladri

Spara al perito del tribunale credendolo un ladro

 

La lista delle persone scambiate per ladri ed a cui hanno sparato è lunga ed in espansione, basta una ricerca in rete nei fatti di cronaca. Se consideriamo che i carabinieri, i tecnici Enel, i periti del tribunale non sono ladri ma operai che lavorano per mantenere le proprie famiglie, vediamo quanto dannosa può rivelarsi una legge che autorizza la giustizia privata.

             

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Il dirigente scolastico Claudio Mereghetti ha fatto benedire un istituto dedicato a Margherita Hack

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La prof. Margherita Hack è un vanto italiano nell’emisfero scientifico, razionale, ateo.  Un’attivista che ha dedicato  l’intera vita alla ricerca scientifica ed al contrasto delle dittature religiose, in primis  quella esercitata dalla religione cattolica. È giusto fare benedire un istituto scolastico intitolato a lei?

marco dimitri

Il dirigente scolastico Claudio Mereghetti, purtroppo, commette gli stessi errori di tanti altri dirigenti, non separa o non vuole separare le proprie convinzioni  religiose e metafisiche dall’emisfero scientifico e razionale, in più dimentica che la scuola è un’istituzione laica che deve adempiere ai principi di laicità, deve trasmettere la cultura e non un’istrionica fantasia che ha già i propri templi dove sussistere.

Ma non solo, probabilmente dimentica che la Prof. Margherita Hack, recentemente scomparsa all’età di 93 anni, ha dedicato la vita intera alla difesa della laicità, alla difesa dei diritti umani, alla difesa dei diritti degli omosessuali già di continuo violentati dall’isterismo cattolico e dalla ” santa promozione dell’ omofobia “.

Non solo uno scienziato con tanto di medaglia d’oro, non solo un vanto italiano in seno al mondo ma una paladina del garantismo, una combattente contro l’oscenità religiosa.

Sono stato candidato con lei alle elezioni 2012 nel partito “Democrazia Atea” il cui primo punto del piano politico era l’abolizione dei Patti Lateranensi. Giusto per evidenziare come anche negli ultimi anni di vita Margherita abbia avuto la forza di contrastare  l’abuso religioso.

Da anni, infine, Margherita era presidente onorario dell’UAAR (Unione degli Atei Agnostici e razionalisti).

A Margherita Hack viene dedicato un istituto scolastico ed il dirigente Claudio Mereghetti che fa? Fa benedire l’istituto.

Non è gettando un po’ d’acqua magica che cambiano le cose ma il gesto può avere solo il maldestro senso di mettersi in mostra, davvero sgradevole almeno per il rispetto di Margherita Hack se non per la laicità istituzionale.

 

Come è stata giustificata la cerimonia

 

Si rende esplicita una condizione che c’è dal 2013 – ha detto il dirigente scolastico Claudio Mereghetti – . C’è un filo rosso che unisce le scuole del nostro Istituto comprensivo. Margherita Hack è stata la maggiore rappresentante dell’ateismo moderno. Le stelle che tanto amava la collegano a Dante, cui è intitolata la materna. E quest’ultimo era un letterato italiano cattolico come Manzoni, cui è dedicata la primaria. Poi ci sono i due plessi di via Goldoni dedicati uno al cardinale Carlo Maria Martini, l’altro a Giuseppe Lazzati. Altri due pilastri del cattolicesimo”.

Questo istituto dall’infanzia alla secondaria è un comprensivo, che accompagna con continuità – ha continuato l’uomo -. Credo sia significativo che benediremo una scuola dedicata a Margherita Hack”.

In conclusione

Forse sarebbe stato meglio intitolare la scuola a Wanna Marchi, paladina della ciarlataneria moderna… Se proprio la scuola deve restare nei tempi bui facciamolo con classe.

 

             

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Kevin Spacey è un orco. Pierpaolo Pasolini un poeta

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Netflix prende le distanze da Kevin Spacey dopo il coming out in cui conferma di essere omosessuale e di avere avuto anche attenzioni sessuali verso  il collega, al tempo quattordicenne, Anthony Rapp:  “No a produzione di House of Cards se includerà l’attore”. Rimane da capire perchè mai, nessun organo di sedicente cultura prenda le distanze da Pierpaolo Pasolini, poeta, regista, cristiano e sfruttatore della prostituzione minorile.

marco dimitri

Dal mio punto di vista Pierpaolo Pasolini era ammaliato da un aspetto cordiale ed unitario che, secondo lui, era presente nella società povera. La realtà dei fatti però si rivelò molto lontana da quella sua visione fino a mostrare la perfidia presente in ogni ceto.  Il lato che Pasolini osannava non esisteva affatto, era una maschera di superficie. Del resto fu ucciso proprio per mano e con l’ausilio di questa fascia povera pronta a vendersi al migliore offerente.

I dati certi mettono in rilievo un regista che, di giorno ricerca il lato umano, mette in opera “il Vangelo secondo Matteo“, si comporta come il Gesù  amico degli umili e nemico dei potenti, mentre di notte sfrutta la prostituzione minorile, rimorchia minorenni,  la sera del suo omicidio arriva addirittura ad entrare con una marchetta in un ristorante  in chiusura e farsi riaprire la cucina perchè tanto lui era “Pasolini il poeta, il regista famoso amico del popolo”. Il gestore del ristorante riaccese i fornelli per  servire Pasolini e la sua marchetta.

Si va oltre il rapporto di consenso,  si va oltre ogni umano rapporto d’amore visto che chi si prostituisce ha necessità economiche, si vende per denaro.

No, non voglio contestare lo stile di Pasolini, , il suo occhio dietro la telecamera, del resto l’arte è un sentimento personale non universale, tuttavia è comunque sempre una menzogna. I poeti specialmente sono dei grandi mentitori.

Sembra quasi che Pasolini usasse, strumentalizzandolo, uno stato di miseria popolare, i ragazzi  inseriti nei film non erano attori ma presi dalla strada, riempiti di promesse, sarebbero diventati attori di successo, avrebbero avuto gli onori del grande schermo. Tra questi  anche Ninetto Davoli che mai sembra abbia imparato a recitare, ancora oggi  mette in rilievo il fatto di non essere un attore perchè lui è umile ed un attore è, sempre secondo lui, qualcosa di collegato ad un emisfero che gli è lontano “attore è una parola grossa”.

 

 

 

Sussiste sempre questo nascondersi dietro una finta umiltà, ma la società tutta  usa nascondersi, le maschere sono d’uso comune, Pirandello non passerà mai di moda.

Non per nulla Pierpaolo Pasolini utilizzò  la maschera più vicina al popolo ed alla miseria economico-culturale: quella di Totò, ovvero Antonio de Curtis.

Lo stesso  Totò, in sede di intervista, si dimostrò seccato, quasi annoiato, nemmeno comprendeva cosa in realtà Pasolini gli avesse fatto interpretare: “Ho fatto quello che mi diceva lui (Pasolini N.d.r.) … La trama? Boh!”.

 

 

 

Quindi non è il reato  d’abuso di minore ad essere un ostacolo al successo di un’opera letteraria o cinematografica, tanto la morale di chi commette il reato. Il ragazzino abusato è solo un contorno, un oggetto. “Pasolini pedofilo” è differente da “Kevin Spacey pedofilo”. Il primo è un grande, il secondo è un orco.

Ora, non dimentichiamo che i rapporti contestati erano consumati con ragazzini nell’età del consenso. La legge infatti punisce lo sfruttamento della prostituzione minorile se i rapporti tra un adulto ed un minore d’età compresa tra i 14 ed i 17  avvengono dietro  compensi economici.  In questo caso Pasolini avrebbe la peggio visto che era solito pagare i minorenni.

Netflix quindi prende le distanze da Kevin Spacey ma non da  personaggi come Pierpaolo Pasolini. Netflix non punisce quindi  i pederasti, si limita a tutelarsi dagli scandali sollevati dall’isteria di massa.

Fermo restando che non vi  fu nemmeno un rapporto completo  tra Kevin Spacey ed Anthony Rapp, il primo si limitò ad un palpeggiamento . I due avevano all’epoca 26 e 14 anni. Questo  palpeggiamento è stato denunciato anni dopo, avvenne 30 anni prima.

Il protagonista di I soliti sospetti American beauty ha scritto sul social network che la storia di Rapp lo ha “incoraggiato” a parlare con onestà di questo aspetto della sua vita. “Come le persone più vicine a me sanno, ho amato e avuto rapporti anche con uomini. Voglio affrontare questa cosa onestamente e apertamente, e iniziare da qui ad esaminare il mio comportamento”.

Non intendo giustificare rapporti sessuali tra un adulto ed un minore, ripeto che voglio solo evincere che ci sono diversi pesi, diverse misure. Ho fatto un paragone tra un reato di sfruttamento della prostituzione minorile commesso da Pasolini ed un rapporto che appare di consenso, non viziato da retribuzioni economiche commesso da Kevin Spacey. Quando chi commette un crimine è considerato di grande impatto culturale, il crimine appare venire a meno, appare scendere in un piano differente, quasi marginale.

Il grande regista si può permettere ogni crimine, il piccolo operaio non si può permettere nulla.

Semplice realtà dei fatti. Purtroppo chi subisce il crimine è una persona, spesso fragile.

Non possiamo, in conclusione, separare l’arte dalla sessualità ed il suo esercizio, l’una appare vincolata all’altra.

La presa di posizione di Netflix mi sembra  una colossale amenità. Un’immensa cazzata.

 

Marco Dimitri

 

             

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Il credente è un malato di mente?

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Dobbiamo considerare che siamo nell’anno 2017 ed il medioevo è mantenuto in essere esclusivamente “grazie” ai deliri religiosi. Oggi abbiamo il beneficio della cultura, della scienza ma, nonostante il sapere sia accessibile alle masse, le religioni proliferano di fedeli creduloni. Guru che ingrassano mungendo “mucche pazze” quali sono i seguaci.

marco dimitri

Impossibile non notare che l’utilizzo della logica per svegliare un credente dal sonno indotto sia un tentativo senza successo. Questo perchè i credenti non usano la logica, del resto se fossero persone logiche e razionali non  sarebbero certo persone religiose, credenti, non sarebbero organismi genuflessi al cospetto di altri organismi più furbi.

È praticamente impossibile un dialogo razionale, ad ogni evidenza logica contestata il credente si chiude  in se stesso, evita il confronto chiudendosi o nascondendosi dietro frasi  e concetti tipici come: “Questo è il mio credo, la mia fede e tu non devi contestarmi, devi rispettarlo”, “Sono affari miei, mie scelte”, “Si… Io credo in Dio che non si vede ma nemmeno l’aria si vede ma esiste”, “Mistero divino”.

In sostanza ragionare con un credente provoca solo un farneticare illogico di quest’ultimo.

Si può tranquillamente constatare ed affermare che le religioni siano  un nucleo di raggruppamento  persone con evidenti problematiche di analisi dell’universo e della realtà circostante.

 

Una forma di follia sussiste, non vi è nulla di sano nel credere reale ciò che non esiste, nel genuflettersi davanti a statue di gesso, nell’edificare templi dediti a leggi folli che sono in antitesi a qualsiasi legge fisica. Il rischio per la collettività è enorme perchè i credenti  necessitano di muoversi in gruppo, necessitano di alimentare le fiamme dell’idiozia. Un dio diventa grande e reale  in proporzione del numero dei folli che lo alimentana, gestisce e tiene in vita.

 

Ora, un dio potente non può esprimersi  solo all’interno delle strutture religiose ma deve imperare all’interno e sopra la società laica, deve governarne le politiche e la scienza, deve essere reale a tutti i costi, deve sottomettere con la maschera più sentimentale possibile. Deve quindi assumere caratteristiche di supporto ed incameramento persone deboli o in stato di bisogno, deve essere il paladino delle promesse di un’eternità dove siamo tutti felici, belli e profumati.

Si… quanto amore c’è, ad esempio, nel prendere a calci un’ambulanza che trasportava un bambino in gravi condizioni, l’irriverente ambulanza colpevole di avere la sirena accesa quel suo suono oscurava , si sovrapponeva, alle sante parole del Papa in piazza San Pietro. Leggi articolo de “il Messaggero” .

I fatti: un’ambulanza con un neonato di poche ore che a causa di una malformazione doveva essere trasferito d’urgenza all’ospedale è bloccata dalla folla dei fedeli nei pressi di Piazza San Pietro durante la cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II (in sostanza stavano pregando per santificare un morto…) . Il neonato sull’ambulanza è grave,  ogni attimo che passa può essere fatale, l’autista dell’ambulanza usa la sirena per fare capire quanto sia grave la situazione, ma i pellegrini non comprendono e prendono a calci il mezzo. I parenti del bimbo, che seguono dietro in automobile, angosciati e anche loro intrappolati da decine di migliaia di persone in evidente follia estatica.

Non è un singolo caso, anche altri mezzi di soccorso sono stati presi a calci perchè infastidivano la messa con le loro sirene.

Ovvio che se a prendere a calci l’ambulanza fossero stati dei musulmani allora sarebbe esploso (scusate il gioco di parole) il caso. Trattandosi di cattolici tutto va bene, anzi,  è andata anche bene che non abbiano  messo sul rogo ambulanza, bimbo, genitori e sanitari.

Unendo tra loro queste persone sedicenti portatori e seguaci della pace e dell’amore si ottiene la licenza per il libero sfogo della follia: tutti uniti arriverebbero anche al rogo, alla distruzione fisica. Questo andrebbe anche a nutrire la mia ipotesi che, un lato moderato delle religioni non eisiste affatto, le religioni sono nuclei di pazzi arroganti e presuntuosi.

Tuttavia non voglio evidenziare in questo articolo solo la follia di  una religione ma di tutte le religioni , compresi i complottisti, i no vax, la new age.

Tutto ciò che  raggruppa e si nutre di imbecilli basandosi sulla metafisica.

Ora, cosa ci daranno in futuro questi imbecilli? La guerra, la morte, gli attentati sempre e comunque contro obiettivi laici (chiedetevi perchè…) il rallentamento e l’inibizione della scienza e delle sue conquiste scientifiche.

…. E scrivo tutto ciò da ottimista.

             

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