Contattaci

ITALIA

Don Giovanni Trotta, le prove degli abusi

Pubblicato

il

Il materiale acquisito in sede di perquisizione nei locali di Don Giovanni Trotta, arrestato per abusi sui minori, è stato definito “agghiacciante” dalla polizia

[dropcap style=”style1″]I[/dropcap]l materiale sequestrato a Don Giovanni Trotta durante le indagini per abusi sessuali su cinque ragazzini, è stato definito “agghiacciante” per i contenuti sia delle foto che delle chat con le piccole vittime. il materiale è stato acquisito dalla Polizia Postale nel corso della perquisizione disposta dalla Procura di Bari nei confronti di Don Giovanni Trotta, 56 anni, ex sacerdote ridotto allo stato laicale dal 16 marzo 2012. L’uomo è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di cinque ragazzini tra i dodici anni e i tredici anni per fatti che sarebbero stati commessi nel 2014 nel foggiano.

Don Giovanni Trotta, che si faceva chiamare “don Gianni” e che nascondeva alle famiglie di non essere più sacerdote, abusava di minori che venivano affidati alla sua custodia.
Trotta, infatti, impartiva lezioni private ed era conosciuto nell’ambiente sportivo quale allenatore di una Società di Calcio per minori che, a novembre 2014, prima della perquisizione domiciliare disposta dalla Procura, lo aveva allontanato per “comportamenti contrari ai principi e ai valori cui la società si ispira“, pur non presentando nessuna denuncia nei suoi confronti.

Don Giovanni Trotta

L’uomo deve rispondere anche di pornografia minorile ai danni dei cinque minori e di divulgazione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento sessuale dei ragazzini.
A quanto ricostruito dagli investigatori anche grazie a computer, telefoni e macchine fotografiche sequestrati durante la perquisizione, “don Gianni” aveva continui dialoghi in chat con i minori di cui poi abusava tutti incentrati sulla pornografia: alle vittime l’ex sacerdote avrebbe chiesto di inviare foto e a sua volta avrebbe inviato immagini che lo raffiguravano nudo, sul letto.

La polizia postale e delle comunicazioni di Bari ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale locale, la dott.ssa Giulia Romanazzi, su richiesta del Pubblico Ministero Simona Filoni, nei confronti di Don Giovanni Trotta, ex sacerdote classe 1960, ridotto allo stato laicale dal 16 marzo 2012.

LE ACCUSE, VIOLENZA SESSUALE E PEDOPORNOGRAFIA

Don Giovanni Trotta è accusato di violenza sessuale aggravata e continuata commessa ai danni di G.A (classe 2002), D.N. (classe 2002), F.A.(classe 2001), C.G.(classe 2001), T.G.(classe 2002), tutti minori di età compresa tra i dodici anni ed i tredici anni, affidati alla sua custodia in relazione alla sua qualità di dirigente ed allenatore della squadra di calcio frequentata dai bambini, nonché di loro docente di lezioni private, nonché dei delitti di pornografia minorile in danno dei cinque minori in questione e di divulgazione di materiale pedopornografico realizzato mediante lo sfruttamento sessuale dei suddetti minori in questione, materiale ed informazioni di carattere pedopornografico, che distribuiva e diffondeva agli stessi ed anche ad altri minori, al fine di attrarli a sé e di metterli in competizione tra di loro, per via telematica e mediante l’applicazione WhatsApp; nonché di adescamento di minori commesso nei confronti di G.A. e della minore P.M., entrambi di anni dodici, che adescava in chat attraverso Messenger del profilo Facebook delle vittime. I reati sono stati commessi a Pietramontecorvino e Casalnuovo Monterotaro nel 2014.

I REATI COMMESSI A CASA SUA

Don Giovanni Trotta consumava gli abusi sessuali all’interno della sua abitazione, luogo in cui i minori si recavano per il doposcuola; Qui l’uomo, abusando delle loro condizioni di inferiorità fisica e psichica e forte dell’ascendente che aveva sui bambini, li induceva a compiere e subire atti sessuali, consumati singolarmente o in gruppo; induzione che rafforzava millantando la sua qualità di sacerdote, facendosi chiamare Don Gianni, nonché con la promessa di farli giocare al computer e a vari giochi, oppure sfruttando il social network Facebook, sul quale si accreditava come “amico degli amici“, inviando loro migliaia di chat, quasi tutte dal contenuto erotico e pedopornografico.

[Database]

I VIDEO PEDOPORNOGRAFICI

Poi li costringeva a produrre materiale pedopornografico, che veniva realizzato, con continue sollecitazioni, all’interno della abitazione dell’uomo, su un soppalco, attraverso rappresentazioni di pornografia minorile prodotte mediante lo sfruttamento sessuale dei minori, effettuate con il telefono cellulare, con una fotocamera digitale o prodotte, su sua richiesta, dagli stessi minori. I video venivano distribuiti e divulgati dall’ex sacerdote sia alle stesse vittime, con l’unico scopo di metterle in competizione tra di loro e di insinuare in loro curiosità di natura sessuale, oppure ad altri soggetti, tutti minorenni.

LE FOTO SHOCK

Analoghi contenuti avevano le chat con le quali intratteneva costanti dialoghi con i minori di cui poi abusava, nonché con i minori che adescava in rete, con dialoghi tutti dal contenuto pornografico e pedopornografico, avviati nonostante fosse consapevole dell’età delle vittime, cui chiedeva di inviare foto degli organi genitali ed alle quali mandava fotografie che lo raffiguravano nudo, sul letto, con l’organo genitale in erezione.

UNA BAMBINA COME ESCA

Tra le vittime degli adescamenti vi è anche una minore, utilizzata da Don Giovanni Trotta al fine di ottenere materiale pedopornografico da “spendere” come esca con i bambini di sesso maschile di cui abusava e che si erano dimostrati più restii a recarsi presso la sua abitazione; dimostrando fintamente interesse per i soggetti di sesso femminile, infatti, Don Giovanni Trotta riusciva a convincere anche i minori più diffidenti a recarsi presso la sua abitazione ed a perpetrare i suoi turpi crimini contro l’infanzia.

IL PROVVEDIMENTO DELLA CHIESA

L’arrestato riusciva a carpire la fiducia dei minori e la loro buona fede, oltre che la fiducia dei loro genitori, perché forte del suo ruolo di sacerdotale, non avendo mai rivelato di essere stato ridotto allo stato laicale con provvedimento adottato dalla Congregatio Pro Doctrina Fidei Prot. N. 5/200 del 16 marzo 2012 per ragioni connesse alla commissione di delicta contra sextum Decalogi praeceptum cum minoribus con il quale era stato dispensato dallo stato del sacro celibato e dagli oneri sacerdotali, nonché perché conosciuto nell’ambiente sportivo, quale allenatore della ‘Società Calcio Pietramontecorvino’, costituita da minori tutti in età prepuberale e perché si proponeva quale insegnante di doposcuola dei bambini di cui poi abusava.

Don Giovanni Trotta

L’ALLONTANAMENTO DELLA SOCIETA’ DI CALCIO

L’11 novembre 2014 la società calcistica dei Monti Dauni, prima della perquisizione domiciliare disposta il 21 dello stesso mese, lo allontanava per “comportamenti contrari ai principi ed ai valori cui la società si ispira“, senza però sporgere alcuna denuncia.

LA FRAGILITA’ DEI BAMBINI

Giova rappresentare che tutti i bambini brutalizzati da Don Giovanni Trotta hanno riferito di aver riposto nell’uomo grande fiducia, costituendo per loro, in ragione del ruolo e della età, un valido punto di riferimento. L’arrestato ha approfittato invece della loro ingenuità, connessa all’età e della loro fragilità affettiva, in quanto alcuni di loro erano figli dì genitori separati o con problematiche familiari ed, in un caso, appena rimasti orfani di padre. Tutte circostanze ben note all’arrestato. Le vittime accertate al momento sono sette, ma sono in corso indagini volte ad individuare ulteriori minori, in via di identificazione.

FOTO E CONVERSAZIONI AGGHIACCHIANTI

Il materiale acquisito dal Compartimento Polizia Postale di Bari nel corso della perquisizione disposta dalla Procura della Repubblica di Bari, che ha portato al sequestro di computer, telefoni e macchine fotografiche, è risultato agghiacciante per i suoi contenuti, sia in relazione alle foto prodotte, che ai contenuti delle chat inviate dall’ex religioso.

Dal 4 aprile 2015 ‘Don Giannisi trova in stadio di custodia cautelare per analoghi crimini ai danni di un altro minore, R.L. di 11 anni. Nell’ambito del primo processo, Don Giovanni Trotta sarà giudicato con rito abbreviato il prossimo 14 luglio.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia una recensione

Scrivi un commento

Per commentare puoi anche connetterti tramite:




avatar
  Iscriviti  
Notificami

ITALIA

Brescia: 25enne pachistana uccisa dal padre e dal fratello perchè voleva sposare un italiano

Sgozzata nella città natale dove era tornata: Brescia torna a vivere la tragedia di Hina

Pubblicato

il

Sana Cheema

Uccisa perchè voleva voleva sposare un italiano. Uccisa dal padre e dal fratello. Sgozzata. Sana Cheema, 25 anni, pachistana, viveva da sempre a Brescia, dove si era bene inserita: dopo gli studi, i primi contatti con il mondo del lavoro a Milano. E poi l’amore: un ragazzo di cui non si sa molto, che Sana aveva scelto e con il quale contava di sposarsi, nonostante il fermo divieto dei familiari. Che dopo aver vissuto con lei per anni a Brescia, ottenendo la cittadinanza italiana, avevano deciso di emigrare in Germania.

Un paio di mesi fa Sana, come riporta il Giornale di Brescia, è tornata in Pakistan, nel distretto di Gujrat dove è nata: lo faceva di tanto in tanto, lo ha rifatto per andare a ricongiungersi con i familiari per un breve periodo. Non è più tornata. Padre e fratello l’hanno punita, definitivamente, barbaramente. Sono stati arrestati dalla polizia di Gujarat.

Brescia, sotto shock, torna a vivere la tragica vicenda di Hina Saleem, la giovane uccisa nell’agosto del 2006 a Ponte Zanano dai familiari e sepolta nel giardino davanti a casa. Anche lei, come Sana, voleva vivere all’occidentale. Anche lei, come Sana, ha pagato con la vita l’onta alle tradizioni della famiglia.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Continua a leggere

ITALIA

6 dipendenti di una casa di riposo di Castel San Niccolò (Arezzo) sono stati arrestati per violenze su anziani

Percosse, ingiurie e minacce agli anziani di una casa di riposo di Castel San Niccolò (Arezzo): i carabinieri di Bibbiena hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura interdittiva del divieto dell’esercizio della professione sanitaria

Pubblicato

il

Percosse, ingiurie e minacce agli anziani di una casa di riposo di Castel San Niccolò (Arezzo): i carabinieri di Bibbiena hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura interdittiva del divieto dell’esercizio della professione sanitaria, emessa dal gip di Arezzo, nei confronti di sei dipendenti della struttura. L’operazione, coordinata dalla procura di Arezzo, ha visto indagate sei donne e un uomo tutti italiani, età tra i 60 e i 40 anni. Secondo quanto riferito dai carabinieri le indagini hanno consentito di scoprire le violenze che avvenivano all’interno della struttura: schiaffi, insulti e maltrattamenti di ogni genere. Indispensabile è stato l’apporto investigativo fornito dalle telecamere che i carabinieri hanno installato all’interno della casa di cura, attraverso le quali hanno registrato giorno e notte la crudeltà mostrata dagli operatori nei confronti dei ricoverati. Ignari di tutto i parenti degli anziani. Le misure sono state eseguite alle prime luci dell’alba.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Continua a leggere

ITALIA

Terremoto Marche, scossa del 4.6 tra Ancona e Macerata: «Danni, scuole chiuse»

La scossa avvertita alle 5:11 del mattino di martedì a 2 chilometri da Muccia. Oltre 10 repliche sono state registrate finora. L’Ingv: «È ancora la sequenza del 24 agosto 2016». Sospesa la circolazione dei treni lungo la linea interna Civitanova Marche

Pubblicato

il

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata alle 5:11 con epicentro a 2 chilometri da Muccia, in provincia di Macerata, e ipocentro a 9 km di profondità. Lo riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Oltre che nelle Marche, la scossa è stata chiaramente avvertita anche in Umbria. In due ore oltre 20 scosse con magnitudo superiore a 2 si sono verificate nella zona. La scossa «ha fatto crollare il piccolo campanile della Chiesa del ´600 Santa Maria di Varano», riferisce il sindaco di Muccia Mario Baroni. Confermando però che, dopo gli accertamenti, non si riscontrano danni nelle casette: su 920 abitanti, 550 sono sistemati nelle Sae, le soluzioni abitative di emergenza, 120-130 persone stanno in case agibili e il resto è in sistemazione autonoma o da parenti. Quattro famiglie invece sono state evacuate per i danni (crepe e cedimenti) e i rischi di stabilità interni di altrettanti immobili finora agibili a Pieve Torina (Macerata). Lo riferisce il sindaco Alessandro Gentilucci che sta coordinando le verifiche eseguite da quattro squadre di tecnici comunali e di una dei vigili del fuoco. Una ventina le persone, tra cui bambini, allontanate dalle abitazioni per rischi di crolli interni. «Oggi chiudiamo le scuole», spiega Gentilucci. Non sembrano esserci danni significativi a Ocre, il comune dell’Aquilano dove l’Ingv ha registrato una scossa di magnitudo 3.3: in paese è stato sentito un «boato significativo, un rumore forte più che l’oscillazione», racconta il sindaco Fausto Fracassi. All’Aquila, a 10km, la scossa è stata avvertita in parte della città.

Famiglie evacuate

«A Pieve Torina ci sono circa venti nuovi sfollati»: a dirlo è la commissaria straordinaria alla ricostruzione, Paola De Micheli, a margine del vertice in corso a Pieve Torina con i sindaci del territorio, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e il governatore della Regione Marche, Luca Ceriscioli . «In questi momenti – ha aggiunto – stiamo mettendo in campo tutta l’assistenza necessaria alla popolazione».

Il governo

Il Ministero dei Beni culturali ha attivato le proprie unità di crisi per la verifica dei danni e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato dalla scossa di terremoto che ha colpito questa mattina il Maceratese. Monitora la situazione anche il premier Paolo Gentiloni, che è intervenuto su Twitter.

 

La scia dell’agosto del 2016

Una scossa ancora legata alla sequenza del 24 agosto 2016, secondo il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni. Il fenomeno rientra «nel margine settentrionale della sequenza che si è attivata il 24 agosto 2016». I sismologi hanno ritarato a magnitudo 4.6 la violenta scossa, dopo una prima rilevazione di magnitudo 4.7. Ed è probabilmente destinata a proseguire la sequenza che si è attivata quel 24 agosto 2016: «È normale che una sequenza che ha mobilitato un volume così grande duri a lungo», ha osservato il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) , Carlo Doglioni. «Per una sequenza che ha mobilizzato un volume più piccolo, come quella legata al terremoto de L’Aquila del 2009, sono stati necessari tre anni per tornare a un’attività con valori confrontabili a quelli precedenti all’evento. È quindi possibile che la sequenza che si è attivata nell’agosto 2016 duri ancora non meno di un anno». Ma la scossa di martedì mattina è stata «500 volte inferiore a quello di magnitudo 6,5 del 30 ottobre 2016».

Nei giorni scorsi

Dopo il forte sisma del Centro Italia del 2016, nella zona di Muccia la terra era tornata a tremare con frequenza e intensità già da alcuni giorni. In particolare, il 4 aprile se ne erano registrate una di magnitudo 4 alle 4:19 e una di magnitudo 3.6 alle 20:41. L’epicentro di questa ultima scossa di magnitudo 4.7 è stato a 53 km da Perugia, 65 da Terni e 85 dall’Aquila. Già si sono registrate 4 lievi repliche di magnitudo 2 o 2.1.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Crediti :

il Corriere

Continua a leggere

Newsletter

Preti Pedofili

Italia

Database Preti Pedofili

Commenti più votati

  • 9 February 2018 by Giovanni Darko

  • 1 March 2018 by Graziella Di Gasparro

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

c’è bisogno di dare retta ai dementibiblici?
  • 20 February 2018 by

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Sul serio c’è gente che pensa che la terra sia ...
  • 17 February 2018 by Simona Masini

2

I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
  • 14 February 2018 by Bambini di Satana

I più letti

Loading...