Contattaci

PRETI PEDOFILI

Don Nestor Monzon, abusi su bimbi di 3 anni

Pubblicato

il

Arrestato don Nestor Monzon, avrebbe violentato due bimbi di tre anni e contaminato con malattia venerea

n sacerdote, don Nestor Monzon è stato arrestato a Santa Fe con l’accusa di violenza carnale su una bimba di 3 anni. La famiglia della bambina di tre anni ha accusato don Nestor Monzon (47 anni) di aver abusato di lei e la cugina di 4 anni. Don Nestor Monzon è il responsabile di una parrocchia nella città di Santa Fe Reconquista, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver molestato sessualmente una bambina di tre anni ed il cuginetto della stessa età. La notizia dell’abuso sui due bimbi e dell’arresto del #prete è stata confermata dal Ministero della pubblica accusa (MPA), in provincia di Santa Fe.

Don Nestor Monzon è stato tratto in arresto dalla #polizia presso la sede della parrocchia Maria Madre di Dio. L’indagine è condotta dal procuratore Ruben Martinez. Il sacerdote orco è stato messo in cella di isolamento per evitare il pestaggio da parte degli altri detenuti.  Il procuratore Martinez ha specificato nei capi d’accusa e nell’ordinanza d’arresto per don Nestor Monzon “reati contro l’integrità sessuale presumibilmente commessi dal sacerdote a scapito di un bambino di tre anni e suo cugino della stessa età “.

La denuncia è stata fatta dalla madre della bimba nel centro di orientamento per le vittime di violenza domestica e sessuale Unità regionale della violenza della polizia provinciale” spiega il procuratore Martinez.

Ha aggiunto che “le analisi mediche hanno riscontrato la parziale rottura dell’imene della bambina. Le analisi mediche sono state fatte alla presenza di professionisti psicologi infantili, per non traumatizzare ulteriormente le piccole vittime. Oltre alla parziare rottura dell’imene, la piccola è risultata infettata da Papillomavirus Umano (HPV), una malattia a trasmissione sessuale.

Don Nestor Monzon

Don Nestor Monzon arrestato per violenza carnale su bimbi di 3 anni

Per quanto riguarda gli abusi sul #bambino di tre anni, cuginetto della bimba, Martinez ha detto che “il piccolo sta attualmente incontrando una psicologa data la particolarità del trauma derivato da un abuso sessuale“.

Nel frattempo, Leandro Mai, il Sottosegretario della sezione penale dell’Ufficio regionale 4, ha detto che “in questa indagine, come in tutte quelle in cui i diritti di #bambini e adolescenti sono stati violati, sarà compito delle sezioni predisposte e dei medici psicologi stabilire i dettagli dei reati commessi da don Nestor Monzon“.

Questa indagine pone particolare attenzione a garantire l’interesse superiore dei minori vittime, cercando di ridurre al minimo gli effetti di vittimizzazione che il procedimento penale pone ad un minore“, ha detto Mai.

I superiori del #prete #pedofilo fanno sapere che don Nestor Monzon è stato arrestato nella sua parrocchia e portato via con le manette ai polsi e che i parenti dei bambini vittime del presunto abuso sessuale hanno tentato di aggredire il sacerdote mentre la #polizia lo stava portando alla macchina per essere trasferito in carcere.

Don Nestor Monzon è parroco di Reconquista Ovest da settembre del 2015 e in precedenza ha lavorato a contatto con gli adolescenti nei corsi di pre-seminario Lancieri quartiere Salsa. Secondo la denuncia, il #sacerdote ha violentato sessualmente i bambini presso la sua residenza nella parrocchia Maria Madre di Dio, in Freyre 1800.

Prima del suo arresto, don Nestor Monzon è stato intervistato dalla stampa locale circa la denuncia e non si è dichiarato colpevole, mentre si è rammaricato che la famiglia denunciante “abbia esposto i bambini ad uno stress per qualcosa che non è vero“.

 

 

Crediti :

Clarin

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

PRETI PEDOFILI

Prete pedofilo violenta bimbo di 8 anni: salvato dalla prescrizione

I fatti risalgono al 2005 e le motivazioni delle accuse sono state depositate nel 2019. La prescrizione ha salvato il parroco di Ceprano.

Pubblicato

il

Il parroco di Ceprano, vicino a Roma, Gianni Bekiaris, è stato accusato di violenza sessuale ai danni di un bambino di 8 anni. Il piccolo frequentava la parrocchia e dopo le violenze avrebbe riportato gravi problemi psichici e traumi mai superati. I fatti risalgono al 2005, ma le indagini e le motivazioni della sentenza sono state depositate negli ultimi giorni. Da quanto si apprende, il prete pedofilo è risultato colpevole, ma grazie alla prescrizione è riuscito a salvarsi. Il Tribunale, infatti, lo ha prosciolto dal processo.

Prete pedofilo, la prescrizione

Un fatto che fa indignare quello registrato a Roma. Il parroco di Ceprano, Gianni Bekiaris, è stato prosciolto dalle accuse di abuso sessuale ai danni di un bimbo di 8 anni. Le violenze sarebbero avvenute dagli 8 ai 18 anni del ragazzo e gli avrebbero causato danni psicologici irreversibili. Il Tribunale, infatti, lo ha ritenuto colpevole, ma a salvare il prete pedofilo è stata la prescrizione. I fatti risalgono al 2005: il parroco avrebbe abusato dal bambino che si recava presso la parrocchia.

Da quell’anno hanno iniziato a restringersi i tempi. Infatti, se il processo fosse terminato nel 2007, il parroco sarebbe stato condannato. Purtroppo, però, nel 2019 i capi di accusa sono scomparsi. Nel corso del processo, la difesa del prete è stata vaga, mentre le violenze e i danni psicologici sono stati comprovati. Il parroco, però, non sconterà nemmeno un giorno in carcere.

Il ragazzo violentato

Il bimbo di 8 anni che era stato violentato dal parroco oggi ha ben 32 anni. Raccogliendo un po’ di coraggio era riuscito a raccontare le violenze a un consultorio di Veroli. Una volta appreso il racconto del giovane, gli operatori hanno esposto denuncia verso Gianni Bekiaris. Il primo abuso, inoltre, era avvenuto in una stanza d’albergo: la scusa scelta dal parroco era una gita scolastica.





Licenza Creative Commons



Crediti :

notizie.it

Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Pedofilia, confermata in appello la condanna al cardinale George Pell per abusi su minori

La Corte di Appello di Victoria ha confermato oggi la sentenza contro l’ex tesoriere del Vaticano respingendo il ricorso in appello presentato dai legali del cardinale George Pell. Per la legge è colpevole di aver molestato due coristi di 13 anni nella cattedrale di San Patrizio quando era arcivescovo di Melbourne

Pubblicato

il

Il Cardinale George Pell continuerà a scontare tra le mura di un carcere la pena a sei anni di reclusione per pedofilia e abusi sessuali su minori a cui è stato condannato in primo grado dal tribunale di Victoria, in Australia. Un tribunale australiano infatti ha confermato oggi la sentenza di condanna unanime emessa da una giuria nel dicembre scorso respingendo il ricorso in appello presentato dia legali dell’ex tesoriere del Vaticano. Dopo aver assistito alla sentenza, l’ex Capo della Segreteria per l’Economia della Santa Sede è stato ricondotto nella sua cella  come disposto dal giudice Anne Ferguson. Il ricorso del cardinale Pell davanti alla Corte d’appello dello stato di Victoria si basava sul fatto che la sentenza di colpevolezza era arrivata sulla base della testimonianza a porte chiuse di una sola delle due vittime, l’unico sopravvissuto, senza valutare altre prove.

La tesi degli avvocati del cardinale però è stata respinta dalla Corte di Appello a maggioranza, due contro uno, e Pell è stato riaccompagnato in carcere. Nel penitenziario l’alto prelato dovrà trascorrere almeno tre anni e 8 mesi prima di poter chiedere un’eventuale libertà condizionale. Per lui però c’è un’ultima possibilità: quella del ricorso all’Alta Corte australiana, il massimo organo giudiziario del suo Paese. Gli avvocati, non nascondendo la loro delusione per la sentenza di appello, infatti hanno già annunciato di  voler presentare la nuova richiesta di revisione del processo. “Il cardinale è ovviamente molto deluso per la decisione e continua a dichiararsi innocente” hanno fatto sapere in una nota ricordando che ringrazia sempre “i suoi numerosi sostenitori”.

I fatti contestati a Pell risalgono al periodo tra il 1996 e il 1997 quando era arcivescovo di Melbourne. Per la legge è colpevole di aver molestato due coristi di 13 anni nella cattedrale di San Patrizio. Per giudici “Gli atti erano sessualmente evidenti, entrambe le vittime erano visibilmente e udibilmente angosciati durate le molestie” e gli abusi hanno avuto “un impatto significativo e di lunga durata” sulle vittime.

Vaticano: “Rispettiamo la sentenza”
La Santa Sede, ribadendo il proprio “rispetto per le autorità giudiziarie australiane”,”prende atto della decisione di respingere l’appello del Cardinale George Pell” ricoordando però che “il Cardinale ha sempre ribadito la sua innocenza e che è suo diritto ricorrere all’Alta Corte”. A riportarlo è il portavoce del Vaticano Matteo Bruni, ricordando “la vicinanza alle vittime di abusi sessuali”. A Pell, che è il più alto prelato della Chiesa cattolica mai condannato per abusi sessuali su minori, il Vaticano aveva già proibito “l’esercizio pubblico del ministero” e “il contatto in qualsiasi modo e forma con minorenni” dopo a condanna in primo grado. Dopo la condanna in secondo grado, il cardinale sarà privato anche del titolo onorifico dell’Ordine dell’Australia, uno dei più importanti dle Paese , lo ha reso noto il primo ministro australiano Scott Morrison.

IL CASO GEORGE PELL




Licenza Creative Commons



 

Crediti :

Fanpage

Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Pedofilia, a processo il prete veronese Nicola Corradi

In sedie a rotelle, a 83 anni, Nicola Corradi si è presentato alla prima udienza, nella città argentina di Mendoza, del processo a porte chiuse che lo vede imputato per presunti abusi sessuali su numerosi bambini con difficoltà uditive dell’Istituto Provolo. Gli episodi sarebbero avvenuti dal 2004 al 2016 ma don Corradi si è sempre dichiarato non colpevole. Il processo andrà avanti per un mese.

Pubblicato

il

Oltre al sacerdote veronese, sono imputati per gli stessi reati anche un religioso di 59 anni (Horacio Corbacho) e un giardiniere di 57 anni (Armando Gómez). Le accuse sono state lette e hanno contorni pesantissimi: 28 casi di presunti abusi su giovani sordomuti, costretti – come si legge in un capo d’imputazione – a guardare filmati pornografici o compiere atti sessuali tra di loro.

Corradi si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, mentre gli altri due accusati non hanno presentato ricorso. Tutti e tre, durante il processo di ieri, si sono rifiutati di rispondere alle domande.

La manifestazione fuori dal tribunale a Mendoza


Un altro sacerdote veronese, Don Eliseo Pirmati, raggiunto a fine aprile da un ordine di carcerazione internazionale con l’accusa di pedofilia nei confronti di alcuni bambini sordi della succursale argentina dell’Istituto Provolo, risiede ancora a Verona, almeno così pare dall’ultimo avvistamento nel giugno scorso. 

Per i reati, aggravati dal fatto di rivestire un ruolo preposto alla protezione dei bambini, gli imputati rischiano 20 anni e, in alcuni casi, fino a 50 anni di carcere. Al momento Corbacho e Gómez sono già detenuti in forma preventiva mentre il veronese Corradi, vista l’età e lo stato di salute, è ai domiciliari. 





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

Chi Siamo

Database Preti Pedofili

Dicono di noi

I Casi più noti

Cerca Prete Pedofilo

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget

Commenti tutte le sezioni

I più letti