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Enciclopedia del Rock

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«I Nirvana sono stati il gruppo che più di ogni altro ha esercitato negli anni ’90 un’influenza socio-musicale decisiva su tutta la scena del rock contemporanea, non solo per la tragica morte  di Kurt Cobain (1967-1994, USA), ma anche per la forza dirompente con cui hanno conquistato il successo commerciale, che di fatto ha aperto le porte delle classifiche a tutta la scena alternativa americana».

jimiDipende da quando si pensa che cominci questa storia, ma la nuova e definitiva edizione completa dell’Enciclopedia del Rock di Arcana editorepotrebbe anche intendersi come la celebrazione dei 60 anni di vita della musica che ha rivoluzionato il secolo scorso.

Durante gli anni Novanta questa Enciclopedia, ancora divisa per decenni, era il testo sacro degli appassionati: da possedere, consultare, studiare. Non che fosse l’unica, ma esisteva poco altro, spesso non sistematizzato e comunque sempre secondo il pensiero di un esclusivo autore – tanti i nomi, su tutti per impatto e polemiche non ancora sopite citiamo Piero Scaruffi. Del resto Internet non si era ancora diffuso e ci si formava – e informava – su riviste come il Mucchio Selvaggio, Rockerilla, il Buscadero.

Ma per un manuale completo, con tanto di voci vere e proprie, si poteva ricorrere solo ai volumi dell’Arcana, quelli sugli anni 50, 60, 70 e 80 che adesso sono stati raccolti, con tutti gli adeguamenti dovuti, in questo poderoso tomo rosa.

Il promotore del progetto era, all’epoca, Riccardo Bertoncelli – quel Bertoncelli citato ironicamente da Guccini nell’Avvelenata, equivoco dal quale poi nacque anche un’amicizia –, il padre di tutta la critica rock italiana e caso notevole di intelligenza musicale coniugata con un’ottima scrittura.

Il libro è stato poi continuamente rimodellato negli anni da Ezio Guaitamacchi, Gianluca Testani, Mauro Eufrosini e Aurelio Pasini fino ad arrivare, oggi, all’edizione curata da Daniele Cianfruglia, affiancato da altri giornalisti musicali nella realizzazione delle schede. Che non sono poche: quasi 1.700, spalmate per 1680 pagine: ogni artista/band è accompagnato dalla discografia e – nel caso – dalla formazione. La facilità di consultazione è proporzionale all’acribia e alla cura con cui l’Enciclopedia è stata accompagnata negli anni.

Ciò la rende adatta alla lettura veloce ma anche all’approfondimento, nonché fruibile sia agli addetti ai lavori che agli appassionati e ai completisti, «a chi c’era e a chi c’è, e anche a chi ci sarà». E anche ai semplici curiosi come me, che sull’argomento non sono ferrati, ma nemmeno riescono a resistere. Lo stile è lineare, essenziale, le cartelle scorrono via dense di informazioni ben setacciate e precise:

James Marshall Hendrix (1942, USA – 1970 GB) viene da una povera famiglia nera di Seattle. Rimasto orfano di madre in giovane età, viene allevato dal padre Al e sviluppa un morboso amore per la chitarra regalatagli da un ragazzino, cui dà il nome di Betty Jean. Impara a suonarla da autodidatta e, all’inizio dei ’60, forma il suo primo gruppo, i Casuals, assieme al bassista Billy Cox, conosciuto durante il servizio militare nei paracadutisti e compagno di avventura musicali in più occasioni. Il primo vero ingaggio lo ottiene nel 1963 nel gruppo di Little Richard, ma ne ricava poche soddisfazioni…

 

Ma non troverete solo grossi nomi. Io, ad esempio, non avevo mai sentito nominare Johnny Otis, Paul Revere & The Raiders o i Revolutionary Dub Warriors. Né tantomeno gli Scaffold: «Gruppo di agitatori di Liverpool formato da Roger McGough (1937, GB), John Gorman (1937, GB) e Mike McGear (1944, GB, vero nome Michael McCartney, fratello più giovane di Paul dei Beatles), gli Scaffold, nati con intenti più satirici e poetici che musicali, si affermano soprattutto per le esibizioni dal vivo in cui propongono una divertente miscela di musica e poesia. McGough, del resto, è uno dei poeti inglesi di maggior successo».

Nonostante la mole del volume, si tratta di uno strumento agile, veloce e attendibile, corredato sì del rodato apparato di informazioni storiche, ma con l’adeguamento e l’inserimento delle novità di ultima generazione, a rappresentare il rock degli anni Duemila.

Ma esiste ancora il rock, nel nuovo millennio?

Forse è un’esperienza conclusa e verranno altre musiche, con interazioni diverse con la società, ma quell’impasto di politica e suono, rivendicazione e affermazione, sessualità e desiderio, oggi sembra lontano. E con questo chiudo il cerchio con la possibilità iniziale: il motivo di un’opera significativa anche in tempi in cui, per ogni perplessità/dubbio/conferma, basta digitare su Google. Forse si avverte la sensazione che l’epoca del rock stia tramontando e sia importante fissarla su carta? Non lo so. So solo, però, che avere in mano un libro è altra cosa.

 

Carmilla

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Libri

Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani

Roberto Burioni. Collana: Saggi italiani. Editore: Rizzoli

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In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

«Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo.»

Nel suo nuovo libro, Roberto Burioni esamina da vicino una serie insieme tragica e grottesca di bufale pericolose, anzi di balle mortali che ci mettono davanti agli occhi i rischi di affidarci ai ciarlatani invece che ai dati certi, alle prove sperimentali, al metodo scientifico della medicina. Un bambino muore per un’otite curata con l’omeopatia invece che con antibiotici; una donna soccombe a un linfoma perché invece che a un oncologo si affida alla Nuova Medicina Germanica; una ragazzina non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina. Le promesse non mantenute di Stamina e del metodo Di Bella – due tra le pagine più buie della storia recente del nostro Paese – ricordano quelle alimentate, decenni prima, dal segreto “siero” anticancro di Liborio Bonifacio, ricavato in realtà da escrementi di capra.

E sono centinaia di migliaia, nel mondo, le vittime delle sciocchezze divulgate dai negazionisti per i quali non è il virus HIV a causare l’AIDS. Cosa possiamo fare per difendere la nostra salute, quella dei nostri cari e dell’intera comunità dai danni prodotti dalle balle mortali? Dobbiamo difendere prima di tutto la ragione e la scienza, cioè quel metodo che da secoli ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e aumentare non solo la durata ma anche la qualità della nostra vita; quel metodo oggi sotto attacco da parte della disinformazione e del nuovo oscurantismo in cui proliferano i ciarlatani. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

Riduci





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Libri

La congiura dei somari

Perché la scienza non può essere democratica

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«Per bloccare i Somari e per convertirli alla ragione abbiamo qualcosa che è più efficace degli antibiotici, più sicuro dei vaccini, un rimedio antico ed economico. I Somari si curano con i libri.» La battaglia di uno scienziato contro le false credenze che rischiano di cancellare le grandiose conquiste della medicina

«Non sopporto che mia figlia cresca in un mondo in cui la menzogna ha lo stesso peso della verità.»

Chi è il somaro? È un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate. Di somari, Roberto Burioni ne ha incontrati parecchi: sono quelli che pur non avendo la minima nozione di medicina o di biologia, pur non sapendo cos’è un virus e come funziona un vaccino, pretendono di convincerci che “dieci vaccini sono troppi”, “le malattie guariscono da sole o grazie ai soli rimedi naturali”, “le vaccinazioni obbligatorie servono solo ad arricchire le industrie farmaceutiche e quelli che sono sul loro libro-paga”. Il fatto è che la scienza non è democratica: come ha detto Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano. Nella scienza, possono dire la loro solo coloro che per anni hanno sudato sui libri, hanno sottoposto le proprie ipotesi a una rigorosa procedura di esperimenti e controlli, possiedono un metodo che consente di distinguere la verità dalla bugia. Certo, la scienza è imperfetta, fatta da uomini ancora più imperfetti, le verità che ci offre sono sempre parziali e mai troppo sicure. Però vale la pena fidarsi, perché l’alternativa è costituita dal buio, dall’oscurantismo e – quando si scherza con la salute propria e altrui – dalla morte. La scienza sarà anche poca cosa, ma – come dimostra questo libro con abbondanza di dati, numeri, tabelle, storie vere di trionfi e fallimenti – è tutto quello su cui possiamo contare: non ci conviene buttarla via.





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Scemocrazia

Come difendersi dal pensiero comune. Un libro di Massimiliano Parente

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C’è chi vede ovunque un complotto e crede che l’uomo non sia andato sulla Luna, chi pensa che quella di Darwin sia ”solo una teoria”, chi (solo in Italia) non fa il bagno dopo pranzo per paura della congestione, chi è contrario agli OGM non sapendo neppure cosa sono, ci sono i No-Vax, i No-Global, i salutisti esasperati…
Con una scrittura satirica e graffiante, Massimiliano Parente prende di mira, uno per uno, i luoghi comuni del pensiero, della politica, del costume, senza rinunciare a portare serie prove scientifiche, anche perché spesso il pensiero scientifico non è intuitivo (altrimenti il Sole girerebbe ancora intorno alla Terra).

 

 

Un libro contro il pensiero comune che smonta tanti cliché della nostra società che crediamo moderna anche se spesso non lo è affatto, una satira pungente contro i luoghi comuni, le mode e ogni credenza non razionale.
Corredato da una ”Bibliografia essenziale (per essere meno scemi)”.

 





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Chi Siamo

Dicono di noi

5 star review  Difficile spiegare per me.Ho conosciuto i Bambini di Satana tramite mio figlio e ho trovato tanti argomenti interessanti,a volte scomodi,che i perbenisti non affrontano.Grazie ragazzi

thumb Susy Barini
12/30/2017

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