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Fisica

Fast il più grande radiotelescopio del mondo

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FAST (Five hundred meter Aperture Spherical Telescope) sarà il più grande radiotelescopio del mondo e si trova all’interno di un bacino naturale cinese nella provincia di Guizhou, nel sudovest della Cina

[dropcap style=”style1″]I[/dropcap]niziato nel 2011 il progetto sarà completato nel settembre 2016 e sarà un enorme dispositivo che permetterà di cambiare la nostra comprensione dell’universo e la ricerca di vita su altri pianeti; FAST  sarà in grado di rilevare i segnali radio provenienti dai pianeti in orbita intorno un milione di stelle e sistemi solari.
La prima proposta del progetto FAST  fu fatta nel 1994 e successivamente approvata nel 2007, il responsabile scientifico del progetto è Nan Rendong ricercatore del Chinese National Astronomical Observatory.
FAST è composto di 4600 pannelli triangolari ed avrà un design simile a quello del Radiotelescopio di Arecibo, utilizzerà una depressione carsica naturale come supporto per la parabola del telescopio con un diametro di 500 metri.

Diversamente dalla parabola del radiotelescopio di Arecibo, che ha una curvatura sferica fissa (e quindi un complesso sistema per contrastare l’aberrazione sferica), FAST userà una superficie che si modificherà continuamente per creare una parabola allineata il meglio possibile con la porzione di cielo desiderata con una dimensione di 500 m e sarà capace di coprire il cielo all’interno di un angolo di 40° dallo zenith.

La sua frequenza di funzionamento si estende da 70 MHz a 3.0 GHz con una precisione di puntamento di a 4 secondi d’arco.
La cabina di ricezione del segnale — sospesa 140 m sopra il riflettore — sarà sostenuta e guidata da cavi e servomeccanismi in aggiunta ad un robot secondario utilizzato come sistema di regolazione per gli spostamenti di precisione.

FAST sarà operativo dal mese di settembre 2016, i risultati ovviamente non saranno immediati anche perché nei prossimi due o tre anni dovrà essere messo a punto e verrà usato esclusivamente solo dagli scienziati cinesi, al termine di questi passaggi sarà a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo.
Questo radiotelescopio sarà uno strumento importante nella rilevazione pulsar, delle onde gravitazionali e della presenza di amminoacidi che potrebbero confermare la vita su altri pianeti.
Ma per poter apprezzare il futuro lavoro di FAST è utile ricordare cosa sia effettivamente un radiotelescopio, che a differenza di quelli classici che osservano la luce visibile, è specializzato nel rilevare onde radio emesse dalle varie radiosorgenti sparse per l’Universo, generalmente grazie ad una grande antenna parabolica, o più antenne collegate.

Il campo dell’astronomia che si occupa della banda radio è detto, appunto, radioastronomia.
Nel 1974 Martin Ryle e Antony Hewish dell’ Università di Cambridge hanno ricevuto il premio Nobel per aver inventato l’interferometria radioastronomica, che utilizza una combinazione di numerosi radiotelescopi, i quali possono essere usati come un’unica antenna “virtuale” più grande.
Al giorno d’oggi, quasi tutti i radiotelescopi utilizzano la tecnica interferometrica.

 

In Italia ci sono due radiotelescopi medi, a Medicina in Emilia-Romagna e a Noto in Sicilia, entrambi singole parabole con un diametro di 32 m.
A Medicina si trova anche un radiotelescopio più grande, una serie di archi di parabola disposte lungo due bracci della lunghezza di 560 e 625 m. Un terzo radiotelescopio inaugurato ed entrato in operatività nel 2013 è il Sardinia Radio Telescope costituito da una singola parabola con un diametero di 64 m.
La grandezza tipica di un radiotelescopio a parabola è di 25 m. Dozzine di tali radiotelescopi sono sparsi per il mondo.
Il grande diametro di questi telescopi è necessario perché le emissioni radio in arrivo dai corpi celesti sono debolissime.
Tali grandi dimensioni pongono alcuni problemi costruttivi per la struttura che li sostiene, perché essa è necessariamente molto pesante ma deve comunque essere orientata e ruotata verso qualunque parte del cielo.

La debolezza delle emissioni radio celesti fa sì che i radiotelescopi moderni siano, grazie al loro grande diametro e alla sofisticata tecnologia dei ricevitori, estremamente sensibili.
Questo rende a volte problematiche le osservazioni perché le interferenze terrestri, originate da sorgenti radio artificiali ben più potenti e vicine, vengono “viste” al posto degli oggetti celesti.
È permanentemente in corso una battaglia “politica” in sordina tra la comunità astronomica e i vari governi sparsi per il mondo, per preservare almeno una parte dello spettro radio dalle onnipresenti emissioni terrestri, ma il peso economico di queste ultime è in genere preponderante.

I radiotelescopi possono osservare molti tipi di oggetti diversi: le pulsar radio o i quasar sono gli esempi più famosi e spettacolari, ma osservazioni egualmente importanti e possibili solo con i radiotelescopi sono la mappatura dell’idrogeno (che consente di ricavare la “geografia” della nostra e delle altre galassie in modo molto accurato) e la misura della abbondanze dei diversi elementi e molecole nello spazio.

I radiotelescopi sono anche usati per compiti come la comunicazione con le sonde spaziali attualmente in viaggio, e per misure riguardanti il moto della Terra e la deriva dei continenti: le grandi lunghezze d’onda della banda radio rendono semplice il confronto tra radiotelescopi diversi sparsi per il mondo che osservano una stessa sorgente, sia in diretta sia in differita, utilizzando osservazioni registrate.
Prima che fosse costruito FAST, il più grande radiotelescopio del mondo era ARECIBO, noto come il National Astronomy and Ionosphere Center (NAIC, Centro Nazionale per l’Astronomia e la Ionosfera), situato nell’isola di Porto Rico.

L’osservatorio è dotato di un radiotelescopio formato da un’antenna ad apertura di 305 metri, viene utilizzato principalmente per tre grandi aree di ricerca: la radioastronomia, la fisica atmosferica (utilizzando sia il radiotelescopio sia la funzione Lidar dell’osservatorio) e l’osservazione radar di oggetti del sistema solare.
Il radiotelescopio di Arecibo ha prodotto importanti scoperte scientifiche.

Il 7 aprile 1964, poco dopo l’inaugurazione, il gruppo di Gordon H. Pettengill determinò che il periodo di rotazione di Mercurio non era di 88 giorni, come era stato previsto, ma di soli 59 giorni.
Nel 1968, la scoperta di Lovelace e altri della periodicità della nebulosa del Granchio fornì la prima evidenza fondata dell’esistenza delle stelle di neutroni nell’Universo.
Nel 1974 Hulse e Taylor scoprirono la prima pulsar binaria PSR B1913+16, per la quale verrà poi assegnato loro il Premio Nobel per la fisica.
Nell’agosto del 1989 si ottenne la prima immagine diretta di un asteroide nella storia: il 4769 Castalia. Nell’anno seguente, l’astronomo polacco Aleksander Wolszczan scoprì la pulsar PSR B1257+12 in orbita alla quale vennero poi trovati tre pianeti (e una possibile cometa).
Questi furono i primi pianeti extrasolari scoperti.


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Perché questo è il momento di andare su Marte

Una rassegna delle prossime avventure dirette verso il Pianeta rosso, in un video di Nature

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Saranno tre nei prossimi mesi le missioni dirette su Marte. Vedranno coinvolte Stati UnitiCina ed Emirati Arabi, saranno tutte caratterizzate dalla presenza di robot e mosse dalla curiosità di saperne di più sulla potenziale abitabilità pianeta rosso.

Gli Usa stanno per lanciare il loro quinto rover sviluppato ad hoc per Marte, Perseverance, che andrà a caccia di tracce di vita presente o remota tra le polveri e le rocce del pianeta. Gli scienziati cinesi sono invece alla loro prima volta con un rover marziano, mossi forse dal successo della loro ultima missione diretta sulla Luna. Gli Emirati Arabi, dal canto loro, si stanno preparando a sguinzagliare attorno a Marte un orbiter per investigarne l’atmosfera.

In questo video, diffuso da Nature, ecco le tre missioni in rassegna, e perché tutto questo sta succedendo proprio adesso.


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Una corsa allo spazio per superare i conflitti mediorientali

Il prossimo 14 luglio, gli Emirati Arabi Uniti si preparano a lanciare la missione al-Amal per l’osservazione di Marte: è una testimonianza significativa delle aspirazioni scientifiche ed economiche del paese e della possibilità di uno sviluppo di tutta l’area mediorientale svincolato dal petrolio e dalle armi

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La sonda al-Amal (© Government of Dubai Media Office)

Tra i molti sviluppi inaspettati del 2020, potrebbe essere rassicurante notare che il nostro universo talvolta funziona con un certo grado di prevedibilità. Molti eventi astronomici possono essere previsti con certezza matematica. All’incirca ogni due anni, la Terra e Marte, percorrendo le rispettive orbite intorno al Sole, raggiungono la distanza minima tra loro. Questa vicinanza orbitale offre una finestra per l’invio di veicoli spaziali sul nostro vicino.

Quest’estate ci offre una di queste opportunità per l’esplorazione marziana: per il 2020 sono in programma quattro missioni sul Pianeta Rosso. Rosalind Franklin, una missione congiunta europea e russa basata su rover, è stata rinviata al 2022 a causa delle interruzioni per la pandemia di COVID-19. La missione al-Amal (speranza, in italiano) degli Emirati Arabi Uniti è prevista per il 14 luglio 2020. È la prima impresa di questo genere in Medio Oriente e promuove le ambizioni di Emirati.

Il nome della sonda degli Emirati riflette le grandi aspirazioni scientifiche ed economiche del paese come potenza spaziale emergente. L’orbiter senza equipaggio osserverà l’atmosfera marziana, compresi eventi atmosferici come le tempeste di polvere, che caratterizzano in modo rilevante il clima dell’Arabia. Più in generale, la missione marziana degli Emirati mira a far progredire le capacità tecnologiche del Paese e a spingere i giovani degli Emirati a intraprendere carriere scientifiche e ingegneristiche.

In questo senso, l’impresa fa anche parte di una strategia a lungo termine perseguita dalle nazioni del Golfo per svincolarsi dal petrolio e dal gas e costruire un’economia basata sulla conoscenza.

Tali ambizioni tecnologiche sono inseparabili da quelle politiche. La spinta a creare un’economia della conoscenza non consiste solo nel diversificare le fonti di reddito dello stato. Ampliando le opportunità di occupazione, gli Emirati Arabi Uniti sperano di creare posti di lavoro per i giovani, le cui frustrazioni potrebbero altrimenti causare instabilità. Inoltre, i grandi progetti scientifici sono una dimostrazione simbolica di leadership e di soft power. Un paese capace di progetti spaziali complessi è un paese proiettato al futuro.
La sonda dovrebbe raggiungere Marte nel 2021. Questo coinciderà con il cinquantesimo anniversario della formazione degli Emirati Arabi Uniti.

Se la missione marziana al-Amal riguarda tanto il potere quanto la scienza, potrebbe esacerbare le rivalità esistenti in Medio Oriente? Una corsa allo spazio potrebbe portare le corse agli armamenti regionali a un nuovo livello? I canali satellitari come Al Jazeera del Qatar sono già stati coinvolti in aspre dispute e i lanciatori iraniani hanno sollevato preoccupazioni sul potenziale militare del paese. Altri veicoli spaziali, come razzi, missili e droni, potrebbero alimentare una miscela esplosiva?

La sonda degli Emirati non trasporta armi. Tuttavia, non è troppo eccessivo chiedersi se i paesi del Medio Oriente potrebbero seguire gli Stati Uniti nell’aggiungere forze spaziali alle loro agenzie governative. I sistemi dual use, come i razzi della corsa allo spazio della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, possono servire a scopi sia pacifici sia bellici. Ugualmente, i satelliti per l’osservazione della Terra possono essere usati sia per il monitoraggio ambientale sia per lo spionaggio.

I conflitti futuri non farebbero che riprodurre le dinamiche già esistenti in Medio Oriente. Tuttavia, si spera che la missione marziana degli Emirati Arabi Uniti si discosti da questo cammino e contribuisca alla pace. Proprio come la maggior parte dei grandi progetti scientifici, essa dipende dallo scambio e dalla collaborazione internazionale.

Le istituzioni americane, come l’Università del Colorado a Boulder, sono state partner essenziali del Centro spaziale Mohammed Bin Rashid di Dubai nella costruzione della sonda. La Mitsubishi Heavy Industries si occuperà del lancio da un sito in Giappone. Non è molto diverso da quanto fatto dagli Stati Uniti, che si sono affidati ai razzi russi per il volo spaziale umano tra la fine del programma Space Shuttle nel 2011 e il volo SpaceX Demo-2 verso la Stazione Spaziale Internazionale di quest’anno. La cooperazione scientifica potrebbe non risolvere i conflitti, ma come minimo l’interdipendenza tecnologica potrebbe evitare che diventino troppo distruttivi.

I governi del Medio Oriente dovrebbero estendere ai loro vicini le collaborazioni esistenti in campo spaziale con paesi lontani dell’Asia o del Nord America. La regione ha molte altre risorse oltre al petrolio e al denaro. Nonostante le sanzioni, l’Iran ha accumulato un’esperienza impressionante in materia di veicoli di lancio. Il Qatar sa come gestire canali satellitari di grande successo. Israele ha alcune delle principali università e società tecnologiche del Medio Oriente. Anche lo Yemen, per quanto devastato dalla guerra, potrebbe contribuire con le sue montagne, fornendo siti di osservazione. Tutti i Paesi hanno popolazioni ricche di molto fantasiose e creative che vorrebbero trascendere i conflitti sul territorio o sulla religione. Una visione della Terra dallo spazio fa scomparire all’istante i confini nazionali e le mappe delle opposte fazioni.

Lo scambio, la cooperazione e la comprensione reciproca in campo spaziale non devono necessariamente partire da zero. Esistono già diversi forum che dovrebbero essere ulteriormente valorizzati. Da molti decenni l’Unione Astronomica Internazionale e la Federazione Astronautica Internazionale organizzano incontri. A livello regionale, l’Unione Araba per l’astronomia e le scienze spaziali e la Società Astronomica Araba fanno lo stesso. L’ingegnere iraniano-americano e astronauta Anousheh Ansari, simbolo vivente del superamento delle divisioni, ha sostenuto organizzazioni come Astronomi senza frontiere. Dovremmo seguire il suo esempio.

L’autore
Jörg Matthias Determann è professore associato di storia alla Virginia Commonwealth University, in Qatar. È anche redattore associato della Review of Middle East Studies. I suoi interessi si concentrano sulla storia della scienza e delle ricerche e sulla storia del mondo musulmano. Ha pubblicato tre libri: Historiography in Saudi Arabia: Globalization and the State in the Middle EastResearching Biology and Evolution in the Gulf States: Networks of Science in the Middle East, e Space Science and the Arab World: Astronauts, Observatories and Nationalism in the Middle East. Attualmente sta completando un quarto libro dal titolo Islam, Science Fiction and Extraterrestrial Life: The Culture of Astrobiology in the Muslim World. È possibile seguirlo su Twitter @JMDetermann.

(L’originale di questo articolo è stato pubblicato su “Nature Middle East” il 30 giugno 2020.)


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TikTok non piace ad Anonymous: «disinstallatela, è uno Spyware del Governo cinese»

Anonymous dichiara guerra a TikTok, riservandole alcune accuse estremamente gravi. Secondo il collettivo di hacker l’app sarebbe addirittura equiparabile ad uno Spyware “a servizio della Cina”.

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Quando si tratta di Anonymous è in realtà difficile parlare di un’organizzazione stabile e definita. Il fatto che sui social esistano più account, a rappresentanza di team di hacker diversi, che utilizzano questo nome non aiuta.

In questo caso le accuse contro TikTok, scrive Forbes, arrivano da uno degli account con il seguito più grande e che in passato aveva rivendicato più di qualche operazione di rilievo.

 

Cancellate TikTok immediatamente; se conoscete qualcuno che usa l’app spiegategli che è essenzialmente un malware gestito dal Governo cinese nell’ambito di una campagna di spionaggio di massa.

si legge in un tweet di YourAnonCentral.

Le gravi accuse del collettivo poggiano su un thread di Reddit diventato estremamente virale e dibattuto in questi giorni. Nel post sul forum un ingegnere sostiene di aver scoperto, grazie al reverse engineering, che TikTok violerebbero la privacy e la sicurezza degli utenti dell’app in modo sistematico.

Peraltro, scrive sempre Forbes, sembra che l’interesse di Anonymous nei confronti dell’app cinese nasca dopo che su questa erano apparsi diversi account di persone che si spacciavano per hacker del collettivo.

Anonymous non usa TikTok, è un’app creata come spyware dal Governo cinese.

si legge in un altro tweet del 6 giugno di YourAnonCentral.

Secondo il thread emerso su Reddit, TikTok otterebbe sistematicamente accesso ad un’ampia e rilevante quantità di informazioni, tra cui:

  • informazioni complete sull’hardware in uso: tipo di CPU, dimensioni schermo, dimensioni storage, dpi e numeri di serie di un gran numero di componenti. Informazioni che in gergo vengono chiamati “finger print” e sono utili per tracciare una persona online anche quando usa strumenti per mascherare il suo traffico.
  • Le altre app installate dall’utente, a quanto pare incluse quelle disinstallate nel tempo
  • IP, IP locale, Mac Address del dispositivo e del router, nome e modello del router.
  • Identifica se lo smartphone è stato sottoposto a rooting/jailbreak
  •   alcune “varianti dell’app” (sic) accederebbero ogni 30 secondi alla posizione GPS
  • l’ingegnere menziona anche l’installazione di proxy server sullo smartphone dell’utente ai fini del “transcoding dei media”

È bene capire che le accuse contenute nel thread di Reddit non sono verificate. L’azienda non ha rilasciato nessun commento a riguardo.

L’autore del post sostiene che scandagliare il codice di TikTok per capirne esattamente il funzionamento e i comportamenti sia tutto fuorché semplice, e che l’app prenderebbe delle misure piuttosto astute per occultare il suo comportamento quando rileva un tentativo di reverse engineering.

Tutti contro TikTok: 


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positive review  Già il fatto che vengano trattati argomenti che normalmente nel nostro belpaese sono praticamente fuorilegge merita 5 stelle e più. Il metodo scientifico con cui tali argomenti vengono trattati può essere a volte discutibile. Bambini di Satana mi piace molto.

Daniele Ponzetti Avatar Daniele Ponzetti
11 August 2019

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