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Dopo la follia di ieri notte, Strasburgo si è svegliata avvolta in una cappa di nebbia, semideserta e spettrale. Poca la gente in giro, molti i bar che alle 8 del mattino sono ancora chiusi. Piazza Kleber, cuore delle feste natalizie, è una distesa vuota dove i pochi passanti scivolano via in fretta. Nelle strade le forze dell’ordine presidiano i luoghi teatro dell’attacco, delimitati con il nastro della polizia, anche se l’impressione non è di una città militarizzata. All’incrocio tra rue du Saumon e rue des Francs-Bourgeois c’è ancora una pozza di sangue rappreso per terra. Non si può passare.

E’ tutto sigillato per fare i rilievi del caso“, spiega uno dei poliziotti all’inviato dell’ANSA sul posto. Anche un buon tratto di rue Sainte-Helene è sbarrato. Una camionetta della polizia è parcheggiata al centro della strada. In uno dei locali notturni del centro stanno ancora sistemando le panche da ieri sera. Poca la voglia di raccontare. “Sì eravamo qui ieri sera ma preferiamo non pensarci”, dicono. In uno dei pochi bar-boulangerie aperti lungo la Grand’Rue, invece, la gente parla soprattutto dei fatti di ieri. “E’ strano venire al lavoro – scuote la testa la barista – ma che possiamo fare? Dobbiamo andare avanti“. “Oggi sul treno c’era meno della metà delle persone che trovo di solito“, racconta una signora. “Mio figlio – dice – lavora all’ospedale, stanotte è dovuto stare in piedi fino all’alba, tutto questo è orribile“.

Il presunto killer era già noto in quanto elemento “radicalizzato”. Sindaco: “Ci sarebbe un secondo sospetto”

Torna l’incubo terrorismo in Francia. Un uomo ha esploso diversi colpi in un mercato di Natale a Strasburgo. Per i media locali, ci sarebbero almeno 4 morti e 11 feriti gravi.  Il sindaco: “Ci sarebbe un secondo sospetto”. L’assalitore, identificato come Cherif Chekatt, 29 anni, era già noto come un elemento “radicalizzato”. E’ sfuggito alla cattura proprio martedì mattina. Tra i feriti un giornalista italiano.

 

  • Strasburgo, “un italiano tra i feriti”

    Ci sarebbe anche un italiano, secondo quanto apprende l’agenzia Ansa, tra i feriti dell’attentato di Strasburgo. Interpellata in merito, la Farnesina al momento non conferma né smentisce la notizia.

    Francia, sale a 4 morti il bilancio dell’attacco a Strasburgo

    Sale a 4 morti il bilancio dell’attentato a Strasburgo. Lo ha indicato una fonte di polizia a Le Figaro. Le forze di sicurezza continuano a dare la caccia a un 29enne nato a Strasburgo, Cherif C., noto per reati di diritto comune ma schedato con la “S” (con cui vengano indicati i soggetti considerati una potenziale minaccia per la sicurezza).

 

 sindaco: ci sarebbe secondo sospetto

Una seconda operazione di polizia è in corso a Place Broglie, nel centro storico di Strasburgo. Lo rende noto il sindaco della città, affermando che “c’è un secondo sospettato” che sarebbe implicato nella sparatoria.

Strasburgo: fallita operazione in quartiere Neudorf

Non avrebbe dato esito, dopo l’attacco di Strasburgo in cui due persone sono rimaste uccise e altre undici ferite, l’operazione di polizia nel quartiere di Neudorf della città francese. Lo indica il quotidiano L’Alsace.

Strasburgo, killer identificato

Il presunto attentatore di Strasburgo, già stato in carcere per reato comuni e successivamente segnalato come elemento “radicalizzato”, sarebbe stato identificato con il nome di Cherif C., di 29 anni. Lo riferisce in un tweet France 24.

Blitz della polizia, sfonda porta edificio

La polizia ha sfondato la porta di un edificio al numero 5 di rue de l’Epinal, nel quartiere Neudorf, dove sarebbe asserragliato l’attentatore del mercato di Natale. Lo riferisce il sito Dna. “Non ti serve a nulla barricarti”, ha gridato un agente, scrive Dna.





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Tgcom

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Violenza a Parigi, scontri sugli Champs Elysées dopo la parata militare

Le tv hanno mostrato immagini di manifestanti che erigevano barricate e davano fuoco a cestini della spazzatura, prima di essere dispersi dalla polizia con i lacrimogeni.

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Scontri fra polizia e manifestanti dei gilet gialli sono avvenuti a Parigi sugli Champs Elysèes, alcune ore dopo la fine della parata del 14 luglio. L’emittente Bfmtv ha mostrato immagini di manifestanti che erigevano barricate e davano fuoco a cestini della spazzatura, prima di essere dispersi dalla polizia con i lacrimogeni.
La prefettura ha poi reso noto su Twitter di “aver evacuato l’area con la forza” di fronte alle “violenze” sugli Champs Elysées. Secondo Le Figaro, la polizia ha creato un cordone di sicurezza attorno a Fouquet’s, la nota brasserie, che ha riaperto ieri dopo essere stata date alle fiamme e devastata dai gilet gialli in marzo.





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Chi è Carola Rackete, il capitano della Sea Watch 3 che ha forzato il blocco navale

La 31enne tedesca è entrata in acque italiane dopo 14 giorni di stallo, infrangendo il divieto imposto dal decreto sicurezza. In un’intervista ha detto che aiutare gli altri è un “obbligo morale”

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Carola Rackete (foto: Till M. Egen/Sea-Watch.org.)

Il 26 giugno verrà ricordata come una data in cui è successo un fatto straordinario: una nave di una ong del Mediterraneo, la Sea Watch 3, ha infranto il divieto d’ingresso imposto dal ministro Salvini ed è entrata in acque italiane. La decisione, annunciata su Twitter dalla stessa ong e confermata dai dati Gps sulla navigazione, è stata presa dal capitano della nave Carola Rackete, dopo che la Corte di Strasburgo aveva respinto il ricorso presentato dai 42 migranti a bordo della nave per sbarcare in Italia.

“Sono allo stremo. Li porto in salvo”, ha detto Rackete, aggiungendo di essere consapevole dei rischi cui va incontro: una sanzione che va da un minimo di diecimila a un massimo di cinquantamila euro – non solo per il comandante, ma anche per l’armatore e il proprietario della nave – e il sequestro dell’imbarcazione (due misure introdotte dal decreto sicurezza bis, approvato lo scorso 11 giugno dallo stesso ministro dell’Interno).

La rotta di Sea Watch negli ultimi giorni

Dal salvataggio in mare dei migranti a bordo della nave a oggi sono passati 14 giorni. Da allora, sono sbarcate solo dieci persone per ragioni mediche. Rackete ha raccontato che gli altri sono disperati. “Qualcuno minaccia lo sciopero della fame, altri dicono di volersi buttare in mare o tagliarsi la pelle”.

Chi è Carola Rackete

Trentun anni d’età, nazionalità tedesca, Carola Rackete conosce cinque lingue e ha una laurea in Conservazione ambientale, ottenuta alla Edge University nel Lancashire. Nonostante la giovane età, ha già una lunga esperienza in mare. Non ancora venticinquenne, è stata al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord nell’ambito di una missione per uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi. Ha poi lavorato come secondo ufficiale di bordo per la Ocean Diamond e per la Arctic Sunrise di Greenpeace, e collaborato con la flotta della British Antarctic Survey, un’organizzazione del Regno Unito impegnata in progetti di ricerca nell’Antartide.

Fa parte di Sea Watch dal 2016. In un’intervista a Repubblica, ha detto a questo proposito: “La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale di aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità”.





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Liberato Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016

Il 33enne bresciano è stato liberato da un gruppo di siriani ribelli chiamati ‘il governo della salvezza’

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L’italiano Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016 al confine turco-siriano è stato liberato. Lo ha confermato il premier Conte che ha dichiarato: “Il connazionale Alessandro Sandrini è stato liberato al termine di un’articolata attività condotta, in territorio estero, in maniera coordinata e sinergica dall’intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall’unità di crisi del Ministero degli Esteri”.

Sandrini è stato liberato da un gruppo ribelle siriano della provincia di Idlib, il ‘Governo siriano di salvezza’, che ha diffuso la notizia sui social. L’operazione è scattata dopo aver saputo che un gruppo criminale attivo in zona e specializzato in rapimenti si nascondeva lungo il confine con un ostaggio.
Sandrini era comparso lo scorso anno in un video in cui compariva inginocchiato con alle spalle due uomini armati e indosso una tuta arancione che ricordava quelle utilizzate dall’Isis. I suoi rapitori, però, non sono parte dello Stato islamico.

Il nome di Alessandro Sandrini è comparso due volte tra gli imputati del tribunale di Brescia: la prima volta per un processo per rapina e ricettazione (aveva tentato di vendere dei tablet rubati e aveva compiuto una rapina nel 2016). Sarà infatti ora ascoltato dai pm di Roma.





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