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Fine anno e nuova minaccia del santone Stefano Calandra

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Gli ultimi giorni dell’anno non potevano essere esenti dalle nuove “previsioni” di Stefano Calandra. Del resto è il periodo giusto in cui i ciarlatani abbozzano profezie di vario genere. Poteva mancare il santone Calandra? Assolutamente no!

L’italiano è un boccalone per natura e lo dimostra la storia. Le pseudoscienze sono le odierne truffe ma contiamo anche sulla moderna Magistratura e sulle moderne forze di polizia, almeno per limitare se non fermare l’abuso del comprensibile disagio psicologico in cui sono vittime le persone che, purtroppo, hanno vissuto  un terremoto. Perchè è di terremoti che stiamo ennesimamente parlando.

Vediamola subito l’ennesima “previsione” di Stefano Calandra, nonostante avesse già annunciato (due previsioni fa) che  il periodo critico per il 2016 era terminato.

stefano calandra

 

Quindi Marte, Giove e company si allineano ennesimamente ed il periodo critico profetizzato da Stefano Calandra sono le notti del 28 e 29 dicembre. La zona prevista? Tutto il mondo!

Considerando che i sismi importanti sono svariati ed accadono nel mondo tutti i giorni indipendentemente da quello che Marte, Giove ecc. stiano facendo, che previsione sarebbe se non un tentativo, ennesimo, di proclamarsi salvatore dell’umanità e tenere stretti i poveretti che lo seguono?

Infatti, come già detto in questo articolo ( Link ) questi santoni chiudono sempre  i propri moniti con minacce anche non troppo velate. Stavolta viene scritto “Spero con tutto il cuore che nessun sisma colpisca l’Italia in queste prossime ore, ma che magari semplicemente finisca in mare”.

Per quanto possa essere risibile scrivere di sperare che un terremoto finisca in mare (ma cos’è un meteorite???)  la velata minaccia consiste nello sperare che un terremoto non colpisca l’Italia, quindi di alzare la soglia della paura dei seguaci ed il loro stadio di ipervigilanza tipico di chi è sofferente di un trauma post-terremoto.

Alert

BUFALA PERICOLOSA 90 %

Intanto vi mostro che,  attualmente, alla faccia della “previsione” di Stefano Calandra nessun terremoto importante ha colpito la nostra Italia:

 

 

a parte una replica, quasi quotidiana, di magnitudo 3.2  assestamento del forte sisma avvenuto nel centro Italia, la situazione appare  più che tranquilla, siamo proprio al di sotto della media. Ma forse Marte e Giove fanno i dispetti allora gli gnomi dei terremoti entrano in sciopero.

Fermo restando che l’Italia è sismica ed un terremoto forte può SEMPRE verificarsi, tutto sembra procedere per il meglio.

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Di seguito un interessantissimo articolo preso da Butac.it :

Si possono prevedere i terremoti?

Secondo alcuni sì, ma noi siamo andati a curiosare: indovinate un po’ cosa abbiamo scoperto…

Sì, esatto, avete indovinato!

Lo sapete che vi leggo nel pensiero, no?


La prima domanda che sorge spontanea è: perché solo dopo un evento sismico significativo saltano fuori coloro che sostengono di averlo previsto? Perché sempre dopo e mai prima?

Le risposte possono essere molteplici, ad esempio la più gettonata dice che esiste un reato che si chiama “procurato allarme“: se tu prevedi un terremoto ma sbagli e la popolazione si allarma senza motivo, organizza un esodo e simili, i Carabinieri potrebbero venire a prenderti per le orecchie. Quale quotidiano quindi se la sente di rischiare, dando voce a questi preveggenti dei terremoti? Molto meglio dare voce dopo, anche perché poi la gente ha un motivo in più per discuterne al bar o sui social, e magari comperare pure il giornale.

Un’altra risposta potrebbe essere che siccome i terremoti non si possono prevedere, è più facile post-vederli che pre-vederli. Come il Mago di Segrate!

Se infine consideriamo che il complottismo oggi è molto in voga, ecco che la voce del “io l’avevo detto ma nessuno mi ha ascoltato” gode di ampia eco. Ma sempre e solo il giorno dopo.

Le teorie di Raffaele Bendandi

Oggi andremo a fare le pulci a due signori, tali Stefano Calandra e Stefano Gagliardi che dichiarano di prevedere i terremoti in base agli allineamenti planetari, come è anche scritto sulla loro pagina Facebook a questo dedicata e ancora più specificatamente nel loro sito.

Questi signori basano il fulcro delle loro previsioni sugli allineamenti sia planetari che della Luna. Testualmente:

Abbiamo analizzato gli allineamenti planetari che hanno coinvolto l’asse Luna-Terra degli ultimi 100 anni. Dal terremoto di Avezzano (13/01/1915) ai giorni nostri, ho verificato se in concomitanza di ogni evento tellurico rilevante (superiore ai 5 gradi Richter) in Italia, vi fosse stata una qualche forma di attrazione gravitazionale tra i Pianeti in asse con il sistema Terra Luna, sì da “muovere” la crosta terrestre, nei punti dove magari c’era da tempo molta tensione e creare così l’evento tellurico.

In parole povere loro sostengono che se nella crosta terrestre c’è un punto critico in procinto di “scattare” creando il sisma, una leggera attrazione gravitazionale esercitata dall’insieme di più pianeti potrebbe innescare l’evento. Teoricamente è plausibile: non vi sono apparenti contraddizioni logiche. Ma cosa c’è di vero?

La paternità di questa teoria, per loro stessa ammissione, risale a Raffaele Bendandi che all’indomani del terremoto friulano del 1976 dichiarò di averlo previsto, ma che nessuno gli aveva dato ascolto: ricordo personalmente questo fatto perché TV e giornali gli dedicarono largo spazio. Ovviamente sempre dopo.

Purtroppo però, come Wikipedia ci ricorda, le teorie del Bendandi non furono mai validate dalla comunità scientifica né all’epoca (per mia personale memoria) né in seguito, e di questo c’è da chiedersi perché. Forse perché non eravamo in presenza di uno scienziato? O forse perché nel 1959 aveva dichiarato di avere scoperto un pianeta orbitante tra il sole e Mercurio a cui diede nome Faenza, la sua città natale? E dov’è oggi questo pianeta?

Qualche domanda

Dunque la prima domanda che ci poniamo è:

1 – Perché Calandra e Gagliardi hanno scelto di riprendere una teoria giacente invalidata da oltre quarant’anni? Ovvero: in questi quattro decenni cosa è cambiato al punto tale da riproporla?

Poi ne sopraggiunge subito una seconda: Bendandi non era né sismologo, né geologo, né fisico, né astronomo, cioè non aveva nessun titolo di studio eccetto la quinta elementare, dopo la quale si specializzò in disegno tecnico.

2 – Perché quindi Stefano Calandra e Stefano Gagliardi lo chiamano sismologo? Ignorano la storia oppure cercano avallo scientifico? 

I due Stefano citati (S&S) sostengono di avere personalmente verificato che a ogni scossa importante alcuni pianeti, tra cui sempre Giove o Saturno, erano in allineamento con la nostra Luna, questa sempre sopra le nostre teste, ovvero qa1centrata sopra una porzione di superficie terrestre compresa tra i meridiani -15° e +15° e con un’altezza ottica sull’orizzonte con angolatura compresa tra 10° e 70°. Pubblicano anche la zona della superficie terrestre corrispondente (vedi immagine a lato) che chiamano quadrante QA1. E quando la Luna non era sopra questo quadrante, durante i sisma, era esattamente agli antipodi nell’Oceano Pacifico a ovest della Nuova Zelanda, sul quadrante che chiamano QA2. Ma per loro stessa definizione i due Stefano sono “astronomi dilettanti”, avrebbero dunque bisogno di un’autorità in materia che possa avallare le loro teorie. E come abbiamo visto nemmeno Bendandi lo era, tanto che Wikipedia lo definisce “pseudoscienziato”.

Subito un altra domanda:

3 – Perché sempre o Giove o Saturno?

Essi sono i due pianeti più grandi del sistema solare, ma non quelli che incidono gravitazionalmente di più sulla Terra. Forse i nostri amici astronomi dilettanti non sanno che mediamente qua si risente più della gravità di Venere che non quella del pianeta dagli anelli (vedi tabella sotto). Per cui è la coppia Giove-Venere la più “forte” sulla Terra da un punto di vista gravitazionale. Sorge il dubbio che questi signori non sappiano di cosa stiano parlando!

Ora subentra subito un’ulteriore curiosa domanda: quando la Luna è nel quadrante QA1, cioè da noi, è plausibile una sua forza attrattiva sul suolo terrestre. Ma quando è agli antipodi tale forza dovrebbe essere (in Italia) inversamente attrattiva (cioè verso il centro della Terra) perché la gravità lunare agli antipodi si va a sommare a quella della Terra, e non più a sottrarsi.

L’impressione è che ci si sia lasciati abbagliare dagli effetti di alta marea che la Luna esercita sia sui mari sottostanti, che agli antipodi. In queste due zone avremo sì la tendenza dell’alta marea, ma questo nulla c’entra con i movimenti tettonici. Semplicemente perché se l’alta marea con la Luna alta è prevalentemente dovuta alla sua attrazione gravitazionale, agli antipodi l’alta marea è causata dal decentramento del centro di massa Terra-Luna.

Orbene:

4 – Perché si è presa in considerazione anche la Luna in QA2, ovvero agli antipodi, se là il suo effetto non influisce in QA1?

Aspettiamo una risposta da chi ne sa più di noi, noi non l’abbiamo capito.

La nutrita e dettagliata spiegazione tecnica continua con questa affermazione:

Durante l’allineamento pianeti-Luna-Terra, passano anche alcuni giorni perchè i pianeti si disallineino. In questo periodo si è osservato che si realizzano delle scie sismiche In Italia con picchi sismici in corrispondenza della Luna.

Subentra pertanto un altra domanda d’ufficio:

5 – Nel corso di questi allineamenti pianeti-Luna-Terra quest’ultima ruota sul suo asse e la Luna transita anche sopra Asia e Americhe: perché il sisma dovrebbe accadere sempre e solo in Italia?

Calandra e Gagliardi dovrebbero spiegarci con quali criteri si determinerebbero le future faglie e perché interesserebbero solo l’Italia. Cosa impedisce a questi allineamenti di aprire faglie in California o in Giappone, in Cile o in Asia Minore?

Vi confessiamo che l’odore di… fuffa inconsistenza logica è in aumento. Ma procediamo con ordine:

Come funziona in pratica che l’allineamento planetario causa il sisma.
Quando si allineano a “X” due linee di pianeti, in pratica la forza di gravità F dei medesimi agisce sulla Terra come attrattore. Cioè come se – parlando in modo semplice per rendere l’idea – noi “tirassimo” con le dita un vestito da due lembi laterali: tirandolo il vestito si “stira” e forma delle pieghe in corrispondenza dei punti di “tiraggio”. Poi, è come se arrivasse una terza mano che desse un pizzicotto in uno dei due punti di tiraggio o anche in un terzo punto, con le dita, così da rompere il vestito. Ossia, arriva la Luna che dà quel “pizzicotto gravitazionale” che disallinea il tiraggio precedente, rischiando di “rompere” il vestito già sotto tensione, tirandolo anche dalla sua parte.

Quando all’inizio della pagina abbiamo cliccato su “chi è Stefano Calandra” (vedi anche sotto) abbiamo visto che è un diplomato al Liceo classico, laureato in Economia e commercio con master in Marketing e comunicazione: ci stupisce che a fronte di tanta cultura umanistica (liceo classico in primis) si scriva in un italiano da III elementare che più che un italiano è… itaglianese. Come c’è molto itaglianese in ciò che segue, dove Calandra sembra arrampicarsi sugli specchi:

stefano calandra

Pignolerie letterarie a parte, S&S ipotizzano che i pianeti allineati attraggano la crosta terrestre, poi arriva la Luna che da lo strappo finale. Il discorso potrebbe (teoricamente) filare con la Luna allo zenith sopra la testa, ma non funziona con la Luna al nadir. Chissà che spiegazione potrebbero darci?

Continuano:

E’ evidente – a mio umile parere – un EFFETTO GRAVITAZIONALE MULTIPLO generato dai pianeti in linea, per cui si genera una forza vettoriale in un’unico punto gravitazionale sulla crosta terrestre, non può essere una coincidenza evidentemente!

Soprassedendo ancora sul livello lessicale, questo non spiega in quale punto della crosta agisca la somma delle forze vettoriali gravitazionali.

6 – Che relazione c’è tra le forze gravitazionali in atto e il punto di faglia? Ovvero come si determina tale punto?

Anticipare che la prossima settimana è previsto un terremoto non serve a nulla se non si specifica dove questo avverrà. La seguente frase non risponde alla domanda:

Per cui, grazie alle osservazioni empiriche dei serie storiche di allineamenti planetari (la forza gravitazionale di Newton segue appunto la linea di intersezione dei pianeti in linea), sappiamo prevedere con certezza +- 6 ore quando accadrà in futuro un terremoto nel Quadrante Alfa QA1 di riferimento.

Ora il quadrante si chiama Alfa QA1… Chissà perché? Forse suona… più “scientifico”… Comunque il quadrante citato copre l’Europa del sud e l’Africa del nord: non serve a nulla sapere questa informazione perché è troppo vaga e mica si può far evacuare un’area di tali dimensioni. E poi: di quale intensità? Mg 4 è molto diversa da Mg 6 che è 1000 volte più energetica, così come quest’ultima è molto diversa dalla Mg 8, a sua volta 1000 volte più energetica della 6.

Su questa domanda tentano una risposta come segue:

Seguendo la stessa legge, si potrà determinare anche la forza (F)-soglia generata dall’allineamento planetario, oltre la quale la crosta terrestre entra in crisi, si rompe e crea l’evento tellurico. Materia questa per gli astronomi professionisti, il poter determinare per ogni allineamento riscontrato, la distanza (r) tra i vari pianeti: essendo nota la massa dei vari pianeti in linea, si determinerà quindi la forza (F) di Newtonsoglia, oltre la quale con certezza sono avvenuti i terremoti.
Sarà possibile anche determinare il conseguente grado Richter del terremoto, in corrispondenza della forza (F) generata. Infatti si può calcolare il coefficiente medio k di tutti gli allineamenti planetari riscontrati negli ultimi 100 anni M(F/R) = k dove:
M è la media;
F è la forza gravitazionale di Newton;
R è il grado Richter del terremoto, noto perchè riportato dalle cronache;
k è il coefficiente medio che, messo a denominatore con F per ogni allineamento empirico riscontrato, dà il grado Richter atteso per quel terremoto.
E’ in corso – attualmente – il calcolo della formula corretta.

Materia per astronomi professionisti? Ma che dicono? Calcolare le forze gravitazionali empiriche non è impossibile: l’ho fatto persino io… E poi che c’entrano gli astronomi? Se si tratta di faglie con eventi tellurici sarà competenza di geologi o sismologi. Insomma: si parla di cose di cui non si hanno a quanto pare le dovute competenze: che si fa? Quando non si sa più che dire si passa la patata bollente ai professionisti?

stefano calandra

 

È davvero simpatico il paragone tra Calandra e un ricercatore CNR/INGV. Chissà se il nostro amico Stefano da grande vorrà diventare uno scienziato? E chissà se i sismologi professionisti, in caso di grave allerta, mollano tutto per passare il pomeriggio in la famiglia?


Tornando a noi e alle spiegazioni di S&S, c’è una castroneria logica pazzesca: come si può dimostrare una teoria basandosi sulla teoria stessa? Hanno preso la magnitudo dei vari eventi sismici, hanno fatto il rapporto con la forza gravitazionale il cui quoziente moltiplicato per la “media” (M) (quale media? Cos’è?) e questo dovrebbe dare un presunto coefficiente?

Pensate un po’ se alla vostra prof di matematica delle medie avreste dimostrato il teorema di Pitagora semplicemente dicendogli che siccome 16+9 fa 25 esso funziona! Rimandati a… marzo!

E come la mettiamo sotto l’aspetto dimensionale? M (la misteriosa media) non sappiamo cosa sia, mentre il rapporto F/R è una forza diviso una Magnitudo. Ma la Magnitudo è adimensionale! Possiamo però trasformarla in una lavoro, per esempio in Kwh o in Joule poichè per ogni grado di M conosciamo quanti Joule corrispondono. Un rapporto tra N/J (ovvero N/N*m) darebbe 1/m che moltiplicato per un “ignoto M” dovrebbe dare K.

Il mio prof di fisica avrebbe detto: “Queste cosa sono? Noccioline? Ceci? Joule o Calorie?”

Non si sa! E non è così che funziona la fisica, vero prof?

Prevedere terremoti ma non prevedere dove

Sintetizzando, S&S ipotizzano una correlazione tra elevazione del pianeta sull’orizzonte e luogo del sisma, salvo però poi dire:

Ma, nello stesso tempo, la legge di Newton e le osservazioni empiriche degli allineamenti non possono darci risposte sul dove esattamente (Comune o provincia) capiteranno questi terremoti all’interno del Quadrante Alfa.

Poiché essi dividono l’Italia in tre zone, torniamo alla domanda di prima: com’è possibile salvare migliaia di vite umane annunciando “terremoto presumibile al sud Italia alle 22 +/- 6 ore”? Decine di milioni di italiani dovrebbero evacuare? E se fosse la mattina di un giorno feriale al nord? Mezza produzione nazionale ferma per… cosa? Solo perché un pianeta si allinea con un altro e poi arriva la Luna?

Un tipico sisma italiano importante colpisce indicativamente un’area di 10-30 km di raggio cioè da 300 a 3.000 kmq: non si può evacuare 1/3 dell’Italia.

E poi arriva un altra chicca su dove sarà il sisma:

Questa è materia dei geologi, che dovrebbero tramite i loro studi verificare dove, in quel giorno e ora, la faglia è in “zona di rotura”.

Trascurando l’ortografia (ginnasio… laurea… master… ma a cosa sono serviti?) non si può esporre una teoria demandando competenze e calcoli ad altri. Questa è fisica del cavolo. Anch’io posso predire la fine della Terra salvo poi demandare ai geologi o agli astronomi la conta dei giorni. Se non fosse che poi questi signori ricercatori mi manderebbero in un famoso luogo a tutti ben noto.

No, non ci siamo! Questa non è una teoria valida e forse nemmeno una teoria. Solo una delle tante (lecite) ipotesi. Però così stando non si possono emanare bollettini sismici facendo credere che dietro a questa teoria ci sia della sostanza.

Che sia un istituto di ricerca a emettere le dovute comunicazioni, se possibile.

stefano calandra

 

Tuttavia sto iniziando ad interagire con i teorici dei cd. “Precursori sismici”, ossia di quei cultori della materia che sono riusciti a misurare l’intensita dei campi magnetici in aumento proprio nelle zone in cui la crosta terrestre è in situazione di crisi di resistenza, per cui manca poco perchè, con l’allineamento planetario, si crei la rottura.

Non c’è nessuna prova scientifica dimostrata che stabilisca un rapporto tra campo elettromagnetico e sisma. Sì, è vero, esistono dei precursori sismici ma questi, oggi 2016, non sono altro che oggetti di studio senza nessuna correlazione dimostrata tra essi e la scossa tellurica.

Anche il CNR (si veda quanto riportato all’inizio della presente pagina dal CNR) potrebbe utilizzare la teoria di cui stiamo trattando per completare le proprie ricerche di previsione dei terremoti, per salvare migliaia di vite!

Purtroppo ahiloro il CNR è stato chiaro: sono gli stessi S&S che sulla loro pagina di Facebook, la stessa in cui emettono i loro “bollettini sismici”, ci dicono:

Abbiamo proposto una cooperazione in tal senso sua al CNR sia all’INGV, ma come vi avevo scritto in un post di qualche settimana fa, ci hanno messo in spam della loro casella e-mail ed uno dei loro ricercatori anche minacciato di denunciarci per procurato allarme. Quindi direi di lasciar perdere…

Beh… senza voler infierire, una teoria così… scassata, senza un minimo di calcoli e dimostrazioni, non poteva ambire a qualcosa di meglio. Sembra che il dilettantismo straripi.

Ma quanto influisce la gravità di un pianeta sulla Terra?

Ci siamo presi la briga di andare a curiosare tra i numeri.

Questa tabella riassume le distanze minime e massime tra il nostro pianeta e gli altri, giusto per sapere qual è la loro influenza gravitazionale (che dipende dalla massa del pianeta e dal quadrato della distanza intercorsa). Abbiamo anche inserito il Sole e la Luna, poi vedremo perché, e, a puro titolo di paragone, la Stazione Spaziale Orbitante (ISS) e un Airbus A380 al decollo a 100 m. di quota.

Notiamo come la somma di tutti i pianeti (e non solo) evidenziata in rosso come in un unico super allineamento, pari a 0,4 μN cioè 0,4 milionesimi di Newton, sia di gran lunga inferiore a quella della sola Luna (48,3 μN). E che se a tale somma planetaria aggiungessimo pure quella della Luna (48,7 μN) saremmo distantissimi da quella del solo Sole che è di 8,81 mN cioè 8.810 μN cioè oltre 180 volte superiore.

Ecco quindi la domanda numero 7:

7 – Perché i nostri S&S non tengono conto dell’elemento gravitazionale che più influirebbe sulle loro teorie, ovvero il Sole?

Sembra un paradosso: a cosa serve sapere cosa fa chi numericamente non conta pressoché nulla? Avrebbe senso privarsi di un caffè (e di uno soltanto) per risparmiare al fine di comperare la casa nuova, e poi andare a giocare al casinò?

Per i meno fisici, tanto per dare un elemento di paragone facilmente misurabile, aggiungiamo che quando state ritti e fermi in piedi (sulla Terra, a livello del mare e a 45° di latitudine – perdonate la pignoleria ma il mio ex prof di fisica mi bacerebbe), sulle vostre gambe agisce una forza in newton (dovuta alla gravità terrestre) pari al vostro peso in kg moltiplicato per 9.8. Se la vostra bilancia dice che siete 100 kg dovrete confrontarvi con una forza peso di 980 N, mentre se pesate 60 kg la forza di attrazione gravitazionale sarà di 588 N e così via. Un litro di acqua, ovvero 1 kg, subirà una forza poco più di 9.8 N (dipende poi dalla bottiglia) mentre una goccia d’acqua (pari a circa 50 mg) subirà una forza di 0,49 mN pari a 490 μN. Questo significa che detta goccia è attratta dalla Terra con una forza di 17 volte inferiore a quella che il Sole esercita sulla Terra: pensate quindi al peso sulla vostra mano di una goccia d’acqua e moltiplicate x 17.

Tutto questo per sottolineare le debolissime forze attribuite dai corpi orbitanti, talmente deboli per i pianeti da essere a nostro dire ininfluenti anche se sommate tutte assieme rispetto al Sole. Dalla tabella sopra risulta più gravitazionalmente attrattivo un Airbus A380 a pieno carico a 100 metri che non Marte, Mercurio, Urano e Nettuno dalla Terra.

E una media nevicata su un territorio montano? Quanti milioni di kg possono gravare su una zona di 40×40 km con 50 cm di neve fresca? Considerato per questo spessore un valore medio del suo peso specifico pari a 120 kg/mc avremo 96 mld di kg che a 5 km da una ipotetica futura faglia inciderebbero gravitazionalmente circa 0,25 μN: quasi come Giove! Per dovere di precisione diciamo che se ipotizziamo la faglia come un singolo punto, solo il centro dell’area nevosa sarà a 5 km mentre la periferia si distanzierà sempre più dall’ipocentro. Se però consideriamo la faglia come una linea (e non puntiforme) o più propriamente come un’area, i conti esatti andrebbero effettuati sull’effetiva dimensionalità di quest’ultima. Tuttavia il nostro vuol essere solo un conteggio empirico e indicativo di quali forze terrestri potrebbero incidere gravitazionalmente, oltre a quelle extra terrestri.

Adesso appare un po’ più chiaro il motivo per cui il mondo scientifico non ha mai avvalorato queste ipotesi. Le forze gravitazionali dei pianeti rimangono sì sotto esame, ma in base a questo pretendere di emettere bollettini sismici senza esibire un calcolo ci sembra decisamente presuntuoso.

E non capiamo nemmeno perché una persona che vanta un simile curriculum si sia buttata in ambito scientifico in maniera così criticabile e improvvisata. Sembra quasi che si abbia a che fare con persone completamente sprovvedute e scarsamente scolarizzate (a giudicare da come scrive rispondendo su Facebook – vedi sopra) e non un super uomo che vanta simili CV.

Ma soprattutto che risponde sui social con un’arroganza come se tutto gli fosse dovuto, paragonandosi addirittura a un ricercatore dell’INGV o del CNR.

Che ci siamo imbattuti in un super millantatore da premio Nobel? Oppure in un laureato dalle forti lacune culturali, e che manco sa scrivere? Chissà cosa ha scritto nella tesi?

La mia personale opinione è che chi ostenta lo fa perchè non ha nulla da esibire, mentre chi nasconde è perché ha troppo da esibire. Come dire: si dice sempre il contrario di quello che si è o di quello che si fa.

Per il resto giudicate voi. La discussione è aperta!





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Cari razzisti, il complotto per nascondere il “bambino biondo” del bus non esiste

Da qualche ora gira una strana teoria che coinvolge giornali, lo ius soli e il racconto della tragedia sfiorata a San Donato Milanese: dietrologie razziste su tre amici e compagni di scuola

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Da qualche ora una parte non marginale del dibattito pubblico su internet è dedicata a una strana teoria del complotto, secondo cui i media italiani starebbero tramando per riscrivere la storia della tragedia sfiorata a San Donato Milanese, in modo tale da tributare gli onori dell’eroico salvataggio a due ragazzi di origine straniera e cancellare dalle cronache la storia di Riccardo, l’unico vero eroe sullo scuolabus dirottato da Ousseynou Sy, incidentalmente biondo e italiano.

A lanciare per prima l’allarme su Twitter è Francesca Donato – Lady Onorato, per i frequentatori del social network di Jack Dorsey – l’avvocato che da qualche tempo anima le serate di La7 con le sue ospitate a Di Martedì, in qualità di rappresentante di Eurexit, “un’associazione no-profit, nata dall’incontro fra liberi professionisti e imprenditori”, naturalmente euroscettica. Il messaggio è di quelli che puntano a scuotere le coscienze: “Il ragazzino che ha chiamato la polizia intervistato ieri era biondo e di pelle bianca.

Se oggi un giornale tenta di propinarci un eroe per forza musulmano e immigrato, questa è manipolazione dell’informazione“.

A preoccupare Donato è soprattutto la dichiarazione di Khalid Shehata, il padre di uno di uno dei ragazzi che secondo le ricostruzioni avrebbero lanciato l’allarme, che al Corriere della Sera aveva confidato la speranza di ottenere per il figlio la cittadinanza italiana, proposta rilanciata dal vicepremier Luigi Di Maio e accolta con una timida apertura anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In poco tempo il tweet fa il giro dell’internet italiano e questa eccentrica variazione sul tema della sostituzione etnica inizia a solleticare gli ambienti più avvezzi al complottismo – e al razzismo – da tastiera, che si intestano la battaglia per la verità, iniziando ad accumulare indizi. Se avete del tempo da impiegare molto male, provate a usare su Twitter la chiave di ricerca “bambino biondo.

Al centro di ogni speculazione c’è un video, circolato negli istanti successivi alla liberazione degli ostaggi, in cui i giornalisti accorsi sul posto raccolgono le parole di Riccardo, detto Ricky, in cui il ragazzino racconta i tragici momenti del sequestro, spiegando come sia riuscito a liberarsi dalle fascette con cui era stato ammanettato per recuperare il cellulare con cui ha poi allertato i soccorsi. Ovviamente gli indagatori su Twitter non mancano mai di sottolineare quelle che ritengono essere le caratteristiche fondamentali del bambino-eroe: è biondo, italiano e soprattutto cattolico.

Gli approfondimenti delle ore successive, effettivamente, spostano il fuoco del racconto sui profili di altri due protagonisti. Si tratta di Adam, un ragazzo di origini marocchine il cui padre vive in Italia dal 2002, anche se non continuativamente, e di Rahmi, uno studente figlio di migranti egiziani al quale i giornali si riferiscono anche come Ramy o Rami. Entrambi, come molti ragazzi nati in Italia ma figli di immigrati di prima generazione, non godono dei diritti di cittadinanza e le loro storie, una volta emerse, sono servite a completare il mosaico della mattinata di paura a San Donato Milanese.

Ma a parlare per la prima volta di Rahmi e Adam non è stata una fantasiosa ricostruzione della stampa volta a reintrodurre il tema dello ius soli nel dibattito politico: è stato proprio Riccardo, il ragazzino biondo, in un’intervista rilasciata al Corriere: “Un mio compagno, Rami, aveva nascosto il cellulare, ha fatto le prime chiamate al 112” ricorda Ricky, divenuto suo malgrado l’eroe degli sciacalli su Twitter. “Ad un certo punto gli è caduto per terra, senza farmi vedere sono andato a raccoglierlo e l’ho passato ad Adam, dietro di me“.

 

Riccardo, insomma, ha giocato un ruolo fondamentale nella brutta storia a lieto fine svoltasi nell’autobus, ma le telefonate al 112 sono realmente state effettuate fa Rahmi e Adam. Se davvero si tornerà a parlare di ius soli – per quanto la cittadinanza non sia e non dovrà mai essere considerata un premio, ma un diritto – sarà solo perché tre ragazzi, amici e compagni di scuola, hanno collaborato per salvare 51 vite. Senza che nessuno, fuori da Twitter, vedesse alcuna differenza tra di loro.





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Crediti :

Wired

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Le bufale sull’incidente del volo Ethiopian Airlines

Geoingegneria con le scie chimiche, massoneria, censura dei media e negazionisimo sono solo alcune delle ipotesi (campate in aria) che sono spuntate sul web dopo che il Boeing 737 Max di Ethiopian Airlines è precipitato

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Ormai è un’abitudine: a ogni grande sciagura, incidente o calamità fanno seguito bufale e false informazioni di ogni sorta. E la tragedia del volo ET 302 di Ethiopian Airlines, precipitato ad Addis Abeba nella mattina del 10 marzo uccidendo 157 persone, non poteva certo sottrarsi a questa triste tendenza. Così, mentre ancora sono in corso le operazioni di recupero di ciò che rimane del velivolo e dei passeggeri, e sono ancora incerte le cause dello schianto, in rete hanno iniziato a circolare strane storie a proposito di complotti internazionali architettati per eliminare alcune persone scomode.

Nonostante le varie teorie del complotto siano in qualche modo interrelate, abbiamo cercato di metterle in ordine dividendole in 7 temi principali. Tutte quante, ovviamente, sono prive di fondamento.

1. L’ipotesi della geoingegneria
Secondo questa prima teoria, che è anche la più chiacchierata ed elaborata, lo schianto dell’aereo non sarebbe stato accidentale. Il velivolo sarebbe stato abbattuto di proposito per liberarsi di alcune persone, in particolare di studiosi di fama internazionale che si opponevano alla pratica della geoingegneria e delle irrorazioni malvagie come arma di guerra climatica.

In pratica, dunque, si sarebbe trattato di un gesto deliberato da parte di coloro che volevano mantenere segreta la prassi di spruzzare i cieli con alluminio e solfuri, mettendo a tacere per sempre le pericolose voci discordanti. Questa idea ha iniziato a circolare poche ore dopo lo schianto, già dalle 18 di domenica sera, in seguito alla pubblicazione di un decalogo complottista su un sito in lingua spagnola.

La prova di una simile teoria, dicono i suoi sostenitori, sarebbe la meta verso cui erano diretti alcuni passeggeri, ossia a Nairobi per partecipare a un’iniziativa organizzata dall’Onu: l’assemblea per l’ambiente Unea (qui il programma in pdf). Per le fonti complottiste, il tema del convegno sarebbero le scie chimiche, ma in realtà si tratta di una conferenza molto più ampia che spazia dalla gestione dei rifiuti all’inquinamento, sopratutto in merito all’attività antropica. Come ha fatto notare Next Quotidiano, nel programma si cita effettivamente una conferenza di un paio d’ore in cui si affronta in tema della geoingegneria. Tuttavia il materiale informativo indica chiaramente che il giorno dell’iniziativa è stato mercoledì 6 marzo, quattro giorni prima dell’incidente aereo. Se davvero i passeggeri avessero dovuto partecipare a quel convegno, sarebbero stati terribilmente in ritardo. Naturalmente, poi, in quell’occasione non si è affatto parlato di scie chimiche come esperimento occulto, e non è nemmeno chiaro quali dei passeggeri sarebbero dovuti essere i fantomatici esperti oppositori della geoingegneria.

2. La complicità oscurantista dei media
Leggendo quanto riportato in alcuni post pubblicati su Facebook, anche televisioni e giornali europei sarebbero coinvolti nel complotto delle scie chimiche, e infatti nessuna fonte avrebbe riportato la notizia del convegno internazionale di geoingegneria a Nairobi.

Ovviamente la notizia non è stata battuta dalle agenzie perché il convegno è del tutto irrilevante in relazione al disastro aereo, e poi perché nessuno dei passeggeri si stava recando a un seminario scientifico sulle irrorazioni (perché, come già detto, l’unico evento vagamente collegabile al tema si era tenuto quattro giorni prima).

3. Guai a chi nega il riscaldamento globale
In una variante della prima teoria complottista, alcuni passeggeri dell’aereo si stavano dirigendo a Nairobi non per parlare di scie chimiche, ma per esporre le proprie tesi negazioniste sul cambiamento climatico. Per evitare che fossero messe in circolazione prove di quanto il riscaldamento globalesia un grande inganno, gli scienziati ribelli sarebbero stati eliminati brutalmente.

4. L’aereo fantasma
La più semplice delle versioni complottiste: l’aeromobile precipitato in realtà non è mai esistito. A sostegno di questa storia, le prove inattaccabili sarebbero le foto delle agenzie di stampa in cui non si vedono ritratti né i resti del velivolo né i cadaveri dei passeggeri, fatta eccezione per una scarpa da ginnastica. Peccato però che tutto ciò sia semplicemente falso, dato che – come mostrano anche la foto d’apertura di questo articolo e quella qui di seguito – nelle ore successive sono arrivate molte altre fotografie in cui sono mostrate altre parti dell’aereo distrutto.

volo Ethiopian Airlines

(foto: Jemal Countess/Getty Images)

5. Omicidi mirati massonici

Rivelazione a sorpresa, secondo alcuni commentatori sui social almeno uno dei passeggeri del volo ET 302 sarebbe stato un massone. Ciò significherebbe, completando questa teoria, che lo erano anche altri passeggeri, anche se nessuno ha chiarito quali siano i nomi di questi fantomatici consociati. L’incidente aereo sarebbe quindi stato un attentatocontro la massoneria, oppure (in alternativa) la morte di alcuni massoni rappresenterebbe il risvolto positivo della tragedia.

6. Una mossa anti-Boeing e anti-assicurazioni
In base a un’altra teoria, il disastro aereo non sarebbe frutto di un attacco alle vite umane, ma a un sistema economico. I veri bersagli del complotto, dunque, sarebbero l’azienda Boeing (il cui titolo, effettivamente, ha risentito dell’accaduto in borsa) e le compagnie assicuratrici, che ora sarebbero costrette a spendere molti soldi in rimborsi. Alla faccia del guerrilla marketing.

7. Altri due complotti minori
Li riportiamo in rapida sequenza. C’è chi sostiene che l’azienda Boeing sia controllata dal Vaticano tramite i Gesuiti, e che quindi tutto verrà oscurato per volere della Chiesa, o al contrario che si sia trattato di un attacco contro gli interessi economici della Santa sede. Altri invece, proponendo una variante della storia dell’aereo fantasma, dicono che l’aereo sarebbe stato per qualche ragione colpito direttamente mentre era in volo, e che poi per occultare le prove tutti i resti siano stati fatti sparire.





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Bufale

Tutte le bufale su Cesare Battisti

Dalle presunte strade dedicate al terrorista da parte del Pd alle false citazioni di Roberto Saviano, le fake news più virali delle ultime ore sull’ex terrorista appena catturato in Bolivia

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Il terrorista Cesare Battisti è arrivato, nella serata di lunedì 14 gennaio, al carcere di Massama a Oristano, dove ha iniziato a scontare la pena dell’ergastolo che gli era stata comminata dalla giustizia italiana. Rientrato in Italia dalla Bolivia, catturato dopo 37 anni di latitanza, l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (i Pac) è stato trasferito in Sardegna “per ragioni di sicurezza” (come ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede), e da quanto si è appreso resterà in isolamento diurno per i prossimi 6 mesi.

Insieme alla nuova ondata di attenzione mediatica sulle vicende di Battisti, in rete sono ritornate a circolare alcune vecchie falsità sulla lunga e intricata vicenda destinata a entrare nei libri di storia, ma hanno anche segnato la loro comparsa alcune bufale mai viste prima. Ecco quali sono le 5 complessivamente più chiacchierate, sistemate in ordine.

1. Il Pd NON ha dedicato strade al terrorista Cesare Battisti
Decisamente la più semplice da trattare dal punto di vista del debunking, è anche la falsa storia che ha raggiunto la massima viralità sui social.

Secondo un meme molto condiviso negli ultimi giorni che ritrae il volto dell’ex latitante Battisti, “il governo Conte lo ha arrestato”, mentre “il Pd gli dedicava strade. A supporto di questo forte contrasto tra l’esecutivo gialloverde e chi lo ha preceduto, è mostrata una foto che ritrae il nome di due vie, di cui una dedicata a Giuseppe Mazzini e l’altra a Cesare Battisti.

cesare battisti

cesare battisti

In realtà è assolutamente vero che esistono vie dedicate a Cesare Battisti, anche in gran numero e distribuite in tutta Italia, ma si tratta di un caso di omonimia. Come si può agevolmente dedurre dalle date di nascita (1875) e morte (1916) riportate anche nel meme sotto al nome della via, la persona a cui si fa riferimento non è il noto terrorista, ma il patriota italiano catturato e impiccato per alto tradimento dagli austriaci durante la Prima guerra mondiale, per questo considerato tra le figure chiave dell’irredentismo italiano (e dunque un eroe nazionale). Solo qualcuno particolarmente disattento – o del tutto disorientato rispetto ai cosiddetti anni di piombo – può aver creduto alla tesi sostenuta da queste immagini.

2. Saviano NON ha scritto che Battisti è “un uomo onesto”
Bufala sì, ma con un piccolo fondo di realtà. Circola sui social un altro meme, questa volta solo testuale, con una citazione che viene attribuita allo scrittore Roberto Saviano“Cesare Battisti, un uomo onesto, arguto, profondo, anticonformista, in una parola un intellettuale vero”. Se si intende che Saviano abbia scritto o pronunciato quelle parole riferite a Battisti, allora siamo di fronte a un falso, in quanto le frasi in questione non sono state formulate da lui.

In verità la citazione è stata abilmente estrapolata da un testo che è online fin dal febbraio 2004, pubblicato sul sito Carmilla Online e pensato per essere un appello proprio a favore di Cesare Battisti e della sua liberazione. La citazione andrebbe dunque attribuita a chi ha scritto quella lettera, ossia a qualcuno che certamente non è Saviano.

cesare battisti

Come ricostruito da Bufale.net e Open, in effetti però Saviano compare (o meglio, compariva, come dimostra Web Archive) tra i firmataridell’appello, insieme ad altre 1499 persone. Ma se già si può considerare una storpiatura l’attribuire a una persona – come se fosse una citazione originale – una singola frase di un appello che ha sottoscritto, va aggiunto anche che Saviano nel gennaio 2009 ha chiesto e ottenuto di rimuovere la propria firma dall’appello, dichiarando di non saperne abbastanza sulla vicenda e di non sentirsi parte della causa. Lo scrittore non ha negato di aver sottoscritto in precedenza l’appello, ma ha detto di non ricordare la dinamica che lo avrebbe portato ad apporvi il suo nome. Se quindi il collegamento Saviano-Battisti non è del tutto campato in aria, lo scrittore ha comunque chiarito la sua posizione ormai 10 anni fa.

3. Mattarella NON ha firmato il decreto per la grazia per Battisti
Un simile decreto non è mai esistito. La notizia della presunta grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al terrorista deriva da un finto articolo – senza firma né attribuzione – datato 30 maggio 2015, ossia qualche mese dopo l’inizio del suo mandato.

Anche se, dalla grafica, si potrebbe credere che la notizia sia stata ricavata da un giornale online, basta leggere la notizia fino in fondo per accorgersi che a un certo punto si passa inspiegabilmente dall’italiano all’inglese. All’epoca nessun giornale riportò la notizia, né esiste traccia del fantomatico decreto. La storia, dunque, è una totale invenzione, e ha avuto come unici risultati una marea di condivisioni online (oltre 14mila solo su Facebook) e una serie di insulti contro lo stesso Mattarella sui social.

4. Battisti NON ha evitato l’estradizione con un matrimonio
Sempre nel 2015, appena qualche giorno più tardi della bufala precedente, si era molto discusso di come Battisti potesse aver scongiurato definitivamente l’ipotesi dell’estradizione grazie al matrimonio con la fidanzata di lungo corso Joice Lima. Secondo la versione circolata all’epoca, Battisti avrebbe potuto ottenere in anticipo la cittadinanza brasiliana, riducendo i tempi di attesa (di norma 15 anni, che sarebbero stati completati solo nel 2019) a un solo anno, grazie all’aver sposato una cittadina brasiliana. La notizia è uscita, tra i tanti giornali, su OggiIl GiornaleDagospia e Il Tempo, ed è stata prontamente discussa anche da alcuni siti anti-bufala.

Anche se i tempi per la cittadinanza previsti dalla legge erano stati descritti correttamente, il punto fondamentale è che diventare cittadini brasiliani non impedisce in assoluto che si possa essere estradati, ma blocca solo le procedure di espulsione, che sono un’altra cosa. La teoria dell’estradizione impossibile, tra l’altro, era stata smentita proprio lo scorso 14 dicembre, quando il presidente brasiliano uscente Michel Temer, dopo la revoca a Battisti dello status di residente permanente, aveva firmato il decreto di estradizione. Il decreto poi non è stato sfruttato, visto che il fuggitivo è stato riportato in Italia direttamente dalla Bolivia.

5. Battisti NON è passato per il Brasile e NON è finito a Rebibbia
Più che di fake news, si tratta di indiscrezioni e anticipazioni giornalistiche che poi si sono rivelate sbagliate. Subito dopo la cattura del terrorista a Santa Cruz, pareva essere cosa certa il suo rientro in Brasile prima dell’estradizione verso l’Italia, con la conseguente riduzione della pena dall’ergastolo (previsto dalla giustizia italiana) ai 30 anni di carcere della giustizia brasiliana. In realtà poi, a seguito di un intenso lavoro diplomatico, Battisti è tornato in Italia direttamente dalla Bolivia, mantenendo dunque la pena nella misura italiana.

Ancora più a lungo è stata riportata la notizia del trasferimento di Battisti, subito dopo l’arrivo all’aeroporto di Ciampino, nel carcere romano di Rebibbia. Solo all’ultimo si è appreso, invece, che il detenuto sarebbe stato trasferito a Oristano. Mentre alcuni giornali, come Il Messaggeroriportano ancora online la vecchia versione della notizia, altri come Rai News hanno del tutto rimosso gli articoli corrispondenti, di cui resta traccia solo nella url originale. Altre testate come il Corriere, infine, rivelano nella url la vecchia notizia ma nel testo degli articoli hanno fatto sparire qualunque riferimento a Rebibbia.





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