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Fine anno e nuova minaccia del santone Stefano Calandra

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Gli ultimi giorni dell’anno non potevano essere esenti dalle nuove “previsioni” di Stefano Calandra. Del resto è il periodo giusto in cui i ciarlatani abbozzano profezie di vario genere. Poteva mancare il santone Calandra? Assolutamente no!

L’italiano è un boccalone per natura e lo dimostra la storia. Le pseudoscienze sono le odierne truffe ma contiamo anche sulla moderna Magistratura e sulle moderne forze di polizia, almeno per limitare se non fermare l’abuso del comprensibile disagio psicologico in cui sono vittime le persone che, purtroppo, hanno vissuto  un terremoto. Perchè è di terremoti che stiamo ennesimamente parlando.

Vediamola subito l’ennesima “previsione” di Stefano Calandra, nonostante avesse già annunciato (due previsioni fa) che  il periodo critico per il 2016 era terminato.

stefano calandra

 

Quindi Marte, Giove e company si allineano ennesimamente ed il periodo critico profetizzato da Stefano Calandra sono le notti del 28 e 29 dicembre. La zona prevista? Tutto il mondo!

Considerando che i sismi importanti sono svariati ed accadono nel mondo tutti i giorni indipendentemente da quello che Marte, Giove ecc. stiano facendo, che previsione sarebbe se non un tentativo, ennesimo, di proclamarsi salvatore dell’umanità e tenere stretti i poveretti che lo seguono?

Infatti, come già detto in questo articolo ( Link ) questi santoni chiudono sempre  i propri moniti con minacce anche non troppo velate. Stavolta viene scritto “Spero con tutto il cuore che nessun sisma colpisca l’Italia in queste prossime ore, ma che magari semplicemente finisca in mare”.

Per quanto possa essere risibile scrivere di sperare che un terremoto finisca in mare (ma cos’è un meteorite???)  la velata minaccia consiste nello sperare che un terremoto non colpisca l’Italia, quindi di alzare la soglia della paura dei seguaci ed il loro stadio di ipervigilanza tipico di chi è sofferente di un trauma post-terremoto.

Alert

BUFALA PERICOLOSA 90 %

Intanto vi mostro che,  attualmente, alla faccia della “previsione” di Stefano Calandra nessun terremoto importante ha colpito la nostra Italia:

 

 

a parte una replica, quasi quotidiana, di magnitudo 3.2  assestamento del forte sisma avvenuto nel centro Italia, la situazione appare  più che tranquilla, siamo proprio al di sotto della media. Ma forse Marte e Giove fanno i dispetti allora gli gnomi dei terremoti entrano in sciopero.

Fermo restando che l’Italia è sismica ed un terremoto forte può SEMPRE verificarsi, tutto sembra procedere per il meglio.

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Di seguito un interessantissimo articolo preso da Butac.it :

Si possono prevedere i terremoti?

Secondo alcuni sì, ma noi siamo andati a curiosare: indovinate un po’ cosa abbiamo scoperto…

Sì, esatto, avete indovinato!

Lo sapete che vi leggo nel pensiero, no?


La prima domanda che sorge spontanea è: perché solo dopo un evento sismico significativo saltano fuori coloro che sostengono di averlo previsto? Perché sempre dopo e mai prima?

Le risposte possono essere molteplici, ad esempio la più gettonata dice che esiste un reato che si chiama “procurato allarme“: se tu prevedi un terremoto ma sbagli e la popolazione si allarma senza motivo, organizza un esodo e simili, i Carabinieri potrebbero venire a prenderti per le orecchie. Quale quotidiano quindi se la sente di rischiare, dando voce a questi preveggenti dei terremoti? Molto meglio dare voce dopo, anche perché poi la gente ha un motivo in più per discuterne al bar o sui social, e magari comperare pure il giornale.

Un’altra risposta potrebbe essere che siccome i terremoti non si possono prevedere, è più facile post-vederli che pre-vederli. Come il Mago di Segrate!

Se infine consideriamo che il complottismo oggi è molto in voga, ecco che la voce del “io l’avevo detto ma nessuno mi ha ascoltato” gode di ampia eco. Ma sempre e solo il giorno dopo.

Le teorie di Raffaele Bendandi

Oggi andremo a fare le pulci a due signori, tali Stefano Calandra e Stefano Gagliardi che dichiarano di prevedere i terremoti in base agli allineamenti planetari, come è anche scritto sulla loro pagina Facebook a questo dedicata e ancora più specificatamente nel loro sito.

Questi signori basano il fulcro delle loro previsioni sugli allineamenti sia planetari che della Luna. Testualmente:

Abbiamo analizzato gli allineamenti planetari che hanno coinvolto l’asse Luna-Terra degli ultimi 100 anni. Dal terremoto di Avezzano (13/01/1915) ai giorni nostri, ho verificato se in concomitanza di ogni evento tellurico rilevante (superiore ai 5 gradi Richter) in Italia, vi fosse stata una qualche forma di attrazione gravitazionale tra i Pianeti in asse con il sistema Terra Luna, sì da “muovere” la crosta terrestre, nei punti dove magari c’era da tempo molta tensione e creare così l’evento tellurico.

In parole povere loro sostengono che se nella crosta terrestre c’è un punto critico in procinto di “scattare” creando il sisma, una leggera attrazione gravitazionale esercitata dall’insieme di più pianeti potrebbe innescare l’evento. Teoricamente è plausibile: non vi sono apparenti contraddizioni logiche. Ma cosa c’è di vero?

La paternità di questa teoria, per loro stessa ammissione, risale a Raffaele Bendandi che all’indomani del terremoto friulano del 1976 dichiarò di averlo previsto, ma che nessuno gli aveva dato ascolto: ricordo personalmente questo fatto perché TV e giornali gli dedicarono largo spazio. Ovviamente sempre dopo.

Purtroppo però, come Wikipedia ci ricorda, le teorie del Bendandi non furono mai validate dalla comunità scientifica né all’epoca (per mia personale memoria) né in seguito, e di questo c’è da chiedersi perché. Forse perché non eravamo in presenza di uno scienziato? O forse perché nel 1959 aveva dichiarato di avere scoperto un pianeta orbitante tra il sole e Mercurio a cui diede nome Faenza, la sua città natale? E dov’è oggi questo pianeta?

Qualche domanda

Dunque la prima domanda che ci poniamo è:

1 – Perché Calandra e Gagliardi hanno scelto di riprendere una teoria giacente invalidata da oltre quarant’anni? Ovvero: in questi quattro decenni cosa è cambiato al punto tale da riproporla?

Poi ne sopraggiunge subito una seconda: Bendandi non era né sismologo, né geologo, né fisico, né astronomo, cioè non aveva nessun titolo di studio eccetto la quinta elementare, dopo la quale si specializzò in disegno tecnico.

2 – Perché quindi Stefano Calandra e Stefano Gagliardi lo chiamano sismologo? Ignorano la storia oppure cercano avallo scientifico? 

I due Stefano citati (S&S) sostengono di avere personalmente verificato che a ogni scossa importante alcuni pianeti, tra cui sempre Giove o Saturno, erano in allineamento con la nostra Luna, questa sempre sopra le nostre teste, ovvero qa1centrata sopra una porzione di superficie terrestre compresa tra i meridiani -15° e +15° e con un’altezza ottica sull’orizzonte con angolatura compresa tra 10° e 70°. Pubblicano anche la zona della superficie terrestre corrispondente (vedi immagine a lato) che chiamano quadrante QA1. E quando la Luna non era sopra questo quadrante, durante i sisma, era esattamente agli antipodi nell’Oceano Pacifico a ovest della Nuova Zelanda, sul quadrante che chiamano QA2. Ma per loro stessa definizione i due Stefano sono “astronomi dilettanti”, avrebbero dunque bisogno di un’autorità in materia che possa avallare le loro teorie. E come abbiamo visto nemmeno Bendandi lo era, tanto che Wikipedia lo definisce “pseudoscienziato”.

Subito un altra domanda:

3 – Perché sempre o Giove o Saturno?

Essi sono i due pianeti più grandi del sistema solare, ma non quelli che incidono gravitazionalmente di più sulla Terra. Forse i nostri amici astronomi dilettanti non sanno che mediamente qua si risente più della gravità di Venere che non quella del pianeta dagli anelli (vedi tabella sotto). Per cui è la coppia Giove-Venere la più “forte” sulla Terra da un punto di vista gravitazionale. Sorge il dubbio che questi signori non sappiano di cosa stiano parlando!

Ora subentra subito un’ulteriore curiosa domanda: quando la Luna è nel quadrante QA1, cioè da noi, è plausibile una sua forza attrattiva sul suolo terrestre. Ma quando è agli antipodi tale forza dovrebbe essere (in Italia) inversamente attrattiva (cioè verso il centro della Terra) perché la gravità lunare agli antipodi si va a sommare a quella della Terra, e non più a sottrarsi.

L’impressione è che ci si sia lasciati abbagliare dagli effetti di alta marea che la Luna esercita sia sui mari sottostanti, che agli antipodi. In queste due zone avremo sì la tendenza dell’alta marea, ma questo nulla c’entra con i movimenti tettonici. Semplicemente perché se l’alta marea con la Luna alta è prevalentemente dovuta alla sua attrazione gravitazionale, agli antipodi l’alta marea è causata dal decentramento del centro di massa Terra-Luna.

Orbene:

4 – Perché si è presa in considerazione anche la Luna in QA2, ovvero agli antipodi, se là il suo effetto non influisce in QA1?

Aspettiamo una risposta da chi ne sa più di noi, noi non l’abbiamo capito.

La nutrita e dettagliata spiegazione tecnica continua con questa affermazione:

Durante l’allineamento pianeti-Luna-Terra, passano anche alcuni giorni perchè i pianeti si disallineino. In questo periodo si è osservato che si realizzano delle scie sismiche In Italia con picchi sismici in corrispondenza della Luna.

Subentra pertanto un altra domanda d’ufficio:

5 – Nel corso di questi allineamenti pianeti-Luna-Terra quest’ultima ruota sul suo asse e la Luna transita anche sopra Asia e Americhe: perché il sisma dovrebbe accadere sempre e solo in Italia?

Calandra e Gagliardi dovrebbero spiegarci con quali criteri si determinerebbero le future faglie e perché interesserebbero solo l’Italia. Cosa impedisce a questi allineamenti di aprire faglie in California o in Giappone, in Cile o in Asia Minore?

Vi confessiamo che l’odore di… fuffa inconsistenza logica è in aumento. Ma procediamo con ordine:

Come funziona in pratica che l’allineamento planetario causa il sisma.
Quando si allineano a “X” due linee di pianeti, in pratica la forza di gravità F dei medesimi agisce sulla Terra come attrattore. Cioè come se – parlando in modo semplice per rendere l’idea – noi “tirassimo” con le dita un vestito da due lembi laterali: tirandolo il vestito si “stira” e forma delle pieghe in corrispondenza dei punti di “tiraggio”. Poi, è come se arrivasse una terza mano che desse un pizzicotto in uno dei due punti di tiraggio o anche in un terzo punto, con le dita, così da rompere il vestito. Ossia, arriva la Luna che dà quel “pizzicotto gravitazionale” che disallinea il tiraggio precedente, rischiando di “rompere” il vestito già sotto tensione, tirandolo anche dalla sua parte.

Quando all’inizio della pagina abbiamo cliccato su “chi è Stefano Calandra” (vedi anche sotto) abbiamo visto che è un diplomato al Liceo classico, laureato in Economia e commercio con master in Marketing e comunicazione: ci stupisce che a fronte di tanta cultura umanistica (liceo classico in primis) si scriva in un italiano da III elementare che più che un italiano è… itaglianese. Come c’è molto itaglianese in ciò che segue, dove Calandra sembra arrampicarsi sugli specchi:

stefano calandra

Pignolerie letterarie a parte, S&S ipotizzano che i pianeti allineati attraggano la crosta terrestre, poi arriva la Luna che da lo strappo finale. Il discorso potrebbe (teoricamente) filare con la Luna allo zenith sopra la testa, ma non funziona con la Luna al nadir. Chissà che spiegazione potrebbero darci?

Continuano:

E’ evidente – a mio umile parere – un EFFETTO GRAVITAZIONALE MULTIPLO generato dai pianeti in linea, per cui si genera una forza vettoriale in un’unico punto gravitazionale sulla crosta terrestre, non può essere una coincidenza evidentemente!

Soprassedendo ancora sul livello lessicale, questo non spiega in quale punto della crosta agisca la somma delle forze vettoriali gravitazionali.

6 – Che relazione c’è tra le forze gravitazionali in atto e il punto di faglia? Ovvero come si determina tale punto?

Anticipare che la prossima settimana è previsto un terremoto non serve a nulla se non si specifica dove questo avverrà. La seguente frase non risponde alla domanda:

Per cui, grazie alle osservazioni empiriche dei serie storiche di allineamenti planetari (la forza gravitazionale di Newton segue appunto la linea di intersezione dei pianeti in linea), sappiamo prevedere con certezza +- 6 ore quando accadrà in futuro un terremoto nel Quadrante Alfa QA1 di riferimento.

Ora il quadrante si chiama Alfa QA1… Chissà perché? Forse suona… più “scientifico”… Comunque il quadrante citato copre l’Europa del sud e l’Africa del nord: non serve a nulla sapere questa informazione perché è troppo vaga e mica si può far evacuare un’area di tali dimensioni. E poi: di quale intensità? Mg 4 è molto diversa da Mg 6 che è 1000 volte più energetica, così come quest’ultima è molto diversa dalla Mg 8, a sua volta 1000 volte più energetica della 6.

Su questa domanda tentano una risposta come segue:

Seguendo la stessa legge, si potrà determinare anche la forza (F)-soglia generata dall’allineamento planetario, oltre la quale la crosta terrestre entra in crisi, si rompe e crea l’evento tellurico. Materia questa per gli astronomi professionisti, il poter determinare per ogni allineamento riscontrato, la distanza (r) tra i vari pianeti: essendo nota la massa dei vari pianeti in linea, si determinerà quindi la forza (F) di Newtonsoglia, oltre la quale con certezza sono avvenuti i terremoti.
Sarà possibile anche determinare il conseguente grado Richter del terremoto, in corrispondenza della forza (F) generata. Infatti si può calcolare il coefficiente medio k di tutti gli allineamenti planetari riscontrati negli ultimi 100 anni M(F/R) = k dove:
M è la media;
F è la forza gravitazionale di Newton;
R è il grado Richter del terremoto, noto perchè riportato dalle cronache;
k è il coefficiente medio che, messo a denominatore con F per ogni allineamento empirico riscontrato, dà il grado Richter atteso per quel terremoto.
E’ in corso – attualmente – il calcolo della formula corretta.

Materia per astronomi professionisti? Ma che dicono? Calcolare le forze gravitazionali empiriche non è impossibile: l’ho fatto persino io… E poi che c’entrano gli astronomi? Se si tratta di faglie con eventi tellurici sarà competenza di geologi o sismologi. Insomma: si parla di cose di cui non si hanno a quanto pare le dovute competenze: che si fa? Quando non si sa più che dire si passa la patata bollente ai professionisti?

stefano calandra

 

È davvero simpatico il paragone tra Calandra e un ricercatore CNR/INGV. Chissà se il nostro amico Stefano da grande vorrà diventare uno scienziato? E chissà se i sismologi professionisti, in caso di grave allerta, mollano tutto per passare il pomeriggio in la famiglia?


Tornando a noi e alle spiegazioni di S&S, c’è una castroneria logica pazzesca: come si può dimostrare una teoria basandosi sulla teoria stessa? Hanno preso la magnitudo dei vari eventi sismici, hanno fatto il rapporto con la forza gravitazionale il cui quoziente moltiplicato per la “media” (M) (quale media? Cos’è?) e questo dovrebbe dare un presunto coefficiente?

Pensate un po’ se alla vostra prof di matematica delle medie avreste dimostrato il teorema di Pitagora semplicemente dicendogli che siccome 16+9 fa 25 esso funziona! Rimandati a… marzo!

E come la mettiamo sotto l’aspetto dimensionale? M (la misteriosa media) non sappiamo cosa sia, mentre il rapporto F/R è una forza diviso una Magnitudo. Ma la Magnitudo è adimensionale! Possiamo però trasformarla in una lavoro, per esempio in Kwh o in Joule poichè per ogni grado di M conosciamo quanti Joule corrispondono. Un rapporto tra N/J (ovvero N/N*m) darebbe 1/m che moltiplicato per un “ignoto M” dovrebbe dare K.

Il mio prof di fisica avrebbe detto: “Queste cosa sono? Noccioline? Ceci? Joule o Calorie?”

Non si sa! E non è così che funziona la fisica, vero prof?

Prevedere terremoti ma non prevedere dove

Sintetizzando, S&S ipotizzano una correlazione tra elevazione del pianeta sull’orizzonte e luogo del sisma, salvo però poi dire:

Ma, nello stesso tempo, la legge di Newton e le osservazioni empiriche degli allineamenti non possono darci risposte sul dove esattamente (Comune o provincia) capiteranno questi terremoti all’interno del Quadrante Alfa.

Poiché essi dividono l’Italia in tre zone, torniamo alla domanda di prima: com’è possibile salvare migliaia di vite umane annunciando “terremoto presumibile al sud Italia alle 22 +/- 6 ore”? Decine di milioni di italiani dovrebbero evacuare? E se fosse la mattina di un giorno feriale al nord? Mezza produzione nazionale ferma per… cosa? Solo perché un pianeta si allinea con un altro e poi arriva la Luna?

Un tipico sisma italiano importante colpisce indicativamente un’area di 10-30 km di raggio cioè da 300 a 3.000 kmq: non si può evacuare 1/3 dell’Italia.

E poi arriva un altra chicca su dove sarà il sisma:

Questa è materia dei geologi, che dovrebbero tramite i loro studi verificare dove, in quel giorno e ora, la faglia è in “zona di rotura”.

Trascurando l’ortografia (ginnasio… laurea… master… ma a cosa sono serviti?) non si può esporre una teoria demandando competenze e calcoli ad altri. Questa è fisica del cavolo. Anch’io posso predire la fine della Terra salvo poi demandare ai geologi o agli astronomi la conta dei giorni. Se non fosse che poi questi signori ricercatori mi manderebbero in un famoso luogo a tutti ben noto.

No, non ci siamo! Questa non è una teoria valida e forse nemmeno una teoria. Solo una delle tante (lecite) ipotesi. Però così stando non si possono emanare bollettini sismici facendo credere che dietro a questa teoria ci sia della sostanza.

Che sia un istituto di ricerca a emettere le dovute comunicazioni, se possibile.

stefano calandra

 

Tuttavia sto iniziando ad interagire con i teorici dei cd. “Precursori sismici”, ossia di quei cultori della materia che sono riusciti a misurare l’intensita dei campi magnetici in aumento proprio nelle zone in cui la crosta terrestre è in situazione di crisi di resistenza, per cui manca poco perchè, con l’allineamento planetario, si crei la rottura.

Non c’è nessuna prova scientifica dimostrata che stabilisca un rapporto tra campo elettromagnetico e sisma. Sì, è vero, esistono dei precursori sismici ma questi, oggi 2016, non sono altro che oggetti di studio senza nessuna correlazione dimostrata tra essi e la scossa tellurica.

Anche il CNR (si veda quanto riportato all’inizio della presente pagina dal CNR) potrebbe utilizzare la teoria di cui stiamo trattando per completare le proprie ricerche di previsione dei terremoti, per salvare migliaia di vite!

Purtroppo ahiloro il CNR è stato chiaro: sono gli stessi S&S che sulla loro pagina di Facebook, la stessa in cui emettono i loro “bollettini sismici”, ci dicono:

Abbiamo proposto una cooperazione in tal senso sua al CNR sia all’INGV, ma come vi avevo scritto in un post di qualche settimana fa, ci hanno messo in spam della loro casella e-mail ed uno dei loro ricercatori anche minacciato di denunciarci per procurato allarme. Quindi direi di lasciar perdere…

Beh… senza voler infierire, una teoria così… scassata, senza un minimo di calcoli e dimostrazioni, non poteva ambire a qualcosa di meglio. Sembra che il dilettantismo straripi.

Ma quanto influisce la gravità di un pianeta sulla Terra?

Ci siamo presi la briga di andare a curiosare tra i numeri.

Questa tabella riassume le distanze minime e massime tra il nostro pianeta e gli altri, giusto per sapere qual è la loro influenza gravitazionale (che dipende dalla massa del pianeta e dal quadrato della distanza intercorsa). Abbiamo anche inserito il Sole e la Luna, poi vedremo perché, e, a puro titolo di paragone, la Stazione Spaziale Orbitante (ISS) e un Airbus A380 al decollo a 100 m. di quota.

Notiamo come la somma di tutti i pianeti (e non solo) evidenziata in rosso come in un unico super allineamento, pari a 0,4 μN cioè 0,4 milionesimi di Newton, sia di gran lunga inferiore a quella della sola Luna (48,3 μN). E che se a tale somma planetaria aggiungessimo pure quella della Luna (48,7 μN) saremmo distantissimi da quella del solo Sole che è di 8,81 mN cioè 8.810 μN cioè oltre 180 volte superiore.

Ecco quindi la domanda numero 7:

7 – Perché i nostri S&S non tengono conto dell’elemento gravitazionale che più influirebbe sulle loro teorie, ovvero il Sole?

Sembra un paradosso: a cosa serve sapere cosa fa chi numericamente non conta pressoché nulla? Avrebbe senso privarsi di un caffè (e di uno soltanto) per risparmiare al fine di comperare la casa nuova, e poi andare a giocare al casinò?

Per i meno fisici, tanto per dare un elemento di paragone facilmente misurabile, aggiungiamo che quando state ritti e fermi in piedi (sulla Terra, a livello del mare e a 45° di latitudine – perdonate la pignoleria ma il mio ex prof di fisica mi bacerebbe), sulle vostre gambe agisce una forza in newton (dovuta alla gravità terrestre) pari al vostro peso in kg moltiplicato per 9.8. Se la vostra bilancia dice che siete 100 kg dovrete confrontarvi con una forza peso di 980 N, mentre se pesate 60 kg la forza di attrazione gravitazionale sarà di 588 N e così via. Un litro di acqua, ovvero 1 kg, subirà una forza poco più di 9.8 N (dipende poi dalla bottiglia) mentre una goccia d’acqua (pari a circa 50 mg) subirà una forza di 0,49 mN pari a 490 μN. Questo significa che detta goccia è attratta dalla Terra con una forza di 17 volte inferiore a quella che il Sole esercita sulla Terra: pensate quindi al peso sulla vostra mano di una goccia d’acqua e moltiplicate x 17.

Tutto questo per sottolineare le debolissime forze attribuite dai corpi orbitanti, talmente deboli per i pianeti da essere a nostro dire ininfluenti anche se sommate tutte assieme rispetto al Sole. Dalla tabella sopra risulta più gravitazionalmente attrattivo un Airbus A380 a pieno carico a 100 metri che non Marte, Mercurio, Urano e Nettuno dalla Terra.

E una media nevicata su un territorio montano? Quanti milioni di kg possono gravare su una zona di 40×40 km con 50 cm di neve fresca? Considerato per questo spessore un valore medio del suo peso specifico pari a 120 kg/mc avremo 96 mld di kg che a 5 km da una ipotetica futura faglia inciderebbero gravitazionalmente circa 0,25 μN: quasi come Giove! Per dovere di precisione diciamo che se ipotizziamo la faglia come un singolo punto, solo il centro dell’area nevosa sarà a 5 km mentre la periferia si distanzierà sempre più dall’ipocentro. Se però consideriamo la faglia come una linea (e non puntiforme) o più propriamente come un’area, i conti esatti andrebbero effettuati sull’effetiva dimensionalità di quest’ultima. Tuttavia il nostro vuol essere solo un conteggio empirico e indicativo di quali forze terrestri potrebbero incidere gravitazionalmente, oltre a quelle extra terrestri.

Adesso appare un po’ più chiaro il motivo per cui il mondo scientifico non ha mai avvalorato queste ipotesi. Le forze gravitazionali dei pianeti rimangono sì sotto esame, ma in base a questo pretendere di emettere bollettini sismici senza esibire un calcolo ci sembra decisamente presuntuoso.

E non capiamo nemmeno perché una persona che vanta un simile curriculum si sia buttata in ambito scientifico in maniera così criticabile e improvvisata. Sembra quasi che si abbia a che fare con persone completamente sprovvedute e scarsamente scolarizzate (a giudicare da come scrive rispondendo su Facebook – vedi sopra) e non un super uomo che vanta simili CV.

Ma soprattutto che risponde sui social con un’arroganza come se tutto gli fosse dovuto, paragonandosi addirittura a un ricercatore dell’INGV o del CNR.

Che ci siamo imbattuti in un super millantatore da premio Nobel? Oppure in un laureato dalle forti lacune culturali, e che manco sa scrivere? Chissà cosa ha scritto nella tesi?

La mia personale opinione è che chi ostenta lo fa perchè non ha nulla da esibire, mentre chi nasconde è perché ha troppo da esibire. Come dire: si dice sempre il contrario di quello che si è o di quello che si fa.

Per il resto giudicate voi. La discussione è aperta!





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Ci risiamo con la fine del mondo: stavolta è il turno dell’era glaciale

Ci risiamo con la fine del mondo, stavolta ecco nuovamente la bufala della mini era glaciale

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Abbiamo davvero troppe fini del mondo, dei camion pieni, potremmo riscrivere la storia del cinema hollywoodiano dove le catastrofi all’ultimo secondo vengono scongiurate dagli americani. Apocalissi zombie, calendari Maya, meteoriti giganti, terremoti come nel film “Magnitudo 10.1”. Nel frattempo la Terra è diventata piatta (e non solo la Terra…).

marco dimitri

Perdonatemi, vado a memoria sul numero delle volte che è stata annunciata la fine del mondo:

Fine del mondo 1 gennaio 2000

Il millenium bug avrebbe fatto impazzire tutti i computer della Terra provocando eventi catastrofici che avrebbero portato inevitabilmente, indovinate dove? Ma alla fine del mondo.

Fine del mondo 2007

Questa è la data stabilita per la fine del mondo da un pazzo: il pastore battista Pat Robertos, che tra l’altro ha predetto l’Apocalisse innumerevoli volte, una delle quali il 29 aprile 2007.

Fine del mondo 2011

Secondo Harold Camping, il mondo sarebbe finito il 21 maggio 2011 perchè quel giorno, una serie di potenti terremoti avrebbe distrutto tutto.  Ora, una delle cose fondamentali che tutti dovrebbero sapere è che i terremoti non sono prevedibili.  Infatti non vi fu alcun terremoto apocalittico quel giorno. Harold Camping non si perse d’animo e spostò la fine del mondo al 22 ottobre dello stesso anno. Ovvio: non accadde nulla.

Fine del mondo 2012

Il calendario Maya chiudeva il proprio ciclo il 21 dicembre 2012, infatti, il mondo sarebbe dovuto finire grazie a quella che era stata chiamata “l’Apocalisse Maya” (siamo ancora qui).

Altra previsione di fine del mondo da parte del leader del gruppo eBible Felloship di Philadelphia, Chris McMann che aveva avvertito che il mondo sarebbe addirittura stato distrutto da un incendio il 7 ottobre 2015. McCann, quando ciò non avvenne si dichiarò addirittura sorpreso.

Fine del mondo 2017

Un appassionato di “numerologia”, David Maede, il 15 ottobre 2017 sarebbero iniziate sofferenze per 7 anni che avrebbero portato alla fine del mondo.

Fine del mondo 2019

Eccoci arrivati alla bufala del ritorno dell’era glaciale.

Stavolta è un pessimo giornalismo a diffondere titoli catstrofici:

Anche se il titolo è virgolettato, cioè riporta una frase detta da altri, Tiscali News continua affermando che è a rischio la vita sulla Terra. Anzi, altri esperti confermerebbero ma spostando l’era glaciale a qualche anno in più, giusto il tempo di finire di pagare le rate della lavastoviglie.

Meteoweb, un sito conosciuto per i titoloni “catastrofici” (una nuvola diventa un uragano) questa volta riduce il fenomeno parlando di una mini era glaciale, un termine usato anche da Sky News e da tanti altri che non controllano i dati scientifici, la fondatezza delle notizie e via dicendo.

Cosa sia una mini era glaciale ancora non ci è dato saperlo. Un termine improprio per dire basta “allarmismo”.

 

 

Circa ogni due anni siamo siamo bombardati da titoli di notizie allarmistiche e che ripetono il mito secondo cui la Terra è diretta verso una “mini glaciazione” imminente. È successo nel 2013, nel 2015, e di nuovo di recente a fine 2017.

Questa volta, il mito sembra essere stato scatenato da un’intervista di Sky News con la professoressa di matematica della Northumbria University, Valentina Zharkova. La notizia è stata subito ripresa dal Daily Mail, International Business Times, Sputnik News, Metro, Tru News e altri. Zharkova era anche dietro le “mini glaciazioni” nel 2015, basandosi sulle sue ricerche che prevedono come il Sole entrerà presto in una fase tranquilla. Tuttavia ci si dimentica che, se il Sole esaurirà l’idrogeno, il problema sarebbe inverso, la prima emergenza sarebbe il caldo, non il freddo! Questo perchè prima di spegnersi si espanderà come spiega Wikipedia :

Il Sole si trova a circa metà della propria sequenza principale. Al termine di questo periodo di stabilità, tra circa 5 miliardi di anni, il Sole entrerà in una fase di forte instabilità che prende il nome di gigante rossa: nel momento in cui l’idrogeno del nucleo sarà totalmente convertito in elio, gli strati immediatamente superiori subiranno un collasso dovuto alla scomparsa della pressione di radiazione delle reazioni termonucleari. Il collasso determinerà un incremento termico fino al raggiungimento di temperature tali da innescare la fusione dell’idrogeno negli strati superiori, che provocheranno l’espansione della stella fino ad oltre l’orbita di Mercurio; l’espansione causerà un raffreddamento del gas (fino a 3500 K), motivo per il quale la stella avrà una colorazione fotosferica tipicamente gialla intensa.

Il punto più importante da tenere in considerazione è che la ricerca scientifica è chiara: se si verifica un grande minimo solare potrebbe ridurre temporaneamente le temperature globali di meno di 0,3 ° C, mentre gli esseri umani stanno già provocando un riscaldamento di 0,2 ° C per decennio.

La differenza di temperatura media globale è indicata per il periodo di tempo 1900-2100 per lo scenario di emissioni IPCC A2. La linea rossa mostra il cambiamento di temperatura previsto per il livello corrente di attività solare, la linea blu mostra il cambiamento di temperatura previsto per l’attività solare al livello molto più basso del Maunder Minimum e la linea nera mostra le temperature osservate fino al 2010. Illustrazione: Feulner & Rahmstorf (2010) in Geophysical Research Letters by SkepticalScience.com

 

Quindi il Sole poteva solo compensare al massimo il valore di 15 anni di riscaldamento globale causato dall’uomo, e una volta terminata la sua fase silenziosa, il sole avrebbe aiutato ad accelerare ancora una volta il riscaldamento globale.

Il termine improprio “mini glaciazione”

Il mito deriva in ultima analisi da un periodo in cui gli scienziati del clima hanno coniato “The Little Ice Age” (LIA). Si trattava di un periodo modestamente freddo che va da circa il 1300 al 1850. Era particolarmente freddo nel Regno Unito, dove a volte il fiume Tamigi si congelava e si svolgevano le “fiere del gelo”.

Una squadra guidata dal fisico dell’università di Reading e dall’esperto solare Mike Lockwood ha scritto un documento che esamina la scienza alla base di fiere del gelo, macchie solari e LIA. Comprendeva la figura sottostante che mostra le temperature dell’emisfero settentrionale insieme al numero di macchie solari e il livello delle particelle vulcaniche nell’atmosfera nel corso dell’ultimo millennio:

Il numero di macchie solari, le temperature dell’emisfero settentrionale e la profondità ottica dell’aerosol vulcanico (AOD) intorno al periodo della piccola era glaciale. Illustrazione: (2017), News & Reviews in Astronomy & Geophysics

 

Durante le ere glaciali, le temperature sono state generalmente inferiori di 4-8 ° C rispetto ai tempi moderni. Come mostra questa figura, durante la LIA, le temperature erano al massimo di circa 0,5 ° C più fredde rispetto all’inizio del 20 ° secolo. Così, Lockwood definisce la “piccola era glaciale” un termine improprio. “Come affermano gli autori:

Rispetto ai cambiamenti delle ere glaciali, la cosiddetta “piccola era glaciale” (LIA) è un clima e una perturbazione sociale di breve durata e mitezza.

Per fare un confronto, le temperature sono aumentate di un intero 1 ° C negli ultimi 120 anni e di 0,7 ° C negli ultimi 40 anni.

 

L’influenza minima minima solare sul clima

Il minimo di Maunder era un periodo di tranquilla attività solare tra il 1645 e il 1715 circa. Si riferisce spesso a intercambiabilmente con la “Piccola era glaciale”, ma quest’ultima durò secoli più a lungo. In effetti, durante la LIA si sono verificati tre minimi solari separati, che includevano anche periodi di attività solare relativamente più elevata. Altri fattori come le eruzioni vulcaniche e le attività umane hanno contribuito alle temperature fresche. Infatti, un documento del 2017 guidato dal Mathew Owens dell’Università di Reading ha concluso:

Le simulazioni di modelli climatici suggeriscono che molteplici fattori, in particolare l’attività vulcanica, sono stati cruciali per causare le temperature più fredde nell’emisfero settentrionale durante la LIA. Una riduzione della radiazione solare totale probabilmente ha contribuito alla LIA ad un livello paragonabile al cambiamento dell’uso del suolo [da parte dell’uomo].

Simulazioni delle variazioni di temperatura dell’emisfero settentrionale risultanti da singoli fattori climatici, rispetto ai cambiamenti osservati nel pannello superiore. Il pannello inferiore mostra una simulazione senza modifiche ai fattori climatologici, per illustrare il livello di variabilità naturale nel clima. Illustrazione: Owens et al.Owens et al. (2017), Journal of Space Weather and Space Climate

Diversi studi hanno studiato il potenziale impatto sul clima di un futuro grande minimo solare. In ogni caso, hanno concluso che un periodo solare così calmo causerebbe meno di 0,3 ° C di raffreddamento, che come precedentemente notato, avrebbe temporaneamente compensato non più di un decennio e mezzo del riscaldamento globale causato dall’uomo. Queste stime basate su modelli sono coerenti con la quantità di raffreddamento che si è verificata durante i minimi solari nella LIA.

È imminente un altro grande minimo solare?
Anche se avrebbe un impatto relativamente piccolo sul clima, è comunque interessante chiedersi se siamo diretti verso un altro periodo solare tranquillo. Zharkova la pensa così. Il suo team ha creato un modello che cerca di predire l’attività solare e suggerisce che un altro minimo solare si verificherà tra il 2020 e il 2055. Tuttavia, altri scienziati solari hanno criticato il modello come troppo semplice, creato sulla base di soli 35 anni di dati, e non riuscendo a riprodurre accuratamente l’attività solare passata.

Ilya Usoskin, capo della stazione Cosmic Ray di Oulu e vicedirettore del Centro di eccellenza ReSoLVE ​​nella ricerca, ha pubblicato una critica del modello solare di Zharkova che ha fatto questi punti. Ancora più importante, il modello fallisce nel riprodurre l’attività solare nota in passato perché la squadra di Zharkova tratta il sole come un sistema semplice e prevedibile come un pendolo. In realtà, il sole ha un comportamento più casuale e imprevedibile (in termini scientifici, “stocastico”):

Ad esempio, un pendolo perfetto: se hai visto alcuni cicli del pendolo, puoi prevederne il comportamento. Tuttavia, l’attività solare è nota per essere un processo non stazionario, che principalmente non può essere previsto (l’orizzonte di previsione per l’attività solare è noto per essere di 10-15 anni). La predizione deterministica non può essere fatta a causa della componente stocastica essenziale.

Immagina un flusso d’acqua molto turbolento in un fiume rapido, e lanci un piccolo bastone di legno nell’acqua e lo rintraccia. Poi lo fai la seconda volta e la terza volta … ogni volta che il bastone finirà in posizioni molto diverse dopo lo stesso periodo di tempo. Il suo movimento è imprevedibile a causa del componente stocastico turbolento. Questa è esattamente la situazione con l’attività solare.

Lockwood concorda sul fatto che non abbiamo ancora una comprovata teoria predittiva del comportamento solare. Ha pubblicato ricerche che esaminano la gamma di possibili evoluzioni solari basate sui periodi passati in cui il Sole si trovava in uno stato simile ad oggi, ma come dice lui, “questo è il meglio che penso che possiamo fare al momento attuale!”

Anche il fisico solare Paul Charbonneau dell’Università di Montreal era d’accordo con Usoskin. Mi ha detto che mentre gli scienziati stanno lavorando per simulare l’attività solare, compreso l’uso di modelli semplificati come quelli di Zharkova,

sugli standard dei modelli di dinamo contemporanei, il loro è estremamente semplice, in realtà banale, semplicistico … Per estrapolare un tale modello al di fuori della sua finestra di calibrazione, è necessaria un’ipotesi extra, molto forte: che i sistemi fisici alla base della generazione del campo magnetico mantengano la loro coerenza (Fase, ampiezza, ecc.). Come ha già spiegato la mia collega Ilya Usoskin, è improbabile che ciò avvenga nel caso del ciclo di attività solare.

Perché questo mito non morirà?

Zharkova crede che il suo modello solare sia corretto, ma nel migliore dei casi può solo cercare di prevedere quando si verificherà il prossimo periodo solare tranquillo. La sua influenza sul clima della Terra è al di fuori della sua esperienza, e la ricerca sottoposta a peer review è chiara che sarebbe un impatto minimo.

Zharkova non è d’accordo – l’ho contattata e lei mi ha detto che crede che un grande minimo solare avrebbe un effetto di raffreddamento molto più grande. Tuttavia, ha anche fatto riferimento a miti a lungo sfatati sul riscaldamento globale su Marte e Giove, e ha fatto un commento su “i predicatori del riscaldamento globale”. È chiaramente appassionata della sua ricerca, e ha la credibilità che viene con la pubblicazione di studi peer-reviewed su attività solare. Forse questi fattori motivano i giornalisti a scrivere queste frequenti storie di “mini glaciazione”.

Ma le credenze sulla scienza del clima di Zharkova sono irrilevanti. Mentre ha creato un modello che prevede un imminente periodo di silenziosa attività solare, altri scienziati hanno identificato gravi difetti nel modello, e in ogni caso, la ricerca ha dimostrato che un altro minimo solare avrebbe solo un impatto piccolo e temporaneo sul clima della Terra.

In questo momento critico …

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Bufale

Cari razzisti, il complotto per nascondere il “bambino biondo” del bus non esiste

Da qualche ora gira una strana teoria che coinvolge giornali, lo ius soli e il racconto della tragedia sfiorata a San Donato Milanese: dietrologie razziste su tre amici e compagni di scuola

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Da qualche ora una parte non marginale del dibattito pubblico su internet è dedicata a una strana teoria del complotto, secondo cui i media italiani starebbero tramando per riscrivere la storia della tragedia sfiorata a San Donato Milanese, in modo tale da tributare gli onori dell’eroico salvataggio a due ragazzi di origine straniera e cancellare dalle cronache la storia di Riccardo, l’unico vero eroe sullo scuolabus dirottato da Ousseynou Sy, incidentalmente biondo e italiano.

A lanciare per prima l’allarme su Twitter è Francesca Donato – Lady Onorato, per i frequentatori del social network di Jack Dorsey – l’avvocato che da qualche tempo anima le serate di La7 con le sue ospitate a Di Martedì, in qualità di rappresentante di Eurexit, “un’associazione no-profit, nata dall’incontro fra liberi professionisti e imprenditori”, naturalmente euroscettica. Il messaggio è di quelli che puntano a scuotere le coscienze: “Il ragazzino che ha chiamato la polizia intervistato ieri era biondo e di pelle bianca.

Se oggi un giornale tenta di propinarci un eroe per forza musulmano e immigrato, questa è manipolazione dell’informazione“.

A preoccupare Donato è soprattutto la dichiarazione di Khalid Shehata, il padre di uno di uno dei ragazzi che secondo le ricostruzioni avrebbero lanciato l’allarme, che al Corriere della Sera aveva confidato la speranza di ottenere per il figlio la cittadinanza italiana, proposta rilanciata dal vicepremier Luigi Di Maio e accolta con una timida apertura anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In poco tempo il tweet fa il giro dell’internet italiano e questa eccentrica variazione sul tema della sostituzione etnica inizia a solleticare gli ambienti più avvezzi al complottismo – e al razzismo – da tastiera, che si intestano la battaglia per la verità, iniziando ad accumulare indizi. Se avete del tempo da impiegare molto male, provate a usare su Twitter la chiave di ricerca “bambino biondo.

Al centro di ogni speculazione c’è un video, circolato negli istanti successivi alla liberazione degli ostaggi, in cui i giornalisti accorsi sul posto raccolgono le parole di Riccardo, detto Ricky, in cui il ragazzino racconta i tragici momenti del sequestro, spiegando come sia riuscito a liberarsi dalle fascette con cui era stato ammanettato per recuperare il cellulare con cui ha poi allertato i soccorsi. Ovviamente gli indagatori su Twitter non mancano mai di sottolineare quelle che ritengono essere le caratteristiche fondamentali del bambino-eroe: è biondo, italiano e soprattutto cattolico.

Gli approfondimenti delle ore successive, effettivamente, spostano il fuoco del racconto sui profili di altri due protagonisti. Si tratta di Adam, un ragazzo di origini marocchine il cui padre vive in Italia dal 2002, anche se non continuativamente, e di Rahmi, uno studente figlio di migranti egiziani al quale i giornali si riferiscono anche come Ramy o Rami. Entrambi, come molti ragazzi nati in Italia ma figli di immigrati di prima generazione, non godono dei diritti di cittadinanza e le loro storie, una volta emerse, sono servite a completare il mosaico della mattinata di paura a San Donato Milanese.

Ma a parlare per la prima volta di Rahmi e Adam non è stata una fantasiosa ricostruzione della stampa volta a reintrodurre il tema dello ius soli nel dibattito politico: è stato proprio Riccardo, il ragazzino biondo, in un’intervista rilasciata al Corriere: “Un mio compagno, Rami, aveva nascosto il cellulare, ha fatto le prime chiamate al 112” ricorda Ricky, divenuto suo malgrado l’eroe degli sciacalli su Twitter. “Ad un certo punto gli è caduto per terra, senza farmi vedere sono andato a raccoglierlo e l’ho passato ad Adam, dietro di me“.

 

Riccardo, insomma, ha giocato un ruolo fondamentale nella brutta storia a lieto fine svoltasi nell’autobus, ma le telefonate al 112 sono realmente state effettuate fa Rahmi e Adam. Se davvero si tornerà a parlare di ius soli – per quanto la cittadinanza non sia e non dovrà mai essere considerata un premio, ma un diritto – sarà solo perché tre ragazzi, amici e compagni di scuola, hanno collaborato per salvare 51 vite. Senza che nessuno, fuori da Twitter, vedesse alcuna differenza tra di loro.





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Bufale

Le bufale sull’incidente del volo Ethiopian Airlines

Geoingegneria con le scie chimiche, massoneria, censura dei media e negazionisimo sono solo alcune delle ipotesi (campate in aria) che sono spuntate sul web dopo che il Boeing 737 Max di Ethiopian Airlines è precipitato

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Ormai è un’abitudine: a ogni grande sciagura, incidente o calamità fanno seguito bufale e false informazioni di ogni sorta. E la tragedia del volo ET 302 di Ethiopian Airlines, precipitato ad Addis Abeba nella mattina del 10 marzo uccidendo 157 persone, non poteva certo sottrarsi a questa triste tendenza. Così, mentre ancora sono in corso le operazioni di recupero di ciò che rimane del velivolo e dei passeggeri, e sono ancora incerte le cause dello schianto, in rete hanno iniziato a circolare strane storie a proposito di complotti internazionali architettati per eliminare alcune persone scomode.

Nonostante le varie teorie del complotto siano in qualche modo interrelate, abbiamo cercato di metterle in ordine dividendole in 7 temi principali. Tutte quante, ovviamente, sono prive di fondamento.

1. L’ipotesi della geoingegneria
Secondo questa prima teoria, che è anche la più chiacchierata ed elaborata, lo schianto dell’aereo non sarebbe stato accidentale. Il velivolo sarebbe stato abbattuto di proposito per liberarsi di alcune persone, in particolare di studiosi di fama internazionale che si opponevano alla pratica della geoingegneria e delle irrorazioni malvagie come arma di guerra climatica.

In pratica, dunque, si sarebbe trattato di un gesto deliberato da parte di coloro che volevano mantenere segreta la prassi di spruzzare i cieli con alluminio e solfuri, mettendo a tacere per sempre le pericolose voci discordanti. Questa idea ha iniziato a circolare poche ore dopo lo schianto, già dalle 18 di domenica sera, in seguito alla pubblicazione di un decalogo complottista su un sito in lingua spagnola.

La prova di una simile teoria, dicono i suoi sostenitori, sarebbe la meta verso cui erano diretti alcuni passeggeri, ossia a Nairobi per partecipare a un’iniziativa organizzata dall’Onu: l’assemblea per l’ambiente Unea (qui il programma in pdf). Per le fonti complottiste, il tema del convegno sarebbero le scie chimiche, ma in realtà si tratta di una conferenza molto più ampia che spazia dalla gestione dei rifiuti all’inquinamento, sopratutto in merito all’attività antropica. Come ha fatto notare Next Quotidiano, nel programma si cita effettivamente una conferenza di un paio d’ore in cui si affronta in tema della geoingegneria. Tuttavia il materiale informativo indica chiaramente che il giorno dell’iniziativa è stato mercoledì 6 marzo, quattro giorni prima dell’incidente aereo. Se davvero i passeggeri avessero dovuto partecipare a quel convegno, sarebbero stati terribilmente in ritardo. Naturalmente, poi, in quell’occasione non si è affatto parlato di scie chimiche come esperimento occulto, e non è nemmeno chiaro quali dei passeggeri sarebbero dovuti essere i fantomatici esperti oppositori della geoingegneria.

2. La complicità oscurantista dei media
Leggendo quanto riportato in alcuni post pubblicati su Facebook, anche televisioni e giornali europei sarebbero coinvolti nel complotto delle scie chimiche, e infatti nessuna fonte avrebbe riportato la notizia del convegno internazionale di geoingegneria a Nairobi.

Ovviamente la notizia non è stata battuta dalle agenzie perché il convegno è del tutto irrilevante in relazione al disastro aereo, e poi perché nessuno dei passeggeri si stava recando a un seminario scientifico sulle irrorazioni (perché, come già detto, l’unico evento vagamente collegabile al tema si era tenuto quattro giorni prima).

3. Guai a chi nega il riscaldamento globale
In una variante della prima teoria complottista, alcuni passeggeri dell’aereo si stavano dirigendo a Nairobi non per parlare di scie chimiche, ma per esporre le proprie tesi negazioniste sul cambiamento climatico. Per evitare che fossero messe in circolazione prove di quanto il riscaldamento globalesia un grande inganno, gli scienziati ribelli sarebbero stati eliminati brutalmente.

4. L’aereo fantasma
La più semplice delle versioni complottiste: l’aeromobile precipitato in realtà non è mai esistito. A sostegno di questa storia, le prove inattaccabili sarebbero le foto delle agenzie di stampa in cui non si vedono ritratti né i resti del velivolo né i cadaveri dei passeggeri, fatta eccezione per una scarpa da ginnastica. Peccato però che tutto ciò sia semplicemente falso, dato che – come mostrano anche la foto d’apertura di questo articolo e quella qui di seguito – nelle ore successive sono arrivate molte altre fotografie in cui sono mostrate altre parti dell’aereo distrutto.

volo Ethiopian Airlines

(foto: Jemal Countess/Getty Images)

5. Omicidi mirati massonici

Rivelazione a sorpresa, secondo alcuni commentatori sui social almeno uno dei passeggeri del volo ET 302 sarebbe stato un massone. Ciò significherebbe, completando questa teoria, che lo erano anche altri passeggeri, anche se nessuno ha chiarito quali siano i nomi di questi fantomatici consociati. L’incidente aereo sarebbe quindi stato un attentatocontro la massoneria, oppure (in alternativa) la morte di alcuni massoni rappresenterebbe il risvolto positivo della tragedia.

6. Una mossa anti-Boeing e anti-assicurazioni
In base a un’altra teoria, il disastro aereo non sarebbe frutto di un attacco alle vite umane, ma a un sistema economico. I veri bersagli del complotto, dunque, sarebbero l’azienda Boeing (il cui titolo, effettivamente, ha risentito dell’accaduto in borsa) e le compagnie assicuratrici, che ora sarebbero costrette a spendere molti soldi in rimborsi. Alla faccia del guerrilla marketing.

7. Altri due complotti minori
Li riportiamo in rapida sequenza. C’è chi sostiene che l’azienda Boeing sia controllata dal Vaticano tramite i Gesuiti, e che quindi tutto verrà oscurato per volere della Chiesa, o al contrario che si sia trattato di un attacco contro gli interessi economici della Santa sede. Altri invece, proponendo una variante della storia dell’aereo fantasma, dicono che l’aereo sarebbe stato per qualche ragione colpito direttamente mentre era in volo, e che poi per occultare le prove tutti i resti siano stati fatti sparire.





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