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Finlandia: islamico accoltella i passanti al grido di “Allah akbar”. Due morti

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Ancora sangue nelle strade, il terrorismo religioso continua a mietere vittime. Secondo un articolo de il Corriere della Sera in Finlanda altri due morti: l’ aggressore è stato colpito alla gamba ed è stato immobilizzato dagli agenti di polizia. Il bilancio è di due morti e sei feriti. Al momento l’attacco non viene considerato attentato terroristico.

Diverse persone sono state colpite a coltellate in un attacco nella Piazza del mercato di Turku in Finlandia. L’aggressore è stato arrestato dopo essere stato colpito alle gambe da alcuni agenti. La polizia di Turku ha confermato che due persone hanno perso la vita nell’aggressione e altre otto sono rimaste ferite. Un testimone racconta che l’assalitore «agiva alla cieca» colpendo chiunque gli si parasse davanti e che diverse persone hanno tentato di bloccarlo. La ministra dell’Interno finlandese Paula Risikko ha detto che non si sa ancora se l’attacco sia o meno di natura terroristica mentre la polizia fa sapere che l’assalitore «è uno solo» e la sua identità non è ancora nota. «Sono in corso verifiche ma all’apparenza risulta straniero», ha continuato Risikko. Le forze dell’ordine hanno dichiarato il «cessato» pericolo e al momento l’attacco non viene considerato come un attentato terroristico.

I dubbi sul movente

A poco a poco, la psicosi è passata. Nel corso della conferenza stampa serale la #polizia ha confermato il «cessato pericolo» spiegando che l’autore della strage era in realtà «uno solo», non è certo che abbia gridato in arabo e non è nemmeno sicuro che si tratti di #terrorismo . «In questa fase delle indagini – ha dichiarato il portavoce della polizia – non possiamo né confermarlo né smentirlo». L’Isis, ad ogni modo, ha festeggiato online l’attacco. Lo ha segnalato la direttrice del Site Rita Katz, postando immagini dell’attacco in Finlandia che mostravano la scritta «Dalla Spagna alla Finlandia: onore alla Jihad». Tutto, ovviamente, senza che vi fossero «conferme» sulla matrice.

Le indagini

Nel corso della notte la polizia finlandese ha eseguito 5 arresti nel quadro delle indagini per gli accoltellamenti di Turku.«Stiamo verificando la posizione degli arrestati – ha detto un responsabile della polizia – per capire se siano collegati o meno con l’attentato, di certo erano in contatto» con l’uomo protagonista degli atti di violenza. Al momento non si conosce ancora l’identità dell’accoltellatore e le fonti di polizia parlano «di un giovane uomo straniero», che non è ancora stato interrogato poiché in terapia intensiva per le ferite riportate. L’uomo avrebbe agito da solo, ma la polizia ancora non esclude che avesse dei complici.

La rete jihadista

L’attacco di Turku non è ancora stato rivendicato ufficialmente nè dall’Isis nè da altre organizzazioni jihadiste ma sui network utilizzati dagli estremisti islamici iniziano a comparire alcune immagini dell’assalto. Nei post vengono volutamente oscurate le donne presenti sulla scena e i sostenitori dell’Isis celebrano l’accoltellamento.

L’allerta terrorismo in Finlandia

Ad aprile la Finlandia era stata indicata come «il Paese più sicuro del mondo» dal rapporto biennale sul turismo del World economic forum. È la prima volta che lo Stato scandinavo di cinque milioni di abitanti viene sconvolto da un evento di questa portata: finora nella sua cronaca nera spiccavano un paio di stragi nelle scuole, tra il 2007 e il 2008, con un bilancio di una ventina di morti. Negli ultimi mesi gli 007 di Helsinki avevano però lanciato un’allerta su una possibile minaccia jihadista: il 15 giugno l’agenzia di sicurezza del Supo ha innalzato il livello di allarme da basso a elevato, spiegando che il rischio di un attentato non era mai stato così elevato per la Finlandia. In particolare veniva evidenziato come il Paese fosse citato sempre più spesso nella propaganda dell’Isis, forse anche per via della trentina di «foreign fighters» partiti dal Paese per combattere in Siria e Iraq, e come fossero ben 350 gli elementi segnalati dall’intelligence per possibili legami terroristici, l’80% in più rispetto al 2012. Ad ogni modo la matrice terroristica dell’attacco di Turku non è ancora sicura e la polizia non conferma che l’assalitore abbia gridato in arabo.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Liberato Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016

Il 33enne bresciano è stato liberato da un gruppo di siriani ribelli chiamati ‘il governo della salvezza’

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L’italiano Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016 al confine turco-siriano è stato liberato. Lo ha confermato il premier Conte che ha dichiarato: “Il connazionale Alessandro Sandrini è stato liberato al termine di un’articolata attività condotta, in territorio estero, in maniera coordinata e sinergica dall’intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall’unità di crisi del Ministero degli Esteri”.

Sandrini è stato liberato da un gruppo ribelle siriano della provincia di Idlib, il ‘Governo siriano di salvezza’, che ha diffuso la notizia sui social. L’operazione è scattata dopo aver saputo che un gruppo criminale attivo in zona e specializzato in rapimenti si nascondeva lungo il confine con un ostaggio.
Sandrini era comparso lo scorso anno in un video in cui compariva inginocchiato con alle spalle due uomini armati e indosso una tuta arancione che ricordava quelle utilizzate dall’Isis. I suoi rapitori, però, non sono parte dello Stato islamico.

Il nome di Alessandro Sandrini è comparso due volte tra gli imputati del tribunale di Brescia: la prima volta per un processo per rapina e ricettazione (aveva tentato di vendere dei tablet rubati e aveva compiuto una rapina nel 2016). Sarà infatti ora ascoltato dai pm di Roma.





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Globalist

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New York, folle tenta di dare fuoco alla cattedrale di Saint Patrick

voleva bruciarla come Notre-Dame?
Fermato prima dellʼingresso nella chiesa. Aveva taniche di benzina e accendini

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Un uomo di 37 anni con evidenti problemi psichici ha tentato di dare fuoco alla cattedrale di Saint Patrick a New York. Fortunatamente è stato fermato prima che potesse mettere atto il suo piano. Marc Lamparello aveva con sè due taniche di benzina quando i sorveglianti della cattedrale lo hanno fermato mentre stava per entrare nella navata centrale. Forse l’uomo voleva bruciarla come Notre-Dame dopo essere stato suggestionato dalla notizia.

La polizia non ha ancora stabilito con certezza il movente e nemmeno ha voluto esprimersi sulla possibile disabilità mentale del fermato. Ha confermato però che Marc Lamparello quando è stato fermato dal personale di sicurezza fuori dalla cattedrale aveva con sè due taniche da 5 litri di benzina, un sacchetto con dentro altri due flaconi di liquido infiammabile e due accendini da cucina. Ai poliziotti ha detto di essere rimasto senza carburante e per questo stava andando in giro con le taniche. Gli agenti hanno però controllato la sua macchina e scoperto che non era affatto in riserva.

Voleva bruciarla come Notre-Dame? – Dopo l’incendio di Notre-Dame a Parigi molte cattedrali nel mondo hanno intensificato i controlli (anche se nel caso francese è quasi certo che ci si trovi di fronte a un incidente). E sono state proprio le guardie private della chiesa di Saint Patrick a dare l’allarme quando hanno visto Lamparello che stava per entrare nella cattedrale. Inizialmente ha tentato di difendersi dicendo che stava “tagliando” dentro la cattedrale per uscire verso Madison Avenue. Poi ha continuato a dare risposte deliranti, tanto che inizialmente la polizia di New York aveva confermato i disturbi psichici del fermato. “Difficile capire quali fossero le sue reali intenzioni, ma uno che va in giro con taniche di benzina e accendini dà sicuramente grande preoccupazione”, ha detto John Miller, vice commissario dell’area anti terrorismo della polizia di New York.





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Tgcom

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Assassin’s Creed potrebbe aiutare a ricostruire Notre Dame

Dopo il disastroso incendio l’obiettivo primario è quello di ricostruire il monumento: un aiuto potrebbe venire dai modelli 3D realizzati per il famoso videogioco di Ubisoft

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Com’è noto, nella serata del 15 aprile un violento incendio ha colpito la cattedrale di Notre Dame a Parigi, portando al crollo della copertura della navata, del coro e del transetto, oltre alla guglia centrale di costruzione ottocentesca. Con la struttura portante rimasta intatta, l’obiettivo, ribadito anche dal presidente francese Emmanuel Macron, è ora quello di ricostruire il monumento che fino a ieri era il più visitato d’Europa. Data la struttura particolarmente stratificata dell’edificio, costruito nel corso di oltre 180 anni, e gli ingenti danni riportati, la ricostruzione potrebbe impiegare anni se non decenni, ma un aiuto potrebbe venire da una fonte inaspettata come Assassin’s Creed.

La serie di videogiochi è celebre perché, ambientando le proprie avventure in diverse epoche storiche e luoghi del mondo, permette ai propri giocatori di esplorare questi scenari, scalando e arrampicandosi soprattutto su edifici e monumenti di rilevanza storica in uno stile che richiama il parkour. Uno dei titoli della serie, Assassin’s Creed: Unity del 2014, è ambientato proprio a Parigi durante la Rivoluzione francese e presenta, fra gli altri, un modello molto accurato della cattedrale: i designer della Ubisoft hanno lavorato per ben due anni a realizzare un’immagine verosimile di Notre Dame, includendo anche numerosi dettagli (come le guglie, i pinnacoli e alcune statue introdotte nei restauri ottocenteschi) che nel 1789 non erano presenti ma risultano invece molto familiari nell’immaginario dei giocatori (gli stessi giocatori che in queste ore stanno tributando il loro omaggio online riproponendo le scene delle loro imprese nel videogame).

Utilizzare i precisissimi modelli 3d creati dai realizzatori del videogioco potrebbe aiutare la ricostruzione accorciando i tempi di recupero delle immagini e dei progetti. A ciò potrebbe aggiungersi l’aiuto di Andrew Tallon, uno storico dell’arte recentemente scomparso ma che, secondo il National Geographic, ha completato già nel 2015 una mappatura della cattedrale con misurazioni estremamente precise grazie all’impiego di puntatori laser: “Se ho lavorato correttamente la scansione è accurata con uno scarto di cinque millimetri”, aveva dichiarato lo studioso al magazine. Già in serata diverse campagne di sottoscrizione sono state lanciate per raccogliere fondi per la ricostruzione di Notre Dame, e contributi milionari stanno già giungendo da aziende private e da famiglie come Arnault e Pinault, le proprietarie dei più grandi gruppi del lusso francese.





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Wired

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